Resident Evil Resistance, svelate due mappe inedite

Arrivano nuovi dettagli su Resident Evil Resistance, la modalità inclusa in Resident Evil 3 che ricordiamo debutterà il prossimo 3 aprile su Pc, PS4 ed Xbox One. Capcom, infatti, svela che i famigerati antagonisti della serie, Alex Wesker ed Ozwell Spencer, aggiungeranno un ulteriore livello di terrore al gioco. E questo grazie al loro set di abilità speciali che gli permetterà di ostacolare i sopravvissuti nel loro tentativo di fuga dai perversi esperimenti della Umbrella Corporation. Questo duo va a completare il team di Mastermind della Umbrella che saranno utilizzabili in Resident Evil Resistance, assieme ai già annunciati Daniel Fabron e la famigerata Annette Birkin.

I fan che hanno già conosciuto Alex Wesker in Resident Evil Revelations 2, si ricorderanno che lei preferisce adottare metodi indiretti per raggiungere i suoi obiettivi.


Vista la sua natura malvagia e il piacere che prova nel far soffrire i suoi soggetti con traumi psicologici ed esperimenti, il ruolo di Mastermind le si addice perfettamente. Lo stile di gioco di Alex pone enfasi sull’utilizzo di trappole e sulla manipolazione della mappa per rallentare i Sopravvissuti con ostacoli e zombie potenziati.
Come se tutto ciò non bastasse, quando Alex diventa realmente seria potrà schierare una feroce pianta carnivora chiamata Yateveo. Questa arma biologica sarà pure incapace di muoversi, ma ponendola nella posizione giusta diventa comunque una potentissima ostruzione che bloccherà i Sopravvissuti dalla fuga.

Ozwell E. Spencer, nella serie, è sempre stato un antagonista che preferisce nascondersi nell’ombra e far fare il lavoro sporco agli altri. Come quarto Mastermind giocabile in Resident Evil Resistance, Ozwell ha finalmente deciso di impiegare un approccio più diretto. Gustandosi la sua posizione privilegiata come uno dei fondatori della Umbrella Corporation, Ozwell utilizza la tecnologia all’avanguardia dell’azienda per tormentare i Sopravvissuti. A differenza degli altri Mastermind che possono schierare armi biologiche controllabili (come lo Yateveo di Alex Weskes, il G-Birkin di Annette Birkin e il Tyrant di Daniel Fabron), Ozwell può invece generare un Campo Disintegrativo che causa enormi danni agli sventurati Sopravvissuti che ci passano attraverso.

DUE NUOVE MAPPE

Capcom ha condiviso anche nuovi artwork che mostrano due nuove mappe dove Mastermind e Sopravvissuti si scontreranno in un letale duello di astuzia:

  • Casinò: uno stabilimento dedicato all’intrattenimento, perfetto per gli amanti del brivido… e per sadici Mastermind. Le slot machine ancora funzionanti e le molteplici fish sparse per terra raccontano un inquietante storia di quanto sia stato abbandonato velocemente durante la caduta di Raccoon City.



  • Parco Divertimenti Abbandonato: un parco divertimenti a tema horror che si trova nei sobborghi di Raccoon City. Pure questo luogo è stato abbandonato a causa dell’arrivo di zombie e armi biologiche. Ora, sia i mostri reali che immaginari aspettano con pazienza i prossimi visitatori del parco.



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Remothered: Tormented Fathers, Recensione

I più anzianotti fra noi, tra delusioni e disillusioni ludiche cocenti speranze che, è inutile remarci contro, possediamo di fabbrica nel dna da “gamer” ed è difficile che spariscano improvvisamente, ricorderanno la saga horror Clock Tower, estremamente famosa negli anni ’90 nonostante fosse stata inizialmente distribuita solo in Giappone. Ma perché introduciamo la recensione di Remothered: Tormented Fathers parlando di Clock Tower?

Perché il titolo sviluppato dai ragazzi di Stormind Games, gruppo di sviluppo siciliano indipendente, cominciò come progetto amatoriale che aveva l’obiettivo di dare un seguito alla succitata saga, ferma inesorabilmente al 2002. Il team ha lavorato 10 anni a questo progetto che è divenuto qualcosa di più grosso rispetto all’idea originale, molto vicino alle atmosfere del gioco seppur molto diverso.

Senza ulteriori indugi, ecco nostra la recensione della versione Switch di Remothered: Tormented Fathers giunta dopo qualche ritardo sulla console ibrida di Nintendo e ad oltre un anno di distanza dalla versione Pc che è stata molto apprezzata e premiata all’ultima edizione degli Italian Video Game Awards come miglior gioco italiano.

Detto questo, vi auguriamo una buona lettura.

TRAMA INCASTONATA NELL’HORROR A TINTE OSCURE

Remothered: Tormented  Fathers è un gioco d’avventura in terza persona dalle forti tinte survival horror, incentrato sull’esplorazione, fasi stealth in stile Amnesia e la risoluzione di enigmi attraverso la raccolta di svariati oggetti. Nel buio titolo interpreteremo Rosemary Reed, una donna di 35 anni che, per alcune traversie della vita, si ritrova suo malgrado coinvolta nella sparizione di Celeste, una giovane ragazza scomparsa in modo misterioso.

