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Transport Fever 2 debutta oggi su Steam e GOG

Transport Fever 2 è disponibile da oggi su Pc e Linux su Steam e GOG.com. Lo rendono noto il publisher Good Sheperd Games e lo sviluppatore Urban Games.

Chi acquisterà il gioco entro il 18 dicembre, ossia entro la settimana prossima, riceverà uno sconto lancio del 10 percento. Inoltre, chi ha il prequel riceverà un ulteriore 15 percento di sconto arrivando ad un taglio del prezzo da listino (39,99 euro) del 25 percento.

Per chi non lo sapesse, si tratta di un gestionale che permette agli appassionati di realizzare una rete di trasporti completa su strada, ferrovia, porto ed aeroporto. Un po’ come il grande classico Transport Tycoon.

Ecco il trailer di lancio di questa nuova produzione indie che arriva qualche giorno dopo il video gameplay di 17 minuti. Buona visione.

CARATTERISTICHE DI TRANSPORT FEFER 2

  • Transport Fever 2 offre oltre 170 anni di tecnologia e storia nel mondo reale per progettare nuovi mondi di trasporto elaborati con un set di funzionalità notevolmente migliorato:
  • Sperimentate le più grandi sfide logistiche dal 1850 ad oggi attraverso tre campagne narrative uniche con doppiaggi e sceneggiature.
  • Usate oltre 200 veicoli modellati realisticamente da Europa, America e Asia, inclusi treni, autobus, tram, camion, aerei e navi, oltre a stazioni modulari, aeroporti e porti.
  • Tracciate e gestite la crescita del vostro impero in forte espansione con strumenti di costruzione intuitivi e sistemi dinamici di economia, trasporto e simulazione della città.
  • Lasciate correre la tua creatività attraverso gigantesche mappe sandbox in modalità di gioco gratuita.
  • Scegliete tra una vasta gamma di ecosistemi naturali, tutti resi con dettagli squisiti.
  • Create e condividete mondi, missioni, paesaggi, veicoli e molto altro con l’editor di mappe di gioco e gli strumenti di modding completi tramite Steam Workshop.

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2K fonda Cloud Chamber, si occuperà del nuovo BioShock

2K annuncia oggi Cloud Chamber, il nuovo studio di sviluppo del publisher nordamericano che si occuperà della realizzazione di un nuovo BioShock.

Il team si divide in due location: gli uffici di 2K a Novato nella Bay Area di San Francisco e Montréal in Québec, il primo studio 2K in Canada. Enbrambi, come detto, stanno lavorando alla prossima iterazione del franchise di BioShock, che sarà sviluppato nei prossimi anni.

David Ismailer, presidente di 2K, ha detto:

Continuiamo a far crescere il nostro portfolio di prodotti, rimanendo ispirati dall’opportunità di investire nelle nostre più grandi IP BioShock è uno dei più amati ed acclamati dalla critica dell’ultima generazione di console. Non vediamo l’ora di vedere dove la sua iconica e potente narrativa, ci porterà in futuro grazie al nostro nuovo studio Cloud Chamber.

Kelley Gilmore, una veterana di questa industria da ben 22 anni con oltre 40 giochi lanciati, sarà a capo dello studio, prima donna della storia a guidare uno studio di sviluppo di 2K. La sua esperienza spazia dal ruolo di produttore esecutivo, direzione marketing e pr, con due decenni di servizio in Firaxis Games.

Kelley Gilmore, capo di di Cloud Chamber ha spiegato:

Abbiamo fondato Cloud Chamber per creare mondi non ancora scoperti e le loro storie, spingendoci oltre i confini del possibile in un videogioco. Il nostro team crede nella bellezza e nella forza delle diversità. Siamo un gruppo altamente esperto nella creazione di giochi, inclusi molti che hanno già lavorato al fanchise BioShock.

La decisione di aprire un ufficio a Montréal è stata supportata dal “Gouvernement du Québec” e da “Montréal International”.

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Lost Ember, la nostra Recensione

Nella vita le cose belle si fanno spesso attendere, e Lost Ember non fa eccezione. Dopo l’annuncio risalente a oltre tre anni fa, al quale è seguita una redditizia campagna di finanziamento su Kickstarter, l’opera di Mooneye Studios è stata finalmente rilasciata. In seguito a una rilevante serie di rinvii e ritardi, il piccolo team (composto da soli cinque elementi) con sede ad Amburgo ha dato vita a un’avventura in terza persona ricca di fascino e di misteri. Un titolo d’esordio non privo di difetti, ma che costituisce comunque un’esperienza memorabile per gli amanti dell’esplorazione e delle narrazioni stimolanti.

Lost Ember è disponibile su PS4, Xbox One, Switch e Pc (GOG e Steam). Di seguito la recensione di quest’ultima versione; vi auguriamo una piacevole lettura.

ALLA RISCOPERTA DI UNA CIVILTÀ PERDUTA

Il titolo di Mooneye Studios esordisce con una cutscene, che funge da prologo alla vicenda. Al centro di tutto vi è il popolo degli Yanren, un’antica civiltà a cui i membri viene riservato un destino diverso, dopo la morte, a seconda della condotta avuta in vita. Gli spiriti delle persone rette accedono infatti alla Città della Luce (equivalente del Paradiso), le altre vengono invece condannate a reincarnarsi, con il loro spirito totalmente impossibilitato ad ascendere verso la pace eterna. Lost Ember è proprio il nome dato a questi spiriti tormentati, costretti a vivere un’esistenza dopo l’altra nei panni di diversi animali.

L’avventura ha inizio nelle vesti di una Yanren, Kalani, il cui spirito risiede in un esemplare di lupo e che dovrà indagare sul suo passato alla ricerca delle cause che le hanno precluso l’accesso alla Città della Luce. Un viaggio attraverso le rovine e i resti di un popolo scomparso, gli Yanren appunto, in compagnia di un altro spirito guida, anch’egli intrappolato sulla Terra. La trama è suddivisa in capitoli all’interno di una progressione che avviene attraverso molte mappe e ambienti diversi, separati da delle grandi barriere rosse. Barriere che potranno essere infrante solamente dopo aver scoperto e indagato su dei punti d’interesse specifici, che appariranno in forma di fuochi di segnalazione.

DA UN CORPO ALL’ALTRO

Lost Ember

L’incontro con lo spirito guida con la lupa Kalani darà inizio al fulcro di Lost Ember, ovvero la possibilità di prendere temporaneamente possesso del corpo di altri animali. All’interno del gioco ve ne saranno molte tipologie diverse, alcune delle quali fondamentali per poter proseguire all’interno di determinati ambienti.

Come una carpa nel caso si voglia attraversare un fiume o un lago, o un opossum per poter passare agevolmente attraverso cunicoli troppo stretti per un lupo. Attraverso la pressione di un tasto sarà invece possibile ritornare in qualsiasi momento nella forma originale di lupo, lasciando libero l’animale posseduto dal nostro spirito. Non mancheranno animali aventi la possibilità di volare, come colibrì e anatre, o altri come talpe o bisonti ugualmente utili per superare in scioltezza muri e barriere (rispettivamente passandoci sotto o abbattendoli). Al centro del gioco resta comunque, al di là della trama, l’esplorazione. Vi è infatti una totale mancanza di violenza, e dunque di combattimenti.

Ciò è simboleggiato dal fatto che, controllando un animale, non vi saranno comandi assegnati ad azioni di combattimento, ma solo (oltre a salti, scatti ecc) delle azioni “inutili” come sdraiarsi a terra per riposare o mangiare una bacca trovata in giro. Non mancheranno piccoli minigiochi, come alcune sezioni quick-time-event, e soprattutto la ricerca, che rimane assolutamente opzionale, di alcuni collezionabili. Da svariate tipologie di funghi a delle reliquie, oggetti erosi dal tempo che tuttavia costituiscono spesso degli autentici easter egg (come una vecchia sfera poké o un tubo di Super Mario). A mò di collezionabili ci saranno persino degli animali leggendari da possedere, ben celati all’interno del mondo di gioco. Di suo la storia si completa in una manciata di ore, una durata tuttavia commisurata alla tipologia di realizzazione, che evita di annacquare inutilmente una progressione avvincente ed emozionante, che può essere intervallata efficacemente dalla suddetta ricerca di oggetti da collezione.

