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Alder’s Blood, annunciata la campagna Kickstarter

Alder’s Blood uscirà su Pc (Steam e GOG) e Switch ma per assicurarsi che il gioco possa essere lanciato al meglio, Shockwork Games ha annunciato l’avvio di una campagna Kickstarter che inizierà il prossimo 6 agosto.

Gli sviluppatori vogliono così chiedere il sostegno degli appassionati attraverso una raccolta fondi che punterà ad un obiettivo minimo (da annunciare e lo sapremo quando partirà il Kickstarter) proponendo anche obiettivi secondari per allargare i contenuti del titolo. Nondimeno saranno anche annunciate le “ricompense” per ingolosire i possibili donatori.

Su Alder’s Blood abbiamo già scritto qui. Si tratta di uno strategico a turni in stile XCOM ma con caratteristiche che ricordano anche Darkest Dungeon e Bloodborne. L’ambientazione vittoriana dovrebbe aumentarne il fascino.

Gli autori invitano gli appassionati alla sessione Discord AMA e Chiedere qualcosa sul gioco a questo link: https://discord.gg/XZ7MMKq

Ecco l’ultimo trailer sul gioco mentre nell’attesa dell’apertura delle danze, vi proponiamo tutte le caratteristiche principali sul titolo. Buona visione e buona lettura.

CARATTERISTICHE PRINCIPALI ALDER’S BLOOD

  • Combattimento furtivo, imboscata. Cercate di superare in astuzia tutte le creature terrificanti che affronterete poiché sono molto più forti e non avete nessuna possibilità di spuntarla in un assalto diretto.
  • Diversi avversari da sfidare. Dai lupi mannari ai vampiri, tutti i mostri hanno i loro attacchi e abilità unici e possono facilmente vedere, ascoltare o annusare te a distanza. Quindi state attenti a non rivelare la vostra posizione troppo presto.
  • Personaggi basati sulla resistenza. Gestite con cautela il vostro livello di energia tra attacco, movimento e lancio di incantesimi. Alla fine siete solo un essere umano e la mancanza di energia vi affatica gravemente.



  • Un mondo oscuro si è tuffato nella penombra. In questo mondo il nostro dio ci ha voltato le spalle e la sua presenza corrotta può cambiare l’intensità del campo di battaglia: dall’evocare i mostri, cambiando il tempo, trasformare le creature in potenti avatar della sua volontà.
  • Il sistema di esplorazione di un vagabondo. Viaggiate in tutto il mondo, portando la vostra base mobile insieme a voi. Prendete rifugio e gestite il vostro accampamento, ma siate cauti nei confronti degli agguati nemici.
  • Una fusione unica tra la dark fantasy vittoriana e il selvaggio West. Immergetevi in un mondo completamente diverso da quello che conoscete, un universo modellato dalla lotta, in cui l’umanità non ha avuto la libertà di sviluppare o far progredire nessuna delle sue tecnologie.






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New Star Manager, Recensione PS4

La genesi dei manageriali calcistici su console, ha sempre vissuto alti e bassi. Tra porting fatti troppo in fretta, o semplificazioni esagerate per aprirsi ad un pubblico più ampio, il genere ha sempre vissuto sulla sottile linea che separa una tiepida sufficienza da un flebile spiraglio di luce. Per colmare questo vuoto, lo sviluppatore indie Simon Read (già autore di New Star Soccer) insieme a Five Access Publishing, hanno fatto il grande passo, portando la loro ultima creatura produzione sulle nostre console. Stiamo ovviamente parlando di New Star Manager, già recensito nella sua versione Pc dal nostro direttore Edoardo Ullo. Per la recensione della versione Playstation, uscita il 9 luglio scorso, c’è stato un cambio di panchina.

ESORDIO IN PANCHINA

I manageriali calcistici su console hanno sempre vissuto una vita difficile. Non accontentano i fan più accaniti, perché troppo lontani nei contenuti rispetto ai Football Manager. Per assurdo, scontentano anche i fan più “casual”, perché ritenuti troppo difficili, con allenamenti e meccaniche di gioco non chiare e spiegate solo in maniera superficiale, o una grafica non all’altezza.

Se per altri generi, spesso vale la regola dei “punti di vista”, in questa particolare circostanza è purtroppo vero. Pur accettando gli ovvi compromessi dovuti al cambio di sistema di controllo (dalla combo mouse+tastiera si passa al caro joypad), il passaggio alle console prevede sempre un’eccessiva semplificazione delle meccaniche, con spesso meno campionati a disposizione di quello che ci si aspetterebbe. Una pezza, provò a metterla nel 2010 Urbanscan Limited con il suo Premier Manager, ma una qualità altalenante e l’assenza di un motore grafico all’altezza ne decretarono un insuccesso.

Peccato perché nel gioco venne inserita anche la mitica Conference Division inglese, ma la decisione di rendere disponibile l’aggiornamento al mercato del 2011 e questa nuova lega attraverso un dlc a pagamento, decretarono la fine anticipata di una serie che poteva e doveva fare di più. Stessa sorte per Football Manager 2014 su PSVita, con un engine di gioco che proprio non riusciva a girare fluido e un database ridotto all’osso.

Dopo il 2014, la parte “manageriale” dei calcistici rimase appannaggio solo di Fifa e PES, con le dovute astrazioni e semplificazione intrinseche della serie.

New Star Manager è apparso sulla pagina dello store di Playstation come un fulmine a ciel sereno. Eravamo già a conoscenza della buona qualità del prodotto e nonostante la mancanza delle licenze e alcune limitazioni tipiche di una piccola produzione, il gioco era in possesso di alcune caratteristiche degne di nota, perfette sia per il pubblico mobile, sia per quello console.

New Star Manager, vi mette alla guida di una nuova squadra, con il compito di portarla alla gloria, passando per i ranghi più bassi delle leghe professionistiche del Paese prescelto. All’Anzio del gioco, potremo decidere il nome del nostro alter ego, la nazionalità, e il campionato di partenza.

Decidiamo di partire con il campionato della nostra calda penisola, e veniamo introdotti ad un buon tutorial da uno dei nostri assistenti. Oltre alla gestione della squadra in campo, a differenza dei Football Manager, dovremo gestire anche diverse strutture. Passando per lo stadio e i campi di allenamento, il nostro compito sarà quello migliorare e ampliare lo store ufficiale della società, e confrontarci con il nostro staff.

PROGRAMMARE LA STAGIONE

Dopo il tutorial, il nostro assistente tornerà in ufficio ad occuparsi di altre faccende, mentre noi prendiamo confidenza con il gioco e andiamo ad approfondire il gameplay, partendo dall’interfaccia. L’estetica, è identica alla sua controparte Pc, con la differenza che per muoverci attraverso le schermate, potremo usare la levetta analogica o i tasti direzionali.

Il tutto funziona molto bene, risultando anche comodo nonostante sia necessario un periodo di ambientamento, dove spesso usciremo da questo o quel menu anziché andare avanti, o non riusciremo ad arrivare subito al profilo di uno dei giocatori disposti sulla lavagna tattica perché non abbiamo “inquadrato” l’undici iniziale. È chiaro che questa interfaccia, comoda su Pc e indirizzata anche ad un pubblico mobile, sia perfetta su console. Nella “home” dedicata alla squadra, avremo una panoramica grafica della qualità delle strutture del club, e alcune informazioni quali ad esempio il contante a disposizione, utile tanto al mercato, quanto al miglioramento degli edifici. Rimanendo in tema strutture, andiamo ad analizzarle nel dettaglio:

Lo Stadio

Usato per le amichevoli e per le partite del campionato, avrà un impatto importante su infortuni, resistenza fisica, mantenimento della qualità anche in condizioni meteo avverse.

Campo di allenamento

A cui fa capo il nostro collaboratore tecnico, sarà utile per arrivare a carte migliori, che potremo usare per i nostri giocatori. Un miglioramento di questa struttura avrà un impatto importante sulla qualità delle carte, e l’attesa prima di riceverne di nuove. Indispensabile ed è di fatto la prima struttura, oltre allo stadio, che in New Star Manager deve essere costruita.

Preparazione fisica e fitness

Legato al preparatore atletico, ci permetterà di acquisire carte per migliorare le doti fisiche dei giocatori, quali ad esempio la velocità. Migliore il campo, migliori le carte.

Giovanili

L’accademia delle giovanili è una delle strutture a nostro avviso più importanti, che può letteralmente salvare una stagione in determinati casi. Con a capo un buon allenatore delle giovanili, dopo un determinato numero di partire potremo acquisire nuovi giovani da usare in prima squadra. Una miglior combinazione del campo e dell’allenatore, permetterà di arrivare a giovani più forti, e con contratti più lunghi.

