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They came from the Sky, (mini) Recensione

La fantascienza è sempre stato un argomento molto interessante. Fin da tempi remoti. Un esempio storico fu la trasmissione radiofonica del 1938 intitolata “War of the Worlds” interpretata così bene da Orson Welles che molte persone che ascoltarono la radio credettero effettivamente ad una invasione aliena. Non mancano esempi anche negli anni successivi. Ma non è questa la sede per andare avanti. Abbiamo voluto iniziare così la (mini) recensione di They came from the Sky, nuovo titolo di Fobti Interactive che dopo averci portato nel West con Gunman Tales e fatto esplorare dungeon con eroi nell’interessante RPG “numerico” Numgeon, ci fa vestire i panni degli alieni invasori.

Proprio così. E lo fa facendoci tornare indietro, in un’atmosfera anni ’50. Il gioco è uscito su Steam pochi giorni fa e propone una grafica in pixel art ed un design interessante. Oltre a dinamiche estremamente semplici ed immediate che lo rendono adatto a chi vuole divertirsi per qualche minuto.

Ecco la nostra recensione.

GAMEPLAY SNELLISSIMO MA DIVERTENTE

Diciamocelo subito: They came from the Sky è un passatempo semplice. Potremmo definirlo una sorta di “Space Invaders al contrario”. In questo caso, infatti, saremo noi a guidare l’invasione aliena a bordo di un classico disco volante del tutto simile a quello che si ritiene sia caduto a Roswel, negli Usa, avvenuto nel 1947.

Il nostro compito? Semplicissimo: rapire (o come simpaticamente viene descritto su Steam: “salvare”) il maggior numero di esseri umani e/o animali evitando anche le rappresaglie della polizia o altri tipi di controffensiva terrestre. Al tempo stesso sarà importante evitare di rimanere senza energia (del resto è sempre un ufo degli anni ’40-’50) e conquistare bonus che aumentino il tempo a nostra disposizione che è limitato. La missione è nobile: assicurare un numero di esseri umani per poter preparare un delizioso frullato rinfrescante…

Grazie al raggio traente quindi potremo attirare nel nostro disco volante persone ed animali. Raccoglieremo anche dei bonus che serviranno a renderci invisibili per un breve periodo di tempo, a fermare le persone e renderci più facile il nostro compito o, ancora, a trasformare le persone in polli, o attivare scudi o il warp che serve per la ricarica.

Potremo anche raccogliere, sempre col nostro raggio, alcune monete che accumulate saranno utili a sbloccare altri tipi di ufo. Ve ne sono in tutto sei. Questi si differiscono non solo per l’aspetto (sempre retro) ma anche per tre caratteristiche: velocità di movimento, energia e resistenza ai colpi.





Non possiamo, inoltre, il nostro movimento laterale sarà automatico ma grazie all’utilizzo del nostro raggio potremo cambiare direzione.

Nel gioco sono presenti le statistiche. Ad esempio leggeremo quante volte siamo stati abbattuti, quanti round abbiamo fatto, quanti umani abbiamo rapito, quanti animali sono stati prelevati e così via. Nonché il nostro rango mentre il numero di monete raccolte tra ogni partita è cumulativo e, come detto, serve a sbloccare le navette con le quali effettuare le nostre scorribande.

Ah, ovviamente bisogna fare il maggior numero di punti e se centreremo tanti obiettivi rapidamente attiveremo un sistema di combo che aumenterà a il punteggio.

PIXEL, BUONA MUSICA E QUALCHE EFFETTO









Dal punto di vista tecnico, They came from the Sky è il classico lavoro in pixel art da parte di Fobti Interactive. Tutto molto semplice ma ben fatto ed in grado di offrire la giusta atmosfera. Buoni anche alcuni piccoli effetti ed un omaggio a Godzilla che ogni tanto fa capolino sulla scena.

Ed a questo punto, facendo un passo indietro, ci viene un dubbio: ma noi li rapiamo o li salviamo questi esseri umani, gatti, gabbiani, poliziotti, polli e così via?… In effetti se gli umani potessero scegliere, cosa farebbero: essere spiaccicati da Godzilla o essere l’ingrediente principale di un succo rinfrescante per alieni?

Ci sono alcune opzioni grafiche per gli effetti (togliere lo “sporco” ad esempio) o per giocare in bianco e nero o a colori. Buoni gli effetti sonori e buonissime anche le due musiche. Entrambe evocative e di atmosfera che fanno perfettamente il loro dovere. Offrono, infatti, quel po’ di suspense che ci aspetteremmo anche da un tipo di film del genere. Ci accompagnano molto bene nella nostra missione di terrore… o di salvataggio… beh, nel nostro compito.

COMMENTO FINALE

They came from the Sky è un bel passatempo. Nulla di impegnativo ma è molto simpatico. E siamo convinti che effettivamente nove alieni su dieci (come ironicamente appare nella pagina Steam del gioco) abbiano ragione consigliando questo giochino firmato da Fobti (al secolo Tibor Fobel). Divertente, scanzonato, immediato e per piccino che sia, funzionale.

Ottimo prezzo (non supera i tre euro, ndr), peccato per la poca varietà complessiva. Capiamo, tuttavia, che vada bene così visto il tipo di produzione strettamente individuale ed indipendente.

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L’action RPG KillSquad arriverà in estate in accesso anticipato su Steam

Novarama annuncia che il suo GDR d’azione in cooperativa, Killsquad, sarà disponibile da quest’estate su Pc nell’accesso anticipato di Steam.

Il titolo è incentrato sul gameplay in cooperativa con visuale dall’alto ed è ambientato in un mondo futuristico di cacciatori di taglie, noti – appunto – come “killsquad”. Queste squadre di cacciatori porteranno a termine alcuni contratti per fare il lavoro sporco delle grosse multinazionali in cambio di bonus in denaro e fama intergalattica.

Vediamo il trailer d’annuncio.

Killsquad include un sistema di bottini e classi molto dettagliato con livelli e missioni a generazione procedurale, in grado di offrire sessioni di gioco, sia da soli che con gli amici, sempre diverse e avvincenti. Ambientato in uno scenario fantascientifico pulp, Killsquad combina lo stile di un western spaziale con la grafica isometrica e la visuale dall’alto di un GDR tradizionale. Su alcuni pianeti dinamici tanto pericolosi quanto i nemici che li popolano, i giocatori accetteranno i vari contratti che li porteranno ad affrontare una vasta gamma di creature letali, sistemi difensivi automatici e altri avversari mortali, mentre esploreranno le ambientazioni esotiche e dettagliate di ogni pianeta.

Il gioco si basa su rapide missioni orientate, che offrono agli appassionati un’intensa esperienza d’azione single player o multiplayer. I livelli a generazione procedurale e la natura frenetica del gioco invitano a sessioni ripetute, portando i tradizionali elementi del genere GDR d’azione a un nuovo livello. Ponendo la community sempre al centro, Killsquad introduce un sistema di contratti live che offrirà ai giocatori contratti da completare in tempo reale. Tali contratti rappresentano il vero spirito comunitario, in quanto gli altri giocatori potranno partecipare a un qualsiasi contratto aperto divertendosi con la stessa esperienza di gioco, del resto, un po’ di potenza di fuoco in più non fa mai male.