STUPENDO, MA NON PERFETTO

Lost Ember

E’ giusto tenere in considerazione la natura indie di Lost Ember, ma lo è altrettanto evidenziare le diverse sbavature di natura tecnica, alcune delle quali potevano sicuramente essere evitate dal principio. Visivamente il gioco si presenta in maniera egregia, con ambienti e paesaggi capaci di strappare più volte un’espressione di meraviglia. Ottimo anche il comparto sonoro, che ben si mescola alla natura riflessiva e pacifica del titolo, in cui vi è una totale assenza di lingua italiana, anche solo a livello di sottotitoli (cosa che comunque non può e non deve costituire un problema).
Giocando tuttavia le magagne non tardano a manifestarsi. Oltre ad alcuni bug e glitch grafici, l’ottimizzazione lascia non di rado e desiderare, con diversi e inspiegabili cali di framerate che interrompono bruscamente la normale fluidità di gioco.

Scarse le impostazioni a livello di settaggi: un aspetto che giustifica ancor di meno i freeze e i rallentamenti in cui capita di imbattersi. Difetti che non ledono il valore dell’esperienza nella sua totalità, ma corrompono irrimediabilmente un’autentica gemma. Al pari di quelle legate al movimento di alcuni animali, specie quelli volanti. Qualora si finisca con il cadere da una grande altezza, si verrà riportati subito in vita: ciò nonostante alcune sezioni potrebbero rivelarsi frustranti per via dell’incapacità di alcuni uccelli di mantenere una determinata quota di volo. Tutt’altro che sporadici anche i momenti in cui capiterà di ritrovarsi fusi o incastrati con una parete, con annessa telecamera bloccata. Piccole sbavature che si spera verranno risolte, magari con degli aggiornamenti futuri.


Lost Ember

Lost Ember



COMMENTO FINALE

Ci sono titoli, come Abzu o Journey, che fanno dell’esplorazione e della mancanza di adrenalina, derivante dall’assenza di combattimenti, il loro punto di forza. Lost Ember si unisce a questo filone con un viaggio nel passato da vivere a suon di reincarnazioni, passando dalle più svariate tipologie di creature viventi. Opossum, carpe, talpe, bisonti, colibrì, anatre, e altri ancora: cambi di prospettiva che non ledono la meraviglia suscitata dall’ispiratissimo level design dell’opera confezionata da Mooneye Studios.

Un titolo che si è fatto attendere per oltre tre anni, e che nonostante le svariate sbavature riesce a offrire un’esperienza memorabile, che ribadisce a tutta forza la possibilità di creare arte anche attraverso la proposizione di meccaniche semplici, quasi rudimentali. Che si cerchi la Città della Luce o del semplice relax, la via non può non passare per Lost Ember.

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Ancestors: The Humankind Odyssey è su console

Gli utenti PS4 ed Xbox One possono da oggi giocare ad Ancestors: The Humankind Odyssey. Lo annunciano Private Division e Panache Digital Games.

Già uscito su Pc, qui la nostra recensione, è un gioco di esplorazione e sopravvivenza in terza persona di Panache Digital Games, lo studio di sviluppo indipendente co-fondato nel 2014 da Patrice Désilets, direttore creativo originale di Assassin’s Creed.

Ecco il trailer di lancio su console. Buona visione.

 

Ancestors: The Humankind Odyssey si apre all’alba dell’umanità ed affida al giocatore il monumentale compito di assicurare la sopravvivenza del proprio clan attraverso un’evoluzione che abbraccia milioni d’anni. Mentre si esplorano i diversi biomi, si dovranno affrontare numerosi predatori mortali.

Si dovrà sfruttare la folta vegetazione della giungla per saltare da un albero all’altro mentre sviluppi le abilità necessarie per sopravvivere. Osservando attentamente il mondo circostante, il personaggio comincerà a capire come utilizzare a suo vantaggio le risorse naturali. Per esempio, dopo averlo manipolato accuratamente, un bastone potrà diventare una lancia utile a tenere a bada i predatori, mentre alcune piante offriranno un rimedio utile per superare infermità ed avvelenamenti.

Patrice Désilets, cofondatore e direttore creativo della Panache Digital Games, ha detto:

“La storia di Ancestors è scritta in gran parte in collaborazione con il giocatore. Abbiamo creato un mondo che si può esplorare liberamente per sviluppare la narrazione proprio come la si desidera. La difficoltà è voluta, ma diamo ai giocatori una grande libertà di esplorare e imparare da soli, il che rende ogni scoperta e ogni successo incredibilmente soddisfacenti”.

Analizzando l’ambiente, interagendo con vari oggetti e creature, comunicando con i membri del clan ed eseguendo azioni fisiche i giocatori potranno sviluppare la rete neurale del personaggio, il sistema che fornisce i meccanismi per potenziare le sue caratteristiche e le sue abilità. Si potrà scegliere di sviluppare funzioni motorie avanzate o magari aumentare la resistenza del proprio ominide. Il cammino evolutivo offre una grande varietà di scelte: saranno queste a determinare, alla fine, la salvezza del vostro clan. In Ancestors: The Humankind Odyssey, il cammino è scelto dal giocatore attraverso le scelte. La storia vi vedrà preda o predatore?

Allen Murray, capo della produzione di Private Division, ha spiegato:

“Ancestors: The Humankind Odyssey apre nuovi orizzonti ludici ed è un’ottima aggiunta in qualsiasi libreria di giochi. È stato sviluppato da una squadra di dimensioni ridotte, ma l’ambizione non gli manca e certamente propone un’esperienza unica, che nessun altro titolo può offrire”.

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Pillars of Eternity II Deadfire – Ultimate Edition su console a gennaio 2020

L’rpg Pillars of Eternity II Deadfire – Ultimate Edition arriverà su console il 28 gennaio 2020. Lo hanno annunciato Versus Evil ed Obsidian Entertainment. Il sequel del primo Pillars of Eternity, già uscito lo scorso anno su Pc, sarà disponibile tra meno di due mesi su PS4 ed Xbox One mentre ad inizio anno prossimo sarà comunicata la data di lancio anche per l’edizione Switch. Il prezzo sarà di 59,99 euro.

La Ultimate Edition di Pillars of Eternity II Deadfire includerà tutti i principali aggiornamenti ed espansioni disponibili per la versione Pc. Oltre alla vasta campagna principale del gioco, gli utenti potranno anche seguire il richiamo di Vatnir in Beast of Winter, affrontare le sfide del crogiolo di Kazuwari in Seeker, Slayer, Survivor o farsi strada combattendo attraverso le viscere di un dio vendicativo e addormentato in Forgotten Sanctum.

Ecco il nuovo trailer, buona visione.

Pillars of Eternity II: Deadfire – Ultimate Edition si basa sugli elementi fondamentali del classico gioco da tavolo, offrendo ai giocatori un’esperienza GDR per giocatore singolo ancora più profonda con una modalità a turni o la classica modalità in tempo reale con pausa.

Con un vasto mondo aperto e ricco di personaggi, gli avventurieri in erba potranno disporre di infinite possibilità, tra cui una personalizzazione dettagliata del personaggio, una totale libertà di esplorazione dello scenario e una serie di scelte decisive.

Steve Escalante, direttore generale di Versus Evil, ha sottolineato:

Pillars of Eternity II: Deadfire – Ultimate Edition offre tutta la libertà del gioco di ruolo da tavolo, che consentirà anche agli utenti console di creare la propria avventura personale.

CARATTERISTICHE PILLARS OF ETERNITY II

  • Giocate in modalità a turni o in tempo reale classico con pausa: immergetevi in un’esperienza di gioco di ruolo per singolo più profonda – ora sia con il classico in tempo reale con pausa che con il nuovo combattimento a turni, Deadfire si basa sulle basi del classico gameplay da tavolo più che mai.
  • Un’avventura enorme: oltre 100 ore di gioco per ogni partita.
  • Giocate come preferite: il personaggio dettagliato del creatore del personaggio e oltre 1.000 permutazioni di classe danno la libertà di essere chi si voglia.
  • Radunate il vostro party: allestite il vostro gruppo di eroi e personalizzate i vostri compagni di avventura per unirvi nella vostra missione. Assegnate più classi e abilità più profonde per ognuna. Testimone delle loro relazioni personali, reazioni alla scelta del giocatore e interazioni reciproche.
  • Dlc Beast of Winter – Rispondete alla chiamata di Vatnir, un sacerdote del dio della morte, per fermare la marea della distruzione che invade il mondo dei vivi.
  • Dlc The Forgotten Sanctum – Combattete tra le viscere di un dio vendicativo e vendicativo.
  • Dlc Seeker, Slayer, Survivor – Trionfate o morite nel Crogiolo di Kazuwari, dove regna solo il potente.

