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Gamescom 2019, annunciato NYX: The Awakening

All In!Games e Black Sail Games hanno ufficialmente rivelato NYX: The Awakening, un’avventura con vibrazioni nostalgische in arrivo nel 2020 su Pc (via Steam), PS4, Xbox One e Switch. I visitatori della Gamescom potranno provare il gioco in anteprima presso lo stand di All In!Games.

Qui il trailer diffuso in occasione della kermesse tedesca.

IL GIOCO

Una città del Nord America degli anni ’80 – NYX, l’antica dea della notte, ha catturato l’ennesima anima immortale con lo scopo di tormentarla. Ma questa è volta si tratta di qualcuno da cui si sarebbe dovuta tenere alla larga, qualcuno capace di reagire.

Il giocatore vestirà i panni di Vicky, che si rifiuterà di obbedire alle regole della versione contorta della sua vita, e arriverà a ribellarsi al malvagio regime divino del terrore. Il giocatore dovrà aiutare Vicky a contrastare i nemici da incubo, a superare trappole pericolose e a scoprire la verità sulla sua vita, nascosta dietro un’ombrosa facciata. Ad attendere il giocatore vi sarà l’immersione in un mondo pieno di omaggi e riferimenti ai classici pop-culturali proprio del decennio al neon, gli anni ’80 appunto.

NYX: THE AWAKENING, CARATTERISTICHE CHIAVE

  • Gameplay arcade unico nel suo genere, basato su una meccanica cambio-colore.
  • Azione di combattimento epica portata avanti contro svariati tipi di nemici.
  • Componente platform impegnativa e puzzle ambientali.
  • Grafica e audio al neon, che ricorderanno una versione contemporanea dei classici dell’onda synth tipica degli anni ’80.

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Demon Pit in arrivo entro la fine dell’anno

Digerati ha annunciato lo sviluppo di Demon Pit, un nuovo selvaggio sparatutto-arena che verrà rilasciato entro la fine dell’anno per Pc (Steam), PS4, Xbox One e Switch.

Frutto della collaborazione tra Psychic Software e DoomCube, in aggiunta alla musica del compositore Thomas O’Boyle, Demon Pit sarà un ritorno agli fps classici degli anni ’90, uno sparatutto frenetico nel quale si dovrà sopravvivere a infinite ondate infernali.

Ecco il trailer di lancio ufficiale.

 IL GIOCO

Demon Pit è un intenso sparatutto arcade con un’estetica classica da anni ’90, che metterà alla prova i riflessi del giocatore contro infinite ondate di un’orda demoniaca all’interno di un’arena in continua evoluzione.

L’obiettivo? Il raggiungimento di un alto punteggio nella classifica, a prezzo dell’anima. Lontano dalla luce di dio, vi è solamente l’inferno. Il titolo combina una grafica 3d low poly con un gameplay incentrato interamente sulla pura abilità, senza compromessi.

DEMON PIT IN SINTESI












Il giocatore sarà chiamato a:

  • Combattere 10 tipi di orribili ondate infernali.
  • Respingere l’orda demoniaca con sette armi diverse.
  • Mettere tutta la propria anima in battaglia, muovendosi rapidamente nell’arena ed evitando la legione in arrivo.
  • Padroneggiare bene gli spostamenti necessari a sopravvivere ai cambiamenti dell’ambiente, con gli annessi pericoli.
  • Uccidere costantemente per mantenere attivo il moltiplicatore del punteggio e competere per la fama all’interno della classifica generale.

L’artista e designer di Demon Pit Paul Conway, di DoomCube, ha inoltre dichiarato:

La creazione di Demon Pit è stata un esercizio di equilibrio tra competizione, velocità, purezza e caos. Desidero che i giocatori combattano con lo sguardo rivolto in avanti, vivendo il ritmo inarrestabile del gioco mentre avanzano attraverso ondate di nemici nel tentativo di conquistare un posto in classifica.

Davide Viarengo

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In arrivo The Eternal Cylinder nel 2020

Nuova partnership editoriale tra Good Shepherd Entertainment (già autore di John Wick Hex, ne parliamo qui), ed Ace Team che hanno annunciato lo sviluppo di The Eternal Cylinder, previsto per il 2020. Questo ambizioso titolo indie di avventura open world survival sarà rilasciato su console e Pc, in esclusiva su Epic Games Store al momento del lancio.

Qui il trailer di annuncio ufficiale.

IL GIOCO

In The Eternal Cylinder, i giocatori controlleranno un gruppo di adorabili creature chiamate Trebhums, con le quali dovranno esplorare uno strano mondo alieno pieno di forme di vita esotiche, ambienti surreali. Dovranno inoltre fronteggiare la costante minaccia del Cylinder, una gigantesca struttura rotolante di origine antica che schiaccia tutto sul suo cammino.
Questo ecosistema unico nel suo genere sarà una terra enorme generata proceduralmente, con un’intelligenza artificiale animale unica, una distruzione del mondo in tempo reale, un’esplorazione organica e una progettazione di puzzle mirati a un gameplay capaci di garantire avventure sempre diverse.






I Trebhums del giocatore inizieranno nella parte più bassa della catena alimentare naturale, ma nutrendosi di varietà di flora e fauna specifiche potranno mutare ed evolversi, raggiungendo così nuovi attributi e capacità fisiche. Il gioco prevede la presenza di decine di mutazioni diverse, tra cui nuove abilità di spostamento come il volo o il nuoto destinate a raggiungere nuove aree, e sensi più sviluppati per aiutarsi con la risoluzione di enigmi e il superamento di sfide e pericoli.

Ogni Trebhum può avere mutazioni diverse, le quali non andranno a sostituire quelle già in possesso: in questo modo si potranno accumulare set di abilità in modo dinamico. Ogni mutazione finirà inoltre col cambiare l’aspetto fisico dei Trebhums, permettendo così di esplorare nuove combinazioni anche a livello estetico.

Per maggiori informazioni rimandiamo al sito ufficiale. Da li è possibile unirsi alla beta privata previo iscrizione.

Davide Viarengo

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Disponibile Shortest Trip To Earth su Steam e Gog

Dopo essere stato riconosciuto come uno dei degli indie più promettenti della Gamescom 2018, è ufficialmente sbarcato su Steam e Gog Shortest Trip To Earth, con uno sconto promozionale della durata di una settimana, pari al 15% che ne porta il prezzo a 14,27 euro (a fronte dei 16,79 di base).  Ne danno l’annuncio l’editore Iceberg Interactive e lo studio Interactive Fate.

Ecco il trailer di lancio.

Edvin Aedma, CEO di Interactive Fate e Lead Game Designer, ha inoltre dichiarato:

Sono onorato di poter rilasciare il nostro gioco in seguito all’acclamazione della critica e della stampa, oltre all’apprezzamento manifestato dalla comunità. Dopo 5 e passa anni di sviluppo, Shortest Trip To Earth è pronto a incontrare i migliori sopravvissuti spaziali del nostro piccolo pianeta Terra e naturalmente a ucciderli, essendo un roguelike.

IL GIOCO

Dallo sceneggiatore di Teleglitch: Die More Editon ha preso vita Shortest Trip To Earth, un simulatore spaziale roguelike incentrato sull’esplorazione, sulla gestione della propria navicella spaziale, su decisioni da prendere con conseguenze dirette sul mondo di gioco e, nondimeno, battaglie tattiche in tempo reale.

Il giocatore dovrà intraprendere un viaggio pericoloso attraverso un universo generato proceduralmente, esplorando massicci settori spaziali pullulanti di insolite forme di vita. Egli dovrà affrontare combattimenti tattici ricchi di azione contro navicelle ostili, squadre di abbordaggio e mostri spaziali interdimensionali.

Il giocatore dovrà inoltre padroneggiare l’arte della sopravvivenza attraverso la personalizzazione della navicella, attuabile tramite componenti modulari e varie migliorie. Dopo averne scelta una tra quelle disponibili, sarà necessario gestire ogni aspetto della vita al suo interno, come l’equipaggio, gli animali, i droni, le armi e i moduli della navicella stessa. Il viaggio si plasmerà attraverso numerose decisioni da prendere, con ambientazioni finemente realizzate a mano.

CARATTERISTICHE CHIAVE

Il giocatore sarà chiamato a:

  • Padroneggiare l’arte della sorpravvivenza nello spazio inesplorato.
  • Attraversare un universo ricco di misteri generato proceduralmente.
  • Personalizzare la navicella e gestire l’equipaggio.
  • Affrontare numerose battaglie tattiche in tempo reale.
  • Combattere a bordo della propria navicella contro invasori ostili, droni e animali da battaglia.
  • Vivere centinaia di eventi casuali con finali unici.