Alcuni contratti speciali offerti tramite eventi in game manterranno i giocatori sempre coinvolti in un universo in costante espansione.

Dani Sanchez-Crespo, responsabile dello sviluppo del gioco, ha sottolineato:

Killsquad è un progetto nato dalla vera passione. È il nostro tributo a tutti i titoli che abbiamo apprezzato nel corso degli anni. Tutto è iniziato come una lista dei desideri di tutto ciò che il gioco perfetto doveva avere. Speriamo che la community comprenda tale rispetto e ammirazione, e non vediamo l’ora di espandere l’universo di Killsquad con il suo aiuto.





QUATTRO EROI

I giocatori potranno scegliere uno dei quattro diversi eroi, ognuno dotato di abilità specifiche in base alla propria classe: Assassino, Guerriero, Specialista o Supporto. Ogni classe ha abilità da padroneggiare, grazie a un sistema di controlli intuitivo in stile console che offre la possibilità di sbloccare varie capacità e caratteristiche specifiche per ogni personaggio. Il sistema di classi di Killsquad consente ai giocatori di accedere a moltissimi equipaggiamenti potenziabili e opzioni di personalizzazione per creare il proprio personaggio, scegliendone l’aspetto con diverse skin. Grazie a un vasto arsenale di armi e contratti da sbloccare, oltre a equipaggiamenti da ottenere, i giocatori avranno a disposizione una scelta quasi illimitata di opzioni da sfruttare in un universo letale sempre attivo.

Sarà anche possibile ottenere potenti abilità d’attacco specifiche per ogni classe da usare contro i nemici più letali o i boss incontrati durante la propria missione. I nemici sconfitti rilasceranno risorse utili, valuta e DNA, utilizzabili per acquistare armi ed equipaggiamenti migliori nel negozio del gioco, oltre a vantaggi per potenziarli.

Novarama ha grandi piani in serbo per la sua creatura con molti altri contenuti già pianificati per essere rilasciati nel corso dell’anno, oltre alla versione console per PlayStation 4 e Xbox One.

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Baldo mostra per la prima volta il suo gameplay

Dalla Sicilia con furore. Naps Team mostra per la prima volta il gameplay di Baldo. Gioco annunciato tempo addietro di cui si sapeva pochissimo ma che, al tempo stesso, aveva incuriosito non pochi fan grazie al suo spiccato stile artistico.

La clip, pubblicata dal colosso IGN, ci offre alcune sequenze di gioco dal quale si evince la pregevole fattura artistica accompagnata dalla tecnica Cel Shading. Continuiamo a conoscere poco di questo titolo che però si preannuncia molto interessante soprattutto per i fan di Zelda. Vedremo nelle prossime settimane. Dalla clip, lunga quasi un minuto e mezzo, si evince però un dettaglio interessante: Baldo sarà un titolo multipiattaforma essendo in lavorazione per Pc, PS4, Xbox One e Switch.

Cliccate sull’immagine per vedere il gameplay di Baldo dal sito di IGN. Qui, invece, la nostra intervista a Naps Team dello scorso anno in cui il team indie messinese accennava a questo titolo che finalmente vediamo oggi in azione.

Buona visione.


 

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Parasol Stars sta arrivando su C64

Il Commodore 64 non muore mai. Probabilmente non è l’attacco più originale della storia del giornalismo ma è senza dubbio uno dei più appropriati. Soprattutto in casi come questo. Parasol Stars, infatti, sta arrivando sull’amato 8 bit di casa Commodore. O meglio, visti i recenti precedenti, salvo intervento di Taito (storica software house che realizzò il gioco originale, ndr), si sta dirigendo sul C64.

Commodoreformat e IndieRetroGames, infatti, danno questa notizia, gradita agli irriducibili amanti retrogamer. Non si tratta di una conversione impossibile visto che ai suoi tempi, parliamo del 1991, il gioco era effettivamente in previsione per il Commodore 64 edito da Ocean. Purtroppo, un vero e proprio atto di ripicca della moglie del programmatore che si occupava del porting (Colin Porch) spinse il publisher a cancellare quella versione a causa del grave ritardo (vennero persi in un solo momento tre mesi di lavoro) che si sarebbe accumulato.

I mentioned yesterday about a port I started of Parasol Stars for the #C64. Here’s the latest WIP build before I put it on hold. Definitely going to look into getting some sound and graphics help to complete this when I’m done with Doc #retrogames #EverythingC64 pic.twitter.com/v6va23Qmk9

— Simon Jameson (@EvoluteGames) May 10, 2019

Ventotto anni fa, inoltre, è bene ricordarlo, il periodo storico, inoltre, era favorevole al C64. L’era ad 8 bit stava tramontando in favore dei consolidati Amiga, Atari ST e console a 16 bit. Inutile dire che quei mesi furono fatali per questa edizione che probabilmente avrebbe fatto molto bene come i capitoli precedenti, ossia Bubble Bobble e Rainbow Island del quale era il sequel diretto (Il sottotitolo è inequivocabile “The Story of Rainbow Island II”).

Parasol Stars arriverà, quindi, sul biscottone, probabilmente a titolo gratuito a firma di Simon Jameson. L’autore ha anche recentemente detto su Twitter di aver “bisogno di un aiuto per completare la grafica ed il sonoro. Ma la più grande necessità è quella di elaborare il sistema di oggetti bonus follemente profondo ed i mondi segreti. Bubble Bobble, Rainbow Islands e questo sono molto profondi”.

Siamo molto curiosi. C’è anche un video molto interessante che mostra il gameplay della versione C64 ancora in sviluppo (è un work in progress). Siete pronti a vagare nello spazio? Buona visione.

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Golem Gates arriva su console a fine mese

Golem Gates ha una data di lancio. Debutterà il 29 maggio su PS4 e, due giorni dopo, su Xbox One e Switch. Digerati ha annunciato la notizia accompagnandola con il trailer di lancio per questo mix tra gioco di carte, azione e strategia. Il titolo, ricordiamo, è già uscito lo scorso anno su Steam.

Sviluppato da Laser Guided Games, Golem Gates è, dunque, un mix fantascientifico tra un gioco d’azione strategico e un gioco di carte in uno scenario post-apocalittico, in cui si dovranno affrontare alcune forze ultraterrene guidando le tue armate. Un’antica minaccia è comparsa e solo l’Araldo potrà contrastarla. Sfruttando il potere infuso di nanite degli Ash, devi proteggere un mondo devastato dalle guerre del passato. Scegliete fra 100 carte (conosciute come Glifi) e impiegate varie unità, edifici, vantaggi e molto altro in combattimenti tattici per giocatore singolo, cooperativa e multiplayer online.

Gli schemi casuali e il rapido piazzamento delle unità vi costringeranno ad adattarti a ogni momento, mentre decidi la vostra strategia. Aggiungete un maggior numero di forze a una battaglia per cambiarne le sorti, trasformate un gruppo di esplorazione in una forza d’attacco, posizionate difese d’emergenza per rispondere al nemico, o nascondete un avamposto per sorprendere gli avversari. Sarete voi a dover prendere le decisioni, ma fate attenzione perché il nemico farà lo stesso e con il giusto Glifo le forze possono essere distrutte tanto rapidamente quanto sono state create.

