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Man of Medan, svelate nuove modalità

Bandai Namco Entertainment Europe ha svelato nuove modalità multiplayer online ed offline di The Dark Pictures Anthology: Man of Medan. Gli appassionati potranno condividere, così, le loro avventure nel gioco.

Tutti i giochi della The Dark Pictures Anthology, una serie di titoli horror narrativi sviluppata da Supermassive Games e prodotta da Bandai Namco Entertainment Europe, includeranno due modalità multiplayer, oltre all’esperienza per giocatore singolo, a partire da Man of Medan, disponibile dal prossimo 30 agosto per Pc, PS4 ed Xbox One.

Vediamo il trailer che ci offre una panoramica interessante su quanto andremo ad elencare.

MODALITÀ STORIA CONDIVISA

  • Condividete la vostra storia con un amico in un’esperienza in cooperativa online per 2 giocatori.
  • Entrambi i giocatori esploreranno lo scenario, facendo scelte e intraprendendo azioni che influenzeranno l’esito della storia e il destino dei personaggi selezionati.
  • Giocate le diverse scene da una prospettiva diversa rispetto all’esperienza per giocatore singolo, a volte insieme e a volte in scene completamente separate che riveleranno nuove informazioni, luoghi e orrori.
  • Le decisioni che voi ed il vostro amico prenderete potrebbero essere l’unica cosa che manterrà in vita i vostri personaggi…

MODALITÀ “SERATA AL CINEMA”

  • Giocate in locale in un gruppo di 5 giocatori al massimo, alternando un solo controller e impersonando il tuo personaggio preferito.
  • Ogni giocatore vestirà i panni di uno dei cinque personaggi principali, gestendone le decisioni e le scelte.
  • Prenderete decisioni solo per salvare il vostro personaggio? O cercherete di mantenerli tutti in vita?
  • Al termine della partita, le vostre azioni e le relative conseguenze durante il gioco saranno valutate, con obiettivi e ricompense per ogni giocatore.

Pete Samuels, produttore esecutivo e direttore della serie The Dark Pictures Anthology in Supermassive Games, ha detto:

Siamo davvero felici di svelare due nuove e diverse modalità prima del lancio del primo titolo della The Dark Pictures Anthology. Dalle reazioni dei fan a Until Dawn, sapevamo che il multiplayer era una delle funzionalità più richieste per Man of Medan, perciò siamo sicuri che i giocatori apprezzeranno la possibilità di affrontare gli orrori del mondo di gioco da un nuovo punto di vista. Fin dall’inizio abbiamo progettato Man of Medan, e ogni altro titolo in The Dark Pictures Anthology, pensando sia alle modalità giocatore singolo che a quelle multiplayer. Ora, nella modalità Storia Condivisa, i giocatori potranno provare due punti di vista diversi delle stesse scene con le azioni di ognuno che influenzeranno la storia… e il destino… dell’altro.

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Home Sweet Home è disponibile

L’horror corre sulla PS4 e sulla realtà virtuale. È disponibile da oggi, infatti, Home Sweet Home, titolo in soggettiva firmato dallo sviluppatore e publisher indie Mastiff. Il titolo è disponibile, con qualche giorno di ritardo rispetto all’annuncio di aprile che lo voleva sul mercato per fine maggio, per PS4 e per PSVR sia in formato fisico che digitale.

Primo di una serie d giochi horror-stealth in prima persona porta gli appassionati in un labirinto oscuro e contorto, dove un miasma di paura riempie l’aria, il terrore sanguina attraverso le crepe nel soffitto e giunge attraverso le assi rotte del pavimento e l’ansia cresce ad ogni passo.

Dopo una lunga notte di lutto e dolore per la recente scomparsa di sua moglie, Tim si sveglia e non si ritrova nel comfort della sua casa, ma in uno strano edificio fatiscente. Confuso, deve evitare spiriti mortali, risolvere enigmi e svelare sinistri segreti mentre cerca disperatamente sua moglie e una via d’uscita.

C’è un oscuro segreto che getta un’ombra su questo edificio…e senza dubbio, non è più la casa felice di una volta.

TRAILER DI LANCIO

Mastiff ha diffuso il trailer di lancio del suo titolo. Eccolo. Buona visione.

