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Spellforce 3: Soul Harvest, Recensione

Pubblicato a dicembre 2017, Spellforce 3 ha soddisfatto critica e pubblico grazie ad un gameplay ibrido tutto sommato ben riuscito. Tra gioco di ruolo, e strategico in tempo reale, il prodotto sviluppato da Grimlore Games in collaborazione con THQ Nordic, proponeva una porzione RPG sfaccettata pur se non troppo approfondita, ed un’anima da RTS dinamica ed avvincente, anche se non priva di alcune sbavature. Spellforce 3: Soul Harvest, prima espansione totalmente stand alone, ma strettamente collegata al primo capitolo, ci porterà a vivere un’avventura dai toni più “dark”, e con diverse novità, introdotte proprio in questo capitolo. Il nostro DannyDSC ci racconta la sua esperienza in questa recensione.

DI RPG FERISCI, DI RTS PERISCI

Dobbiamo fare un passo indietro di ben sedici anni, per darvi un’infarinatura sulla saga di Spellforce. Tutto inizia nel 2003, quando Phenomic e JoWooD portano sui nostri schermi un gioco tanto particolare quanto bello da vedere. All’epoca, la distinzione tra gioco di ruolo e strategico era ancora piuttosto netta, ma qualche sviluppatore che voleva percorrere questa difficile strada c’era.

Stiamo parlando di Nival Interactive, che con il suo Evil Islands, arrivato nel febbraio del 2001, propose un titolo che mescolava meccaniche da gioco di ruolo, stealth, e strategia in tempo reale. Il gioco, riscontrò una buona critica, ed è un peccato che Nival (passata poi a progetti quali Etherlords, Blitzkrieg e persino Heroes of Might and Magic V) non abbia continuato su questo cammino.

Con Spellforce, Phenomic propose un’avventura decisamente interessante, ancorata ad un gameplay strategico di stampo classico. Il primo capitolo venne ampliato con ben due espansioni, prima di passare alla sua seconda iterazione.

In Spellforce 2, le meccaniche vennero in parte riviste, anche se la componente ruolistica subì alcuni tagli decisamente poco apprezzati dal pubblico. Uno su tutti fu la gestione dell’inventario, condivisa dai vari eroi del party ma che non aveva più un limite di peso come nel capitolo precedente. La bella storia, un gameplay fresco e ben congeniato, zittirono in poco tempo le critiche, portando nuovamente la serie al successo. Il secondo capitolo di Spellforce fu protagonista di ben tre espansioni, l’ultima uscita nel 2014, a distanza di ben otto anni.








E poi c’è Spellforce 3 (qui recensito). Con una grafica all’avanguardia, un level design ispirato, e alcune scelte azzeccate, l’ultimo esponente di questa serie si è guadagnato ancora una volta il plauso della critica, fatta eccezione per l’alto numero di bug, alcune problematiche sulle inquadrature e il pathfinding, croce e delizia di una gran quantità di produzioni.

La doppia anima da rpg/rts era ben marcata, ma ibridi di questo genere, sono i classici buoni in tutto che però non eccellono. In realtà, secondo noi Spellforce 3 dice la sua ancora oggi, perché sono molti i titoli che propongono roboanti avventure, meccaniche incredibili, ma che cadono inesorabilmente su velleità quantomeno discutibili. Di questa schiera, potremmo citare l’ottimo Torment: Tides of Numenera, che ad un’ambientazione praticamente fantastica (Numenera è una delle ambientazioni migliori mai create degli ultimi anni, tanto per uno strategico, quanto per un gioco di ruolo, praticamente perfetta per un open world. È inammissibile che nessuno sviluppatore voglia sfruttarla, e poi ci si chiede perché manca la varietà) associò una trama interessante ma una scrittura eccessivamente prolissa. Ma adesso, parliamo di Spellforce 3: Soul Harvest

FALL & RISE








Sono passati solo 3 anni dalla fine delle Guerre della Purezza. Queste battaglie, che hanno portato distruzione in tutto il continente, sono finite, e dinanzi a noi si staglia una nuova età dell’oro, o forse no? Soul Harvest ci propone un interessante antefatto di quello che sta per accadere con un bel filmato introduttivo.

Il nostro protagonista, è un generale caduto in disgrazia dopo aver annientato un villaggio per motivi all’inizio non chiari. Richiamato a Palazzo dalla Regina in persona, suo compito sarà quello di guidare una compagnia per pacificare una disputa con i Nani. E da lì, partirà un’avventura che lo vedrà protagonista di una storia fatta di intrighi, incredibili minacce, e fantasy come se piovesse.

Non vogliamo spoilerare nulla della storia che fa da base a questa espansione, vi basti sapere che è decisamente più profonda ed interessante di quella base, e si armonizza ancor più con il gameplay. Non è necessario aver giocato a Spellforce 3 per comprendere le vicende di Soul Harvest, in quanto il sequel non è direttamente collegato alla campagna iniziale. Chi ha giocato il capitolo precedente però, troverà diversi rimandi, quindi se avete la possibilità di recuperarlo, magari in sconto, vi suggeriamo di tenerlo seriamente in considerazione.

DECIDI IL TUO DESTINO

La prima scelta che dovremo compiere, sarà quella relativa al tipo di partita. La campagna, permette di essere giocata in singolo, o in co-op insieme ad un amico, e una modalità definita “Mercenari”, dove potremo creare eroi da importare nelle partite multiplayer o nelle schermaglie in singolo. Il multiplayer non cooperativo è supportato grazie alle classiche mappe in skirmish. Optato per la campagna, verrà poi la scelta relativa alla difficoltà.

Ce ne sono quattro, e vanno da una modalità storia, con una difficoltà decisamente semplificata, alla “Mago del Cerchio”, dove la sopravvivenza sarà messa a dura prova. Si passa poi al momento che tutti gli appassionati di gioco di ruolo aspettano, la creazione del proprio personaggio. L’editor proposto non è molto approfondito, ma offre una discreta varietà di personalizzazioni per sbizzarrirsi nella scelta estetica del nostro personaggio.