Le investigazioni della nostra protagonista la condurranno nel maniero di Richard Felton, un notaio da tempo in pensione, che vive con la moglie Arianna. Ma, introducendosi nelle loro vite con uno stratagemma che presto fallisce, la nostra intrepida protagonista si vedrà costretta ad introdursi furtivamente nella residenza Felton, alla ricerca di Celeste. Di lì, pian piano, la nostra Rosemary sbroglierà una matassa orribile, fatta di sangue e di incubo. Questo è sostanzialmente l’incipit narrativo del titolo che, seppur non brillerà di particolare originalità, darà subito in pasto al giocatore l’essenza stessa di Remothered: Tormented  Fathers, ovvero un gioco horror fatto con passione da chi dell’horror si nutre con la stessa.

GAMEPLAY TRA STEALTH ED INDAGINI

 

Com’è da immaginarsi, l’avventura si svolgerà all’interno della vasta residenza Felton, che nasconde fra le sue mura indicibili segreti: la nostra eroina, in sostanza, dovrà esplorare il lugubre teatro degli eventi alla ricerca di prove e indizi correlati proprio alla misteriosa scomparsa della ragazzina.

Naturalmente, l’esplorazione non andrà sempre come dovuto: nonostante l’innata abilità della protagonista di sgattaiolare non vista (Remothered: Tormented Fathers ci offrirà anche una pronunciata componente stealth tra le sue meccaniche principali), alle volte le aberranti amenità che si manifesteranno nella residenza, cercheranno naturalmente di farci lo scalpo.

Remothered: Tormented  Fathers, è bene sottolinearlo, nonostante tinte molto vicine ai Survival Horror intesi alla Resident Evil, non ci offrirà armi di difesa canoniche, ma piuttosto degli strumenti di distrazione o pseudo-difensivi con cui, appunto, distrarre i nemici (ad esempio, accendendo una radio o un televisore) o rallentarli. La nostra Rosemary, consumando preziosa stamina, potrà anche schivare i colpi delle mostruosità che attenteranno alla sua incolumità durante l’evolversi storia, che si muoverà intramezzata da cutscene piuttosto ben realizzate e recitate in modo più che sufficiente. Gli stessi intermezzi, aggiungeranno sicuro spessore e pathos ad un’avventura che durerà complessivamente tra le 10 e le 15 ore di gioco.

Ma la nostra arma principale, sarà come detto la capacità di Rosemary d’esser non vista: la nostra eroina, in un modo non molto dissimile da quanto visto nella saga Amnesia e derivati, potrà sfruttare gli anfratti e la mobilia della residenza per far perdere le proprie tracce e nascondersi dagli occhi dei nemici.

La nostra alter-ego, morirà dopo un paio di colpi subiti, oppure spirerà immediatamente se e quando le aberrazioni che fronteggeremo, riusciranno nell’intento di stringerla nella loro morsa.  Sparsi per la casa, però, ci saranno degli specchi che ci consentiranno non solo di salvare i progressi (in un modo non molto dissimile dalle macchine da scrivere di Resident Evil) ma anche di cancellare gli eventuali danni subiti. In generale, la difficoltà di Remothered: Tormented  Fathers sarà medio/alta, alternanando stage più lineari, ad altri più intricati o connessi a sezioni complesse (come, in alcuni casi, in contesti dove saremo chiamati ad affrontare un lungo fiume di Quick Time Event). In generale, come già sottolineato, la maggioranza del tempo ci muoveremo nell’oscurità e nel silenzio, alla ricerca di indizzi e oggetti utili per proseguire la nostra ricerca, tra nemici alla nostra ricerca e enigmi da risolvere.

TECNICA

Da un punto di vista meramente tecnico, Remothered: Tormented  Fathers è un gioco piuttosto pregevole seppur, com’è lecito attendersi, lontano da produzioni Tripla A (che hanno ovviamente altri budget a disposizione).

In generale, l’estetica del gioco risulterà un po’ datata e spartana, soprattutto se confrontato con le altre versioni dello stesso gioco: a rimediare parzialmente a questa carenza “d’occhio”, ci penserà l’atmosfera complessiva del gioco opprimente e lugubre al punto giusto, in grado sin dalle battute iniziali di immergerti completamente nella storia di Rosemary, dei Felton e Celeste.

Un plauso va fatto anche allo splendido lavoro investito nella sezione audio, costellato di rumori e scricchiolii ben realizzati assieme ad une recitazione vocale complessiva egregia considerando anche la provenienza indipendente e il costo ben lontano dagli standard delle produzioni di nomi altisonanti.

In generale, Remothered: Tormented  Fathers sarà piuttosto godibile a livello prestazionale, offrendo un’esperienza sufficientemente fluida appunto, senza risultare quasi mai claudicante fisicamente a causa  di bug (che saranno comunque presenti, come compenetrazioni poligonali e pop up improvvisi di oggetti), soffrendo però di alcuni cali di frame in specifiche situazioni (ad esempio, in alcuni scontri).

La versione Switch del gioco, al centro di questo test, ha mostrato complessivamente un egregio lavoro di trasposizione meccanica, sia per quanto concerne la mappatura dei tasti (che sarà intuitiva e supportato da un breve ma esaustivo tutorial in-game), sia per quanto riguarda le prestazioni che saranno sostanzialmente simili sia in modalità handheld che “fissa”, con un canonico miglioramento prestazionale notabile nella seconda modalità.

COMMENTO FINALE

Remothered: Tormented  Fathers è un prodotto interessante che, a meno delle metà del prezzo di un tripla a, offrirà un’atmosfera cupa e immaginifica unita ad una trama mai banale e piuttosto articolata. Il gioco soffre di una conversione non perfetta su Switch, che confluisce in un’estetica datata e alcuni bug e imperfezioni che minano relativamente l’intera esperienza di gioco.