CARATTERISTICHE CHIAVE

  • Horror tailandese – Una trama oscura ispirata a tradizioni, miti e convinzioni tailandesi che cattureranno i giocatori.
  • Sconfiggete gli spiriti – Senza armi per affrontare gli spiriti maligni, i giocatori devono far riferimento alla loro astuzia in ogni momento per sopravvivere
  • Cercate e scoprite – Ispezionate ogni angolo del labirinto e indaga sui misteri, le difficoltà e le tragedie del condannato
  • Affrontate le vostre paure – Immergetevi in un nuovo livello di paura e terrore in prima persona con la compatibilità PS VR.

IMMAGINI






















































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Layers of Fear 2 fa il suo debutto su Pc e console

Oggi è il gran giorno di Layers of Fear 2. L’horror cyberpunk di Blooper Team pubblicato sotto etichetta Gun Media, fa il suo debutto oggi su Pc, PS4 ed Xbox One.

È il seguito dell’horror psicologico Layers of Fear, con doppiatori capitanati dalla premiata icona horror Tony Todd. Vediamo il trailer di lancio.

Rafał Basaj, brand manager di Bloober Team, ha sottolineato:

“L’attesa ci sta uccidendo ora che stiamo per mostrarvi il sequel del nostro gioco di maggior successo – Layers of Fear 2. Sarà un’esperienza sensazionale per i giocatori e stiamo contando seriamente le ore per leggere e vedere cosa ne pensano. È il risultato del duro lavoro, la visione e la passione del team di sviluppo di Bloober, ma anche del sudore e del sangue (si tratta pur sempre di un horror, no?!!) di Gun, che ha dimostrato di essere il migliore dei migliori nel sostenerci. Spero che tutti voi possiate apprezzare questo folle viaggio fatto di arte, scoperta di voi stessi e paura. Divertitevi al massimo!”.

Ismael Vicens, produttore senior di Gun Media, ha detto:

“Quando abbiamo iniziato a collaborare con Bloober Team più di un anno fa, sapevamo che Layers of Fear 2 aveva qualcosa di speciale. Il nostro amore condiviso per l’horror, unito alla loro sapienza, ha dato a tutti noi la passione, la fiducia e la spinta necessaria per rendere quest’esperienza davvero terrificante e suggestiva, proprio come doveva essere. È stato un onore collaborare con Bloober Team per aiutarlo a presentare ai fan dell’horror il suo prossimo capolavoro”.







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Killing Floor: Double Feature da oggi su PS4 e PS VR

Killing Floor: Double Feature debutta oggi su PS4 e PlayStation VR in versione fisica e digitale. Lo rendono noto Tripwire Interactive e Deep Silver.

Questa edizione include Killing Floor 2 per PS4 e Killing Floor: Incursion per PS VR. L’edizione fisica. Pubblicata da Deep Silver includerà anche il dlc “Mrs. Foster Playable Character” di Killing Floor 2.






Come ulteriore bonus, in Killing Floor: Incursion sarà disponibile l’Espire Control Theater con un sistema Free Move completamente rinnovato, tramite un aggiornamento per oggi. L’Espire Control Theater è un nuovo e rivoluzionario free movement system per la realtà virtuale che elimina la motion sickness per quasi tutti i giocatori. Il Control Theatre esegue il rendering di una piccola stanza traslucida nella parte periferica della visuale del giocatore mentre si muove liberamente.

Questa pratica maschera la normale risposta del cervello al movimento in VR e consente alla maggior parte degli utenti di sperimentare la libertà di movimento in VR senza la motion sickness (effetto che crea nausea). All’interno delle impostazioni di Killing Floor: Incursion, i giocatori possono passare dal classico movimento Teleport al Free Move con Control Theater.





Per chi è già a suo agio nel muoversi in VR, anche l’overlay di Control Theater può essere disabilitato completamente durante l’utilizzo di Free Move. La nuova tecnologia di movimento libero è stata sviluppata da Digital Lode, sviluppatore di realtà virtuale con sede a Melbourne, uno dei publishing partner di Tripwire. Anche il sistema Free Move è stato completamente ricreato con un nuovo sistema di movimento e perfezionamenti della collisione del movimento per tutti i livelli del gioco. Tutto ciò rende il passaggio attraverso il mondo di gioco molto più agevole, più naturale e più divertente. È davvero come rivivere il gioco per la prima volta.

Ecco il trailer sulle caratteristiche di Killing Floor: Double Feature. Buona visione.

