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Lost Ember, la nostra Recensione

Nella vita le cose belle si fanno spesso attendere, e Lost Ember non fa eccezione. Dopo l’annuncio risalente a oltre tre anni fa, al quale è seguita una redditizia campagna di finanziamento su Kickstarter, l’opera di Mooneye Studios è stata finalmente rilasciata. In seguito a una rilevante serie di rinvii e ritardi, il piccolo team (composto da soli cinque elementi) con sede ad Amburgo ha dato vita a un’avventura in terza persona ricca di fascino e di misteri. Un titolo d’esordio non privo di difetti, ma che costituisce comunque un’esperienza memorabile per gli amanti dell’esplorazione e delle narrazioni stimolanti.

Lost Ember è disponibile su PS4, Xbox One, Switch e Pc (GOG e Steam). Di seguito la recensione di quest’ultima versione; vi auguriamo una piacevole lettura.

ALLA RISCOPERTA DI UNA CIVILTÀ PERDUTA

Il titolo di Mooneye Studios esordisce con una cutscene, che funge da prologo alla vicenda. Al centro di tutto vi è il popolo degli Yanren, un’antica civiltà a cui i membri viene riservato un destino diverso, dopo la morte, a seconda della condotta avuta in vita. Gli spiriti delle persone rette accedono infatti alla Città della Luce (equivalente del Paradiso), le altre vengono invece condannate a reincarnarsi, con il loro spirito totalmente impossibilitato ad ascendere verso la pace eterna. Lost Ember è proprio il nome dato a questi spiriti tormentati, costretti a vivere un’esistenza dopo l’altra nei panni di diversi animali.

L’avventura ha inizio nelle vesti di una Yanren, Kalani, il cui spirito risiede in un esemplare di lupo e che dovrà indagare sul suo passato alla ricerca delle cause che le hanno precluso l’accesso alla Città della Luce. Un viaggio attraverso le rovine e i resti di un popolo scomparso, gli Yanren appunto, in compagnia di un altro spirito guida, anch’egli intrappolato sulla Terra. La trama è suddivisa in capitoli all’interno di una progressione che avviene attraverso molte mappe e ambienti diversi, separati da delle grandi barriere rosse. Barriere che potranno essere infrante solamente dopo aver scoperto e indagato su dei punti d’interesse specifici, che appariranno in forma di fuochi di segnalazione.

DA UN CORPO ALL’ALTRO

Lost Ember

L’incontro con lo spirito guida con la lupa Kalani darà inizio al fulcro di Lost Ember, ovvero la possibilità di prendere temporaneamente possesso del corpo di altri animali. All’interno del gioco ve ne saranno molte tipologie diverse, alcune delle quali fondamentali per poter proseguire all’interno di determinati ambienti.

Come una carpa nel caso si voglia attraversare un fiume o un lago, o un opossum per poter passare agevolmente attraverso cunicoli troppo stretti per un lupo. Attraverso la pressione di un tasto sarà invece possibile ritornare in qualsiasi momento nella forma originale di lupo, lasciando libero l’animale posseduto dal nostro spirito. Non mancheranno animali aventi la possibilità di volare, come colibrì e anatre, o altri come talpe o bisonti ugualmente utili per superare in scioltezza muri e barriere (rispettivamente passandoci sotto o abbattendoli). Al centro del gioco resta comunque, al di là della trama, l’esplorazione. Vi è infatti una totale mancanza di violenza, e dunque di combattimenti.

Ciò è simboleggiato dal fatto che, controllando un animale, non vi saranno comandi assegnati ad azioni di combattimento, ma solo (oltre a salti, scatti ecc) delle azioni “inutili” come sdraiarsi a terra per riposare o mangiare una bacca trovata in giro. Non mancheranno piccoli minigiochi, come alcune sezioni quick-time-event, e soprattutto la ricerca, che rimane assolutamente opzionale, di alcuni collezionabili. Da svariate tipologie di funghi a delle reliquie, oggetti erosi dal tempo che tuttavia costituiscono spesso degli autentici easter egg (come una vecchia sfera poké o un tubo di Super Mario). A mò di collezionabili ci saranno persino degli animali leggendari da possedere, ben celati all’interno del mondo di gioco. Di suo la storia si completa in una manciata di ore, una durata tuttavia commisurata alla tipologia di realizzazione, che evita di annacquare inutilmente una progressione avvincente ed emozionante, che può essere intervallata efficacemente dalla suddetta ricerca di oggetti da collezione.

STUPENDO, MA NON PERFETTO

Lost Ember

E’ giusto tenere in considerazione la natura indie di Lost Ember, ma lo è altrettanto evidenziare le diverse sbavature di natura tecnica, alcune delle quali potevano sicuramente essere evitate dal principio. Visivamente il gioco si presenta in maniera egregia, con ambienti e paesaggi capaci di strappare più volte un’espressione di meraviglia. Ottimo anche il comparto sonoro, che ben si mescola alla natura riflessiva e pacifica del titolo, in cui vi è una totale assenza di lingua italiana, anche solo a livello di sottotitoli (cosa che comunque non può e non deve costituire un problema).
Giocando tuttavia le magagne non tardano a manifestarsi. Oltre ad alcuni bug e glitch grafici, l’ottimizzazione lascia non di rado e desiderare, con diversi e inspiegabili cali di framerate che interrompono bruscamente la normale fluidità di gioco.

Scarse le impostazioni a livello di settaggi: un aspetto che giustifica ancor di meno i freeze e i rallentamenti in cui capita di imbattersi. Difetti che non ledono il valore dell’esperienza nella sua totalità, ma corrompono irrimediabilmente un’autentica gemma. Al pari di quelle legate al movimento di alcuni animali, specie quelli volanti. Qualora si finisca con il cadere da una grande altezza, si verrà riportati subito in vita: ciò nonostante alcune sezioni potrebbero rivelarsi frustranti per via dell’incapacità di alcuni uccelli di mantenere una determinata quota di volo. Tutt’altro che sporadici anche i momenti in cui capiterà di ritrovarsi fusi o incastrati con una parete, con annessa telecamera bloccata. Piccole sbavature che si spera verranno risolte, magari con degli aggiornamenti futuri.


Lost Ember

Lost Ember



COMMENTO FINALE

Ci sono titoli, come Abzu o Journey, che fanno dell’esplorazione e della mancanza di adrenalina, derivante dall’assenza di combattimenti, il loro punto di forza. Lost Ember si unisce a questo filone con un viaggio nel passato da vivere a suon di reincarnazioni, passando dalle più svariate tipologie di creature viventi. Opossum, carpe, talpe, bisonti, colibrì, anatre, e altri ancora: cambi di prospettiva che non ledono la meraviglia suscitata dall’ispiratissimo level design dell’opera confezionata da Mooneye Studios.

Un titolo che si è fatto attendere per oltre tre anni, e che nonostante le svariate sbavature riesce a offrire un’esperienza memorabile, che ribadisce a tutta forza la possibilità di creare arte anche attraverso la proposizione di meccaniche semplici, quasi rudimentali. Che si cerchi la Città della Luce o del semplice relax, la via non può non passare per Lost Ember.

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Everspace 2 festeggia l’obiettivo su Kickstarter

I ragazzi di Rockfish Games hanno molto di cui essere contenti: il loro nuovo titolo, Everspace 2, è arrivato a 560.069 dollari su Kickstarter, grazie al supporto di 7.979 sostenitori.
La campagna, partita con un obiettivo di 450.000 dollari, è di gran lunga la più ambiziosa campagna di crowdfunding di videogiochi dalla Germania in quest’anno. Gli sviluppatori hanno raggiunto l’obiettivo della campagna iniziale in un brillante sprint finale.