Centro medico

Il fisioterapista ci offrirà carte che potremo usare per ridurre il numero di giornate necessarie a far si che un giocatore guarisca. Da non sottovalutare, soprattutto se il nostro campo da gioco è di pessima qualità. Inoltre, più alto è il livello, più possibilità avremo di pescare carte con bonus maggiori con un bonus permanente sulla durata dell’infortunio che verrà comunque ridotta a prescindere.

Centro osservatori

Come per le giovanili, anche l’osservatore riveste un ruolo davvero importante. Migliorando la struttura legata agli osservatori, potremo visionare le statistiche dei giocatori che vogliamo acquistare, e il loro potenziale. Inoltre, dopo un determinato numero di turni, potremo contattare l’osservatore che ci indicherà un buon giocatore svincolato a parametro zero da ingaggiare in prima squadra, questo anche quando il calciomercato è chiuso.

Store del club

Il lato finanziario di New Star Manager è piuttosto semplice, ma per avere uno sponsor di successo che paghi bene le vittorie o i gol della squadra, avremo bisogno di uno store che pubblicizzi il nostro marchio. Migliorando lo store, potremo avere più sponsor che aumenteranno il nostro budget.

Dando un’occhiata alle strutture, appare chiaro come tutte siano importanti all’economia di gioco, e già qui c’è da esultare. Spesso, nei manageriali calcistici ritenuti più “casual” o immediati, si passa sempre per un determinato numero di funzioni/features totalmente inutili. Invece, ogni struttura ha un impatto davvero importante sulla squadra e su tutto il gameplay, devastante sul piano di gioco, specialmente passando da una lega a quella superiore.

IL GIOCO DELLE TRE CARTE

Come avrete notato in precedenza, abbiamo parlato di carte da spendere durante l’arco della stagione. Infatti, New Star Manager è un manageriale calcistico sotto le mentite spoglie di un card game piuttosto sfaccettato. Dopo ogni partita, potremo decidere quale carta pescare selezionando ad esempio l’osservatore oppure il collaboratore tecnico.

La carta (o le carte) che andremo a “spacchettare”, saranno immediatamente disponibili. Potremo anche decidere di lasciare che i giocatori si riposino, pescando alcune carte “NRG” che serviranno da tonici per i giocatori stanchi, permettendogli di partecipare ad una partita che invece avrebbero visto dalla tribuna.

Tramite una serie di mini-giochi, come quello delle interviste, potremo acquisire anche altri tipi di carte, come quelle relative al prolungamento dei contratti, alle discussioni con i giocatori o lo staff, o carte che andranno a migliorare il nostro settore tecnico. Infatti, tanto i giocatori quanto la nostra squadra fuori dal campo, sono a contratto per un determinato numero di partite. Al momento del rinnovo, potremo decidere se iniziare a discutere i termini (e il budget da spendere) o sfruttare una di queste utili carte.

Da notare, che il rinnovo non è mai automatico, ed è legato anche a fattori quali gestione sportiva e gestione del miglioramento del giocatore/staff. Se il rinnovo è inaccessibile per via di alcune preoccupazioni o una felicità troppo bassa, potremo optare per l’uso di una carta abilità (migliorando la qualità del tecnico in questione) o per la carta “discussione”, e tentare di risollevare il morale.

Anche in questo caso, è bene non sottovalutare mai questo lato “umano”, che è combinato anche con il carattere del nostro giocatore/collaboratore. Ad esempio, se pensate che basti migliorare la velocità, il dribbling, o aggiungere un ulteriore area di competenza (ad esempio, con la giusta carta, un esterno destro potrebbe coprire anche la parte centrale del campo, o diventare anche un difensore) di uno dei nostri giocatori per renderlo felice, potreste rimanere molto delusi. Spesso, la vera causa potrebbe essere uno scarso utilizzo, o la cattiva posizione in classifica della squadra. Trovarsi con un contratto in scadenza a 5 partite e una felicità troppo bassa, ci farà quasi certamente perdere quella persona a parametro zero, con tutti i problemi che comporta.

Se non avessimo un budget sufficiente all’ingaggio di un altro membro dello staff non potremo acquisire carte per quell’abilità. Se fosse un giocatore, è un trasferimento futuro andato perduto. I livelli relativi alle carte, seguono le loro controparti Pc da 1 a 100:

Carte di livello grigio (da 1 a 24), rappresentano il valore più basso, e sono utili solo per la fase iniziale del gioco. Appena vi è possibile, cercate di migliorare staff e strutture per arrivare al livello Bronzo (25-49) o ancora meglio a quello Argento (50-74). Carte di livello Oro (75-89) e Nero (90-100), rappresentano i Top Gun del gioco, e sono tanto forti quanto rare. Migliorando strutture e staff, con il tempo ci arriverete di sicuro.

CALCIOMERCATO.NEWSTAR

Nei manageriali calcistici, uno dei lati più importanti è quello relativo al calciomercato. E’ un po’ la fase più bella, più accattivante, e frustrante quando non si arriva a quell’esterno sinistro che volevamo a tutti i costi.

Anche in New Star Manager, il calciomercato è diviso in una lunga sessione estiva, e in una breve sessione invernale. Laddove il campionato scelto lo preveda. L’interfaccia, è simile ad altre già viste, con una serie di filtri legati ad abilità, età, ruoli, costo, etc. Peccato che la nazionalità dei giocatori che acquisteremo sia legata alla nazionalità del campionato in cui stiamo allenando, quindi niente colpi di mercato esteri. Mancano anche diverse opzioni, quali ad esempio i prestiti o la ricerca dei giocatori svincolati (relegata solamente alle indicazioni che ci darà l’osservatore).

L’acquisto di un giocatore, avverrà attraverso lo stesso mini-gioco che affronteremo durante il rinnovo dei contratti. Avremo una maglia con un determinato numero, e dovremo indovinare se quello successivo sarà minore o maggiore. Se porteremo a termine il mini-gioco, avremo un forte sconto sul prezzo d’acquisto, in caso contrario dovremo pagare un’ulteriore “penale” (stessa cosa per il costo del rinnovo di un contratto). Peccato non si possa abbassare il prezzo di partenza offrendo altri giocatori come contropartite tecniche. Il risultato però è buono, e anche divertente.

LAVAGNA TATTICA

La gestione tattica della squadra è molto immediata, e volutamente semplice. L’undici iniziale potrà essere deciso da noi o dal nostro vice, che a seconda del modulo scelto proporrà la formazione di partenza dal punteggio migliore.

Tenendo a mente quanto detto sopra, quindi dando sempre uno sguardo alla felicità di quei giocatori che si sentono “abbandonati” per via del basso numero di partite a cui hanno preso parte, l’uso del vice risulterà talmente comodo da sfruttarlo praticamente sempre.

Infatti, il modulo e la formazione avranno un impatto rilevante ma non fondamentale sull’esito di una partita. Ovviamente, due giocatori che non hanno sviluppato una buona intesa, potranno dare il via ad azioni avversarie spesso fatali. Ma principalmente conterà “l’overall” di tutta la formazione, ossia l’abilità media totale della squadra.

Durante il corso della partita, potremo scegliere strategia (dall’autobus davanti alla porta all’attacco totale) e il ritmo di gioco, e anche cambiare il modulo. Utile quest’ulima mossa soprattutto quando l’avversario ha un uomo in meno o quando dobbiamo recuperare uno svantaggio.

Se la resistenza fisica della squadra fosse bassa già a metà partita, potremo optare per una carta discorso, e indovinando le frasi giuste avremo un surplus di cui andranno a beneficiare nel secondo tempo. Il nostro vice, si occuperà di suggerirci un cambio di strategia o formazione, oppure la sostituzione di un giocatore troppo stanco.

VIVERE LA PARTITA

Il valore della squadra, determinerà la vittoria o la sconfitta di una partita, ma saremo noi a prendervi parte in prima persona. Infatti, durante le fasi salienti dei 90 minuti, la visuale cambierà e ci ritroveremo in campo con una visuale a volo d’uccello. Qui, New Star Manager si trasforma in strategico in tempo reale con pausa tattica.