Oltre alla razza, tra Umani, Nani ed Elfi Oscuri, verrà poi il momento di scegliere la propria classe. Le razze non hanno limitazioni per quel che concerne la professione del nostro eroe, mentre per quel che riguarda le abilità, Grimlore Games ha optato per una scelta dinamica. Ogni personaggio porrà le basi della sua classe su due delle nove abilità principali:

  • Maestria del combattimento
  • Arti difensive
  • Caccia
  • Evocazione
  • Negromanzia
  • Magia della luce
  • Demonologia
  • Druidismo
  • Inganno

Potremo optare per una serie di archetipi già impostati, ad esempio il Cavaliere Sanguigno, il Ranger, il Mago. Se fossimo già pratici di giochi di ruolo, o volessimo semplicemente optare per una scelta più radicale, potremo creare una classe di partenza personalizzata, in base ai nostri gusti.

UN LUNGO CAMMINO








L’inizio della nostra avventura, seguirà una robusta fase di tutorial. Le meccaniche che fanno da base al gioco sono in realtà piuttosto semplici. L’interfaccia pone in alto a sinistra i ritratti dei vari personaggi che comporranno il nostro party, mentre la barra delle abilità sarà ben distinguibile in alto. Tramite i tasti F1-F12 potremo sfruttare le varie abilità, mentre in basso a destra avremo i comandi relativi ai movimenti e alla modalità “in combattimento”. In basso a sinistra, una pratica mini mappa ci informerà sul territorio da noi esplorato, e in basso, l’HUD dove sono riepilogate le statistiche sui danni e le varie resistenze del personaggio che è attualmente selezionato.

La scheda di ogni membro del party, va più in profondità, offrendoci anche i dati relativi ai valori di Forza, Destrezza, Intelletto, Costituzione, Volontà. Questi punti potranno essere migliorati al passaggio di livello, dopo aver guadagnato un determinato quantitativo di esperienza grazie alle varie quest che il gioco offrirà. Sempre rimanendo nella scheda del personaggio, oltre ad un riepilogo approfondito dei danni e delle resistenze, troveremo l’albero delle abilità, che ci permetterà di sbloccare skill attive o passive nel corso della nostra avventura.

COSTRUIRE LA PROPRIA FORTUNA




Per quel che riguarda la componente rts del gioco, è ancorata ai dettami classici del genere. Arrivati ad un determinato punto dell’avventura, potremo conquistare un avamposto, che fungerà da punto di partenza per la costruzione di un impero in miniatura. Per citare un titolo come esempio, potremo optare per Warcraft 2.

Preso il primo l’avamposto, non recluteremo i lavoratori tramite la struttura di base ma acquisiremo nuovi aiutanti grazie alla conquista di altri punti d’interesse sparsi nella mappa. La raccolta delle varie risorse è totalmente automatica, basterà costruire l’edificio preposto (capanna del tagliaboschi per la legna per capirci), mentre le altre costruzioni verteranno sul reclutamento delle varie unità per il nostro esercito. La componente strategica non raggiunge i livelli di un Settler 4, ma tutto sommato è in linea con l’anima ibrida del prodotto.

In combattimento, le unità verranno guidate tramite il tasto sinistro del mouse, e attaccheranno il nemico non appena rientrerà nel raggio d’azione. Nelle fasi più concitate ed impegnative degli scontri però, il gioco mostra il fianco. Mentre gli eserciti vengono comandati in modo semplice e piuttosto intuitivo, se nello scontro saranno presenti anche gli eroi, dovremo sfruttare una barra delle abilità dove trovano posto TUTTE le skill dei vari personaggi. Oltre alla barra principale, tramite la pressione del tasto apposito, avremo accesso ad una seconda barra, che ci permetterà di sfruttare le skill che non trovavano posto nella principale. A parole sembra semplice, e in effetti lo è, il problema sono i fatti. Mentre la battaglia incombe, switchare e selezionare uno o più nemici per colpirli con una magia ad esempio, può rivelarsi una piccola sfida.

INFINE, PARLATE

Il gioco è doppiato in inglese, ma porta con se un’intera traduzione della nostra lingua per quel che concerne i sottotitoli, i menu, e tutti i dialoghi presenti nel gioco. Considerando l’alta mole di testo, è un vero toccasana per chi non è avvezzo alla lingua della Regina.
In alcuni frangenti abbiamo notato alcune piccole porzioni non ancora localizzate, principalmente piccole descrizioni. Si tratta di una sbavatura che verrà certamente risolta con una delle future patch, ma che in alcun caso impedirà di godersi appieno questa avventura.

GRAFICA E SONORO CON STILE




Graficamente,  Spellforce 3: Soul Harvest fa un bel passo avanti rispetto alla prima iterazione di questa nuova serie. Il level design è nettamente più ispirato, e quello nanico è davvero fantastico. Le texture sono di ottimo livello e gli effetti di acqua e luce ben dosati. Anche i modelli dei personaggi hanno subito un importante miglioramento, e ora sono ben distinguibili anche quando lo zoom è al massimo. Le costruzioni sono tutte molto diverse e ben caratterizzate.

L’interfaccia, nonostante il problema delle abilità durante le battaglie, è ben costruita, fornendo tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno senza dover passare attraverso vari menu. I requisiti minimi parlano di un Intel Core i5 3570/AMD FX-6350, 6 GB di RAM e una scheda video Gtx 660 o AMD Radeon 7850 2GB. Con il nostro fedele Asus Rog G752VS e tutte le impostazioni al massimo, il framerate si è rivelato stabile.

Ci ha sorpreso in positivo la colonna sonora, ispirata e ricca di tracce molto diverse che accompagneranno le nostre avventure senza mai stancare. Soprattutto il tema principale, davvero stimolante.

COMMENTO FINALE

E siamo giunti alla fine. Spellforce 3: Soul Harvest è il degno erede del primo capitolo, capace di ampliare la formula e migliorarla, grazie ad una storia profonda, marcata e matura. La modalità ibrida del gioco si rifà a quella del capostipite, ma con una serie di migliorie e rivisitazioni che migliorano non poco l’esperienza.

