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Wasteland 3, si mostra all’E3 2019 con un trailer

Wasteland 3 è stato mostrato sul palco dello show Xbox all’E3 2019. Oggi vi proponiamo il trailer ed altri dettagli sul terzo capitolo della serie RPG post-apocalittica firmato da inXile Entertainment.

Il gioco, ideato da Brian Fargo, distribuito da Deep Silver, arriverà nella primavera del 2020 su Pc, Windows, Mac e Linux, PS4 ed Xbox One.

Ecco la clip.

La serie leggendaria, che ha aperto la strada al genere post-apocalittico nei videogiochi, restituisce ai giocatori il ruolo di Desert Ranger, uomini di legge in un mondo post-nucleare che lavorano per ricostruire la civiltà dalle ceneri. Il caldo secco e polveroso del sud-ovest americano viene sostituito da un Colorado perennemente ghiacciato e Wasteland 3 offre una serie di nuove ed agghiaccianti (è il caso di dirlo) località in cui i Ranger riceveranno un’accoglienza ancora più fredda dalla gente del posto.

Oltre alle scelte, alle conseguenze narrative e al combattimento tattico a turni per cui la serie è conosciuta, Wasteland 3 offre nuove funzionalità, incluso un sistema di conversazione dinamico che mette in risalto i selvaggi e strani abitanti del Colorado Wasteland, un veicolo aggiornabile e la possibilità di godersi la trama in modo cooperativo, con un amico online. Il trailer di oggi, offre un piccolo sguardo alle novità che attendono i fan di Wasteland.

Secondo Brian Fargo, CEO di inXile,

Wasteland 3 è un progetto appassionante per inXile e soprattutto per me. Ho diretto il primo Wasteland nel 1988 e il suo sequel è stato uno dei grandi successi di crowdfunding originali, ed è una serie di cui ci prendiamo cura profondamente. Grazie alla nostra partnership con Deep Silver e Microsoft, siamo in grado di offrire quel tipo di esperienza profonda e coinvolgente che i fan di Wasteland vogliono e si aspettano.

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Ni No Kuni su Switch a settembre

Ni No Kuni si appresta a rivivere i fasti che nel 2013 lo fecero trionfare sulle console di vecchia generazione. Bandai Namco ha annunciato dall’E3 2019 la versione Remastered del suo capolavoro. Il gioco sarà dotato di una nuova e più ricca veste grafica su Pc e PS4.

Il 20 settembre, inoltre, Ni No Kuni: La minaccia della Strega Cinerea approderà in versione originale su Switch. Dalla stessa data, la Remastered sarà disponibile su Pc e PS4.

Quest’ultima edizione vanterà numerose migliorie grafiche apportate da QLOC, che rendono il gioco ancora più bello. I possessori di PlayStation 4 beneficeranno di una risoluzione di 1080p a 60 frame al secondo, mentre chi gioca su PlayStation 4 Pro potrà scegliere tra risoluzione in 4K reale a 30 frame al secondo, oppure 1440p a 60 frame. I giocatori Pc saranno in grado di giocare fino a 4K e 60 FPS.

Ni no Kuni: La minaccia della Strega Cinerea per Switch segna invece il debutto del gioco su un sistema portatile adattato da Engine Software. Il gioco gira a una risoluzione di 720p a 30 frame al secondo sia in modalità TV che portatile. La versione per la console ibrida di Nintendo mantiene inalterato il sistema di combattimento che fonde azione in tempo reale ed elementi tattici a turni e ripropone senza alcuna eccezione le decine di luoghi e le centinaia di creature che danno vita al gigantesco e variopinto universo di Ni no Kuni.

Vediamo il trailer d’annuncio. Buona visione.

UN PO’ DI STORIA

Originariamente sviluppato da Level-5, Ni no Kuni: La minaccia della Strega Cinerea è un’avvincente storia raccontata mirabilmente attraverso le sequenze animate sceneggiate e disegnate dal leggendario Studio Ghibli e la formidabile colonna sonora del famoso compositore Joe Hisaishi.

Il gioco narra l’avventura di Oliver, un ragazzo che intraprende un viaggio in un altro mondo per cercare di riportare in vita la madre scomparsa in un tragico incidente. Con in mano una copia del prezioso Abbecedabra, e potendo contare sull’aiuto del fedele Lucciconio, il giovane Oliver attraverserà terre fantastiche e meravigliose, imparerà a domare i famigli, ad affrontare avversari insidiosissimi e a superare le infinite sfide che si frappongono tra lui e la salvezza di sua madre.

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Baldur’s Gate III avrà oltre 100 ore di contenuti

È ancora forte l’emozione per l’annuncio di giovedì di Baldur’s Gate III che sarà sviluppato – come certamente saprete – da Larian Studios. Bene, lo studio belga nelle scorse ore ha anche parlato di alcuni dettagli interessanti del nuovo capitolo della serie RPG. Tra questi viene nominata anche la longevità. Baldur’s Gate III offrirà più di 100 ore di contenuti. Il dato arriva dall’intervista pubblicata da IGN.

Gli autori hanno anche parlato della partnership con Stadia che porterà vantaggi a tutti gli appassionati grazie anche all’interconnessione che si concretizzerà.

Sven Vinkle, CEO di Larian Studios, ha sottolineato:

Stiamo realizzando un titolo che offrirà oltre di 100 ore di contenuti, quindi giocarlo in multiplayer richiederà impegno e sincronizzazione. Se possono servirsi di un link su ogni dispositivo diventa molto più semplice iniziare a giocare rispetto a dover rimanere dietro a un Pc. È questa la caratteristica che più mi ha attratto di Stadia quando hanno iniziato a parlarne. Ed è per questo che ho detto che dovevamo realizzare realmente qualche cosa. Se è possibile semplicemente avere delle persone che si inviano link tra loro, questo aiuterà senz’altro molto Baldur’s Gate III.