A quest’ultimo si aggiunge il primo obiettivo  The Ancients ‘Rift, sbloccato solo 22 ore dopo, pochi minuti prima della fine della raccolta. Grazie a questo obiettivo estremo, i coraggiosi piloti spaziali possono aspettarsi bottino extra prezioso e sfide sempre più difficili nel gioco finale.

I sostenitori che hanno supportato la Standard Edition non vedono l’ora di giocare alla versione di prova che è stata mostrata in numerosi eventi di gioco. Questa versione dovrebbe essere rilasciata ai sostenitori a metà dicembre 2019. Il team con sede ad Amburgo sta attualmente adattando la beta, con diversi livelli di prestazioni e opzioni grafiche per offrire la migliore esperienza di gioco possibile anche in questa fase iniziale.

Il team degli sviluppatori, ha registrato un breve vlog ringraziando i propri partner e delineando alcuni passi successivi per il progetto:

I fan che hanno perso la campagna, possono partecipare al progetto o ottenere uno sconto pre-ordine del 12% sulla versione steam early access, all’interno del Rockfish Games Store. È anche disponibile una selezione di premi della campagna Kickstarter, come vari livelli di accesso pre-anticipato e prelibatezze digitali come la colonna sonora originale o l’art-book

Michael Schade, ceo e cofondatore di Rockfish Games, ha dichiarato:

Dopo che, grazie ai nostri fan, abbiamo raggiunto l’obiettivo di finanziamento con uno sforzo incredibile domenica sera, abbiamo visto la nostra community mantenere lo spirito combattivo anche durante lo streaming live di quattro ore per sbloccare anche il primo goal, prima della fine della campagna lunedì mezzanotte. Siamo assolutamente sopraffatti dalla passione e dalla fiducia dimostrate dai nostri fan. Siamo ben consapevoli che questo non sia scontato al giorno d’oggi. Vorremmo esprimere ancora una volta la nostra più profonda gratitudine a tutti i sostenitori. Ora possiamo sviluppare Everspace 2 come previsto in stretta connessione con la nostra community. Inoltre, come richiesto dai nostri fan, vogliamo rilasciarlo prima su Steam Early Access a settembre 2020.

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Chernobylite, un’anteprima “atomica”

Il disastro di Chernobyl, ha dato spazio a molte congetture, e molto è stato scritto anche in tema post apocalittico e fantascientifico. Il connubio libri e videogiochi ha quindi dato vita a creazioni ad oggi sulla bocca di tutti, basti pensare alla serie Metro. C’è però un’altra serie in particolare che ha un’anima tutta sua, anch’essa ispirata in parte ad un libro. Stiamo parlando di Stalker, cui lo studio polacco The Farm 51 si è ispirato per proporre il loro nuovo gioco, un survival horror a tema post apocalittico e fantascientifico uscito in accesso anticipato su Steam e GOG il 16 ottobre, ieri. Avete già intuito che il protagonista di questo articolo è Chernobylite, un titolo che si propone come nuovo punto di riferimento per gli appassionati del genere, e che abbiamo provato in anteprima.

Non ci resta che augurarvi buona lettura.

UN PICCOLO “DREAM TEAM”

La zona, è così che viene definita l’area intorno alla centrale nucleare di Chernobyl, una vasta porzione di terra situata nell’Ucraina settentrionale. Ai tempi del disastro (era il 26 aprile del 1986, ndr)) parte dell’allora Unione Sovietica, è stata oggetto di studi, romanzi e videogiochi. Picnic sul ciglio della strada, è un libro che consigliamo di leggere a tutti, è anche piuttosto breve.

Chi redige questa anteprima, ha giocato e rigiocato con mods annesse tutti i titoli della serie Stalker, capaci di trasmettere emozioni e un senso di libertà capaci di rivaleggiare con i The Elder Scrolls. La “caduta” della software house che ha dato i natali a questa serie, è stata invero scintilla per la produzione di titoli simili, che hanno avuto un buon successo.

Come non nominare Atom rpg, un titolo capace di mettere a dura prova persino i Fallout. The Farm 51, è uno sviluppatore indie che conta una ventina di componenti, tutti molto talentuosi. Alcuni di questi ragazzi, hanno lavorato su Painkiller, The Witcher, titoli per visori VR, NecroVisioN, così come a Get Even e poi c’è Alexey Sityanov. Poco conosciuto dalla massa, ma per chi apprezza il genere post apocalittico, è quasi un’autorità. Come game designer e scrittore, dobbiamo a lui l’arrivo di S.T.A.L.K.E.R.: Shadow of Chernobyl sui nostri schermi.

All’annuncio di Chernobylite, molti si chiedevano se fosse un vero e proprio seguito di Stalker. In realtà non è proprio così, in quanto questo titolo, pur prendendo ispirazione da quel progetto, ha un’anima tutta sua, e vuole proporci qualcosa di simile, ma allo stesso tempo diverso.

Proponendosi al pubblico con una campagna Kickstarter da centomila dollari, ne ottennero poco più del doppio, andando a sbloccare diversi stretch goals. Riuscirà questa produzione a farci riscoprire le gioie e i dolori vissuti nelle precedenti esplorazioni della zona? Scopriamolo insieme.

LACRIME DI PIOGGIA

Il 26 aprile 1986, il protagonista della nostra storia, Igor, lavorava all’impianto di Chernobyl come fisico. Era uno dei tanti lavoratori che ogni giorno passavano la loro giornata in quello che sarebbe diventato il “sarcofago”. Il disastro, si è portato via la sua casa, la sua famiglia, ma soprattutto ha “rubato” ciò a cui lui più tiene, la sua donna.

Da allora, sono passati trent’anni, ma gli incubi non sono svaniti. Il senso di oppressione e di perdita, è vivo come un ricordo mai sopito. È per questo motivo che decide di far ritorno nella “zona”.

Sa che Tatyana si trova ancora lì, ne è certo perché ha rinvenuto alcune tracce. Ma gli incubi che lo perseguitano sono angeli nella notte rispetto ai rimorsi e al dolore che l’attanaglia. La “passeggiata”, per lui non è altro che un sentiero nel tentativo di darsi pace.

Questo, è un piccolo riassunto della storia a base di Chernobylite, ma già da queste poche righe è chiaro come The Farm 51 voglia distanziarsi pesantemente dalla serie di giochi sviluppata da GSC Game World.

Mentre in Stalker, la storia era parte integrante di un gameplay “spazioso”, e che lasciava ampia libertà in tutte le sue componenti, in Chernobylite è fulcro integrante di tutto il comparto artistico e ludico.

Appare chiaro come la scrittura sia stata ponderata con attenzione, anche per lo sviluppo stesso di Igor e per i personaggi che incontrerà o con cui si dovrà confrontare. La voce di lei che segue i suoi passi, le battute guardando un panorama o un drappo, e nessun altro che può aiutarti perché questa voce, è e rimane dentro di lui, i suoi compagni non possono sentirla.

Insomma, molta tensione ben dosata durante il corso dell’avventura, che farà riflettere fin dai primi momenti visto che Igor ha ricordi ancora molto vividi del lavoro svolto alla centrale, e spesso vedremo “fantasmi” dei suoi ex colleghi mentre svolgevano questo o quel lavoro.