La controparte rts è sempre la stessa, pur con qualche novità, e si armonizza perfettamente con il gameplay ibrido della serie. Peccato per la gestione delle abilità nel mezzo della battaglia, che nei casi più concitati creerà un po’ di confusione. Consigliamo vivamente l’acquisto a tutti i fan della serie, ma anche a chi si avvicina per la prima volta al genere, che accontenterà sia i fan di giochi di ruolo un poco più “leggeri” in statistiche e modificatori, che gli affezionati degli rts vecchio stampo.

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Legends of Amberland, crawler ispirato agli anni ’90 è in early access su Steam

Un nuovo dungeon crawler rpg, si affaccia su Steam. Legends of Amberland è infatti disponibile in accesso anticipato sulla piattaforma di Valve per Pc.

Si tratta di un gioco di ruolo che si ispira ai classici degli anni ’90 come Dungeon Master, Eye of The Beholder 2, Might & Magic 3-5, Crystals of Arborea ed anche alla serie GoldBox (Champions of Krynn, Dark Queen of Krynn, ecc.).

Essendo in early access, significa che il titolo è ancora in sviluppo ed anzi gli autori cercano proprio dagli utenti di migliorare ulteriormente il proprio gioco.

Legends of Amberland è ambientato in un mondo mitologico da fiaba che mette voi ed un numero di compagni in una missione per combattere le forze del male. Si viaggerà per il mondo come si preferirà, in quanto il gioco sarà non lineare con quest che potranno essere scelte in qualsiasi ordine per andare avanti. Questo darà il titolo una sensazione di longevità.
Per quanto riguarda le caratteristiche principali per stuzzicare l’appetito, Legends of Amberland presenta il classico movimento a rotazione in prima persona a rotazione di 90 gradi, controllo basato sul party, un enorme mondo aperto, un combattimento veloce senza grinding, personaggi con cui parlare, bottino da trovare e molto di più,

Il titolo mostra una grafica in pixel art ed un’atmosfera retro molto interessante. Ricorda un po’ The Quest, ottimo dungeon crawler uscito nel 2016 (qui la nostra recensione) per Pc ma nel lontanissimo 2009 su mobile. Anche se quest’ultimo non ha una grafica in pixel art né la gestione di un party avendo protagonista un eroe solitario.

Ecco il trailer dell’alpha.

SCELTE DEGLI SVILUPPATORI

  • Classico, rotazione di 90 gradi, Prima persona, a turni, movimento RPG su “piastrelle”.
  • Basato sul party (7 componenti all’inizio).
  • Mondo aperto con un grande mondo sotterraneo da esplorare.
  • Combattimento veloce. Viaggio veloce. Facile gestione dell’inventario.
  • Atmosfera da fiaba per una storia epica di eroi in una ricerca nobile.

MECCANICHE

Meccanicamente è basato sul 100% sui turni (quindi si può  andare a preparare il tè nel mezzo di un combattimento) con il movimento della griglia e la rotazione di 90 gradi.

Nel complesso, i meccanismi sono abbastanza tradizionali e semplici con aggiunte moderne come il sistema di ingombro delle attrezzature o la possibilità di viaggiare e combattere rapidamente.

MONDO E TRAMA








Storyline è una fiaba, mitica fantasia eroica. Siete i bravi ragazzi in una missione per combattere le forze del male. Il mondo non è lineare, con pochissime aree bloccate. In pratica si potrà andare ovunque e fare le cose in qualunque ordine. Inoltre si può scegliere un diverso set di missioni per finire il gioco (ma queste non si escludono a vicenda, quindi si possono concludere tutte le missioni se lo desiderate). È più simile a un mondo guidato che a una storia guidata. La priorità era far sentire vivo il mondo e lasciarti esplorare come preferisci che seguire un elenco lineare di missioni.

Legends of Amberland inizia quando il mago di corte scoprì una vecchia corona appartenente alla famiglia reale da generazioni. Eppure, stranamente nessuno ha mai aveva sentito parlare di questo cimelio e non c’era una sola menzione negli annali reali.

Dopo ulteriori studi scoprì che era stato lanciato un potente incantesimo di oblio di origine sconosciuta che fece dimenticare l’esistenza di questa corona in tutto il regno. Senza sapere chi o perché si è messo così in difficoltà da nascondere l’esistenza della corona. Ha quindi deciso di investigare sul caso ed ha convocato un gruppo di eroi nobili incaricandoli di trovare dove l’origine della misteriosa corona e dell’incantesimo.

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SpellForce 3, i nani e gli elfi oscuri saranno presto disponibili

THQ NordicGrimlore Games hanno annunciato il prossimo arrivo di una nuova espansione per l’RTS/RPG SpellForce 3, grazie alla quale il roster delle razze si espanderà con l’aggiunta di Nani ed Elfi Oscuri.
















Soul Harvest, questo il nome del dlc stand-alone in questione, aggiungerà una nuova campagna di 20 ore, con nuove unità per le fazioni già esistenti, modalità di gioco inedite e modifiche ad alcune delle meccaniche principali, come il sistema di risorse settoriali.

Soul Harvest sarà disponibile nel secondo trimestre 2019. Vediamo, intanto, il trailer di annuncio e le prime immagini pubblicate da THQ Nordic.

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Il 30 gennaio arriva Mage’s Initiation

Himalaya Studios ha pubblicato i primi dettagli su Mage’s Initiation, un nuovo ibrido fra gioco di ruolo e avventura grafica in arrivo il prossimo 30 gennaio su Pc. Il gioco si pone come un ideale erede spirituale dell’indimenticabile serie King’s Quest di Sierra.












E, proprio come nel suo venerabile antesignano, in Mage’s Initiation potremo interagire con il mondo di gioco tramite un’interfaccia punta e clicca, interpretando il giovane mago elementale D’arc nel tentativo di salvare il mondo di Ele’Wold. Di seguito, presentiamo il primo trailer e le caratteristiche principali di gioco, mentre qui trovate la relativa pagina Steam.