CARATTERISTICHE PRINCIPALI

  • Scegliete i vostri Glifi: personalizzate il vostro mazzo con decine di unità, edifici, trappole, vantaggi, svantaggi e tecnologie.
  • Tattiche variabili: giocate le carte/i Glifi durante la fase di combattimento e cambiate la vostra strategia in ogni momento per difendere, fiancheggiare e fortificare.
  • Molte ore di contenuti unici: una campagna per giocatore singolo, scenari sfida, modalità survival da soli o in cooperativa, multiplayer locale e online, e molto altro.
  • Supporto per 4K su Xbox One X: divertitevi con le spettacolari battaglie fantascientifiche e il caos magico che prenderanno letteralmente vita sullo schermo.










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Songbird Symphony si dirige su Pc e console a fine luglio

PQube e Joysteak Studios hanno diffuso un nuovo trailer per Songbird Symphony. Il platform musicale si prepara per l’uscita il 25 luglio su Pc, PS4 e Switch.

La nuova clip mette in evidenza gli aspetti musicali del gioco:

CARATTERISTICHE

Trovate le note musicali e abbellite la musica di sottofondo: In Songbird Symphony, è possibile influenzare la musica di sottofondo con le capacità di risolvere puzzle. Fino alla perfetta sinfonia. Per esempio, dare una mano ad un’ape farà sì che i ragni salgano su e giù per le corde delle loro ragnatele con gioia creando una melodia adorabile.

Passate al ritmo per progredire nei livelli: Ottenete il massimo dal gioco con il classico jump’n’run gameplay. Livelli di danza sinfonica di Songbird.

Che la musica guidi le vostre ali: Songbird Symphony è un’avventura musicale che racconta la storia di Birb, un piccolo uccellino orfano che un giorno si sveglia da solo in una strana foresta e viene aiutato dallo zio Peacock leggermente iperattivo ma premuroso.












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Annunciato Gekido Kintaro’s Revenge Premium Edition

Naps Team ed il publisher Red Art Games hanno annunciato Gekido Kintaro’s Revenge Premium Edition per PS4 e Switch.
Questa edizione fisica (pacchettizzata con lo stile dei giochi su GameBoy Advanced), includerà oltre al beat’em up che abbiamo apprezzato in digitale anche su Pc anche un artbook e degli stickers esclusivi.

Non si sa ancora la data di lancio. Ecco il cinguettio ufficiale del publisher Red Art Games su Twitter.

Announcing Gekido Kintaro’s Revenge by @NapsTeam for #PS4 and #NintendoSwitch!

Offering a Premium Edition (more value 4 the same price) :
– GameBoy Advanced packaging
– ArtBook
– Exclu Stickers
– Game

Preorders on https://t.co/cRYEbYSov2 on Thursday 2PM UTC ⏱️#switchcorps pic.twitter.com/E6iyaB8MkA

— RED ART GAMES (@REDARTGAMES) May 14, 2019

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There Was a Dream, Anteprima

Il movimento indie italiano lancia segnali ottimistici. Sono tanti gli studi che stanno facendo molto bene. Cartel Games, Hammer&Ravens, Wisdom Games, Fantastico Studio, sono solo alcuni dei cosiddetti “indiedev” che con i loro progetti e la loro passione, vogliono proporre buoni prodotti pur con budget limitati. Il titolo di cui parleremo oggi è There Was a Dream, sviluppato dal duo italiano Keydare Project.

Si tratta di un gioco di ruolo survival molto particolare che è già disponibile sulla piattaforma itch.io. DannyDSC ha provato il gioco e ci ha fornito questa anteprima.

SIAMO FATTI DELLA STESSA SOSTANZA DEI SOGNI

I sogni, sono esperienze di una vita passata? O desideri e paure inespresse? O forse, il sogno è un viaggio in un’altra dimensione?
La nostra giovane Claire, ha 26 anni, e dopo una lite con i genitori, decide che è arrivato il momento di vivere da sola.
Cambia città, e la solitudine è la sua unica amica. Forse è proprio “lei”, insieme ad una casa spoglia e del tutto impersonale, a far riemergere nella nostra eroina una scintilla sopita da tempo. Tempi felici, in cui i sogni di una piccola bambina la facevano volare tra le stelle, accarezzare creature dalle fogge più uniche, e viaggiare in terre color oro e smeraldo. Quei luoghi, Claire li aveva già visitati da bambina, con i suoi nonni, ed ora, è tornata. Come può essere possibile?
La risposta a questa domanda la fornirà Xehor, membro di una razza non specificata che abita da tempo questo luogo incantato. Gli abitanti del reame incantato sono in pericolo, e vengono rapiti senza motivo apparente. Starà a Claire e al suo compagno far luce su questo mistero, tra mille avventure ed un mondo che aspetta solo noi.

UNA PIACEVOLE BREZZA ESTIVA












Avviato il gioco, Xehor ci aspetta sulla spiaggia, pronto a fornirci i primi rudimenti su quello che dovremo fare. There Was a Dream è un gioco di ruolo survival, con una mappa open world da 4 chilometri quadrati. In questo tipo di prodotti, specialmente se sviluppati da software house indipendenti, il primo problema è spesso rappresentato da un mondo ampio ma vuoto, spazi aperti ma impersonali. Fughiamo subito il primo dubbio, perché questo prodotto ha un level design ispirato e ben congeniato.

Ogni parte della mappa è studiata con molta attenzione, e gli spazi aperti sono lasciati ad aree dove lo sviluppatore ha voluto dare al giocatore una forte sensazione di libertà. Già dalla partenza, su una spiaggia soleggiata, avremo a disposizione una pratica guida posta sul lato sinistro dell’interfaccia, mentre sul lato destro verranno riepilogate le quest e gli obbiettivi. Claire avrà a disposizione una serie di “armi” e di strumenti. Una cosa che abbiamo gradito, è che le armi, non sono affatto quello che ci si potrebbe aspettare.

Per farvi un esempio, la prima arma a disposizione sarà un fantastico sturalavandini ultimo modello. Gli strumenti sono di vario tipo, e vano dalla classica torcia, ad un mirabolante ombrello che ci permetterà di planare. Tutto quello che abbiamo elencato, come per quanto riguarda la conformazione dei livelli, non è messo a caso, a funzionale. Lo sturalavandini ci permetterà di difenderci, ma anche di attaccare mostri che forniranno materiali per il crafting e cibo. L’ombrello, ci permetterà di raggiungere zone altrimenti inaccessibili, la torcia illuminerà il buio di una notte senza fine.

E questi sono solo alcuni esempi di ciò che potremo usare durante la nostra avventura. C’è poi da parlare della componente survival e del crafting. Claire e Xehor hanno bisogno di cibo per continuare a correre, e il cibo verrà ricavato dai frutti degli alberi, o come dicevamo sopra dalle creature.












Quando Xehor è al nostro fianco, assumerà la forma di un piccolo gatto nero, che da solo vale il prezzo d’acquisto del titolo. Potremo anche controllarlo, ad esempio quando dovremo raccogliere cibo per il suo sostentamento. Il concetto di survival non si applicherà solamente alla nostra sopravvivenza, ma anche alla fase di costruzione della nostra casa. Avete letto bene, potremo mettere radici, creando un vero e proprio appartamento dalle forme che più ci piacciono. La fase di costruzione è ben fatta e anche molto divertente, soprattutto grazie ad un tocco grafico davvero azzeccato.