Controlleremo i movimenti di un giocatore tramite la levetta analogica, mentre il tasto X è riservato ai passaggi. Quadrato e Cerchio saranno entrambi adibiti ai tiri. A gioco fermo, decideremo cosa fare, mentre tenendo premuto il tasto R2 il tempo scorrerà normalmente. Ogni movimento, passaggio e cross sarà effettuato in tempo reale, mentre il tiro gode di un ulteriore mini-gioco. Mentre ci muoviamo, dobbiamo stare attenti ai potenziali contrasti dei giocatori avversari, e potremo costruire strategie facendo muovere un compagno a cui vogliamo passare la palla in una determinata posizione. Quando tiriamo, il mini-gioco dell’inquadratura del pallone determinerà potenza e altezza del tiro. Lo ammettiamo, è davvero divertente, perché assisteremo a giocate alla Cristiano Ronaldo, con tiri da fuori area che sbattono su traversa e palo per finire in rete, a tiri in tribuna che ci faranno urlare un secco: “Nuuuuoooooo!”

Il lato “strategico” della partita è tutto incentrato su questa pausa tattica, che è veramente una trovata interessante. Far muovere un altro giocatore in una determinata posizione per passargli la palla, o usarlo come “esca” e continuare con il pallone tra i piedi? L’AI di gioco non è molto sveglia, e spesso potremo portarcela a spasso mentre evita contatti in area di rigore per non rischiare un penalty.

Complice l’uso del joypad, perfetto per questa parte del gioco, il risultato finale è davvero buono e molto divertente. Ci ha ricordato, da molto lontano, i bei tempi del Sensible.

GRAFICA E SONORO






Trattandosi di un porting, l’aspetto grafico non ha subito grossi mutamenti, e se l’interfaccia è ben sviluppata, il lato prettamente estetico si attesta su livelli discreti e nulla più.

Le carte sono ben realizzate, e anche se i volti hanno qualche differenza in più rispetto alla controparte Pc, risultano tutti ancora troppo simili, tanto da confonderli e spesso osservare soltanto il valore relativo all’abilità. La grafica degli uomini in campo è ridotta all’osso, e le animazioni sono tanto semplici quanto poco numerose.

L’audio è relegato ad alcuni effetti ed una traccia che fa da base durante tutto il corso del gioco, forse un po’ di varietà sotto questo aspetto non avrebbe guastato.

È importante specificare, che il titolo non fa certo della grafica e della colonna sonora il proprio cavallo di battaglia, saldamente in sella al variegato gameplay.

NON SONO FOOTBALL MANAGER

New Star Manager non vuole essere un’alternativa a Football Manager, quanto più un gioco che fa divertire. Tanta carne al fuoco e molta varietà, ma anche qualche mancanza. In un ipotetico New Star Manager 2, ci piacerebbe un calciomercato non più bloccato su base nazionale, ma ampio come dovrebbe essere. Più opzioni sull’acquisto e sulla vendita dei giocatori, più campionati simulati allo stesso tempo, e la possibilità per il nostro alter ego di ricevere offerte da altre squadre, sia della stessa nazione che estere, così da vivere una sorta di gioco di ruolo manageriale. Ancora, non sarebbe male l’aggiunta di competizioni europee e mondiali per le nazionali, con la possibilità di allenarle dopo aver raggiunto un buon numero di successi con i club. Sogni e belle speranze, ma spesso è da qui che nascono i campioni.

COMMENTO FINALE

New Star Manager è un gioco simpatico, e ben più profondo di quanto ci si potrebbe aspettare, seppure tutto sommato semplice. Il prodotto sviluppato da Simon Read è molto longevo, e ricco di cose da fare. Il lato card game è ben concepito e risulta essere il fulcro su cui si basa il gameplay. Questa fase si armonizza con una gestione del club immediata ed una meccanica relativa ai caratteri e alla felicità della squadra e dello staff che funziona. Ed anche bene.

È come trovarci davanti ad una versione alternativa, semplificata e squisitamente singleplayer di FUT, con tutti i pro e qualche mancanza che speriamo venga colmata in un capitolo successivo. Ad oggi, è difficile trovare di meglio sullo store Playstation, quindi siete amanti dei manageriali calcistici, vi suggeriamo di tenerlo seriamente in considerazione, non rimarrete delusi.

 

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Blair Witch, 20 anni e un gioco

Blair Witch è il nuovo gioco prodotto e sviluppato dal team indie Bloober in collaborazione con Lionsgate, che uscirà il 30 agosto per Pc ed Xbox One.

Potrebbe essere un semplice caso o una geniale trovata commerciale la scelta di far uscire il gioco a ridosso del ventennale dell’omonimo film “The Blair Witch Project”, il mokumentary (finto documentario) horror 2.0 di fine anni ’90, ma in questo videogioco c’è molto dell’idea creativa dell’alter ego cinematografico.

Presentato all’E3 di Los Angeles dello scorso giugno con un trailer della durata di circa due minuti, Blair Witch ha positivamente lasciato un segno nell’evento, anche se al momento non sono ancora trapelati ulteriori dettagli sulle dinamiche esatte del gameplay

Cominciamo subito a dire cosa non è questo videogame: Bloober e Lionsgate hanno lavorato a stretto contatto durante la fase realizzati del gioco ma né la storia e né i personaggi saranno gli stessi del film cult.

Il trailer ha rivelato però dei dettagli molto interessanti su quello che vedremo a fine agosto.

La vicenda è ambientata, a Burkittsville nel Maryland, dove nel 1996 un giovane ragazzo scompare misteriosamente nella Black Hills Forest. Ellis, un poliziotto con un turbolento passato, si mette sulle tracce del ragazzo ma quella che sembrava una normale indagine si rivelerà essere un incubo senza fine: il bosco appartiene ancora alla strega di Blair.

L’atmosfera è senz’altro quella che caratterizza il brand “The Blair Witch”, un continuo stato d’ansia in una dimensione a metà tra l’incubo e la realtà, con l’impressione di essere sempre inseguiti da qualcuno o da qualcosa. In parole povere, un horror psicologico.

QUALCHE INFORMAZIONE

Gli elementi presenti in tutto il gioco saranno essenzialmente due: la foresta e la telecamera.

L’Unreal engine 4, il motore grafico alla base di Blair Witch, come confermato dai fotogrammi del trailer, ha permesso di costruire una foresta densa di dettagli e molto fedele a quella del film. La foresta vive, è colma di dolore e morte e il povero Ellis dovrà capire come riuscire a sfuggire al destino che la strega di Blair ha riservato per lui.

La telecamera, altro elemento fondamentale ma che si discosta dall’utilizzo riservato nella versione cinematografica, servirà a cogliere elementi invisibili ad occhio nudo e permetterà di manipolare il continuum spazio tempo della storia attraverso la manipolazione delle registrazioni effettuate, come se fossimo dei piccoli registi della nostra vita.

La strega è tornata in Blair Witch, l’horror psicologico di fine estate.




UN RACCONTO SULLA DISCESA DELL’UOMO NELL’OSCURITÀ

Concepito dalle menti creative dietro al tanto acclamato Layers of Fear, questo gioco farà sentire il peso che la paura può esercitare sulla mente attraverso una storia originale ispirata alla tradizione cinematografica di Blair Witch.

FATEVI STRADA NELLA FORESTA INFESTATA

Accompagnato solo da Bullet, il fedele compagno a quattro zampe, esplorate la foresta maligna che piega e distorce lo spazio e il tempo.

LA SANITÀ MENTALE CONTRO LA SUA MALEDIZIONE

Trovate un modo di opporvi alle minacce della strega e al deterioramento della lucidità mentale di un uomo soggiogato dal proprio passato.

COME AFFRONTERAI LE PAURE?

Man mano che vi addentrerete nella foresta, il modo in cui reagirete ai pericoli e il modo in cui vi comporterete sotto pressione vi porteranno a scoprire nuovi aspetti di voi stessi.

Dino C.

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Railroad Corporation ha una nuova modalità sandbox

Corbie Games e l’editore indipendente Iceberg Interactive hanno annunciato il primo importante aggiornamento Railroad Corporation, attualmente disponibile attraverso l’early access di Steam da fine maggio.

Il nuovo update si rivolge ai giocatori che desiderano concentrarsi completamente sull’espansione della loro rete ferroviaria e sulla crescita della loro società, grazie alla modalità sandbox.

VIDEO DIARIO SULLA SANDBOX

Ecco i vari dettagli di questa modalità.

  • Giocate con due nuove mappe sandbox con impostazioni extra, come le posizioni casuali della città e gli edifici di produzione casuali.
  • Scegliete tra l’inizio del gioco con la locomotiva preferita o facendo fare qualsiasi ricerca.
  • Abilitate o disabilitate la generazione di contratti, l’acquisto o la costruzione di edifici di produzione ed altro.