  • Scelta fra quattro classi, ognuna con abilità uniche: mago del fuoco, mago dell’aria, mago dell’acqua e mago della terra.
  • Esplorazione di un vivo mondo fantasy illustrato e disegnato a mano sullo stile delle avventure degli anni ’90.
  • Possibilità di scelta fra tre tipi di interfacce punta e clicca differenti.
  • Sarà possibile scegliere fra un’esperienza più incentrata sul combattimento o sul dialogo.
  • Nuove magie e abilità ottenute in modo automatico e senza grinding.
  • Narrazione a bivi con subquest secondarie.
  • Completamente doppiato.

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Divinity Original Sin 2, confermata una campagna su The Dark Eye

Dopo aver vinto praticamente tutti i premi che era possibile vincere (e aver venduto davvero tanto), Divinity Original Sin 2 si prepara ad accogliere tra le proprie braccia nuovi contenuti. Parliamo, nello specifico, di una campagna GM per la modalità Game Master del titolo Larian Studios, completamente dedicata all’ambientazione del gioco di ruolo The Dark Eye (Uno sguardo nel buio, nell’edizione italiana).

Per fare ciò, gli sviluppatori hanno unito le forze con un altra casa produttrice, specializzata nei giochi di ruolo tabletop. Si tratta di Ulisses Spiele, che si occuperà principalmente della scrittura e del design di Prison of Shadow questo il nome della campagna. Quest’ultima porterà nella modalità Game Master tutti gli strumenti necessari per immergere i giocatori in questo cupo mondo fantasy.

Oltre al Game Master, sono previsti dai 3 ai 5 giocatori, i quali dovranno entrare in una città nanica abbandonata alla ricerca di un misterioso e pericoloso artefatto, lottando contro i seguaci del Dio Senza Nome. Tale contenuto arriverà con un aggiornamento gratuito il prossimo 21 novembre, al momento solo su Steam. Lo stesso giorno, Larian terrà uno stream di presentazione alle ore 19 italiane.

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Thea 2: The Shattering arriva in accesso anticipato

Lo studio MuHa Games ha annunciato oggi la data di pubblicazione in accesso anticipato su Steam di Thea 2: The Shattering. Si tratta del sequel di Thea: The Awakening, ad opera sempre degli stessi autori, e manterrà intatta la particolare formula ibrida di gioco, tra 4X, gioco di ruolo, strategia, survival e gioco di carte. Il lancio è previsto, dunque, per il prossimo 30 novembre.

La versione ad accesso anticipato includerà tutte le meccaniche principali di gioco: esplorazione, battaglia, gestione delle risorse, ricerca e crafting. Già al lancio di questo fine mese, tra l’altro, sia la quest principale che un buon numero di quelle secondarie saranno già giocabili completamente. In più, saranno anche disponibili per i giocatori le prime modalità cooperative. Naturalmente, gli sviluppatori promettono di ascoltare ogni feedback, in modo da rifinire ulteriormente il titolo prima del lancio finale.

Thea 2: The Shattering promette una commistione unica di generi, il tutto immerso in un’ambientazione dark fantasy basata sulla mitologia slava. I giocatori assumeranno il ruolo di un dio, incaricato di vegliare sulla propria tribù di seguaci in un ambiente generato proceduralmente. A lui spetterà il compito di gestire la condotta del proprio popolo, se esplorare il mondo come pacifici nomadi o sottometterlo con la forza, costruire alleanze diplomatiche o focalizzarsi sulla ricerca.

Qui di seguito trovate le prime immagini disponibili, condivise dalla software house.







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Thronebreaker: The Witcher Tales, Recensione

Quando CD Projekt Red si imbarca in un nuovo progetto, si può essere quantomeno sicuri del fatto che si tratti di qualcosa che vale assolutamente la pena tenere d’occhio. Perché la casa polacca, partendo da umili origini come software house specializzata nella pubblicazione nell’est Europa di titoli più o meno blasonati, ha saputo ormai ritagliarsi un posto di tutto rispetto all’interno dell’attuale publishing videoludico, con centinaia di dipendenti al proprio soldo e la forza di IP sempre più amate e blasonate.

E così, in attesa di un Cyberpunk 2077 attorno al quale si sta sviluppando un’atmosfera sempre più messianica – soprattutto per gli amanti di William Gibson e soci – quietamente, lo studio fa uscire dal proprio cilindro su Pc un lavoro come Tronebreaker: The Witcher Tales, apparentemente di lega piuttosto bassa, eppure in grado di sottolineare, contro tutti i pronostici, tutte le qualità per cui CD Projekt ha conquistato il cuore dei propri aficionados. Una sorta di “firma” digitale caratteristica, insomma, costruita miscelando sapientemente scelte morali in varie tonalità di grigi, attenzione verso la narrazione e ambizione senza limiti.

UN GIOCO DI TRONI (E CARTE)

L’ambizione scaturisce, in primo luogo, dalla genesi stessa del prodotto: nato come semplice modulo single-player integrativo del gioco di carte da collezione  free-to-play Gwent (a sua volta costruito sulla base del coinvolgente e omonimo mini-gioco del capolavoro The Witcher 3), Thronebreaker è reduce da un ciclo di sviluppo a lungo tortuoso e incerto.

Lungi, però, dall’uscirne ridimensionato, magari rattoppato alla bell’e meglio come il mostro di Frankenstein come succede spesso in questi casi, il progetto si è esteso a dismisura nel corso del tempo, il suo percorso guidato dalla volontà degli sviluppatori di offrire un’esperienza che potesse essere qualcosa di più che un mero tutorial per gli scontri online di Gwent.





Detto, fatto: il Thronebreaker che abbiamo davanti agli occhi adesso è un titolo indipendente, slegato dal proprio “genitore” e pronto ad offrire, ancora una volta, la possibilità di immergersi all’interno di quel vasto mondo di witcher, sangue, magia ed intrighi immaginato per la prima volta dallo scrittore Andrzej Sapkowski nel 1990.

A tale, ricca portata (il titolo si snoda lungo 25-30 ore di contenuti), CD Projekt accompagna il corposo aggiornamento Homecoming per Gwent, approfittando di tutti i consigli e gli input ricevuti dai far per portare finalmente a maturazione il gioco, dopo una lunga fase di beta. I due componenti, dunque, sono strettamente correlati, tant’è che in Thronebreaker è possibile sbloccare delle carte che si potranno poi utilizzare nella parte multiplayer.

