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Warriors Orochi 4 Ultimate è disponibile

Oggi, Koei Tecmo Europe e lo sviluppatore Omega Force annunciano che l’action game 1 vs. 1000, Warriors Orochi 4 Ultimate, è disponibile per PlayStation 4, Switch, Xbox One e in digitale per Windows Pc tramite Steam.

Il nuovo gioco è disponibile sia come titolo autonomo per coloro che non hanno ancora provato Warriors Orochi 4, sia come Upgrade Pack speciale per coloro che possiedono già il gioco precedente.

L’ultimo capitolo della dinamica serie di Koei Tecmo include personaggi di Dynasty Warriors, Samurai Warriors e gli dei della storia antica che si uniscono in una lotta a tutto campo contro sciami di nemici mentre cercano risposte sul perché si sono riuniti in questo misterioso nuovo mondo per combattere contro Odino e il suo esercito malvagio. Personaggi All-Star e i preferiti dai fan, come Ryu Hayabusa e Giovanna D’Arco, si uniscono al cast di Ultimate, aumentando il numero di personaggi giocabili, dei già strabilianti 170 del titolo base fino al nuovo numero di 177.

Ecco il trailer di lancio.

Inoltre, Warriors Orochi 4 Ultimate vanta una nuovissima Infinity mode. I giocatori potranno gestire un party per tre giocatori in questa straziante avventura attraverso “Le prove di Zeus”, mentre tentano di liberare 12 torri – con dungeon che rappresentano ogni segno dello zodiaco. Man mano che completano ogni prova, i giocatori guadagneranno punti esperienza, sbloccando così nuovi personaggi e rafforzando le armi attraverso la battaglia, combattendo nemici sempre più difficili con ogni avanzamento della torre.

L’altra aggiunta: i potenti Sacred Treasures possono ora essere scambiati tra i combattenti, sono state aggiunte ulteriori storie secondarie per aiutare a far luce su alcuni personaggi e le loro motivazioni in battaglia, e ci sono due nuovi finali – con Perseo che ora detiene la chiave per sbloccare il vero finale di questa saga piena di azione.

Come bonus, i giocatori che acquistano Warriors Orochi 4 Ultimate su qualsiasi piattaforma, riceveranno il costume Ryu Hayabusa scaricabile gratuitamente.

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Drawkanoid, Recensione

Arkanoid è stato un titolo che ha fatto epoca ed ha avuto il pregio di riportare in auge un genere di videogiochi nato con Breakout nel lontanissimo 1976. Da qualche giorno su Steam è apparso Drawkanoid, gioco firmato dallo studio indipendente QCF Design dal nome che richiama chiaramente Arkanoid, disponibile per Pc e Mac.

Lo sviluppatore non ha fatto mistero del fatto che Drawkanoid voglia essere un’evoluzione di Arkanoid che a sua volta lo fu per Breakout. In questa nostra rapida recensione vi racconteremo se la missione, non da poco, sia stata compiuta.

Buona lettura.

UN GAMEPLAY DECISAMENTE RIVISTO

Il background di gioco è esiguo: ambientazione spaziale che ricorda però molto quella di Geometry Wars. L’obiettivo è semplice: abbattere i mostri che ci troveremo di fronte ma per farlo dovremo distruggere il muro di ostacoli formato da poligoni e nemici che sparano colpi.

Come abbattere questi ostacoli? Semplice: facendo rimbalzare una pallina sul nostro pad ed indirizzarla dall’altro lato. Fin qui il concetto dei classici sopracitati più volte è riproposto in chiaro. Le differenze però si concretizzano subito.

Dopo aver piazzato la prima volta il nostro pad sotto la pallina potremo iniziare le danze. Ogni volta che la sfera tornerà nella nostra parte “di campo” potremo ridisegnare il nostro pad dando anche angolazioni diverse. Potremo si estendere fino ad un certo punto la nostra “racchetta” respingente ma potremo decidere anche di piazzarla in diagonale. Da qui, dalla possibilità di “disegnare” (draw) il respingente, parte del titolo del gioco.

In tutto questo il tempo rallenterà in prossimità della zona di pericolo (la nostra) in modo tale da darci un attimo per ridisegnare e piazzare il nostro respingente. La domanda che vi farete sarà d’obbligo: è un gioco semplice?

La risposta è diretta ed è un no secco Il motivo è presto detto: man mano che il punteggio migliorerà e si andrà avanti per i livelli, la velocità aumenterà e diminuirà anche il tempo a nostra disposizione per piazzare strategicamente il respingente. E gli errori fioccano anche piazzando con un discreto anticipo la nostra racchetta. Per non parlare degli schemi dei muri nemici che varia sempre ed ha forme che possono anche mettere in difficoltà i giocatori grazie a spigoli vivi.

In nostro aiuto, però, arriva la possibilità di raccogliere crediti ed acquisire ed accumulare delle abilità. Si può, infatti, acquistare la skill che fa estendere ulteriormente il pad, o quella che ci dona una vita supplementare ogni tre stage superati a patto di non essere a quattro vite che è il massimo consentito.

Tanti i bonus derivati dalle abilità, anche migliorabili, presenti, troviamo anche l’effetto calamita o il mirino per poter puntare e ribattere sistematicamente in un determinato punto per ottenere il risultato desiderato. Ci sono anche abilità passive come ad esempio la velocità rallentata di un tot percentuale, o la raccolta di più crediti da spendere e così via. Giusto ricordare come sia possibile utilizzare durante le partite fino ad un massimo di tre miglioramenti attivi che scattano a determinate condizioni (ad esempio l’abbattimento di un numero specifico di “mattoni”) mentre le abilità passive sono cumulabili senza particolari limiti.

Il gioco ha anche due modalità alternative: Countdown e Zen. La prima è una corsa contro il tempo per abbattere nemici, muri e boss più velocemente possibile usufruendo, ovviamente di bonus di tempo. La seconda, invece, offre uno scenario più calmo e molto meno impegnativo. Fasi più rilassanti. In tutte le modalità si raccolgono crediti preziosi per acquisire i bonus che ci aiuteranno non poco nel nostro cammino.

I ritmi sono interessanti e la difficoltà di gioco è ben bilanciata. Le skill (ed il loro aggiornamento) aiutano effettivamente a migliorare la qualità delle nostre partite facendole durare di più e facendoci ottenere punteggi sempre più alti.

Prima di aprire il varco per abbattere il mostro bisognerà, come detto, farsi largo abbattendo gli ostacoli di ogni forma e resistenza ma anche dei nemici che spareranno colpi difensivi in grado, però, di ribattere la nostra sfera. Eliminando questi nemici, contrassegnati dal punto esclamativo, avremo via libera all’abbattimento del mostro che si materializzerà colpendolo anche una sola volta.

GRAFICA AL NEON MOLTO GRADEVOLE, BUONA COLONNA SONORA

Dal punto di vista della realizzazione, Drawkanoid è sicuramente un prodotto gradevole. L’aspetto psichedelico con una grafica “al neon” e poligonale fa molto effetto “Tron”. I poligoni quasi primordiali uniti ai vari effetti speciali dai toni psichedelici sono molto ben fatti e regalano un’atmosfera molto arcade.

Nulla da dire anche sull’effettistica che è davvero ben realizzata. Ad ogni rimbalzo è possibile notare le traiettorie della pallina dai diversi colori. Parlavamo della somiglianza con Geometry Wars grazie proprio alla presenza dei poligoni e di nemici che sparano colpi dalle varie forme geometriche.

Il tutto è accompagnato da una buonissima colonna sonora elettronica da discoteca che si sposa molto bene con l’azione offerta da Drawkanoid.

COMMENTO FINALE

Drawkanoid ci porta un po’ indietro nel tempo facendoci vivere un gameplay ed un’ambientazione che ricordano quelle di Arkanoid facendo, però, un passo successivo. Proprio il gameplay particolare che prevede tanti rallentamenti del tempo e la possibilità di “disegnare” il nostro pad respingente posizionandolo come si vuole, sono le più grosse novità rispetto al classico Arkanoid. Il tutto è enfatizzato anche dall’utilizzo dei bonus passivi (permanenti) ed attivi (che possono essere scelti ad inizio di ogni partita fino ad un massimo di tre).