Sicuramente avremo ulteriori dettagli sul gioco visto che sarà presentato all’E3 2019 nel corso del PC Gaming Show di lunedì anche se, a quanto pare, il gameplay non dovrebbe – ancora – essere mostrato. Dovrebbero, però, essere sciolti alcuni dubbi sul tipo di multiplayer ed altre caratteristiche del gioco che è diventato – di colpo – uno dei più attesi. Sappiamo, di contro, che si baserà su D&D.

Nei giorni scorso, infine, Larian Studios ha annunciato La Larian Gazette che sostituisce gli aggiornamenti di Kickstarter del team e offrirà informazioni regolari sulla realizzazione di Baldur’s Gate 3 ed ha pubblicato il primo video Community Update. Vediamolo assieme: è divertente.

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Pathfinder: Kingmaker, il dlc Benath the Stolen Lands è disponibile

Owlcat Games e Deep Silver hanno oggi pubblicato il terzo dlc di Pathfinder: Kingmaker intitolato Beneath The Stolen Lands oltre alla Enhanced Edition del gioco.  Il tutto è disponibile su Steam e GOG.

Conosciamo meglio la nuova espansione grazie al trailer di lancio ed all’elenco delle caratteristiche e contenuti del dlc. A seguire tutte le novità della Enhanced Edition disponibile gratuitamente per chi possiede il gioco.

Buona visione e buona lettura.

CARATTERISTICHE CHIAVE DI BENEATH THE STOLEN LANDS

  • Gli eroi entrano in un enorme dungeon con un party creato da zero. L’avventura inizia nelle profondità tenebrose con il gruppo di personaggi appena creati per provare la discesa in un sotterraneo senza fine.
  • Si esplorano le possibilità quasi infinite di costruire un personaggio Pathfinder. Si proveranno diverse build per perfezionare le tattiche. Create una banda di avventurieri in grado di superare qualsiasi pericolo.
  • La sconfitta è solo un nuovo inizio. Morire in un incontro consente ulteriori vantaggi per la prossima partita.
  • Sbloccate nuovi oggetti da acquistare. Il numero di commercianti di slot per articoli dipende da quanto si riuscirà a scendere durante tutte le precedenti incursioni.
  • Entrate nel dungeon con il vostro personaggio principale, in alternativa si può aspettare un invito da un misterioso protettore di Golarion mentre si gioca la storia principale (Main Story). La versione pre-impostata del dungeon è inclusa nella campagna principale e permette di usare il proprio personaggio ed i compagni per conquistare le profondità tenebrose.

LA GALLERY PER IL DLC


















LE NOVITA’ DI PATHFINDER: KINGMAKER – ENHANCED EDITION

  • Aggiornamento gratuito per tutti i giocatori esistenti.
  • Numerose aggiunte di contenuti al gameplay e decine di funzioni per la quality-of-life.
  • Nuove abilità e modi per costruire il tuo personaggio.
  • Una nuovissima classe: Swordlord.
  • Nuovi oggetti e armi.
  • Miglioramento dell’equilibrio, specialmente all’inizio e negli ultimi due capitoli del gioco.
  • Sistema di gestione del regno potenziato, sia in termini di equilibrio che di utilizzo e comfort del giocatore.
  • Maggiore varietà di incontri casuali sulla mappa globale.
  • Migliaia di correzioni e miglioramenti apportati dalla pubblicazione iniziale del gioco.

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Spellforce 3: Soul Harvest, Recensione

Pubblicato a dicembre 2017, Spellforce 3 ha soddisfatto critica e pubblico grazie ad un gameplay ibrido tutto sommato ben riuscito. Tra gioco di ruolo, e strategico in tempo reale, il prodotto sviluppato da Grimlore Games in collaborazione con THQ Nordic, proponeva una porzione RPG sfaccettata pur se non troppo approfondita, ed un’anima da RTS dinamica ed avvincente, anche se non priva di alcune sbavature. Spellforce 3: Soul Harvest, prima espansione totalmente stand alone, ma strettamente collegata al primo capitolo, ci porterà a vivere un’avventura dai toni più “dark”, e con diverse novità, introdotte proprio in questo capitolo. Il nostro DannyDSC ci racconta la sua esperienza in questa recensione.

DI RPG FERISCI, DI RTS PERISCI

Dobbiamo fare un passo indietro di ben sedici anni, per darvi un’infarinatura sulla saga di Spellforce. Tutto inizia nel 2003, quando Phenomic e JoWooD portano sui nostri schermi un gioco tanto particolare quanto bello da vedere. All’epoca, la distinzione tra gioco di ruolo e strategico era ancora piuttosto netta, ma qualche sviluppatore che voleva percorrere questa difficile strada c’era.

Stiamo parlando di Nival Interactive, che con il suo Evil Islands, arrivato nel febbraio del 2001, propose un titolo che mescolava meccaniche da gioco di ruolo, stealth, e strategia in tempo reale. Il gioco, riscontrò una buona critica, ed è un peccato che Nival (passata poi a progetti quali Etherlords, Blitzkrieg e persino Heroes of Might and Magic V) non abbia continuato su questo cammino.

Con Spellforce, Phenomic propose un’avventura decisamente interessante, ancorata ad un gameplay strategico di stampo classico. Il primo capitolo venne ampliato con ben due espansioni, prima di passare alla sua seconda iterazione.

In Spellforce 2, le meccaniche vennero in parte riviste, anche se la componente ruolistica subì alcuni tagli decisamente poco apprezzati dal pubblico. Uno su tutti fu la gestione dell’inventario, condivisa dai vari eroi del party ma che non aveva più un limite di peso come nel capitolo precedente. La bella storia, un gameplay fresco e ben congeniato, zittirono in poco tempo le critiche, portando nuovamente la serie al successo. Il secondo capitolo di Spellforce fu protagonista di ben tre espansioni, l’ultima uscita nel 2014, a distanza di ben otto anni.