LA REGINA GUERRIERA

Ma partiamo con ordine. Nel gioco, impersoneremo Meve, regina dei due regni gemelli di Lyria e Rivia. Il periodo temporale di riferimento è quello della seconda guerra settentrionale, che per intenderci è quello esplorato principalmente dal ciclo di romanzi dedicato allo strigo dai capelli bianchi. Nell’ambito degli scritti di Sapkowski, la figura di Meve è sì presente, ma delineata in pochi caratteri essenziali che la rendono piuttosto fumosa: di lei si sa solo che è una degli artefici principali della sconfitta delle forze invasori dell’Impero di Nilfgaard, e che fu proprio lei ad insignire Geralt del cavalierato – da qui l’origine dell’onorifico “Di Rivia”.

Da questo spunto partono gli sceneggiatori, con l’intenzione di offrire un punto di vista ulteriore e specifico su eventi magari poco conosciuti, sui quali poter costruire personaggi inediti e sviluppi appassionanti. Si tratta di un meccanismo narrativo consolidato di lunga tradizione, sul quale CD Projekt ha capitalizzato al massimo: l’intreccio di Thronebreaker si snoda fra combattimenti, scelte morali complesse e mai banali, tradimenti, intrighi, guerre, miserie, personaggi con la propria agenda da seguire. Un mix dal sapore ricercato che già aveva fatto la felicità degli appassionati del franchise.

Fin dall’inizio del gioco, infatti, saremo liberi di scolpire e modellare Meve come più ci aggrada. Come già avviene in The Witcher 3, pur trattandosi di un personaggio già delineato in diverse sfaccettature fisiche, e financo caratteriali, al giocatore spetta il compito di determinare le sfumature di grigio all’interno delle quali la regina dovrà muoversi: nel corso del gioco Meve diventa necessariamente giudice, giuria ed esecutore, misura quantomai fisiologica in tempo di guerra aperta e in una situazione assai confusa come quella in cui versano i Regni del Nord.

Ella si ritroverà quindi a dover radunare un esercito bene armato per contrastare gli invasori, conciliare le divergenti istanze dei propri luogotenenti – ognuno dei quali con filosofie e opinioni ben precise relative alla guerra -, decidere il fato di interi popoli o villaggi e scegliere, in definitiva, quasi sempre tra il minore tra i due mali.

“SE DEVO SCEGLIERE TRA UN MALE E UN ALTRO, PREFERISCO NON SCEGLIERE AFFATTO”





Come in ogni buon gioco di ruolo degno di questo nome, le scelte prese dal giocatore-Meve avranno effetti concreti sul gameplay: decidere, per esempio, di sobbarcarsi la protezione di una massa di rifugiati aedirniani in fuga dalle orde imperiali potrebbe incidere sulle risorse del giocatore, nonché sulle relazioni con un paio di personaggi secondari, ma, al tempo stesso, rimanere fermi sulla propria decisione condurrà, in futuro, a ricevere una particolare (e potente) carta da usare poi nel proprio mazzo.

Thronebreaker è pieno zeppo di queste occasioni, dalle più piccole alle più grandi, coadiuvate da una scrittura che si pone ad un livello decisamente sopra la media. Che si tratti di seppellire un terrorista o lasciarlo ai corvi, assaltare un convoglio in territorio neutrale a discapito delle relazioni con i nani di Mahakam, ascoltare opinioni contrastanti fra loro, per tutto il gioco non mancheranno momenti in cui fermarsi a riflettere, con cognizione di causa, alle conseguenze delle proprie azioni, valutandone ogni aspetto. Come già detto, poi, ogni esito avrà impatti minori o maggiori sulla campagna, che possono andare da un semplice bonus al morale, o magari ad una ricompensa maggiore in denaro, fino all’ottenimento di una nuova carta, magari impossibile da ottenere in altro modo. La ciliegina sulla enorme torta preparata da CD Projekt è poi, addirittura, l’eventualità di perdere o meno l’assistenza di determinati compagni, che potrebbero allontanarsi definitivamente dal gruppo (e insieme a loro ovviamente la propria, magari utilissima, carta) qualora le decisioni di Meve avessero l’effetto di farli particolarmente irritare.

Naturalmente, anche considerata la natura prettamente low budget del gioco, non bisogna comunque aspettarsi un livello di consequenzialità capace di alterare completamente la portata dell’intreccio principale, che al netto delle variazioni continuerà a dipanarsi secondo ben precise direttive. E a ben vedere, bisogna anche segnalare come non tutti i dilemmi morali risultino, poi, in conseguenze davvero tangibili; si potrà stare sempre certi, ad esempio, del fatto che varrà la pena affrontare scontri da cui, a rigor di logica, sarebbe meglio allontanarsi. Ciononostante, la portata delle ramificazioni di Thronebreaker riesce, spesso, a sorprendere e stupire in positivo.

A METÀ FRA DUE MONDI

Le ispirazioni e i modelli di riferimento sono sufficientemente palesi: il feeling complessivo si pone ad un ideale crocevia tra The Banner Saga e Heroes of Might and Magic.

Le molteplici componenti si avvicendano senza soluzione di continuità: un po’ strategia, un po’ survival, un po’ gioco di ruolo tradizionale, un po’ card game. Thronebreaker si sviluppa lungo più mappe, in visuale isometrica, muovendo il modello 3d di Meve con il solo ausilio del mouse.
Tali mappe, pur se certamente complesse, sono tutto sommato lineari, e contengono invariabilmente variegati punti interesse come png con cui parlare, tesori e risorse da raccogliere e scontri da combattere. I dialoghi si sviluppano tramite delle finestre separate, contornate da illustrazioni dei personaggi o degli eventi in corso, oppure tramite sequenze interamente animate nel caso di avvenimenti particolarmente importanti.