Questo titolo è il sogno di Danny Day, CEO di QCF Design, che si realizza dopo un’idea nata nell’ormai lontano 2006. Quattordici anni dopo, Drawkanoid è diventato realtà con una realizzazione tecnica anche gradevole e tante chicche. La grafica psichedelica è gradevolissima e si sposa bene con la presenza dei nemici poligonali. L’effetto “Tron” è simpatico. Peccato, però, la mancanza di un collegamento narrativo (che nei classici ai quali si ispira è appena accennato), e la mancanza ad ora di classifiche online. Un’opzione, quest’ultima, che è richiestissima dagli utenti. Il gioco, tuttavia, rimane gradevolissimo ed un piacevole passatempo. La grafica minimale e la buona colonna sonora fanno il resto. Mentre alla domanda se Drawkanoid sia o no il sequel spirituale di Arkanoid possiamo rispondere che la via è sicuramente quella. Possiamo comunque suggerire questo titolo agli appassionati di titoli arcade action vecchio stile.

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Bug Academy, Recensione

Chi l’ha detto che un videogame debba essere per forza di cose cupo, serioso e violento? Chi l’ha detto che, se non c’è un mitragliatore con cui sputar proiettili o una spada con cui eviscerare i nemici, il tutto non possa risultare gradevole e appetibile? La scena indipendente ha più volte dimostrato che, in sostanza, non esiste una “formula”, ma esistono differenti visioni e risposte per una domanda così semplice quanto dannatamente complicata: “Cos’è divertente?”. In questo senso, Bug Academy, titolo sviluppato dallo studio indie polacco Igrek Games ed edito da Ultimate Games, dà una sua, personalissima risposta su cosa significhi “video-divertirsi”. Un progetto che, nella sua semplicità, ha trovato un relativamente ampio consenso su Kickstarter, che è poi sfociato in un prodotto completo destinato a più piattaforme.

Ecco la nostra recensione del titolo uscito ad inizio settimana su Steam ed altre piattaforme.

GAMEPLAY

Bug Academy è un platform arcade a scorrimento, strutturato con una coloratissima e divertente visuale in 2.5d e in cui saremo chiamati a risolvere una serie di enigmi diversi, fondati sulla fisica. Nel gioco, interpreteremo un manipolo di differenti insetti volanti alle prese con il completare diverse… lezioni, in una sorta, appunto, di accademia dell’insetto.
In realtà, ogni “lezione” sarà uno stage da completare, manovra necessaria al fine di proseguire alla lezione successiva. Strutturalmente, il titolo ci proporrà puzzle d’ogni tipo e sorta, utilizzando una formula non troppo dissimile da quella stra-utilizzata dal mondo mobile. Infatti, al completamento di ogni livello, in base alla nostra performance, saremo valutati da una ad un massimo di tre stelle, bronzo, argento e oro.

Accumulando stelle, avremo facoltà di sbloccare numerosi livelli via via più difficili e che richiederanno via via un po’ più di attenzione e ragionamento: detto ciò, Bug Academy poggerà su di una difficoltà intermedia, né troppo impegnativa né troppo semplice, cornice di un gameplay molto divertente e spensierato. All’inizio, utilizzeremo un gruppo di semplici insetti in grado di volare e che saranno chiamati a compiere “missioni” basilari quanto dannatamente fuori di testa: ecco che, ad esempio, avremo “l’ingrato” compito di trascinare fuori di una stanza un frigo, recuperare delle mucche perdute ma, più avanti nel gioco, affronteremo anche livelli in cui ce la vedremo con grandi incendi, assalti ai castelli e così via. Completando i vari stage con lo stesso tipo di insetti, ci consentirà di sbloccare differenti altri alter-ego alati dalle differenti qualità.

Avremo a disposizione quattro insetti diversi: le mosche, le lucciole, le zanzare e le api. Com’è lecito attendersi, ognuna delle classi su elencate avrà particolari abilità e limiti specifici, i quali renderanno gli stage ad essi correlati, differenti l’uno dall’altro, seppur staticamente collegati all’idea alla base del gameplay, i succitati enigmi e puzzle di carattere fisico. Ad esempio, le mosche saranno molto agili ma deboli, le lucciole utilizzeranno la luce per rischiarare i livelli più bui ecc.

All’inizio di ogni livello, controlleremo un singolo insetto ma, esplorando lo stage, potremo scovarne altri, avendo quindi l’opportunità di creare un vero e proprio “esercito” di insetti factotum. Nonostante un gameplay concettualmente ripetitivo ed una durata complessiva limitata (massimo 5 ore, ma ne basteranno un paio per vedere quasi tutto), la possibilità di controllare differenti insetti dai differenti poteri, ci consentirà di affrontare in più modi gli stessi enigmi, tamponando parzialmente la ciclicità complessiva degli obbiettivi.

TECNICA E DESIGN



Graficamente parlando, Bug Academy conterà su di un comparto tecnico pregevole e di buona fattura, seppur dallo scheletro semplice e limitato per ovvie ragioni.

Il titolo si presenta fluido, colorato e dallo stile cartoon divertente e accattivante, rendendo piacevole il continuo affrontare enigmi non troppo dissimili fra loro, ognuno d’essi ambientato in una “scenografia” diversificata e colorata, la quale possiederà anche un certo grado di distruttibilità, spesso correlata con la missione da portare a termine. Durante il test della versione Steam, utilizzata per scrivere questa recensione, non sono stati riscontrati bug evidenti o tali da “ostacolare” il normale fluire ludico del gioco. Un plauso sincero anche alla soundtrack e, in generale, all’effettistica sonora, scanzonata, divertente e ben amalgamata con la piacevole “insensatezza” del gioco.

COMMENTO FINALE

Bug Academy è un gioco semplice, divertente e che, a patto di una certa ripetitività a livello concettuale e una longevità numericamente limitata, riuscirà nella difficile missione d’esser accessibile, sinceramente appagante e rilassante. Consigliato, soprattutto se si ha voglia di ammazzare il tempo senza particolare impegno.

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Abbaye des Morts 64, Recensione

La scena del Commodore 64 è viva più che mai. Non fa quasi più notizia il fatto che escano tanti giochi per il mitologico (e vetusto) 8 bit di casa Commodore. E così, Abbaye des Morts 64 approda sul biscottone più famoso del mondo informatico grazie al publisher Doublesided Games ed al lavoro fatto da un team piccolissimo formato dall’italiano Antonio Savona, che ha realizzato il codice del gioco e da Saul Cross (grafica e musica).

Si tratta di una conversione del gioco originalmente sviluppato da Locomalito per Pc ormai 10 anni fa. Un titolo che si ispira ai vecchi giochi per ZX Spectrum. Per chi non lo ricordasse, Locomalito è uno sviluppatore spagnolo indipendente che ha un bel curriculum alle sue spalle. Ha realizzato Maldita Castilla ed Hydorah poi arrivati su Steam (a pagamento) con i titoli di Super Hydorah (qui da noi recensito) e Cursed Castilla (Maldita Castilla Ex).

La nostra breve recensione parlerà dunque di questa versione per C64 uscita lo scorso anno e disponibile per l’acquisto a questo link. Il prezzo è di 7,99 euro dollari canadesi.

Vi lasciamo alla nostra recensione. Buona lettura.

IN FUGA DAI FANATICI RELIGIOSI

L’incipit di Abbaye des Morts 64 è semplice e ci porta nel XIII secolo, in pieno Medio Evo, in un’epoca piuttosto buia.

In quel periodo, i catari, dei chierici che predicavano sulla povertà di Cristo e difendevano la vita senza aspirazioni materiali, furono trattati come eretici dalla Chiesa cattolica ed espulsi dalla regione della Linguadoca in Francia. Uno di loro, chiamato Jean Raymond, trovò una vecchia chiesa in cui nascondersi dai crociati, non sapendo che sotto le sue rovine giaceva sepolto un antico male.

Da questi auspici (che non sappiamo perché ma ci ricordano la Tristram di Diablo), nasce l’ambientazione di questo gioco.

GAMEPLAY IMMEDIATO, SFIDA TOSTA

Il gameplay di Abbaye des Morts 64 è senza dubbio uno dei punti forti di questo gioco. Anche su Commodore 64. Il titolo è un action platform vecchissima maniera dove dovremo guidare il nostro frate, Jean Raymond, in una fuga disperata. Il gioco inizia proprio così con noi che dovremo arrivare alla chiesa. Purtroppo, però, nonostante tutto, questo sarà un luogo maledetto e l’inizio vero e proprio della nostra sfida. Si, perché poi l’obiettivo sarà la sopravvivenza.