Da oggi, è possibile prenotare la versione digitale di Pillars of Eternity II: Deadfire – Ultimate Edition su Microsoft Store e PlayStation Store. Deadfire avrà anche una Standard Edition e una Ultimate Collector’s Edition in versione retail grazie a THQ Nordic, che saranno disponibili dal 28 gennaio per Xbox One e PlayStation 4, rispettivamente al prezzo di 59,99 euro. e 129,99 euro.

CONTENUTI ULTIMATE COLLECTOR’S EDITION

La Ultimate Collector’s Edition includerà i seguenti contenuti:

  • Pillars of Eternity 2: Deadfire [aggiornato alla patch 5.0 della versione PC] e tutti i DLC: Beast of Winter, The Forgotten Sanctum e Seeker, Slayer, Survivor.
  • Una statuina di 25 cm di Od Nua.
  • Portachiavi del maiale spaziale.
  • Adesivo 3D di tipo “metallico”.
  • Confezione premium.

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Ride 4 svelato da un teaser

Gli amanti delle motociclette saranno contenti: Ride 4 è stato svelato da un teaser. Milestone ha pubblicato un video che conferma lo sviluppo del quarto capitolo della serie motociclistica ed ha annunciato – al contempo – una collaborazione con Yamaha Motor Europe.

Il gioco uscirà nel 2020 su piattaforme ancora da confermare e mira ad essere il sandbox definitivo per tutti gli appassionati di moto, con un livello di realismo e di precisione mai visti prima. Fedele all’anima del franchise che i giocatori adorano, Ride 4 includerà diverse nuove e sorprendenti funzionalità inedite per la serie.

Ulteriori dettagli sul gioco saranno diffusi più avanti. Ecco il teaser. Buona visione. Qui, invece, la recensione dell’eccellente terzo capitolo uscito l’anno scorso.

Sin dal suo esordio nel 2015, la serie si è affermata come un omaggio alla cultura della moto, riconosciuta unica nel suo genere grazie alla quantità di veicoli inclusi, ai suoi modelli, all’alta fedeltà e al brivido che offre l’esperienza di gioco. Il franchise Ride conta oltre 1,5 milioni di giocatori che condividono la stessa passione per le corse motociclistiche; una community appassionata che può essere facilmente descritta con pochi (grandi) numeri: 52 milioni di moto acquistate per correre più di 238 milioni di competizioni, coprendo più di 233 miliardi di chilometri ed oltre 780 viaggi.

MILESTONE E LA PARTNERSHIP CON YAMAHA MOTORS

Inoltre, la software house milanese ha annunciato una collaborazione speciale con Yamaha Motor, un tributo alla passione digitale e reale per le due ruote. Maggiori dettagli su questa nuova partnership, che prevede emozionanti attività digitali e in-store per le loro community, saranno svelate presto.

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Blair Witch approda su PlayStation 4

Bloober Team, le menti creative dietro la serie Layers of Fear, in collaborazione con Lionsgate, richiama gli appassionati dell’horror alla Black Hills Forest con l’uscita odierna di Blair Witch su PlayStation 4.

Alla fine di questa estate, il titolo basato sulla trama dell’omonimo film horror del 1996, ha spaventato i giocatori di Pc ed Xbox; ora questo gioco terrificante può essere scaricato digitalmente dal PlayStation Store.

Blair Witch ci porta nel 1996, quando un ragazzo scompare nella foresta delle Black Hills vicino a Burkittsville, nel Maryland. I giocatori vivono l’orrore nei panni di Ellis, un ex poliziotto con un passato travagliato, accompagnato dal suo cane, Bullet. La loro storia inizia mentre si uniscono alla ricerca del ragazzo scomparso, ma i giocatori scoprono presto gli orrori che li attendono nei boschi che si trasformano in un incubo senza fine. Ellis dovrà affrontare le sue paure e il suo passato, insieme alla forza misteriosa che tormenta il bosco.

L’esperienza in prima persona studia le reazioni dei giocatori ai molti pericoli che la storia originale offre per sfociare in una delle varie potenziali scoperte. Oltre all’esperienza psicologica, il titolo offre ambienti mostrati in 4K inducendo gli avventurieri a provare un senso di sollievo prima di avventurarsi ancora di più nella casa dell’iconico Blair Witch. Il gioco avrà prestazioni migliori su PS4 Pro.

I giocatori sono ora in grado di personalizzare il proprio compagno canino in vari modi per rendere Bullet il proprio “bravo ragazzo” personale con l’aggiunta del “Good Boy Pack” che includerà nuove skin per il cane, nuovi sfondi e contenuti per cellulare nel gioco; e nuove animazioni per Bullet – rendendolo ancora più realistico. Il “Good Boy Pack” è disponibile anche su Pc tramite Steam e su Xbox One tramite Xbox Games Store e Xbox Game Pass. Vi lasciamo al trailer di lancio. Buona visione.

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Straimium Immortaly si dirige su console

L’editore indipendente Digerati e lo sviluppatore Caiysware sono annunciano che Straimium Immortaly sarà disponibile su console entro la fine del mese. Il frenetico seguito di Skelly Selest di Caiysware, combina la peculiare estetica pixel art dello sviluppatore con una montagna di bottino da collezionare, miglioramenti da sbloccare e armi da impugnare.

Straimium Immortaly, già conosciuto su Pc dove è uscito su Steam nell’ottobre di tre anni fa, sarà disponibile per il download il 18 dicembre su PS4, il 24 dicembre su Xbox One ed il 25 dicembre su Switch.

Il titolo fa cadere i giocatori nel Cubicus, un regno peculiare e pericoloso generato in modo procedurale di stravagante stranezza in cui devono esplorare, potenziare, saccheggiare e sparare per sopravvivere.

Ecco il trailer.

Anthony Case, autore del gioco, ha detto:

Con Straimium Immortaly volevo scrivere una lettera d’amore verso i giochi classici di un tempo, ma con un moderno tocco roguelike. Combinando sparatutto sfumature dei classici NES come il Sector Z e Gradius con Metroid, battaglie contro grandi boss, una gran quantità di oggetti da sbloccare e la moderna magia della generazione procedurale che mantiene fresco il gameplay.

SUL GIOCO

Boss e bestie abbondano in questo bizzarro e vibrante ibrido roguelite/shump/dungeon. Armato di un jetpack e un branco di armi e potenziamenti, Straimium Immortaly mette il vostro guerriero solitario contro le forze dell’Imperatrice Queeni. Agilità, precisione e un sacco di bottino sono l’unico mezzo per sopravvivere.

FUNZIONALITÀ CHIAVE

  • Un mondo come nessun altro: esplorate le stanze bizzarre, formalmente procedurali e piene di mostri del Cubicus.
  • Pixel art ultraterrena: i pixel della vecchia scuola incontrano lo stile vibrante della nuova scuola.
  • Volate velocemente, portate con voi un grosso cannone: dal Laser ionico all’elettrificante Electra Casta, brandite un arsenale di oltre 25 armi da potenziare ed oltre 50 oggetti.
  • Scatenate i poteri dei ninja: scoprite e sfruttate una varietà di misteriose abilità shinobi.
  • Cattivi KO XL: sconfiggete una miriade di enormi mostri mostruosi nel vostro tentativo di liberare la galassia dalla contaminazione Queeni!
  • La vostra lotta, a modo vostro: classi da sbloccare, mutatori, trucchi e cappelli. Ottimizzate i livelli grazie alle opzioni per scegliere le dimensioni per personalizzare la vostra partita. Modalità Boss Rush, modalità Incursione e altro.
  • Un sacco di statistiche: tenete traccia dei vostri progressi attraverso classifiche, risultati e compendi di nemici, boss, armi, oggetti e altro.














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Football Manager 2020, la nostra recensione

Nuovo anno, nuova versione del manageriale calcistico che tutti conosciamo. Nonostante i molti tentativi, ad oggi nessun’altra software house è riuscita a minacciare il trono su cui Sports Interactive e Sega siedono da quasi un ventennio. Da Championship Manager (da noi Scudetto) a Football Manager, questa simulazione vanta di volta in volta un sempre più alto punto di contatto con la realtà calcistica che vive ogni appassionato. In questa versione 2020 uscita su Steam il 19 novembre, troviamo qualche novità e tante conferme. Ecco quindi la nostra recensione di Football Manager 2020 per Pc. Buona lettura.