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In arrivo The Eternal Cylinder nel 2020

Nuova partnership editoriale tra Good Shepherd Entertainment (già autore di John Wick Hex, ne parliamo qui), ed Ace Team che hanno annunciato lo sviluppo di The Eternal Cylinder, previsto per il 2020. Questo ambizioso titolo indie di avventura open world survival sarà rilasciato su console e Pc, in esclusiva su Epic Games Store al momento del lancio.

Qui il trailer di annuncio ufficiale.

IL GIOCO

In The Eternal Cylinder, i giocatori controlleranno un gruppo di adorabili creature chiamate Trebhums, con le quali dovranno esplorare uno strano mondo alieno pieno di forme di vita esotiche, ambienti surreali. Dovranno inoltre fronteggiare la costante minaccia del Cylinder, una gigantesca struttura rotolante di origine antica che schiaccia tutto sul suo cammino.
Questo ecosistema unico nel suo genere sarà una terra enorme generata proceduralmente, con un’intelligenza artificiale animale unica, una distruzione del mondo in tempo reale, un’esplorazione organica e una progettazione di puzzle mirati a un gameplay capaci di garantire avventure sempre diverse.






I Trebhums del giocatore inizieranno nella parte più bassa della catena alimentare naturale, ma nutrendosi di varietà di flora e fauna specifiche potranno mutare ed evolversi, raggiungendo così nuovi attributi e capacità fisiche. Il gioco prevede la presenza di decine di mutazioni diverse, tra cui nuove abilità di spostamento come il volo o il nuoto destinate a raggiungere nuove aree, e sensi più sviluppati per aiutarsi con la risoluzione di enigmi e il superamento di sfide e pericoli.

Ogni Trebhum può avere mutazioni diverse, le quali non andranno a sostituire quelle già in possesso: in questo modo si potranno accumulare set di abilità in modo dinamico. Ogni mutazione finirà inoltre col cambiare l’aspetto fisico dei Trebhums, permettendo così di esplorare nuove combinazioni anche a livello estetico.

Per maggiori informazioni rimandiamo al sito ufficiale. Da li è possibile unirsi alla beta privata previo iscrizione.

Davide Viarengo

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Surviving Mars: Green Planet arriva il 16 maggio

Surviving Mars: Green Planet debutterà il 16 maggio su Pc, PS4 ed Xbox One. Lo rendono noto Paradox Interactive ed Haemimont Games. Il lancio sarà accostato a quello del pacchetto Project Laika che porterà bestiame ed animali domestici su Marte.

I preordini di Green Planet e Project Laika sono ora disponibili rispettivamente al prezzo di 19,99 euro e 5,99 euro, insieme al pacchetto Green Planet Plus che include anche l’espansione Project Green di Laika per 23,90 euro.

I giocatori possono preordinare Surviving Mars: Green Planet e Project Laika sul Paradox Store qui.

Surviving Mars: Green Planet introduce i parametri di Terraforming nel gioco di gestione della sopravvivenza. Questi aggiungono nuovi livelli di profondità strategica.

Gli appassionati possono costruire nuove strutture, completare progetti speciali e seminare la vegetazione sulla superficie di Marte per trasformare il pianeta ostile e costruire una seconda casa per l’umanità. Una volta che il Pianeta Rosso è in grado di sostenere la vita umana, i giocatori possono aprire le cupole e lasciare che i loro coloni respirino la fresca aria marziana.

Gli umani non sono le uniche specie che cercano di vivere su Marte. Con Project Laika viene aggiunge una varietà di animali domestici e di bestiame che andranno a beneficio delle colonie e miglioreranno la vita sul Pianeta Rosso.

I giocatori possono allevare bestiame per aumentare la produzione di cibo mentre gli animali domestici esplorano la loro nuova casa. Tenete d’occhio ciò che i coloni considerano gli animali domestici, tuttavia alcuni dei loro compagni potrebbero essere una sorpresa.

CARATTERISTICHE GREEN PLANET

  • Terraforming: rende il pianeta ostile abitabile per l’umanità. Ogni decisione che viene presa mentre si gestisce la colonia può influenzare i parametri di Terraforming, che includono Atmosfera, Temperatura, Acqua e Vegetazione e idealmente li avvicina ai livelli abitabili. Si dovranno monitorare i progressi su una scala planetaria con l’interfaccia utente panoramica planetaria. Una volta che si è resa l’atmosfera respirabile, si potranno aprire le cupole e lasciare che i coloni respirino aria marziana.
  • Marte verde: seminare la superficie di Marte con vari licheni, erba, arbusti o alberi ed osservare mentre iniziano a trasformare il pianeta rosso in verde. Piante a bassa manutenzione come il lichene possono migliorare la qualità del suolo per aiutare le piante più complesse a crescere mentre gli alberi producono raccolti di semi alti per la colonia da raccogliere. I giocatori devono assicurarsi di monitorare i livelli di qualità del suolo per mantenere le piante sane e in crescita.
  • Progetti speciali: Affrontate sette progetti speciali impegnativi come sciogliere le calotte polari, catturare asteroidi di ghiaccio, lanciare uno specchio spaziale e altro per iniziare a cambiare i parametri di Terraforming. Si dovrà stare attenti: questi progetti avranno un impatto duraturo sul pianeta e scateneranno disastri naturali.
  • Sette nuovi edifici Terraforming: costruire sette nuovi edifici che possono aiutare a terraformare il pianeta o a capitalizzare i cambiamenti. Usare la fabbrica di GHG per rilasciare gas serra nell’atmosfera, l’impianto di forestazione per aumentare la produzione di vegetazione, la pompa dell’acqua per riempire un letto di lago artificiale e altro ancora.
  • Calamità climatiche: la trasformazione di un pianeta può avere conseguenze inaspettate. Se si rilasciano troppi gas serra nell’atmosfera si può innescare la pioggia acida che riduce la qualità del suolo, o se un asteroide sbatte sul pianeta causerà un terremoto che potrebbe interrompere la produzione della colonia.