 

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Jagan #1- Recensione

JaganSono sempre stato un amante dei fumetti Horror, infatti adoro Junji Ito, che è un maestro in questo ambito, e ogni volta che guardo una sua tavola rimango a bocca aperta. In questo articolo però non parleremo di un’opera del maestro Ito, bensì di Jagan, ilseinen (n.d.r Manga per adulti) di tipo Horror/Sovrannaturale, opera di Muneyuki Kaneshiro che […]

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Babau #1 – Recensione

BabauSalve cari lettori; oggi vogliamo portare alla vostra attenzione il primo volume, su due totali, di un nuovo debuttante nella famiglia fumettistica: Babau. L’albo, scritto da Mathieu Salvia e disegnato da Djet, si presenta con toni molto dark: violenza, angoscia, paura e del resto come non potrebbe? I due creatori hanno deciso di reinterpretare la […]

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Gamescom 2018, annunciato The Dark Pictures

Si chiama The Dark Pictures ed è il nuovo horror firmato da Supermassive Games, team famoso per aver realizzato su PS4 Until Dawn. Il publisher Bandai Namco, assieme agli sviluppatori, ha annunciato il gioco in arrivo per il 2019 su Pc, PS4 ed Xbox One.

The Dark Pictures Anthology è una serie di giochi horror cinematografici standalone, pensata per portare una nuova, terrificante esperienza su base regolare. Ogni gioco è sconnesso e comprenderà una storia e un’ambientazione originali e nuovi cast di personaggi.

Il trailer di quasi due minuti per il primo gioco della serie, The Dark Pictures – Man Of Medan, è stato rilasciato oggi e ve lo mostriamo.

In Man of Medan, cinque giovani americani si trovano in navigazione durante una vacanza dedicata alle immersioni alla ricerca di un relitto della Seconda Guerra Mondiale. Col passare della giornata e l’arrivo di una tempesta, il loro viaggio si trasforma presto in qualcosa di molto più sinistro… Chi di loro sopravvivrà? E chi morirà?

I giocatori possono impersonare ognuno dei cinque protagonisti, ognuno con una diversa prospettiva, per esplorare e scoprire i misteri della loro terrificante situazione e prendere delle decisioni che cambieranno le loro vite per sempre. Ogni gioco è pensato per essere rigiocabile, con diverse sotto trame, percorsi e numerosi finali, disegnati per spronare i giocatori a giocare ancora e ancora. Le decisioni sono di vitale importanza per la sopravvivenza di tutti i protagonisti…con la possibilità che vivano o muoiano dietro a ogni angolo.





Pete Samuels, CEO Supermassive Games e produttore esecutivo di The Dark Pictures:

Siamo incredibilmente felici di annunciare The Dark Pictures Anthology e il primo gioco della serie – Man of Medan. Con ogni titolo standalone abbiamo la possibilità di creare un’esperienza horror ogni volta diversa, con nuove storie, ambientazioni e personaggi. Il nostro Studio vuole sempre sviluppare potenti horror cinematografici e non vediamo l’ora che i giocatori provino questi titoli su PS4, XBOX e PC. Abbiamo un grande partner in Bandai Namco Entertainment e non vediamo l’ora di lavorare con loro per portare queste storie terrificanti ai giocatori di tutto il mondo

Hervé Hoerdt, vicepresidente digital and marketing di Bandai Namco Entertainment Europe si è così espresso:

Stiamo lavorando con il team di Supermassive Games per trasformare questa idea in realtà e speriamo che i fan siano entusiasti di vedere il gioco per la prima volta a Gamescom, esattamente come lo siamo noi nel crearlo. Vogliamo essere un’azienda innovativa e creare nuove esperienze di intrattenimento. The Dark Pictures, il primo esempio di una serie horror nel mondo dei videogiochi, posiziona il gaming più vicino allo stile delle serie TV preferite…con nuove storie standalone in arrivo su base regolare. È un modello completamente nuovo, ma siamo certi che sia i fan dei videogiochi che dell’horror lo ameranno.

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Close to the Sun sarà presente alla Gamescom 2018

Gli sviluppatori italiani di Storm in a Teacup (autori di Lantern e N.E.R.O.: Nothing Ever Remains Obscure), hanno annunciato che il loro prossimo progetto Close to the Sun, uscirà nel primo trimestre del 2019 su Pc, PlayStation 4 e Xbox One.