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Nauticrawl: 20.000 Atmospheres ha una data di lancio

L’enigmatico ed, al tempo stesso interessante (qui la nostra anteprima a cura di DannyDSC) Nauticrawl: 20.000 Atmospheres uscirà il mese prossimo.

Lo sviluppatore indipendente Andrea Interguglielmi e l’editore Armor Games Studios annunciano che il loro gioco farà il suo esordio il prossimo 16 settembre.

In concomitanza con l’annuncio, è stato svelato un nuovissimo trailer che mostra sia l’atmosfera opprimente e claustrofobica di Nauticrawl sia il complesso e misterioso veicolo in cui si svolge il gioco.

Ecco la clip con tanto di data di lancio. Buona visione.

Tentando di sfuggire alle terrificanti sentinelle su un pianeta lontano, i giocatori dovranno imparare a pilotare un Nauticrawl, un gigantesco veicolo di metallo, progettato solo per essere utilizzato dalle élite al potere. Una sorta di scafandro sottomarino con una plancia dove pulsanti, leve e display abbondano. Ci vorranno perseveranza, sperimentazione e molta ingegnosità per farcela da questa misera roccia.

Con ogni errore che significa l’inizio di una nuova corsa, Nauticrawl è sicuramente un’esperienza stimolante. Ma man mano che i giocatori imparano a muoversi intorno al cruscotto del veicolo, padroneggiano i controlli e scoprono i display, inizieranno a scoprire una storia di fantascienza coinvolgente mentre si fanno strada verso la salvezza.










Andrea Interguglielmi, ha dichiarato:

 Nauticrawl era il mio parco giochi da bambino, pilotando sottomarini truccati e enormi robot. È un mix dei miei anni di gioco da adolescente, trascorsi in simulatori di combattimento spaziale e avventure testuali. Il risultato è un’esperienza che parla direttamente alla nostra curiosità, al nostro desiderio di tirare tutte le leve ed esplorare mondi che non possono essere visti, solo immaginati.

Dunque, Nauticrawl: 20.000 Atmospheres uscirà su Steam il 16 settembre 2019 al prezzo di 14,99 dollari, con uno sconto di lancio del 10% su Pc Windows e Mac.

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Subdivision Infinity DX, Recensione

È sempre in fermento il genere degli shooter. Con soluzioni che passano dalla classica visuale 2d dei famosi R-Type o il recente Velocity 2d, a quella 3d dove troviamo il recente Everspace e i mitici X-Wing e Star Wars: TIE Fighter, pietre miliari di questa particolare nicchia. Il piccolo team indie Mistfly Games con alle spalle Crescent Moon Games, qualche tempo fa ha portato sui nostri smartphone iOS/Android la loro prima creatura, Subdivision Infinity DX. L’8 agosto scorso il gioco ha fatto il suo debutto anche per Pc, PS4, Xbox, e Switch. La nostra recensione, prenderà in esame la versione di casa Sony.

ORIGINI

Quando un prodotto viene sviluppato per i sistemi mobile, il porting su altre piattaforme è spesso colmo d’insidie. Il primo problema è spesso riservato al sistema di controllo, che deve passare dal classico “touch” ai più comodi ma esigenti joypad. Come se ciò non bastasse, spesso è proprio il sistema di controllo a schermo il tallone d’Achille di una produzione, con una guida non precisa e pulsanti difficili da premere al momento giusto.

C’è poi il problema del sistema di gioco, spesso orientato ad un mordi e fuggi utile quando si parla di portabilità, ma spesso troppo superficiale per tutti quei giocatori che pretendono un’esperienza più corposa.

Per quanto riguarda il primo fattore, bisogna dire che Subdivision Infinity DX rappresentava già su mobile una buona scelta per chi cercasse un prodotto sviluppato piuttosto bene sul piano tecnico, cosa che gli valse il plauso di pubblico e critica. Lo stesso, non si può dire ad esempio di Galaxy on Fire, che riuscì a portare i problemi di controllo della versione mobile anche sulle console casalinghe.

DENTRO L’ABITACOLO










Controllare la propria nave necessiterà di un periodo di allenamento, fatto di sconfitte e tentativi di fuga falliti.

I pulsanti dorsali a destra sono riservati al fuoco con l’arma primaria e secondaria, mentre quelli di sinistra verranno utilizzati per accelerare e decelerare. Dato che nel gioco sono presenti anche attività “laterali” e non il classico dogfight duro e puro, avremo la possibilità di lanciare droni radar che ci indicheranno punti d’interesse che nasconderanno casse con elementi preziosi ai fini del crafting.

Inoltre, in livelli specifici, potremo divertirci a fare i minatori spaziali dotando la nostra nave di un laser minerario. Le levette analogiche sono adibite al controllo della nave. Anche se in un primo momento il controllo del mezzo “suddiviso” tra le due leve analogiche ci sembrava una scelta infelice, ci siamo dovuti ricredere. Il sistema di controllo è responsivo e tutto sommato semplice da utilizzare, e non drammaticamente complicato come Elite: Dangerous. Inizialmente avremo a disposizione un’arma base con caricatore limitato e danni risibili ed un lanciamissili potente ma con pochi colpi a disposizione. Per migliorare la situazione, basterà superare qualche missione per recuperare risorse e materiali tecnologici che ci permetteranno di migliorare l’arsenale che abbiamo a disposizione, o acquistarne di nuovo. Almeno nelle fasi iniziali, il nostro consiglio è concentrarsi sul miglioramento di quelle già montate sulla nave, serbando più risorse possibili per il crafting di nuove navi che ci daranno accesso a scudi e velocità migliori, più spazio disponibili dove montare nuovi armamenti, e iniziare a la carriera come minatori, imprescindibile per continuare la storia.





La storia è suddivisa in capitoli, composti da una serie di missioni principali, e missioni esplorative per la raccolta delle risorse. Ogni missione può richiedere dai dieci minuti al quarto d’ora, in perfetta linea con quello che ci si potrebbe aspettare da un gioco mobile rivolto prevalentemente all’azione. Dimenticatevi quindi i lunghi viaggi e la mappa galattica, perché non la troverete. All’inizio di ogni livello, l’arrivo della nostra nave segnerà la partenza dell’operazione. Superati i primi livelli, capiremo ben presto che uno dei punti deboli del gioco è rappresentato dal sistema di targeting.

In pratica, in tutti gli shooter ma specialmente in quelli rivolti prevalentemente al dogfight, colpire il bersaglio è il risultato di una serie di manovre più o meno rapide, volte a trovare una perfetta linea di tiro per colpire. Se sulle prime ci sembrava che il sistema funzionasse, ci siamo dovuti ricredere. Quando ci si trova a fronteggiare un nemico singolo, nessun problema. Ma quando i nemici sono tanti, il sistema di mira automatico ci porta spesso a perdere il contatto e la linea di tiro con la nave che volevamo abbattere solo perché il gioco decide arbitrariamente di cambiare bersaglio, mandando in malora la nostra intera strategia. Ci siamo divertiti a fare diverse prove, ad esempio nascondendoci “all’interno” di qualche stazione mineraria, aspettando che le navi nemiche mostrassero il fianco per attaccarle da dietro, ma anche in questo caso, ci siamo trovati a perdere il bersaglio a favore di navi che avevamo in coda solo perché più vicine alla nostra posizione.

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La mancanza di un targeting manuale si fa sentire. Il combattimento, è adrenalinico e il comportamento dell’AI è decisamente buono, anche troppo, visto che sono talmente precise da rendere un incubo il disimpegno. Le varie missioni che compongono la campagna si susseguono senza intoppi, anche se la struttura è più o meno sempre la stessa: Elimina qualche avamposto, abbatti una serie di navi, confrontati con una capital. Insomma, la varietà non è il punto forte anche se il ritmo incalzante nasconde bene queste sbavature. Per quanto riguarda le missioni esplorative e il mining, sono un’ottima pausa caffè, ma il contro è rappresentato dall’alto numero di navi nemiche che spawnano a ripetizione.

Trattandosi di livelli dove il combattimento non dovrebbe essere la fase principale, il tutto risulta piuttosto frustrante. Anche il recupero dei materiali sarà una sfida, soprattutto i progetti che senza droni radar sono praticamente impossibili da scovare.