Oltre alla modalità sandbox, i giocatori ora hanno la possibilità di giocare missioni della campagna precedentemente finite in modalità sandbox. Ciò significa che i giocatori possono:

  • Godere delle stesse missioni della campagna ma senza scadenze, limiti di scopertura bancaria o obiettivi.
  • Giocare le missioni senza alcuna ricerca preliminare o progressione di portafoglio portata avanti nelle missioni successive.
  • L’aggiornamento porta anche alcune modifiche multiplayer, come uno scenario alternativo per l’attuale mappa multiplayer con un obiettivo esteso, un capitale iniziale di 200.000 dollari e due locomotive pre-ricercate.

INFORMAZIONI SU RAILROAD CORPORATION

Gli appassionati inizieranno la propria carriera per trovare fortuna nel Nuovo Mondo. Lavoreranno per soddisfare i contratti e completeranno le missioni basate su reti ferroviarie storiche negli Stati Uniti. Poseranno, inoltre, tracce, scaveranno gallerie e innalzeranno ponti per collegare insediamenti grandi e piccoli, vecchi e nuovi.

Strategia e pianificazione anticipata saranno essenziali per fare le migliori offerte, quindi si dovrà essere al primo posto in ogni aspetto della vostra organizzazione. Controllate e combinate le risorse, stabilite nuove industrie e fate pressioni sui politici per cambiare la legge del Paese.

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Etherborn, la nostra recensione

Sviluppato da Altered Matter, Etherborn è un puzzle game visivamente interessante e meccanicamente originale. Il titolo fa il suo debutto oggi su Steam per Pc Windows, ma anche su console PS4, Xbox One e Switch grazie anche ad una campagna fruttuosa su FIG che l’anno scorso ha superato i 30.000 dollari richiesti per sviluppare il gioco grazie ai 309 sostenitori.

Eccoci, dunque a parlare di Etherborn che non è un gioco per chi insegue situazioni semplici da comprendere e altrettanto da risolvere.

Anche nel sempreverde panorama dei giochi di logica e puzzle, il lavoro di Altered Matter è “merce rara”, non solo per l’acuta complessità degli enigmi, ma anche per il gran lavoro a livello di mero design artistico. Ma… andiamo con ordine.

Ecco la nostra recensione della versione PS4. Buona lettura.

UN CONCEPT INTERESSANTE

In Etherborn, impersoneremo un’entità senza voce, nel suo periglioso viaggio colmo di tortuose elucubrazioni meccaniche atto proprio a riconquistare le sue corde vocali. L’intera esperienza di gioco, oltre a proporre il canonico schema dei platform “parti da A e vai a B”, si ispira concettualmente e concretamente all’opera artistica di Maurits Cornelis Escher, artista di fama mondiale a cui si devono alcune delle più pregevoli ed immaginifiche incisioni su legno, litografie e mezzetinte basate su scenari e “luoghi” impossibili.

E questa “pesante” influenza è completamente rintracciabile in ogni stage, in ogni enigma dinamicamente legato al concetto di voler “rovesciare” i canoni gravitazionali della logica umana.

Il tutorial iniziale, abbastanza semplice ed in grado di metterci a proprio agio, ci darà l’impressione sbagliata di trovarci dinanzi l’ennesimo “Super Mario” con un’estetica particolare.  Ben presto ci accorgeremo che non è così. A partire dall’assenza di un “centro di gravità permanente” (qualcuno ha detto Battiato? Ndr), con il nostro personaggio che camminerà come se nulla fosse su pareti verticali, o salterà di slancio piattaforme a testa in giù. Il nostro silente eroe sarà capace di svariate azioni, dai classici saltelli tipici dei puzzle/platform, ma anche di abbandonarsi a “cadute” strategiche al fine di scoprire nuovi locus da esplorare e interagire con oggetti e “pulsanti” che innescheranno meccanismi vari, atti alla prosecuzione del gioco.





In generale, Etherborn ci offrirà un’esperienza molto gradevole e piuttosto originale, condita da una difficoltà che gradualmente tenderà verso l’alto e enigmi di carattere gravitazional-geometrico che ci metteranno a dura prova. Ma l’intrinseca difficoltà concettuale cozzerà in modo brutalmente soft con l’assenza di possibilità concrete di “fallire”: non ci sarà punizione per l’errore, né tantomeno incontreremo nemici o avremo contro di noi un ipotetico tempo limite da rispettare: Etherborn vuol farci tribolare, ma con il sorriso sulle labbra.

L’ESTETICA È UN TRIONFO DI SURREALISMO















Da un punto di vista più squisitamente tecnico e artistico, Etherborn è un trionfo di surrealismo misto ad impossibilismo fisico. La grafica spartana seppur densa di effetti grafici, si incastra in modo coerente con l’essenza stessa del gioco, il quale tende verso un viaggio incredibile e sognante, alla ricerca della propria voce (che è un po’ come cercare sé stessi, no?). Uno stile che può piacere ma che, può anche risultare per taluni un po’ troppo “stravagante”. A livello di performance, il gioco non ha mai mostrato il fianco su PS4 Pro, offrendo prestazioni solide e fluide che hanno ben accompagnato le nostre peripezie acrobatiche multi-gravitazionali.

In sostanza un lavoro abbastanza pulito, più notevole artisticamente che tecnicamente ma con una realizzazione di livello.

COMMENTO FINALE

Etherborn è un ottimo puzzle platformer, ispirato, originale e dalla difficoltà intelligente. Naturalmente, la validità del gioco è negli occhi di chi lo ammira: come quasi ogni platform, la rigiocabilità è concettualmente relativa e, quindi,  Etherborn potrebbe risultare geniale per taluni e insignificante per altri, in base ai gusti.

In sostanza o lo si ama o lo si odia. Noi lo abbiamo amato. Il motivo? Semplice: il gioco, nonostante appartenga ad un genere tendenzialmente “vuoto” di narrativa (che è solitamente o molto basilare o solo accennata), si differenzia dalla concorrenza anche per la sua storyline. Intendiamoci, nulla di sconvolgente, niente di epocale, ma è un viaggio “semplice” in grado di porre l’attenzione su temi estremamente complessi, come la ricerca di sé stessi. Un viaggio che è possibile respirare, grazie all’eterea atmosfera, e non di leggere concretamente attraverso dialoghi, libri et similia. Si tratta di un’esperienza che potrebbe risultare quindi meravigliosa per taluni, ma il vuoto assoluto per altri.

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Where the Water Tastes Like Wines si aggiorna

Good Shepherd Entertainment ha pubblicato il nuovo aggiornamento dei contenuti per Where the Water Tastes Like Wines. L’update si intitola Gold Mountain e porta la cultura cinese che si instaurò nel panorama americano dell’epoca in cui è ambientato il gioco di avventura sul folclore.

Gold Mountain introduce nuovi racconti incentrati sull’esperienza dei cinesi americani e sul loro impatto sulla storia e sulla cultura americana. L’aggiornamento include anche una varietà di miglioramenti delle prestazioni e della qualità della vita.

Miglioramenti delle performance, fixate le location della storia, migliorati i controlli e risolti alcuni bug e problemi.

Inoltre, Where the Water Tastes Like Wine è in vendita oggi col 60% su Steam di sconto fino a domani (mercoledì 17 luglio) per Pc Windows, Mac e Linux tramite Steam. Where the Water Tastes Like Wines: Fireside Chats, un’esperienza di accompagnamento autonoma gratuita per il gioco.

Il gioco è un viaggio creativo attraverso la storia con immagini 2d/3d e musica popolare originale. Si incontreranno personaggi surreali mentre si esploreranno i luoghi più lontani della nazione, raccogliendo e condividendo un eclettico miscuglio di storie di alcuni degli scrittori più prolifici di oggi.

A portarli tutti in vita è un cast di doppiaggio di estremo livello, tra cui Sting (non crediamo ci sia bisogno di ulteriori parole), Dave Fennoy (The Walking Dead: A Telltale Games Series), Cissy Jones (Firewatch), Kimberly Brooks (Mass Effect) ed altri.






















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Robbie Swifthand and the Orb of Mysteries a breve su Switch

Robbie Swifthand and the Orb of Mysteries, il nuovo videogioco realizzato da Pixel Reign e prodotto da Kiss Publishing, la cui uscita su Switch è pianificata per il primo di agosto, è già disponibile per il preorder su Nintendo Store.

Manca poco, quindi, al debutto del titolo, già approdato su Steam dal settembre dello scorso anno, arriverà in futuro anche su Playstation 4 e Xbox One.