Il team di sviluppo sarà inoltre presente alla prossima Gamescom 2018 nel padiglione dedicato a tutte le produzioni italiane, evento nel quale mostrerà nuovamente il nuovo horror ambientato in un universo parallelo nel diciannovesimo secolo, in cui saremo chiamati a vestire i panni di una giornalista di nome Rose nella ricerca della sorella scomparsa.









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Freak Island # 7 – 8: Recensione

Continua questa narrazione altalenante, tra l’ambiguo passato ed il macabro futuro, che ha coinvolto una piccola e semplice comunità isolana. La strana capacità che permise in origine a Yoshikazu, chiamato Giuseppe dai vecchi abitanti dell’isola, di farsi largo nella sua bigotta e retrograda comunità resta ancora un mistero. Le apparizioni e gli oracoli che gli […]

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Agony, Recensione PS4

Quando Agony venne annunciato a maggio del 2016, fece subito parlare di sé per via di un’ambientazione a suo modo affascinante seppur inquietante, suscitando di fatto una certa curiosità nel pubblico.

L’idea di dover fuggire addirittura dall’Inferno finì per stuzzicare gli appetiti di tanti utenti, grazie anche alle successive dichiarazioni degli sviluppatori, Madmind Studio, che prometteva mirabilie e un’esperienza sconvolgente in grado di spaventare il giocatore. Ora finalmente che è arrivato nei negozi possiamo vedere se il team ha mantenuto o meno le promesse fatte. Vi parleremo della versione PS4.

FUGA DALL’INFERNO

Senza svelarvi troppo sulla storia, diciamo che essa racconta di un’anima dannata che cerca letteralmente di fuggire dall’Inferno, dov’è finita senza avere alcun ricordo dei motivi che l’hanno portata lì. Unica possibilità di capire qualcosa e di trovare una via d’uscita sembra essere legata alla figura di una misteriosa dea rossa.

Più facile a dirsi che a farsi, visto che il giocatore deve muoversi alla cieca in ampi livelli aperti popolati da mostruosità di ogni tipo e pieno zeppo di violenze, di corpi martoriati e mutilati. Perché Agony è un titolo avventuroso con la visuale in prima persona che punta idealmente molto sull’esplorazione, sulla strategia stealth e sulla punizione, visto che la maggioranza dei nemici sono troppo potenti da combattere (uccidono al primo colpo) e solo scoprendo le strade più sicure, adottando le dovute tattiche diversive e di fuga, si può progredire di area in area.

Diverse le opzioni per muoversi nell’ombra, la maggior parte delle quali purtroppo molte volte inefficaci a causa di bug e meccaniche mal orchestrate e implementate.

Per esempio, per crearsi un varco, si può cercare di distrarre i nemici attirando altrove la loro attenzione, magari lanciando qualcosa lontano dal punto in cui ci si trova, così da allontanarli. Peccato che i demoni abbiamo un’intelligenza artificiale nella media e routine comportamentali insolite che li portano a compiere le azioni più disparate e talvolta insensate.
Così, oltre a rimanere bloccati in determinate zone, impedendo di fatto ogni tipo di manovra per aggirarli o evitarli per passare, spesso non reagiscono adeguatamente ai suoni. Pertanto  pur lanciando un oggetto per distrarli, rimangono fermi o se si voltano, magari scattano contro il protagonista piuttosto che nel punto in cui questi ha buttato l’esca.

Per fortuna che col tempo le cose si fanno leggermente più facili, in particolare quando il protagonista diventa più forte e può impossessarsi dei corpi di alcune tipologie di demoni, e quindi muoversi e difendere a dovere. Ma quanti faranno lo sforzo di arrivarci? All’inizio è una vera tortura, considerando che gli unici che si possono controllare sono i Martiri, creature deboli e inutili, e che per farlo occorre superare un mini gioco che si rivela fastidioso a seconda del momento.

ERRORI FATALI

Quando il personaggio muore si trasforma poi in un’anima e in quella forma ha a disposizione alcuni minuti per provare a trovare un nuovo corpo, pena l’obbligo di ripartire dall’ultimo checkpoint. Dopo tre morti definitive, si è costretti a ripartire da un punto addirittura precedente a quello dove il giocatore ha salvato! Cosa davvero frustrante che costringe a dover ripercorrere intere zone di gioco. Il titolo, insomma, non spinge l’utente ad andare avanti, a invogliarlo nella sua esplorazione.