È piacevole seguire il corso del gioco, e il sapore dolce amaro è accentuato dalla paura spesso giustificata di beccarsi occhi verdi o rossi che appaiono e spariscono in lontananza, come se fossimo perennemente seguiti da qualcosa o qualcuno.

GAMEPLAY DI CHERNOBYLITE

Durante la prima fase di gioco, un buon tutorial ci illustrerà i vari tasti e comandi che ci permetteranno di sopravvivere in questo luogo che di umano, forse ha solo i ricordi. Oltre ai canonici comandi classici di uno sparatutto in prima persona, uno dei strumenti che useremo maggiormente sarà un contatore geiger.

Oltre a fornirci indicazioni sulla quantità di radiazioni presenti, ci permetterà di usare immediatamente alcuni degli oggetti stipati nell’inventario. Inoltre, è dotato di un sistema di scansione che per mezzo del tasto destro del mouse, ci offrirà una panoramica degli oggetti recuperabili nelle vicinanze.

In effetti, questo sistema ci appare come “un aiutino” un po’ troppo marcato per tutti quei giocatori che non hanno voglia di sbattersi nell’esplorare con attenzione il mondo che li circonda, anche se dobbiamo ammettere che risulta davvero comodo.

La nostra esplorazione è proseguita fino all’arrivo nella sala centrale dell’impianto, dove abbiamo recuperato un costrutto/minerale davvero particolare, chiamato “chernobylite” (che guarda caso è anche il nome del gioco).

Questa forma di materia, è in grado di generare delle “bolle di spazio”, capaci di farti viaggiare su lunghe distanze, attraverso un sistema che ricorda le backdoor del film Matrix. Per sfruttare la “chernobylite”, è necessario un congegno ideato e sviluppato dallo stesso Igor. Stavamo proprio godendoci i retroscena e i dettagli tecnici di come funziona il tutto, quando veniamo sorpresi da uno stalker che attacca e uccide sul colpo uno dei nostri compagni, ferendo il secondo. Presi dal panico, “buttiamo” il nostro amico nella breccia, seguendolo poco dopo. Lo sguardo contro questo “nemico”, l’abbiamo incrociato solo per qualche secondo, eppure siamo certi che lo incontreremo in futuro. Il viaggio all’interno della “bolla”, ci riporta nei pressi della nostra base, con la voce di Tatyana a sussurrarci ricordi e paure.

Una prima fase davvero emozionante, e non è nemmeno finita. Prima di arrivare al campo base, dobbiamo passare attraverso una galleria dove troviamo una serie di tornelli. Al momento non possiamo passare, perché il nostro livello di radiazioni è decisamente elevato. Fortunatamente, grazie allo scan, troviamo un medicinale che ci permette di proseguire. Ci stiamo avvicinando, ma Tatyana ci suggerisce di rimetterci in forze, così cerchiamo alcune erbe e mettiamo su un piccolo fuoco da campo per preparare una delicata “minestra della zona”.

E finalmente, arriviamo al campo base, dove veniamo “accolti” (ma sarebbe meglio dire sorpresi con una pistola puntata in pieno volto) da Olivier, il compagno che abbiamo salvato. È ancora angosciato e addolorato per la perdita del nostro amico, e ha un braccio malandato. Quale sarà il nostro prossimo passo?

Ci fermiamo un pochino, perché riposarsi in questi casi fa sempre bene. Diamo uno sguardo ai menu riservati all’inventario e alla mappa, e li troviamo semplici ed immediati, sicuro impianto per un passaggio a console che avverrà nel prossimo futuro.

In Chernobylite c’è poi il sistema di crafting, che abbiamo trovato decisamente interessante. In pratica, oltre a preparare cibo e medicinali per la cura delle radiazioni e della salute, dovremo anche gestire e sviluppare la base dalla quale partiranno tutte le missioni. Con un sistema molto simile a quello di Fallout 4, potremo costruire tavoli da lavoro dove sviluppare armi, postazioni per la preparazioni di medicinale, motori per la fornitura energetica, televisioni per sollazzarci con l’ultima serie televisiva russa.

Anche in questo caso, come per la modalità scan, il sistema ci è sembrato un pelo semplicistico, ma il tutto funziona egregiamente.

Un comunicato radio ci “sveglia” dai pensieri sul crafting, proponendo una missione ad alto rischio. Nelle vicinanze del reattore, c’è uno stabile dove un server potrebbe contenere importanti informazioni, ma dovremo trovarlo, superare i soldati posti nelle vicinanze, e hackerarlo. È un compito difficile, e Olivier stesso è assolutamente contrario, ma a noi non importa.

…TATYANA…

È questo il nostro solo e unico pensiero. Se ci sono informazioni, le troveremo e le studieremo, non importa il costo, non importa il pericolo, ma solo l’obbiettivo.

E qui, il gioco offre un’ulteriore sfumatura. Chernobylite non è un open world come potrete pensare, ma è diviso su una serie di macro aree, dove si alterneranno le varie missioni. Potremo decidere di inviare i nostri compagni per recuperare vettovaglie, o mandarli semplicemente in esplorazione, o andare noi in prima persona inviando loro a svolgere qualche importante incarico. La scelta sarà nostra, nel bene e nel male.

Ma il tempo passa, e questo nemico invisibile inciderà sulle scorte a nostra disposizione, sulle vite dei nostri amici, e le possibilità di trovare indizi che ci permetteranno di raggiungere il nostro obbiettivo finale.

Qui, troviamo la più grande e marcata differenza con Stalker. Il secondo, un open world in tutto e per tutto, pur con una serie di “transizioni” tra un’area e quella adiacente. Chernobylite invece, diviso in macro aree dove arriveremo per mezzo delle “bolle/corridoi spazio temporali”. Il tempo passa per entrambi, ma qui ha un valore ancor più marcato. Decideremo di correre il rischio per una missione importante anche se non siamo adeguatamente preparati, o sacrificheremo potenziali approvvigionamenti o in informazioni per prepararci al meglio?

La radio emette un rumore sordo, mentre decidiamo il da farsi. Non siamo preparati, ma non vogliamo perdere questa possibilità. Olivier è molto frustrato, ci vede come degli incoscienti, ma vuole aiutarci e ci consegna la nostra prima arma.

È una vecchia pistola a tamburo, ma dato che ci si aspetta resistenza, ci permetterà almeno di difenderci. Percorsi i corridoi della bolla, usciamo nell’area chiama “Occhio di Mosca” di gran carriera, vogliamo trovare il server il più velocemente possibile. Avvicinandoci all’area presidiata dai soldati, cerchiamo di farci spazio nascondendoci tra i cespugli. Il sistema di stealth che ci ha ricordato i fasti di “Thief, the Dark Project”, funziona a modo suo, e veniamo rilevati dopo pochissimo.

Dato che nel curriculum alla voce professione abbiamo scritto fisico e non soldato, il combattimento è tanto appagante quanto difficile. Non c’è alcun mirino, quindi dobbiamo sfruttare la nostra abilità per cercare di colpire i nemici. Il primo lo abbattiamo senza problemi, ma il secondo sembra un vero carro armato, e nonostante i nostri sforzi cadiamo preda dei suoi colpi. È finita, game over e reload? Manco per idea.

