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Life is Strange 2, le edizioni fisiche arrivano in Europa

Square Enix ha annunciato oggi che la stagione completa di Life is Strange 2, l’avventura narrativa che parla di questioni come il razzismo, l’uguaglianza di genere e altro ancora, uscirà in versione fisica in Europa e in Nord America.

Ci saranno un’edizione standard e una Collector’s Edition. Entrambe includeranno la stagione completa di Life is Strange 2 e una serie di contenuti esclusivi ideati dal team di Life is Strange alla DontNod Entertainment in collaborazione con Square Enix External Studios.

Entrambe le edizioni fisiche saranno disponibili in Europa, Medio Oriente e Africa dal 3 dicembre.

Di seguito è possibile trovare i contenuti delle due versioni:

L’edizione standard include:

  • La stagione completa.
  • Un gioco bonus: Le fantastiche avventure di Captain Spirit.

Delle toppe di Arcadia Bay per personalizzare lo zaino di Sean all’interno del gioco.

La Collector’s Edition esclusiva di Square Enix Store avrà una tiratura limitata ed includerà:

  • La stagione completa.
  • Un gioco bonus: Le fantastiche avventure di Captain Spirit.
  • Delle toppe di Arcadia Bay per personalizzare lo zaino di Sean all’interno del gioco.
  • La colonna sonora ufficiale di Jonathan Morali su un set di 4 vinili a 45 giri.
  • Un artbook con copertina rigida di 32 pagine con la concept art di Life is Strange 2.
  • Delle statuette di Sean (10 cm) e Daniel (7,5 cm).
  • Il cofanetto da collezione della Collector’s Edition.

Alcuni rivenditori selezionati offriranno anche il Pacchetto mascotte, che include una serie di toppe e un portachiavi di Hawt Dawg Man, la mascotte di Life is Strange, per personalizzare lo zaino di Sean all’interno del gioco. Visitate www.BuyLiS2.com per sapere quali rivenditori offrono questo pacchetto. I link diretti dei rivenditori verranno aggiunti alla pagina non appena saranno disponibili.

Come detto, entrambe le edizioni fisiche saranno disponibili in Europa, Medio Oriente e Africa dal 3 dicembre, lo stesso giorno in cui uscirà anche l’episodio finale dell’avventura dei fratelli Diaz su Life is Strange 2 per Xbox One, PlayStation 4 e Pc (Windows/Steam).

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Asterix & Obelix XXL3: The Crystal Menhir, nuovi screenshot

Microids e OSome Studio oggi hanno diffuso i nuovi screenshot di Asterix & Obelix XXL3: The Crystal Menhir, che uscirà il 21 novembre per Switch, PlayStation 4, Xbox One e Pc.

La coppia di Galli più amata di sempre è tornata con una avventura nella quale prendere a sberle i romani e correre dietro ai cinghiali sono attività sane, salutari e altamente raccomandate. Per la prima volta nella serie dedicata ad Asterix e Obelix, arriva anche la modalità cooperativa, che consentirà a tutta la famiglia o all’intera tribù di amici di giocare insieme contemporaneamente. Oltre ai due protagonisti, i giocatori potranno trovare anche tutti i loro altri Galli favoriti, come Panoramix, Assurancetaurix e Abraracourcix, insieme a nuovi personaggi creati apposta per il gioco.

Ecco le immagini. Buona visione.












SU ASTERIX & OBELIX XXL3: IL MENHIR DI CRISTALLO

La nuova storia del duo gallico più famoso del mondo, inizia naturalmente in un piccolo villaggio dell’Armorica. Tutti gli abitanti si godono la loro vita tranquilla quando il druido Panoramix riceve una strana lettera, che catapulterà Asterix e Obelix in una caccia al tesoro indimenticabile, tanto per i Galli quanto per gli accampamenti romani.
Dovranno infatti portarsi dietro il misterioso menhir di cristallo attraverso terre lontane, piene di nuovi pericoli senza precedenti.

Asterix & Obelix XXL3: The Crystal Menhir offre tanti contenuti che faranno la felicità dei fan di tutte le età. Battaglie, esplorazione, puzzle game ed oggetti da collezione: il gioco è pieno di opzioni tutte da scoprire, sfide multiple da completare e oggetti nascosti da collezionare per dimostrare di essere dei veri Galli.

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Football Manager 2020, ecco la data di lancio

Football Manager 2020 sarà disponibile in edizione fisica e digitale per Pc e Mac a partire dal prossimo 19 novembre. Lo rende noto il publisher SEGA con tanto di trailer che vi proponiamo.

Ma le notizie non finiscono qui. I fan che effettueranno il pre-order di Football Manager 2020 da un retailer digitale selezionato (per una lista completa visitate questo link) riceveranno uno sconto del 10% e accederanno alla versione beta pre-lancio, ormai una abitudine per la serie, che sarà disponibile circa due settimane prima del lancio.

C’è anche uno sconto del 10% per chi effettuerà il pre-order presso retailer fisici selezionati. Maggiori dettagli sul lancio su Google Stadia saranno disponibili prossimamente.

Anche Football Manager 2020 Touch (per Steam, iOS e Android) e Football Manager 2020 Mobile (per iOS e Android) saranno disponibili il 19 novembre. Visitate il sito ufficiale per controllare la compatibilità del vostro dispositivo e resta sintonizzato: presto arriverà un annuncio legato al gioco (FM 2020 Touach) per Switch.

ALCUNE NOVITÀ DI QUEST’ANNO

Il nuovo episodio della serie calcistica manageriale firmata Sports Interactive avrà alcune caratteristiche nuove rispetto al passato che sono già state annunciate e presentate qualche settimana fa. Eccone qualcuna.

DEVELOPMENT CENTRE 

Assumete il pieno controllo delle operazioni della vostra squadra giovanile in un nuovo hub onnicomprensivo. Gestite le vostre giovani star, dal momento in cui arrivano nel vostro club e attraverso i ranghi giovanili fino a quando saranno pronte.

Il Development Centre è progettato per dare la possibilità di massimizzare più facilmente il potenziale del vostro giovane giocatore.

Più dettagli a questo nostro link.

CLUB VISION

Collaborate con il consiglio di amministrazione per raggiungere gli obiettivi in corso e tracciare un percorso affinché il club possa progredire nelle stagioni future. La visione del club va ben oltre la sala riunioni: influenza i trasferimenti, lo stile di gioco e le aspettative della competizione mentre cerchi di rafforzare l’identità del tuo club e di raggiungere traguardi pluriennali.

Ulteriori approfondimenti a questo nostro link.

RIPRODUZIONE DEL PERCORSO TEMPORALE

Un modo completamente nuovo di definire la posizione di un giocatore nella vostra squadra. Gestite il vosto tempo di gioco attuale e futuro per tutta la durata di un contratto e definisci un percorso chiaro da Fringe Player a Star Player e tutto il resto.

Ora, il tempo di gioco definisce lo stato di un giocatore all’interno della squadra. Come parte delle negoziazioni del contratto, potete offrire tempo di gioco nelle stagioni future, che può essere usato per dare ad una giovane stella un percorso definito nella prima squadra, per esempio.

Nemmeno a dirlo, altri dettagli li troverete qui.

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Salvate migliaia di api con Bee Simulator e 3Bee

Che Bee Simulator, in arrivo su Pc e console il prossimo 14 novembre, fosse un gioco dalla spiccata impronta ecologica non c’erano dubbi. Così come che fosse un gioco per famiglie incentrato sulla natura, con un elevato valore educativo che farà vivere all’utente l’avventura di un’ape eroe che cerca di salvare il suo alveare.

Ad un mese esatto dall’esordio, il publisher Bigben, pero, annuncia un’importante (e lodevole aggiungiamo noi) iniziativa legata a doppio filo all’uscita del gioco. Da tempo attenta al problema della sempre più rapida estinzione di questo importantissimo insetto, che come emerso da un rapporto delle Nazioni Unite è diventato un fenomeno preoccupante, l’azienda francese vuole cogliere l’occasione dell’uscita di Bee Simulator per impegnarsi direttamente in un progetto di salvaguardia delle api.