Ovviamente, la raccolta di risorse e materiali richiede spazio, e grazie allo zaino a nostra disposizione, avremo un colpo d’occhio immediato sull’inventario.
A differenza di molti altri titoli che propongono la classica schermata a griglia quadrata, qui il nostro zaino non sarà solo un orpello grafico, ma lo apriremo per valutarne il contenuto. All’interno del diario invece, potremo consultare le quest attive, la mappa di gioco e le statistiche della nostra eroina. I ragazzi di Keydare Project però, non si accontentano mai, e ad ogni update aggiungono qualcosa di bello e strabiliante.

Avete mai sognato di prendere un treno voltante? Potete farlo. Avete voglia di prendervi cura di un cavallo, e poi gareggiare? C’è anche quello. E dato che parliamo di corse, è possibile anche guidare veicoli, facendo attenzione a non rimanere senza carburante lungo il percorso, come è successo a chi redige questa preview. Insomma, c’è tantissima carne al fuoco e il duo italiano si sforza tantissimo per sistemare bug, migliorare la stabilità e le prestazioni, e seguire i feedback della community. Ma fate attenzione, perché il sogno può anche diventare un incubo, e nel mondo di There was a Dream, dovrete affrontare anche quello.

GRAFICA E SONORO












Parlando del lato tecnico, la grafica di gioco stupisce per la qualità. Gli ambienti sono vari, ricchi di particolari, con spiagge che si alternano a foreste, montagne, città. Unico neo, è forse un effetto “bloom” davvero troppo marcato, e performance che appesantiscono in modo ingiustificato le performance di gioco. Ad esempio, sul nostro fidato Asus G752 il gioco risulta piuttosto pesante, costringendoci a ridurre il dettaglio grafico, così da avere una fluidità migliore.

Nulla di particolarmente grave, considerando che il gioco, attualmente in fase alpha, viene regolarmente aggiornato e migliorato. Per quel che riguarda la colonna sonora, il tema principale è splendido, mentre le musiche di contorno al momento risultano un po’ povere, ma anche qui, vale il discorso fatto prima.







COMMENTO FINALE

Questo primo assaggio di There was a Dream, è davvero positivo. La grafica di gioco, ispirata alla campagna italiana, è ricca di dettagli e i livelli sono sviluppati con cura.

Siamo solo in alpha eppure la quantità di cose già fatte è immane. Dal crafting alla caccia, dalle quest alla costruzione della propria casa, dal solo esplorare alla personalizzazione del personaggio. Insomma, tanta carne al fuoco e ben cucinata, che necessita solo di qualche lavoro sulle perfomance, così da rendere questo gioco ancor più sorprendente. Ma se questa è solo un alpha, cosa ci aspetterà nella versione finale?

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The Last Hex, Anteprima

I giochi di carte, hanno radici profonde e molto variegate, soprattutto per i ragazzi più giovani. Ma anche chi ha superato i famosi “enta” (ah, che brutta bestia, ndr), ricorderà Magic The Gathering. Da questo genere, in campo digitale, negli ultimi anni sono nati ed evoluti i “deck builder”, giochi con meccaniche di vario tipo, ma con un unico comune denominatore, la creazione di un mazzo con cui procedere nell’avventura.
Questo tipo di prodotti è spesso associato ai giochi di ruolo (deckbuilding rpg), e più propriamente ai roguelike. Il titolo che vi presentiamo oggi, The Last Hex, è l’opera prima dello sviluppatore americano That Indie Studio. Il gioco, uscito in accesso anticipato su Steam ieri, 10 maggio, si propone come un deckbuilding rpg profondo e variegato. DannyDSC lo ha provato così da proporci le sue primissime impressioni.

SPACCHETTIAMO?

Quando il sottoscritto era giovine giovine, uno dei ricordi più belli giocando a Magic, era la fase di “spacchettamento”. Andare a comprare nel negozio di fiducia la sudata nuova busta, era un evento settimanale. Purtroppo, chi scrive l’articolo non era in buona compagnia, perché, all’epoca, in pochi giocavano con le carte. Ma a lui non importava, perché oltre ad aver voglia di giocare, adorava leggere i testi delle carte, e godere di quei disegni fatti da veri maestri della grafica. Purtroppo, quel negozio di fiducia, oggi non c’è più. È sparito tanto tempo fa, ed in parte, anche la passione per i giochi di carte, o almeno, era quello che pensavamo.

La possibilità di provare e scrivere un articolo su questo gioco, è stata tanto casuale quanto felice. L’editore di “The Gazette of Independent Gaming”, uno dei nostri compagni di ventura nel mondo indie, ci ha messo in contatto con lo sviluppatore, e voi vi domanderete perché. Rispondiamo velocemente: Ilvideogioco.com è uno dei pochi giornali online del nostro Paese impegnati in prima linea e fattivamente su questo fronte ed, inoltre, lo sviluppatore in questione, Luigi Garnuccio, ha chiarissime origini italiane. Era ovvio che ci saremmo occupati di questa prova. Finita questa fase introduttiva, è ora di parlare del prodotto in questione, The Last Hex.

L’INIZIO DELLA QUEST





The Last Hex, è un gioco che va a miscelare la componente rpg roguelike, con meccaniche da deckbuilding. Detto così sembra impersonale, e anche poco chiaro, quindi proprio per questa preview, andremo a concentrarci su questi aspetti.

Prima però, dobbiamo spigare il perché il nostro eroe, parte all’avventura. Ebbene, un’armata di non morti ha invaso il regno, e vuole conquistare la capitale.

Ad ogni turno, le orde di non morti guadagnano terreno, e si fanno sempre più minacciose. Il nostro compito, sarà quello di partire per la quest della vita, e sconfiggere il re dei non morti, salvando il regno. Cliché abusato, e sicuramente non originale, ma funziona sempre, e mai come in questo caso, si armonizza bene nel contesto di gioco. All’inizio di ogni partita, sceglieremo la classe del nostro eroe senza nome.

Ogni classe ha carte e statistiche di partenza differenti, come anche la quantità d’oro a disposizione. Ad esempio la forza, determinerà il quantitativo di danno massimo di ogni carta, ma avere un’alta arcana, ci permetterà di giocare più carte nello stesso turno. Le classi di partenza sono davvero tante, ognuna con i suoi punti pro e i suoi contro, e un’abilità innata unica.
Ad esempio, il contadino riceverà 25 monete per ogni esagono esplorato. La creazione del proprio personaggio, è al momento limitata al cambio di ritratto, ma ci auguriamo che in futuro venga aggiunta qualche possibilità di personalizzazione.




Durante una chiacchierata con lo sviluppatore, è emerso che uno degli aspetti che verrà implementato nei futuri aggiornamenti, sarà la personalizzazione del mazzo iniziale.
Questa notizia, farà sicuramente felici, tutti quei appassionati che sfruttano parte del tempo nella creazione del mazzo perfetto per il proprio stile di gioco. Il nostro eroe, avrà anche un equipaggiamento, che avrà importanti ripercussioni durante la partita. Elmo, armatura, un’arma principale ed una secondaria, un anello, un ciondolo ed un artefatto. Ogni elemento potrà avere bonus riguardanti il danno, una quantità di vita aggiuntiva, la possibilità di giocare più carte durante il turno, e molto altro.