GRAFICA E SONORO TRA ALTI E BASSI





Per quanto riguarda il lato tecnico, è un susseguirsi di alti e bassi. Considerando che ci troviamo di fronte ad un porting da mobile il risultato è soddisfacente, e anche se le mappe non sono ampie, asteroidi e pianeti sono ben sviluppati, donando un contorno davvero intrigante. Meno buoni sono i modelli delle navi nemiche e delle stazioni, con un marcato effetto aliasing e texture piuttosto sporche.

Gli effetti grafici delle armi e delle scie dei motori sono un punto a favore del prodotto, anche se spesso risultano un po’ troppo somiglianti.

La colonna sonora prende spunto da altri capostipiti del genere e fa il suo dovere, pur non risultando particolarmente ispirata.

COMMENTO FINALE

Subdivision Infinity DX è uno shooter spaziale soddisfacente, che tradisce la sua genesi mobile pur risultando veloce e divertente. Il sistema di controllo è user friendly e sorprendentemente ben strutturato, e anche se le missioni alla lunga sono ripetitive, la campagna risulta piacevole ed interessante, soprattutto le battaglie contro i boss.

Gli alti e bassi a livello tecnico, sono quindi pareggiati da un prodotto che punta tutto sul gameplay, che farà felice chi ha voglia di sparare qualche colpo in questo clima rovente. Considerando la sua natura, è il classico esempio di quanto la linea di demarcazione tra lo smartphone che usiamo tutti i giorni, e la console che abbiamo in camera sia sempre meno evidente.

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Annunciato aggiornamento per Unexplored 2: The Wayfarer’s Legacy

Unexplored 2: The Wayfarer’s Legacy, si aggiorna. Lo rende noto lo studio Ludomotion che sviluppa l’action rpg roguelike attualmente in fase di crowdfunding su Fig. La pubblicazione della versione “definitiva” del gioco, ricordiamo, è prevista nel 2020 su Pc e console.

Nell’ambito della campagna open access disponibile per gli utenti sostenitori verrà lanciato, il 14 agosto alle 22 ore italiane, l’aggiornamento Scavenger Hunt. Esso darà ai giocatori la possibilità di intraprendere una sfida, una missione di ricerca di una statua nascosta (a fronte di cinque esistenti). I giocatori che per primi troveranno una delle statue nascoste saranno immortalati nel gioco finale, in ricordo dell’impresa compiuta.

Per trovare maggiori dettagli circa Scavenger Hunt, rimandiamo alla pagina ufficiale su FIG, il sito di raccolta fondi.  Ecco il trailer di presentazione del gioco presentato al recente E3 2019.

IL GIOCO

Unexplored 2: The Wayfarer’s Legacy è un action rpg roguelike, sequel dell’indie Unexplored, pubblicato due anni fa su Steam. Il giocatore potrà avventurarsi in un vasto e meraviglioso mondo impegnandosi nell’eroica ricerca, e successiva distruzione, del bastone di Yendor.

Gli sviluppatori parlano di meravigliosi paesaggi, meraviglie nascoste, creature magiche e nemici pericolosi che attendono il giocatore. Egli dovrà compiere scelte coraggiose affidandosi al destino benevolo. Con un sistema legacy unico, un’avanzata tecnologia di generazione procedurale degli ambienti e una narrazione ricca e generosa, Unexplored 2: The Wayfarer’s Legacy si preannuncia un’avventura memorabile.

CARATTERISTICHE CHIAVE











  • Sistema Legacy. Le azioni degli eroi del passato incideranno sulle fortune di coloro che ne seguiranno le orme. Il giocatore dovrà usare l’eredità di tali eroi con saggezza per dare agli avventurieri successivi maggiori possibilità di completare la loro ricerca.
  • Morte permanente ini un mondo persistente. Gli eroi morti rimarranno tali. Starà al giocatore decidere se tornare nello stesso mondo con un nuovo avventuriero (col carico di conoscenza del suo predecessore), o se iniziare una nuova avventura in un mondo ancora inesplorato.
  • Narrazione generativa. In Unexplored 2 non vi è sceneggiatura premeditata. Pur avendo tutti lo stesso obiettivo (la distruzione del bastone di Yendor ndr), ogni avventuriero avrà una storia unica, stabilita attraverso gli eventi e gli incontri fatti lungo la strada.
  • Generazione procedurale. La tecnologia proprietà di Ludomotion genererà contenuti pensati da esseri umani, e non da semplici algoritmi, con un numero quasi infinito di nuove terre, luoghi, storie e sfide da scoprire.
  • Colonna sonora orchestrale adattiva. Un complesso sistema permetterà di arrangiare in modo reattivo la musica di Unexplored 2, apportando sottili modifiche alla partitura nei momenti appropriati, soprattutto in quelli segnati da profondo coinvolgimento.

Davide Viarengo

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Annunciato lo sviluppo di Gamedec, nuovo RPG a tema cyberpunk

Anshar Studios, già autore di Telefrag VR e Detached, ha annunciato lo sviluppo di Gamedec, un rpg in visuale isometrica a tema cyberpunk dove le scelte del giocatore avranno dirette ripercussioni sulla trama. Verrà rilasciato su Steam, dove è già presente la pagina del negozio con tanto di requisiti hardware, nel corso del 2020. Una prima versione del gioco sarà invece presentata in anteprima nel corso della Gamescom mentre al PAX West di Seattle, una demo sarà messa a disposizione degli ospiti dell’evento.

Qui di seguito il trailer d’annuncio ufficiale in 4K. Buona visione.

IL GIOCO

Gamedec è un rpg con ambientazione cyperpunk, che emulando la natura di un gioco da tavolo si concentrerà sullo sviluppo del personaggio in base al volere degli appassionati. La trama infatti potrà subire profonde influenze dalle scelte compiute nel corso del gioco, le quali saranno determinanti nell’atto di definire sia la personalità dell’avatar del giocatore sia il mondo circostante, dove entrambi cambieranno di pari passo.

Come nella vita reale, le conseguenze delle scelte fatte potranno risultare immediate o palesarsi a lungo termine, in maniera inaspettata. Tuttavia, indipendentemente dalle decisioni prese il gioco manterrà una neutralità di fondo, facendo sì di far risultare il giocatore come la “somma” delle sue scelte. Il tutto all’interno di una vera e propria zona grigia, dove alcune decisioni sembreranno giuste e altre meno a seconda del punto di vista; in un mondo dove il giocatore potrà comunque essere giudicato solamente da se stesso.

IL CONTESTO







Il gioco è ambientato nella città di Varsavia, nel XXII secolo, dove grazie all’esistenza di vari mondi virtuali, la “realtà” è divenuta un concetto relativo mentre “vita” e “morte” hanno assunti svariati significati. Nuovi mondi danno origine a nuovi problemi. Il desiderio, la gelosia, l’avidità e la brama di potere sembrano non essere cambiate: e così, a fronte di tanti cambiamenti, la natura umana si dimostra immutata.

In un mondo dove la schiavitù minorile è un gioco free-to-play e in cui un omicidio per una disputa tra clan rappresenta la normalità, ecco che si ritrovano ad agire i Gamedecs. Investigatori incaricati di gestire frodi, cospirazioni e crimini commessi nei mondi virtuali. Cacciatori di criminali dei mondi virtuali, tra cui uomini d’affari ricchi e viziati, madri in cerca di vite migliori per i loro figli e corporazioni con piani per riscrivere l’umanità. Il giocatore interpretrà uno di loro, un Gamedec, e modellerà il contesto che lo circonda tramite le sue decisioni.

Davide Viarengo

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Gibbous – A Cthulhu Adventure, Recensione

C’era una volta… no, non è questo l’incipit giusto. Cosa hanno in comune un bibliotecario, un investigatore privato… ed un gatto?  E se il felino in questione parlasse? Le risposte sono molto difficili e queste tre figure apparentemente lontane si riuniscono per formare l’improbabile e strampalato cast di protagonisti di Gibbous – A Cthulhu Adventure.

Il gioco che vi proponiamo è un’avventura punta e clicca firmata da Stuck in Attic che ha fatto il suo debutto su Steam (per Pc Windows, Mac e Linux) mercoledì scorso (7 agosto) su Steam e GOG.

Il team indipendente romeno ha raccolto nel 2016 quasi 50.000 euro su Kickstarter grazie al contributo di quasi 2.000 appassionati. Una buona cifra che ha permesso loro di realizzare e completare l’opera. Ma come si propone questo gioco in un universo pieno di (ottime) avventure punta e clicca? Per scoprirlo, leggete la nostra recensione.

Buona lettura.