Grazie ad un accordo con 3Bee, azienda comasca che sviluppa sistemi per migliorare la vita delle api e la loro gestione, gli utenti di Bee Simulator avranno l’opportunità di adottare un alveare per contribuire alla salvaguardia delle api, assolutamente vitali per la preservazione della biodiversità, dell’ambiente, della produzione alimentare e della vita stessa dell’uomo.

Prenotando e/o acquistando una copia di Bee Simulator, infatti, si contribuirà con 1 euro all’adozione di un Alveare. Ogni alveare adottato permetterà di impollinare 36 milioni di fiori, salvare 60 mila api e assorbire indirettamente fino 300 kg di CO2.

Una volta raggiunto il target, Bigben procederà quindi ad adottare l’alveare, e ogni utente che ha contribuito potrà monitorarne lo stato accedendo al sito web dedicato all’iniziativa.

In Bee Simulator sarai l’Ape Eroe, destinata a salvare lo sciame dalla distruzione imminente. Raccogliete il polline, interagite con le vostre compagne api in varie competizioni e sfide. Assistite la regina e combattete le vespe e ragni che mettono in pericolo l’alveare.

Divertitevi ad esplorare Honey Park, un mondo ispirato al famoso Central Park di New York, e affrontate tante nuove sfide nella modalità Volo Libero. Attraverso la storia principale e tante missioni secondarie, diventerete l’ape di cui la colonia ha bisogno. Cambiate la vostra prospettiva e guardate il mondo attraverso gli occhi di un’ape, Letteralmente. Grazie a Bee Vision infatti potrete avere un punto di vista completamente nuovo. Il tutto, accompagnato dalla musica dello straordinario compositore di The Witcher 3, Mikołaj Stroiński.

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Intervista a Pietro Polsinelli su Football Drama

Football Drama è uno dei titoli più sorprendenti degli ultimi mesi. Il motivo è semplice: tratta il calcio in un modo completamente diverso rispetto a quanto siamo stati abituati.

Il titolo firmato da Open Lab offre un dipinto romanzesco, a tratti caricaturale, di tutto un mondo, quello del pallone, che ad ogni modo – anche se visto dai non appassionati – è comunque affascinante e ricco di molteplici sfaccettature. Che si parli dei club di livello mondiale o di qualche impresa di una piccola squadra.

In sede di recensione abbiamo apprezzato le tante citazioni ed i rimandi di Football Drama, uscito il mese scorso su mobile (iOS) e Pc, ma anche per l’atmosfera che questo gioco è stato in grado di dare. Successivamente abbiamo ribadito il concetto in un altro pezzo perché oggettivamente il titolo è interessante, una novità importante nel panorama indie italiano e non solo.

Una stagione di redenzione per Rocco Galliano, vecchio santone del pallone tornato alla ribalta, che può essere quella del trionfo o dell’oblio contrassegnato con l’ennesimo esonero. Eroe alla Ranieri col suo Leicester? O un altro tecnico incompreso? Le nostre decisioni, tra il karma ed il caos, tra dialoghi pubblici e privati, intrighi o retta via, faranno la differenza, assieme alle nostre intuizioni in campo.

Ma, visto che il prodotto indie è made in Italy, il piccolissimo team di Open Lab è di Firenze, abbiamo voluto approfondire ed abbiamo così potuto realizzare un’intervista con Pietro Polsinelli, che ha scritto il gioco, programmato il codice e fatto altro, che ha gentilmente risposto alle nostre domande curiose.

Abbiamo imparato a conoscere meglio alcuni aspetti dietro alla realizzazione dell’interessante Football Drama. E, grazie ad alcune risposte, possiamo dire che il team è al lavoro per ampliare la parte narrativa del gioco nonché su un altro progetto. Ma adesso, è tempo dell’intervista. Vi auguriamo, buona lettura.

Da sinistra a destra: Daniele Giardini “Demigiant”, Pino Panzarella “Pugusel”, Marta Ascari “Ascari”, Pietro Polsinelli “Punkard”, Matteo Bicocchi “Pupunzi”.

 

Presenta il team al pubblico.

Ho scritto Football Drama, programmato il codice e curato il game design, cioè le meccaniche di gioco e loro integrazione con gli altri elementi dell’esperienza.

Football Drama è prodotto da Open Lab (di cui sono il direttore) che è un gruppo di quattro persone incentrato sulla realizzazione di giochi commerciali, giochi applicati e applicazioni per web. Pino Panzarella ha fatto le animazioni, l’interfaccia utente e ha progettato visivamente Football Drama. Su questo progetto ed altri lavoriamo insieme a Daniele Giardini “Demigiant”, che in questo gioco ha disegnato i personaggi, tutte le carte e ha fornito lo strumento di programmazione narrativa.

Matteo Bicocchi (anche lui di Open Lab) si è occupato della parte su iOS e della pubblicazione e ha esteso gli Achievement di Steam su un sito di approfondimenti e Laura Mirri e Daniela Calogiuri ci hanno aiutato con supporto, contabilità e contatti.

Le musiche sono di Marta Ascari, che ha realizzato una colonna sonora registrata in studio con strumentisti jazz, e ha anche scritto e cantato la canzone finale del gioco di cui io ho scritto i testi.

Vi aspettavate questo buon successo da parte della critica?

Ci ha sorpreso il consenso critico delle principali testate. C’era davvero spazio per una trattazione del tema del calcio meno orientata alla simulazione pura.

I giornalisti hanno credo tenuto anche conto che la nostra è una produzione indipendente.

Come è nata l’idea per Football Drama?

Io non ero un grande esperto di calcio ma mi è sempre piaciuta la “meccanica” di questo sport. Per caso parlando con intellettuali “insospettabili” ho scoperto in loro questa grande passione per il calcio e anche per la sua letteratura. Lì ho iniziato a esplorarla da Umberto Saba a Pasolini a Wim Wenders a Eduardo Galeano e Osvaldo Soriano.
Ho anche affrontato la saggistica (tattica, economia, politica, antropologia) e mi soffermo solo su Roland Barthes. Il suo testo fondamentale da questo punto di vista è Le sport et les hommes (documentario realizzato con Hubert Aquin), che tratta vari sport tra cui il calcio dal punto di vista antropologico.

Qual è, secondo voi, il punto forte del gioco?

Credo l’immediatezza dell’uso, anche su mobile, e la particolarità dell’atmosfera.

E quello da migliorare?

Sarebbero da sviluppare le alternative narrative: ci sono tanti filoni che per questioni di budget non abbiamo potuto sviluppare. Si tenga presente che anche aggiungere un solo personaggio comporta oltra all’illustrazione e scrittura, anche la relativa melodia (ogni personaggio ha il suo set), l’integrazione con tutte le meccaniche, la traduzione in 8 lingue…
Da cui in Football Drama se si decide di non seguire la strada di indagine sulla “Thiefa”, la narrativa perde molto.
La parte completa era progettata a livello di design e in gran parte già scritta, ma avrebbe richiesto un altro anno di sviluppo, per cui non avevamo i fondi. Ma è stato bene uscire, perché il gioco è comunque apprezzato e noi abbiamo imparato tantissimo.

Interessante la dinamica delle partite in campo, come è nata?

Il modello delle partite deriva da un lavoro grandissimo, è iniziato dal creare una simulazione completa delle partite, di cui è rimasta la parte finale delle azioni, che si vedono giocate, in parte “scripted” in parte generativamente.
Ma il modello centrale, con le azioni e l’avanzamento per fasce di campo deriva da un semplice gioco da tavolo che ho fatto con mio figlio (aveva 8 anni) da cui sono accorto che anche in forma estremamente semplificata il gioco poteva essere appassionante. Poi su questa meccanica si sono innestate le azioni speciali, cioè le carte. Rocco (l’allenatore) non è onnipotente e non volevo che i giocatori fossero dei robot telecomandabili.
È il punto di vista di uno che urla della panchina, per questo per me è ottimo che non ci sia un rapporto deterministico tra le carte e quello che succede. I giocatori sono una nebbia informe, solo intravista. Questo è un gioco che investe tanto sul giocatore, lascia spazi per immaginare.