Ci tiriamo su con una bella siringa di adrenalina, ma siamo costretti a scappare, fallendo la missione. Percorriamo i corridoi della bolla con il rimorso e la frustrazione di aver sbagliato tutto, e al campo base Olivier girerà il coltello nella piaga. Quanto ci manca il tasto reload…

E continuerà a mancarci, visto che il gioco, almeno in questa fase di early access, salva solo a checkpoint, e non è possibile nemmeno ricaricare da quello precedente. Una meccanica decisamente da roguelike, anche piuttosto dura. Fallire una missione non comporterà solo il ritorno alla base senza aver racimolato nulla, ma farà passare anche il tempo di gioco. Meno male che mentre noi fallivamo miseramente, Olivier ha avuto successo nella sua esplorazione alla ricerca di vettovaglie, e dopo un buon pasto decidiamo di rimetterci in marcia. Abbiamo perso del tempo, ma non ci arrenderemo, vogliamo ritrovarla a tutti i costi. Lei è qui, ci sta aspettando.

Prima di soffermarci sui commenti finali, spendiamo qualche parola sul fronte prettamente tecnico.  Muoversi tra i corridoi che danno l’accesso ad un reattore fa davvero paura, è abbiamo apprezzato il fatto di non essere soli. I particolari della centrale sono studiati con particolare perizia, e anche se le texture degli interni ci sembrano a tratti un po’ troppo “pulite” (come se il tempo si fosse fermato), il colpo d’occhio è davvero appagante.

Negli spazi aperto poi, il talento e il lavoro di The Farm 51 sono anche superiori, con effetti di luce e particellari che non hanno nulla da invidiare a produzioni di ben altra portata. Anche l’acqua, tallone d’Achille per molte software house, è riprodotta veramente bene. Anche gli spazi interni, non sono spogli ma ricchi di oggetti e particolari, un peccato che l’interazione ambientale sia purtroppo limitata ai soli oggetti che possiamo aggiungere al nostro inventario, perché prendere spunto proprio dai recenti Fallout o i The Elder Scrolls avrebbe aumentato ancor più il senso d’immersione.

Detto questo, il comparto grafico è davvero di prim’ordine e siamo sicuri che il corso di questo accesso anticipato sarà colmo di ulteriori migliorie. Tra l’altro, dobbiamo segnalare che abbiamo potuto godere di Chernobylite a dettagli “ultra”, rimanendo stabili sui 30/50 fotogrammi per secondo. Non poca cosa considerando che il nostro Asus Rog G752 ha sì una gtx 1070, ma che inesorabilmente risente della differenza dalla sorellina maggiore montata sui pc fissi.

COMMENTO FINALE

Il ritorno nella zona contaminata di Chernobylite si conclude con ottime sensazioni. Un comparto visivo di prim’ordine, una storia non scontata e ben scritta, e alcune variazioni sul genere, fanno di questo nuovo survival horror un titolo da non perdere per gli appassionati.

I 24,99 euro necessari per accaparrarsi questo gioco in accesso anticipato, sono ampiamente ripagati da una mappa ampia e che verrà ulteriormente migliorata e ingrandita man mano che lo sviluppo proseguirà. A questo, aggiungiamo un sistema di crafting semplice ma interessante, e una parte strategica che ci vedrà protagonisti di decisioni anche difficili.

Al momento di scendere in missione poi, dovremo stare attenti ad ogni rumore, ogni flebile movimento, perché qui non sono gli umani ad essere a casa, ma gli incubi.

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3 Minutes To Midnight, al via la campagna Kickstarter

Un lavoro lungo e tortuoso quello di Scarecrow Studio, che ha ​​annunciato l’apertura della campagna Kickstarter per 3 Minutes To Midnight, il suo innovativo gioco d’avventura punta e clicca che arriverà su Pc.

Con una durata di gioco minima di 12 ore, i giocatori si immergeranno nel mondo di gioco attraverso Betty Anderson, un’adolescente coraggiosa che, come il resto della sua città, non ricorda nulla del suo passato. Sarà necessario aiutare Betty a recuperare la memoria, a salvare la sua città natale e, con un po’ di fortuna, a prevenire il giorno del giudizio.

A seconda del livello di contributo nella raccolta fondi, sarà possibile ricevere una copia fisica di “Big Box”, un fumetto esclusivo che racconta la storia dell’ambizioso sindaco Barret o un mucchio di altri extra come artbook, colonna sonora, magliette e altro ancora.

Per l’occasione Scarecrow Studio ha diffuso anche un nuovo trailer, che vi mostriamo di seguito. Buona visione.

CARATTERISTICHE CHIAVE

  • Classico gameplay da avventura grafica. Ispirato dalle avventure LucasArts come The Secret of Monkey Island, Day of the Tentacle, e Sam & Max Hit the Road, 3 Minutes to Midnight combina il gameplay delle avventure punta & clicca e l’umorismo assurdo dei “bei vecchi tempi” con una grafica cartoon ad alta definizione, un’interfaccia intuitiva e un mistero affascinante.
  • Due personaggi giocabili. Sarà possibile giocare nei panni di Betty Anderson e della sindaca Eliza Barret per svelare una trama molto più profonda e oscura di quanto possa sembrare a prima vista.
  • Un piccolo villaggio di stranieri e segreti. Ognuno degli oltre 40 personaggi di 3 Minutes To Midnight ha un background dettagliato collegato in maniera sorprendente a quello degli altri e al mondo in cui ci si troverà. Il giocatore potrà scegliere se limitarsi a grattare la superficie per ottenere solo le informazioni di cui ha bisogno o se indaga più approfonditamente per scoprire chi sono davvero quelle persone.
  • Enigmi a bomba. Il gioco inviterà i giocatori a togliere le scarpe da passeggio e a indossare il capello da pensatori, perché 3 Minutes to Midnight costringerà a spremere le meningi.
  • Un mucchio di localizzazioni. 3 Minutes to Midnight sarà doppiato in inglese, con sottotitoli in inglese, tedesco, francese, italiano, spagnolo, russo, cinese, portoghese, ceco, polacco, coreano, giapponese e catalano.

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Encased, Anteprima

Il genere dei giochi di ruolo a tema post-apocalittico è sempre d’attualità, ma il numero di titoli che fondano le proprie basi su un sistema legato a dialoghi e alla caratterizzazione dei personaggi, è esiguo. Sulle orme dei leggendari fallout, viaggia Encased, un rpg post-apocalittico a sfondo fantascientifico, dall’ambientazione che vale da sola il prezzo del biglietto.
Ad opera del team indie Dark Crystal Games, ha superato con successo una campagna Kickstarter, conclusa con la ragguardevole cifra di 105.000 euro a fronte di una richiesta di 86.000. Un risultato importante grazie ai quasi 2.950 sostenitori che hanno foraggiato il progetto sulla nota piattaforma di crowdfunding.

Andiamo a scoprire in anteprima questo interessante e promettente gioco di ruolo che attualmente è su Steam in accesso anticipato.

SCOPERTE

Dark Crystal Games, ha dalla sua diversi sviluppatori che hanno lavorato su grossi progetti. Non solo i primi 2 Divinity Original Sin, che già potrebbero bastare, ma anche Leviathan: The Last Day of the Decade e Life is Feudal: Forest Village, anche se quest’ultimo è stato purtroppo abbandonato dopo le buone premesse iniziali.

Un team talentuoso, può incappare in qualche passo falso, ma il buon prodotto lo sforna sempre. E sulle prime, possiamo dire che Encased rientra pienamente in quest’ultima categoria.