Fondamentale è poi la schermata dell’accampamento, selezionabile con un clic. Qui è possibile svolgere diverse azioni, come dialogare con i propri capitani e vassalli per scoprire le loro storie, leggere resoconti e lettere, edificare nuove strutture utilizzando le risorse raccolte durante il percorso (divise in oro, legname e reclute) e soprattutto gestire il proprio mazzo di carte. Quest’ultimo, come avviene poi anche in Gwent, si costruisce a partire dalle carte ottenute, ognuna delle quali ha un determinato costo che concorre al raggiungimento di un limite massimo di potere, che è tassativo non superare. È possibile anche craftare alcune categorie di carte, previa la presenza della struttura adeguata e, come sempre, la disponibilità delle risorse necessarie.

Gli scontri in sé, ovviamente, sono il piatto principale dell’offerta ludica. E se, tutto sommato, il classico match in due round che contraddistingue la tradizionale partita a Gwent è senza dubbio presente in abbondanza nel prosieguo del gioco, particolarmente nella main quest, il vero cavallo di battaglia della campagna è costituito dagli innumerevoli puzzle, ovvero sfide ad-hoc con modificatori, regole speciali e mazzi pre-costituiti, costruite sulla base di ciò che avviene nella narrazione.





Si tratta di incontri occasionali, quasi sempre secondari, con obiettivi diversi dalla consueta vittoria al meglio delle tre, tarate appositamente per sottolineare i differenti scontri affrontati dall’esercito di Meve: un determinato puzzle, per esempio, potrebbe richiedere il superamento di un ponte di fronte ad un troll inferocito, mentre un altro può chiedere al giocatore di eliminare dal campo di battaglia tutti i cadaveri per scongiurare il rischio di un’epidemia.

L’inventiva dei designer di CD Projekt ha qui la sua massima valvola di sfogo: ci troveremo davanti a situazioni incredibilmente eterogenee e più o meno seriose, dalla sopravvivenza disperata contro un drago inferocito fino all’assalto alle mura di una roccaforte (con una fila di carte intera a rappresentare le fortificazioni, e regole speciali ad accompagnare), passando per innumerevoli sorprese che non osiamo di certo svelarvi in questa sede.

Basti, ad ogni modo, sapere che questi piccoli enigmi, di natura prettamente matematica, costituiscono, in effetti, forse l’unico vero elemento di sfida seria di Thronebreaker, dato che la trama principale si contraddistingue per una difficoltà tarata decisamente verso il basso, quantomeno a livello di normale (il secondo dei tre selezionabili); questo non solo per quanto riguarda i match in sé, ma anche per le risorse davvero facili da accumulare, cosa che svilisce un po’ la componente survival. Gli enigmi, va detto tra l’altro, sono presenti in quantità particolarmente elevata, cosa che ha l’innegabile effetto di spezzettare un po’ il racconto, che ci è parso proprio per questa ragione anche eccessivamente esteso nella sua lunghezza, in particolare nella parte centrale dell’intreccio.

Le regole del Gwent sono sempre quelle, immutate fin dalla loro prima incarnazione in Wild Hunt, al netto di tutte le novità apportate dai successivi aggiornamenti. L’aggiornamento “Homecoming”, già menzionato, si occupa però di dare ulteriore spessore tattico e strategico al gioco, che ora presenta solo due file di un massimo di nove carte ciascuna. Quasi ognuna di queste ha, tra l’altro, una particolare abilità speciale, attivabile allo schieramento oppure a comando in un momento successivo. La maturità del regolamento è perfettamente testimoniata dalla sua complessità e intuitività al tempo stesso, nonché dalle innumerevoli dalle sinergie che è possibile creare con le proprie carte, grazie ad un mazzo che, soprattutto nelle fasi finali della campagna, contempla diverse categorie di strumenti sia offensivi che difensivi, combinabili in modi anche davvero ingegnosi.

IL MONDO IN UNA CARTA

Già con la versione preliminare di Gwent gli artisti polacchi ci avevano stupito in positivo, per la qualità delle illustrazioni e del tratto.
Con Thronebreaker, e la patch “Homecoming”, si è raggiunta a pieno titolo la maturità artistica.  Troviamo campi di battaglia riprodotti con dovizia di particolari, effetti scenici sapientemente ricreati e tantissimi tocchi di classe piccoli e grandi, come le numerose e spettacolari carte animate.

Lo stile non manca mai, né nelle illustrazioni fisse a mo’ di visual novel, né nelle scene d’intermezzo con modelli sufficientemente dettagliati, né nelle mappe vere e proprie, sempre ricchissime di particolari e artisticamente superbe; l’effetto finale è ottenuto tanche grazie ad un cel-shading sapientemente utilizzato e mai eccessivo.

A suggellare il tutto concorrono il doppiaggio integrale, esclusivamente in inglese, che mantiene nei toni, nelle caratterizzazioni e nelle atmosfere la stessa qualità della trilogia di The Witcher, e la splendida colonna sonora, consegnataci da un Marcin Przybyłowicz (stesso compositore di Wild Hunt) in grande stato di forma, come sempre assistito dalla band folk Percival che accompagna sonorità e voci.

COMMENTO FINALE

Diviso fra più tensioni, eppure (quasi) sempre capace di combinarle sincreticamente.

Questo è Thronebreaker: The Witcher Tales, titolo che conferma, se mai ce ne fosse bisogno, ancora una volta le capacità di una software house ormai sempre più convinta dei propri mezzi. A dispetto dello sviluppo difficoltoso, e di qualche ingenuità evitabile, il titolo si pone come una crasi quasi senza colpo ferire di gioco di ruolo, visual novel, card game e strategico.

Quando questi ingredienti riescono a mescolarsi, Thronebreaker è un’avventura decisamente inusuale ed eccezionale, forte di una narrazione di grande carattere, di un regolamento ormai giunto alla sua piena consacrazione e di un’inventiva apparentemente inesauribile. L’eccessiva frammentazione del racconto, una difficoltà generalmente davvero poco impegnativa e alcune mancanze nel sistema di scelte e conseguenze impediscono, sì, al gioco di raggiungere le vette più elevate; ma quello che rimane è comunque un viaggio sempre interessante, avvincente e mai banale, ancora di più se già si è avuto modo di apprezzare l’eccezionale lavoro svolto da CD Projekt con la serie principale.