Le conferenze stampa, però, ci sono sembrate un po’ anonime.

Questa è una questione di budget, se si vuole introdurre una varietà interessante. Cioè non basta creare variazioni di frasi, per come è integrato Football Drama ci deve essere sempre un rapporto tra narrativa generale e episodi. Il tutto appunto è reso ancora più complicato quando come in Football Drama si ha una traduzione in 8 lingue…
Comunque stiamo facendo delle modifiche in questo senso e arriverà più varietà in un prossimo update.

Tantissimi gli omaggi ed i riferimenti al mondo del calcio reale. A quali siete più legati?

Beh sul negativo i casi di corruzione della Fifa sono qualcosa di veramente straordinario per dimensione e sfrontatezza. La capacità umoristica dei tifosi di calcio può essere davvero dirompente, e abbiamo cercato di omaggiarla sia con le carte che con la cronaca, che con i cori dagli spalti.

C’è un episodio calcistico che avete vissuto che avreste voluto inserire?

Mi viene in mente un caso che ho inserito. Essendo legato alla Fiorentina, mi ha divertito molto inserire il coro “arbitro insensibile”.

 

Nostra curiosità: il giocatore con cui parla il nostro allenatore durante l’intervallo delle partite, è un omaggio al grande Socrates?

No, qualunque riferimento sta solo e soltanto nell’immaginazione del giocatore. Quindi sì, assolutamente.

Football Drama, secondo voi, può rivoluzionare il modo di intendere i videogiochi di calcio?

Mah con un gioco le cui vendite totali in due settimane sono quelle di un’ora di FIFA (ma certo non ci lamentiamo) mi sembra difficile. Inoltre è un gioco che investe molto sul giocatore stesso (e anche sul recensore), per cui probabilmente non è possibile che diventi un gioco di massa.

Rocco Galliano secondo voi è più Mourinho, Sacchi, Mazzone o Canà, o chi altri?

Io direi un misto di Klopp e Ranieri. Certamente non Canà o Mourinho.  Questo perché non è autoritario, è intelligente, usa il Karma. Poi il giocatore se vuole può puntare invece sul “Kaos” (chaos) ma la personalità della scrittura è quella.

Artisticamente il gioco ci è piaciuto tantissimo. Decisamente ispirato. Può essere stata una delle carte vincenti?

La parte di illustrazione generale e anche le carte sono state particolarmente apprezzate. D’altronde sia Panzarella che Giardini sono degli artisti digitali con più di venti anni di esperienza.

Football Drama avrà delle implementazioni?

Ci saranno aggiornamenti, soprattutto per la parte narrativa.

Ed un sequel?

Noi stiamo già lavorando su un altro gioco sullo “sport storytelling”, Roller Drama (lo sport è Roller Derby). Su Football Drama stiamo già preparando aggiornamenti.

Il gioco arriverà in altre piattaforme?

Sì: stiamo già preparando la versione per Switch. Poi stiamo cercando un modo per portarlo sul mercato Android cinese, visto che su iOS (App Store) sta funzionando molto bene in Cina.

Football Drama è più Karma o Caos?

È un tentativo di trovare un karma in un mondo descritto da una scrittura allegramente caotica.

Grazie

Grazie a te e a tutti i giocatori di Football Drama.

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Warsaw, ecco la nostra recensione

Il merito di Darkest Dungeon, è stato quello di dar nuova linfa al genere dei dungeon crawler sotto nuove forme. La componente artistica non viene messa in secondo piano, ma rivisitata in chiave fumettistica o più vicino di fatto all’animazione. Questo, unito a difficoltà e longevità sopra la media. Pixelated Milk, ha fatto suoi questi dogmi, e dopo aver lavorato su Regalia: Of Man and Monarchs e Project Warlock, ha quindi deciso di portarci a Varsavia, durante la Seconda Guerra Mondiale. In Warsaw, seguiremo le gesta e i sacrifici vissuti dalla popolazione polacca durante l’Uprising, l’insurrezione iniziata il 1° agosto 1944. Il gioco, è disponibile su Steam dallo scorso 2 ottobre, al prezzo di 19.99 euro.

Ecco la nostra recensione. Buona lettura.

RIVOLTA

La rivolta di Varsavia, avvenuta dall’1 agosto al 2 ottobre 1944, è stato il tentativo dell’Esercito Nazionale Polacco di contrapporsi alla forza d’occupazione nazista. Lo scopo di questa campagna, era liberare la capitale prima dell’arrivo dell’esercito sovietico, oramai alle porte dopo le vittorie sul fronte orientale. Nei panni di uno dei gruppi di resistenza, il nostro compito sarà quello di prendere parte al conflitto, e liberare la città.

Nonostante le vicende siano legate a fatti storici realmente accaduti, la narrazione di gioco non sarà preponderante, ma seguirà le vicende sullo sfondo delle battaglie e dei giorni che hanno seguito queste tragiche vicende.

GAMEPLAY

Warsaw è diviso in due componenti distinte ma indissolubilmente legate tra loro. Una fase strategica dove amministreremo il nostro nascondiglio, e la fase attiva dove intraprenderemo le missioni che riceveremo durante il corso della campagna.

All’interno del covo, potremo reclutare nuovi personaggi da usare durante le missioni, acquistare armi e migliorare l’equipaggiamento, e scoprire le storie e i retroscena dei vari npc. Prima di prendere parte ad una missione, sarà anche possibile rendere omaggio ai caduti, e curare i soldati che nella missione precedente hanno riportato ferite più o meno gravi. In perfetta sintonia con il periodo storico e con la situazione, munizioni e cure saranno rare e decisamente preziose.

Si passerà poi alle missioni, che saranno molto differenti tra loro. Recuperare casse di rifornimenti, salvare dei civili, far saltare in aria dei carri armati, sono solo alcuni degli obbiettivi conquistare durante il corso di un’avventura. Scesi in campo, la visuale orizzontale del nascondiglio, passa a quella interamente dall’alto del mondo di gioco.

L’area di gioco che andremo ad esplorare, è una mappa cittadina stilizzata, colma di palazzi, campi coltivati, e molti piccoli particolari che un occhio poco attento potrebbe perdersi. L’interfaccia è minimale, ma ovunque regnano colori freddi, scuri, in perfetta sintonia con le tragiche vicende che stiamo vivendo.

Il movimento è interamente controllato per mezzo del mouse, e dovremo fare attenzione ad ogni passo perché le truppe tedesche sono tante e molto sveglie nell’individuare truppe nemiche. Inoltre, ogni squadra che invieremo in missione ha un numero di punti azione limitato, quindi l’esplorazione non sarà fine a sé stessa, ma dovrà essere necessariamente pianificata nel tentativo di raggiungere l’obbiettivo quanto prima possibile, pena il fallimento.

Come se questo non bastasse, ogni squadra di fuoco ha un pool di punti d’azione limitato, il che significa che andare a zonzo per la città solo per il gusto di vedere cosa si trova nei paraggi sarà una strategia pessima. Se esauriremo i punti azione senza raggiungere l’obbiettivo, la missione fallirà. Sparse nei distretti di Varsavia ci sono pattuglie tedesche che, se staremo attenti, ci individueranno dando inizio al combattimento. Sarà possibile usare oggetti come razzi, bussole e bende per facilitare l’esplorazione, ma queste risorse sono molto rare.

COMBAT SYSTEM

E veniamo al sistema di combattimento, di sicuro tra i protagonisti di Warsaw. Prima o poi, dovremo sorprendere un’unità nemica per continuare la missione, o cadere preda di un’imboscata dopo essere stati rilevati. Catapultati nel mezzo del combattimento, l’inquadratura cambia nuovamente mostrandoci lo sfondo dell’area dove si affronteranno i due schieramenti, disposti orizzontalmente.

Aver preparato a dovere il nostro party si rivelerà fondamentale in questa fase, dove equipaggiamento e armi migliori fanno sempre la differenza. Ogni personaggio è caratterizzato da statistiche offensive, difensive e di supporto, e sta al giocatore scegliere come utilizzare al meglio.