L’ambientazione a sfondo del gioco è una miscela tra fantascienza e romanzo post apocalittico, qualcosa preso da Fallout qui, e qualcosa preso dai migliori libri sci fi anni ‘80. L’inizio della nostra avventura, viene introdotto da un po’ di storia alternativa che non guasta mai. Correva l’anno 1971, quando la razza umana scoprì in un deserto non meglio specificato, il “Dome”. Struttura gigantesca, dalle origini sconosciute, fu immediatamente oggetto del desiderio di tutte le potenze mondiali.

Per far fronte all’incessante volontà di esplorazione e potere, venne fondata la CRONUS Corporation, con il compito di impiegare scienziati ed avventurieri perlustrando la gargantuesca sfera, tutto in nome del recupero di tecnologie e materiali in quantità.
Per favorire tutto il processo di sviluppo, venne edificata Crystal Sands, una cittadina a due passi dall’ingresso della sfera. Il sogno sembrava avverarsi, con le tecnologie più avveniristiche che non parevano più così distanti. Persino il fatto che entrati nel Dome, non era possibile uscire, non fermò il processo di arrivo di team da ogni angolo del mondo. E l’uomo, non si ferma mai quando c’è il potere di mezzo, mai. Il ritrovamento di tecnologie aliene portò alla luce molte apparecchiature, ma il loro utilizzo portò solo distruzione e morte.

GAMEPLAY

Ed è qui, nel 1976, che inizia il nostro viaggio. Inviati all’interno della sfera, il nostro primo compito sarà quello di scegliere quale classe impersonare, e nel caso di Encased più che di classi dovremmo parlare di “professioni”. Questo perché la sfera al suo interno consta di una serie di fazioni, alle quali fanno capo tutti i lavoratori. Avremo quindi i meccanici, bravi a riparare e costruire oggetti. I “colletti bianchi”, o i cosiddetti uomini di idee, che lavoreranno sulla diplomazia. Poi ci sono i galeotti, e una fazione che ricopre il ruolo di forza armata. Ogni fazione è molto ben caratterizzata, e non avremo grosse difficoltà a trovare quella preferita. Scelta la professione, si passa alle statistiche, che seguendo uno schema di stampo classico, offrirà i seguenti parametri:

  • Forza
  • Percezione
  • Coraggio
  • Carisma
  • Intelligenza
  • Agilità
  • Fortuna
  • Psiche.

Alcuni dei valori che vi presentiamo tradotti, nella loro controparte anglofona hanno un tono volutamente scherzoso e ironico, ma abbiamo optato per una scelta volta alla massima comprensione delle caratteristiche.

I valori principali, avranno un impatto diretto su una mole di statistiche secondarie non di poco conto. Ovviamente, il sistema permette una massima flessibilità nella creazione della propria build, quindi avremo un tank forzuto e resistente ai colpi ma poco intelligente, e un hacker professionista con la passione del crafting.

Per ultimare la creazione del proprio alter ego, ad inizio gioco dovremo selezionare alcune delle abilità proposte, e anche qui l’elenco è molto corposo. Un consiglio, cercate da subito di creare un personaggio con almeno un tipo d’arma preferita, perché anche se il combattimento in Encased non è l’attrazione principale, riveste un ruolo importantissimo e molto approfondito.

Oh, finalmente ci siamo, si parte. L’arrivo nella Dome è in stile librogame, con alcune scelte da effettuare. Conosceremo alcuni personaggi che non sappiamo se incontreremo nel corso del gioco, ognuno dedito ai fatti suoi, insomma non è un viaggio di piacere. L’immancabile fortuna che ci perseguita in quasi ogni gioco di ruolo, fa sì che il nostro ascensore si pianti durante la discesa, mettendo subito alla prova le nostre abilità tecniche. Ci intrufoliamo in un cunicolo che esce in una stanzetta nella quale si trova un personaggio che non ha proprio voglia di farsi una chiacchierata. Le nostre abilità dialettali questa volta non sono così spiccate come in altri rpg, con il risultato di far infuriare il nostro interlocutore. Peccato, volevamo solo capire perché voleva aprire una cassa a tutti i costi.

È un buon momento per parlare di interfaccia e combat system. L’inquadratura è in isometrica, rotabile a 360° e con la possibilità di fare uno zoom. L’interfaccia, è minimale, così da permetterci un’immersione totale nell’area di gioco. I menu posti in alto a destra ci permetteranno di accedere alla schermata di riepilogo del nostro personaggio, all’inventario e al crafting.
C’è anche un menu apposito per il diario, dove verranno riepilogate le quest principali e quelle secondarie, come anche la mappa. Purtroppo, al momento l’interfaccia non supporta una mini mappa, molto utile per avere un’idea circa la nostra posizione. Premere il tasto “m” di volta in volta per verificare l’area di gioco risulta poco pratico quando quello che stai cercando si trova vicino alla tua posizione.

Il sistema di combattimento, è a turni sequenziali, dove il valore di rapidità determinerà se attaccheremo prima o dopo il nostro nemico. Nel momento in cui entriamo in una fase di combattimento, l’hud cambia.

Nella parte alta, troveremo la sequenza dei turni di gioco, mentre in basso al centro verranno riepilogati i tasti funzione relativi alle abilità, e alla copertura in caso volessimo tenere un basso profilo per un turno. Il combat system non è poi molto diverso da altri esponenti del genere, quali Stellar Tactics (di cui abbiamo curato l’anteprima mesi fa), e molto immediato e user friendly.

Ma immediatezza e facilità d’uso, non vanno quasi mai confusi con difficoltà del gameplay. Infatti, una delle peculiarità di Encased, è un gioco approfondito nei dialoghi e nei legami tra le fazioni, ma anche spiccatamente ostico quando si entra in combattimento, soprattutto se il nostro personaggio non è avvezzo quando si tratta di fare a botte. E’ un gioco che alterna molto bene ricche fasi di dialogo, e combattimenti difficili ma appaganti.

COMMENTO FINALE

Chiudiamo la nostra anteprima con qualche parola sul lato tecnico. Le aree di gioco di questa fase early access non sono tantissime, ma dimostrano l’intenzione dello sviluppatore nel proporre biomi molto differenti tra loro.
Con un’area iniziale spiccatamente sci fi, si passa ad altre che ci hanno ricordato Torment: Tides of Numemera, mescolando quindi antichi reperti a tecnologie avveniristiche. Le texture non sono in altissima risoluzione, e va fatto un po’ di lavoro sia per quanto riguarda la pulizia delle stesse, che per gli effetti di illuminazione. Anche i modelli degli npc avranno il loro spazio di sviluppo, risultando ad oggi troppo anonimi, e con un numero di animazioni limitato.

Al di là di queste ovvie sbavature, dovute all’attuale stadio di sviluppo, siamo rimasti piacevolmente colpiti dalla profondità di Encased. La roadmap proposta da Dark Crystal Games inoltre, chiarisce in modo inequivocabile i passi che seguiranno nei prossimi mesi, con aggiornamenti corposi e continui. Ad oggi, il gioco è disponibile in early access a 22,49 euro, un prezzo tutto sommato congruo per ciò che offre, soprattutto se consideriamo gli update in arrivo nei prossimi mesi.

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Re:Legend inizia l’accesso anticipato su Steam

Re:Legend, l’avventura JRPG in multiplayer cooperativo, è disponibile in early access, su Steam, pubblicato da 505 Games.

Sviluppato dal team di sviluppo malese Magnus Games, Re:Legends è il videogioco che ha totalizzato il più alto finanziamento finora raggiunto su Kickstarter nel sud est asiatico con 630.700 dollari di Singapore che equivalgono a quasi 415.000 euro. La raccolta risale a due annetti fa.