Il nostro sacerdote dovrà sopravvivere a creature di diverso genere (incluso un drago…) nonché fare attenzione alle asperità di un ambiente che a tratti è ostile. In sé il gioco non è enorme, visto che anche nella descrizione ufficiale, i numeri non sembrano grandi. Il gioco permetterà di visitare poco meno di 25 stanze anche se ci sarà bisogno un po’ di backtraking per permettere di arrivare a zone inesplorate e raccogliere il necessario, tra indizi che saranno utili a capire cosa fare, vite supplementari (mai abbastanza) croci (che saranno indispensabili) e la possibilità di attivare delle leve.

Bisognerà sfuggire però ai nemici. Tra ratti, ragni, scheletri armati, e mostri malintenzionati, avremo il nostro bel da fare perché nonostante i pattern siano comunque non troppo difficili da imparare, il grado di sfida è piuttosto elevato. E battere Satana in persona non sarà una passeggiata di salute.

UNA CONVERSIONE DA APPLAUSI

Se Abbaye des Morts 64 è stato uno dei giochi per Commodore 64 più apprezzati del 2019 le motivazioni sono facilmente riconducibili all’ottimo lavoro fatto dal team. Antonio Savona, che nel suo bagaglio ha il capolavoro Planet Golf, ha realizzato il codice implementando dei miglioramenti alla fisica ed alle animazioni che rendono il gameplay ancora più godibile rispetto all’originale.

Dal punto di vista tecnico, il fatto che non ci sia scrolling (ne siamo sicuri?) ma che si tratti di un gioco a schermate fisse ha certo facilitato il compito del micro team, ma il lavoro fatto è mirabile anche visivamente. Merito di Saul Cross: sprites animati molto bene ed ambientazioni ricche di dettagli e con qualche finezza (arrivate sul campanile, suonate la campana e godetevi la pioggia di foglie) non indifferente.



Bella anche la varietà dei nemici, e le stanze sono ben caratterizzate. Ma c’è di più: c’è anche una stanza segreta che non esisteva nella versione originale e che porta ad un endless run. Non di diremo mai come arrivare a questa parte del gioco lasciando a voi questo piacere. Ecco perché Abbaye des Morts 64 ha uno scrolling molto fluido senza disdegnare i dettagli.

La musica firmata sempre da Saul Cross è notevole, orecchiabilissima e perfettamente consone al tipo di ambientazione ed azione che il gioco offre.

Insomma, tutto è al proprio posto.

COMMENTO FINALE

Abbaye des Morts 64 conferma, a nostro avviso, quanto di buono è stato detto. La realizzazione tecnica è di prim’ordine e su Commodore 64 si apprezzano anche una grafica ed un sonoro all’altezza della situazione. Per non parlare del gameplay che propone una sfida interessante anche se i più bravi dopo tanta pratica saranno in grado di finire il gioco in pochi minuti. Ma quelle sono speedrun. Inoltre è un titolo fedele agli standard di longevità di quegli anni dove raramente era possibile immergersi per tante ore ad un action platform.

Nondimeno questa versione dell’action platform offre anche un extra gradito che su altre piattaforme moderne sarebbe una sciocchezza ma che sullo storico 8 bit diventa un lusso.

Antonio Savona e Saul Cross hanno firmato un piccolo grande capolavoro che ha tutte le carte in regola per essere giocato e rigiocato più volte e con passione dagli utenti.

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Plan 8, Pearl Abyss rivela nuovi dettagli

Pearl Abyss torna a parlare di Plan 8, rivelando nuovi e interessanti dettagli e informazioni. La software house coreana, dopo aver rivelato al mondo il suo titolo, in occasione dell’evento G-STAR 2019 tenutosi lo scorso novembre, ce ne presenta i suoi tratti salienti. Plan 8 è stato definito dagli stessi sviluppatori uno sparatutto MMO “exosuit”. Quest’ultimo termine, non è solo uno scioglilingua, ma rappresenta l’aspetto fondamentale del videogioco.

Plan 8 arriverà su Pc e console anche se, al momento, la data di uscita è ancora nel limbo. Nel team di sviluppo troviamo il Lead Producer Seungki Lee (ex Environment Art Director per Black Desert Online) e il Consulente Tecnico Minh Le (co-creatore in Counter-Strike).

Pearl Abyss, con Plan 8, si lancia per la prima volta nel mondo degli shooter. Questo titolo, come anticipato, combina elementi MMO di matrice open-world con un gameplay ricco di azione e caratterizzato da una grafica degna di nota. Su quest’ultimo punto preme precisare che la software house coreana utilizzerà, in questo suo nuovo titolo, l’inedito motore grafico proprietario.

Creare qualcosa di nuovo sul mercato non è facile ma Pearl Abyss ci vuole provare con Plan 8. Il genere sparattutto MMO open world annovera dei mostri sacri come The Division 2 e Ghost Recon: Breakpoint. La concorrenza è bella tosta.

plan 8 informazioni dettagli

Ed è qui che entra in gioco la novità che potrebbe fare la differenza: la presenza delle exosuit. Al momento non sappiamo come verrà tradotto in italiano (e se verrà tradotto in italiano). Le potete considerare come degli esoscheletri, dei dispositivi robotici che il vostro PG potrà indossare, donandogli delle abilità incredibili e poteri straordinari.

Ognuno di questi avrà delle abilità speciali quindi, con ogni probabilità, ci sarà anche la differenziazione di classe, aspetto cardine di ogni MMO che si rispetti. Ci saranno, per esempio, exosuit con braccia potenziate in grado di salire e scendere pareti; altre, invece, con gambe potenziate che consentirà di saltare oltre le pareti e sugli edifici.

La presenza di questo aspetto caratterizzerà fortemente il gameplay, rendendolo strategico. Le exosuit, infatti, hanno sia dei punti di forza che di debolezza per cui, sul campo di battaglia, bisognerà tenerne conto e valutare l’arsenale avversario.

plan 8 informazioni dettagli

A proposito di arsenale, abbiamo parlato, sin qui, delle exosuit ma in Plan 8 potrete utilizzare anche le classiche armi da fuoco. Ovviamente è prematuro parlare di modelli e tipologia, anche perché il titolo è ancora in via di sviluppo. Ciononostante, Pearl Abyss ha confermato la possibilità di aggiungere e modificare i componenti di armi ed exosuits, in modo da migliorare il vostro equipaggiamento.

La software house coreana ha, inoltre, rivelato che avrete la possibilità di personalizzare il vostro arsenale dando libero accesso alla vostra creatività e alle vostre idee, senza essere troppo legati a eventuali formati standard.

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Fantasy Farming: Orange Season è in early access

Soedesco e lo sviluppatore brasiliano indipendente Tropical Puppy pubblicano Farming Fantasy: Orange Season, rpg sulla vita di campagna.

Il gioco è al momento disponibile in early access su Steam, ecco il trailer dedicato all’accesso anticipato sulla piattaforma di Valve. Buona visione.

Bas de Jonge, di Soedesco, è impaziente di cominciare a lavorare sul progetto, ed ha detto:

Sono cresciuto giocando ai giochi di fattoria. Non vedo l’ora di iniziare la vita di campagna ad Orange Town e conoscere le vite dei locali. Fantasy Farming: Orange Season sembra fantastico, e non vedo l’ora di vederne gli sviluppi futuri.

Pierre Lehnen, CEO di Tropical Puppy, è entusiasta nel poter migliorare il gioco l’aiuto del publisher.

Soedesco condivide la nostra stessa visione del gioco. Non vedo l’ora di collaborare e sono certo che, insieme, riusciremo a trarre il meglio da Fantasy Farming: Orange Season.

UN SOGNO DIVENTATO REALTÀ

Fantasy Farming: Orange Season è un titolo riservato a chi da sempre ha desiderato di diventare un contadino.

La storia racconta che con l’aiuto dei vostri genitori, siete finalmente riusciti a mettere abbastanza soldi da parte e comprare un appezzamento nell’incantevole villaggio contadino di Orange Town. È il momento di realizzare il vostro sogno d’infanzia e costruire una fiorente fattoria, mentre cercate il vostro posto tra gli eccentrici abitanti del villaggio.
Diventate parte della community di Orange Town e vincete i premi per la vostra fattoria. Fate crescere le colture, alleva gli animali, completate le missioni e molto altro.