Anzi, così facendo quasi lo respinge, perché morire nel gioco, come scritto prima, è quasi una costante nelle prime ore. Chiara l’ispirazione a Dark Souls, ma con un particolare importante: in Agony non si impara dai propri errori e questi non sono dovuti al giocatore in sé, ma a delle meccaniche, come detto, male ottimizzate. La componente horror diventa così legata a uno stile visivo particolare e alla perenne sensazione di essere debole, di non potersi difendere troppo dai mostri che pullulano in quel regno dannato e di dover ricominciare di nuovo alcune aree.

Esplorare è anche importante per comprendere la storia, visto che il gioco propone una narrazione criptica che fa idealmente l’occhiolino anche qui a Dark Souls nel volerla raccontare attraverso le immagini, gli oggetti e l’interazione con alcuni dannati sparsi in giro per le mappe. L’unico aspetto dove Agony sembra funzionare davvero è quello della messa in scena, dove a dispetto di una grafica che non fa gridare al miracolo e qualche glitch, almeno su PlayStation 4, riesce però a regalare al pubblico uno degli Inferni forse più terrificanti, brutali e “credibili” (se esistesse davvero un luogo simile) della storia dell’intrattenimento, non solo videoludico.

Grotte e gallerie infuocate e pulsanti di carni e forme contorte, corpi straziati e demoni dall’aspetto tra il grottesco e il ripugnante, come le sensuali quanto letali Onoskelis, che al posto della testa hanno un’enorme vagina dentata, compongono un mosaico affascinante nel suo orrore. Il mondo di Agony sembra partorito dalla mente contorta di un demone vero e proprio, con scenari e creature che strizzano l’occhio a quelli di artisti come Clive Barker, Guillermo del Toro, Paolo Eleuteri Serpieri e Hans Ruedi Giger, col sangue che scorre a fiotti e urla di dolore, lamenti, sospiri e ruggiti di creature demoniache e vittime ad accompagnare il tutto.

COMMENTO FINALE

Agony poteva essere una sorta di Dark Souls in soggettiva ambientato all’Inferno, invece ci ritroviamo davanti a un titolo con un gameplay sbilanciato, specie all’inizio, delle meccaniche poco ottimizzate e una serie di fastidiosi bug che minano parte dell’esperienza rendendola a tratti particolarmente frustrante.

E non bastano un’azzeccata messa in scena, un’ottima direzione artistica, sette finali e una modalità aggiuntiva con camere generate casualmente per rendere pregevole il prodotto, se il tutto non è accompagnato da una struttura di gioco solida e convincente. Consigliato solo a coloro che, muniti di tanta pazienza, sono disposti a chiudere un occhio su certe magagne del gameplay per visitare un mondo visivamente estremamente intrigante.

 

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Agony è qui, ecco il trailer di lancio

Dopo tanto parlare è giunta l’ora del gran debutto per Agony. Madmind Studios ha infatti aperto i cancelli dell’inferno e tutti i giocatori sono invitati ad immergersi nell’angosciante mondo di gioco.

Il titolo horror è disponibile su Pc, PS4 ed Xbox One.

Per l’occasione c’è anche il trailer di lancio.

Oltre ad essere stato inserito in svariate liste di “Titoli Horror più attesi del 2018”, il titolo finanziato su kickstarter con 182.000 dollari canadesi, sfiderà i giocatori con le sue location brutali e oscure. Agony porterà i giocatori nelle viscere dell’inferno dove dovranno cercare di rimanere vivi e risolvere l’enigma sulla misteriosa Red Goddess; creatrice di questo luogo di pena e dolore e unica entità a conoscenza di una via d’uscita… ma c’è molto altro sulla storia aldilà di quello che sembra.

Perseguitati dalle creature notturne, i giocatori acquisiranno l’abilità di possedere i demoni e altre anime per trovare la loro via, fuori dall’inferno.

Agony include una modalità storia completa così come un sistema di open challenge (o modalità Agony, ndr) che genera arbitrariamente livelli da esplorare in cui i giocatori dovranno sopravvivere per guadagnare nuovi Highschores.

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Agony è stato rinviato a data da destinarsi

Doveva essere pubblicato per il 30 marzo ma Madmind Studio ha preferito rinviare. L’horror Agony, quindi, non arriverà a fine mese ma è stato rimandato ad una data da comunicare.