Altro fattore determinante è la stamina (resistenza), che si esaurirà man mano che sfrutteremo le abilità. Usare una skill potente può sembrare utile per sbarazzarci dei nemici più deboli in poco tempo, ma sovente sarà più sensato attendere il momento giusto, e dar priorità al mettere sotto copertura i nostri uomini, sfruttando il vantaggio dei posizionamenti e di eventuali ripari.

Ci sono abilità, come lo sbarramento di fuoco, che permettono di colpire tre nemici per volta, ma risultano meno efficaci se due nemici sono preceduti da un riparo. Altro fattore da considerare, come ad esempio il sanguinamento, che porteranno via importanti punti vita. Ogni personaggio potrà sfruttare l’abilità selezionata una volta per turno, quindi anche in questo caso la pianificazione e lo studio del nemico e delle sue abilità è importante.

La sequenza di ogni combattimento in Warsaw è intensa, ma non frenetica. È importante tenere in vita i nostri compagni perché in caso di morte, non potremo rimpiazzarli. Questa “morte permanente”, è un fattore che ci accompagna durante tutto il corso del gioco, ma ha effetti talvolta devastanti sia sulla strategia, che sulla riuscita o meno di una missione. Un uomo in meno nel party rende ogni battaglia molto difficile anche in virtù della mole di cure che possono essere offerte ad un npc per volta.

Un combat system discretamente profondo, non difficile nell’apprendimento ma brutale nell’esecuzione. Di sicuro un punto a favore per tutti quei giocatori che cercano la sfida.

ARTISTICAMENTE PARTICOLARE QUESTO WARSAW

Altro fattore che rende Warsaw un gioco molto particolare, è lo spiccato lato artistico, più che tecnico dove c’è molto poco da dire. Come dicevamo, i colori tendono a toni freddi, mentre stilisticamente il gioco prende ispirazione anche da vecchie serie animate. I risultati sono molto gradevoli all’occhio.

Anche il sonoro, pur non brillando, accompagna il giocatore in tutta la campagna con musiche di sottofondo capaci di suscitare emozioni.  Sensazioni che alzano il tono durante i momenti concitati dell’azione.

COMMENTO FINALE

Warsaw è un dungeon crawler atipico che, come Darkest Dungeon, si distingue per un gameplay senza compromessi. Soprattutto per una difficoltà che potrebbe tenere lontani i giocatori meno pazienti. Lo sviluppatore ha l’indubbio pregio di essere riuscito a trasmettere la tensione nonché quei sentimenti bui e dolorosi che si vivono in vicende di questo tipo.

È un gioco “divertente”, discretamente vario e appagante, ma anche brutale quando perdi uno degli uomini che ti aveva accompagnato per molte missioni solo perché un granatiere è stato più furbo nel giocare le sue carte. È un buon titolo, che garantirà ore di divertimento e insegnerà come la guerra sia contornata da sacrifici spesso lasciati tra le pieghe della storia.

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Indivisible, la nostra recensione

Indivisible è un titolo ambizioso: annunciato nel 2015 dallo sviluppatore Lab Zero Games, il gioco indipendente si è posto obiettivi piuttosto complicati, tra cui una piuttosto riuscita ibridizzazione di genere che ricorda la gemma Valkyrie Profile, raggiunti grazie ad una campagna di successo su Indiegogo di successo (oltre 1.820.000 di euro raccolti con oltre 32.000 donatori, ndr) ed al supporto del publisher 505 Games.

Un titolo che, seppur sia un evidente omaggio agli Jrpg classici, ha cercato di dire “la sua”, grazie ad una serie di accortezze specifiche e scelte stilistiche di spessore, frutto di un lavoro profuso con evidente amore e dedizione che derivano dall’altro titolo noto di Lab Zero, Skullgirls, picchiaduro stiloso al femminile uscito sette anni or sono. Ma andiamo con ordine. Ecco, dunque, la nostra recensione della versione PS4 uscita assieme alle altre piattaforme lo scorso 8 ottobre.

DESIGN + GENERE

Indivisible è un gioco ibrido, che unisce sezioni piattaforma altre di ruolo a turni ispirato visibilmente al mondo giapponese, che può vantare un’estetica personale e di rilievo.

Ed è proprio dall’estetica che partirà questa disamina di Indivisible: gli sviluppatori, reduci dal “successo” in termini di caratterizzazione e di realizzazione tecnica di Skullgirls, hanno nuovamente svolto un lavoro di altissimo profilo qualitativo.

Non solo da un punto di vista meramente tecnico, ma anche da un lato più strettamente legato al design complessivo e alla realizzazione delle animazioni, degne di un “cartoon” di alto livello e dall’altissima fluidità. Ma non è solo questo: ben presto ci troveremo “immersi” negli splendidi ambienti e fondali disegnati a mano, tra città vive, deserti e tanti altri biomi splendidamente realizzati.

Qualità artistica che trasla ininterrotta e omogenea anche al comparto sonoro, inestricabilmente legato proprio all’eccellenza visuale e in grado, in modo davvero ben elaborato, di creare il giusto tappeto sia in situazioni divertenti che più “emozionali”. Il tutto, condito da una realizzazione ineccepibile, che offrirà una risoluzione in Full HD sostanzialmente piacevole assieme ad un frame rate bloccato a 30 fotogrammi e che non va mai in affanno.

LA TRAMA VEDE PROTAGONISTA AJNA

Ma passiamo alla storiac che ruota intorno ad Ajna, una ragazza dal carattere ribelle che sa il fatto suo. Allevata dal padre nei sobborghi di una cittadina rurale, la sua vita precipita quando la sua casa viene attaccata. Dentro di lei si risveglia dei poteri misteriosi e straordinari. Di cosa parliamo? La nostra eroina potrà assimilare l’essenza di chi incontra, per poi evocarla in battaglia.

Nella sua lunga missione, Ajna incontrerà oltre 20 “Incarnazioni”: persone che può assorbire ed evocare per lottare al suo fianco.

Ma, dopo alcuni tragici eventi che colpiscono il suo pacifico villaggio, la nostra alter-ego, accompagnata da diversi comprimari che incontrerà sul cammino, si ritroverà suo malgrado al centro di un travagliato viaggio, iniziato per vendetta ma che lentamente, tra situazioni un po’ più stereotipate e piccoli, inattesi colpi di scena, si evolverà in qualcosa di sicuramente più profondo e immaginifico.

Nonostante la linea narrativa poggi su alcuni canoni del settore, specialmente quello ruolistico, con la solita contrapposizione fra un male che si svela lentamente ed un bene che, sin dall’inizio, si rivela completamente o quasi “luminoso”, Indivisible offrirà una scrittura sostanzialmente buona e che ci darà sufficiente spunto per proseguire, seppur abbia una certa tendenza a semplificare questioni e situazioni potenzialmente “mature”. Il mondo di gioco, vastissimo e che offrirà un buon grado di differenziazione non solo estetica ma anche narrativa, ci consentirà l’esplorazione di un micro-cosmo sufficientemente dettagliato e interessante.

GAMEPLAY IBRIDO

Il vero e ambizioso “cuore ludico” di Indivisible è proprio il suo gameplay ibridizzato: un po’ piattaforma, in una realizzazione che ricorda molto da vicino un classico Metroidvania: avremo livelli piuttosto intricati in cui arrampicarci, sfruttare diverse abilità e movenze per poter superare puzzle piuttosto classici del genere. Ma, e qui arriva il bello, i livelli saranno infestati da nemici: approcciandone uno, scatterà in pieno l’ibridizzazione.

Infatti, il gioco confluirà in modo del tutto armonico verso i lidi canonici dei ruolistici a turni, con il nostro gruppo di eroi che si schiererà da un lato, fissando all’opposto i nemici. In questo frangente, Indivisible, ci offrirà un’esperienza piuttosto classica di facciata, ma differente nei dettagli: i nostri eroi disporranno di vaste possibilità a livello di abilità da sbloccare ed utilizzabili, alcune delle quali potranno essere addirittura utilizzate nella sezione platform per scoprire le classiche “hidden door” (porte nascoste, ndr) dei Metroidvania.