Questo platform 2d dallo spiccato carattere action vi terrà incollati al divano grazie al suo level design ai limiti della follia: la vostra esperienza di gioco verrà messa a dura prova dal mix di confusione e colpi scena in cui il povero Robbie Swifthand verrà a malincuore coinvolto.

Ecco il trailer diffuso dal team indie di Pixel Reign: 30 secondi di teaser. Buona visione.

Un forte senso di humor caratterizzerà Robbie Swifthand and the Orb of Mysteries, secondo Angelos Gkamiliaris uno degli sviluppatori di Pixel Reign, dove ogni livello è stato creato con un unico e semplice scopo, uccidervi.

Alla loro prima esperienza con la piattaforma ibrida di Nintendo i ragazzi di Kiss Publishing non si sono fatti per niente intimorire dalla sfida, e tramite il CEO Darryl Still , rendono onore a Gkamiliaris di Pixel Reign, considerato da Still un fuoriclasse del settore.

Il protagonista del platform è Robbie Swifthand, un eroe che possiamo definire “inusuale” e che, guidato da una brama smodata per i tesori, dovrà completare la missione affidatagli da un piccolo spirito: recuperare l’Orb of Mystery, nascosto da qualche parte nel tempio. Ovviamente il nostro protagonista non si fa ripetere due volte l’offerta, d’altronde un tempio è pur sempre ricco di tesori, ma oltre a questi troverà delle brutte sorprese sul suo cammino.

Ogni livello ha un unico e semplice (vi renderete conto che non è l’aggettivo più giusto da associare) obiettivo: raccogliere la sfera luminosa e lanciarla all’interno di un vortice di colore giallo, utile ad aprire il passaggio per passare al livello successivo.



Questa dinamica di gameplay alla base di Robbie Swifthand and the Orb of Mysteries, all’apparenza semplicistica, si complica progressivamente con la scalata dei livelli di gioco: si inizia con dei semplici saltelli stile platform retrogames e si prosegue con asce basculanti, sfere elettriche, lanciafiamme, aculei mortali che faranno rabbrividire anche i veterani del genere videoludico.

Il gioco ha già ricevuto numerosi riconoscimenti come quello di quest’anno al Nordic Game Discovery Contest e nel 2018 all’Indie Game Cup a Praga e all’Indie Prize at Casual Connect a Londra.

Il motore grafico alla base del videogioco è Unity, sviluppato dall’azienda californiana Unity Technologies, in grado di sviluppare videogiochi comprensivi di elementi architettonici e animazioni 2D e 3D in tempo reale.

Robbie Swifthand and the Orb of Mysteries è stato uno delle migliori applicazioni di questa tecnologia video ludica al punto che alla conferenza Unite di Berlino, Pixel Reign figurava tra gli speaker.

I 90 livelli suddivisi in 4 mondi, segreti da sbloccare, boss molto difficili, colonne sonore e una storia originali, fanno di Robbie Swifthand and the Orb of Mysteries un’esperienza particolare e ricca di dettagli interessanti.

Dino C.

 

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Gibbous – A Cthulhu Adventure debutterà il 7 agosto

Gibbous – A Cthulhu Adventure sarà disponibile dal prossimo 7 agosto su Steam e GOG per Pc Windows, Mac e Linux. Lo conferma lo sviluppatore indie romeno Stuck in Attic. Il tutto è accompagnato anche da un nuovo trailer che vi proponiamo in questo nostro articolo.

Si tratta di un’avventura grafica punta e clicca che prende spunto dai classici del passato di Lucas Arts come Day of the Tentacle, Monkey Island e Grim Fandango, dai film di Hitchcock, dai cartoni animati classici di Warner Bros e di Hayao Miyazaki dai quali gli autori hanno tratto spunto per arricchire i dettagli delle ambientazioni.  Il gioco, inoltre, come si intuisce dal titolo, si ispira ai racconti di H.P. Lovecraft.

UN’AVVENTURA HORROR COSMICA FATTA IN TRANSILVANIA

Darkham, con i suoi tetti spioventi storti, i vicoli bui, e un passato avvolto nel mistero, non è mai stata un posto accogliente. Oggi però… strani culti spuntano ovunque, e di nuovo si torna a parlare, con voce bassa e tremante, del Necronomicon, il più malvagio dei libri.

Il detective Don R. Ketype è al lavoro per recuperare il misterioso tomo del male, ma l’ignaro bibliotecario Buzz Kerwan lo scova per caso e trasforma accidentalmente il suo gatto, Kitteh, in un abominio parlante. Come sarebbe un gatto se fosse più umano? Di gran lunga peggiore.

Gibbous è una commedia horror cosmica, un’avventura moderna di ispirazione classica, con disegni artistici in alta risoluzione, animazione tradizionale dettagliata, e una lunga storia che vedrà i tre protagonisti viaggiare in tutto il mondo e affrontare abomini cosmici e artificiali, voodoo, e “Cose-Che-Non-Dovrebbero-Esistere”. Dal paese di Lovecraft alla Transilvania, prendi parte alla missione per far smettere di parlare un gatto molto cinico.

CARATTERISTICHE DI GIBBOUS – A CTHULHU ADVENTURE











  • Oltre 60 ambientazioni dettagliate dipinte a mano ispirate all’architettura e ai paesaggi naturali della Transilvania;
  • Fluida animazione tradizionale 2d, dall’aspetto disneyano;
  • Due protagonisti e un gatto parlan— Ok, tre. Tre protagonisti;
  • Più di 70 personaggi folli, ognuno con la sua voce;
  • Special guest: Doug Cockle, voce di The Witcher;
  • Contiene l’accento transilvano più genuino che si sia mai sentito nei giochi o in altri media, da sempre;
  • Oltre 4 ore di lussureggiante colonna sonora originale, con strumenti dal vivo;
  • Una storia cinematografica lunga che attraversa i continenti, e non solo;
  • Sprazzi di umorismo, trama sempre più oscura e misteriosa;
  • Illuminazione dinamica, riflessi in tempo reale e sistema meteo;
  • Sistema di suggerimento integrato per aiutarti quando sei bloccato;
  • Scene animate che scandiscono i momenti più importanti della storia;
  • Oltre 12.000 linee di dialogo recitate;
  • Risposte recitate per tutte le combinazioni più folli che ti possano venire in mente;
  • Fatto con amore vicino a dove è nato Vlad l’Impalatore;
  • Nessun abbellimento o presa in giro degli Antichi, che i loro oscuri nomi siano sempre lodati;
  • Abbiamo già detto che c’è un gatto parlante?

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Stone Story RPG ad agosto in early access

Quasi cinque anni di sviluppo e Stone Story RPG sarà pubblicato su Steam in accesso anticipato dal prossimo 8 agosto. La notizia arriva dall’account ufficiale del gioco su Twitter.

Con l’annuncio c’è anche il nuovo trailer che alleghiamo all’articolo. Ma che cosa è Stone Story RPG? È un gioco di ruolo, come suggerisce il titolo, dal particolare aspetto grafico in ASCII. Lo abbiamo apprezzato in questi mesi proprio su Twitter dove gli sviluppatori indie, Martian Rex e Standarcombo attraverso l’account del gioco sono molto attivi. Un titolo simile se non altro per il discorso ASCII è Sanctuary RPG uscito 4 anni e mezzo fa.

Vediamo la clip di lancio dell’early access. Buona visione.

Ricordiamo che in questa fase, il gioco sarà fruibile ma ancora in sviluppo in modo tale da mettere in contatto gli autori con gli appassionati che potranno dare consigli su come continuare il lavoro.

SINOSSI




In un regno di perpetuo male, una singola pietra potrebbe cambiare tutto … Stone Story è un gioco di ruolo ambientato in un mondo oscuro e minaccioso. Mostri e misteri affliggono il regno. I giocatori sono invitati ad intraprendere una missione per unire 9 pietre magiche dello spirito e ripristinare la luce.

Il gioco prende elementi da vari generi e li riconfeziona in un’esperienza che vuole essere unica. Uno dei meccanismi di definizione di Stone Story è che non si ha il controllo diretto del personaggio del giocatore, come l’intelligenza artificiale fa tutto l’esplorazione, il combattimento e il saccheggio. Ciò non significa che questo sia un titolo ozioso. Pozioni e abilità speciali sono massimizzate dal buon tempismo. I combattimenti contro i boss sono intensi e richiedono lo scambio rapido degli oggetti se il boss cambia schema.

La naturale curiosità sarà il più grande strumento mentre si approfondisce il gioco e scoprire che c’è di più sotto la sua superficie apparentemente semplice.