NOTTI MAGICHE

Ogni simulazione, per definirsi tale, deve poggiare le sue basi su coerenza, precisione dei dati, e una similitudine con la realtà. Simcity 4, era e rimane ancora una delle migliori forme di simulazione “cittadina”, così come Football Manager rappresenta quella calcistica.

Lo scorso anno, forti di diverse novità e una rinnovata interfaccia, Si Games decise di rompere in parte con il passato, e il risultato è stato più o meno gradito da buona parte della fanbase, zoccolo duro e fedele dei giocatori che ogni anno aprono le tasche del portafoglio per accaparrarsi l’ultimo arrivato. In realtà, non era proprio tutto rose e fiori, ma il risultato finale assicurava molte ore di gioco e tanto divertimento.

Se confrontiamo un Championship Manager 00/01 (freeware!) a Football Manager 2020, l’impatto può essere devastante quanto una sindrome di Stendhal. Se lo facciamo con un capitolo più recente, i cambiamenti si vedono ma sono più “sottili” man mano che ci si avvicina ai giorni nostri.

LE NOVITÀ DEL 2020

  • Un nuovo engine grafico in 3d, dove le partite simulate mostreranno per davvero pregi e difetti dei giocatori. Per “toccare con mano” questa caratteristica, è imprescindibile una simulazione “estesa” della partita, e non ridotta alle sole azioni chiave.
  • Il centro di sviluppo delle giovanili. In questa nuova schermata, verranno raggruppati tutti i dati circa la crescita dei nostri “pulcini” compreso il potenziale e la forma in quel momento. Il tuo staff provvederà ad indicarti lo sviluppo per mezzo delle “stelline” che oramai sono diventate parte integrante del sistema di gioco, ma qui ti verrà indicato anche il potenziale “reale” se dati in prestito o spostati in prima squadra.
  • Una profonda revisione delle responsabilità dell’allenatore e dello staff, con una più ampia scelta nelle deleghe da affidare al proprio staff tecnico.
  • L’introduzione di un codice etico, che andrà a regolamentare i comportamenti scorretti dei giocatori in campo e fuori.
  • La negoziazione dei contratti dei giocatori è stata ampliata aggiungendo clausole relative anche al minutaggio durante la stagione.
  • La “Visione del Club”, ossia un piano quinquennale a lungo termine che potrà essere modificato e ampliato, e avrà particolare importanza in fase di assunzione da parte del nuovo club.

Insomma, Football Manager 2020 non offre nessuna rivoluzione ma tante piccole novità atte a semplificare la vita del giocatore e aumentare l’immersione in un mondo calcistico, sempre più complicato e sfaccettato.

PRENDI IL PATENTINO

La prima cosa da fare in ogni carriera è quella di creare il proprio alter ego. Oltre a deciderne nazionalità, fattezze estetiche e squadre preferite, sarà nostra cura scegliere che tipo di allenatore interpreteremo, a partire dall’esperienza di calcio giocato e il patentino di partenza. Un allenatore con esperienza da giocatore dilettante, e un patentino nazionale di classe “C”, non sarà sulla bocca dei club più blasonati, e dovrà fare tanta gavetta per emergere.

Intraprendere una carriera partendo come ex calciatore famoso e con un buon patentino, potrà assicurarci la fiducia di dirigenza e staff anche di club di prima fascia, ma soprattutto per chi non ha dimestichezza con le meccaniche di questa serie, è bene tenere a mente che più si sale, più la pressione e i risultati contano.

Altra scelta determinante per ogni partita, è la selezione dei campionati. Questa, varierà anche in base alle caratteristiche del proprio sistema, e più campionati e giocatori avremo nel database, più il proseguo della partita richiederà tempo. Solitamente, una decina di nazioni e una ventina di campionati assicurano una certa soddisfazione. C’è poi la possibilità di rimuovere un campionato per il quale non abbiamo più interesse ed aggiungerne uno nuovo anche nel corso della partita.

A livello licenze, eccezion fatta per la Bundesliga tedesca, nulla di nuovo sul fronte della Premier League, assente dallo scorso anno. La community si è prontamente attivata e già ora ci sono molte modifiche che permetteranno di simulare la propria lega preferita anche a livello visivo, ma è un peccato constatare che SI Games si stia accomodando un po’ troppo nella certezza del lavoro svolto dalla propria community.

IN PANCHINA

Avete scelto la vostra squadra del cuore? Siete partiti come allenatore di belle speranze e avete trovato un club che vuole puntare su di voi? Qualche che sia la scelta iniziale, prima o poi sarà il momento di gestire il club.

Per farlo, oltre ad avere un’idea calcistica, non dovrete scappare di fronte alla gargantuesca mole di dati che il gioco fornirà. Dai preparatori, ai giocatori, tutto l’impianto ludico si basa sulle caratteristiche tecniche, fisiche, mentali, e le abilità. I “trucchi del mestiere” per avere successo (pazienza a parte), sono oggetto di guide e tutorial di ogni tipo, ma in nostro aiuto abbiamo anche i tutorial in seno al gioco che forniranno utili informazioni e ci guideranno in tutto il percorso che ci apprestiamo ad intraprendere.

Il fatto di essere più user friendly possibile, e di allargare l’immediatezza a favore di un pubblico anche non avvezzo alle difficoltà che il gioco ci propone sono oggetto tutt’oggi di discussioni piuttosto accese. Noi, da giocatori incalliti di questa da più di vent’anni, possiamo dire che forse un po’ meno aiuto e più impegno sul fronte delle novità, migliorerebbero sensibilmente la sensazione di “già visto” che permea la serie di anno in anno, spesso favorendo i critici.

Due aspetti fondamentali ma spesso lasciati “in automatico” sono quelli relativi all’allenamento e alla formazione. Il primo, non ha subito particolari cambiamenti rispetto al restyling proposto lo scorso anno, il quale ha portato diversi benefici sul fronte simulativo. C’è da notare che finalmente, l’allenamento individuale di ciascun giocatore copre tutte le aree di abilità, e potrà essere assegnato anche ai portieri.

I menu relativi alle tattiche non hanno subito grossi cambiamenti, e non a caso tutti i moduli personalizzati di Football Manager 2019 che avete scaricato da internet, saranno importabili anche in questo capitolo.

In partita, la rivisitazione dell’engine grafico si vede. Le animazioni dei portieri sono più realistiche, ci sono più passaggi lungo le linee, e le tattiche appaiono decisamente più attinenti a ciò che abbiamo impostato. Allo stesso tempo, è aumentato il numero di errori anche sotto porta per giocatori più deboli o giovani in erba, così da simulare meglio la differenza da un buon giocatore ad uno più scarso.

Ciò che invece non convince affatto è la rivisitazione di alcuni aspetti dell’interfaccia. Tanto per cominciare, sono sparite le scorciatoie per visitare la squadra under 20/riserve e l’under 18. O meglio, esistono ma verranno sbloccate solamente se accetteremo di guidare personalmente l’allenamento generale o individuale delle giovanili.

Certo, il centro di sviluppo offre un riepilogo molto approfondito, ma la mole d’informazioni tutte raccolte in una sola schermata potrebbe risultare indigesta per molti, noi compresi che preferivamo sì tante informazioni, ma non tutte insieme. Insomma, non sempre accorpare è una soluzione.

C’è poi la nuova veste dell’area riepilogativa della dirigenza, che andrebbe ripresa in toto da Football Manager 2019, perché in questa nuova iterazione è meno ordinata rispetto a prima. Basti pensare ai budget ingaggi, e il limite di staff tecnico a disposizione imposto dalla dirigenza per le varie cariche, dove prima tutto era riepilogato in una piccola schermata, mentre ora dobbiamo districarci tra ben due menu.

A CHI SI RIVOLGE FOOTBALL MANAGER 2020?

Se arrivate da Football Manager 2019, le introduzioni sono più che marginali, e pertanto il titolo potrà interessarvi solo se acquistato in forte sconto. Se invece siete ancorati alla vostra carriera di Football Manager 2017/2018, la mole di novità è tale che giustifica tranquillamente l’esborso.

COMMENTO FINALE

Football Manager 2020 non è radicalmente diverso dallo scorso anno. Chi si aspettava una revisione totale, o il famoso aggiornamento relativo ai media e alla stampa, rimarrà alquanto deluso. Le novità introdotte però, sono sicuramente un valore aggiunto ad un prodotto che ogni anno cerca di avvicinarsi alla realtà. È più coinvolgente, a suo modo sperimentale e anche divertente, soprattutto per le partite di lungo corso grazie alla visione del club.