Diventate amici degli abitanti del villaggio e scopri le loro storie, mentre li aiutate o passate del tempo insieme. Scoprite quali misteri si celano nella foresta con Raphael, andate a un appuntamento culinario con Lucas oppure approfondite la conoscenza di Cindy, che sogna di diventare una designer di mobili. In Fantasy Farming: Orange Season i giocatori potranno creare la propria storia ricca di sfaccettature e diventare un contadino amato da tutto il villaggio.

INFORMAZIONI SU FANTASY FARMING: ORANGE SEASON










Esaudite i vostri desideri da contadino a Orange Town. Iniziate con un appezzamento di terreno e costruite una industriosa fattoria. Esplorate l’incantevole villaggio e stringete amicizia con gli eccentrici abitanti. Fate crescere le colture, allevate gli animali, pescate ed estraete per diventare un contadino di tutto rispetto. Quale sarà la vostra storia?

CARATTERISTICHE

  • Cominciate una nuova vita a Orange Town e costruite una fattoria in continua espansione.
  • Espandete la vostra fattoria allevando animali, coltivando e costruendo varie strutture.
  • Esplorate le diverse aree di Orange Town, tra cui montagne, foreste, grotte e molto altro.
  • Diventate amico degli abitanti del villaggio, trascorrendo del tempo con loro o aiutandoli nei diversi lavori.
  • Grande attenzione all’esplorazione, con molte aree (montagne, foreste, grotte, deserti, laghi e molto altro).
  • Feste cittadine.
  • Allevate animali e coltivate piante nella vostra fattoria.
  • Dominate gli animali selvatici e portateli nella vostra fattoria.
  • Diventate amici con gli abitanti del villaggio interagendo con loro e completando le missioni.
  • Personalizzazione della fattoria
  • Codice aperto: l’intero codice di gioco è disponibile, quindi i modder possono cambiare tutto ciò che vogliono.
  • Sistema Mod: ogni singolo dettaglio del gioco può essere modificato installando mod su di essi.
  • Sistema di accompagnamento: potete chiedere a un abitante del villaggio di uscire con voi.

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Arise: A Simple Story è disponibile

Techland Publishing ha annunciato oggi che Arise: A Simple Story è disponibile via download digitale su PlayStation 4, Xbox One ed Epic Games Store per gli utenti Pc. Si tratta di un action platform adventure ed è il primo gioco sviluppato da ​​Piccolo Studio, una software house di Barcellona. Il prezzo è di 19,99 euro.

Arise invita i giocatori a fare il primo passo in un viaggio nell’aldilà. Il titolo offre una storia sincera della vita di un vecchio, intrecciata all’amore ed alla sua perdita, attraverso i paesaggi simbolici dei suoi ricordi e una meccanica trasversale unica che consente ai giocatori di manipolare il tempo in modalità giocatore singolo o gioco cooperativo leggero.
Poiché ogni capitolo rappresenta un momento cruciale del passato del protagonista, la toccante storia d’amore di Arise porterà il vecchio – e i giocatori stessi – su un’appassionata montagna russa emotiva di alti e potenti poteri viscerali.

Arise vuole anche offrire al pubblico un importante lato artistico con i suoi paesaggi ed una colonna sonora emotiva firmata, quest’ultima, dal compositore vincitore del BAFTA David García.

Il trailer di lancio di Arise offre ai giocatori uno sguardo più approfondito sul gameplay. Eccolo, buona visione.

 Alexis Corominas, uno dei fondatori di Piccolo Studio, ha sottolineato:

Alzarsi è una narrazione profonda, accuratamente realizzata per trascendere sia il letterale che il metaforico. Viaggiamo insieme a un vecchio attraverso paesaggi artisticamente sbalorditivi, ognuno dei quali rappresenta un momento cruciale della sua vita, pieno di amore e perdite. Speriamo che i giocatori si trovino a camminare al suo fianco su un percorso di autoriflessione e, ad ogni passo, si relazionino con la magia sentita nella sua storia. Non vediamo l’ora che i giocatori scoprano cosa — o chi — loro e il vecchio troveranno durante il viaggio.

Piccolo è stato fondato da tre amici che hanno lasciato il lavoro aziendale per perseguire il loro sogno di creare videogiochi artigianali. Il nome dello studio è tratto dall’italiano ed è un team affiatato formato da 15 persone.









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Shenmue III, la nostra recensione

Ogni generazione di console ha i suoi titoli incompresi fino in fondo. Giochi che per svariati aspetti riescono in qualche modo a ritagliarsi uno spazio indelebile nei cuori dei fan e nella storia, ma non abbastanza per fare breccia sul mercato. Sono giochi che non fanno della grafica o dell’azione nuda e cruda i loro punti di forza, ma piuttosto puntano sull’innovazione, su una certa atmosfera e sulle emozioni. In sintesi si tratta di opere che sembrano racchiudere in sé quella che noi definiremmo “la magia del gioco”, cioè a dire quella o quelle caratteristiche particolari che spesso rendono certi titoli unici, appunto. Uno dei casi più emblematici in questo senso è il capolavoro di Yu Suzuki, quello Shenmue che su Dreamcast affascinò milioni di appassionati in tutto il mondo, ma non abbastanza per far vendere tante copie a SEGA e consentire al suo creatore di svilupparne altri capitoli oltre il secondo. Almeno fino a oggi. Fino all’esordio attesissimo di Shenmue III uscito in settimana su Pc e PS4 edito da Deep Silver. Noi vi raccontiamo della versione per l’ammiraglia di casa Sony. Buona lettura.

POESIA E VIDEOGIOCO

Ci sono voluti quasi vent’anni, ma alla fine Shenmue III è arrivato nei negozi per la gioia di tanti appassionati, anche se purtroppo, come vedremo, non senza quelli che agli occhi di tanti nuovi giocatori sembreranno dei difetti insormontabili per poterlo apprezzare. Su tutti un comparto tecnico d’altri tempi e alcune meccaniche ormai superate, ma non per questo brutte o noiose. Proprio per questo, e per far comprendere meglio ai lettori l’approccio che abbiamo avuto a questa review, prima di iniziare la recensione vera e propria, ci sembra doveroso fare una breve analisi del “Fenomeno” Shenmue. Perché per comprenderne la natura, la sua importanza e il perché in fondo questo episodio merita un buon voto, seppur non altissimo, bisogna fare un passo indietro, fino all’epoca del rilascio del capostipite.

Descrivere in poche righe questo capolavoro, le emozioni che era in grado di suscitare, è impresa titanica. Shenmue era ed è poesia, basta giocare qualche ora e lasciarsi trasportare all’interno del suo mondo per sentirsi subito rapiti. Persino il suo creatore si inventò un nuovo termine per spiegarne perlomeno le meccaniche, coniando la sigla F.R.E.E. (Full Reactive Eyes Entertainment) a indicare ai giocatori il nuovo livello di libertà ed interazione raggiunto con la sua opera, ma soprattutto a sottolineare il nuovo passaggio, l’evoluzione importante che i videogiochi stavano per fare. Anche se erano presenti elementi tratti da picchiaduro, RPG e adventure, Shenmue non portava il giocatore ad affrontare una “normale” avventura nei panni di Ryo Hazuki alla ricerca dell’assassino del padre, ma regalava all’utente la possibilità di vivere un’esperienza a 360 gradi, molto prima e in certi casi più che in tanti moderni free roaming.

Il titolo di SEGA proponeva infatti agli utenti un’esperienza di gioco completamente diversa dal passato, dove non erano solo la storia o i personaggi a rendere unico il prodotto, ma la sensazione di far parte di qualcosa di reale, di vivere davvero quello che stava accadendo sullo schermo, in un mondo magicamente plasmato dal Magic Weather System, col passaggio giorno-notte, i cambiamenti climatici e il trascorrere dei mesi che vedeva perfino mutare l’ambiente circostante in base al periodo, col Dreamcast pronto a gestire ogni personaggio non giocante in ogni momento della sua giornata.

Impressionante da questo punto di vista la cura riversata dagli sviluppatori nella raffigurazione di ogni singolo personaggio presente nell’area di gioco. Ognuno di loro era caratterizzato in maniera estremamente dettagliata dal punto di vista fisico, sociale e vocale, ma anche nelle routine comportamentali, capaci addirittura di variare da un giorno all’altro. Perché così come nei puzzle dove ogni tessera gioca il suo ruolo ed anche la più piccola e marginale aiuta a formare l’immagine completa, così in Shenmue ogni pezzo, ogni assaggio di cultura nipponica, ogni forma di interazione e di libertà aiuta a definire quello che è stato e ancora oggi significa l’opera di Yu Suzuki.