L’annuncio, fatto sulla pagina Kickstarter del titolo d’esordio della software house indie, arriva qualche giorno dopo la pubblicazione dei requisiti di sistema. E sostanzialmente spiega anche le motivazioni che hanno spinto il team a posticipare la data di lancio.

Dobbiamo, purtroppo, informarvi che Agony non uscirà il 30 marzo. Vi comunicheremo il prima possibile la data di lancio definitiva del gioco. Perché questo abbiamo preso questa decisione? Ci troviamo all’ultima fase dello sviluppo del titolo che sarà pubblicato anche su PS4 ed Xbox One oltre che su Pc. Stiamo, dunque, perfezionando il gioco, indipendentemente dalla piattaforma, per offrire la migliore esperienza possibile.
Ci auguriamo che questo possa avvenire il più velocemente possibile. Vi chiediamo un altro po’ di pazienza per offrire l’esperienza che meritate quando sarà rilasciato Agony”
.

Agony, titolo che rievoca un gioco omonimo ma di tutt’altro genere uscito su Amiga ad inizio anni ’90, è un horror in prima persona ambientato negli inferi e realizzato con l’Unreal Engine 4 che, ed è notizia di qualche ora fa, supporterà anche l’italiano assieme ad altre lingue.

I giocatori iniziano il loro viaggio come un’anima tormentata nelle profondità dell’abisso senza alcun ricordo del loro passato. Si dovrà esplorare un ambiente ostile comunicando, al contempo, con altre anime presenti per capire come fuggire.

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The Evil Within 2, la visuale in prima persona è disponibile

The Evil Within 2 si aggiorna con una caratteristica richiesta dagli appassionati. L’avventura survival horror firmata da Tango Gameworks, è infatti fruibile anche in prima persona grazie all’ultimo aggiornamento gratuito.

Bethesda, publisher del titolo uscito su Pc, PS4 ed Xbox One, mostra le novità di questa patch 1.04 attraverso questo nuovo trailer dedicato alla visuale in prima persona. Buona visione.

Se avete già The Evil Within 2, provare la visuale in prima persona sarà facile come selezionare un’opzione nei menu. Potete decidere quale visuale utilizzare in qualsiasi momento, per affrontare il gioco nel modo che preferite. Se ancora non avete giocato al titolo e volete provarlo prima di effettuare l’acquisto, potete scaricare la demo gratuita e avventuratevi nei primi capitoli del gioco. Tutti i dati di salvataggio saranno mantenuti nel caso voleste passare al gioco completo. Qui la nostra recensione. Buona lettura.

Shinsaku Ohara, produttore di Tango Gameworks, ha detto:

“A molti piace affrontare i giochi horror in prima persona, e oggi i fan potranno vivere le esperienze di Sebastian attraverso i suoi occhi. Esplorare Union con la visuale in soggettiva lo rende un mondo visivamente più vasto. Inoltre, poter ammirare ambientazioni e nemici da vicino permette al giocatore di comprendere l’impegno dedicato alla loro progettazione”.

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Resident Evil 7 biohazard Gold Edition, Not a Hero ed End of Zoe disponibili

Resident Evil 7 biohazard Gold Edition è da oggi disponibile per Pc, PS4 ed Xbox One, insieme agli ultimi due nuovi dlc, Not a Hero ed End of Zoe. Questa è la versione definitiva del titolo survival horror del 2017 e include tutti i contenuti disponibili a oggi, compresi i tre contenuti scaricabili, per un pacchetto horror completo.
Sono infatti compresi i due dlc pubblicati precedentemente, Banned Footage Vol. 1 e Banned Footage Vol. 2, oltre all’ultimo dlc uscito oggi, End of Zoe. Not a Hero è invece disponibile gratuitamente per tutti i possessori di qualsiasi versione del gioco.

End of Zoe è un nuovo scioccante capitolo della saga di Resident Evil 7 biohazard, dove i giocatori scopriranno finalmente il destino di Zoe. In questo arco narrativo i giocatori vestiranno i panni di un misterioso boscaiolo, affronteranno nuovi tipi di nemici ed esploreranno una nuova area paludosa.

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Questo dlc è incluso nella Gold Edition o disponibile come aggiornamento gratuito per i possessori del season pass. I possessori del gioco base invece possono acquistare il contenuto separatamente, al prezzo di 14,99 euro.