I 54,99 euro richiesti per sedersi in panchina, sono un investimento sicuro per chi non è passato dalla versione 2019, ma è chiaro che come un giovane giocatore in erba, ci sono ampi margini di miglioramento.

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I giochi in uscita a dicembre 2019

È giunto il momento del nostro appuntamento sulla finestra dei giochi di rilievo in uscita nel mese di dicembre 2019, sia su Pc che su console PS4, Xbox One e Switch. L’atmosfera del natale e l’aria di festa si fanno sentire. Si comincia già a stilare la lista dei regali e si finisce quasi subito per finire nei territori del dubbio e dell’indecisione. Noi, come sempre, cerchiamo di aiutarvi. Volete regalare un bel videogioco ma non sapete su quale titolo orientarvi? Non vi preoccupate, se volete, una mano possiamo darvela noi. Non vi resta solo che proseguire nella lettura del nostro articolo sui giochi di in uscita a dicembre 2019 .

Buona scelta.

LIFE IS STRANGE EPISODIO 5

La storia dei fratelli Diaz volge al termine di un lungo cammino fatto da tutti: autori, sviluppatori e giocatori. Il 3 dicembre DontNod Entertainment pubblicherà il quinto ed ultimo episodio di Life is Strange 2. Con quale esito? Lo scopriremo insieme tra pochi giorni.

Questo gioco sarà disponibile dal 3 dicembre 2019

NEVERWINTER NIGHTS: ENHANCED EDITION

Iniziamo la presentazione dei giochi in uscita nel mese dicembre con Neverwinter Nights: Enhanced Edition. Beamdog e Skybound Games rievocano, in noi, lontani e nostalgici ricordi con questo titolo che, nel 2002, riscosse un importante successo. Siamo di fronte forse a una tra le più importanti e fedeli rappresentazioni dei contesti e delle regole del famoso gioco da tavola Dungeons and Dragon. Un natale nostalgico vi aspetta.

L’uscita è prevista per il 3 dicembre 2019, per PS4, Xbox One e Switch.

HALO: THE MASTER CHIEF COLLECTION

Ecco un altro ritorno sulla scena videoludica. In realtà non si tratta di uno solo ma di tanti ritorni. 343 Industries e Microsoft Studios ripropongono, in una versione potenziata, Halo: The Master Chief Collection. Halo: Combat Evolved Anniversary, Halo 2: Anniversary, Halo 3, e Halo 4 tutti in un unico titolo con una grafica rinnovata, un framerate pari a 60 fps e moltissime missioni single/multiplayer. Con molta probabilità, i fan della serie Halo  dovranno rivedere i propri impegni presi per le festività natalizie.

L’uscita è prevista per il 3 dicembre 2019 per PC.

BLAIR WITCH SU PS4

L’horror basato sul celebre film del 1996 dopo aver fatto il suo debutto su Pc ed Xbox One fa la sua comparsa sull’ammiraglia di Sony, PS4.

Questa versione aggiornato, che sarà prima disponibile per il download digitale e successivamente tramite le versioni fisiche al dettaglio, includerà miglioramenti tecnici. Inoltre, i giocatori saranno ora in grado di personalizzare il loro compagno canino in vari modi per rendere Bullet il loro “bravo ragazzo” personale con l’aggiunta del Good Boy Pack che includerà nuove pelli di cane, nuovi giochi, sfondi e contenuti per cellulare nel gioco e nuove animazioni, rendendolo ancora più realistico. Il pacchetto sarà disponibile anche su pc tramite Steam e su Xbox One.

Il titolo sarà disponibile a partire dal 3 dicembre 2019.

ANCESTORS: THE HUMANKIND ODYSSEY

Arriva su console uno tra i giochi rivelazione dell’anno, Ancestors: The Humankind Odyssey. In questo videogioco raccontato in terza persona (qui la nostra recensione dell’edizione Pc, ndr), vivrete l’esperienza evolutiva della specie umano con il giusto mix tra documentario e azione. Tanti episodi calati in un ambiente open world vi renderanno complici di scelte esistenziali per decidere il percorso evolutivo della razza umana. Un natale da Super Quark vi aspetta.

L’uscita è prevista per il 6 dicembre 2019 per PS4 e Xbox One.

ASHEN

E finalmente siamo arrivati alla nostra perla tra i giochi in uscita nel mese di dicembre 2019. Ashen, il nuovo titolo indie creato da Aurora44 e Annapurna Interactive, sfida il mercato dei tripla AAA. In questo action RPG vestirete i panni di un vagabondo in cerca di un posto da chiamare casa. Il successo della critica, riscosso con l’uscita delle sue versioni PC e Xbox One, avvenuta circa un anno fa, lo fanno diventare uno tra i titoli più attesi dell’anno. Lasciate un posto sotto l’albero di natale, servirà.

L’uscita è prevista per il 7 dicembre 2019 per PS4 e Switch.

HEARTHSTONE: DISCESA DEI DRAGHI

Ve lo avevamo annunciato in un nostro precedente articolo ed eccolo nuovamente qui con noi. Hearthstone: Discesa dei Draghi a breve arriverà nei nostri deck virtuali. Il nuovo DLC del videogioco di Blizzard porterà con se ben 135 nuove e importanti carte, missioni secondarie e molte altre novità. La storia avviata con Salvatori di Uldum si appresta a giungere al suo naturale epilogo in chiave narrativa.

L’uscita è prevista per il 10 dicembre 2019 per PC.

CALL OF JUAREZ: GUNSLINGHER

Il vecchio, folle, spietato e selvaggio west sbarca su Switch. Techland ci regala una versione inedita del suo FPS, Call of Juarez: Gunslinger, con un un porting dedicato esclusivamente alla console di casa Nintendo. Nei panni di uno dei più spietati cacciatori di taglie che il vecchio west abbia conosciuto, dovrete catturare i peggiori criminali in circolazione. Storia, miti e leggende in un mix ad alta contenuto di divertimento.

L’uscita è prevista per il 10 dicembre 2019 per Switch.

JAMESTOWN+

Toh, si rivedono i buon vecchi shoot’ em up. I tempi di Aerofighter sembrano dei ricordi appartenenti a un lontano passato ma Jamestown+ è un ottimo retro-modern-game. Final Form Games e Batterystaple Games costruiscono un gioco la cui forza più grande la ottiene con la modalità co-op a 4 giocatori. Dedicato agli amanti dei generi dimenticati.

L’uscita è prevista per il 12 dicembre 2019 per PC e Switch.

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Codemasters acquisisce Slightly Mad Studios

Codemasters ha annunciato di aver accettato di acquisire lo studio specialista in simulazioni di corse Slightly Mad Studios.

L’accordo consolida la posizione di Codemasters come sviluppatore ed editore di  prim’ordine nell’ambito dei videogiochi di corse, ed espande dunque il suo portfolio includendo l’acclamata serie di Project Cars, insieme a un titolo ancora non annunciato (forse Project Cars 3, di cui si vocifera già da inizio anno).

Codemasters

L’ACCORDO

Frank Sagnier rimarrà CEO di Codemasters Group (che ora include Slightly Mad Studios), mentre Ian Bell manterrà la sua posizione di fondatore e CEO di Slightly Mad Studios. Codemasters ora impiega circa 700 persone in tutto il mondo con uffici a Londra, Birmingham, Southam e Runcorn.

Entrambe le società condividono una ricca storia nella creazione di giochi di corse AAA. Mentre Codemasters risulta essere leader nel Regno Unito da oltre 30 anni, oltre a essere creatore delle acclamate proprietà intellettuali delle serie di DiRT, GRID e di quella ufficiale della Formula 1, Slightly Mad Studios, attivo da oltre 10 anni, ha dato vita all’acclamato franchise di Project Cars. Quest’ultimo studio ha lavorato su altre simulazioni di corse, inclusi due titoli Need for Speed ​​per conto di Electronic Arts.

A PROPOSITO DELL’ACQUISIZIONE

Frank Sagnier, amministratore delegato di Codemasters, ha dichiarato:

Siamo lieti di portare uno sviluppatore di giochi di corse così incredibile nella famiglia Codemasters, e questo inequivocabilmente ci porta a stabililrci come una potenza globale nello sviluppo di titoli di corse. Condividiamo la stessa passione e visione, e la nostra nuova partnership accelererà la nostra crescita. Con l’arrivo sul mercato di più servizi di streaming e la prossima generazione di console di gioco previste per il 2020, questo è senz’altro il momento perfetto per Codemasters per compiere il passo successivo.