Il nuovo trailer del gioco consente di avere una visione più ampia dell’idea che è alla base del titolo.

Si tratta di un simulatore JRPG onnicomprensivo che combina sapientemente meccaniche di gioco “monster-raising” e caratteristiche multiplayer. I giocatori potranno costruire ed espandere il proprio villaggio svolgendo una vasta gamma di attività che includono l’agricoltura, la pesca, la raccolta di risorse, la creazione di oggetti e di equipaggiamenti.
Diversi celebri compositori di musiche per videogiochi sono al lavoro tra cui il celebre  Shota Nakama (Final Fantasy XV).

AMBIENTAZIONE






















Re: Legend è ambientato nel mondo di Ethia, dove i giocatori si risveglieranno, privi di ricordi, sulla spiaggia di Vokka Island e dovranno trovare il modo di ricordare il passato dimenticato. Impareranno a sopravvivere coltivando la terra, allevando bestiame, pescando, stringendo amicizie con gli altri abitanti, espandendo il villaggio, creando armi e allenandosi in combattimento. Così facendo aumenteranno le proprie capacità di addomesticare e allevare i Magnus, creature magiche che si riveleranno di fondamentale aiuto nelle loro avventure in questo mondo denso di pericoli.

Con un Magnus al proprio fianco, i giocatori potranno avventurarsi nelle varie ambientazioni, affrontando sfide minacciose, scoprendo Magnus ancora più potenti e, alla fine, riguadagnando finalmente i ricordi perduti.

L’ACCESSO ANTICIPATO




L’early access di Re:Legend su Steam consentirà ai giocatori di sperimentare il gioco durante la sua ultima fase di sviluppo, offrendo alla comunità degli utenti l’opportunità di aiutare il team di sviluppo a definire il contenuto finale del titolo.

Il mondo di Ethia si espanderà durante questa fase con ulteriori biomi messi a disposizione dei giocatori nell’attesa del lancio ufficiale del gioco, nella versione 1.0.

Durante l’accesso anticipato, il gioco per Pc sarà disponibile su Steam al prezzo speciale di 19,99 euro. Inoltre, i giocatori che decideranno di acquistare Re:Legend su Steam durante la prima settimana, potranno beneficiare di un ulteriore sconto del 10% del prezzo speciale previsto per l’Early Access.

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Alder’s Blood centra l’obiettivo su Kickstarter

Missione compiuta. Alder’s Blood centra l’obiettivo su Kickstarter superando i 10.770 euro che gli sviluppatori si erano posti come obiettivo minimo. Ne dà notizia il publisher NoGravity Games.

A due settimane dalla fine della raccolta, che si concluderà il prossimo 6 settembre, il team indie polacco Shockwork Games ha raccolto quasi 11.000 euro. Risultato raggiunto grazie al contributo di oltre 450 appassionati. Gli sviluppatori hanno anche pubblicato la demo, disponibile su Kickstarter per un tempo limitato.

Michał Bernat, capo sviluppatore a Shockworks Games, ha detto:

Siete tutti fantastici! Non so se posso mai ringraziarti abbastanza! È stato un lungo viaggio per l’intera squadra, molto spesso difficile. Ma adesso possiamo essere tutti d’accordo sul fatto che ne sia valsa la pena. Tutto sta iniziando a riunirsi ed è semplicemente mozzafiato (gioco di parole inteso). Grazie ancora a tutti e ci vediamo a caccia.

C’è quindi tempo per tentare di raggiungere gli obiettivi secondari e cercare anche di portare Alder’s Blood su PS4 ed Xbox One mentre il titolo, annunciato a fine giugno scorso, uscirà sicuramente su Pc e Switch.

Tra gli stretch goals troviamo anche la possibilità di aggiungere nuovi nemici e l’abilità di cacciare alla cieca, nonché di espandere i contenuti di gioco (migliorare il proprio campo, arricchirlo con eventi speciali ed altro).

È ancora possibile per i prossimi nove giorni supportare il titolo strategico e stealth sulla nota piattaforma di crowdfunding.

Con oltre 40 ore di gioco e un prezzo al dettaglio di 24,99 dollari, Kickstarter è la migliore possibilità di ottenere Alder’s Blood con uno sconto e l’aggiunta di altre chicche.

Ricordiamo che si tratta di uno strategico stealth ad ambientazione vittoriana.  I giocatori assumono il ruolo di uno dei Cacciatori di mostri professionisti perfettamente addestrati e altamente qualificati. Questi Cacciatori pianificano attentamente i loro attacchi, nascondendosi nell’ombra finché non riescono a sentire quasi il respiro del mostro su cui hanno messo gli occhi, per poi colpire in un attimo.

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Fluffland, inizia la campagna Kickstarter

Lo sviluppatore indipendente Fluffness ha avviato una campagna Kickstarter per Fluffland, una visual novel fantasy con elementi simulativi.

L’autore punta a raccogliere entro i prossimi 29 giorni, la cifra di 3.000 euro per continuare nei lavori per la sua creatura che dovrebbe essere pubblicata su Pc (Windows e Mac) nel 2021. Attualmente la versione dimostrativa è disponibile su CloudNovel in lingua inglese. Provate la demo online gratuitamente

Al momento, la raccolta Kickstarter ha già raccolto quasi la metà di quanto richiesto dal piccolo team indie.  E sono stati anche annunciati gli stretch goals. Questi, come consuetudine sulla piattaforma crowdfunding, se raggiunti aggiungeranno caratteristiche contenutistiche al gioco. Obiettivi molto bassi. Il più alto è fissato ad 8.500 euro.

La storia è incentrata su un essere umano che viene trasportato in un mondo alternativo, Fluffland, abitato da adorabili creature chiamate “fluffs”. È un rilassante gioco di esplorazione e amicizia, con opzioni aggiuntive man mano che si procede con la storia.
Dall’altro canto, la parte di simulazione prevede varie attività quotidiane e piccoli eventi randomizzati, nonché la possibilità di interagire con i personaggi per aumentare i punti amicizia. Il gioco non è limitato alla trama come nei normali visual novel. Fluffland offre la possibilità di continuare l’avventura anche al termine della storia principale con capitoli secondari e eventi periodici tramite gli aggiornamenti.

CARATTERISTICHE DEL GIOCO

Ecco tutte le caratteristiche in sintesi.

  • 9 personaggi principali con cui interagire.
  • Più di 20 personaggi secondari.
  • 3 fluffs adottabili (pet system).
  • Oltre 20 sfondi.
  • 2 set grafici.
  • Più di 5 brani per la colonna sonora (OST).
  • 6+ CGs.
  • Oltre 15 capitoli principali.
  • Vari capitoli secondari.
  • Eventi periodici e randomizzati.
  • Simulazione di vita (tra cui: lavoro, scuola, shopping, gacha, giardinaggio, combattimento).

IL MONDO DI FLUFFLAND

Fluffland è stato concepito come un mondo utopico in cui lo scopo principale è creare un ambiente spensierato e piacevole.

È principalmente diviso in due grandi aree: 

  • Il continente di Fluffland, una grande isola fluttuante, composta da diverse zone, tutte accomunate dall’atmosfera da sogno;
  • Cemetery è una città in stile giapponese nascosta sotto il continente di Fluffland. Si tratta di un luogo vivace in cui gli abitanti si scatenano ogni notte con feste e duelli in arena.