FINALMENTE TRE!

Tutte situazioni e attività che ovviamente ritroviamo in questo Shenmue III: dallo stile di combattimento, i menu, il modo di interagire con i personaggi, gli scenari, i mini giochi. Tutto è fedele all’essenza originale del titolo, anche se lo fa ripetendo ugualmente le virtù e i difetti dei titoli precedenti. Nei panni di Ryo Hazuki, giovane esperto di arti marziali, i giocatori sono impegnati in un’avventura dalla struttura tradizionale, pregna di sentimenti e vendetta, ambientata nel 1987. Dopo gli eventi narrati in Shenmue II, infatti, Ryo viaggia da Yokosuka, in Giappone, fino alle montagne di Guilin, in Cina, alla ricerca dell’assassino di suo padre, Lan Di. Lì incontra Ling Shenhua, una ragazza misteriosa che in precedenza era apparsa nei suoi sogni, con la quale intraprende un nuovo viaggio che rivela un destino condiviso tra i due. Il tutto all’interno di un mondo “vivo” e vibrante, pieno di luoghi da esplorare, enigmi da risolvere e dove si possono fare tante cose: comprare oggetti da collezione, cibo, giocare coi videogiochi al bar, ascoltare musica, mangiare e bere qualsiasi prodotto venduto in un qualsiasi locale o negozio.

Volendo si può seguire semplicemente la linea della trama principale, ma così si perde tutto il resto, non assaporandone appieno ogni preziosa sfumatura. E nel gioco queste ultime sono importantissime, forse più del resto del gameplay. Per questo motivo ogni singola attività, anche quella all’apparenza più insignificante ha una sua rilevanza:   telefonare a una serie di numeri che mano a mano si possono raccogliere e aggiungere in rubrica, anche degli amici rimasti in Giappone, serve per esempio a mantenere i rapporti ma anche a riprendere alcune tematiche relative ai primi due Shenmue, approfondendo aspetti della trama. Idem dialogare con le decine di personaggi non giocanti, che sembrano davvero avere una vita propria, con i loro impegni quotidiani e il ritmo della propria esistenza scandito dal passare delle ore e delle stagioni, e così via. Perfino fare a botte o allenarsi per strada ha una sua utilità. Agli elementi tipicamente da simulazione di vita reale e RPG, infatti, anche in questo terzo capitolo Yu Suzuki unisce quelli da picchiaduro: per vendicare il padre, e non solo, Ryo deve quindi vedersela spesso con dei malintenzionati, e per tenergli testa deve accrescere e gestire le sue abilità nel kung-fu allenandosi e imparando nuove tecniche.

Shenmue III offre i tal senso un sistema di combattimento arduo e coinvolgente, dove i giocatori possono potenziare le mosse pian piano, per sconfiggere i nemici più tenaci. Le fasi di lotta non diventano semplici fasi in cui premere pulsanti a casaccio, ma più tattici, costringendo a pensare ogni movimento, a prendersi cura della barra di salute ed energia di Ryo e ad analizzare gli stili di combattimento di ogni nemico. Insomma, come avrete capito, è un gioco che come i suoi illustri predecessori, offre una pletora di attività e situazioni tali da impegnare per decine di ore e, se ci si lascia catturare, divertire per tanto tempo.

Shenmue III è un titolo d’altri tempi, e lo si vede anche dal suo comparto tecnico. Il gioco poggia le sue basi sull’Unreal Engine 4, ma propone animazioni e modelli poligonali vecchio stampo. In tal senso la produzione si fa forte della direzione artistica di Yu Suzuki e del carisma dei suoi personaggi, che mantengono una sorta di linea di continuità stilistica con i precedenti episodi. Elementi che in fondo probabilmente non dispiaceranno ai vecchi fan. Il gioco mostra invece una Cina magnifica, piena di fascino e di pericolo, dai villaggi in festa ai covi bui e umidi dei nemici: una profusione di paesaggi in cui immergersi. Dal punto di vista del sonoro, buono il doppiaggio in inglese e giapponese, discretamente sincronizzato col labiale dei personaggi. Ottima invece la colonna sonora, che richiama melodie passate e sonorità asiatiche.

COMMENTO FINALE

Shenmue è stato a tutti gli effetti una pietra miliare della storia dei videogiochi. Un titolo rivoluzionario, capace all’epoca del rilascio di stupire il pubblico e porre le basi per lo sviluppo e l’evoluzione di un genere, quello degli open world, che negli ultimi anni ormai ha fatto breccia più che mai nei cuori di milioni di appassionati grazie a una serie di titoli sempre più avvincenti e tecnicamente sofisticati.

Ma è proprio qui che sta il problema di Shenmue III: arrivare sul mercato con vent’anni di ritardo, con delle meccaniche e uno stile che se ieri potevano stupire, oggi magari possono far sorridere e non convincere fino in fondo. Questo non vuol dire che sia brutto, ma solo che per apprezzarlo a fondo bisogna approcciare l’esperienza con la giusta apertura mentale, senza paragoni o pregiudizi nei confronti di un titolo che mostra, senza nasconderli, i suoi “diciotto anni di ritardo”. Solo così si potrà assaporare appieno tutta l’atmosfera di un gioco tecnicamente vetusto, ma dalla buona giocabilità, dalle sfumature poetiche e dal fascino indiscutibile.

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Valfaris, la recensione della versione console

Uno dei giochi indipendenti più attesi di quest’anno su PlayStation 4 era certamente Valfaris, un platform d’azione bidimensionale heavy metal dallo stile visivo e sonoro del tutto personale. Ambientato in un angolo remoto dello spazio, Valfaris è infatti un gioco che si ispira a capolavori del passato come Metroid, Forgotten Worlds e Psycho-Nics Oscar, per non parlare di quel Turrican che proprio da questi giochi trasse spunto per le sue meccaniche.

Il gioco, realizzato da Andrew Gilmour, l’autore di Slain: Back From Hell, finalista all’Unity Awards, lo abbiamo già recensito tempo fa per Pc, pertanto per un eventuale approfondimento maggiore potete fare riferimento anche a quell’articolo. Qui, in forma più sintetica, ci focalizzeremo invece sull’edizione PlayStation 4.

TECH’S, BLOODS AND ROCK’N’ROLL

Come spesso accade in questi casi, la trama non è molto originale e serve più che altro da pretesto per motivare la presenza sullo schermo di scenari e creature. Tuttavia risulta carina e comunque ben contestualizzata all’interno della produzione: dopo essere misteriosamente scomparsa dalle carte stellari galattiche, la fortezza di Valfaris è improvvisamente ricomparsa nell’orbita di una stella morente, e quello che un tempo era una sfarzosa cittadella adesso è ospite di un’oscurità sempre crescente.
L’unica speranza di salvezza è a questo punto affidata al principe rinnegato Therion, che tornato nella sua terra natia in cerca di vendetta nei confronti del padre, si ritrova invece a sfidare un male arcano, in un’avventura quasi totalmente lineare (“quasi” perché in realtà offre diversi bivi che portano ad aree segrete) all’interno di un mondo pieno zeppo di segreti, trappole e nemici.

Ogni area, infatti, propone una sfida sempre diversa, complice un level design tra i più riusciti del genere e una composizione ben bilanciata del numero e della tipologia degli avversari che si parano di fronte al protagonista. Compresi i boss di fine livello, che oltre a una certa cura nella rappresentazione visiva denotano comportamenti e pattern di combattimento sempre differenti tra loro.
Per affrontarli adeguatamente, Therion può contare sul supporto di un’arma da fuoco o una spada, di uno scudo che permette di parare i colpi ma anche di respingerli al mittente, e su un terzo elemento dalla potenza di fuoco devastante, che però può essere utilizzato per un certo lasso di tempo e in rapporto al numero di celle energetiche disponibili al momento. Queste si ricaricano infatti uccidendo i nemici.