LOVECRAFT SI, MA “CON MODERAZIONE”

Se si pensa ai racconti di H.P. Lovecraft inevitabilmente si pensa all’orrore ed al terrore, a creature sinistre ed a oscuri riti. Un’ambientazione dove è quasi impossibile trovare lo spazio per un sorriso o una risata. Perché abbiamo nominato il maestro americano? Semplice: Gibbous – A Cthulhu Adventure, come suggerisce il nome, ha sfumature lovecraftiane.

Ciononostante, il team di stanza in Transilvania ha voluto lavorare molto su un’interpretazione ironica, non troppo seriosa dando i connotati di commedia brillante-demenziale in un set dell’horror. Un po’ come ha fatto PsychoDev per il suo Chronicle of Innsmouth due annetti fa anche se in questo caso, Gibbous è molto meno serioso.

Il risultato è apprezzabile: ne nasce una storia interessante, veramente gradevole, ricca di misteri che pian piano si diradano fino alla conclusione che ovviamente non vi sveleremo per non farvi perdere il piacere di giocare.

UN DETECTIVE, UN BIBLIOTECARIO E UN GATTO

Sintetizziamo la trama senza particolari spoiler descrivendo in linea di massima la partenza delle nostre peripezie che si concentrano nel prologo, il primo dei diversi capitoli di questa avventura punta e clicca.

Facciamo così la conoscenza del serioso detective Don R. Ketype che sta svolgendo indagini su un oscuro tomo malefico, un comunissimo bibliotecario, Buzz Kerwan ed un gatto, Kitteh. Il detective dall’impermeabile giallo (che ricorda un po’ Dick Tracy, ndr) è vicino al ritrovamento di questo libro (il Necronomicon) ma a quel punto, una setta formata da esaltati lo rapisce per impossessarsi del tomo e portare a termine un oscuro rituale di magia.

Per fortuna i malintenzionati non riescono a trovare il tomo che, disgraziatamente (o fortunatamente) finisce nelle mani dello sprovveduto Buzz. Quest’ultimo, dopo essersi ripreso dal brutto incidente in biblioteca, torna nella sua stanza in affitto. Si accorge del Necronomicon e, incautamente, lo apre leggendo una frase in una lingua sconosciuta. Il risultato è sorprendente: Kitteh, la sua gattina nera (e bianca) comincia a parlare. E son dolori per Buzz perché la felina è stizzita dal fatto di essere stata “umanizzata” e mostrerà il broncio nella maggior parte delle nostre peripezie.

A questo punto, la setta, comprende che il ritrovamento del libro non è stato completato e comincia le sue ricerche per stanare i nostri eroi che viaggeranno per l’Europa da Parigi alla Romania.

Questo, in sintesi, l’inizio della storia che come avventura grafica punta e clicca che si rispetti offre diversi capitoli e tante sfumature.

GAMEPLAY CLASSICO, BATTUTE, CITAZIONI E PUZZLE

La struttura del gameplay di Gibbous – A Cthulhu Adventure è estremamente classica. Possiamo dire che in primis non aggiunge nulla al genere ma offre comunque una storia interessante ed un gameplay adatto a tutti, sia ai neofiti che ai più smaliziati.

C’è il mix tra dialoghi a risposta multipla e la risoluzione di puzzle che riguarda la raccolta, l’utilizzo e la combinazione di e tra oggetti e parti dell’ambientazione. Ovviamente non manca l’inventario che ci permette di conservare ed utilizzare o assemblare oggetti.

I dialoghi sono per lo più spassosi. La scrittura creativa è molto gradevole e grazie ad una buona trasposizione in italiano è godibilissima. Tante, inoltre, le citazioni ad avventure classiche del passato a ad altri media. Ne abbiamo colta qualcuna e chiaramente – nel nostro girovagare – abbiamo notato più di un omaggio a The Secret of Monkey Island, immortale capolavoro di LucasArts.

Come la stragrande maggioranza dei punta e clicca moderni, non mancheranno gli aiuti per i neofiti. Basterà premere la barra spazzatrice per individuare i punti di interesse della location, ossia quei punti che vale la pena visionare cliccandoci sopra.

L’interfaccia è snella e si avvale della “ruota” o in questo caso “mini ruota” dei comandi. Andando su un punto indicato dello schermo e cliccando col pulsante destro del mouse si apriranno due o tre icone con le azioni eseguibili: osservare (contraddistinta dall’occhio), raccogliere (ci sarà una manina che indicherà l’azione), parlare (raffigurata da una bocca) e far si che Kitteh possa intervenire (l’opzione è raffigurata dalla faccia della gatta).

I dialoghi per lo più delle volte sono divertenti grazie anche agli incontri con personaggi stravaganti. Quasi tutti sono strampalati, anche i più seriosi. Se da un lato, l’investigatore Ketype è piuttosto ombroso (ma ogni tanto dice la sua battutina), Buzz è uno spasso e Kitteh sembra essere un personaggio veramente riuscito. Quest’ultima non perdonerà il suo padrone e lo prenderà in giro tante volte con battute sagaci ed al vetriolo che alla lunga, pur diventando quasi scontate, fanno ugualmente sorridere.

Per quanto riguarda gli enigmi, possiamo dire che ci troviamo di fronte ad una difficoltà medio-bassa. La stragrande maggioranza di essi sono semplici o quanto meno poco complicati. Pochi, in effetti, hanno richiesto qualche minuto supplementare di riflessione ma nulla che non sia intuibile. Anzi. Forse è questa la più pecca di questo titolo.

OTTIMA GRAFICA, BUON DOPPIAGGIO, BELLE MUSICHE








Il lavoro fatto da Stuck in Attic è davvero di ottima qualità. La grafica offerta da Gibbous è molto bella a nostro avviso con personaggi enormi, ambientazioni per lo più splendide. Colorata, dettagliata e con tanto stile proprio. Artisticamente azzeccata ci è sembrata anche la particolare palette utilizzata per le varie location e non mancano anche gli ottimi effetti ombra financo i giochi di luce. Giusto ricordare come il gioco supporti anche la risoluzione in 4K.

Se le ambientazioni (tantissime, oltre una sessantina) sono varie e ricche di dettagli e finezze, anche i personaggi si comportano alla grande. E non solo i tre protagonisti: gli altri personaggi di contorno sono veramente ben caratterizzati e dettagliati. A tratti sembra di stare davanti ad un cartone animato di Don Bluth.

Proprio le animazioni sono un altro punto in favore del lavoro degli sviluppatori. Sempre fluide e ben delineate. La scelta degli autori di realizzare un gioco in 2d ha sicuramente pagato.

Anche il sonoro è all’altezza. Le musiche sono molto divertenti ed accompagnano le nostre gesta in modo adeguato e, quasi mai, annoiante. Anzi, molti brani sono anche orecchiabili e gradevoli all’orecchio. Il doppiaggio, infine, è azzeccato e di alto livello in quasi tutte le occasioni. Ottime le prestazioni attoriali con la perla della presenza di Doug Cockle, voce di Geralt di Rivia nella trilogia The Witcher, insomma, una bella produzione con tantissime luci e pochissime ombre. Salvo un paio di episodi casuali che ci hanno riportato al desktop.

COMMENTO FINALE

Rendere divertente un’ambientazione lovecraftiana non era impresa facile. Gibbous – A Cthulhu Adventure ci riesce in pieno e Stuck in Attic propone un’avventura grafica punta e clicca molto classica ma generalmente ben fatta.

Ammirevole il lato tecnico sotto tutti i punti di vista. Graficamente è una piccola perla anche se ogni tanto abbiamo visto alcune location meno ispirate di altre ma riteniamo sia fisiologico soprattutto visto i canoni della produzione indie.

Ci sono piaciuti i personaggi protagonisti: il serioso detective, lo strampalato bibliotecario e la gatta sagace, iraconda e dispettosa. Forse, la pecca più grossa è il livello generale di difficoltà. Gli enigmi sono molto intuibili nella stragrande maggioranza dei casi e la possibilità di individuare gli “hotspot” rende ancora più veloce la risoluzione dei vari segmenti di gioco. La longevità è standard, più o meno dalle 8 alle 12 ore a seconda delle proprie attitudini o, appunto, se si utilizzano gli hotspot. Peccato, inoltre, per un paio di episodi (casuali, ripetendo la scena non si è manifestato nuovamente, ndr) di arresti inaspettati che ci hanno riportato al desktop. Nulla, per fortuna, che non si possa risolvere con patch.