Durante i nostri gameplay abbiamo fatto diverse prove, e possiamo dire senza ombra di dubbio che la varietà è assicurata.  Queste attrezzature potranno essere acquistate nelle varie città sparse nella mappa, acquisite durante alcuni eventi, o sconfiggendo i boss durante il percorso. Insomma, per una personalizzazione che appare scarna ad una prima occhiata, c’è molto su cui lavorare giocando.

BISACCIA, SPADA E PROVVISTE




Scelto il personaggio, il gioco ci proporrà una veloce carrellata di quella che è la mappa. Il percorso da affrontare, si snoderà su una plancia orizzontale con griglia esagonale, dove ogni casella proporrà un combattimento, un evento o una città.
Ci ha ricordato molto, lo stile dei giochi di ruolo “con carta e penna”, e lo stesso sviluppatore vede The Last Hex, come un Dungeons & Dragons con meccaniche da gioco di carte, piuttosto che il contrario. Inoltre, ogni partita sarà unica perché la mappa è generata proceduralmente e gli esagoni posizionati casualmente. Tale caratteristica, renderà ogni partita unica.

Durante le nostre prove, abbiamo notato che l’algoritmo atto alla generazione delle mappe lavora molto bene, perché ogni avventura è iniziata in modo diverso. Ovviamente prima o poi si noterà una certa ripetitività, ma il risultato è davvero buono. Gli eventi sparsi nella mappa possono portare ad un nuovo oggetto da equipaggiare, punti ferita, combattimenti, oro, e altro. Nelle città invece, potremo riposare per ripristinare la salute, acquistare carte e pozioni, migliorare le proprie caratteristiche, e come detto sopra, acquistare nuovi oggetti per il nostro equipaggiamento.

CORNI DA GUERRA



Il combattimento è a turni. Il nostro eroe (e il nemico), pescherà una serie di carte, che potrà giocare per un numero massimo in base alle proprie caratteristiche. Le carte si dividono in offensive, difensive, e istantanee. Quelle offensive si riferiscono agli attacchi, le difensive saranno “lo scudo” che ci permetterà di non subire danni alla salute in caso di attacco nemico, mentre quelle istantanee potranno eliminare i malus negativi, curare il veleno, curare la salute, o danneggiare l’avversario. Ad ogni turno le carte non utilizzate andranno nel cimitero, e se ne pescheranno di nuove. Questo fattore è molto importante dal punto di vista strategico. Sfruttare un attacco subito o aumentare la propria difesa?

Inoltre, ogni nemico che affronteremo ha un suo mazzo speciale, che verrà reso visibile solo dopo averlo sconfitto. La fase di combattimento è tanto veloce quanto pragmatica, sia nelle fasi iniziali che in quelle avanzate. Si ha sempre l’impressione di sfidare i propri limiti, e di affrontare nemici sempre più forti. È un gioco punitivo, e anche se di tanto in tanto l’AI evita di darci immediatamente il colpo di grazia, arriva. Inizialmente, eravamo partiti con un approccio tutt’altro che concentrato, pensando di goderci la partita nella fase iniziale, sicuri che il bello sarebbe venuto dopo.

Tutt’altro, il bello è venuto subito e un lupo ci ha portato al game over dopo pochi turni. Il gioco non permette salvataggi manuali, e questo significa che alla morte del personaggio, corrisponderà l’inizio di una nuova partita. Durante il nostro miglior gameplay, siamo arrivati fin quasi al limitare dell’orda di non morti, per poi arrenderci ad un drago, decisamente troppo forte per noi.
Il combattimento poteva volgere a nostro favore, se avessimo tenuto un pugnale che ci garantiva l’uso di una carta aggiuntiva per turno. L’acquisto di una spada che donava ad ogni attacco danni da fuoco ci sembrava strategicamente utile, ma in questo particolare caso ha decretato la nostra disfatta. Il bello è che ad ogni run, si impara sempre qualcosa.

CHE BEL PANORAMA

 

La grafica in cel shading è semplice e leggera, ma funzionale e gradevole. Ogni esagono è ben determinato e riconoscibile, e carte e nemici sono ben differenziati.
Al momento le animazioni sono un po’ sottotono, e quelle degli attacchi e degli incantesimi sono molto simili, a parte qualche eccezione. Ma trattandosi di un early access è più che normale. Piccola menzione per la soundtrack, che anche se non eccelle nel numero di tracce, è davvero orecchiabile e rilassante.

COMMENTO FINALE

The Last Hex è una piccola perla grezza. Sviluppato con passione e con un obbiettivo preciso, ha nella giocabilità e nelle meccaniche il cuore dell’esperienza. È un gioco profondo, con molte variabili e che non va mai preso sottogamba.

Può sembrare punitivo, e a tratti lo è, ma questo è un pregio, non un difetto. Grafica e sonoro sono piacevoli, ma al momento risultano più un contorno. Le mappe procedurali sono sempre diverse, e la grande mole di classi, carte ed equipaggiamenti garantiscono ore di gioco. Per essere un accesso anticipato, questo progetto indie parte proprio con il piede giusto.

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Super Tennis Blast si dirige su Pc e console

Manca sempre meno per il debutto di Super Tennis Blast. Il titolo sportivo arriverà su Pc (via Steam), PS4, Xbox One e Switch il 24 maggio.

È un gioco dedicato agli appassionati dei titoli tennistici con inflessioni arcade. Dopo aver realizzato Super Volley Blast, lo sviluppatore Unfinished Pixel si è messo al lavoro su un nuovo titolo sportivo indie in grado di coinvolgere amici e familiari.

Diversamente dai titoli sportivi tripla A basati sul realismo ed animati con l’obiettivo di offrire il massimo realismo, Super Tennis Blast è ispirato alla vecchia scuola dei giochi arcade con un gameplay rapido che vuole esaltare il filo conduttore: il divertimento.

CARATTERISTICHE





  • Testate le vostre abilità in singolo o in doppio con amici nella modalità multiplayer locale o sfidate l’IA.
  • Smash, volée, smorzate, rovesci, dritti, pallonetti e così via… tutte le mosse del tennis arcade sono presenti ed influiscono pesantemente sul gioco tattico.
  • Modalità World Tour dove si compete per le classifiche. Vincere tornei, allenarsi per migliorare le proprie caratteristiche diventare una leggenda vincendo tutti e quattro i Grand Blasts.
  • L’editor giocatori è tornato con molte più possibilità di creare il proprio alter ego, quello degli amici, dei familiari, dei propri atleti favoriti o di famose celebrità.
  • Modalità Super Blast sono tornate per divertire. Living Net e Crazy Court aumenteranno l’offerta per le partite in multiplayer.

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Horizon Chase Turbo, ecco i programmi per il 2019

Continua a correre Horizon Chase Turbo. L’eccellente racing arcade firmato da Aquiris, infatti, si appresta ad accogliere novità per questo 2019.