Il dlc gratuito Not a Hero vede il ritorno di uno dei personaggi preferiti della serie Resident Evil, il soldato veterano BSAA Chris Redfield. Dopo gli orribili eventi che hanno avuto come protagonista Ethan Winters in Resident Evil 7 Biohazard, Not a Hero aggiunge una nuova esperienza di gioco dove Chris dovrà affrontare nuove minacce mai incontrate nel gioco principale. Come componente della New Umbrella, Chris e il team hanno studiato rapidamente una strategia per affrontare questa ultima minaccia. Riuscirà Chris ancora una volta a risolvere il mistero di quest’ultimo focolaio uscendo vivo dai labirinti della piantagione?

Quasi tutti i contenuti per PlayStation 4, inclusi End of Zoe e Not a Hero, potranno essere giocati con PlayStation VR assicurando un’esperienza horror ancora più emozionante e immersiva.

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The Evil Within 2, Recensione Pc

Tre anni esatti dividono The Evil Within 2 dal suo predecessore. Era il 14 ottobre del 2014, infatti, quando Shinji Mikami (il “papà” di Resident Evil) e lo studio Tango Softworks hanno pubblicato, sotto bandiera Bethesda, il primo The Evil Within. Survival horror in terza persona che gioca con paure inconsce, orrori di nuova concezione e situazioni da far girare la testa anche ai più navigati.

Ora come allora, le piattaforme di riferimento per giocare all’oggetto di questa recensione sono Xbox One, PlayStation 4 e Pc Windows. Noi abbiamo provato la versione del gioco relativa a quest’ultima piattaforma.

STEM, SENSI DI COLPA, RIVELAZIONI

The Evil Within 2 è ambientato a tre anni di distanza dal prequel anche nel tempo della narrazione. Sebastian Castellanos, investigatore, è reduce dagli “incidenti” del Beacon Hospital ed è talmente segnato nel profondo da non riuscire a dormire la notte. Incubi inenarrabili lo perseguitano, insieme ai sensi di colpa per non essere riuscito a salvare chi ama. Un giorno qualunque, il passato torna a tormentarlo: membri di un’inquietante società lo obbligano a collegarsi ad un macchinario infernale – lo Stem che conosce tristemente bene – per risolvere un grattacapo non indifferente e che evitiamo accuratamente di svelarvi.

Pur senza fare i salti di gioia, Sebastian accetta di collegarsi al macchinario per farsi devastare il cervello da incubi talmente vividi da rischiare di ucciderlo veramente. L’incarico per cui si collega verte sul ritrovamento di una squadra di soldati che si è “persa” nella realtà virtuale. E’ solo l’incipit di un incubo che accompagnerà Castellanos e giocatore per 15, intense, ore di gioco, dense di colpi di scena e rivelazioni fin dal prologo.

OTTIMIZZAZIONE QUESTA SCONOSCIUTA

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Modelli dei personaggi talmente dettagliati da non lasciare nulla al caso. Animazioni ed espressioni facciali molto convincenti che aiutano a farsi trasportare da una narrazione che fa il verso a tanti film. Doppiaggio, tutto sommato, accettabile e convincente. Tutto questo è The Evil Within 2 sotto l’aspetto grafico ma c’è anche altro. Gli ambienti sono ben ricostruiti, sia quelli al chiuso che all’aperto e non possiamo non apprezzare lo stile e l’attenzione messi in campo per realizzare il tutto.

Tuttavia, tutto questo, ha un prezzo non indifferente da pagare. Parlando strettamente di versione Pc Windows: dobbiamo constatare che non bastano 8 core 3Ghz, 16 Gb RAM e una scheda video con chipset AMD di tutto rispetto (che ci permette di giocare Ombra della Guerra a dettagli alti senza scatti). Le esigenze hardware di The Evil Within 2 sono piuttosto alte e si fa fatica a soddisfarle per ottenere una fluidità stabile a meno di non scendere vertiginosamente a compromessi. Questa mancata ottimizzazione potrebbe infastidire i giocatori più esigenti e ovviamente, su console (sia Xbox One che PlayStation 4), tutto questo si avverte poco o per niente, data la natura prettamente ludica delle console da salotto.