Ma, meccanicamente parlando, Indivisible offre di più: ogni personaggio (il team sarà composto da 4 eroi), sarà legato ad un tasto specifico del pad, che ci consentirà di attaccare ma anche di difendere a seconda del turno. I nostri eroi potranno anche collegare gli attacchi fra loro, seguendo lo stesso meccanismo: in sostanza, Lab Zero ha, in modo semplice ed intuitivo e ricordando la “lezione” di Valkyrie Profile, reso personale, originale e dinamico un sistema di combattimento il cui suo “fianco debole” era proprio la perdita progressiva di dinamismo.

Unico neo è un livello di difficoltà ondivago (non preciso) che, sebbene tendenzialmente semplice e accessibile, si acuirà “drammaticamente” e improvvisamente, ponendoci dinanzi, senza preavviso, nemici in grado di annientare il nostro manipolo di eroi in un sol colpo.

Altra carenza, anche se probabilmente parte di una cosciente scelta di design, gli elementi ruolistici saranno ridotti al lumicino: chi si aspetta inventari colmi di oggetti, crafting o possibilità di personalizzazione estese al level up, resterà deluso. Indivisible pone l’accento su altri aspetti, fra cui il citato dinamismo e l’accessibilità complessiva, ma ciò non toglie che un comparto RPG più profondo avrebbe fatto spiccare al gioco un “enorme” salto valutativo.

COMMENTO FINALE

Indivisible prende e fa sua la formula di Valkyrie Profile, unendola ad un design accattivante e ben realizzato, unito a contenuti piuttosto estesi.

Una produzione che ha dei nei, riscontrabili in una difficoltà disomogenea, una sentita mancanza di elementi ruolistici maggiormente profondi oltre che, a conti fatti, ad un salto qualitativo “tematico” della linea narrativa. Tuttavia, rimane un ottimo gioco che, per poco, non riesce ad imporsi come “esempio”.

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Close Combat: The Bloody First, Recensione

Tra gli strategici tattici in tempo reale, una delle serie più conosciute è certamente quella di Close Combat. Con combattimenti in 2d e attraverso una moltitudine di scenari, abbiamo avuto l’opportunità di seguire alcune delle più grandi battaglie della Seconda Guerra Mondiale, Overlord e Market Garden comprese. Rilasciato il 3 ottobre scorso, Close Combat: The Bloody First è l’ultimo capitolo della serie, rilasciato ben 5 anni dopo Gateway to Caen. Sviluppato e pubblicato internamente dagli studi di Slitherine, rappresenta il passaggio dalle due dimensioni della vecchia generazione, al più moderno e accattivante 3d. Il gioco è disponibile su Steam al prezzo di 36,99 euro.

IN LUNGO E IN LARGO NELLA STORIA

Rispettando i canoni di un genere che pone le sue basi su battaglie storiche realmente accadute, con The Bloody First andremo a seguire alleate in tre diversi scenari della Seconda Guerra Mondiale. La nostra Sicilia, il D-Day in Normandia, o i deserti della Tunisia. Molto probabilmente, sono già previsti altri scenari nel prossimo futuro, ma la base pone tre differenti campagne in battaglie dalla difficoltà crescente, e con scenari molto differenti tanto nell’armamentario a disposizione, quanto nella localizzazione geografica. Combattere nel deserto e sulle coste è molto, molto differente.

In realtà, l’invasione della Normandia era già stata vista in Close Combat: The Longest Day, e la serie ha proposto sovente remake dei propri titoli, ma in questo caso il passaggio ad un modello interamente tridimensionale della campagna di gioco cambia tutto.

È una serie che potremmo avvicinare a quella dei Combat Mission di Battlefront, soprattutto in questa nuova iterazione. Sia i Close Combat che i Combat Mission offrono diversi scenari, unità riccamente caratterizzate, e una cura speciale per ogni “teatro” bellico.

INTERFACCIA

I Close Combat non sono famosi per essere inclini ad un pubblico poco avvezzo agli strategici, e The Bloody First non fa alcuna eccezione. In alto, oltre ad un indicatore che dà un’idea delle forze nemiche e alleate, abbiamo il classico cronometro ad indicare il tempo rimanente per lo scenario in corso.
A sinistra, la lista delle unità a nostra disposizione, che insieme ad un’icona di facile identificazione, mostrerà nome e il compito assegnato al momento. A destra, una mini mappa in 2d garantirà un’idea generale delle forze in campo, mentre la parte bassa è destinata all’unità che attualmente stiamo selezionando.

In questa porzione d’interfaccia, troveremo anche il riepilogo del plotone che stiamo guidando, con tanto di nomi, salute e armi a disposizione. È un sistema già visto anche in altri giochi, ma che garantisce un certo livello di immedesimazione e di empatia con le truppe, soprattutto in scenari concitati dove spesso capita di scegliere un’unità “sacrificale” al fine di aprire un varco nelle difese avversarie.

Pur trattandosi di uno strategico a tutto tondo decisamente profondo, l’interfaccia risulta user friendly, senza ingombrare lo scenario e risultando molto comoda.

GAMEPLAY

E veniamo al cuore del gioco: il gameplay. Scelto quale campagna intraprendere, siamo pronti a scendere direttamente sul campo, per constatare quanto tutto sia cambiato con il passaggio alle tre dimensioni. L’innovazione che va assolutamente menzionata appena dopo il 3d, riguarda il sistema di morale delle proprie truppe, ma per farlo è necessario introdurci nelle meccaniche di gioco.

Selezionata un’unità, il movimento non avverrà attraverso il classico punta e clicca. Al contrario, ogni volta si aprirà un menu che permetterà di selezionare una serie di comandi differenti. Per i giocatori navigati di Combat Mission non si tratterà certo di una novità, mentre per chi si approcciasse per la prima volta al genere, potremmo citarvi l’esempio del sistema a cerchio di Neverwinter Nights.

Infatti, oltre ad un normale comando di movimento, potremo optare per una corsa veloce da punto a punto, un tentativo d’imboscata, e altro a seconda anche della dotazione disponibile. Potremo anche optare per una serie di checkpoint, così da tenere la nostra squadra di fanteria lontano da alcune case dove potrebbero essere presenti cecchini nemici, e ripararsi dietro ad un muretto.

È importante considerare e studiare bene la mappa di gioco durante questa fase, perché ogni unità ha un certo raggio d’azione e di rilevamento. Muoverci come se nulla fosse in territorio nemico porterà i nostri uomini ad una sicura disfatta nel giro di pochi minuti.

Consideriamo però quest’ultimo scenario, ottimo per richiamare il sistema di morale. Se muovessimo le nostre truppe con noncuranza, nel mezzo di un paesino dove le case sono già state occupate dal nemico, quasi certamente verrebbero attaccate dopo pochi minuti. L’attacco, arrivato senza preavviso e non permettendo un’immediata copertura dei nostri uomini, porterà la nostra squadra a perdere punti morale.

Se questo valore dovesse scendere al di sotto della soglia minima, possono accadere diverse cose spiacevoli, ma il più delle volte scapperanno senza più farsi rivedere o tenteranno di caricare il nemico arrivando a morte certa. È un buon sistema, e anche discretamente realistico perché il valore di morale è intrinseco in ogni squadra, anche sotto una buona copertura. Il solo fatto che i nostri uomini sentano gli spari nemici, farà si che questa meccanica entri in scena. Per aumentare le probabilità che il morale si attesti sempre su livelli accettabili, tenete le unità vicino al vostro HQ, che oltre a coordinare le operazioni fornirà un boost per questo valore.



Trattandosi di un tattico e tridimensionale, un’importante fattore sarà anche la linea di tiro a dispetto dell’altitudine e della distanza. Posizionare le nostre truppe in bella mostra su una collina senza alcuna copertura, le farà diventare un bersaglio perfetto per le truppe avversarie. Valutare la linea di tiro prima di ogni movimento non è una strategia, è letteralmente vitale. Anche se purtroppo abbiamo notato che l’AI gode di una certa “onniscenza”, che spesso le porta a colpire unità anche quando sono perfettamente riparate.