Ian Bell, fondatore e amministratore delegato di Slightly Mad Studios, ha aggiunto:

Il nostro portfolio di giochi di corse combinate è l’invidia del settore, e questa nuova partnership ci consentirà di imparare gli uni dagli altri, condividendo risorse e sfruttando le piattaforme e la tecnologia emergenti. Il mio team è entusiasta di entrare a far parte di Codemasters e non vediamo l’ora di creare una relazione basata sulla creatività, la passione e il desiderio di creare nuove esperienze di guida che entusiasmino e delizino le nostre community di utenti.

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Yaga, la nostra recensione sulla versione Pc

Folklore, credenze, racconti fanno parte dell’essere umano. Tra fiabe e filastrocche, tra musiche tribali, solenni e – a volte – scanzonate e danze popolari, l’uomo è cresciuto in quanto tale. Ad ogni latitudine del nostro pianeta. Grazie anche ai videogiochi riusciamo a conoscere qualche frammento di questa o quella cultura anche se romanzato e funzionale al titolo. Yaga, opera prima del piccolo team indie romeno (di stanza a Cluj-Napoca) Breadcumbs Interactive e distribuita da Versus Evil, ci porta nel folklore slavo – ambientazione già conosciuta dai giocatori della serie Thea – con un action rpg (gioco di ruolo d’azione) uscito qualche giorno fa su Pc (Steam ed Epic Games Store), PS4, Xbox One e Switch oltre che su Apple Arcade.

Diciamo subito che Yaga è un ARPG che ha tra le sue caratteristiche quelle di avere un protagonista lontano dallo stereotipo dell’eroe senza macchia e senza paura. Il titolo, inoltre, può vantare una direzione artistica, grafica e sonora, di sicuro livello. Ma andiamo con ordine: in questa nostra recensione vi parleremo della versione Pc. Buona lettura.

IVAN, EROE DI UMANITÀ E CAMPIONE DI SFORTUNA

Abbiamo accennato nella breve introduzione al protagonista che non corrisponde esattamente al ritratto degli eroi che spesso e volentieri vengono incensati nelle favole per bambini (chi vi scrive è classe ’77 e forse da allora le cose sono un po’ cambiate, ndr). Ed anzi, colpa anche di un aspetto non propriamente aggraziato, sembra tutto l’opposto.

Ivan, questo il nome del protagonista, non è un adone ed è un placido e rotondissimo fabbro che ha vissuto una tragedia personale perdendo un avambraccio in combattimento. Ma si sa: le brutte notizie non vengono mai da sole perché dopo questo episodio, nel villaggio si è sparsa la voce che sia una persona sfortunatissima.

Questo offre lo spunto allo zar di convocarlo per una missione veramente difficile dalla quale derivano compiti altrettanto complicati per una persona normale. Figuriamoci per un uomo non più allenato (la pancia e la sua fisicità non sono da atleta) e soprattutto senza un braccio. Ma il cuore ed il coraggio fanno miracoli. Lo zar – come anche il ruolo gli consente – è imperativo (e ci mancherebbe) ed ordina al nostro Ivan di riuscire nella missione: pena l’allontanamento dal villaggio. Ma c’è molto di più nella trama (leggasi leggenda e maledizione) che però abbiamo il piacere di non narrare più.

L’incipit è piuttosto leggero e ve ne accorgerete anche durante la narrazione che a tratti ci ricorda quella di Zombie Vikings di Zoink Games. Frasi in rima e dialoghi a volte fuori dalle righe fanno si che anche la trama di Yaga sia gradevole tra un combattimento e l’altro.

Ivan, suo malgrado, diventerà eroe e grazie alla sua umanità e simpatia potrebbe essere in grado di entrare nel gotha dei vostri eroi preferiti grazie proprio alla sua normalità che diventa unica in termini di coraggio, cuore e volontà. Le scelte multiple invece faranno il resto. Ci arriviamo subito.

GAMEPLAY ARTICOLATO TRA COMBATTIMENTI E SCELTE

Il gameplay di Yaga si presenta piuttosto articolato. Non sarà soltanto un martellamento (Ivan da buon fabbro… picchia come un fabbro) contro le creature malvagie che si parano davanti ma i dialoghi a scelta multipla dipingono i tratti caratteriali del nostro Ivan che può essere onesto per esempio mantenendo la promessa di portare del cibo ad un contadino in cambio di un oggetto indispensabile per proseguire l’avventura. O si può essere egoista e furente per punire un tentativo di raggiro.

Le risposte delineeranno anche i finali della storia e quindi è possibile rigiocare il tutto optando per scelte diverse da quelle fatte precedentemente. La storia principale dura una decina di ore alla caccia di oggetti, e benedizioni. Il tutto molto gradevole a livello narrativo grazie ad una buona sottotitolazione in italiano.

Il nostro Ivan – che nel frattempo ha pure promesso all’anziana nonna di trovare moglie – vagherà per foreste, villaggi, campi e molte altre ambientazioni per far portare a termine le varie missioni dello zar. E riabilitarsi ai suoi occhi ma anche a quelli degli abitanti del villaggio. Troverà di fronte tante creature malvage e banditi che vorranno fargli la pelle. I combattimenti sono in tempo reale e generalmente è consigliabile la tattica sempre perfetta dell’hit and run soprattutto con quei nemici che sono particolarmente potenti. Le meccaniche, infatti, dei combattimenti sono piuttosto elementari e si mantengono tali per tutto il gioco anche se ovviamente bisognerà studiare i movimenti delle varie tipologie di nemici.

Da notare che se anche i punti vita si dovessero azzerare ci sarà la volontà di combattimento a tenere in piedi Ivan. Finita anche quella, stramazzerà a terra e dovremo decidere se rialzarci e continuare il combattimento con vita ripristinata (ma non del tutto) o se iniziare nuovamente il livello. Il tutto narrato da delle streghe che leggono il fato del nostro eroe attraverso un calderone. Tutto molto colorito.

Non mancano le boss fight ma nella fase hack and slash è da notare il crafting. Da buon fabbro, infatti, Ivan può combinare materiali per migliorare il suo arsenale. Ovviamente anche quanto raccolto dai nemici (loot) è utile e poi c’è la maga Baba Yaga che accoglie il fabbro sotto la sua ala protettrice. Oggetti vari possono migliorare ulteriormente le prestazioni di Ivan che – al di là di un aspetto ordinario – ha anche una forza non comune al punto che è in grado di lottare anche a mano nuda. Ma, ovviamente, col martello dà il suo meglio. Martello che può essere migliorato in diversi modi per far più danni o danni specifici o può anche trasformarsi in un oggetto da lancio per colpire i nemici dalla distanza. Sempre dalla distanza, Ivan può usare un guanto con catena che può essere utilizzato anche per arrivare in determinati punti della mappa.

UN BUON IMPATTO ARTISTICO

Un altro punto focale di Yaga è senza dubbio il contesto artistico ancor più di quello tecnico. Il team ha scelto durante le fasi di esplorazione delle mappe a scorrimento a volo d’uccello a scorrimento orizzontale. Tantissime e colorate sia le ambientazioni che i nemici ed i personaggi con i quali interagiremo.

Ma sono le scene ad offrire il meglio dal punto di vista con tratti cartoonistici di indubbio valore e sono – a nostro avviso – decisamente più gradevoli di quando si è in azione. In queste fasi, infatti, la grafica ci è parsa gradevole ma nulla più.

Ci ha colti di sorpresa, invece, la colonna sonora. Breadcumbs ha scelto per dei brani veramente forti e di impatto. A tratti quasi clamoroso. Molte musiche sono firmate dal club Subcarpati, gruppo di Bucarest che si è fondato nel 2010, ed Argatu’ – altro artista romeno che collabora con la band appena citata – e dallo svedese Mattias Olgrem. Le sonorità sono estremamente particolari, a tratti incalzanti, a tratti mistiche al punto che sembrano quasi sfuggire al contesto del gioco. Sembra, infatti, che alcune volte quanto ascoltato c’entri poco con quanto si vede nello schermo. Ma sono attimi per fortuna. E per buona parte, la musica rapisce.

COMMENTO FINALE

Yaga è sicuramente un titolo interessante per tanti motivi. Ci immerge, con tanto humor, nella mitologia slava ed offre un buon contenuto in termini di longevità e di rigiocabilità.