TRA PASSATO E PRESENTE, POCO SPAZIO PER NOVITA’ E FUTURO

The Evil Within 2, sul profilo di gioco, offre 10/15 ore (dipende da come lo si gioca) di intensa indagine sullo STEM e i suoi reconditi segreti. Quel che salta subito all’occhio è che non ci sono novità di rilievo talmente grandi da far gridare ad un nuovo gioco di pacca o un nuovo esperimento di gameplay. Con una mossa del tutto conservativa e fedele alla tradizione messa in campo tre anni or sono, Tango Softworks ci ripropone – in pratica – gli stessi stilemi del prequel con qualche, piccola, aggiunta alle mosse che il protagonista può compiere. Tutto questo si unisce ad un design dei livelli più ispirato, l’alternanza tra spazi chiusi e aperti ancora più “naturale” e in generale un’opera di cesello che smussa tutti gli spigoli che potevano notarsi tre anni fa.

Un plauso in particolare vogliamo farlo alla gestione dei tempi della narrazione, dei ritmi e del modo con cui il tutto viene portato avanti. Non abbiamo sofferto fasi eccessivamente frenetiche né situazioni troppo soporifere. Negli spazi aperti, soprattutto, il pericolo di stare a gironzolare senza un nulla di fatto poteva essere reale, ma per fortuna – tra una gestione delle munizioni quasi perfetta e ambienti di gioco mai “vuoti” – non ci si annoia mai.

Se dobbiamo dare una colpa a The Evil Within 2, forse è solo quella di somigliare tanto al suo predecessore senza osare tantissimo. Evidentemente, sviluppatori e pubblico hanno ritenuto che la squadra e l’offerta survival horror fossero vincenti e nessuno a pensato di cambiare o aggiungere qualcosa che potesse far sentire ancor di più il distacco tra primo e secondo episodio. Poca volontà di stupire, sorprendere, poche novità in senso assoluto insomma: solita, buonissima per gli intenditori, minestra di tre anni fa, con quel pizzico di spezie in più che non guasta mai.

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COMMENTO FINALE

The Evil Within 2, di Tango Softworks e Bethesda Software, è un videogioco survival horror in terza persona con elementi da sparatutto in terza persona. E’ disponibile per Xbox One, PlayStation 4 e Pc Windows dal 13 ottobre scorso e alterna fasi classiche e lineari a quelle open world in cui è possibile uscire (di poco) dal seminato degli sviluppatori.

Tecnicamente parlando il gioco è realizzato discretamente, senza acuti né cadute di stile. Alcuni orrori riprodotti sono davvero ben fatti ed impressionanti ma in generale bisogna evidenziare una scarsa ottimizzazione del tutto, che ci ha costretto (su Pc) a scendere a molti compromessi visivi, mentre su console non si può parlare di “gioco migliore graficamente parlando” ma, The Evil Within 2, non vuole essere certamente questo. Possiamo concludere che la grafica “funziona”, sebbene non sia perfettamente ottimizzata.

Joypad alla mano, invece, quanti di quelli che hanno apprezzato il primo The Evil Within si sentiranno a casa. L’impianto di base è praticamente identico con l’aggiunta di poche – pochissime – novità che espandono di poco il ventaglio di possibilità offerto al protagonista. L’introduzione di alternanza tra ambienti chiusi, lineari e spazi molto aperti e liberamente esplorabili, alla fine dei conti, non risulta del tutto sbagliata e i ritmi di gioco ottengono un effetto “elastico” che, a chi vi scrive, non è dispiaciuto: al ritmo soffocante e pressante delle fasi al chiuso si alterna quello più compassato delle fasi all’aperto. Nulla che possa definirsi “stato di calma” ma certamente non lo stesso stato di quando dobbiamo avventurarci nel dedalo dei corridoi ordito per noi.

In definitiva: The Evil Within 2 riprende e cesella tutti gli spigoli del prequel e mette sul piatto dell’offerta un survival horror concentrato sulla storia, sulla tensione e su scontri relativamente brevi ma molto intensi. Chiunque abbia apprezzato il primo, non potrà non apprezzare il secondo. I nuovi arrivati avranno buon pane per i loro denti ma una trama che ammicca spesso al prequel ed espande il carattere di molti personaggi già visti.

 

Pregi

Storia accattivante. Personaggi in continua evoluzione. Ambientazioni ben ricostruite. Ricorda molto Silent Hill ed Alone in the Dark.

Difetti

Ottimizzazione grafica lontana dalla sufficienza. Chi non ha apprezzato il primo ha pochi motivi per apprezzare questo. Non porta con sé autentiche novità.

Voto

8

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