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Alder’s Blood, annunciata la campagna Kickstarter

Alder’s Blood uscirà su Pc (Steam e GOG) e Switch ma per assicurarsi che il gioco possa essere lanciato al meglio, Shockwork Games ha annunciato l’avvio di una campagna Kickstarter che inizierà il prossimo 6 agosto.

Gli sviluppatori vogliono così chiedere il sostegno degli appassionati attraverso una raccolta fondi che punterà ad un obiettivo minimo (da annunciare e lo sapremo quando partirà il Kickstarter) proponendo anche obiettivi secondari per allargare i contenuti del titolo. Nondimeno saranno anche annunciate le “ricompense” per ingolosire i possibili donatori.

Su Alder’s Blood abbiamo già scritto qui. Si tratta di uno strategico a turni in stile XCOM ma con caratteristiche che ricordano anche Darkest Dungeon e Bloodborne. L’ambientazione vittoriana dovrebbe aumentarne il fascino.

Gli autori invitano gli appassionati alla sessione Discord AMA e Chiedere qualcosa sul gioco a questo link: https://discord.gg/XZ7MMKq

Ecco l’ultimo trailer sul gioco mentre nell’attesa dell’apertura delle danze, vi proponiamo tutte le caratteristiche principali sul titolo. Buona visione e buona lettura.

CARATTERISTICHE PRINCIPALI ALDER’S BLOOD

  • Combattimento furtivo, imboscata. Cercate di superare in astuzia tutte le creature terrificanti che affronterete poiché sono molto più forti e non avete nessuna possibilità di spuntarla in un assalto diretto.
  • Diversi avversari da sfidare. Dai lupi mannari ai vampiri, tutti i mostri hanno i loro attacchi e abilità unici e possono facilmente vedere, ascoltare o annusare te a distanza. Quindi state attenti a non rivelare la vostra posizione troppo presto.
  • Personaggi basati sulla resistenza. Gestite con cautela il vostro livello di energia tra attacco, movimento e lancio di incantesimi. Alla fine siete solo un essere umano e la mancanza di energia vi affatica gravemente.



  • Un mondo oscuro si è tuffato nella penombra. In questo mondo il nostro dio ci ha voltato le spalle e la sua presenza corrotta può cambiare l’intensità del campo di battaglia: dall’evocare i mostri, cambiando il tempo, trasformare le creature in potenti avatar della sua volontà.
  • Il sistema di esplorazione di un vagabondo. Viaggiate in tutto il mondo, portando la vostra base mobile insieme a voi. Prendete rifugio e gestite il vostro accampamento, ma siate cauti nei confronti degli agguati nemici.
  • Una fusione unica tra la dark fantasy vittoriana e il selvaggio West. Immergetevi in un mondo completamente diverso da quello che conoscete, un universo modellato dalla lotta, in cui l’umanità non ha avuto la libertà di sviluppare o far progredire nessuna delle sue tecnologie.






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R-Type Final 2 ha raggiunto l’obiettivo minimo

È fatta per R-Type Final 2. Il pubblico ha accolto molto calorosamente il progetto su Kickstarter di Granzella ed ha donato in due giorni quasi 430.000 euro. Questo grazie al contributo di oltre 4.100 sostenitori. Il dato, ovviamente è costantemente aggiornato.

Il nuovo capitolo della serie shoot’em up sviluppata originariamente da Irem, sarà realizzato da questo team giapponese ed arriverà a fine 2020. Ovviamente senza contrordini.

Questo il messaggio su Kickstarter.

Siamo lieti di annunciare che R-Type Final 2 ha raggiunto il 100% dei finanziamenti. Grazie a tutti coloro che ci hanno supportato su Kickstarter. Riteniamo che questo risultato rifletta il sostegno e la cooperazione dei nostri sostenitori che attendono con impazienza R-Type Final 2.

Offriamo i nostri più profondi ringraziamenti a tutti.

Chiediamo il vostro continuo supporto per R-Type Final 2 e Granzella.

GLI STRATCH GOALS SONO INTERESSANTI

Appurato che il gioco sarà realizzato nella sua forma base, gli sviluppatori adesso puntano agli stretch goals che se raggiunti stravolgerebbero il progetto originario. Mancano cinque giorni alla fine della raccolta crowdfunding. Il più vicino, a quota 500.000 euro, prevede l’inserimento delle classifiche cross-platform e cross-region. Più dettagli li trovate qui.

Il bello a nostro avviso arriverà dai 900.000 euro in poi. Da qui, gli step successivi aggiungeranno vari stage, ovviamente rifatti col nuovo engine di gioco, sai capitoli della saga shoot’em up. Sono ben 7 gli stage supplementari previsti se si dovesse raggiungere quota 2.250.000 euro.

 

Ecco la tabella dalla pagina Kickstarter. Buona visione.

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Aperta la campagna Kickstarter di R-Type Final 2

R-Type ha fatto la storia degli shoot’em up. Pubblicato nel 1987, il titolo fece faville su console con ottime versioni per il mercato casalingo. Ne è nata una serie iconica.  Il team giapponese Granzella ha lanciato la campagna Kickstarter per R-Type Final 2, un nuovo capitolo della serie. La software house punta a raccogliere 372.046 euro per realizzare il gioco e portarlo su Pc e console nel dicembre del 2020.

Granzella ha la licenza ufficiale ottenuta da Irem Software, storico sviluppatore dei titoli storici. L’obiettivo dello sviluppatore è quello di riportare in auge le caratteristiche che resero grande R-Type. Sulla pagina del progetto su Kickstarter sarà possibile personalizzare le navette sia visivamente (con skin uniche) che con armi diverse. Si pensa a più livelli di difficoltà, onde evitare che il titolo sia eccessivamente complicato.

Su Kickstarter il progetto ha già raccolto quasi 90.000 euro in poche ore mentre la durata di questa campagna è insolita: 7 giorni. Ma non è escluso che entro oggi, come comunicato dallo stesso team sul proprio sito ufficiale, che in giornata venga ufficializzata anche la durata effettiva della raccolta crowdfunding. Ad ora hanno donato già 715 persone ed il dato si aggiorna di attimo in attimo.

Vediamo il nuovo trailer d’annuncio sulla campagna Kickstarter.

Sono già presenti anche gli eventuali stretch goals, ossia gli obiettivi secondari che aggiungeranno, se raggiunti, ulteriori contenuti e caratteristiche ad R-Type Final 2.

  • A quota 500.000 dollari saranno aggiunte le classifiche cross-platform e cross-region (in pratica tutti i giocatori indipendentemente da quale piattaforma utilizzeranno e da dove saranno, verranno messi in competizione in una classifica globale).
  • Raggiungendo i 600.000 dollari sarà aggiunta la sessione Ghost
  • Con 700.000 dollari ci saranno i sottotitoli nelle lingue occidentali, italiano incluso.
  • Ad 800.000, invece, saranno aggiunti i sottotitoli in cinese.
  • Il bello, a nostro avviso, parte da quota 900.000. Sarà aggiunto ed incorporato uno stage (ovviamente rifatto per l’occasione) di R-Type Final.
  • Raggiungendo il milione di dollari sarà aggiunto uno stage di R-Type Delta
  • Ad 1.250.000 dollari ci sarà un livello di R-Type III
  • A quota 1.500.000 dollari troveremo anche uno stage di R-Type Leo
  • Ad 1.750.000 dollari ci sarà un livello di R-Type II
  • Con i 2.000.000 di dollari sarà aggiunto un livello dell’R-Type “originale”.
  • Giunti a 2.250.000 dollari gli sviluppatori includeranno anche lo stage III di R-Type.
  • A 2.500.000 saranno realizzati i modelli della navetta 102 R.
  • Ci sono altri obiettivi secondari accennati ma ancora segreti.