Ci è piaciuto molto il lato artistico del gioco anche se ha degli alti e bassi. I momenti migliori sono nelle scene di intermezzo veramente ben fatte e con uno stile interessante. Durante l’azione l’aspetto ci è sembrato senza dubbio gradevole ma non ci ha convinto fino in fondo pur avendo notato una pulizia nelle animazioni e nei vari effetti “speciali”.

Le musiche hanno fatto il resto e, pur con qualche piccolo nostro passaggio a vuoto nel contestualizzare quanto ascoltato con quanto visto, ci hanno convinto abbondantemente.

Dal punto di vista del gameplay, ci troviamo di fronte ad un action RPG a scorrimento piuttosto classico arricchito da una buona componente crafting e da tanti dialoghi a scelta multipla che nelle fasi più importanti regalano anche finali diversi delineando il carattere del nostro buon Ivan. Quest’ultimo è un personaggio molto umano e simpatico che abbiamo preso a cuore visto che è in grado di affrontare un’avventura complicata con un braccio solo.

Consigliato agli amanti degli hack and slash ma anche a chi vuole avvicinarsi a questo genere senza troppi “traumi”. Storia, ambientazione, lato artistico e sonoro fanno il resto donando a Yaga i connotati di una possibile bella sorpresa.

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Horizon Chase Turbo, ecco Rookie Series

Aquiris Game Studio ha annunciato il rilascio di Rookie Series, un nuovo dlc gratuito per l’eccellente Horizon Chase Turbo che abbiamo recensito su Pc, PS4 e Switch.

Il gioco di corse ottiene una nuova campagna su misura per i nuovi giocatori, in occasione del suo primo anniversario su Switch e Xbox One. I giocatori potranno riunire amici e famiglia in Rookie Series, un nuovo contenuto gratuito disponibile da oggi per tutte le piattaforme: Pc, Xbox One e Switch, mentre su PS4 bisognerà attendere sabato 2 dicembre.

Qui il trailer di lancio del nuovo dlc gratuito. Buona visione.

LE NOVITA’ DI ROOKIE SERIES

Rookie Series propone una nuova campagna rivolta a giocatori giovani e inesperti, poichè insegnerà le basi del gioco in un ambiente accogliente, dove essi potranno evolversi secondo il proprio ritmo. Senza classifiche, monete da collezione né gestione del carburante, il dlc consentirà ai giocatori di Horizon Chase Turbo di concentrarsi sull’apprendimento dei principali aspetti delle corse. Di seguito le caratteristiche chiave del dlc:

  • Un’auto Rookie nuova di zecca.
  • 24 gare selezionate dal World Tour Mode (2 gare per location).
  • 12 auto da corsa in ogni pista con un’intelligenza artificiale meno aggressiva (World Tour ha 20 auto per ogni gara).
  • Nessuna classifica, monete da collezione né gestione del carburante.
  • Terminare una gara in qualsiasi posizione sblocca il tracciato successiva.
  • Terminando ogni gara, il giocatore otterrà una patente d’oro.

Inoltre i nuovi giocatori avranno la possibilità di mettersi al volante di una nuova vettura. Con il nuovo dlc di Horizon Chase Turbo si avrà infatti a disposizione la Rookie, una macchina nuova di zecca perfetta per i giocatori che non hanno molta esperienza con i giochi di corse. Essa offrirà un’ottima maneggevolezza e riceverà aggiornamenti automatici man mano che il giocatore avanzerà nella campagna.Gli utenti potranno anche scegliere tra le altre 4 auto classiche dal gioco base, sbloccando nuove piste attraverso il compimento di ogni gara disponibile, tenendo presente che sarà sempre possibile tornare liberamente a ciascuna di esse, per allenarsi e migliorare i propri risultati.

Horizon Chase Turbo

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Postal 4 No Regerts, Anteprima

Postal 4 No Regerts, rilasciato circa un mese e mezzo fa in accesso anticipato su Steam, ha un peso non indifferente sulle spalle. Nel 1997 lo studio Running with Scissors ha dato infatti vita a una serie epocale, quella di Postal, che ha raggiunto l’apice con lo storico secondo capitolo. E dopo un terzo un po’ sottotono rispetto agli standard a cui avevano fatto abituare l’utenza, sono ora tornati con l’atteso quarto capitolo, rilasciato in una versione alpha definita “junky” (che sta per “rude, superficiale”).

Non a caso già a partire dal menu di gioco vi sono diverse voci oscurate, non disponibili, oltre a un form compilabile atto proprio a segnalare errori e imperfezioni. Di fatto, gli utenti fungono da tester per un titolo che al momento è in vendita a meno di 17 euro, ma che quando verrà rilasciato costerà indubbiamente di più. In questo mese e mezzo si sono susseguiti svariati aggiornamenti, ma c’è da dire che la strada da percorrere è indubbiamente, ancora, molto lunga. Di seguito le nostre impressioni sull’anteprima del gioco; vi auguriamo una piacevole lettura.

UN OCCHIO AL PASSATO E UNO AL FUTURO (?)

Ad 8 anni dalla pubblicazione di Postal 3, sarebbe stato prevedibile un cambio di direzione. Dopo l’uscita di un’espansione per lo storico Postal 2 e una remastered del primo capitolo, lo sviluppatore indie Running with Scissors ha invece deciso di ritornare, in parte, alle origini. Dopo la sortita con lo sparatutto in terza persona nel terzo capitolo, Postal 4 No Regerts segna il ritorno alla formula del secondo Postal. Visuale in prima persona e persino suoni familiari per gli aficianodos della serie, come quello di raccolta di un oggetto e del rumore dei passi del protagonista.

La formula di gioco è quella storica: avviando una nuova partita si darà inizio alla settimana di Postal Dude, che dovrà dare un senso alla propria esistenza (magari trovandosi un impiego) di lunedì, unico giorno disponibile in questa versione alpha. Dopo una cutscene che mostrerà il protagonista uscire dal bagno di una stazione di servizio, per poi vedersi rubare il camper sotto al naso, ci si ritroverà a un campo di drogati nei pressi della cittadina di Edensin, in Arizona. Da lì prenderà piede l’eterno dilemma dei fan della serie. Seguire la “storia” e la vita del protagonista oppure darsi al delirio sfrenato mettendo a soqquadro i dintorni, testando l’interattività di ambienti e npc.

Postal 4 No Regerts

La ricerca di un lavoro da parte di Postal Dude, doppiato da Jon St. John (voce di Duke Nukem) potrà concretizzarsi attraverso tre mansioni specifiche:

  • Guardia carceraria, dove bisognerà fermare dei prigionieri rivoltosi lasciati erroneamente liberi dalle loro celle.
  • Accalappia cani/gatti, dove il compito sarà quello di acciuffare cinque gatti e cinque cani.
  • Addetto spurghi, dove occorrerà svolgere una serie di operazioni poco entusiasmanti per ripristinare il servizio.

Una volta provati questi lavori, si sarà sostanzialmente liberi di fare qualunque cosa, come le azioni iconiche della serie (al centro tra l’altro di numerose controversie). Usare dei gatti come silenziatori per fucili, urinare indiscriminatamente su cose e persone, incendiare quest’ultime con benzina e fiammiferi… La moralità e il buonsenso non sono mai stati di casa nella serie di Postal, che tuttavia ha raggiunto il successo proprio grazie a questi fattori.
Rispetto a Paradise City la città di Edensin appare un po’ più grande e varia, così come la possibilità di personalizzare il proprio arsenale con varie modifiche. Tuttavia, pur essendo una versione alpha, è necessario mettere in evidenza le tante pecche che al momento gravano su Postal 4 No Regerts, e che si spera verranno risolte in futuro.

FEELING NOSTALGICO, MA ANCHE VETUSTO

Postal 4 No Regerts

La formula dell’accesso anticipato è assai popolare, specie con le produzioni più piccole, per via della possibilità di ricevere finanziamenti a lavori in corso. Un tassello determinante per poter arrivare in fondo, ma anche un rischio che potrebbe portare a ritrovarsi un gioco incompleto o mai aggiustato, anche dopo il suo rilascio ufficiale (come con Postal 3, ancora ricco di difetti).
Running with Scissors prova a rimettersi in gioco puntando sulla nostalgia derivante da Postal 2, di cui questo quarto capitolo appare al momento una sorta di versione rimasterizzata, ancora priva di una personalità tutta sua. In 16 anni il miglioramento nelle texture è evidente, ma risulta ugualmente fin troppo datato, come anche uno dei talloni d’Achille che si trascina fin dal secondo capitolo: l’intelligenza artificiale.