PROJECT LAIKA INCLUDE:

  • Fattoria degli animali: allevare fino a otto diversi animali da fattoria nei pascoli marziani tra cui mucche, polli, maiali e altro ancora. Gli animali da fattoria possono essere allevati per il cibo nelle nuove rastrelliere o ranch all’aperto, a seconda delle loro dimensioni, e consumano più acqua delle colture.
  • Il migliore amico dei marziani: Animal Pack contiene 25 diversi animali domestici, che vanno dai soliti sospetti come gatti, cani e conigli ad alcune creature inattese come lama, pinguini, ornitorinchi. Una volta terraformato il pianeta a sufficienza, gli animali andranno fuori ad esplorare i cespugli e gli alberi vicini.

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Chernobylite ha raggiunto l’obiettivo su Kickstarter

Sono bastati 10 giorni a Chernobylite per raggiungere l’obiettivo minimo su Kickstarter. Il survival ad ambientazione post nucleare di The Farm 51 ha già raccolto più di 91mila euro superando la soglia di 88.924 euro che richiedevano gli sviluppatori. Tutto questo grazie agli ai quasi 1.600 supporter che hanno donato il loro contributo. I dati ovviamente sono in continua evoluzione.

Per l’occasione sono stati resi noti i primi stretch goal, ossia alcuni obiettivi secondari che serviranno a vivacizzare ulteriormente la campagna già andata a buon fine proponendo alcune caratteristiche supplementari se superata la determinata soglia proposta.

A 100.000 euro la stazione di Cernobyl (una delle location del gioco assieme alla città fantasma di Prypjat) sarà più vasta ed esplorabile.

Se si dovesse raggiungere quota 120.000 euro saranno aggiunte le traduzioni in diverse lingue, italiano compreso.

Con 130.000 euro sarà aggiunto un sistema di crafting delle componentistiche delle armi e munizioni speciali.

I 150.000 euro garantiranno, invece, l’inclusione in game della registrazione reale dei suoni dai luoghi contaminati di Cernobyl.

E non è detto che ci si fermi qui. Avete già sostenuto il progetto? Se vi interessa avere queste ulteriori caratteristiche vi rimandiamo alla relativa pagina Kickstarter. Ricordiamo che pochi giorni fa, The Farm 51 ha pubblicato un lungo video di mezz’ora con protagonista il gameplay di Chernobylite mostrandolo in azione per la prima volta.

 

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Left Alive, un video sull’invasione a Novo Slava

In occasione del Tokyo Game Show 2018, Square Enix ha svelato un nuovo trailer del suo prossimo survival action shooter Left Alive.

Il video introduce i tre protagonisti principali, ognuno con le proprie storie, le proprie missioni ed i propri sentieri per la salvezza. Ambientato durante un’invasione devastante a Novo Slava nell’anno 2127, Left Alive racconta una storia umana di sopravvivenza.

Il gioco, in arrivo nel 2019 su Steam e PS4, riunisce i celebri sviluppatori, Toshifumi Nabeshima (director della serie Armored Core), Yoji Shinkawa di Kojima Productions (character designer della serie Metal Gear) e Takayuki Yanase (mech designer di Ghost in the Shell: Arise, Mobile Suit Gundam 00, Xenoblade Chronicles X) per creare un mondo duro e oscuro.

Spazio alla clip nonché ad alcune immagini. Buona visione.






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State of Decay 2, Recensione Xbox One

State of Decay 2 è l’ultima fatica di uno studio di sviluppo, Undead Labs, che è passato alla storia per aver dato alla comunità di appassionati di videogiochi di zombie un ottimo titolo di sopravvivenza, in terza persona, a dispetto dei difetti di gioventù e delle limitazioni del caso.

Stiamo parlando del primo State of Decay, pubblicato nel 2013 e, nonostante l’evidente spigolosità di grafica e gameplay, ha capitalizzato un buon successo di pubblico. Cinque anni dopo, dunque, la schiera di estimatori del gioco dei ragazzi di Washington torna nelle rinnovate lande del sequel, seguite da nuove generazioni di sopravvissuti, solo su Windows 10 e Xbox One.

STATE OF DECAY 2.0

State of Decay 2 poggia su solide fondamenta tecniche che rispondono al nome di Unreal Engine 4. Undead Labs si è trovata, dunque, un ottimo motore grafico per sviluppare la propria creazione, mentre Microsoft si è occupata di garantirgli un budget del tutto diverso – e superiore – a quanto gestito cinque anni fa. Il risultato, a primo impatto e dopo alcune ore di gioco, è quello sotto gli occhi di tutti. La sensazione forte è quella di giocare una versione potenziata in ogni sua parte del già interessante State of Decay, che soffriva la natura di titolo “low budget”.