E poi c’è Spellforce 3 (qui recensito). Con una grafica all’avanguardia, un level design ispirato, e alcune scelte azzeccate, l’ultimo esponente di questa serie si è guadagnato ancora una volta il plauso della critica, fatta eccezione per l’alto numero di bug, alcune problematiche sulle inquadrature e il pathfinding, croce e delizia di una gran quantità di produzioni.

La doppia anima da rpg/rts era ben marcata, ma ibridi di questo genere, sono i classici buoni in tutto che però non eccellono. In realtà, secondo noi Spellforce 3 dice la sua ancora oggi, perché sono molti i titoli che propongono roboanti avventure, meccaniche incredibili, ma che cadono inesorabilmente su velleità quantomeno discutibili. Di questa schiera, potremmo citare l’ottimo Torment: Tides of Numenera, che ad un’ambientazione praticamente fantastica (Numenera è una delle ambientazioni migliori mai create degli ultimi anni, tanto per uno strategico, quanto per un gioco di ruolo, praticamente perfetta per un open world. È inammissibile che nessuno sviluppatore voglia sfruttarla, e poi ci si chiede perché manca la varietà) associò una trama interessante ma una scrittura eccessivamente prolissa. Ma adesso, parliamo di Spellforce 3: Soul Harvest

FALL & RISE








Sono passati solo 3 anni dalla fine delle Guerre della Purezza. Queste battaglie, che hanno portato distruzione in tutto il continente, sono finite, e dinanzi a noi si staglia una nuova età dell’oro, o forse no? Soul Harvest ci propone un interessante antefatto di quello che sta per accadere con un bel filmato introduttivo.

Il nostro protagonista, è un generale caduto in disgrazia dopo aver annientato un villaggio per motivi all’inizio non chiari. Richiamato a Palazzo dalla Regina in persona, suo compito sarà quello di guidare una compagnia per pacificare una disputa con i Nani. E da lì, partirà un’avventura che lo vedrà protagonista di una storia fatta di intrighi, incredibili minacce, e fantasy come se piovesse.

Non vogliamo spoilerare nulla della storia che fa da base a questa espansione, vi basti sapere che è decisamente più profonda ed interessante di quella base, e si armonizza ancor più con il gameplay. Non è necessario aver giocato a Spellforce 3 per comprendere le vicende di Soul Harvest, in quanto il sequel non è direttamente collegato alla campagna iniziale. Chi ha giocato il capitolo precedente però, troverà diversi rimandi, quindi se avete la possibilità di recuperarlo, magari in sconto, vi suggeriamo di tenerlo seriamente in considerazione.

DECIDI IL TUO DESTINO

La prima scelta che dovremo compiere, sarà quella relativa al tipo di partita. La campagna, permette di essere giocata in singolo, o in co-op insieme ad un amico, e una modalità definita “Mercenari”, dove potremo creare eroi da importare nelle partite multiplayer o nelle schermaglie in singolo. Il multiplayer non cooperativo è supportato grazie alle classiche mappe in skirmish. Optato per la campagna, verrà poi la scelta relativa alla difficoltà.

Ce ne sono quattro, e vanno da una modalità storia, con una difficoltà decisamente semplificata, alla “Mago del Cerchio”, dove la sopravvivenza sarà messa a dura prova. Si passa poi al momento che tutti gli appassionati di gioco di ruolo aspettano, la creazione del proprio personaggio. L’editor proposto non è molto approfondito, ma offre una discreta varietà di personalizzazioni per sbizzarrirsi nella scelta estetica del nostro personaggio.

Oltre alla razza, tra Umani, Nani ed Elfi Oscuri, verrà poi il momento di scegliere la propria classe. Le razze non hanno limitazioni per quel che concerne la professione del nostro eroe, mentre per quel che riguarda le abilità, Grimlore Games ha optato per una scelta dinamica. Ogni personaggio porrà le basi della sua classe su due delle nove abilità principali:

  • Maestria del combattimento
  • Arti difensive
  • Caccia
  • Evocazione
  • Negromanzia
  • Magia della luce
  • Demonologia
  • Druidismo
  • Inganno

Potremo optare per una serie di archetipi già impostati, ad esempio il Cavaliere Sanguigno, il Ranger, il Mago. Se fossimo già pratici di giochi di ruolo, o volessimo semplicemente optare per una scelta più radicale, potremo creare una classe di partenza personalizzata, in base ai nostri gusti.

UN LUNGO CAMMINO








L’inizio della nostra avventura, seguirà una robusta fase di tutorial. Le meccaniche che fanno da base al gioco sono in realtà piuttosto semplici. L’interfaccia pone in alto a sinistra i ritratti dei vari personaggi che comporranno il nostro party, mentre la barra delle abilità sarà ben distinguibile in alto. Tramite i tasti F1-F12 potremo sfruttare le varie abilità, mentre in basso a destra avremo i comandi relativi ai movimenti e alla modalità “in combattimento”. In basso a sinistra, una pratica mini mappa ci informerà sul territorio da noi esplorato, e in basso, l’HUD dove sono riepilogate le statistiche sui danni e le varie resistenze del personaggio che è attualmente selezionato.

La scheda di ogni membro del party, va più in profondità, offrendoci anche i dati relativi ai valori di Forza, Destrezza, Intelletto, Costituzione, Volontà. Questi punti potranno essere migliorati al passaggio di livello, dopo aver guadagnato un determinato quantitativo di esperienza grazie alle varie quest che il gioco offrirà. Sempre rimanendo nella scheda del personaggio, oltre ad un riepilogo approfondito dei danni e delle resistenze, troveremo l’albero delle abilità, che ci permetterà di sbloccare skill attive o passive nel corso della nostra avventura.

COSTRUIRE LA PROPRIA FORTUNA




Per quel che riguarda la componente rts del gioco, è ancorata ai dettami classici del genere. Arrivati ad un determinato punto dell’avventura, potremo conquistare un avamposto, che fungerà da punto di partenza per la costruzione di un impero in miniatura. Per citare un titolo come esempio, potremo optare per Warcraft 2.