Anche in Postal 4 No Regerts gli npc si muovono e reagiscono in maniera banale e fin troppo schematica, dando vita a pattern poco realistici ed eleganti. L’idea che traspare è quella di un cantiere, aperto indubbiamente troppo presto; basti guardare le texture, a tratti slavate, e i molteplici bug e glitch. A completare il quadro è l’ottimizzazione, così carante da mettere in difficoltàcon la fluidità del framerate anche un Pc ben più che discreto. A prescindere dalle impostazioni le sessioni di gioco risultano infatti costantemente afflitte da rallentamenti e, nei casi peggiori, crash di gioco. Certo, è necessario tenere presente che si tratta di una versione alpha, tuttavia i difetti sono molteplici e i motivi per giocarlo, fatta eccezione per gli aficionodos (soprattutto di Postal 2), non sono tanti.






COMMENTO FINALE

A dispetto dell’accesso anticipato, che permette di cimentarsi con il gioco in tempo reale rispetto agli aggiornamenti e miglioramenti che rivece, Postal 4 No Regerts costituisce una scommessa più che mai. La direzione intrapresa da Running with Scissors sembra infatti essere quella di una versione migliorata di Postal 2- L’intento di restituire un’aria familiare ai fan della serie è stato raggiunto, ma è indubbio che ciò potrebbe costituire una lama a doppio taglio.

Lo storico secondo capitolo risale infatti al 2003, e il gameplay sembra non essere cambiato (e voler cambiare) da allora. Lo stesso svecchiamento delle texture, in stile remastered, non migliora il quadro generale, trasmettendo una netta sensazione di un titolo obsoleto al di là delle innumerevole lacune tecniche che si porta dietro attualmente. Le cose possono sempre cambiare in corso d’opera, essendo il titolo un cantiere aperto. Tuttavia allo stato attuale diventa difficile giustificare l’acquisto, a meno che non si sia animati dallo spirito e dalla fiducia che si suole dare a un progetto Kickstarter. In attesa dei miglioramenti degli sviluppatori, si potrà comunque passare qualche ora ricordando i deliranti fasti del passato.

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Woodle Tree 2 Deluxe +, la nostra recensione

L’universo dei giochi di piattaforma è un continuo fermento ed è, per certi versi, un “momento ludico” piuttosto unico nella sua intrinseca essenza. I platform poggiano infatti su meccaniche dogmatiche (un gioco di piattaforme ha… le piattaforme) ma, nonostante premesse rocciose, il genere è un andirivieni di idee, una spola tra disperazione, buio ma anche spensieratezza e scanzonata follia. Woodle Tree 2 Deluxe +, titolo firmato dalla software house indie italiana Chubby Pixel, rientra esattamente in questo genere, ammantandosi di una certa leggerezza complessiva che sembrerebbe far tendere il titolo verso lidi più fanciulleschi, seppur il sistema ludo in sé mostri tutt’altro spessore.

Riuscirà Woodle Tree a ritagliarsi una fetta di “notorietà” in un settore ultra-affollato? Scopriamolo assieme.

TRAMA

Woodle Tree 2 Deluxe + è un platform in tre dimensioni che, sin dalle primissime battute, si mostrerà “obbedientissimo” ai canoni fissati commercialmente negli anni ’80 da un baffuto “saltellatore” di nostra conoscenza.

Il titolo, sarà chiaramente ispirato ai principali esponenti di questo genere, soprattutto per quanto concerne l’ambito dei piattaforma tre dimensioni. Il gioco, seguito del simpatico Woodle Tree Adventures, ci metterà nel lignei panni di un piccolo alberello che suo malgrado, si ritroverà protagonista di una impresa eroica, che lo vedrà baluardo unico nel suo mondo (Wood Land, appunto) contro una sostanza oscura che assorbe la vita di chiunque ne entri in contatto. I malcapitati, in questo caso, sono gli alberi anziani, sorta di saggi del mondo arboreo.

GAMEPLAY

Com’è piuttosto lecito attendersi, l’attività principale, sarà quella di saltellare in giro da una piattaforma all’altra, in un gameplay piuttosto classico e che sarà condito da una difficoltà grandemente accessibile.

Il giocatore sarà chiamato ad esplorare un coloratissimo mondo open world, dai vari biomi tutti correlati da una simpatica linea artistica cartoon, alla ricerca di alcune “gocce”, che costituiranno la linfa vitale, utili per far si che i malcapitati sconfitti dal “male” possano finalmente tornare in vita. In linea di massima, Woodle Tree 2 ci consentirà di esplorare quasi ogni area presente nella mappa sin dai primissimi istanti: ogni area conterrà svariati settori, oggetti e nemici specifici che si opporranno alla nostra costante ricerca.

Una prima caratteristica da segnalare, sarà proprio l’estrema libertà concessa al giocatore: una volta entrati in possesso delle prime 3 lacrime, il player sarà per certi versi “abbandonato a sé stesso” in un mondo, come detto, piuttosto vasto. Una scelta che potrebbe essere per alcuni giocatori un dettaglio negativo, mentre potrebbe al contrario fare la gioia di altri giocatori, magari stanchi della ricorrente poca libertà di esplorazione concessa dai titoli del settore. L’esplorazione non sarà però fine a sé stessa: per tutto l’universo di gioco sarà possibile intercettare delle bacche rosse e blu. Le prime permettono di acquistare potenziamenti e oggetti cosmetici nei vari negozi, mentre le seconde sbloccano abilità peculiari come il Triplo Salto, forse la skill più importante da ottenere nel gioco. E’ un peccato che, vista la disponibilità di un mondo aperto di gioco non estesissimo ma comunque piuttosto vasto, i developer non abbiano inserito qualche attività secondaria di contorno, che avrebbe resto un po’ più variegato il gameplay.



Il nostro legnoso alter-ego avrà a sua disposizione un arsenale piuttosto classico: oltre al classico doppio salto, il quale diventa più esteso se effettuato dopo un breve tratto percorso di corsa, sarà anche possibile muoversi in verticale per un breve istante su di una parete, per poi lanciarsi nella direzione opposta. Il nostro simpatico alberello potrà anche planare per brevissimi tratti. Questa abilità sarà molto utile alcune situazioni durante gli stage che affronteremo. I livelli da esplorare, infatti, saranno perlopiù percorsi colmi di ostacoli e barriere di vario tipo da superare utilizzando le abilità a disposizione nel gioco, oltre che di semplicissimi enigmi e puzzle tipici dei platform un po’ più anzianotti. Avremo anche modo di affrontare alcuni nemici, i quali saranno però piuttosto simili fra loro a livello “comportamentale” e andranno affrontati dal player con la pressione di un semplice tasto. Anche in questo caso, si poteva fare di più sfruttando proprio le possibilità offerte dall’open world.

TECNICA



Se da un punto di vista del gameplay concettuale, c’è poco o nulla da eccepire (tranne forse la mancanza di qualche modalità extra tipica del settore), da un punto di vista tecnico Woodle Tree 2 Deluxe + mostra un po’ il fianco. Un fianco non tanto a livello di efficienza tecnica (le performance saranno più che buone, con una risoluzione che appare pienamente full HD governata da un frame rate piuttosto stabile anche se non esente da vistosi cali di frame in alcuni frangenti), ma piuttosto a livello di pulizia da complessivi bug, tra minori (come compenetrazioni poligonali con “il fondale” o texture che appaiono e scompaiono) e maggiori (come animazioni imperfette, oggetti che non possono esser raccolti e nemici che causano danni “inspiegabili”).

In linea di massima, nulla che vi costringerà ad una rabbiosa disintallazione del gioco, ma comunque per certi versi limitanti e che renderanno il gioco meno piacevole. Artisticamente, invece, nulla da dire: Woodle Tree 2 è una gioia per gli occhi con uno stile a metà fra un cartoon fanciullesco e un Minecraft “Marioizzato”, unito a colori accesi e che rendono le movenze del titolo piacevolmente morbide.

COMMENTO FINALE

Woodle Tree 2 Deluxe + è un’ottima esperienza ludica a livello di platform che, però, pecca proprio nel non aver osato qualcosa in più: in linea di massima, si può descrivere il titolo come un grande calderone con tante possibilità, alcune delle quali solo accennate, altre invece possibili ma non sfruttate. Un buon gioco, che fa ben sperare per un ipotetico seguito.

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