Ora, sono problemi che verranno sicuramente corretti con le prossime patch, ma constatare che hai perso una squadra che aveva un certo grado di protezione ma è stata mitragliata dalla fanteria nemica che aveva un bel casermone davanti alla linea di tiro, ti fa sentire sconfitto da una manica di lamer che hanno trovato il glitch giusto sul quale premere.

C’è poi il discorso rilevamento. Come abbiamo detto, ogni unità ha un determinato valore di “visione” e di linea di tiro. Vedere il nemico, darà inizio alle schermaglie, ma qui entra in scena un fattore che non avevamo considerato. Il nemico, ci vede sempre benissimo, ma i nostri hanno bisogno di occhiali o lenti a contatto perché non è successo di rado che anche a distanza molto ravvicinata, non riuscissero a colpire il nemico pur se in posizione avvantaggiata. Questo problema, è persino più evidente con i carri armati, che a nemmeno 50 metri non riescono a colpire né fanteria né un carro nemico.

Insomma, qualche lavoretto sul fronte bilanciamento è necessario. L’intelligenza artificiale è come detto, furba e lamer quanto basta (a volte troppo), ma quella che gestisce i nostri andrà migliorata.

COMPARTO TECNICO

Il passaggio ad un modello in tre dimensioni, ha portato uno scenario più simile a quelli reali, pur con i distinguo del caso. A livello prettamente estetico, il gioco si attesta nella media. Ma le texture del terreno e delle abitazioni sono a livelli piuttosto basse, anche con dettagli alti.

Le unità godono di un dettaglio decisamente superiore, pur se realizzate con una tecnica di cel shading. Quest’ultima risulta a volte “aliena” al mondo di gioco. Animazioni ed effetti sono nella media. Insomma, il comparto tecnico non è sicuramente di primo livello, ma se teniamo conto che la serie poggia le sue basi sulla strategia senza troppi compromessi, è possibile passarci sopra. Viene da chiedersi cosa sarebbe uscito da un Close Combat interamente in cel shading, scenari compresi…

COMMENTO FINALE

Close Combat: The Bloody First è un tattico senza se e senza ma. Non vuole essere amico di nessuno, e non vuol far nulla per “ammiccare” i neofiti. È un titolo a tratti brutale, frustante, ma sicuramente profondo e completo.

L’intelligenza artificiale e il bilanciamento vanno sistemati, ma il grado di sfida rimarrà intatto, sopra la media. Con le patch che nelle prossime settimane andranno a sistemare i bug che abbiamo riscontrato in sede di gameplay, siamo sicuri che sia l’inizio di una nuova e fortunata serie. Non ci resta che sperare nell’aggiunta di Market Garden.

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Nuove promozioni per Dissidia Final Fantasy Opera Omnia

Nell’anno del primo anniversario del titolo mobile, Square Enix celebra l’arrivo dell’autunno con nuove promozioni per Dissidia Final Fantasy Opera Omnia. Con un sacco di nuovi contenuti da provare e una serie di premi in-game da guadagnare, sia i nuovi arrivati ​​che i giocatori veterani potranno combattere con i loro personaggi preferiti dell’acclamata saga di Final Fantasy.

Dissidia Final Fantasy Opera Omnia

DETTAGLI DELL’INIZIATIVA

  • Estrazioni multiple gratuite: la prima estrazione multipla dal banner Story Draw (disponibile fino al 28 ottobre) e la prima estrazione multipla dal banner Event (disponibile dal 14 ottobre al 28 ottobre) saranno gratuite per tutti i giocatori.
  • Nuove missioni della storia: i giocatori potranno aggiungere Noel, proveniente da Final Fantasy XIII-2, ai loro elenchi giocando il nuovo capitolo della storia intitolato “La volontà dei cacciatori”.
  • Ritorno di un evento personaggio a tempo limitato: Locke, originario di Final Fantasy VI, tornerà attraverso un evento personaggio a tempo limitato, che sarà disponibile fino al prossimo 28 ottobre. I giocatori che hanno perso il precedente evento a tempo limitato di Locke potranno ora aggiungerlo al loro team, mentre tutti gli altri potranno ottenere gemme e altri preziosi materiali di aggiornamento del personaggio giocando le sue missioni dell’evento e completando altri eventi, anch’essi a tempo limitato.

CAMPAGNE START-DASH

Giocatori vecchi e nuovi potranno ora disporre delle seguenti campagne Start-Dash, che dureranno fino al sette novembre:

Scambio token EX: i giocatori potranno guadagnare token completando speciali missioni evento, che saranno aggiunte ogni giorno fino al 19 ottobre. Coloro che guadagneranno tutti e dieci i gettoni potranno scambiarli con un’arma EX a loro scelta da una selezione limitata con personaggi popolari come Cloud, Squall, Noctis e molti altri.
Start-Dash Draw: il primo Multi Draw di questo speciale banner, che presenterà armi a cinque stelle per Cloud, Lightning e Squall, sarà gratuito per tutti i giocatori. I nuovi utenti che inizieranno dopo il sette novembre potranno invece eseguire la loro estrazione multipla gratuita entro sette giorni dal completamento della missione per principianti “Equipaggia un alleato con un’arma”.
Missioni giornaliere: durante il periodo della campagna, i giocatori potranno guadagnare ricompense aggiuntive tra cui frammenti, cristalli, cluster e frammenti alti completando le missioni giornaliere. Tutte le missioni ciclo avranno anche doppi premi e World of Illusions: i tesori di Carbuncle saranno aperti ai giocatori per guadagnare premi aggiuntivi.
Palestra di Mog: questa funzione per principianti è stata implementata per aiutare i nuovi giocatori. Essi potranno apprendere le basi del gioco in queste nuove missioni, che al termine conferiranno delle medaglie di allenamento, che a loro volta potranno essere scambiate con penne di coda di chocobo, sfere di potenza superiore, sfere di guardia più alte, frammenti, cristalli, ammassi e frammenti alti.

FESTIVAL D’AUTUNNO

Inoltre, da adesso fino al 7 novembre, i giocatori potranno prendere parte a un festival d’autunno in-game, dove sarà possibile partecipare a divertenti missioni cooperative “dolcetto o scherzetto” con lo scopo di guadagnare gettoni artefatto, che potranno essere utilizzati per potenziare i personaggi. Durante questo periodo, i giocatori potranno anche utilizzare i punti Dissidia per ottenere adesivi animati di Halloween a tempo limitato, da utilizzare in cooperativa.

 

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Call Of Duty: Modern Warfare, svelate ulteriori specifiche tecniche

Dopo l’annuncio del ritorno delle Spec Ops, Activision ha reso noto che Call Of Duty: Modern Warfare, atteso per il prossimo 25 ottobre, integrerà NVIDIA Ansel e NVIDIA Highlights, e sarà inoltre caratterizzato da ombreggiature che sfrutteranno il real time ray-tracing e NVIDIA Adaptive Shading.

Sono state inoltre diffusi i requisiti di sistema ufficiali per il titolo, che riportiamo di seguito.