Sconfiggere i mostri che infestano Valfaris significa anche sbloccare nuovi equipaggiamenti o oggetti bonus, oltre che ottenere potenziamenti per le armi già in possesso del giocatore. Da questo punto di vista il titolo è parecchio generoso e consente di modificare il loro raggio di azione, la tipologia di sparo e i danni inflitti dai colpi. Inoltre è possibile farle ruotare tra di loro, cambiandole a seconda dell’area e dei nemici che Therion si trova ad affrontare. Ma per fare questo occorre prima fermarsi a un check point ed utilizzare degli artefatti chiamati Idoli della Resurrezione, utili anche per salvare i progressi in gioco. Sta all’utente decidere come meglio spendere questi oggetti e quando e come salvare. Valfaris è quindi costruito per adattarsi alle capacità di ciascun giocatore, che può di fatto stabilire da sé l’approccio più consono in relazione alle sue abilità, plasmandone il ritmo.

L’ARTE DEL PIXEL

Una grafica fatta alla vecchia maniera, con tanti sprite realizzati a mano con maestria da Andrew Gilmour, fa da base a uno stile estetico impressionante, dove a farla da padrone sono distopici sfondi e sanguinosi primi piani. Le varie aree sono ben disegnate, con una buona varietà di scenari e fondali animati, che bene si sposano col contesto narrativo.

Unica pecca, almeno su PlayStation 4, è qualche lieve rallentamento in un paio di circostanze tra le più caotiche sullo schermo, ma niente che pregiudichi la fruibilità del titolo. Il tutto corroborato dalla splendida colonna sonora del metallaro Curt Victor Bryant, ex chitarrista dei Celtic Frost, capace di sottolineare a colpi di chitarra elettrica (e non solo quella) ogni fase di gioco, “spingendo” e “caricando” letteralmente il videogamer nel suo incedere, attraverso il controllo di Therion, nei meandri più oscuri e violenti del contorto mondo di Valfaris.

COMMENTO FINALE

Valfaris è un impegnativo platform action a scorrimento, un riuscito tributo ai classici del genere che hanno spopolato negli anni ’80-‘90, su tutti l’indimenticabile Turrican. Ma è anche un omaggio altrettanto riuscito a una certa cultura heavy metal, un sanguinario dipinto in pixel art che si lascia giocare dall’inizio alla fine con grande piacere e che ogni appassionato del genere dovrebbe giocare almeno una volta.

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MediEvil Remastered, Recensione

Tra i franchise che più di ogni altro gli appassionati di videogiochi volevano rivedere sui loro schermi c’era senza alcun dubbio quello di MediEvil, platform adventure tra i più amati della generazione di console a 32bit grazie a un protagonista simpaticissimo, il leggendario e maldestro Sir Daniel Fortesque, e a un’ambientazione medievaleggiante, cupa e grottesca più di quanto lasciasse intendere lo stile grafico. Due elementi che insieme riuscivano a far chiudere un occhio su qualche imperfezione tecnica.

Gli stessi che al giorno d’oggi lo faranno probabilmente apprezzare a qualche nostalgico e amare poco da chi invece bada solo al sodo. Ma procediamo un passo alla volta.

MEDIEVIL, LA LEGGENDA DI DAN L’IMPAVIDO

Cavaliere “per caso” durante la sua vita, il buon Dan aveva goduto da morto di una fama leggendaria grazie ai racconti dei cantastorie che ne avevano inconsapevolmente rielaborato le vicende come spesso accadeva nei secoli passati con le storie tramandate vocalmente e a cui di volta in volta ognuno aggiungeva sempre qualcosa. Tutti erano infatti convinti che fosse stato lui ad abbattere con un gesto eroico Zarok un secolo prima durante la celebre battaglia di Gallowmere, rimanendo a sua volta ucciso. In realtà Fortesque era morto praticamente a inizio scontro, colpito da una freccia a un occhio, e il malvagio stregone si era dileguato a un passo dalla sconfitta del suo esercito facendo credere a tutti di essere deceduto.

Un secolo dopo, infatti, rieccolo apparire all’orizzonte deciso stavolta a conquistare il Regno di Gallowmere con un esercito di zombi, demoni e creature di ogni risma (zucche che camminano, streghe, spaventapasseri, e così via, fino a dei temibili boss di fine livello). Tutti elementi che ritroviamo in questo remake sviluppato da Other Ocean Interactive in esclusiva per PlayStation 4 disponibile nei negozi dal 25 ottobre. La struttura di gioco del rifacimento di MediEvil è ovviamene identica a quella dell’originale: si tratta sostanzialmente di un platform avventuroso tridimensionale basato sull’esplorazione di vaste ambientazioni in una sorta di medioevo alternativo, come scritto all’inizio, dall’atmosfera surreale e grottesca, e sugli scontri corpo a corpo con i nemici sullo schermo con l’ausilio di armi più o meno convenzionali (alla bisogna il nostro eroe poteva utilizzare il suo braccio come fosse una mazza…).

I combattimenti, al pari della risoluzione di alcuni puzzle, dei mini giochi e delle sessioni esplorative, servono sia per proseguire nell’avventura che per accumulare potenziamenti utili a far incrementare la forza distruttiva del personaggio, nonché a fargli acquisire nuove tecniche di combattimento, nuove armi (tramite il Salone degli eroi) e nuove abilità, queste ultime poi fondamentali per il superamento di determinate aree di gioco. Ci sono poi da acquisire le cosiddette Anime Smarrite, un tipo di collezionabili inseriti nel remake utili, una volta recuperate tutte e diciannove, a sbloccare la versione di MediEvil del 1998. Il resto lo fa lui, Sir Daniel Fortesque: rivederlo caracollare per le aree di gioco, con quel suo volto scheletrico, senza la mascella e dunque incapace di parlare se non attraverso dei suoni buffi, l’espressione un po’ da ebete, non lascia certo indifferenti chi ha giocato al MediEvil originale. E anzi diventa quasi il motore che spinge il giocatore a calarsi in quel mondo e lasciarsi trasportare nell’avventura senza badare troppo alle imperfezioni.

RITORNO AL PASSATO

Perché fin da subito dopo un’introduzione che fa anche da tutorial all’interno della cripta dove il nostro eroe riposava, appare chiaro che la “nuova” proposta non sembra brillante tanto quanto altre produzioni analoghe del recente passato, come le trilogie di Crash Bandicoot e di Spyro. E non parliamo di grafica e di altri aspetti tecnologici che approfondiremo più avanti, ma di puro e “semplice” gameplay. Questi risulta infatti divertente, ma bisognoso di qualche intervento a livello di reattività dei controlli e di hitbox. Spesso è come se tra il comando impartito col pad e la reazione di Dan ci fosse sempre qualcosa che ne rallenti l’imput di quel mezzo secondo “utile” per compiere una determinata azione, col risultato di trovarsi a sbagliare una mossa o un passaggio.

Questo avviene soprattutto durante i combattimenti corpo a corpo, col rischio di venire colpiti nonostante un attacco anticipato, complice un sistema di gestione delle collisioni non precisissimo e un sistema di inquadrature migliorato quanto si vuole, ma ancora… migliorabile. In tal senso si rivela comoda la telecamera posizionata fissa sulla spalla del protagonista, come in molti giochi d’avventura moderni, attivabile tenendo premuto il dorsale L2. Una soluzione che abbiamo gradito soprattutto in fase esplorativa, per “vedere” meglio possibili oggetti nascosti e godere di un’ambientazione resa più bella dall’alta definizione.

Da questo punto di vista si nota lo sforzo dello sviluppatore Other Ocean di abbellire l’opera senza però stravolgerne troppo come detto prima l’atmosfera. Forse però si poteva mantenere la palette cromatica delle’dizione del 1988: qui i colori sono belli, ma troppo accesi rispetto a quelli più cupi dell’originale, e quindi restituiscono una dimensione cromatica più vivace in quelle aree che a giudizio di chi scrive necessitavano invece di tonalità più “classiche”, scure. Comunque è una questione di fatto soggettiva. Le animazioni dal canto loro sono sensibilmente migliorate rispetto alla demo, complice la recente patch da 15Gb rilasciata da Sony, ma restano ancora un po’ legnosette.

Quest’ultima sembra aver influito positivamente anche sul frame rate, un problema che affliggeva alcune aree nell’originale sulla prima PlayStation e che ricompariva anche in questo remake: va bene mantenere il più possibile intatto lo spirito dell’episodio apparso sulla prima PlayStation, ma “farlo” anche per le cose che non andavano non aveva senso. Specie per un titolo che punta ai 60 fotogrammi al secondo.
Così l’update sembra aver risolto parzialmente i problemi, e anche se MediEvil non riesce a raggiungere il target prefissato, almeno sulla nostra console di prova, una PlayStation 4 “classica”, non “crolla” mai sotto ai 30Fps e visivamente la cosa non risulta realmente fastidiosa o pesante.