Lo sviluppatore di Porto Alegre ha infatti annunciato la roadmap con molte novità. Horizon Chase Turbo, infatti, puntava a colpire il cuore dei corridori retrò. Il gioco, tuttavia, si è evoluto e si è reinventato ottenendo tanti premi (lo abbiamo eletto miglior Indie del 2018, ndr) e soprattutto tanti consensi da parte del pubblico. Affetto meritato e consolidato anche dalle nostre recensioni (qui quella Pc, qui quella PS4 mentre a breve arriverà anche quella Switch, ndr).

Gli autori, dunque, hanno smesso di guardare nello specchietto retrovisore. Cominciamo a parlare dei prossimi orizzonti che inseguiranno. A tal proposito ha preparato molte novità per la seconda metà del 2019.

DETTAGLI ROADMAP DI HORIZON CHASE TURBO

MODALITÀ PLAYGROUND 2.0

Oltre ad essere i più veloci, vincere e guidare la classifica, ora i giocatori hanno un altro buon motivo per controllare la modalità Playground: ottenere premi esclusivi. Raccogliendo monete in un nuovo sistema di punteggio, si avrà accesso a nuove skin in stagioni speciali.

NUOVI DLC

Horizon Chase Turbo offre già ore e ore di divertimento e velocità, ma per gli amanti hardcore non è mai abbastanza. Gli sviluppatori stanno lavorando a nuovi dlc con nuove macchine, nuove campagne e altro ancora.

NUOVE MODALITÀ DI GIOCO

Quando si tratta di progettare aggiornamenti, garantire divertimento per il giocatore ha sempre la pole position. Il team analizza il comportamento dei giocatori all’interno del gioco e le loro opinioni sui social media. In questo modo è possibile approfondire nuove idee e aggiornamenti. Ci saranno sorprese.

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The Red Solstice 2, annunciato il secondo capitolo della serie action

Ironward ha annunciato The Red Solstice 2: Survivors, secondo episodio della saga d’azione e sparatutto ambientato 117 anni dopo il primo capitolo. Il gioco verrà presto pubblicata su Pc via Steam. Al momento, lo sviluppatore non ha fissato una data d’uscita ma ha al contempo diffuso una serie di interessanti dettagli sulle novità che il nuovo titolo della serie introdurrà come un level design rinnovato che consentirà un approccio più strategico al gioco.

L’editore ha anche sottolineato che il progetto è stato ampliato e migliorato sotto tanti aspetti, come ad esempio, l’esplorazione, il combattimento e la sopravvivenza.

Ecco il teaser trailer e le caratteristiche del gioco.

CARATTERISTICHE PRINCIPALI

  • Strategia di sopravvivenza – I sopravvissuti si scambiano missioni tattiche con la sopravvivenza in corso contro il virus STROL su tutto il pianeta in una campagna che si estende nel tempo con un solo obiettivo: aiutare l’umanità a sopravvivere.
  • Multiplayer cooperativo con 8 giocatori: unitevi ad altre campagne e missioni di combattimento o viceversa. Portate le vostre ricerche e le vostre risorse nelle loro campagne, giocate insieme e lavorate per la sopravvivenza del pianeta come una squadra.
  • Base strategica: personalizzate e fate crescere il vostro personaggio nella campagna, cercate e aggiornate le nuove tecnologie e le tute da combattimento, preparate le risorse da utilizzare nelle missioni di combattimento: artiglieria, armi tattiche, rinforzi, dropship e molto altro.
  • Missioni da combattimento: schieratevi da soli o con altri giocatori in missioni di combattimento per contenere l’infezione e la diffusione della biomassa. Gestite le vostre risorse, esplorate una mappa aperta e aree sicure per salvare l’umanità.
  • Classi uniche: scegliete tra 8 classi, ognuna con un set specifico di abilità e stile di gioco.
  • Hot Join – Chiamate rinforzi dalla vostra lista di amici a metà partita e fateli intervenire nel bel mezzo del caos.

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Killer Chambers approda su Steam

Lo studio italiano indipendente Village Blench ha appena pubblicato su Steam il suo Killer Chambers. Si tratta di un platform in pixel art dove gli appassionati dovranno evitare trappole e rimanere in vita per circa 30 secondi. Una forte componente survival in questo titolo.

Il gioco offre 5 mondi, più di 40 livelli, dialoghi in stile visual novel e molti oggetti che danno poteri speciali. È stato inoltre pubblicata una patch che aggiunge il supporto ai salvataggi cloud ed a Linux.

Ecco il trailer d’uscita.

CARATTERISTICHE

  • Azione veloce con sezioni platform, puzzle ed elementi bullet-hell.
  • Oltre 40 stanze, ognuna con tre livelli di difficoltà.
  • Cinque piani con trappole uniche e boss.
  • Oltre 500 trappole.
  • Una storia divertente con dialoghi in stile visual novel.
  • Molti oggetti per aiutare il signore coraggioso nella sua avventura.
  • Dodici poteri speciali.

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Active Soccer 2019, Recensione

C’era una volta un duello calcistico a distanza. Una dicotomia videoludica che vedeva protagonisti due serie che hanno fatto la storia soprattutto su Amiga: Kick Off e Sensible Soccer.

Chi ha più di 30 anni sicuramente avrà sentito quanto meno parlare dei titoli di queste due saghe sportive. Il massimo, a nostro avviso, lo si ebbe con Kick Off 2 (e datadisk vari, tra tutti Final Whistle capace di aggiungere fuorigioco, acrobazie ed altro) e con Sensible World of Soccer 96/97. I due titoli erano diversi, complementari perché la serie creata da Dino Dini era sicuramente più “simulativa” avvelandosi di una fisica notevolissima, mentre SWOS puntava più sull’immediatezza e comunque su un gameplay di finissimo livello oltre che sulla possibilità di fare carriera attraverso i campionati di tutto il mondo. Letteralmente. Entrambi, e qui siamo sicuri, hanno fatto divertire e fatto passare ore ed ore davanti alle TV ed ai monitor tra la fine degli anni ’80 e la fine degli anni ’90, periodo in cui i più “muscolari” dal punto di vista tecnico, FIFA e PES cominciarono a dettare legge grazie alle potenzialità sempre maggiori di Pc e console.

Difficile dare una preferenza. Le scuole di pensiero sono diverse ed i più grandicelli discutono ancora spesso sul quale sia il migliore di quell’epoca.

Gianluca Troiano, sviluppatore italiano a capo di The Fox Software, da qualche tempo lavora su una serie che riesumasse questi due super classici. Dopo averci fatto divertire ad Active Soccer 2DX, uscito prima su Xbox One e poi su PS4 e PS Vita non più tardi di due anni addietro, adesso ci riprova con la nuova versione: Active Soccer 2019 uscito lo scorso 19 aprile su Switch.

Sarà in grado questo gioco calcistico totalmente indie a rievocare anche sulla console ibrida di Nintendo, i fasti di un calcio videoludico che fu e che ancora è in grado di attrarre una nicchia sempre attenta di giocatori? Ecco la nostra recensione

C’E’ UN’ATMOSFERA FAMILIARE, UN MIX TRA KICK OFF E SWOS

Caricato il titolo, verremo proiettati subito nei meandri fatti di menu vecchio stile ed opzioni che caratterizzano Active Soccer 2019. Alcuni sono pratici ma altri dovrebbero essere migliorati in quanto un po’ confusionari. Soprattutto quando siamo nel calcio mercato durante la modalità Carriera.