Call Of Duty: Modern Warfare

REQUISITI MINIMI

  • Sistema Operativo: Windows 7 64-bit (SP1) or Windows 10 64-bit
  • Processore: Intel Core i3-4340 or AMD FX-6300
  • Scheda Video: NVIDIA GeForce GTX 670 / NVIDIA GeForce GTX 1650 r AMD Radeon HD 7950 – DirectX 12.0
  • Memoria RAM: 8GB RAM
  • Spazio su disco: 175GB
  • Internet: Connessione a banda larga

REQUISITI RACCOMANDATI

  • Sistema Operativo: Windows 10 64-bit
  • Processore: Intel Core i5-2500K or AMD Ryzen R5 1600X
  • Scheda Video: NVIDIA GeForce GTX 970 / NVIDIA GeForce GTX 1660 o AMD Radeon R9 390 / AMD Radeon RX 580 – DirectX 12.0
  • Memoria RAM: 12GB RAM
  • Spazio su disco: 175GB
  • Internet: Connessione a banda larga

LE NOVITA’ TECNICHE

GeForce Experience offrirà strumenti che miglioreranno l’esperienza di gioco, consentendo nuovi modi di interagire con Call of Duty: Modern Warfare:

  • Ansel è una potente modalità fotografica che consentirà di scattare straordinarie foto di gioco su Pc da angolazioni uniche, e che sarà possibile personalizzare ulteriormente con filtri, modifiche e altre regolazioni, prima di poter essere condivise sui social media, sui forum o sul sito Shot With GeForce.
  • Highlights catturerà automaticamente i video dei momenti chiave, i momenti cruciali delle sparatorie e le giocate vincenti, assicurando così che i migliori momenti di gioco multiplayer vengano salvati automaticamente e possano essere condivisi facilmente online.
  • Ray-tracing aumenterà drasticamente la qualità delle immagini che potranno essere offerte ai giocatori.
  • Adaptive Shading è una nuova e avanzata tecnica di ombreggiatura che consentirà agli sviluppatori di migliorare le prestazioni e di ottenere una fedeltà visiva in tempo reale precedentemente impossibile nei giochi. Regolando la velocità con cui le porzioni di schermo sono ombreggiate, la tecnologia ridurrà il lavoro che la GPU dovrà sostenere, il che aumenterà le prestazioni senza diminuire la qualità dell’immagine.

Per maggiori informazioni rimandiamo al sito ufficiale.

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Evercade, Double Dragon si unisce ai ranghi

In seguito all’annuncio dello scorso giugno, l’insieme di titoli che comporanno il catalogo della console Evercade si è ulteriormente arricchito. Il classico Double Dragon farà parte degli oltre 100 giochi retrò che potranno essere giocati sul dispositivo.

La nuova console, che uscirà il 20 marzo 2020, riunirà i classici giochi retrò su delle cartucce da collezione, che includeranno titoli di grandi editori, sviluppatori indipendenti e rare gemme inedite.

TECHNOS COLLECTION 1

Double Dragon si unirà ai ranghi insieme a Pac-Man, Earthworm Jim, Asteroids, Dig-Dug, Galaxian, Galaga, Burger Time, Centipede e molti altri giochi, con l’introduzione della cartuccia Technōs Collection 1 per Evercade. Tale prima cartuccia includerà:

  • Double Dragon
  • Double Dragon II: The Revenge
  • Crash ‘N’ The Boys: Street Challenge
  • River City Ransom
  • Super Dodge Ball
  • Super Spike V’ball
  • Super Double Dragon
  • Renegade

Al momento del lancio saranno disponibili 10 cartucce distinte, che saranno vendute al dettagli al prezzo di 17,99 euro. Per maggiori informazioni rimandiamo al sito ufficiale, dove sono già aperti i pre-ordini.

LA CONSOLE

La console presenta uno schermo da 4,3 pollici (le stesse dimensioni della PSP originale), ed è stata sviluppata per offrire un’esperienza di gioco autentica e fedele ai titoli originali. Sarà inoltre possibile salvare e caricare la propria partita in qualunque momento: cosa che renderà i notoriamente ostici titoli retrò un po’ più accessibili. Evercade offrirà anche connettività HDMI, con l’upscaling HD su tutti i giochi, per consentire agli appassionati di titoli retrò di giocare sia in viaggio che a casa. Il meglio dei due mondi in un’unica soluzione. La console sarà venduta al prezzo lancio di 69,99 euro.

Evercade

 

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Valfaris, la nostra recensione

Iniziamo da una frase che solitamente metteremmo in un commento finale: Valfaris è il sogno di chi negli anni ’80 e ’90 giocava a titoli come Turrican. Potremmo definirlo un’evoluzione del genere ma se amate gli sparatutto a scorrimento con tocchi di metroidvania, allora il gioco sviluppato da Steel Mantis (che include Andrew Gilmore, lo stesso autore di Slain: Back from Hell uscito tre anni e mezzo or sono), deve far parte della vostra softeca. Senza se e senza ma.

Questa nostra brutalità nell’iniziare la recensione di Valfaris è giustificata dalla brutalità di un gioco nudo e crudo che, senza troppi giri di parole, offre un gameplay vecchio stile che premia i più bravi e che sfida i giocatori alle prime armi.

Il merito va senza dubbio ad Andrew Gilmore che ha portato l’anima di Slain in una nuova ambientazione. Ecco la nostra recensione (rapida e cruda) di questo interessantissimo titolo indie uscito pochi giorni fa (10 ottobre scorso, ndr) su Steam per Pc Windows, ma disponibile anche su PS4, Xbox One e Switch sotto l’etichetta Big Sugar.

Buona lettura.

UNA TRAGICA STORIA DI VENDETTA

Diamo un’occhiata al quid che muove tutto il carrozzone (e che carrozzone). La storia semplice narra di Therion, un impavido e fiero figlio di Valfaris, che torna a casa per scoprire la verità sul suo destino e per sfidare nientepopodimeno che suo padre per eliminarlo.

Vroll, questo il nome del cattivone di turno, ha sostanzialmente trasformato quello che un tempo era un paradiso in un vero e proprio inferno. La cittadella sfarzosa di un passato non troppo lontano, si è trasformata in un meandro oscuro, triste, ossessionante, malato dove l’oscurità è crescente ed il male è dietro l’angolo sempre in agguato. Questo dopo che Valfaris è scomparsa misteriosamente dalle carte stellari per ricomparire improvvisamente nell’orbita di una stella morente.

Deciso a far giustizia ed armato di spada, mitragliatore e scudo, il nostro eroe che ha la parvenza di un metallaro ed un fabbro scozzese (sempre metallaro) si immerge in questi meandri per salvare Valfaris da una fine atroce.

MI RITORNI IN MENTE… SHOOT OR DIE

Il cuore pulsante di questo gioco è senza dubbio l’azione veloce e senza tregua. Valfaris non lascia spazio alle riflessioni e qui come poche volte vale il motto di Turrican “Shoot or die” – “Spara o muori”. Ma se il capolavoro di Rainbow Arts uscito ad inizio anni ’90 sulle piattaforme dell’epoca (assieme ai suoi sequel) aveva attimi di pace (se così si può dire), il titolo sviluppato da Steel Mantis non ha letteralmente tregua.

Complici anche i velocissimi respawn dei mostri abbattuti. Quasi un peccato che non si possa avere un attimo di tregua per ammirare alcuni scorci notevoli delle ambientazioni. Di questo ne parleremo dopo.

Per il resto la dinamica del gameplay è molto classica: il nostro Therion può saltare, accovacciarsi, usare diversi tipi di arma, a patto di attivarle, usare uno scudo che ad ogni impatto si indebolisce ma che è possibile ricaricare raccogliendo le sfere dedicate lungo il tragitto, affettare o trafiggere i nemici di ogni genere: organico, meccanico, misto ed abomini di ogni genere.

Ripetiamo: diverse volte ci è sembrato di giocare a Turrican… al doppio del ritmo, però, e con meccaniche più oleate, raffinate grazie, ovviamente ai quasi 30 anni di differenza tra le due produzioni.

Ci sarà anche da sparare agli ambienti per attivare varchi o interruttori ed andare in zone desiderate, affrontare fasi platform frenetiche, combattere contro nemici implacabili che proliferano selvaggiamente in diverse zone.

Azione, colpo d’occhio, riflessi e soprattutto grande sangue freddo (per evitare di imprecare), saranno fondamentali lungo il nostro peregrinare per Valfaris. Non mancheranno certo le boss fight ad effetto. Ad ogni nostra morte ricominceremo dall’ultimo checkpoint attivato. Si perché in Valfaris funziona in questo modo: dovremo attivare gli altari che sono i nostri punti di ritorno. Ovviamente lungo il cammino potremo raccogliere anche dei cuori (pulsanti, mica quelli di Zelda) per ripristinare l’energia.
Ma fondamentale sarà trovare il metallo di sangue che serve a potenziare la nostra dotazione e permettere di avere bocche di fuoco sempre più potenti ed efficienti, oltre che altamente spettacolari. Fuoco triplo, laser, raggi di energia ed altro ci aiuteranno nell’impresa.