Tornando alla grafica, splendidi dal punto di vista artistico gli scenari, su tutti il manicomio, con i suoi sotterranei e il suo parco, la nave fantasma e il cimitero, e buono il comparto audio, con una colonna sonora ispirata anche nelle fasi di intermezzo fra una cut scene e l’altra, impreziosite a loro volta da divertenti dialoghi con un buon doppiaggio in italiano, che di fatto ripropone le voci originali. 



COMMENTO FINALE

MediEvil è un titolo imperfetto, e più di remake dovremmo parlare di remastered considerando che il gioco non offre quelle peculiarità tipiche di un rifacimento, su tutte un comparto tecnologico e una struttura ricreati quasi da zero.

Il prodotto completo ci ha infatti confermato dubbi e certezze emersi provando la demo, ovverosia da un lato il buon lavoro fatto dagli sviluppatori a livello d’atmosfera e fedeltà al gioco originale, dall’altro delle perplessità su alcuni aspetti della giocabilità.

In tal senso il titolo non è stato svecchiato a dovere sul piano dell’interazione e del sistema di combattimento, anche se la patch rilasciata al day one ha in parte porto rimedio a questi problemi. In definitiva MediEvil è un bel platform avventuroso vecchia maniera, consigliato ai più nostalgici e a coloro che hanno voglia di giocare a uno dei titoli di culto della prima PlayStation.

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Indivisible è disponibile, trailer di lancio

Debutti molto attesi oggi: questa volta parliamo di Indivisible, action RPG puzzle a scorrimento firmato da 505 Games e Lab Zero Games (già autori di Skullgirls), è disponibile.

Publisher e sviluppatore hanno diffuso anche il trailer di lancio che vi proponiamo assieme agli ultimi dettagli di questo titolo decisamente atteso.

Caratterizzato da una serie animazioni disegnate a mano e da meccaniche di combattimento in stile “party fight”, Indivisible è disponibile ora in formato digitale per Pc (Steam, GOG, Mac, Linux), PS4 e Xbox One al prezzo di 39.99 euro. A partire da questo venerdì (11 ottobre) verranno rilasciate, allo stesso prezzo, anche le versioni fisiche per console PS4 e Xbox One. Il titolo, inoltre, sarà disponibile più avanti anche per Switch.

La storia di Indivisible ruota attorno al personaggio di Ajna, un’intrepida ragazza dal carattere ribelle. Allevata dal padre nei sobborghi di una cittadina rurale, la sua vita precipita nel caos quando la sua casa viene attaccata e dentro di lei si risveglia un potere misterioso.

Nella sua missione Ajna incontrerà più di 20 personaggi che può assorbire dentro di sé ed evocarle in combattimento perché lottino al suo fianco. Il gioco è ricco di personaggi da evocare, ciascuno con la propria storia e personalità. Unendosi a compagni provenienti da terre lontane, Ajna imparerà a conoscere sé stessa e il suo mondo e così scoprirà come salvarlo.

Francesca Esquenazi, CEO di Lab Zero Games, ha detto:

Questo è un momento davvero speciale per il nostro team. Abbiamo lavorato con grande passione a questo progetto e siamo estremamente riconoscenti alle migliaia di fan che ci hanno permesso di realizzarlo. Il nostro più grande desiderio è quello che i giocatori si divertano giocando a Indivisible nello stesso modo in cui noi ci siamo divertiti a crearlo.

Mosso dal motore proprietario Z-Engine, Indivisible presenta meccaniche di gioco originali, splendide animazioni grafiche, decine di personaggi giocabili, un’esperienza narrativa ricca e un gameplay facile da imparare ma difficile da padroneggiare

Neil Ralley, presidente di 505 Games, ha sottolineato:

Siamo rimasti impressionati dallo straordinario impegno che Lab Zero ha profuso nella realizzazione di questa affascinante esperienza di gioco. Il lancio di Indivisible è un ulteriore momento importante di questo grande 2019 di 505 Games. Non vediamo l’ora di dare la possibilità anche ai fan di Nintendo Switch di giocare a Indivisible.

Indivisible rappresenta un caso di grandissimo successo per il crowdfunding, grazie al supporto di oltre 32.000 fan su Indiegogo.

UN GRAN TEAM DI DOPPIAGGIO

Questo videogioco è arricchito dalle voci di un Team di doppiatori di tutto rispetto tra cui: Tania Gunadi (DC Superhero Girls) voce di Ajna, Stephanie Sheh (Your Name., Kill La Kill) voce di Razmi, Cassandra Morris (Your Name., Persona 5) voce di Ginseng e Ben Diskin (Bloodstained: Ritual of the Night, Spider-Man) voce di Dhar.

Indivisible include anche il video di apertura e le scene di intermezzo di Studio Trigger (Kill La Kill, Little Witch Academia) e della pluri-premiata casa di animazione Titmouse (Apex Legends, Rick and Morty).

Per celebrare il lancio di Indivisible, 505 Games ha organizzato una diretta in streaming a partire dalle ore 17 (orario italiano) per raccogliere fondi per The Ablegamers Charity, che si occupa di migliorare la qualità di vita per persone affette da disabilità motorie tramite i videogiochi.

Tra gli ospiti saranno presenti il celebre influencer SanchoWest, il senior community manager di 505 Games Jason Ryan e il direttore creativo di Lab Zero Games Mariel Kinuko Cartwright. Per maggiori informazioni o per fare una donazione: https://tiltify.com/@505games/505-games-for-ablegamers.

 

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A Knight’s Quest ha una data di lancio

C’è una data di lancio ufficiale per A Knight’s Quest. Il publisher Curve Digital e lo sviluppatore Sky 9 Games annunciano che il gioco debutterà il prossimo 10 ottobre su Pc (in esclusiva) Epic Games Store, su PS4 e Switch. Il giorno dopo sarà il turno dei Xbox One. Il prezzo di questa produzione indie è di 24,99 euro.

Rusty, il protagonista di questo action platform avventuroso, non ha le caratteristiche dell’eroe provetto: è debole ed anche un po’ stupidino ma ha un buon cuore anche se è goffo. Questo suo essere maldestro avvia accidentalmente degli eventi che minacciano di distruggere il suo mondo.

A Knight’s Quest invita gli appassionati a giocare nei panni di Rusty nella sua ricerca, controllando gli elementi, schivando pericolose trappole e combattendo nemici sfidanti attraverso il fantastico mondo aperto di Regalia.

CARATTERISTICHE PRINCIPALI












  • SBLOCCATE IL POTENZIALE DI RUSTY – Il nostro eroe inizia la sua avventura con solo una spada fidata e uno scudo di base, ma presto sbloccherà “Poteri spirituali”, delle abilità spettacolari che consentono a Rusty di, al tocco di un pulsante, può sfruttare i poteri di Fuoco, ghiaccio e tempo.
  • ESPLORATE REGALIA – L’avventura di Rusty lo porterà nella città deserta di Zameris, in alto sopra le Peaky Peaks carichi di neve e ghiaccio e nella Palude Maledetta, tra molti altri. Incontrerete un cast colorato di personaggi lungo la strada.
  • NEMICI MEMORABILI – Dal General Windpipe al The Watcher e molti altri ancora, il pericolo non è mai troppo lontano.
  • MOSTRATE LE VOSTRE ABILITÀ – Il combattimento è veloce e fluido con il repertorio di mosse acrobatiche di Rusty che non richiede sforzo.

A Knight’s Quest è stato sviluppato da Sky 9 Games, un nuovissimo studio con sede a Toronto, con il supporto di D3T con sede nel Cheshire, che ha precedentemente lavorato ai remaster di Shenmue, tra molti altri.

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Trine 4, l’arte protagonista del nuovo dietro le quinte

Il publisher indie Modus Games si unisce all’autore, al direttore artistico e al vicepresidente di Frozenbyte per parlare dei retroscena, della grafica e della storia di Trine 4: The Nightmare Prince nell’ultimo video Modus Indie Access.

Guardiamo le clip esclusive direttamente da Frozenbyte Studio, per scoprire la storia della serie di Trine e tutto ciò che ha ispirato la direzione artistica del nuovo capitolo e le ambientazioni di Trine 4: The Nightmare Prince, in arrivo su Pc, PS4, Xbox One e Switch il prossimo 8 ottobre.