La stabilità tecnica ha permesso, agli sviluppatori, di dedicarsi di più e meglio al miglioramento e all’implementazione di piccole novità su quanto di buono era stato fatto. Il tentativo, secondo noi riuscito, è quello di offrire un’esperienza fluida e mai frustrante. Ce ne accorgiamo subito quando abbiamo a che fare con i primi zombi, da picchiare con armi di fortuna oppure da sforacchiare con le poche munizioni che riusciamo a racimolare. Anche le parti in cui si guida sono ben fatte, la sensazione verosimile delle vetture che sgommano su strade e sterrato è di buon livello.

In State of Decay 2, gran parte del tempo lo trascorriamo esplorando, raccogliendo materie prime e, soprattutto, gestendo la nostra base, che è anche la nostra casa e il centro nevralgico da cui tutta la nostra sopravvivenza passa. Infermeria, dormitorio, “fucina” di armi ed equipaggiamenti, altro vario ed eventuale riposa qui e va dato in gestione ad altri superstiti che condividono, insieme al nostro alter-ego, quel tetto.

Ogni personaggio ha una propria personalità e – analogamente a quanto vediamo accadere in certi videogiochi di ruolo tipo The Elder Scrolls – più un personaggio effettua un tipo di azione, più bravo diventa a farla fino a quando può specializzarsi in una fra due scelte. Ad esempio ci è capitato di scegliere se rendere un personaggio più resistente oppure più capace di sostenere pesi nella borsa. A noi la scelta.

L’unico aspetto che non ci è piaciuto, ma non per questo bocciamo la scelta di gameplay (comunque motivatissima) è quello di non poter creare un nostro vero e proprio avatar. Siamo in grado e dobbiamo assolutamente controllare tutti i personaggi del rifugio. E’ possibile giocare con un solo personaggio dall’inizio alla fine ma è al limite del proibitivo perché, verosimilmente, nessuno può fare tutto da solo in un contesto difficile come quello di State of Decay 2.

QUASI GRATIS E OVUNQUE



L’ultima fatica di Undead Labs può essere affrontata completamente in solitaria, con possibilità di mettere in pausa e prendersela con molta calma. Questo rende la possibilità di usare sempre e solo un personaggio più fattibile, sebbene non sia la cosa più saggia da fare. I personaggi soffrono fame, sonno e malattie e andando avanti nel gioco soffrono il fisiologico bisogno di fermarsi “ai box” per tornare pienamente operativi. Se così non fosse, affronterebbero il gioco con una quantità di malus tali da rendere la sopravvivenza davvero difficile.

Cambiare da un personaggio all’altro è la scelta più logica da fare, ma non sono tutti uguali: c’è chi è più portato al combattimento e chi più al pronto soccorso, per esempio. Tutte queste valutazioni gestionali decadono quando decidiamo di giocare con altri tre sopravvissuti controllati da giocatori veri.
A quel punto il titolo mostra il meglio di sé e spinge il gruppo a cooperare davvero per sopravvivere. Giocare con perfetti sconosciuti è un azzardo, perché i giocatori potrebbero essere frettolosi, fin troppo calmi, troppo prudenti o troppo aggressivi.

State of Decay 2 si trova incluso nell’Xbox Game Pass di Microsoft, il servizio in abbonamento che permette di godere di quasi tutta l’offerta Xbox One, senza limitazioni al prezzo di un corrispettivo mensile. Come ogni esclusiva Xbox One di ultima generazione, poi, è possibile godersela sia tramite console ammiraglia Microsoft che su Windows 10, con lo stesso account, senza ulteriore esborso.

COMMENTO FINALE

State of Decay 2 è un videogioco di sopravvivenza, in terza persona, sviluppato da Undead Labs, che è uno studio alle dirette dipendenze di Microsoft. E’, pertanto, un’esclusiva limitata alle piattaforme Windows 10 e Xbox One (ovviamente anche Xbox One S e Xbox One X).

E’ il seguito diretto e ufficiale del primo State of Decay, datato 2013 ma questa volta gode delle migliorie e della stabilità grafica di un engine rodato come Unreal Engine di quarta generazione. Giocandoci a fondo ci si rende conto che sembra di godere di uno State of Decay 2.0, cioè la versione riveduta, corretta e migliore di tutto quello che avevamo giocato già cinque anni fa.

Tecnicamente solido e bello a vedersi, joypad o tastiera e mouse alla mano risulta estremamente godibile e soddisfacente. Il grado di sfida è ben bilanciato, sempre stimolante, mai noioso. Gestire la propria base di sopravvissuti e avere a che fare con le enclavi che non rispondono direttamente alle nostre direttive non è mai stato così intrigante. Oltre alla solita sopravvivenza dalle minacce non-morte, molto tempo viene impiegato al fine di far funzionare al meglio le parti che compongono la base e fare andare, tutto sommato d’accordo, personalità anche contrastanti che vanno a convivere forzatamente insieme.

In definitiva, State of Decay 2 è certamente il survival a base di zombie, fortemente cooperativo, che stavamo tutti aspettando. Ben fatto, divertente, intrigante e mai banale. Consigliatissimo agli irriducibili delle piaghe non-morte, da valutare seriamente da coloro che amano il genere dei giochi di sopravvivenza in generale.

 

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Agony, Recensione PS4

Quando Agony venne annunciato a maggio del 2016, fece subito parlare di sé per via di un’ambientazione a suo modo affascinante seppur inquietante, suscitando di fatto una certa curiosità nel pubblico.