Preso il primo l’avamposto, non recluteremo i lavoratori tramite la struttura di base ma acquisiremo nuovi aiutanti grazie alla conquista di altri punti d’interesse sparsi nella mappa. La raccolta delle varie risorse è totalmente automatica, basterà costruire l’edificio preposto (capanna del tagliaboschi per la legna per capirci), mentre le altre costruzioni verteranno sul reclutamento delle varie unità per il nostro esercito. La componente strategica non raggiunge i livelli di un Settler 4, ma tutto sommato è in linea con l’anima ibrida del prodotto.

In combattimento, le unità verranno guidate tramite il tasto sinistro del mouse, e attaccheranno il nemico non appena rientrerà nel raggio d’azione. Nelle fasi più concitate ed impegnative degli scontri però, il gioco mostra il fianco. Mentre gli eserciti vengono comandati in modo semplice e piuttosto intuitivo, se nello scontro saranno presenti anche gli eroi, dovremo sfruttare una barra delle abilità dove trovano posto TUTTE le skill dei vari personaggi. Oltre alla barra principale, tramite la pressione del tasto apposito, avremo accesso ad una seconda barra, che ci permetterà di sfruttare le skill che non trovavano posto nella principale. A parole sembra semplice, e in effetti lo è, il problema sono i fatti. Mentre la battaglia incombe, switchare e selezionare uno o più nemici per colpirli con una magia ad esempio, può rivelarsi una piccola sfida.

INFINE, PARLATE

Il gioco è doppiato in inglese, ma porta con se un’intera traduzione della nostra lingua per quel che concerne i sottotitoli, i menu, e tutti i dialoghi presenti nel gioco. Considerando l’alta mole di testo, è un vero toccasana per chi non è avvezzo alla lingua della Regina.
In alcuni frangenti abbiamo notato alcune piccole porzioni non ancora localizzate, principalmente piccole descrizioni. Si tratta di una sbavatura che verrà certamente risolta con una delle future patch, ma che in alcun caso impedirà di godersi appieno questa avventura.

GRAFICA E SONORO CON STILE




Graficamente,  Spellforce 3: Soul Harvest fa un bel passo avanti rispetto alla prima iterazione di questa nuova serie. Il level design è nettamente più ispirato, e quello nanico è davvero fantastico. Le texture sono di ottimo livello e gli effetti di acqua e luce ben dosati. Anche i modelli dei personaggi hanno subito un importante miglioramento, e ora sono ben distinguibili anche quando lo zoom è al massimo. Le costruzioni sono tutte molto diverse e ben caratterizzate.

L’interfaccia, nonostante il problema delle abilità durante le battaglie, è ben costruita, fornendo tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno senza dover passare attraverso vari menu. I requisiti minimi parlano di un Intel Core i5 3570/AMD FX-6350, 6 GB di RAM e una scheda video Gtx 660 o AMD Radeon 7850 2GB. Con il nostro fedele Asus Rog G752VS e tutte le impostazioni al massimo, il framerate si è rivelato stabile.

Ci ha sorpreso in positivo la colonna sonora, ispirata e ricca di tracce molto diverse che accompagneranno le nostre avventure senza mai stancare. Soprattutto il tema principale, davvero stimolante.

COMMENTO FINALE

E siamo giunti alla fine. Spellforce 3: Soul Harvest è il degno erede del primo capitolo, capace di ampliare la formula e migliorarla, grazie ad una storia profonda, marcata e matura. La modalità ibrida del gioco si rifà a quella del capostipite, ma con una serie di migliorie e rivisitazioni che migliorano non poco l’esperienza.

La controparte rts è sempre la stessa, pur con qualche novità, e si armonizza perfettamente con il gameplay ibrido della serie. Peccato per la gestione delle abilità nel mezzo della battaglia, che nei casi più concitati creerà un po’ di confusione. Consigliamo vivamente l’acquisto a tutti i fan della serie, ma anche a chi si avvicina per la prima volta al genere, che accontenterà sia i fan di giochi di ruolo un poco più “leggeri” in statistiche e modificatori, che gli affezionati degli rts vecchio stampo.

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Oninaki, video sugli attacchi dei Daemon

Square Enix ha pubblicato un video sugli attacchi dei Daemon in Oninaki, il venturo gdr d’azione in arrivo in estate per Pc (Steam), PS4 e Switch a firma di Tokyo RPG Factory.

Durante il viaggio di Kagachi, un giovane Watcher che accompagna le Lost Soul nell’aldilà, i giocatori legheranno con i Daemon, ovvero un tipo speciale di Lost Soul che non può reincarnarsi, e saranno i testimoni della loro grande forza. Queste potenti anime daranno una mano al giocatore durante i combattimenti, in cui ogni Daemon rappresenterà un tipo diverso di arma. I giocatori potranno gestire le abilità dei Daemon e passare da uno all’altro in tempo reale per sferrare colpi devastanti sui loro nemici con attacchi unici e abilità di potenziamento.

Spazio al trailer e ad alcune immagini. Buona visione.


































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Rage 2, Recensione

A distanza di circa un anno da Mad Max, Avalanche Studios torna con un nuovo gioco a tema post-apocalittico col seguito di uno dei suoi vecchi cavalli di battaglia, ovverosia l’ottimo Rage. Un gioco sul quale c’erano molte aspettative, non solo per il “nome”, ma anche per la presenza durante il suo sviluppo addirittura di id Software in qualità di supervisore. Ebbene, lo diciamo subito, nonostante le premesse Rage 2 non è purtroppo quel grande sparatutto in soggettiva che molti si aspettavano, come avremo modo di spiegarvi tra poco.

Ecco, infatti, la nostra recensione sulla versione Pc del gioco che ha fatto il suo debutto lo scorso 14 maggio anche su PS4 ed Xbox One distribuito da Bethesda. Buona lettura.