Nel video di oggi, sono protagonisti i concept art dei diversi giochi della serie e le creazioni a cui stanno lavorando gli artisti nello studio, daremo uno sguardo a due battaglie contro i boss di Trine 4 e scopriremo la flora e la fauna finlandesi che hanno ispirato il tutto. Ispirandosi alla meravigliosa natura della Finlandia.

Trine 4: The Nightmare Prince, con le sue ambientazioni rigogliose, garantisce un’incantevole gamma di viste mozzafiato. Tuttavia, la bellezza di queste terre piene di vita è minacciata delle evocazioni del principe Selius, che diffondono l’oscurità e riempiono tutto con la loro minacciosa presenza dalle funeste tinte violacee.

Il quarto episodio segna il ritorno della serie alle sue radici di platform a scorrimento orizzontale ed è il primo capitolo in grado di supportare squadre di quattro giocatori e cambiare i rompicapi a seconda del numero dei componenti della squadra. Gli avventurieri possono tuffarsi nell’ultimo capitolo della serie già dal giorno dell’uscita, oppure possono immergersi nella storia completa scegliendo Trine: Ultimate Collection, anch’esso in uscita l’8 ottobre che include tutti e quattro i capitoli della saga.

Qui il penultimo video-diario. Ci ha fatto conoscere i nemici ed i rompicapo che caratterizzeranno il nuovo gioco.

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Trine 4, video con gameplay alla Pax West 2019

In attesa del debutto fissato per il prossimo 8 ottobre, Trine 4: The Nightmare Prince si mostra in un video con gameplay in occasione del Pax West 2019 di Seattle. Lo apprendiamo da AllGamesDelta.

Modus Games e Frozenbyte ci fanno vedere l’atteso quarto capitolo della apprezzata serie action adventure in salsa fantasy caratterizzata da uno stile artistico e grafico veramente di altissimo livello e da una realizzazione in 2,5d. Soprattutto i primi due Trine che ridefinirono il genere.

Ovviamente ci saranno nuovi nemici da combattere, nuovi ambienti da esplorare e nuovi puzzle basati sulla fisica da risolvere. Insomma, tutto quello che abbiamo imparato ad amare.

Ecco la clip di Trine 4: The Nightmare Prince, lunga otto minuti di cui 7 dedicati al gameplay. Buona visione.

SINOSSI

A distanza di anni, l’Accademia Astrale ha chiesto aiuto ai tre eroi per trovare il Principe Selius, i cui incubi intensamente oscuri hanno iniziato a scivolare nella realtà e devastare il mondo della veglia.

Gli appassionati incontreranno i combattimenti con i boss più epici che mai, risolveranno enigmi affascinanti, sbloccheranno nuove abilità, esploreranno paesaggi lussureggianti e vibranti e sperimentato una nuova colonna sonora del compositore di Trine 1-3.
Inoltre, e per la prima volta in assoluto, Trine aggiunge una cooperativa per quattro giocatori al suo elenco di caratteristiche.

TRINE 4

  • Paesaggi 2.5d Esplorate livelli dal design unico in una fantastica dimensione 2.5d, passando da rovine mozzafiato, a tombe infestate fino a boschi di betulle e foreste di mirtilli.
  • Modalità multiplayer locale e online. Giocate con un massimo di 4 utenti in modalità co-op locale o online.
  • Una storia affascinante. Seguite la storia di un principe perseguitato mentre attraversate magici paesaggi fiabeschi abitati da creature amichevoli, ma anche da una lunga serie di terribili nemici.
  • Rompicapi dinamici. Risolvete rompicapi – da soli o con gli amici – che hanno come protagonisti il fuoco, l’aria, la luce, i magneti, l’elettricità e molto altro, in sfide adeguate al numero di giocatori.
  • Ricchi alberi delle abilità. Sbloccate nuove e varie fantastiche abilità.
  • Sistema di combattimento totalmente migliorato. Vivete i raccapriccianti incubi dell’eroe durante i combattimenti con i boss, con un sistema di combattimento arricchito da nuove sfide e tanta azione.
  • Una colonna sonora incredibile. Godetevi la bellezza di una colonna sonora che porta in vita ogni nuovo ambiente.

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Spyro Reignited Trilogy a breve su Steam e Switch

Dopo aver fatto divertire gli utenti PS4 lo scorso anno, la Spyro Reignited Trilogy sta planando su Switch e Steam. Activision – publisher della versione rimasterizzata dei giochi che vedono il simpatico draghetto  protagonista – ha confermato che martedì prossimo, 3 settembre, la raccolta sarà disponibile sulla console ibrida di Nintendo e su Steam per gli utenti Pc.

Questo segnerà il debutto di tutti e tre i giochi originali Spyro the Dragon, Spyro 2: Ripto’s Rage! e Spyro: Year of the Dragon su queste nuove piattaforme.

I giocatori che cercano un’esperienza in modalità portatile possono divertirsi su Switch. La trilogia rimasterizzata offre inoltre ai giocatori su Pc la possibilità di ammirare un comparto grafico con supporto fino alla risoluzione 4K. Sempre su computer sarà possibile giocare con un framerate illimitato su sistemi supportati.

Per festeggiare e dare un tocco nuovo ai 21 anni di Spyro, il principale sviluppatore Toys for Bob invita tutti i fan a sintonizzarsi per una speciale live stream sul canale Twich di Games Done Quick alle 19 del 3 settembre. Durante lo stream, i fan avranno una visione generale di come lo studio stia celebrando il lancio del gioco su queste due piattaforme e su come i giocatori potranno unirsi al divertimento.

Ecco il trailer di lancio della versione Switch.

Spyro Reignited Trilogy offre quell’emozionante e nostalgico gameplay che i fan hanno tanto apprezzato negli anni ’90, con grafiche in HD. La trilogia comprende complessivamente oltre 100 livelli, sequenze di ricompense migliorate, l’eccentrico gruppo di amici di Spyro (tra cui Sparx the Dragonfly, Hunter, Sheila, Agent 9 e Sgt. Byrd) e molto altro! La trilogia inoltre offre ai giocatori un’esperienza migliorata con ambientazioni splendidamente renderizzate, controlli migliorati e filmati mozzafiato per vivere queste epiche avventure ancora più intensamente.

FESTEGGIAMENTI IN CRASH TEAM RACING NITRO-FUELED

Come se tutto ciò non bastasse, Activision Publishing, Inc., divisione di Activision Blizzard, Inc., mette insieme due icone dei videogiochi unendo Spyro alla gara di Crash Team Racing Nitro-Fueled nel Spyro & Friends Grand Prix che sarà disponibile dal 30 agosto. Disponibile gratuitamente per chi acquista il gioco, Spyro & Friends Grand Prix dà all’iconico drago viola l’opportunità di unirsi ai personaggi di CTR per la prima volta.

In Spyro & Friends Grand Prix, i giocatori possono consumare le gomme e navigare attraverso lo “Spyro Circuit”, la nuovissima pista a tema Spyro, mentre raccolgono gemme, schivando le fiamme e (ovviamente) volando sulle pecore. Spyro non sarà da solo, lo speedster viola sarà raggiunto da Hunter e Gnasty Gnorc come personaggi giocabili. Sparx, inoltre, si unirà come maschera di protezione simile ad Aku Aku per la pista di Spyro Circuit.

Spyro & Friends Grand Prix offrirà inoltre anche altri contenuti emozionanti che i giocatori potranno acquisire solo se connessi ad internet, come la Spyromobile, Gnasty Ride e Dragonfly, oltre a nuovi elementi disponibili nel Pit Stop tra cui la nuova meravigliosa Gem Paint Jobs e ruote con elementi a tema, le skin Viking Polar, Orc Big Norm e altro ancora.

Spyro Reignited Trilogy sarà disponibile su: Nintendo Switch (Toys for Bob) e Pc (Iron Galaxy) via Steam a partire dal 3 settembre. Crash Team Racing Nitro-Fueled di Beenox e Crash Team Racing Nitro-Fueled – Nitros Oxide Edition (digital deluxe) sono disponibili in tutto il mondo su PlayStation 4, Xbox One, e Nintendo Switch. La quantità di sfide epiche di Spyro e le avventure di entrambi i giochi garantiranno ai fan ore ed ore di divertimento.

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