L’idea di dover fuggire addirittura dall’Inferno finì per stuzzicare gli appetiti di tanti utenti, grazie anche alle successive dichiarazioni degli sviluppatori, Madmind Studio, che prometteva mirabilie e un’esperienza sconvolgente in grado di spaventare il giocatore. Ora finalmente che è arrivato nei negozi possiamo vedere se il team ha mantenuto o meno le promesse fatte. Vi parleremo della versione PS4.

FUGA DALL’INFERNO

Senza svelarvi troppo sulla storia, diciamo che essa racconta di un’anima dannata che cerca letteralmente di fuggire dall’Inferno, dov’è finita senza avere alcun ricordo dei motivi che l’hanno portata lì. Unica possibilità di capire qualcosa e di trovare una via d’uscita sembra essere legata alla figura di una misteriosa dea rossa.

Più facile a dirsi che a farsi, visto che il giocatore deve muoversi alla cieca in ampi livelli aperti popolati da mostruosità di ogni tipo e pieno zeppo di violenze, di corpi martoriati e mutilati. Perché Agony è un titolo avventuroso con la visuale in prima persona che punta idealmente molto sull’esplorazione, sulla strategia stealth e sulla punizione, visto che la maggioranza dei nemici sono troppo potenti da combattere (uccidono al primo colpo) e solo scoprendo le strade più sicure, adottando le dovute tattiche diversive e di fuga, si può progredire di area in area.

Diverse le opzioni per muoversi nell’ombra, la maggior parte delle quali purtroppo molte volte inefficaci a causa di bug e meccaniche mal orchestrate e implementate.

Per esempio, per crearsi un varco, si può cercare di distrarre i nemici attirando altrove la loro attenzione, magari lanciando qualcosa lontano dal punto in cui ci si trova, così da allontanarli. Peccato che i demoni abbiamo un’intelligenza artificiale nella media e routine comportamentali insolite che li portano a compiere le azioni più disparate e talvolta insensate.
Così, oltre a rimanere bloccati in determinate zone, impedendo di fatto ogni tipo di manovra per aggirarli o evitarli per passare, spesso non reagiscono adeguatamente ai suoni. Pertanto  pur lanciando un oggetto per distrarli, rimangono fermi o se si voltano, magari scattano contro il protagonista piuttosto che nel punto in cui questi ha buttato l’esca.

Per fortuna che col tempo le cose si fanno leggermente più facili, in particolare quando il protagonista diventa più forte e può impossessarsi dei corpi di alcune tipologie di demoni, e quindi muoversi e difendere a dovere. Ma quanti faranno lo sforzo di arrivarci? All’inizio è una vera tortura, considerando che gli unici che si possono controllare sono i Martiri, creature deboli e inutili, e che per farlo occorre superare un mini gioco che si rivela fastidioso a seconda del momento.

ERRORI FATALI

Quando il personaggio muore si trasforma poi in un’anima e in quella forma ha a disposizione alcuni minuti per provare a trovare un nuovo corpo, pena l’obbligo di ripartire dall’ultimo checkpoint. Dopo tre morti definitive, si è costretti a ripartire da un punto addirittura precedente a quello dove il giocatore ha salvato! Cosa davvero frustrante che costringe a dover ripercorrere intere zone di gioco. Il titolo, insomma, non spinge l’utente ad andare avanti, a invogliarlo nella sua esplorazione.

Anzi, così facendo quasi lo respinge, perché morire nel gioco, come scritto prima, è quasi una costante nelle prime ore. Chiara l’ispirazione a Dark Souls, ma con un particolare importante: in Agony non si impara dai propri errori e questi non sono dovuti al giocatore in sé, ma a delle meccaniche, come detto, male ottimizzate. La componente horror diventa così legata a uno stile visivo particolare e alla perenne sensazione di essere debole, di non potersi difendere troppo dai mostri che pullulano in quel regno dannato e di dover ricominciare di nuovo alcune aree.

Esplorare è anche importante per comprendere la storia, visto che il gioco propone una narrazione criptica che fa idealmente l’occhiolino anche qui a Dark Souls nel volerla raccontare attraverso le immagini, gli oggetti e l’interazione con alcuni dannati sparsi in giro per le mappe. L’unico aspetto dove Agony sembra funzionare davvero è quello della messa in scena, dove a dispetto di una grafica che non fa gridare al miracolo e qualche glitch, almeno su PlayStation 4, riesce però a regalare al pubblico uno degli Inferni forse più terrificanti, brutali e “credibili” (se esistesse davvero un luogo simile) della storia dell’intrattenimento, non solo videoludico.

Grotte e gallerie infuocate e pulsanti di carni e forme contorte, corpi straziati e demoni dall’aspetto tra il grottesco e il ripugnante, come le sensuali quanto letali Onoskelis, che al posto della testa hanno un’enorme vagina dentata, compongono un mosaico affascinante nel suo orrore. Il mondo di Agony sembra partorito dalla mente contorta di un demone vero e proprio, con scenari e creature che strizzano l’occhio a quelli di artisti come Clive Barker, Guillermo del Toro, Paolo Eleuteri Serpieri e Hans Ruedi Giger, col sangue che scorre a fiotti e urla di dolore, lamenti, sospiri e ruggiti di creature demoniache e vittime ad accompagnare il tutto.

COMMENTO FINALE

Agony poteva essere una sorta di Dark Souls in soggettiva ambientato all’Inferno, invece ci ritroviamo davanti a un titolo con un gameplay sbilanciato, specie all’inizio, delle meccaniche poco ottimizzate e una serie di fastidiosi bug che minano parte dell’esperienza rendendola a tratti particolarmente frustrante.