CARATTERISTICHE IN SINTESI DI STONE STORY RPG

  • Animazione ASCII.
  • Robusto gameplay guidato dalla intelligenza artificiale che si combina con altri sistemi di gioco per offrire un’esperienza unica per gli appassionati di tutti i tipi.
  • 8 località esclusive, ciascuna con i propri ambienti meticolosamente dettagliati e intensi combattimenti contro i boss.
  • Semplice, ma profondo sistema di crafting.
  • Decine di elementi che possono essere combinati per facilitare nuove strategie.
  • Un mondo ricco di fantasia con nemici eccentrici, divertenti incontri con i PNG e storie coinvolgenti.
  • Oltre 8 ore di gameplay della storia principale, oltre a contenuti generati proceduralmente.
  • Un sacco di segreti.

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Graveyard Keeper, la nostra recensione

Una delle peculiarità di Stardew Valley, è stata quella di rivitalizzare un genere che sembrava non aver più nulla da dare. Infatti, i ruolistici con forti componenti manageriali, sembravano essere caduti in una sorta di limbo. Ma grazie a ConcernedApe, il genere è tornato in auge e di gran carriera. Tra i tanti sviluppatori che hanno seguito il sentiero tracciato dallo sviluppatore americano, c’è Lazy Bear Games, che ha portato sui nostri schermi un gioco davvero particolare. Stiamo parlando di Graveyard Keeper, uscito inizialmente su Steam nell’estate dello scorso anno, ed il 27 giugno scorso su Playstation 4.

Noi vi parleremo della versione per l’ammiraglia Sony di questo titolo particolare sviluppato dagli autori dell’apprezzatissimo Punch Club.

QUESTI CELLULARI!

Il nostro eroe, è una persona come tante, intento a tornare a casa dopo una giornata di duro lavoro. Sfortunatamente per lui, proprio mentre guardava lo smartphone per rispondere alla telefonata della sua amata, viene investito da un’auto.

A questo punto, i più smaliziati potrebbero pensare ad un novello Silent Hill, e invece il nostro si “risveglia”, in mezzo ad una campagna, senza capire nulla. Un personaggio che segue le orme di “Morte” ci viene incontro e, con un dialogo veloce, veniamo introdotti in una sorta di tutorial. Avendo acquisito il ruolo di “custode” del cimitero, avremo il compito di accudire le salme bisognose di sepoltura, sistemare la chiesa, e molti altri compiti di cui inizialmente non ci importa nulla.  Tutto ciò che abbiamo intorno a noi, è un’atmosfera medievaleggiante. Vogliamo tornare a casa! Vogliamo tornare dalla nostra donna!

Eppure, nessuno sa più o meno nulla, a parte alcuni personaggi, che previo completamento di alcune quest, ci daranno le informazioni tanto agognate. Diciamo subito che il primo impatto con Graveyard Keeper è stato quantomeno spiazzante.

Ci aspettavamo un gioco molto scherzoso, quasi irriverente ma che prendesse la storia alla leggera. Invece, i personaggi che ci affiancheranno in questa lunga avventura, sono molto particolari e spaziano da un mulo acido e stanco di lavorare, ad un teschio che rimpiange il resto del corpo, affogando i propri dispiaceri nell’alcool.

Lo sfondo, è un misto tra umorismo acido e freddure di vario tipo, contornate da qualche battuta che il più delle volte, tenta con poca fortuna di essere simpatica. Proprio la storia, è allo stesso tempo peculiare e particolare, ma anche non per tutti, frutto di una scrittura semplice nel lessico, ma decisamente ardua da digerire per quei palati che si aspettavano i sorrisi e le battute di un Harvest Moon o un My Time at Portia. D’altra parte, siamo pur sempre un becchino, anche se in questo caso il lavoro sarà alquanto irto di insidie e e avventure.

GAMEPLAY















Trattandosi di un farming simulator con meccaniche da gioco di ruolo, il grosso del gameplay di Graveyard Keeper grava sul sistema di crafting e sulla gestione delle aree del cimitero e della casa a disposizione del custode. Per prendere confidenza con le meccaniche, la parte iniziale ci vedrà impegnati a riparare le tombe già piazzate ma da sistemare. Mentre cerchiamo di capire come fare e familiarizziamo con i comandi, scopriremo che il ciclo giorno notte va a scandire anche i giorni della settimana, ognuno corrispondente ad un peccato (purtroppo, non vedremo i 7 peccati capitali, magari!).

Andando in profondità, iniziamo a parlare del crafting e della raccolta delle risorse. Queste ultime, sono di vario tipo e possono essere recuperate da arbusti, alberi, e molto altro. Ogni risorsa dovrà poi essere “lavorata” attraverso tavoli da lavoro di vario tipo, come ad esempio la fornace per le pietre.

In Graveyard Keeper, Non tutto sarà disponibile da subito, in quanto molte delle strutture che potremo edificare e anche la raccolta di determinate risorse, sarà sbloccata solamente se scopriremo la tecnologia appropriata. In questo senso Graveyard Kepper ha pochi rivali, perché il sistema di ricerche e sviluppo della tecnologia non ha nulla da invidiare a molti giochi strategici di alto livello. Tantissime ricerche, ricette, strutture, tutte molto diversificate. Per sbloccarne di nuove, dovremo svolgere vari compiti legati a quella particolare tecnologia. Ad esempio, per fare il taglialegna e lavorare con alberi di grossa taglia, dovremo prima iniziare da quelli piccoli e dagli arbusti. Ogni azione che compiremo, garantirà dei punti che useremo proprio nella fase di ricerca.









Durante le dure giornate lavorative, il nostro alter ego dovrà stare attento a non affaticarsi, consumando la barra dell’energia posta in alto a sinistra dell’interfaccia. Quando la stanchezza incombe, e accadrà molto prima di quanto pensiate, dovremo per forza andare a riposare, e utilizzare strumenti, costruire o sotterrare i corpi saranno tutte azioni precluse.

Potremo smettere di sognare la nostra amata premendo semplicemente il tasto X, e questo verrà molto comodo quando dovremo incontrare personaggi presenti solo in giorni e/o orari precisi della settimana. Se fin qui va tutto bene, il problema è quando si deve capire cosa fare per sbloccare azioni e risorse aggiuntive. Per spiegarci meglio, citiamo l’esempio del nostro gameplay. Volendo creare delle cornici in legno per le nostre tombe, abbiamo iniziare a tagliare piccoli arbusti e alberelli, che abbiamo trovato vicino alla nostra casa. Recuperati i tronchi rilasciati dagli alberelli, li abbiamo posizionati nel relativo “magazzino”, e controllato quale tecnologia andasse a sbloccare quello che cercavamo. Il problema, è che non tenendo traccia di quanto scoperto e di quello che serve edificare per creare un determinato oggetto, ci siamo messi a sbloccare quello di cui non avevamo assolutamente bisogno.

























Ancora, per tentare di riparare le tombe in pietra, avevamo bisogno di un kit, il quale necessitava di argilla. Dopo esserci preparati al meglio nella raccolta di risorse di vario genere, ci siamo letteralmente perduti nel tentare di capire quale fosse la tecnologia atta alla lavorazione dell’argilla, ma non avevamo alcun indizio, nessuna descrizione, non una spiegazione, ci siamo dovuti rivolgere alle wiki sparse in giro per il web. Dare libertà al giocatore, è un’ottima idea, soprattutto quando c’è da riflettere e pianificare.

Troppi titoli al giorno d’oggi sfornano un gameplay che più guidato non si può, togliendo del tutto il concetto di “grado di sfida”. Ma gli estremi, spesso, risultano sbagliati da ambo le parti. E lasciare tanta libertà senza un minimo di spiegazione, risulta oltremodo frustrante. In Graveyard Keeper, anche l’inventario, risulta sovente problematico. Ogni area dove potremo costruire le varie strutture, è separata dalle altre, con casse dove stipare i vari materiali. Il punto debole, è che con un inventario limitato, dovremo spesso muoverci da una parte all’altra dell’insediamento solo per prendere un paio di risorse necessarie alla costruzione.

QUEI FREDDI CORRIDOI

Altro elemento fondamentale del gioco, è la gestione delle salme. Ci verranno consegnate dal nostro fidato mulo, e durante il gameplay ogni consegna sarà scandita da un “ding dong” in stile fast food. Ogni salma ha poi determinate caratteristiche, che la rendono più o meno “lucrosa” da sotterrare. Inoltre, avremo a disposizione anche un intero obitorio dove eseguire autopsie e studiare parti del corpo, per poi estrarre ossa e carne da rivendere per guadagnare moneta sonante.