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Valthirian è disponibile su Pc, Switch e PS4

PQube e lo sviluppatore Agate hanno annunciato il rilascio di Valthirian Arc: Hero School Story su PcNintendo SwitchPlayStation 4 a partire da oggi, al prezzo di 12,99 euro. Di sotto trovate l’obbligatorio trailer di lancio per farvi una prima idea del titolo.











Valthirian Arc è infatti un’opera molto particolare: il giocatore vestirà i panni del preside di una scuola di eroi, e a lui spetterà il compito di gestire tale istituto e addestrare una nuova generazione di eroi, maghi e avventurieri.

Il titolo si configura così come un interessante incrocio fra gestionale, simulazione e gioco di ruolo, attraverso 9 tipi di studenti, ognuno con le proprie peculiarità, missioni e quest, controllo di un party e gestione tattica dei combattimenti. Cosa ne pensate di questa interessante sperimentazione?

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Sono aperti i preordini di Thronebreaker: The Witcher Tales

Cd Projekt Red ha alfine annunciato il lancio dei preordini per Thronebreaker: The Witcher Tales, una nuova avventura ambientata nell’universo dell’ammazza-mostri Geralt of Rivia. Il titolo, che originariamente era partito come campagna single-player di Gwent, uscirà su Pc tramite GOG.com il 23 ottobre, con l’uscita su Xbox One e PlayStation 4 prevista il 4 dicembre, e si configura come un titolo di tutto rispetto, a dispetto della portata iniziale del progetto.













Marcin Iwiński, cofondatore dello studio, ha intessuto, chiaramente inorgoglito, le lodi del gioco:

Thronebreaker è quasi tra noi e ne siamo davvero felici. Ciò che inizialmente doveva essere l’avventura single-player per un gioco di carte multigiocatore è divenuto un gioco a sè. Thronebreaker è una vera e propria storia di The Witcher, con oltre 30 ore di contenuti, oltre 75 missioni secondarie ed allo stesso tempo è un gioco che permette di guidare un esercito in posti inediti dell’universo di The Witcher. Tutto ciò è sorretto da un sistema di combattimento basato sulle scelte e sulle meccaniche di GWENT.  I preordini aprono oggi e Thronebreaker include degli ottimi oggetti di gioco. Tuttavia, credo sia importante sottolineare che questi oggetti di gioco non saranno esclusivi per chi preordina. Quando si comprano i nostri giochi, tutti ottengono gli stessi contenuti di gioco. Non importa se il gioco viene preordinato o acquistato dopo il lancio. Non vogliamo attirarvi con la stronzata dell’oggetto esclusivo. Per noi, i preordini significano attesa ed entusiasmo e, ancor più importante, supporto per gli studi di sviluppo e i videogiochi che si amano. Quindi, se ciò che leggete nelle anteprime è di vostro gradimento, accogliamo il vostro preordine a braccia aperte. Viceversa, se vi serve più tempo per decidere e preferite aspettare le recensioni, prendetevi il vostro tempo e acquistando dopo il lancio non vi perderete nessun oggetto di gioco.

Thronebreaker viene venduto ad un prezzo suggerito di circa 25 euro ed è disponibile al preordine da ora. Di seguito, presentiamo gli oggetti di gioco inclusi nell’acquisto e un filmato inedito.

  • Colonna sonora ufficiale di Thronebreaker
  • Versione digitale del libro illustrato di GWENT: Art of The Witcher Card Game di Dark Horse.
  • Concept art, inclusa la mappa di Lyria
  • Romanzo a fumetti di The Witcher “Fox Children” di Dark Horse
  • 2 titoli giocatore in GWENT: The Witcher Card Game
  • 2 avatar giocatore in GWENT: The Witcher Card Game
  • 5 barili di carte premium in GWENT: The Witcher Card Game

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Pillars of Eternity II: Deadfire, annunciato il secondo dlc Seeker, Slayer, Survivor

Obsidian EntertainmentVersus Evil hanno annunciato la prossima pubblicazione del secondo dlc a pagamento di Pillars of Eternity II: Deadfire, annuncio che è stato accompagnato dal primo trailer ufficiale, visibile in basso. Tale contenuto aggiuntivo, intitolato Seeker, Slayer, Survivor, è previsto per il prossimo 25 settembre.






Il dlc in questione, pare, sarà pesantemente incentrato sul combattimento, in quanto offrirà al giocatore un’arena dove far combattere il proprio party contro ogni genere di mostri e avversari, secondo tre tipologie di sfide diverse: in “Seeker” il giocatore dovrà cercare una soluzione inusuale per abbattere il nemico, “Survivor” consisterà in una sorta di modalità sopravvivenza ad ondate, e infine “Slayer” sarà fondato su classici combattimenti all’ultimo sangue.

Il lancio di Seeker, Slayer, Survivor sarà accompagnato da una patch gratuita con tantissimi bugfix e una pletora di modifiche al bilanciamento.

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Il lovecraftiano World of Horror arriva nel 2019 su Pc, PS4 e Switch

World of Horror, il nuovo titolo di PanstaszYsbryd Games, farà il suo debutto su PcPlayStation 4Nintendo Switch nel corso del 2019. Ad annunciarlo sono in contemporanea publisher e sviluppatore, che per l’occasione hanno rilasciato un trailer nuovo di zecca.






Il titolo si configura come un gioco di ruolo dichiaratamente rétro e vecchio stile, incentrato sulla ricomparsa su figure-simil lovecraftiane (gli “Antichi Dèi” che ogni fan dello scrittore di Providence dovrebbe conoscere ormai alla perfezione) in una cittadina delle coste giapponesi. Gli effetti di questo fenomeno portano inevitabilmente alla follia serpeggiante nella popolazione, e i cinque protagonisti giocabili dovranno sventare la minaccia nel tentativo di scongiurare l’apocalisse.

World of Horror si sviluppa attraverso battaglie a turni, scelte narrative e la costruzione di un mazzo di carte-evento che condizioneranno l’esito della battaglia. Il titolo può inoltre contare sulla collaborazione della scrittrice Cassandra Khaw (Wasteland 3Sunless SkiesShe Remembered Caterpillars).