Fatta la confidenza con la navigazione di questi menu che ci permetteranno di scegliere di giocare partite amichevoli, tornei di ogni genere, campionati, scegliere la modalità Carriera (che – vedrete – sarà, ovviamente, la caratteristica principe a livello contenutistico), o anche di fare pratica con i fondamentali, noteremo subito – forti della nostra esperienza con Sensible World of Soccer – delle atmosfere familiari. Sembrerà di essere tornai indietro negli anni ’90 grazie anche ad un paio di schermate evocative. Una, quella di copertina, ricorda moltissimo la cover del primo Kick Off (1989) firmato Anco.

CONTENUTI, LA CARRIERA È IL FIORE ALL’OCCHIELLO

Uno dei fiori all’occhiello del lavoro di Gianluca Troiano è senza dubbio la mole di dati e contenuti. Lo si evince fin da subito, quando potremo scegliere di fare una partita veloce. Potremo scegliere tra tantissime nazionali di tutto il mondo o tra le innumerevoli squadre di club di tutto il globo.

Ma i numeri sono impressionanti se pensiamo che si tratta di un lavoro indie benché si basi su quanto fatto in precedenza con Active Soccer 2DX.

  • Modalità carriera, con 1250 squadre (club e nazionali) di tutto il mondo e 25.000 giocatori con caratteristiche individuali.
  • Squadre classiche del passato e centinaia di giocatori leggende inclusi.
  • Progettate la vostra competizione preferita.
  • Editor delle squadre.

La Carriera è senza dubbio la modalità più rappresentativa perché permette di scegliere una squadra e gestirla sotto tutti i punti di vista. Se si sarà bravi, proprio come in Sensible World of Soccer (ma li si aveva il limite di 20 stagioni), si riceveranno offerte da altri club fino ad arrivare alle Nazionali e giocarsi anche la Coppa del Mondo.

Per questo, però, bisognerà avere pazienza ed ottenere risultati positivi col proprio club. Nella gestione dovremo fare di tutto per migliorare il nostro team. Le nostre prestazioni ma anche la possibilità di muoverci – compatibilmente col proprio budget – nel calcio mercato saranno doti importanti.

Le valutazioni, come in SWOS, sono espresse in stelle. Si va da mezza a cinque stelle. Rispetto al titolo di Sensible Software e, come nel suo predecessore, in Active Soccer 2019 la carriera sarà infinita e ci si potrà alternare, risultati positivi permettendo, tra club e nazionali. Ci sono anche le squadre classiche.

Parlando delle altre opzioni, giusto ricordare la possibilità anche di salvare e rivedere le azioni salienti o i goal più spettacolari. Nondimeno è possibile giocare in locale fino a quattro giocatori (2 contro 2) per un divertimento che oggettivamente viene elevato all’ennesima potenza.

Manca, invece, il multiplayer online. Il gioco ha un’anima antica e si vede. Forse questa potrebbe essere considerata una pecca ai giorni d’oggi.

Come segnalato, c’è la presenza dell’editor. Chi vuole può formare la propria squadra e rieditare le presenti: il gioco utilizza nomi di fantasia che richiamano quelli reali. Le licenze sono troppo onerose ma questo è ininfluente sul gioco e sul gameplay. Nondimeno le squadre rimangono riconoscibili. Volendo potreste anche lasciare tutto com’è.

UN GAMEPLAY DAVVERO FRENETICO E DIVERTENTE

Active Soccer 2019 punta moltissimo anche sul gameplay visto che si rifà ai due titoli calcistici più gettonati tra fine anni ’80 fino all’inizio della seconda metà degli anni ’90. L’ultima fatica di Gianluca Troiano incarna ancora di più questi due miti perché la giocabilità è un vero e proprio mix tra SWOS e Kick Off.

Dal primo prende i passaggi e qualche sfumatura del controllo palla, del secondo i tiri ad effetto ma anche e soprattutto la fisicità. In Active Soccer 2019 sarà fondamentale saper controllare la sfera, avere visione di gioco ed essere il più preciso possibile. Non sempre sarà così perché i ritmi sono frenetici con tantissimi cambi di fronte.

Uno dei pregi del gameplay è comunque la possibilità di realizzare reti in tanti modi anche rocamboleschi. Registriamo un buon livello dell’intelligenza artificiale dei portieri che spesso e volentieri fanno il loro dovere salvo cadere ogni tanto su conclusioni che riteniamo non impossibili. Nulla di grave se consideriamo che questo problema lo si riscontra in produzioni ben più blasonate e soprattutto con maggior frequenza.

Per battere i portieri bisognerà davvero fare buone giocate. Per fortuna imparare non sarà complicato grazie anche ad una buonissima risposta dei comandi.

I tre livelli di difficoltà (facile, medio, difficile) permettono agli utenti di ogni età di impratichirsi e di affinare le proprie peculiarità. Evitare il portiere e depositare la palla in rete (o anche mancare la porta, non sarà una rarità, quindi non preoccupatevi!), crossare in mezzo per poi colpire al volo in acrobazia o con un poderoso colpo di testa in elevazione o in tuffo, o ancora anticipare l’estremo difensore in scivolata. O ancora tirare bordate ad effetto a fil di palo o sotto la traversa, o trovare la conclusione a porta vuota dopo un’azione manovrata: tutto quello che sognate di fare potete farlo.


Grazie anche ai passaggi filtranti ed alla possibilità di effettuare dei brevi scatti, caratteristiche riprese da Active Soccer 2DX, permettono al gameplay di rimanere fedele a quanto giocavamo negli anni ’90 ma più profondo ed ulteriormente più vario ed imprevedibile. Avevamo detto che i contrasti sono molto importanti anche perché non sarà facile superare un giocatore andando dritto per dritto.
Gli avversari faranno sentire la loro presenza, deviando anche il pallone all’ultimo momento o sbilanciandoci quanto basta per farci sballare la mira o per soffiarci la sfera proprio sul più bello. Possono aiutare i cambi di direzione e la bravura nel dribbling ma il controllo di palla dovrà essere per forza di livello perché sennò si rischia di lasciare la palla agli avversari. Non mancano tuttavia alcune ingenuità della IA soprattutto su alcune marcature molto larghe o su inserimenti che non funzionano. Ma rimane tutto nella normalità.

I duelli con i portieri nell’uno contro uno sono interessanti perché è vero che si può scartare l’estremo difensore ma è altrettanto vero che se si sbaglia attimo, il guardia pali avversario uscirà a valanga prendendo il pallone o lo devierà con ottimi interventi in tuffo.

Ci sono anche i calci piazzati, ovviamente, da considerare se si vuole far goal. Segnare su punizione sarà molto soddisfacente ma ci vorranno le classiche sette camice per impratichirsi al meglio e padroneggiare i calci piazzati ed infilare i portieri con tiri vellutati alla Platini o Maradona, o con bordate come quelle di Koeman, Schuster, Zico, Branco o Roberto Carlos.

Complessivamente il gameplay è molto divertente e non ha niente da invidiare ai due titoli ai quali l’autore si è sempre ispirato. Va da sé che il massimo lo si ottiene giocando con gli amici.