Ecco, questi due aspetti del gioco, per quanto tendenzialmente (ma solo all’apparenza) “scherzosi” nello svolgimento, ci hanno dato da riflettere. In un mondo che spesso fa della morte una sorta di culto, gettare nel fiume cadaveri di “basso profilo” (cioè poco remunerativi), ed estrarre carne che verrà poi “consumata” dagli abitanti della cittadina posta a sud della nostra posizione, ha suscitato emozioni contrastanti. Un tipo di gameplay unico e particolare, in tutti i sensi, ma che si sposa solo in parte con il genere dei farming simulator, i quali generalmente hanno toni decisamente più divertenti e leggeri.

Sia chiaro, non assisterete a nessuna scena splatter o evirazioni di alcun genere, ma a volte anche soltanto sapere di fare determinate cose, può far storcere il naso. Nel nostro particolare caso, è stato il trattamento della carne che abbiamo smesso di fare subito dopo la fase di tutorial.

MORTE IO NON SONO, MA LA SPADA USERÒ!

Anche l’esplorazione ha un certo peso sull’economia di gioco. Tra una serie di giornate spese solo per raccogliere risorse, e altre solamente per la costruzione di oggettistica varia, c’è spazio anche per una sana dose di cappa e spada. Oltre a qualche mostro che prende spunto dagli Slime di Dragon Quest, ci sono diverse creature. Ed un dungeon di 15 livelli che non aspetta altro che essere esplorato. Graveyard Keeper offre una buona sfida in tal senso.

Sul level design nulla da eccepire, ma il problema è che senza respawn dei nemici, finito il dungeon non avremo alcun motivo per esplorarlo ulteriormente. Il sistema di combattimento è molto semplice, e anche senza un appropriato equipaggiamento, è possibile avventurarci tra i livelli senza troppi problemi. Unica nota da considerare, è legata (come per il crafting) alla stanchezza, che può essere ovviata per mezzo di alcune pozioni.

Questa fase, poteva essere davvero interessante, e un valido relax dopo ore e ore di grinding e crafting, il problema è stata sviluppata in modo non approfondito, risultando pertanto inutile. Anche l’esplorazione, che pur offre diversi spunti, risulta spesso tediosa, perché gli spostamenti sono spesso lunghi, ma dato che non abbiamo nessun “aiuto” e dobbiamo muoverci a piedi, il tutto risulta lento.

GRAFICA E SONORO

Tecnicamente parlando, il titolo sfoggia una pixel art davvero fantastica. Ad oggi, pochi altri titoli risultano così ispirati e belli da vedere, sia per quanto riguarda gli esterni che per gli interni. Anche il ciclo giorno/notte e gli effetti atmosferici, si armonizzano con il mondo di gioco in maniera superba. Il lavoro svolto dai level designer è di ottimo livello, decisamente superiore a Stardew Valley e titoli dallo stesso genere grafico. Di tanto in tanto abbiamo notato qualche lieve calo di frame-rate su PS4 Pro, ma nulla di trascendentale.

L’interfaccia di Graveyard Keeper, ottimizzata per console, è ben fatta  e le scritte relative ai dialoghi e all’inventario (tallone d’Achille per molti porting console) risultano tranquillamente leggibili. Anche il comparto audio ha goduto di molta cura, con musiche che variano cambiando area, e non sono mai ripetitive. Un fiero richiamo ai miti anni dei giochi a 8 bit. Le tracce proposte sono più di una dozzina, e potranno essere acquistate (solo su steam) come dlc per essere usate in mobilità.

COMMENTO FINALE

È stato difficile valutare questo gioco. Un bel farming simulator, condito da una lunga serie di variazioni sul tema e un gradevolissimo sistema di crafting e ricerche. Una grafica in pixel art senza pari, ed un comparto audio vario ed ispirato. Anche la storia, per quanto priva di lunghi dialoghi e di una particolare profondità, scorre bene e risulta anche interessante.

Sull’altro piatto della bilancia, dobbiamo però sottolineare che alcune scelte di gameplay si riveleranno inadatte per una parte del pubblico. L’interazione con l’ambiente circostante è buona, però si limita tutta alla raccolta delle risorse. Tutto il resto è un mare di oggetti da posizionare senza alcun uso o descrizione. Inoltre, esclusi gli npc che dovranno darci informazioni, prodotti e quest, gli altri risulteranno privi di voce o qualsivoglia pensiero. E sarà impossibile avviare un dialogo con loro. Anche la libertà concessa al giocatore, si rivela un’arma a doppio taglio nel momento in cui non vengono fornite spiegazioni e indicazioni su ciò che si deve fare.

Ma se siete amanti dei farming simulator e avete voglia di giocare a qualcosa di molto diverso accettando i compromessi relativi alla storia e ad alcune scelte di gameplay, Graveyard Keeper si rivelerà un vero gioiellino. Un titolo che vi terrà ore ed ore impegnati al mantenimento e miglioramento dei vostri possedimenti.

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Aggelos debutta su PS4 ed Xbox One

Se siete nostalgici amanti delle avventure di Wonder Boy, la notizia vi farà piacere: Aggelos – action platform metroidvania con spruzzi RPG – fa il suo debutto su PS4 ed Xbox One. Lo annunciano i publisher PQube e LookAtMyGame, e gli sviluppatori  indie Storybird Games. Questo gioco in pixel art che si ispira proprio alla serie Wonder Boy vuole stupire anche sulle ammiraglie Sony e Microsoft.

Ad un anno dall’uscita su Steam ed a tre mesetti dal debutto su Switch, il titolo dalla evidente impronta retrò è quindi disponibile da oggi su console.

Vediamo il trailer di lancio che accompagna la notizia, buona visione.

In Aggelos, i giocatori dovranno trovare il loro percorso attraverso un vasto regno non lineare e avventurarsi tra foreste, aree sottomarine, sistemi di grotte e antichi templi per scoprire elementi magici e nuove abilità grazie ad una “spruzzata” di GDR (o RPG).  Gli appassionati sono invitati ad usare e combinare gli elementi in modo creativo per superare i boss unici e mortali ed avanzare nella storia.

Le opzioni di movimento dinamiche e diversificate fanno di Aggelos un omaggio alla leggendaria era dei titoli giapponesi non lineari a 16 bit e danno ai giocatori gli strumenti per combo spettacolari e creative che si vogliono soddisfare gli amanti del genere soprattutto a chi ha apprezzato i classici griffati SEGA.

Per soddisfare ancora di più i veterani del genere e migliorare ulteriormente la rigiocabilità, gli sviluppatori hanno aggiunto la modalità Difficile. Questa offre una reale differenza nel modo in cui gli appassionati si approcciano al gioco. Affronteranno ora i nemici che infliggono più danni, hanno maggiore velocità di movimento e di attacco e sparano proiettili aggiuntivi.

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Songbird Symphony, demo disponibile

La demo di Songbird Symphony è disponibile. Lo rendono noto il publisher PQube e lo sviluppatore Joysteak Studios che annunciano anche un trailer narrativo.

La clip evidenzia l’inizio ed i primi ostacoli del piccolo viaggio del piccolo Birb per conoscere la sua vera identità. Il viaggio inizierà per lui e per tutti i giocatori che vorranno aiutarlo il 25 luglio su Pc (Steam), PS4 e Switch, così come indicato dal team indie qualche tempo addietro.

La versione dimostrativa può essere scaricata tramite PSN, Nintendo eShop e Steam. Sarà disponibile sull’eShop nordamericano il 15 luglio.

Songbird Symphony è un’avventura musicale che racconta la storia di Birb. Un po’ come in The Ugly Duckling, gli altri uccelli rifiutano il pulcino, ma ciò non gli impedisce di scappare in un’avventura per scoprire le sue origini

I PERSONAGGI

Birb

Birb è un piccolo orfano che un giorno si sveglia in una strana foresta. Non sarà solo grazie a zio Pea, ma non può fare a meno di chiedersi se è davvero il posto a cui appartiene.

Gufo

La leggenda dice che i gufi sono saggi e sanno tutto. Certamente è il caso di Gufo, che guiderà Birb nel suo viaggio e veglierà sul suo benessere.

Uncle Pea

Lo zio è una figura paterna profondamente premurosa ma leggermente iperattiva per Birb. È l’orgoglioso inventore dei famosi Smooth Moves di Uncle Peas.

Egbert

Egbert non parla molto, perché non ha un becco, ma questo non gli impedisce di essere capito dal suo più fedele e solo amico, Birb.