DOPO L’APOCALISSE

Rage 2 riparte trent’anni dopo il primo episodio, in un mondo distopico devastato dall’impatto con un asteroide in cui società, legge e ordine non esistono. Come se non bastasse c’è perfino un gruppo di invasati chiamato Autorità che vuole eliminare tutto quello che è rimasto della società passata, quindi anche molte comunità. Non a caso anche il quartier generale della resistenza, di cui fa parte il protagonista del gioco, il ranger Walker (nessun legame con Chuck Norris!), viene attaccato e distrutto.
Rimasto solo e senza equipaggiamento, il giocatore, nei panni del ranger, deve trovare le risorse utili per sopravvivere e vendicarsi, affrontando nemici senza scrupoli, dai mutanti ad altri superstiti folli e sadici, a loro volta membri di diverse fazioni. Oltre a quella dell’Autorità, infatti, esiste per esempio quella dei Sudari Immortali, che si vedono come i salvatori della Zona devastata, o i Bulli, nomadi dall’indole brutale, assetati di sangue disposti a tutto pur di ottenere bottino e potere. Le fazioni in gioco sono in totale sei, e ciascuna è caratterizzata da un proprio codice comportamentale, armi, equipaggiamenti, modi di combattere e caratteristiche generali.





Da questo punto di vista il team di sviluppo ha fatto un buon lavoro caratterizzando bene i vari gruppi non solo dal punto di vista estetico ma anche nel modo di agire e combattere.

Peccato solo che non abbiamo “forzato” un po’ di più sulle loro routine comportamentali, che distinguono si una fazione dall’altra, ma che poi sul campo si traducono spesso in azioni similari tra loro. La struttura di gioco è quindi quella tipica di Rage, ma un po’ più aperta rispetto al precedente titolo della serie, con un territorio più grande da esplorare anche con l’ausilio di veicoli, pieno zeppo di cattivi da eliminare e gare da affrontare, ma poco interessante nel suo insieme.

Dopo un paio di ore di gioco, ci si rende infatti conto che il mondo di Rage 2 è povero di contenuti tali da invogliare a scoprirlo per intero, di eventi, anche casuali, che una volta attivati portino ad “aprire” nuovi scenari e inattesi sviluppi. In tal senso ci sono poche missioni secondarie, spesso slegate dal contesto narrativo principale, che non portano tra l’altro a ricompense particolarmente appetibili e che nello svolgersi tendono dopo un po’ a ripetersi, come nel caso di quelle utili a incrementare il livello delle tre fazioni alleate durante fasi di grinding selvaggio.

In quest’ottica non aiuta nemmeno la disposizione sulla mappa delle Arche all’interno delle quali si trovano gli elementi utili per sviluppare le abilità di Walker, visto che è casuale, cosa che costringe l’utente a girovagare inutilmente per ore per trovarle o a perdersene qualcuna, stufo. Se poi consideriamo che la campagna in sé non dura molto, meno di una decina di ore, ecco che nasce un doppio problema, ovverosia rischio noia e scarsa longevità. Invece che popolare la mappa con nuove missioni e attività tramite DLC a pagamento già annunciati per il futuro, e pensare quindi al mero guadagno, non avrebbe avuto più senso e non sarebbe stato più corretto integrare questi aspetti nel gioco base per migliorarne da subito la struttura e l’offerta?

LA SOLITA MINESTRA?

 

A tenere a galla la produzione sono quindi il sistema di progressione del personaggio insieme al gunplay e alle parti dedicate alla guida dei veicoli. Il sistema di gestione delle sparatorie è fortunatamente ottimo, col videogiocatore chiamato a sfruttare al meglio il variegato armamentario messo a disposizione dagli sviluppatori per venire a capo degli scontri, che risultano pertanto frenetici e avvincenti, nonostante richiedano poco impegno.
Il crafting legato alle armi e il loro diverso feedback sul campo, anche in termini di utilità, sono una delle cose meglio riuscite del gioco, così come lo sviluppo delle abilità di Walker, legate alla funzionalità della sua tuta. Diverse in tal senso le competenze del personaggio su cui intervenire: esse sono correlate principalmente alle funzioni nanotritiche e spaziano da abilità cinetiche con le quali respingere letteralmente via un nemico, al sistema Vortice, col quale risucchiare un gruppo di avversari, fino a Scatto, che consente di attraversare velocemente l’area dello scontro per colpire rapidamente gli avversari o evitare i loro colpi anche attraverso salti estesi. E questo solo per fare alcuni esempi.

Al giocatore viene insomma offerta l’opportunità di divertirsi a “giocare”, sperimentare nuove e devastanti combinazioni di armi e tecniche, grazie a un sistema articolato e ricco di opportunità. In quest’ottica va vista anche la possibilità, come accennato prima, di poter guidare dei veicoli. Ce ne sono, modificati, di ogni tipo, utili e differenziati sia per attraversare aree specifiche della Zona devastata, sia per combattere le varie tipologie di nemici.
Motori come lo splendido Raptor, l’Idroscivolante per solcare i fiumi e le paludi, e poi auto da corsa, corazzati come la Phoenix e grossi Monster Truck con i quali schiacciare ogni cosa, fino a insoliti velivoli coi quali sorvolare le foreste. Tutti tra l’altro customizzabili. Usare uno di questi mezzi è un vero e proprio spettacolo, e giocando non può non venire in mente quanto accadeva in pellicole come Mad Max. Specie quando poi si ha a che fare con i convogli, vere e proprie fortezze mobili gigantesche, scortate da decine di altre vetture più piccole.