Per il resto, però, Gibbous – A Cthulhu Adventure è un’ottima avventura grafica che ha il grande pregio di riproporre in chiave classica quasi tutto il meglio che il genere possa offrire: una buona realizzazione tecnica, un gameplay tradizionale ed una bella storia ben strutturata e raccontata. Il tutto condito con ironia e citazioni divertenti. Gli amanti delle avventure grafiche punta e clicca dovrebbero dargli quanto meno un’occhiata anche perché è un gioco adatto per i novellini. I più esperti apprezzeranno tutto il resto.

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Gibbous – A Cthulhu Adventure debutta oggi

Gli amanti delle avventure grafiche punta e clicca possono tenere d’occhio un nuovo gioco. Si chiama Gibbous – A Cthulhu Adventure, titolo firmato dal team indipendente romeno Stuck In Attic che debutta oggi, come da annuncio, su Steam e GOG per Pc Windows, Mac e Linux. Il prezzo è di 19,99 euro.

Per l’occasione, gli sviluppatori hanno pubblicato un nuovo trailer.

Gibbous – A Cthulhu Adventure è un’avventura punta e clicca tradizionale realizzata a mano con un’ambientazione a metà tra commedia ed horror dalle sfumature lovecraftiane.

Culti raccapriccianti stanno spuntando a destra e a sinistra a Darkham e per peggiorare le cose, il bibliotecario Buzz Kerwan si imbatte nel diabolico libro di Necronomicon e trasforma inavvertitamente il suo gatto, Kitteh, in un abominio parlante … E di certo non ne è contenta. Collaborando con il detective Don R. Ketype, i tre partirono alla ricerca di scoprire le cospirazioni più grandi e le forze più oscure al lavoro e fare una smorfia molto cinica.

Liviu Boar, direttore creativo di Stuck In Attic, ha detto:

Gibbous è un folle esperimento da scienziato che distrugge il Cthulhu Mythos insieme a familiarità con i giochi di avventura e un’estetica coloratissima, pur mantenendo un’atmosfera inquietante. Creato e ispirato dalla Transilvania, da dove veniamo, è Lovecraftiana con un potente sapore locale e senza i pregiudizi associati. I suoi mostri sono ancora inquietanti, ma i suoi umani hanno il cuore. E c’è un gatto parlante.

CARATTERISTICHE






  • Oltre 60 ambientazioni dettagliate dipinte a mano ispirate all’architettura e ai paesaggi naturali della Transilvania.
  • Fluida animazione tradizionale 2d, dall’aspetto disneyano.
  • Due protagonisti e un gatto parlan… Ok, tre. Tre protagonisti.
  • Più di 70 personaggi folli, ognuno con la sua voce.
  • Special guest: Doug Cockle, voce di The Witcher.
  • Contiene l’accento transilvano più genuino che si sia mai sentito nei giochi o in altri media, da sempre.
  • Oltre 4 ore di lussureggiante colonna sonora originale, con strumenti dal vivo.
  • Una storia cinematografica lunga che attraversa i continenti, e non solo.
  • Sprazzi di umorismo, trama sempre più oscura e misteriosa.
  • Illuminazione dinamica, riflessi in tempo reale e sistema meteo.
  • Sistema di suggerimento integrato per aiutarti quando sei bloccato.
  • Scene animate che scandiscono i momenti più importanti della storia.
  • Oltre 12.000 linee di dialogo recitate.
  • Risposte recitate per tutte le combinazioni più folli che ti possano venire in mente.
  • Fatto con amore vicino a dove è nato Vlad l’Impalatore.
  • Nessun abbellimento o presa in giro degli Antichi, che i loro oscuri nomi siano sempre lodati.
  • Abbiamo già detto che c’è un gatto parlante?

REQUISITI DI SISTEMA

PC WINDOWS

MINIMI:

    • Richiede un processore e un sistema operativo a 64 bit.
    • Sistema operativo: Microsoft Windows XP(SP2+)/Vista/7/8/8.1 (64-bit).
    • Processore: 2,5 GHz Intel Core i3 o AMD Athlon.
    • Memoria: 4 GB di RAM.
    • Scheda video: Scheda grafica con 2GB di memoria.
    • DirectX: Versione 9.0c.
    • Memoria: 20 GB di spazio disponibile.
    • Note aggiuntive: Richiede un processore ed un sistema operativo a 64 bit.

CONSIGLIATI:

    • Richiede un processore e un sistema operativo a 64 bit.
    • Sistema operativo: Microsoft Windows 7/8/10 (64-bit).
    • Processore: Intel Core i5-3470, 3.20GHz o AMD FX-6300, 3.5Ghz.
    • Memoria: 8 GB di RAM.
    • Scheda video: nVIDIA GeForce GTX 660, 2 GB o AMD Radeon HD 7870, 2 GB.
    • DirectX: Versione 11.
    • Memoria: 20 GB di spazio disponibile.
    • Note aggiuntive: Richiede un processore ed un sistema operativo a 64 bit.

MAC

MINIMI:

    • Richiede un processore e un sistema operativo a 64 bit.
    • Sistema operativo: Mac OS X 10.8+.
    • Processore: 2,5 GHz Intel Core i3 o AMD Athlon.
    • Memoria: 4 GB di RAM.
    • Scheda video: Scheda dedicata con 2GB di memoria.
    • Memoria: 20 GB di spazio disponibile.
    • Note aggiuntive: Richiede un processore ed un sistema operativo a 64 bit.

CONSIGLIATI:

    • Richiede un processore e un sistema operativo a 64 bit.
    • Sistema operativo: Mac OS X 10.13+.
    • Processore: Intel Core i5-3470, 3.20GHz o AMD FX-6300, 3.5Ghz.
    • Memoria: 8 GB di RAM.
    • Scheda video: nVIDIA GeForce GTX 660, 2 GB o AMD Radeon HD 7870, 2 GB.
    • Memoria: 20 GB di spazio disponibile.
    • Note aggiuntive: Richiede un processore ed un sistema operativo a 64 bit.

STEAM OS/LINUX

MINIMI:

    • Richiede un processore e un sistema operativo a 64 bit.
    • Sistema operativo: Ubuntu 12.04+.
    • Processore: 2,5 GHz Intel Core i3 o AMD Athlon.
    • Memoria: 4 GB di RAM.
    • Scheda video: scheda grafica con  2GB di memoria.
    • Memoria: 20 GB di spazio disponibile
    • Note aggiuntive: Richiede un processore ed un sistema operativo a 64 bit.

CONSIGLIATI:

    • Richiede un processore e un sistema operativo a 64 bit.
    • Sistema operativo: Ubuntu 18+.
    • Processore: Intel Core i5-3470, 3.20GHz o AMD FX-6300, 3.5Ghz.
    • Memoria: 8 GB di RAM.
    • Scheda video: nVIDIA GeForce GTX 660, 2 GB o AMD Radeon HD 7870, 2 GB.
    • Memoria: 20 GB di spazio disponibile.
    • Note aggiuntive: Richiede un processore ed un sistema operativo a 64 bit.

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Gli inde brillano allo Spotlight NVIDIA DXR

Gli sviluppatori indipendenti sono stati protagonisti allo Spotlight Nvidia DXR, concorso lanciato da Nvidia, Epic e Microsoft culminato oggi con l’annuncio dei tre vincitori.

Si tratta di Christian Hecht con Attack from Outer Space, Opus Visual con LP Trailer ed Alden Fillion con Diode.

Il contest, un derivato del programma NVIDIA Indie Spotlight Program, ha invitato gli autori di giochi e i creatori di contenuti a creare demo tecnologiche utilizzando Unreal Engine 4.22, Microsoft DirectX 12, DirectX Raytracing e qualsiasi combinazione di ray-tracing, ombreggiatura ed illuminazione a loro disposizione.

Le software house di gaming utilizzano il Ray Tracing in tempo reale per i loro più grandi franchise ed i titoli AAA. Ma la qualità dei partecipanti in questo concorso dimostra che chiunque, grande o piccolo, può padroneggiare l’arte del ray tracing in tempo reale.

Ecco i tre vincitori dello Spotlight NVIDIA DXR:

  • Christian Hecht con Attack from Outer Space
    • Attack from Outer Space ricrea l’aspetto dei classici film di fantascienza degli anni ’50 utilizzando riflessi ray-tracing, ombre e illuminazione ambientale – il tutto in tempo reale – per offrire un’atmosfera davvero nostalgica a questa gigantesca invasione di robot.
  • Opus Visual con LP Trailer
    • LP Trailer mette alla guida di un grande cantiere di traforazione sottomarina e utilizza riflessi ray-tracing e occlusione ambientale per fornire un’illuminazione realistica.
  • Alden Fillion con Diode
    • Diode  consente agli appassionati di infiltrarsi in un castello con un cavaliere futuristico che combatte le forze del male. La demo utilizza riflessi ray-tracing in tempo reale per ottenere risultati sorprendenti.