GRAFICA MIGLIORATA ED OST RIARRANGIATA

A prima vista, l’aspetto di Active Soccer 2019 sembra non essere troppo differente dal predecessore. Le migliorie, invece, sono tantissime e pur se minimali fanno davvero la differenza anche se non al primo acchito.

Innanzitutto sono state aumentate a dismisura le opzioni della telecamera. Lo zoom è molto più ampio con visuali dall’alto a campo larghissimo. Inoltre potremo scegliere tra tre tipi di visuali: alto verso basso, destra verso sinistra e diagonale, tutte con telecamera a “volo d’uccello” ma a distanza, come detto, variabile.

Nelle opzioni partita è possibile selezionare anche il tipo di rasatura dell’erba (il look può essere vario con il manto erboso tagliato a strisce verticali, orizzontali, a rombi, a scacchi, diagonali e così via), ma anche tra condizioni climatiche diverse: normale, ventoso, pioggia e neve. Buoni gli effetti ambientali visivi con qualche piccola finezza che fa sorridere, come l’acqua spostata dal pallone sotto la pioggia, o la nuvoletta che spunta subito dopo aver effettuato un piccolo scatto. Bello anche l’effetto neve.

I modelli poligonali dei calciatori sono semplici ma funzionali mentre le animazioni sono state potenziate rispetto al passato. Sia quelle dei giocatori di movimento che dei portieri sono state riviste ed ora sono più fluide.

Parliamo di un titolo che propone grafica in 3d ma che richiama comunque i giochi a 16 bit. Capirete bene che giocato a 900p in modalità TV ed a 720 in portabilità faccia la sua figura e faccia il suo dovere non avendo l’obbligo del 3d “muscolare” a tutti i costi.

A tal proposito, lo sviluppatore sta lavorando per migliorare la risoluzione a 1080p in modalità TV e limare alcuni piccoli glitch.

Anche in modalità portatile, Active Soccer 2019 si comporta bene nonostante la lettura dei menu sia un po’ più difficile. Sul campo, però, non ci sono grossi problemi e l’azione rimane rapida, frenetica ma al tempo stesso altamente godibile anche su uno schermo molto più piccolo come quello touch della ibrida Nintendo.

Tornando all’aspetto, bisogna invece dire che i menu possono essere migliorati. Alcune voci, soprattutto il calcio mercato, non sono esattamente lineari. Nulla, comunque, di irreparabile o che si possa correggere con patch.

Ottimo il sonoro, soprattutto gli effetti stadio e quelli ambientali. I cori sono vari mentre è quasi evocativo il sonoro del pallone che si stampa sui legni. Abbiamo apprezzato anche la colonna sonora firmata da Crhis Huelsbeck, uno dei musicisti chiave degli anni ’80 ed inizio anni ’90 nel panorama videoludico mondiale autore, tra l’altro, della OST della serie Turrican. Il brano è riarrangiato rispetto a quanto ascoltato in Active Soccer DX.

COMMENTO FINALE

Cosa aggiungere di più? Non molto. Active Soccer 2019 per Switch è un bel gioco di calcio in stile retro. Gianluca Troiano ha migliorato il suo lavoro ed ha consegnato al pubblico un titolo che è degnissimo successore di mostri sacri quali Kick Off 2 e Sensible World of Soccer 96/97. E scusate se è poco!

Ne fonde l’essenza, il gameplay, i contenuti. Per chi ama questi due titoli, trovarsi di fronte ad Active Soccer 2019 sarà una piacevole sorpresa. Immaginate la velocità e frenesia dei due giochi con soluzioni offensive di Kick Off unite alle mosse di Sensible più a qualche spruzzo di gameplay moderno (passaggi filtranti e scatto). Il gameplay, è facile intuire, è divertente, vario e non stanca.
Certo, non mancano alcune ingenuità anche nell’IA ma è tutto trascurabile. Per non parlare della modalità Carriera che riprende in toto quella di SWOS e ci permette di prendere in mano un club e portarlo in auge migliorandolo ma anche di andare avanti con altre squadre o con la nazionale. E farlo all’infinito, senza limiti di stagioni. I contenuti non mancano. Latita invece la componente online che però in questo tipo di giochi – votati all’ofline – può comunque non essere un difetto troppo grande. Per di più tecnicamente il titolo pur non facendo gridare al miracolo è comunque gradevole.

Insomma, The Fox Software ha fatto un bellissimo lavoro proponendolo ad un prezzo davvero competitivo (9,99 euro). Se volete un gioco arcade rapido ma altrettanto profondo, non avete alternative: Active Soccer 2019 farà comunque al caso vostro. Il pregio più grande? Rievoca i due classici a cui si ispira molto bene e ci mette del suo.

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Super Blood Hockey è disponibile su Switch

Veloce e sanguinolento fa goal su Switch. Parliamo di Super Blood Hockey, titolo firmato da Digerati Distribution e dallo sviluppatore Loren Lemcke che annunciano il debutto odierno sulla console ibrida di Nintendo.

Il gioco è disponibile per il download dall’eShop con uno sconto di lancio del 20% per un tempo limitato.

Loren Lemcke, creatore del gioco, ha detto:

Super Blood Hockey è una lettera d’amore per i videogiochi di hockey su ghiaccio a 8 e 16 bit della mia infanzia, quando il gameplay ad alta azione regnava sovrana. I giocatori possono aspettarsi una reinterpretazione moderna della classica esperienza di sport arcade con il sangue e la violenza fino a undici.

Ecco il trailer di lancio, buona visione.

Il titolo, già disponibile su Steam, approda su Switch con la modalità Franchise completamente nuova che mette i giocatori nei panni di un allenatore corrotto mentre recluta giocatori dal carcere, utilizzando farmaci che migliorano le prestazioni, staccare la spina sui compagni di squadra feriti e utilizzare altre tattiche subdole per avere successo.

Le versioni PS4 e Xbox seguiranno in una data prossima a confermarsi nel secondo trimestre del 2019.

SUL GIOCO













Super Blood Hockey è un violento omaggio ai classici giochi di hockey su ghiaccio a 8 e 16 bit. Personalizzate la formazione e mordete il ghiaccio sfruttando le abilità frenetiche e la brutalità da schiacciare le ossa per dominare.

Dimostrate le vostre abilità da hockey in un torneo mortale globale o contro amici nel multiplayer locale a 4 giocatori. Costruite e gestite la vostra squadra in modalità Franchise: con la giusta dieta e le droghe che migliorano le prestazioni, la vostra squadra può diventare campione stagionale.

CARATTERISTICHE PRINCIPALI

  • Usate il pattinaggio, il posizionamento, la strategia e la violenza schiacciante del sangue.
  • Affrontate il mondo in un torneo globale, dove il fallimento si traduce in esecuzione.
  • Diverse sfide e scenari, tra cui la modalità Turbo e 12 contro 12 Mega Rumble.
  • Dipingete il ghiaccio con il sangue dei vostrii amici in multiplayer locale a 4 giocatori.
  • Modalità Franchising: create, reclutate e gestite il vostro team personalizzato di detenuti in un mondo futuristico di sport sanguinari distopici.
  • Godetevi i ritmi retrò di una colonna sonora originale in chiptune dello specialista Shawn Daley.

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