Assaltarne uno significa rivivere le emozioni della sopra citata pellicola, a ulteriore conferma che Rage 2 non propone nulla di particolarmente originale, nulla che non si sia già visto e che per larghi tratti ricordi il recente Far Cry New Dawn di Ubisoft che già di per sé non era molto originale visto che si rifaceva idealmente al primo Rage. Passando ad altro, dal punto di vista tecnico Rage 2, che utilizza il motore di gioco Apex di Avalanche Studios, sfrutta solo discretamente le capacità hardware delle nuove schede grafiche, non riuscendo da questo punto di vista a rivaleggiare alla pari con gli altri esponenti del genere più recenti su Pc. La grafica in generale è buona. E l’impatto visivo non delude nell’insieme, complici un buon sistema di luci e ombre, il sapiente uso degli effetti particellari e la scelta di una palette cromatica colorata e in alcuni punti satura.



Ma i modelli poligonali, alcune texture e in generale le animazioni dei personaggi, che non brillano troppo per scaltrezza a causa di una intelligenza artificiale non troppo “sveglia” e routine comportamentali a volte insensate, non sono all’altezza delle aspettative. Va meglio col level design degli ambienti, abbastanza variegati e con qualche scorcio azzeccato, specie nelle aree delle Piane Lacerate o del mare di Dune, e con la fluidità generale, garantita su personal computer a 60fps.

Per quanto riguarda il comparto sonoro, ottimi gli effetti principali e secondari, compresi quelli di sottofondo, e la colonna sonora, in linea con le ambientazioni. Così così invece il doppiaggio in italiano, che alterna qualche voce bene interpretata ad altre decisamente sottotono e fuori contesto, incapaci cioè di evidenziare con la tonalità della recitazione e con la loro partecipazione emotiva, il carattere del protagonista e degli antagonisti, oltre a quella folle ironia di fondo che permea il gioco.

COMMENTO FINALE

Rage 2 riparte esattamente dal suo predecessore, non solo dal punto di vista narrativo, ma anche tecnico, non riuscendo quindi a far evolvere più di tanto la serie.

Di fatto è un “more of the same” che mutua gran parte del gameplay e della struttura di gioco dal primo capitolo. Il gioco si rivela uno sparatutto folle, colorato e caratterizzato in positivo da una buona grafica, ottimi elementi GDR e un bel sistema di gestione delle sparatorie. In negativo da una poco interessante struttura della progressione, da una mappa che offre pochi contenuti e da un’intelligenza artificiale non sempre all’altezza delle situazioni. Insomma, uno strano ibrido bello a metà, consigliato pertanto principalmente ai fan di Rage.

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The Last Hex, Anteprima

I giochi di carte, hanno radici profonde e molto variegate, soprattutto per i ragazzi più giovani. Ma anche chi ha superato i famosi “enta” (ah, che brutta bestia, ndr), ricorderà Magic The Gathering. Da questo genere, in campo digitale, negli ultimi anni sono nati ed evoluti i “deck builder”, giochi con meccaniche di vario tipo, ma con un unico comune denominatore, la creazione di un mazzo con cui procedere nell’avventura.
Questo tipo di prodotti è spesso associato ai giochi di ruolo (deckbuilding rpg), e più propriamente ai roguelike. Il titolo che vi presentiamo oggi, The Last Hex, è l’opera prima dello sviluppatore americano That Indie Studio. Il gioco, uscito in accesso anticipato su Steam ieri, 10 maggio, si propone come un deckbuilding rpg profondo e variegato. DannyDSC lo ha provato così da proporci le sue primissime impressioni.

SPACCHETTIAMO?

Quando il sottoscritto era giovine giovine, uno dei ricordi più belli giocando a Magic, era la fase di “spacchettamento”. Andare a comprare nel negozio di fiducia la sudata nuova busta, era un evento settimanale. Purtroppo, chi scrive l’articolo non era in buona compagnia, perché, all’epoca, in pochi giocavano con le carte. Ma a lui non importava, perché oltre ad aver voglia di giocare, adorava leggere i testi delle carte, e godere di quei disegni fatti da veri maestri della grafica. Purtroppo, quel negozio di fiducia, oggi non c’è più. È sparito tanto tempo fa, ed in parte, anche la passione per i giochi di carte, o almeno, era quello che pensavamo.

La possibilità di provare e scrivere un articolo su questo gioco, è stata tanto casuale quanto felice. L’editore di “The Gazette of Independent Gaming”, uno dei nostri compagni di ventura nel mondo indie, ci ha messo in contatto con lo sviluppatore, e voi vi domanderete perché. Rispondiamo velocemente: Ilvideogioco.com è uno dei pochi giornali online del nostro Paese impegnati in prima linea e fattivamente su questo fronte ed, inoltre, lo sviluppatore in questione, Luigi Garnuccio, ha chiarissime origini italiane. Era ovvio che ci saremmo occupati di questa prova. Finita questa fase introduttiva, è ora di parlare del prodotto in questione, The Last Hex.

L’INIZIO DELLA QUEST





The Last Hex, è un gioco che va a miscelare la componente rpg roguelike, con meccaniche da deckbuilding. Detto così sembra impersonale, e anche poco chiaro, quindi proprio per questa preview, andremo a concentrarci su questi aspetti.

Prima però, dobbiamo spigare il perché il nostro eroe, parte all’avventura. Ebbene, un’armata di non morti ha invaso il regno, e vuole conquistare la capitale.

Ad ogni turno, le orde di non morti guadagnano terreno, e si fanno sempre più minacciose. Il nostro compito, sarà quello di partire per la quest della vita, e sconfiggere il re dei non morti, salvando il regno. Cliché abusato, e sicuramente non originale, ma funziona sempre, e mai come in questo caso, si armonizza bene nel contesto di gioco. All’inizio di ogni partita, sceglieremo la classe del nostro eroe senza nome.