Ciascuno dei tre vincitori si è aggiudicato una GPU NVIDIA TITAN RTX.

Il ray tracing in tempo reale sta cambiando il modo in cui i giochi vengono creati e migliora notevolmente la qualità dell’immagine. Il Ray tracing è basato su un solido ecosistema che include delle API (Application Programming Interface) standard del settore, supporto in una serie di motori di gioco (pubblici e privati), e tutti gli strumenti di sviluppo necessari per creare un ambiente di gioco di successo. NVIDIA è la forza trainante della rivoluzione del ray tracing e le GPU GeForce RTX sono le uniche GPU in grado di sfruttare questa tecnologia.

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Vane, Recensione della versione Pc

Approcciare Vane in modo semplicistico non è, appunto, semplice: perché il titolo “è uno di quei titoli”. Minimalista, sinceramente votato alla narrazione pregnante piuttosto che ad un “modesto” riempitivo meccanico, Vane è un’esperienza meta-ludica, piuttosto che uno sfogo colmo di click.

Fare il confronto con altre esperienze simili, come Journey, colme di emozioni e scevre di qualsiasi canone ortodosso dei videoludi, è sin troppo semplice ed evidente.

Ed è altrettanto semplice che, giochi del genere, dividano nettamente la platea, fra chi li ama e chi li “odia”. Perché la rarefazione è molto vicina ad un macro-vuoto evidente, ma è anche così dannatamente lontana dal micro-vuoto assoluto.

Ecco la nostra recensione della versione Pc del gioco firmato dal team indie Friend & Foe Games, che, ricordiamo, ha fatto il suo debutto su PS4, in esclusiva temporale, nel gennaio scorso. Buona lettura.

TRAMA

Vane è un gioco d’azione e avventura dall’indubbio fascino e dall’atmosfera che ondeggia continuamente tra l’apocalisse e il sogno. Il titolo è stato quasi immediatamente sotto la luce dei riflettori, per il curriculum di chi si accingeva a svilupparlo. Gli sviluppatori, Friend & Foe Games, provengono dalla scena indipendente ma vantano collaborazioni con progetti tripla A, come Killzone e The Last Guardian. Per questo, Vane ha il difficile compito di “reggere il confronto” con cotali “mostri sacri”.

Nel gioco, impersoneremo un ragazzino che, cercando riparo da una tempesta in un edificio all’apparenza abbandonato, s’imbatte in misteriosi figuri che, al contrario, lo ributtano con violenza nel terribile fenomeno naturale. Non appena la tempesta scompare, il nostro giovane eroe si ritrova inspiegabilmente trasformato in un volatile. Nella sua nuova forma, dovrà esplorare un mondo di gioco piuttosto vasto, alla ricerca di una spiegazione, ma anche del suo passato.

GAMEPLAY



L’impatto iniziale di Vane è sicuramente esplosivo: sin da subito, si è immersi in un cupo alone di mistero, che si dispiegherà in un improvviso ed imprevedibile senso di libertà dovuto all’impersonare l’aquila che governeremo.

Ma, passata la meraviglia iniziale, ben presto ci si accorgerà di una certa “vacuità” a livello di narrazione. Narrazione che, per lunghi tratti, è costituita ad infiniti silenzi e solitudine che, se all’inizio saranno una fonte di “Wow!” continui, data la loro costante presenza, diverranno ben presto una fase di gioco un po’ scarna e dalla evocatività che andrà scemando nel tempo.

Le poche sezioni realmente narrative, saranno spesso a sè stanti, complicate da correlare fra loro e, sostanzialmente, apporteranno una “perturbazione” molto limitata all’intero mondo di gioco, che darà l’impressione di essere definitivamente cristallizzato nel suo “sognincubo”. Vane avrà un paio di “occasioni” create appositamente per esser emozionanti (e ci riusciranno in pieno, per la cronaca) ma, anche in questo caso, sarà davvero complicato unire in un unico stream logico tutti i “puntini” narrativi.

GAMEPLAY PARTE SECONDA



Da un punto di vista meramente meccanico, Vane sarà un gioco piuttosto semplice e votato per la maggiore all’esplorazione aerea e non e alla risoluzione di enigmi. Come già più volte ripetuto, gli sviluppatori hanno scommesso tutto sull’impatto generale del gioco. In sostanza, Vane ci proporrà un gameplay fondato su lunghe fasi di movimento atte alla localizzazione di punti di interesse in una vasta area, dove saremo chiamati ad affrontare particolari enigmi o sfide, le quali il gioco correlerà fra di loro in modo piuttosto visibile. Ad esempio, una sfida ci imporrà di volare da un punto all’altro della mappa, mentre in un’altra saremo chiamati a fuoriuscire da un labirinto.



Dopo circa un’ora di gioco, avremo la possibilità di tornare indietro alla nostra forma umana, il che trasformerà Vane in un più canonico action/platform con enigmi. Ma, proprio perché il gioco “prevede” il ritorno del ragazzino, improvvisamente la forma volatile diverrà più un orpello che un qualcosa di necessario.
In aggiunta, tolte queste attività principali, l’enorme deserto di Vane sarà, appunto…deserto. Infatti, non ci sarà granché da fare o vedere, tranne gli eventi principali “scriptati” e previsti dal gioco, riducendo il gameplay ad una (lunga) ricerca del successivo punto di snodo della trama.

In sostanza, questo sarà Vane per circa 5 ore di gioco. Nonostante una certa originalità nella scelta delle “prove” che dovremo affrontare, le limitazioni “fisiologiche” del gioco avranno un impatto sicuro sul gameplay, che risulterà limitato e ripetitivo, incorniciato in una esperienza ludica non particolarmente lunga.

TECNICA

Anche da un punto di vista più strettamente tecnico, Vane non sarà esattamente una “passeggiata di salute”. A partire dai controlli con cui governeremo il volatile, non particolarmente precisi o commestibili, soprattutto per quanto concerne l’atterrare sulle superfici dall’alto (manovra che dovremo solitamente tentare più volte).

Ad aumentare la difficoltà anche solo di volo e controllo, ci penserà una telecamera che, alle volte, ci metterà in una “posizione scomoda” al solo fine di offrire una visuale più “artistica”.

Per il resto, data la natura meccanicamente semplice del titolo, Vane offrirà un livello di programmazione sufficiente, sia a livello di pulizia che di mere prestazioni, seppur soffrirà della presenza di piccoli bug piuttosto presenti. Invece, da un punto di vista più estetico, Vane è sicuramente un “plus”. Il mondo di gioco, nella sua pochezza di dettagli, è un sinolo di buio, luce, incubo e sogno. Questo offrirà fra cupi dungeon e ariosi panorami desertici, un colpo d’occhio di sicuro impatto e valenza artistica. Un plauso anche al comparto audio, evocativo e che ben si mescolerà con la rarefazione sognante del gioco.

COMMENTO FINALE

Vane è un titolo che o si ama, o si “odia”. Dalle premesse sicuramente intriganti, Vane offrirà un gameplay basico controbilanciato da un’atmosfera surreale e magica.

Peccato che, in definitiva, il titolo si perda un po’ proprio nel bilanciare questi due fattori. Il gioco, infatti, offre meccaniche imperfette e semplici, unite ad una narrazione troppo spezzata e eterea.

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Bear With Me, la Complete Edition fa il suo debutto

Novità interessanti per Bear With Me. Modus Games e lo sviluppatore Exordium Games hanno infatti pubblicato la Complete Edition dell’avventura punta e clicca. Si tratta di un bundle digitale dell’intera serie, assieme al nuovo episodio, il prequel The Lost Robots.

Bear With Me: The Complete Collection e l’episodio prequel Bear With Me: The Lost Robots sono ora disponibili per Nintendo Switch, PlayStation 4, Xbox One, PC, Android e iOS. Con qualche giorno di ritardo rispetto all’ annuncio.

The Lost Robots narra la storia di un ragazzo di nome Flint e di Ted E. Bear, un peluche che ha preso vita sotto forma di orso detective grazie alla magia dell’immaginazione di un bambino. Per chi non lo sapesse, Flint è il fratellino di Amber, la protagonista dell’avventura principale (Bear With Me, ndr).

Il viaggio dei due prende forma tramite un classico gameplay d’avventura, con i giocatori impegnati a esplorare ambientazioni noir, risolvere rompicapi e a osservare i cittadini di una vivace metropoli a caccia di indizi, nel tentativo risolvere il caso dell’improvvisa sparizione di Flint.