La nuova sfida contro l’impero Bydo, quindi, è stata lanciata.




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Chernobylite ha raggiunto l’obiettivo su Kickstarter

Sono bastati 10 giorni a Chernobylite per raggiungere l’obiettivo minimo su Kickstarter. Il survival ad ambientazione post nucleare di The Farm 51 ha già raccolto più di 91mila euro superando la soglia di 88.924 euro che richiedevano gli sviluppatori. Tutto questo grazie agli ai quasi 1.600 supporter che hanno donato il loro contributo. I dati ovviamente sono in continua evoluzione.

Per l’occasione sono stati resi noti i primi stretch goal, ossia alcuni obiettivi secondari che serviranno a vivacizzare ulteriormente la campagna già andata a buon fine proponendo alcune caratteristiche supplementari se superata la determinata soglia proposta.

A 100.000 euro la stazione di Cernobyl (una delle location del gioco assieme alla città fantasma di Prypjat) sarà più vasta ed esplorabile.

Se si dovesse raggiungere quota 120.000 euro saranno aggiunte le traduzioni in diverse lingue, italiano compreso.

Con 130.000 euro sarà aggiunto un sistema di crafting delle componentistiche delle armi e munizioni speciali.

I 150.000 euro garantiranno, invece, l’inclusione in game della registrazione reale dei suoni dai luoghi contaminati di Cernobyl.

E non è detto che ci si fermi qui. Avete già sostenuto il progetto? Se vi interessa avere queste ulteriori caratteristiche vi rimandiamo alla relativa pagina Kickstarter. Ricordiamo che pochi giorni fa, The Farm 51 ha pubblicato un lungo video di mezz’ora con protagonista il gameplay di Chernobylite mostrandolo in azione per la prima volta.

 

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Tales of the Neon Sea ha una data di lancio

Zodiac Interactive ha ufficializzato la data di lancio di Tales of the Neon Sea. L’avventura cyberpunk neo-noir farà il suo debutto su Steam per Pc il prossimo 30 aprile.

Il gioco sviluppato dal team indie Palm Pioneer è in pixel art ed è ispirato ai generi cyberpunk come Blade Runner e Ghost in the Shell, si mostra in un nuovo trailer che evidenzia il suo gameplay e la sua estetica.

In un mondo cyberpunk pienamente realizzato di intrighi e sospetti, in cui uomini e robot lottano contro crescenti tensioni e reciproca sfiducia e dove i felini gangster si fanno strada verso la cima della catena alimentare. Si dovrà utilizzare il proprio ingegno ed abilità di risoluzione dei puzzle per determinare il corso di questa storia unica.

Dopo quasi tre anni di sviluppo, il team di sviluppo di di stanza a Chengdu, in Cina, Palm Pioneer ha perfezionato e messo a punto il prodotto finale. Ecco il trailer più recente che riporta la data di lancio.

Il produttore, Tian Chao, ha detto:

Siamo cresciuti come amanti della fantascienza su anime e film classici, con la loro variazione su un futuro cyberpunk allettante e terrificante. Allo stesso tempo, crescendo in Cina durante il boom economico in corso ha dato a molti di noi la sensazione di vivere realmente in un mondo di grattacieli altissimi e strade nebulose al neon! Anche Denis Villeneuve, direttore del recente sequel di Blade Runner, ha fatto riferimento a Pechino durante la progettazione di quel film. Questo ci dà una prospettiva unica da inserire nella visione cyberpunk ormai familiare. Nel gioco, i giocatori troveranno molti enigmi e storie con caratteristiche orientali, ma gli elementi orientali sono solo parte della visione del mondo Tales of the Neon Sea. Anche altri elementi del gioco occupano una posizione molto importante. Crediamo che l’integrazione di questi elementi crei un’esperienza interessante e unica.

Il progetto è stato finanziato con successo su Kickstarter grazie all’aiuto di 845 sostenitori nell’agosto 2018 raccogliendo oltre 22.000 dollari neozelandesi. Inoltre ha vinto numerosi premi come Excellence in Visual Art a indiePlay 2018 e Most Mostable Game e Best Game Design a INDIE PRIZE 2018.








REQUISITI DI SISTEMA

  • Sistema operativo: Windows 7-32/64-bit
  • Processore: Inter Core i3-4150
  • Memoria: 8 GB di RAM
  • Scheda video: Nvidia Geforce GTX 760 or better
  • DirectX: Versione 11
  • Memoria: 2 GB di spazio disponibile
  • Scheda audio: DirectX compatible sound card

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Chained Echoes, in corso la campagna Kickstarter

Chained Echoes, avventura rpg che combina fantasy con elementi futuristici, si trova nel pieno della sua campagna Kickstarter e la sua data di rilascio è prevista per settembre del 2021.

Il titolo, sviluppato da Matthias Linda e Eddie Marianukroh, combina la semplicità dei giochi di ruolo classici con un gameplay moderno. Al momento, l’uscita è prevista su Pc, Mac e Linux, mentre per la versione Switch e PS4 l’eventuale raggiungimento dello stretch goal. Nel caso in cui questo non venisse raggiunto, la versione console potrebbe arrivare in un momento successivo.

Gli autori chiedono 60.000 euro e mancano 22 giorni alla fine delle “danze” sulla famosa piattaforma di crowdfunding. Al momento sono stati raccolto oltre 31.000 euro grazie agli oltre 1.000 supporter che hanno donato il loro contributo. Due, per ora, gli obiettivi secondari dichiarati: uno a quota 70.000 (non ancora illustrato), l’altro è a 80.000 e prevede la versione Switch. Qui su Kickstarter più dettagli.

Vediamo il trailer di presentazione.

Chained Echoes racconta la storia di un gruppo di eroi e del loro viaggio all’interno del vasto continente di Valandis, caratterizzato da una diversità di paesaggi, per porre fine alla guerra tra i suoi tre regni. Le battaglie si svolgono con un sistema a turni veloci. Non ci saranno incontri casuali: si potrà vedere il nemico sulla mappa e scegliere se combatterlo o evitarlo e nel momento in cui si decide di intraprendere la lotta, il tutto avverrà in maniera fluida senza alcun tipo di schermata di caricamento. I nemici inoltre, saranno molto vari: vermi giganti, goblyn, fino ad arrivare ai krakens nascosti nei dungeon.

Due gli li elementi innovativi: il mech e il dirigibile. Con entrambi ci si potrà spostare all’interno della mappa ed entrambi potranno essere equipaggiati con varie armi per poter affrontare i nemici in aria.

Nello specifico, ecco le caratteristiche principali:

  • 20-25 ore di gioco
  • battaglie veloci a turni
  • nessun incontro casuale
  • tonnellate di oggetti da saccheggiare, rubare o fabbricare
  • complesso sistema di abilità e attrezzature
  • dirigibile e mech da personalizzare
  • grafica in stile Snes a 16 bit
  • musica ispirata ai giochi di ruolo PSX

Attualmente, la maggior parte dei sistemi di base del gioco sono stati collaudati ed implementati. Altri invece, come le battaglie tra mech, devono ancora essere perfezionati.




 

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