Ogni classe ha carte e statistiche di partenza differenti, come anche la quantità d’oro a disposizione. Ad esempio la forza, determinerà il quantitativo di danno massimo di ogni carta, ma avere un’alta arcana, ci permetterà di giocare più carte nello stesso turno. Le classi di partenza sono davvero tante, ognuna con i suoi punti pro e i suoi contro, e un’abilità innata unica.
Ad esempio, il contadino riceverà 25 monete per ogni esagono esplorato. La creazione del proprio personaggio, è al momento limitata al cambio di ritratto, ma ci auguriamo che in futuro venga aggiunta qualche possibilità di personalizzazione.




Durante una chiacchierata con lo sviluppatore, è emerso che uno degli aspetti che verrà implementato nei futuri aggiornamenti, sarà la personalizzazione del mazzo iniziale.
Questa notizia, farà sicuramente felici, tutti quei appassionati che sfruttano parte del tempo nella creazione del mazzo perfetto per il proprio stile di gioco. Il nostro eroe, avrà anche un equipaggiamento, che avrà importanti ripercussioni durante la partita. Elmo, armatura, un’arma principale ed una secondaria, un anello, un ciondolo ed un artefatto. Ogni elemento potrà avere bonus riguardanti il danno, una quantità di vita aggiuntiva, la possibilità di giocare più carte durante il turno, e molto altro.

Durante i nostri gameplay abbiamo fatto diverse prove, e possiamo dire senza ombra di dubbio che la varietà è assicurata.  Queste attrezzature potranno essere acquistate nelle varie città sparse nella mappa, acquisite durante alcuni eventi, o sconfiggendo i boss durante il percorso. Insomma, per una personalizzazione che appare scarna ad una prima occhiata, c’è molto su cui lavorare giocando.

BISACCIA, SPADA E PROVVISTE




Scelto il personaggio, il gioco ci proporrà una veloce carrellata di quella che è la mappa. Il percorso da affrontare, si snoderà su una plancia orizzontale con griglia esagonale, dove ogni casella proporrà un combattimento, un evento o una città.
Ci ha ricordato molto, lo stile dei giochi di ruolo “con carta e penna”, e lo stesso sviluppatore vede The Last Hex, come un Dungeons & Dragons con meccaniche da gioco di carte, piuttosto che il contrario. Inoltre, ogni partita sarà unica perché la mappa è generata proceduralmente e gli esagoni posizionati casualmente. Tale caratteristica, renderà ogni partita unica.

Durante le nostre prove, abbiamo notato che l’algoritmo atto alla generazione delle mappe lavora molto bene, perché ogni avventura è iniziata in modo diverso. Ovviamente prima o poi si noterà una certa ripetitività, ma il risultato è davvero buono. Gli eventi sparsi nella mappa possono portare ad un nuovo oggetto da equipaggiare, punti ferita, combattimenti, oro, e altro. Nelle città invece, potremo riposare per ripristinare la salute, acquistare carte e pozioni, migliorare le proprie caratteristiche, e come detto sopra, acquistare nuovi oggetti per il nostro equipaggiamento.

CORNI DA GUERRA



Il combattimento è a turni. Il nostro eroe (e il nemico), pescherà una serie di carte, che potrà giocare per un numero massimo in base alle proprie caratteristiche. Le carte si dividono in offensive, difensive, e istantanee. Quelle offensive si riferiscono agli attacchi, le difensive saranno “lo scudo” che ci permetterà di non subire danni alla salute in caso di attacco nemico, mentre quelle istantanee potranno eliminare i malus negativi, curare il veleno, curare la salute, o danneggiare l’avversario. Ad ogni turno le carte non utilizzate andranno nel cimitero, e se ne pescheranno di nuove. Questo fattore è molto importante dal punto di vista strategico. Sfruttare un attacco subito o aumentare la propria difesa?

Inoltre, ogni nemico che affronteremo ha un suo mazzo speciale, che verrà reso visibile solo dopo averlo sconfitto. La fase di combattimento è tanto veloce quanto pragmatica, sia nelle fasi iniziali che in quelle avanzate. Si ha sempre l’impressione di sfidare i propri limiti, e di affrontare nemici sempre più forti. È un gioco punitivo, e anche se di tanto in tanto l’AI evita di darci immediatamente il colpo di grazia, arriva. Inizialmente, eravamo partiti con un approccio tutt’altro che concentrato, pensando di goderci la partita nella fase iniziale, sicuri che il bello sarebbe venuto dopo.

Tutt’altro, il bello è venuto subito e un lupo ci ha portato al game over dopo pochi turni. Il gioco non permette salvataggi manuali, e questo significa che alla morte del personaggio, corrisponderà l’inizio di una nuova partita. Durante il nostro miglior gameplay, siamo arrivati fin quasi al limitare dell’orda di non morti, per poi arrenderci ad un drago, decisamente troppo forte per noi.
Il combattimento poteva volgere a nostro favore, se avessimo tenuto un pugnale che ci garantiva l’uso di una carta aggiuntiva per turno. L’acquisto di una spada che donava ad ogni attacco danni da fuoco ci sembrava strategicamente utile, ma in questo particolare caso ha decretato la nostra disfatta. Il bello è che ad ogni run, si impara sempre qualcosa.

CHE BEL PANORAMA

 

La grafica in cel shading è semplice e leggera, ma funzionale e gradevole. Ogni esagono è ben determinato e riconoscibile, e carte e nemici sono ben differenziati.
Al momento le animazioni sono un po’ sottotono, e quelle degli attacchi e degli incantesimi sono molto simili, a parte qualche eccezione. Ma trattandosi di un early access è più che normale. Piccola menzione per la soundtrack, che anche se non eccelle nel numero di tracce, è davvero orecchiabile e rilassante.

COMMENTO FINALE

The Last Hex è una piccola perla grezza. Sviluppato con passione e con un obbiettivo preciso, ha nella giocabilità e nelle meccaniche il cuore dell’esperienza. È un gioco profondo, con molte variabili e che non va mai preso sottogamba.