Per migliorare le proprie prestazioni sarà possibile anche sacrificare gli idoli della resurrezione a delle colonne speciali. Questo renderà più difficile il nostro percorso visto che i punti di salvataggio si diraderebbero, ma per compensazione avremo armi più forti. Ah, quasi dimenticavamo: sarà possibile anche salire – in alcuni tratti – a bordo di robottoni (molto resistenti). Insomma, non manca nulla. A no, ultima chicca sul gameplay: la spada non sarà solo figurativa. Attaccando con essa e quindi rischiando il corpo a corpo, permetterà di raccogliere delle sfere d’energia che serviranno a ricaricare l’energia dello scudo e poterlo così utilizzare efficacemente.

Ecco perché Valfaris ha si l’anima antica del classico che abbiamo più volte nominato, ma ha pure qualche cosa di moderno che rende maturo anche un titolo apparentemente “ignorante” come uno sparatutto dai toni metal.

La sfida è veramente ardua ed il livello di difficoltà generale è molto alto, soprattutto dopo la prima mezz’ora di gameplay. È un continuo che agli estimatori del genere, sicuramente piacerà. Buona anche, per questo genere di giochi, la longevità. La media può attestarsi sulle 5 ore ma dipende molto dalla bravura dell’utente. I più bravi possono metterci anche tre orette, i più distratti anche 10 ore a salire.

UNA BELLEZZA PER GLI OCCHI E PER LE ORECCHIE

Un rapido capitolo sul comparto tecnico ed artistico di Valfaris. Avevamo accennato del nostro rammarico per non aver tempo di ammirare questo o quello scorcio delle tantissime ambientazioni del gioco. È semplicemente così. La varietà ed il design sono spettacolari.

Artisticamente è stato svolto un lavoro con i fiocchi esaltato da una pixel art splendida e da diverse ambientazioni mai banali e sempre evocative dove le linee dei paesaggi ed i colori della natura presente in Valfaris si mischiano sapientemente con i toni oscuri dell’inferno bio-meccanico e tecnologico.

In questo gioco, non solo alcuni mostri sono epici ma anche diversi nemici comuni. Lupi, piranha e molto altro. Splendide e spettacolari anche le esplosioni. Ottimo il frame-rate che rimane granitico e non si schioda anche nei momenti di maggior affollamento dello schermo che spesso e volentieri si riempie di nemici ma anche di esplosioni (e smembramenti scenici).

Tante le chicche anche per gli effetti ambientali.

Non poteva mancare anche un comparto sonoro adeguato. Abbiamo parlato di metal ed ecco il metal grazie alla colonna sonora firmata da Curt Victor Bryant, ex chitarrista dei Celtic Frost. I suoi riff accompagneranno il nostro Therion nel miglior modo possibile. Le musiche, così come l’art book, sono in vendita grazie a dlc specifici.

COMMENTO FINALE

Abbiamo già detto tutto. Se amate gli sparatutto a scorrimento probanti, difficili, ma al tempo stesso esaltanti e vari in grado di offrire anche scorci grafici e brani musicali di un certo livello, Valfaris (brutale al punto giusto) non deve mancare. Soprattutto se siete amanti di questo genere di titoli.

Chi ha amato Turrican dovrebbe farci più di un pensierino. Lo ricorda parecchio, è vero, ma ci mette tantissimo del suo amplificando la sfida grazie ad un gameplay raffinato e dalle meccaniche più moderne.

A nostro avviso una delle migliori produzioni indie di questo 2019 e con un sapore dolcissimo di retro. Beh, si, Valfaris è il nuovo Turrican.

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Cat Quest II è pronto a sbarcare su console

The Gentlebros, studio sviluppatore di PQube con sede a Singapore, ha confermato la data di rilascio delle versioni console di Cat Quest II (qui la nostra recensione per Pc). L’adorabile gattavventura sarà disponibile in formato digitale per Switch, PS4 e Xbox One a partire dal prossimo 24 ottobre.

Qui il trailer di lancio. Buona visione.

IL GIOCO

Cat Quest II è un gioco di ruolo d’azione open world dal ritmo frenetico, in cui gli utenti potranno giocare sia come gatto che come cane.Si potrà esplorare un enorme mondo pieno di mostri, dungeon e missioni, mentre ci si sforzerà di riportare la pace nei propri regni durante un periodo di guerra. I giocatori potranno trovare, condividere e potenziare gattastici equipaggiamenti e potenti incantesimi per farsi strada attraverso una memorabile avventura. Di seguito le tre principali novità rispetto al primo capitolo.

UN NUOVO REGNO DA ESPLORARE

Grandi deserti, rocce imponenti e prati ramati: l’Impero di Lupus è altrettanto bello, unico e pieno di missioni da svolgere come la vicina terra di Felingard. I giocatori potranno avventurarsi anche nel regno dei cani, unendosi a nuovi alleati pelosi nell’atto di liberare il regno da Wolfen, il suo imperatore impazzito.

Cat Quest II

MULTIPLAYER

Una delle funzionalità più richieste a partire dall’acclamato, primo Cat Quest è stata finalmente aggiunta. Una modalità cooperativa perfetta per amici, famiglie, coppie e chiunque altro. I giocatori potranno godersi la cooperativa in locale opzionale, oppure controllare in singolo uno dei due personaggi, cane e gatto, alternandole il controllo con la semplice pressione di un tasto.

Cat Quest II

NUOVE ARMI E INCANTESIMI, E ALTRO ANCORA

Cat Quest II offrirà una varietà ancora maggiore rispetto al primo capitolo, aggiungendo nuovi tipi di armi – come le bacchette magiche a distanza – e incantesimi, nonché abilità passive sui pezzi di armatura che potranno essere trovati e potenziati nel corso dell’avventura.

 

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Warface: Titan è ora disponibile su Steam

Dopo l’annuncio delle scorse settimane, My.Games e Blackwood Games hanno ufficializzato il rilascio di Warface: Titan, l’aggiornamento per il loro fps mmo ora scaricabile gratuitamente su Pc.

Qui il trailer di lancio. Buona visione.

L’AGGIORNAMENTO

Warface: Titan aggiungerà una nuova classe giocabile, ovvero un robot umanoide SED (Synthetic Engineered Double) con uno stile di gioco, armi e progressi unici. Giocabile sia in modalità PvP che PvE, SED permetterà ai giocatori di sperimentare mappe e modalità preferite dai fan da una prospettiva completamente nuova. La nuova classe sarà anche un ottimo punto di partenza per i nuovi giocatori, con una velocità di movimento minore, un’armatura più resistente e un gunplay più permissivo.




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Werewolf: The Apocalypse – Earthblood al PDXCON

Annunciato all’E3 2019 di Los Angeles lo scorso giugno, Werewolf: The Apocalypse – Earthblood, sviluppato da Cyanide e distribuito da Bigben, sarà svelato al PDXCON. L’evento si svolgerà a Berlino dal 18 al 20 ottobre prossimi.

Sabato 19 ottobre, dunque, i fan potranno vedere un esclusivo trailer di gameplay, seguito da una presentazione dedicata curata da Julien Desourteaux, game director di Cyanide.

Al seguente link sarà disponibile la live stream del PDXCON.

Ecco il primo teaser sul gioco. Dura pochissimo. Buona visione.

Werewolf: The Apocalypse – Earthblood È il primo adattamento in salsa action-RPG del famoso gioco di ruolo. Diventate Cahal, un lupo mannaro emarginato, obbligato a ritornare nel suo clan, in grande pericolo, e padroneggiare la sua devastante rabbia repressa per punire tutti quelli che inquinano, distruggono, corrompono la nostra Madre Terra, Gaïa.

Nel suo sanguinoso cammino di redenzione, Cahal giocherà un ruolo fondamentale nella Grande Guerra del Garou contro Pentex, una potente società intenta in attività che stanno danneggiando gli equilibri naturali.

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