E non bastano un’azzeccata messa in scena, un’ottima direzione artistica, sette finali e una modalità aggiuntiva con camere generate casualmente per rendere pregevole il prodotto, se il tutto non è accompagnato da una struttura di gioco solida e convincente. Consigliato solo a coloro che, muniti di tanta pazienza, sono disposti a chiudere un occhio su certe magagne del gameplay per visitare un mondo visivamente estremamente intrigante.

 

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Agony è qui, ecco il trailer di lancio

Dopo tanto parlare è giunta l’ora del gran debutto per Agony. Madmind Studios ha infatti aperto i cancelli dell’inferno e tutti i giocatori sono invitati ad immergersi nell’angosciante mondo di gioco.

Il titolo horror è disponibile su Pc, PS4 ed Xbox One.

Per l’occasione c’è anche il trailer di lancio.

Oltre ad essere stato inserito in svariate liste di “Titoli Horror più attesi del 2018”, il titolo finanziato su kickstarter con 182.000 dollari canadesi, sfiderà i giocatori con le sue location brutali e oscure. Agony porterà i giocatori nelle viscere dell’inferno dove dovranno cercare di rimanere vivi e risolvere l’enigma sulla misteriosa Red Goddess; creatrice di questo luogo di pena e dolore e unica entità a conoscenza di una via d’uscita… ma c’è molto altro sulla storia aldilà di quello che sembra.

Perseguitati dalle creature notturne, i giocatori acquisiranno l’abilità di possedere i demoni e altre anime per trovare la loro via, fuori dall’inferno.

Agony include una modalità storia completa così come un sistema di open challenge (o modalità Agony, ndr) che genera arbitrariamente livelli da esplorare in cui i giocatori dovranno sopravvivere per guadagnare nuovi Highschores.

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Shelter Generations riceve una edizione fisica su Switch

La casa editrice inglese Super Rare Games ha annunciato oggi che la simulazione di sopravvivenza Shelter Generations riceverà nel prossimo futuro una pubblicazione fisica per Nintendo Switch. Tale release avverrà in quantità estremamente limitate, potendo contare sulla stampa di soli 3000 pezzi.



La scatola conterrà, oltre ai due titoli che compongono la serie Shelter con tutti i dlc, anche Paws: A Shelter 2 Game, basato sullo stesso universo, tutte le colonne sonore ufficiali, carte da collezione stampate in alta qualità con illustrazioni, due libri animati e una confezione di lusso. Potete ammirare il packshot ufficiale grazie alla gallery in alto, e se volete potete già ordinare attraverso il sito ufficiale di Super Rare Games.

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Smoke and Sacrifice arriva a fine mese

I britannici di Solar Sail Games ed il publisher Curve Digital annunciano che il gdr survival disegnato a mano, Smoke and Sacrifice arriverà su Pc e Switch a fine mese. Precisamente il 31 maggio. Le versioni PS4 ed Xbox One arriveranno nel corso dell’anno.

Ambientato in un oscuro mondo di fantasia, dove vagano alcune creature grottesche e sono in vigore alcune spietate regole di sopravvivenza, i giocatori vestono i panni di Sachi, una giovane madre impegnata in una missione per scoprire il destino del proprio figlio.

Prendendo spunto dai moderni titoli survival più tradizionali, Smoke and Sacrifice evolve il genere con la sua storia profondamente personale in un ecosistema davvero complesso. Le creature si alimentano, riuniscono e riproducono, predandosi a vicenda e dando così vita a un mondo davvero vivo e reale. Solo domando la natura selvaggia che la circonda, Sachi potrà sperare di svelare il mistero che si cela nel cuore di Smoke and Sacrifice.

Ecco il nuovo trailer, buona visione.

 

“Siamo davvero felici di annunciare la data di uscita delle versioni PC e Nintendo Switch di Smoke and Sacrifice – ha dichiarato Tancred Dyke-Wells, cofondatore di Solar Sail Games – i commenti dei giocatori da quando abbiamo svelato il gioco sono stati straordinari, sia a eventi come l’EGX Rezzed e la GDC, sia online. Abbiamo lavorato duramente per rendere questo gioco di sopravvivenza ancora più narrativo e ambizioso, dando vita a un mondo tanto spettacolare quanto ostile da esplorare insieme a un sistema di creazione molto profondo e dettagliato”.

Realizzata con stile e illustrata a mano, la grafica di Smoke and Sacrifice cela la sua brutale storia di maternità e sopravvivenza. Sachi non deve solo preoccuparsi degli antagonisti principali del gioco, perché l’intero mondo che la circonda costituisce una minaccia. I giocatori possono modificare il comportamento di piante e animali, ma ciò potrebbe anche limitare le risorse a disposizione di Sachi per creare oggetti. Anche il fumo letale sarà una delle sfide del gioco, andando a influenzare e alterare il comportamento del giocatore.








 

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Annunciato Don’t Starve Mega Pack, in arrivo ad aprile

Il publisher 505 Games e lo sviluppatore Klei Entertainment hanno annunciato la finestra di lancio di Don’t Starve Mega Pack in versione fisica (ma solo per PlayStation 4Xbox One. Niente versione Pc, dunque). Si tratta di una edizione onnicomprensiva di Don’t Starve che include il gioco originale più tutti gli add-on e i contenuti aggiuntivi rilasciati nel corso del tempo, il tutto al prezzo di €29,99. La data da segnarsi sul calendario è il 20 aprile 2018.