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Vampyr verrà aggiornato con una modalità storia nel corso dell’estate

Dontnod Entertainment ha annunciato che nel corso di questa estate (in data non ancora specificata) arriverà un importante aggiornamento per il gioco di ruolo Vampyr, destinato ad introdurre due nuove modalità per il titolo.

La prima consisterà in una modalità che enfatizzerà maggiormente la narrazione a discapito dei combattimenti, che verranno semplificati per permettere un maggior focus sull’esplorazione e la storia. Al contempo, però, per i giocatori più avvezzi agli scontri sarà altresì pubblicata una modalità più difficile rispetto a quella standard, grazie alla quale i giocatori riceveranno meno punti esperienza dall’uccisione di nemici, i quali saranno anche più potenti.

E voi, pensate che questi cambiamenti possano migliorare le meccaniche del titolo? Già in fase di recensione, infatti, abbiamo evidenziato tutte le imperfezioni che contraddistinguono questo interessante titolo vampiresco.

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Pathfinder: Kingmaker sarà giocabile alla Gamescom 2018

Owlcat Games e Deep Silver hanno annunciato che il gioco di ruolo alla occidentale Pathfinder: Kingmaker, che sarà disponibile in edizione fisica e digitale su Pc il 25 Settembre 2018, sarà presente alla Gamescom 2018 in forma giocabile nella Hall 9 presso l’area “Deep Silver and Friends”.

Lo show, che ricordiamo essere previsto dal 22 al 25 agosto a Colonia, offrirà agli aspiranti avventurieri l’opportunità di dare una prima occhiata ad uno dei giochi di ruolo più interessanti del prossimo futuro. Di recente, sono state svelate le interessanti edizioni digitali nelle quali sarà disponibile il titolo, che è già preordinabile da Steam e GOG.com.

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Ecco Achtung! Cthulhu Tactics, un gdr a turni che unisce nazisti e Lovecraft

Ripstone Games ha annunciato una collaborazione con lo sviluppatore Auroch Digital per portare l’occulto gioco di strategia a turni Achtung! Cthulhu Tactics su PlayStation 4, Xbox One, e PC nell’ultimo trimestre del 2018. Entro la fine dell’anno, il gioco sarà disponibile anche per Nintendo Switch.

Basato sul celebre gioco di ruolo da tavolo di Modiphius Entertainment, Achtung! Cthulhu Tactics è ambientato in uno scenario alternativo della Seconda guerra mondiale, in cui i nazisti hanno ottenuto un considerevole vantaggio evocando alcuni mostri lovecraftiani, che gli hanno consentito di distruggere le forze alleate. I giocatori assumeranno il comando della Compagnia Charlie, un gruppo di soldati scelti tra gli Alleati, inviati a compiere una missione impossibile: sventare i piani nazisti e cambiare il corso della guerra.





Nina Adams, produttrice di Auroch Digital, ha dichiarato:

Abbiamo adorato la versione pulp di Modiphius dei nazisti della Seconda guerra mondiale e dei miti di Cthulhu. È una storia alternativa davvero evocativa e avvincente, che ha dato vita a un gioco da tavolo assolutamente unico. Stiamo trasferendo questa base pressoché impeccabile in un videogioco, tramite il genere che preferiamo, ovvero un gioco di strategia a turni. Considerando il sempre maggiore interesse per questo genere degli ultimi anni, crediamo che Achtung! Cthulhu Tactics non solo saprà offrire un mondo e una tematica coinvolgenti in cui giocare, ma anche molte possibilità di gioco davvero innovative.

Achtung! Cthulhu Tactics utilizza una combinazione di meccaniche gdr e strategia a turni, mentre i giocatori intraprenderanno una campagna globale contro le forze del male. Ogni personaggio ha un proprio passato, oltre a una specifica specializzazione con le armi e determinate abilità di combattimento, che daranno un certo vantaggio ai giocatori durante le battaglie. Il capitano Eric “Badger” Harris è un agente dei servizi segreti britannici, specializzato in armi sperimentali e guerriglia; Ariane Dubois fa parte della Resistenza francese ed è legata a uno spirito demoniaco che può comandare sul campo di battaglia; il caporale Akhee “The Eye” Singh indossa un amuleto senziente che può trasformarlo in una nube di spade rotanti; mentre il sergente Brandon Carter è un classico soldato americano con un medaglione in grado di infondere nel suo fucile mitragliatore Thompson alcuni proiettili alimentati da miti capaci di distruggere le terrificanti creature dei nazisti.

Oltre a questi quattro eroi principali, la Compagnia Charlie verrà supportata dalle operazioni segrete dell’Unità speciale di Badger e dalla tribù di nativi americani Kejin, o “Pathfinder Demon Hunters”, come vengono spesso chiamati. Nel mondo di Achtung! Cthulhu Tactics, tutte le forze alleate combattono meglio alla luce, perciò quando sarai nel buio, le forze del male saranno ancora più potenti.

Di seguito trovate il primo trailer disponibile del gioco. Buona visione!

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Insomnia: The Ark, lanciata la pagina Steam e annunciata la futura beta

HeroCraft ha appena lanciato la pagina Steam ufficiale di Insomnia: The Ark, titolo che lo sviluppatore afferma essere un “complesso gioco di ruolo story-driven” incentrato su una società umana in rapido disfacimento a bordo di una nave spaziale abbandonata. È stata inoltre annunciata anche una futura fase di beta, programmata per la fine dell’anno attuale.




















Insomnia è stato sviluppato lungo più di cinque anni di lavoro da un team russo, Studio Mono,  che è stato capace di raccogliere circa 170.000 dollari grazie ad una campagna Kickstarter di successo. Il titolo ha inoltre ricevuto l’approvazione di alcuni rinomati veterani dell’industria, come Brian Fargo (Wasteland 2) e Chris Avellone (Fallout 2), nientemeno.

Insomnia promette un sistema di sviluppo senza classi flessibile, scelte intricate, non lineari e latrici di conseguenze imprevedibili sopratutto i personaggi, un combat system strategico in tempo reale tattico e un universo ricco che mescola elementi retro-futuristici noir con una sana dose di dieselpunk. Di sotto potete godervi il primo trailer rilasciato, che accompagna la corposa serie di immagini promozionali qui in alto.

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