Il cuore della serie mette insieme Ted E. Bear con la sorella di Flint, Amber, mentre indagano sulla scomparsa di Flint. I due sviluppano rapidamente un’intensa amicizia condita da tante battute, rendendo un piacere i dialoghi di Bear With Me. Tuttavia, l’indagine rivela una minaccia che non riguarda solo Flint, mettendo a contrasto il legame affettivo dei detective con la storia toccante e le sue importanti scoperte.

Qui troverete la nostra recensione dell’episodio 3 della versione Pc. Si tratta di una serie che ci è particolarmente piaciuta per il design, l’humor, i dialoghi, le musiche e l’umorismo. Detto questo, vi lasciamo alle immagini.


























CARATTERISTICHE CHIAVE

  • Un classico genere immaginato da zero: Il gioco offre una rivisitazione delle classiche caratteristiche dei punta e clicca in chiave moderna. Risolvete puzzle, interrogate i sospetti e esplorate le scene del crimine in cerca di risposte.
  • Una storia interessante: Bear With Me presenta una fusione unica tra commedia, horror ed elementi narrativi con un alto livello di thrilling sono protagonisti di un viaggio suddiviso in quattro episodi.
  • Ambienti altamente interattivi: Esplorate Paper City per raccogliere prove sul grande mistero che i giocatori sono liberi di affrontare e rivisitare enigmi irrisolti al proprio ritmo per mettere insieme pezzi vitali di informazioni per risolvere il caso.
  • Personaggi memorabili: Dal simpatico Ted E. Bear, all’ottimista Amber, comunicate con un cast diversificato di personaggi a tutto tondo che possono aiutare o ostacolare i nostri protagonisti nella loro implacabile ricerca della verità.
  • Contenuti esclusivi su Steam. In esclusiva per la versione Pc sulla piattaforma Valve, un artbook digitale, così come la colonna sonora originale, è inclusa nella The Complete Collection.

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Streets of Rogue, Recensione

Il genere dei “roguelike”, è caratterizzato da meccaniche tipicamente rpg, accomunate da alcuni cardini: mappe generate casualmente (o proceduralmente), permadeath e turni. Quest’ultimo fattore è invero spesso lasciato da parte, favorendo un gioco in tempo reale e più veloce. Per farvi qualche nome famoso, citiamo FTL, Darkest Dungeon, Tales of Maj’Eyal. E poi c’è lui, il capostipite, Nethack. Il gioco che andremo a recensire oggi è Streets of Rogue, un ambizioso roguelike che, alle tipiche meccaniche del genere, aggiunge una serie di varianti tutte da scoprire.

Uscito per Switch, Playstation 4, Xbox One e Pc lo 12 luglio, è sviluppato da Matt Dabrowski. Il publisher è tinyBuild, che conosciamo per Punch Quest e Grevyard Keeper.

UNA CITTÀ IN ROVINA

La città, la “City”, coprotagonista di questo interessante roguelike, era un bel posto in cui viaggiare. Colma di divertimenti e di persone tutto sommato soddisfate della loro vita. Ma le cose belle durano sempre troppo poco, e un sindaco tanto audace quanto malvagio ha deciso di rovinare la festa a tutti.

L’aumento vertiginoso delle tasse, e la requisizione di ogni bevanda alcolica, hanno reso la vita di tutti un vero inferno. Ma al sorgere di un empio nemico, il seme della rivolta matura e cresce rigoglioso. E nel nostro caso la Resistenza (con la R rigorosamente maiuscola) si è subito data da fare per combattere questa schiacciante dittatura, che ha quel non so che tipico dei giorni nostri.





Il protagonista che andremo ad impersonare, è una recluta senza onore né gloria che dovrà conquistarsi fama attraverso una serie di livelli generati proceduralmente.

Il simpatico video introduttivo, lascia il passo al capo della Resistenza che ci istruirà in un tutorial breve ma ben spiegato. Essendo una recluta, per passare al servizio attivo dovremo superare alcune prove che vanno dallo scassinare una serratura, hackerare un computer, combattere un nemico. Il tutto è scandito con un ritmo scanzonato e che si lascia volutamente prendere in giro, con battute e freddure di vario tipo a corredo di un impianto semplice ma decisamente accattivante.

Su Playstation 4, è necessario perdere alcuni minuti per familiarizzare al meglio con i comandi, perché come vedremo più avanti, capiterà spesso di premere il pulsante sbagliato proprio nel mezzo dell’azione, portando a esiti ben poco felici.

COSA VUOI FARE NELLA VITA?





Le classi che andremo ad impersonare, non sono che una mera reinterpretazione delle classiche meccaniche da gioco di ruolo, ma hanno un impatto importante sul tipo di missioni che affronteremo, e la personalizzazione è discretamente profonda.

Al di là del testo descrittivo, ogni classe è dotata di una serie di talenti e abilità specifiche, più quelle che potremo acquisire nel corso del gioco grazie ai npc che trovano casa nella base della Resistenza. Appassionati di informatica e videogiochi quali siamo, la nostra scelta è caduta immediatamente sull’hacker. La personalizzazione estetica permette di scegliere il volto, i vestiti, e il colore della pelle. Come scritto poco sopra, i compiti a noi assegnati varieranno a seconda della persona che andremo ad impersonare.

Ad esempio, al nostro hacker è stato ordinato di sbloccare una cassaforte, rubarne il contenuto, e liberare un prigioniero hackerando il computer delle prigioni. Scegliendo un mestiere più “rude”, abbiamo dovuto fare a botte con un dottore, ed eliminare un poliziotto al soldo del sindaco. Questo, giusto per darvi un’idea di quanta varietà possieda il titolo, senza dimenticare l’alto numero di classi “avanzate” che andremo a sbloccare nel corso della partita.

Trattandosi di un roguelike, il videogiocatore non è “bloccato” in senso stretto al personaggio scelto, ma proprio in virtù dell’alto numero di classi disponibili, sarà possibile giocare con un personaggio differente ogni volta. Se questo va a minare in parte l’immedesimazione tipica dei giochi di ruolo, dall’altro rende il tutto più scanzonato e “leggero”, tanto quanto il ritmo e il background di questa produzione.

GAMEPLAY





Decisa la classe, personalizzato il nostro soldato, è ora di andare a spodestare il dittatore. La City, è divisa in quartieri, che proprio come le lasagne (citazione tratta dal gioco stesso) sono a strati. Dai più profondi e corrotti bassifondi, passeremo via via verso gli alti quartieri dei ricchi, fino ad arrivare al nemico numero uno.

Ogni missione è scandita dall’arrivo del nostro eroe sul piano di gioco, per mezzo di un ascensore. Per passare al livello successivo, dovremo soddisfare i requisiti della missione, solo allora l’ascensore per il piano successivo verrà sbloccato.

Streets of Rogue presenta una grafica in 2d con visuale dall’alto, e il level design grazie anche alla proceduralità dei livelli, è piuttosto vario. Ogni quartiere è composto da una mappa, e diverse abitazioni e locali, con vari punti d’interesse quali ad esempio prese d’aria e cestini dei rifiuti. Il gameplay è davvero veloce, e ci vedrà ad esempio infilare in una presa d’aria una sostanza sconosciuta facendo scappare a gambe levate gli npc di un edificio, solo per riuscire ad entrare in una stanza dove è rinchiuso un computer che dovremo hackerare.

Il bello arriva quando si scopre che mentre il vostro personaggio è intento nel suo hobby preferito, gli stessi npc tornano a casa e non sono affatto felici di trovare un ospite inatteso.

A quel punto, scatta il combattimento e tutto si fa frenetico e spesso caotico. Gli attacchi, variano dai classici pugni da strada, alle armi bianche e quelle da fuoco, e possiamo anche prendere npc e robot a pietrate. La vita, è scandita da una barra in alto a sinistra che potremo rimpolpare mangiando cibo o sfruttando i medikit che potremo acquistare o trovare durante l’esplorazione.

Il bello e il brutto del combattimento, è racchiuso in un esempio avvenuto durante il gameplay (oggetto anche degli screenshots proposti nella gallery). Nei bassifondi, le azioni illegali costano parecchio, e vengono punite da robot tutt’altro che loquaci. Il nostro hacker, impavido e sicuro di sé, se n’è fregato della prudenza e dopo aver usato un composto acido da spargere nelle prese d’aria di un edificio dove era necessario disabilitare alcuni allarmi, si è trovato a fronteggiare una gang di man in black tutt’altro che felici di vederci.