Di sotto potete trovare il trailer di lancio e le caratteristiche principali di questa particolare edizione di Don’t Starve, che includerà anche una skin per personalizzare il controller, caratterizzata dal peculiare stile grafico del gioco.

Don’t Starve Mega Pack espande la già ricca esperienza del titolo base con i seguenti elementi:

  • Don’t Starve Together – Un’espansione multigiocatore stand-alone di Don’t Starve dove i giocatori dovranno fare squadra con i propri amici per raccogliere risorse e fabbricare oggetti di sopravvivenza o combattere tra loro.
  • Reign of Giants – Un’espansione che aggiunge nuovi personaggi, ambientazioni e nemici ai mondi di Don’t Starve e Don’t Starve Together! Reign of Giants porterà nuovi misteri, risorse ed enormi creature che potranno aiutare o uccidere Wilson e i suoi compagni
  • Shipwrecked – Un’espansione che propone una nuova avventura in single player dove i giocatori si avventureranno in un arcipelago tropicale cercando di sopravvivere avvalendosi di nuovi biomi, stagioni, creature, risorse e ricette da scoprire.

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The Evil Within 2, la visuale in prima persona è disponibile

The Evil Within 2 si aggiorna con una caratteristica richiesta dagli appassionati. L’avventura survival horror firmata da Tango Gameworks, è infatti fruibile anche in prima persona grazie all’ultimo aggiornamento gratuito.

Bethesda, publisher del titolo uscito su Pc, PS4 ed Xbox One, mostra le novità di questa patch 1.04 attraverso questo nuovo trailer dedicato alla visuale in prima persona. Buona visione.

Se avete già The Evil Within 2, provare la visuale in prima persona sarà facile come selezionare un’opzione nei menu. Potete decidere quale visuale utilizzare in qualsiasi momento, per affrontare il gioco nel modo che preferite. Se ancora non avete giocato al titolo e volete provarlo prima di effettuare l’acquisto, potete scaricare la demo gratuita e avventuratevi nei primi capitoli del gioco. Tutti i dati di salvataggio saranno mantenuti nel caso voleste passare al gioco completo. Qui la nostra recensione. Buona lettura.

Shinsaku Ohara, produttore di Tango Gameworks, ha detto:

“A molti piace affrontare i giochi horror in prima persona, e oggi i fan potranno vivere le esperienze di Sebastian attraverso i suoi occhi. Esplorare Union con la visuale in soggettiva lo rende un mondo visivamente più vasto. Inoltre, poter ammirare ambientazioni e nemici da vicino permette al giocatore di comprendere l’impegno dedicato alla loro progettazione”.

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Lo sviluppo di Frostpunk entra nelle fasi finali

11 bit Studios ha pubblicato un aggiornamento sullo stato dei lavori di Frostpunk, titolo dalle ambientazioni innevate e steampunk, contraddistinto da un misto di sopravvivenza, city-building e simulazione. Nelle prossime settimane, la software house rilascerà un nuovo filmato di gameplay e maggiori dettagli sui prossimi passi nello sviluppo, insieme alla data di rilascio.





Nel frattempo, il punto che è stato raggiunto negli ultimi giorni rappresenta un passo ulteriore verso l’agognato completamento, sottolineato dal rilascio di un nuovo filmato incentrato sugli Automaton, enormi macchine a vapore che rappresentano l’apice dell’ingegneria umana. Trovate il video proprio qui in basso, commentato dal lead designer Kuba Stokalski.

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Surviving Mars, scatta il conto alla rovescia per il lancio

Data di lancio per Surviving Mars. Il gioco di strategia manageriale firmato da Haemimont Games, sarà pubblicato il 15 marzo. Lo rende noto il publisher Paradox Interactive.

Il titolo darà ai giocatori la possibilità di pianificare, progettare e mantenere una colonia sostenibile sul pianeta rosso. L’inizio di questa missione partirà il mese prossimo su Pc (Windows, Mac e Linux), Xbox One e PlayStation. I pre-order inizieranno alla fine di questo mese, permettendo agli aspiranti Martians di cogliere l’occasione per essere tra i primi coloni e raccogliere i bonus in- game.

Le sfide che attendono i giocatori saranno molte… e non tutte scientificamente provabili. Oggi è disponibile un nuovo trailer che mostra uno scorcio di alcuni dei misteri di Marte. Buona visione:

In Surviving Mars, lo ricordiamo, i giocatori proveranno a colonizzare la superficie di Marte, dai primi sostentamenti alla costruzione di habitat adeguati per i coraggiosi abitanti della Terra. Ogni colono sarà vitale per la missione in quanto la colonia lotta per ottenere un punto d’appoggio dove l’ambiente è ostile e le risorse sono scarse.

Ad ogni successo, tuttavia, i giocatori otterranno la capacità di espandersi ulteriormente e persino di creare una società prospera – e creare una nuova generazione che non ha mai conosciuto la Terra.

Paradox e Haemimont hanno anche rivelato diversi dettagli e caratteristiche del titolo che i giocatori troveranno quando il gioco verrà lanciato. I coloni possono osservare e scoprire tutto con immagini ad altissima definizione per le loro missioni, con il supporto 4K offerto su entrambe le console Xbox One X e PlayStation 4 Pro.
Per i giocatori Pc, Surviving Mars offrirà, inoltre, modifiche create dalla community con strumenti e supporto di modding completo, incluse le mod disponibili al momento del lancio di alcuni dei più talentuosi creatori di community di Paradox.

 

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