CARATTERISTICHE

  • Trovate le note musicali e abbellite la musica di sottofondo: In Songbird Symphony, è possibile influenzare la musica di sottofondo con le capacità di risolvere puzzle. Fino alla perfetta sinfonia. Per esempio, dare una mano ad un’ape farà sì che i ragni salgano su e giù per le corde delle loro ragnatele con gioia creando una melodia adorabile.
  • Passate al ritmo per progredire nei livelli: Ottenete il massimo dal gioco con il classico jump’n’run gameplay. Livelli di danza sinfonica di Songbird.
  • Che la musica guidi le vostre ali: Songbird Symphony è un’avventura musicale che racconta la storia di Birb, un piccolo uccellino orfano che un giorno si sveglia da solo in una strana foresta e viene aiutato dallo zio Peacock leggermente iperattivo ma premuroso.

 

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Lo sparatutto Pawarumi ha una data di lancio

Lo shoot’em up Pawarumi debutterà a breve su Xbox One e Switch. Lo ha confermato Manufacture 43, lo sviluppatore indie francese del gioco che ha diffuso anche il trailer di lancio e dettagli.

Il titolo, che l’anno scorso ha debuttato su Steam per Pc Windows, Mac e Linux, è inoltre disponibile per il pre-acquisto su Microsoft Store e, più tardi in giornata, su Nintendo eShop.

SINOSSI

La storia di fondo è piuttosto buia. Parla di come Axo – voi – il pilota di Chukaru, distrusse ogni difesa terrestre mentre veniva controllato da un’entità aliena. I primi quattro livelli del gioco sono in realtà dei flashback, l’ultimo livello è, invece, la sua vendetta.

Pawarumi, meglio descritto come Rock-Paper-Scissors with lasers, è un filmato ambientato in un universo futuristico ma di ispirazione precolombiana.

GAMEPLAY

Il giocatore ha una sola vita e lo scudo ridurrà la forza di un terzo ogni volta che si sarà colpito. Pawarumi ha un potente meccanismo chiamato Trinity. Le tre armi base sono controllate da divinità colorate: Condor (laser) è blu, Serpente (Gatling gun) è verde e Giaguaro (missili) è rosso.

I nemici che affrontate sono alimentati dalle stesse divinità e bersagliandoli con gli stessi colori o con colori diversi, si attiverà uno dei tre bonus di Trinity: Boost, Drain o Crush. Ma attenzione, ci sono conseguenze sia positive che negative. Scegliete, dunque in modo saggio.

Sparare con un’arma di un colore diverso rispetto al nemico offrirà Drain o Crush. Drain trasforma il dolore dei nemici in energia che carica il Super Attack. Crush moltiplica il danno inflitto ai nemici di un fattore di 1.5.

Daniel Borges, di Manufacture 43, ha detto:

Non ci sono potenziamenti, munizioni, extra o altro: abbiamo mantenuto ciò che è essenziale in uno sparatutto – sparando, schivando, soffiando roba – e aggiungendo invece la nostra meccanica della “trinità “. La direttiva funziona davvero con conseguente coordinazione di brillamento manuale dell’altissimo livello! La versione di Pawarumi di Switch include una caratteristica molto speciale, la nave allegra! Con questa qualità abilitata, il gioco riconosce effettivamente quale colore Joy-Con è collegato alla console e colora la nave dei giocatori di conseguenza. Abbiamo visto alcune combinazioni di colori uniche e sorprendenti!

CARATTERISTICHE

  • Tre livelli di difficoltà, ciascuno con una propria trama alternativa.
  • La curva di difficoltà è progettata in modo che chi batte il gioco in modalità facile sia pronto a giocare in modalità normale e poi in modalità difficile.
  • Le tre armi del giocatore sono rosse, verdi e blu e sono legate e collegate, alle fazioni e alle divinità nemiche: giaguaro, serpente e condor.
  • La versione Nintendo di Pawarumi ha una nave unica, la Joyful, che adotta i colori del vostro Joy-Con.

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Subdivision Infinity DX dà appuntamento all’8 agosto

Lo shooter ad ambientazione spaziale Subdivision Infinity DX debutterà il prossimo 8 agosto su Pc, PS4, Xbox One e Switch. Lo hanno annunciato lo sviluppatore Mistfly Games ed il publisher Blowfish Studios che invitano gli appassionati ad esplorare nuove frontiere.

Gli appassionati intraprenderanno intensi dogfight ispirati a quelli dei più grossi sparatutto spaziali ma stilisticamente moderni. Si combatterà in modo veloce e devastante grazie ad una vasta varietà di attacchi velocissimi e potenti armature come quelli che si affronteranno nelle boss battle.

Ecco il trailer con la data di lancio. Buona visione.

I giocatori sono chiamati ad esplorare una galassia ricostruita grazie all’Unreal Engine 4. Prenderanno parte a più di 40 missioni e guideranno il Sergente Jed Riddle, il suo drone alleato AV-2 e l’equipaggio di Subdivision Infinity al loro compito di combattere i mercenari disposti ad uccidere per conquistare lo strano Elemento 122.

Lo spazio è infinito così come le possibilità ed opportunità in Subdivision Infinity DX tra missioni di cacciatore di taglie o per estrarre minerali negli asteroidi per estrarre materiali rari e creare navette sempre più potenti in grado di diventare una forza sempre più inarrestabile tra le stelle.

Ben Lee, fondatore di Blowfish Studios, ha detto:

Sia che preferiate puntellare la vostra nave, abbattere nemici epici o semplicemente esplorare la bellezza celestiale che vi circonda mentre distruggete il caos, Subdivision Infinity DX ha qualcosa per tutti. Questo sparatutto spaziale mozzafiato sembra incredibile e siamo onorati di portare la visione di Mistfly al maggior numero possibile di persone.













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SolSeraph si avvicina su Pc e console

SolSeraph, l’ultimo titolo sviluppato da ACE Team (Rock of Ages), è in arrivo su Pc (Steam), PS4, Xbox One e Switch  il 10 luglio. Il prezzo sarà di 14,99 euro.

Il gioco mette agli appassionati le ali di una divinità onnipotente il cui compito è ricostruire la civiltà proteggendo la popolazione dalla costante minaccia di demoni e mitiche creature mostruose.

IN PRINCIPIO C’ERA SOLO IL CAOS…

… Finché un giorno, quando Padre Cielo e Madre Terra sconfissero il Caos e generarono il mondo. Crearono le stelle, il sole, le acque e la terra. Poi diedero vita alle piante e agli animali, prima di dedicarsi alla loro più pregiata creazione: il genere umano. Una volta terminata l’opera, Padre Cielo e Madre Terra abbandonarono questo mondo, così che potesse crescere da solo in piena libertà.

Tuttavia le Giovani Divinità si rivelarono crudeli e arroganti, e cominciarono a tormentare gli esseri umani con incendi, tempeste e alluvioni, finché tutte le tribù non furono disperse sul territorio, costrette a una disperata battaglia per la sopravvivenza. Per fortuna, però, Helios, Cavaliere dell’Alba, figlio di una divinità e di un essere umano, è giunto in soccorso dell’umanità.

CARATTERISTICHE DI SOLSERAPH










  • Riportate alla prosperità il genere umano – In un mix di azione a scorrimento laterale ed elementi dei classici giochi strategici con visuale dell’alto, gli appassionati guidano dall’alto ogni tribù svolazzando tra le nuvole, aiutandole ad espandere il territorio e a dissipare la nebbia oscura che avvolge le proprie terre. Una volta scoperte le tane delle creature malvagie, assumete direttamente il ruolo di Helios per combattere i mostri.
  • Volate verso il nemico – Armato di spada, scudo e un arco magico, Helios dovrà affrontare diversi nemici, tra cui goblin, uomini bestia, cavalieri in groppa a pipistrelli e tante altre minacce prima di poter sfidare le Giovani Divinità che controllano queste creature. Una volta sconfitti anche questi empi e pericolosi nemici Helios guadagnerà nuovi poteri magici, come la possibilità di utilizzare erbe magiche e schegge di ghiaccio.
  • Proteggete la patria – Aiutate ogni tribù a decidere come modellare il proprio villaggio disponendo di un’ampia rosa di unità ed edifici differenti, tra cui case e fattorie per supportare la crescita della popolazione, caserme e torri per addestrare guerrieri capaci di difendersi dall’attacco dei mostri.
  • Una squadra d’eccezione – Yozu Koshiro, autore di diverse colonne sonore di videogiochi classici, ha composto il tema principale di SolSeraph. L’apprezzatissimo scrittore Jonas Kyrazes (The Talos Principle, The Sea Will Claim Everything), invece, ha messo a disposizione il suo talento per creare una narrazione entusiasmante.

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