Dopo qualche combattimento senza esclusione di colpi, ci siamo accorti che nel quartiere era scattato l’allarme generale, sguinzagliando una serie di robot poliziotti tutt’altro che pacifici. Ci siamo nascosti nell’edificio chiudendo la porta, ma proprio quando stavamo uscendo sicuri di averli seminati, ce li siamo trovato davanti.

Colti alla sprovvista, siamo subito scappati ma poco dopo altri robot ci hanno circondato, iniziando ad attaccarci. Abbiamo usato l’abilità di hacker, capace di generare cloni di noi stessi e la strategia ha funzionato, anche troppo bene. I robot hanno iniziato ad attaccare il clone colpendo muri e altri npc che si sono immediatamente rivoltati e difesi.

Il tutto, ha dato inizio ad una reazione a catena con robot che esplodevano distruggendo le mura di un edificio, npc che correvano all’impazzata, e molte preziose risorse a terra in attesa di essere raccolte. Abbiamo atteso dietro un angolo in un rifugio sicuro, e siamo partiti all’attacco dell’ultimo robot rimasto in piedi distruggendolo dopo uno scontro piuttosto cruento.

Raccolto tutto ciò che abbiamo trovato a terra, ci siamo presi qualche minuto per esplorare ulteriormente il quartiere, passando poi a quello successivo grazie all’ascensore. È stata dura uscirne vivi, e prima di usare il clone, il nostro destino era praticamente segnato, soprattutto perché in preda alla frenesia, sbagliavamo pulsanti.

Quello di cui abbiamo parlato, è solo una delle tante possibilità a nostra disposizione, perché le varie missioni possono essere completate in molti modi differenti. Si può optare per un approccio più stealth, lasciando il combattimento a scagnozzi reclutati sul posto. O possiamo scegliere per un confronto rude e diretto, cercando di resistere alle ondate di nemici che arriveranno.

L’intelligenza artificiale è ben gestita, e anche se basilare offre sempre un buon grado di sfida durante gli scontri, grazie anche al ritmo frenetico. Il punto debole del titolo è rappresentato da una storyline accattivante e ben scritta, ma davvero corta. Completare il gioco richiederà meno di una decina di ore, 5 o 6 per i più smaliziati. Finita la trama, ciò che rimarrà saranno le sidequest e le missioni che potremo affrontare esplorando i livelli, tutto qui.

Nulla che vada ad impattare sulla qualità del gioco, ma una storyline più lunga avrebbe garantito una longevità decisamente superiore, soprattutto per quei giocatori che finita un’avventura, sentono che il gioco perde di mordente. Gli appassionati di roguelike invece, non si faranno tanti scrupoli e continueranno a divertirsi con le missioni proposte casualmente per un bel po’ di tempo. Senza contare la storyline, tra sidequest e abilità sbloccabili c’è davvero l’imbarazzo della scelta, e infatti è lo sviluppatore stesso a dichiarare come il gioco possa superare le 100 ore di longevità. Inoltre, è disponibile anche il multiplayer, sia in locale che online.

Giocare insieme ad un amico, oltre che divertente, aiuta anche nel gameplay. Infatti, il secondo giocatore sarà in grado di riportare in vita un compagno caduto, cosa che vi eviterà il game over. Oltre alla storia principale, un altro fattore da considerare è il sistema di salvataggio.

Essendo un roguelike piuttosto hardcore, il salvataggio di una partita avverrà solo alla fine del livello uscendo dal gioco. In caso di morte del personaggio, dovremo necessariamente rincominciare da capo. Ovviamente, abilità speciali e personaggi sbloccati in precedenza saranno sempre disponibili, ma perderemo monete e tutti gli oggetti guadagnati in precedenza.

GRAFICA E SONORO

Dopo averci deliziato con la pixel art di Grevyard Keeper, l’avventura di questo roguelike dal buon grado di sfida, poggia le sue basi sulla stessa tecnica. Ma in questo caso, la pixel art presente è decisamente più semplice, ma non meno accattivante.

Molti dettagli, sia per quel che riguarda gli ambienti che per gli effetti, e un level design procedurale che ad un occhio non attento ci sembrerebbe sviluppato in prima persona. Una grafica sicuramente meno profonda e sfaccettata rispetto al farming simulator made in Lazy Bear Games, ma che si sposa bene tanto nel contesto di gioco, quanto nelle meccaniche.
Splendidi gli effetti della distruzione degli edifici e delle pareti, che non sono solo un mero orpello grafico, ma hanno un serio impatto anche nell’economia di gioco.

La colonna sonora è composta da musiche scanzonate ma un po’ ripetitive che tentano con molto impegno di coinvolgerci. Il risultato anche in questo caso, è buono, e molto più vario rispetto ad altri prodotti.

COMMENTO FINALE

Streets of Rogue è un roguelike atipico, pieno di meccaniche interessanti e variazioni sul tema. La grande libertà concessa al giocatore maschera una storyline troppo corta, ed una ripetitività di fondo connessa intrinsecamente al genere a cui è ancorato.

Ci farà divertire, esultare, gridare quando ci mancava tanto così per vincere uno scontro che ci vede perdenti. Il sistema di salvataggio tipico del genere potrà non essere digerito da quei giocatori che si aspettano un’esperienza più leggera, ma il titolo non fa nulla per nasconderlo.

E pretende giocatori che vogliano divertirsi e riflettere sulle scelte senza alcuna paura, e accontenterà i fan del trial and error. Il permadeath è perennemente dietro l’angolo, compagno sicuro nelle prime ore di gameplay. Ma il risultato finale è davvero buono, considerando che lo sviluppo è affidato ad una sola persona. Se siete fan dei roguelike, fatelo vostro senza pensarci troppo. Se cercate un’esperienza più lineare dove la storyline è parte importante del gameplay, tenetelo comunque in considerazione, non ve ne pentirete.

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Fantasy Strike è disponibile per su Pc e console

Notizia interessante per gli amanti dei picchiaduro tradizionali: Fantasy Strike, il nuovo gioco di combattimento di David Sirlin (lead designer di Super Street Fighter II Turbo HD Remix), esce dall’early access di Steam per Pc, Mac e Linux ed approda anche su PS4 e Switch.

Ad accompagnare la notizia del debutto (puntuale) di questo particolare titolo, anche il “Cinematic” trailer che alleghiamo all’articolo.

Si tratta di un gioco adatto sia per gli utenti più smaliziati sia per quelli che non hanno mai toccato un picchiaduro ad incontri. Questo grazie alla sua filosofia di progettazione incentrata sul rendere chiari e comprensibili gli aspetti del genere spesso oscuri. Le dinamiche vogliono aiutare gli appassionati a raggiungere la fase strategica e decisionale della competizione nel minor tempo possibile.

I principianti beneficiano di tutorial video approfonditi per tutti e 10 i personaggi. Questi video di cinque minuti, disponibili tramite una semplice interfaccia nella sezione “Learn” del menu principale, sono narrati dal direttore del gioco, David Sirlin. Sia i principianti che gli esperti beneficiano tutti di effetti visivi a vantaggio dell’innovativo frame, mai visti prima in nessun gioco di combattimento.

Questa immagine comunica con ogni colpo che si riprenderà per primo e in che misura, insegnando ai giocatori quali attacchi sono rischiosi e mostra anche mosse che possono essere sicure a seconda del tempo e della distanza.

Il sistema di gioco online cerca di innovare ulteriormente il genere, consentendo sfide con un clic dal menu degli amici nonché osservando con un clic qualsiasi amico. La modalità classificata utilizza tornei veloci ed un sistema di battaglia a squadre diverso da quello di altri giochi. È progettato specificamente per creare la massima varietà di matchup di personaggi per la community. Il codice di rete stesso utilizza la tecnologia GGPO combinata con la tecnologia proprietaria. Questo serve ad eliminare la latenza che si traduce in un gioco online fluido.

SINGLE PLAYER

Fantasy Strike viene inoltre fornito con una varietà di modalità per giocatore singolo, tra cui una modalità Arcade tradizionale con sequenze di storie splendidamente illustrate, quattro modalità di sopravvivenza, sfide giornaliere e una sostanziale modalità Boss Rush in cui i giocatori costruiscono un mazzo di potenziamenti contro boss AI sempre più potenti.

David Sirlin, direttore del gioco di Sirlin Games, ha detto:

Penso che sia eccitante che Fantasy Strike offra tanta o anche più profondità di quanto i giocatori siano abituati in questo genere mentre ha solo bisogno di una piccola parte della complessità per farlo. Non vediamo l’ora di accogliere nuovi volti nella community ora che il gioco è disponibile su console e in versione completa su Pc.

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