Può sembrare punitivo, e a tratti lo è, ma questo è un pregio, non un difetto. Grafica e sonoro sono piacevoli, ma al momento risultano più un contorno. Le mappe procedurali sono sempre diverse, e la grande mole di classi, carte ed equipaggiamenti garantiscono ore di gioco. Per essere un accesso anticipato, questo progetto indie parte proprio con il piede giusto.

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Bloodlines 2, conosciamo i Tremere

I Tremere faranno parte del cast di Vampire: The Masquerade – Bloodlines 2. Paradox Interactive ce li presenta con un trailer e con i dettagli su background e discipline.

Si tratta del secondo clan di Vampiri full-blod presenti nell’atteso gioco di ruolo (rpg) in sviluppo. La settimana scorsa abbiamo fatto conoscenza con i Brujah. Gli appartenenti ai Tremere sono stregoni ossessionati dalla conoscenza e scatenano la devastante magia del sangue contro i loro nemici.

Spesso chiamati usurpatori, blood witches o peggio, gli altri clan condividono una sfiducia generale nei confronti dei Tremere. Nonostante questo, gli altri clan rispettano il puro potere della magia del sangue dei di questi vampiri utile a trasformare coloro che sono disposti a offrire i loro servizi, in ottimi alleati.

Molto prima di Seattle, i Tremere iniziarono come occultisti in cerca dell’immortalità. Nonostante abbiano trovato un modo per vivere per sempre, il prezzo da pagare ha legato la loro magia al sangue. L’origine della loro maledizione è per lo più dimenticata, ma continua ad animare i loro rapporti con i Kindred. I Tremere non erano ben accolti, in numero significativo, a Seattle, questo fino a poco tempo fa…

Questi vampiri impiegano una potente magia del sangue per svelare segreti e scatenare attacchi devastanti. I giocatori che si uniscono ai ranghi dei Tremere possono sbloccare due nuove discipline per espandere il loro arsenale: Thaumaturgy e Auspex.

Eccole spiegate:

Thaumaturgy

  • Skewer – Lancia una piccola porzione del sangue del vampiro ai piedi dei nemici facendo esplodere punte affilatissime. Una volta dissolte, una corrente di sangue scorre verso il vampiro.
  • Purge – Permette al vampiro di far vomitare sangue alle vittime, danneggiandole pesantemente. Una corrente di sangue scorre verso il vampiro.
  • Blood Boil – Un maestro di Thaumaturgy può lanciare Purge per una seconda volta su un NPC, facendo bruciare il sangue nelle loro vene. Il disgraziato esplode in pochi istanti; le vittime all’interno dell’area vengono danneggiate. Il sangue di ogni vittima ritorna verso l’incantatore.

L’uso di Thaumaturgy di fronte ai testimoni è una violazione della Masquerade.

Auspex

  • Aura Sense – Permette al vampiro di individuare gli NPC anche attraverso i muri e tra le folle. Inoltre, permette di contrassegnare le persone così da non perderle di vista in lunghe distanze. Permette anche di individuare i punti deboli nell’attacco e nella difesa di un NPC marcato.
  • Psychic Projection – Permette di separare la mente del vampiro dal suo corpo. Senza legami, i vampiri possono esplorare l’area in forma astrale, rimanendo liberi di usare Aura Sight per marcare qualsiasi personaggio individuato. Oltre a tutto ciò, la padronanza dei propri sensi da parte del vampiro è cresciuta a tal punto da poter sopraffare telepaticamente i sensi degli altri per un breve periodo.

L’uso di Auspex non è una violazione della Masquerade.

I giocatori che si uniranno al clan dei Tremere, possono utilizzare queste discipline in aggiunta ai poteri individuali del loro passato da Thinblood.

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Kingdom Come: Deliverance, nuove date per dlc e Royal Edition

Warhorse Studios e Deep Silver hanno oggi annunciato che A Woman’s Lot, l’edizione digitale della quarta espansione del gioco di ruolo medioevale Kingdom Come: Deliverance, sarà pubblicata per Pc il 28 maggio.

Per offrire la massima qualità a tutti i giocatori, l’uscita della versione fisica per Pc e quella per console (fisica e digitale) di questa espansione e della Royal Edition, saranno disponibili l’11 giugno. Tale edizione, annunciata a fine marzo, include il gioco base nella sua versione migliorata (enhanced) e tutti i dlc gratuiti e a pagamento pubblicati finora.

Ricordiamo che in A Woman’s Lot, i giocatori vestiranno i panni di Theresa, accompagnata dal suo fedele cane Tinker, in una questline indipendente. Ci si immergerà nell’ordinaria vita di Skalitz e in seguito si assisterà agli eventi fatidici del raid di Sigismund da una prospettiva completamente diversa. Il dlc offre l’ultimo enigma della storia di Skalitz. Infine, gli appassionati scopriranno ciò che è successo poco prima che Henry venisse scoperto privo di sensi.

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Pillars of Eternity II: Deadfire festeggia il primo anno

Pillars of Eternity II: Deadfire compie un anno. Per festeggiare l’evento, Obsidian Entertainment e Versus Evil annunciano la disponibilità dell’aggiornamento 5.0.

Tantissime le novità apportate da questo corposo update che include perfezionamenti per gli scontri navali. Obsidian ha scritto anche diversi contenuti inediti per la storia che sono stati anche doppiati dagli attori originali. Ampliate e migliorate le storie di background di Woedica ed Eothas. L’ultima God Challenge è stata introdotta così come la modalità Solo (per giocare in solitario), la Trail of Iron (dove si ha un solo file di salvataggio e se si muore tale file viene cancellato), e Path of Damned che (come indica il nome) è la difficoltà più ardua.

E c’è di più. Con l’aggiornamento 5.0 Obsidian fornisce anche una serie riveduta delle regole del gdr di Pillars of Eternity. Chiunque sia interessato a giocare a un gioco da tavolo nel mondo di Eora, può andare su https://eternity.obsidian.net e scaricare il set di regole ora.

Chi ha già ricevuto le regole sia attraverso il backing del gioco su Fig, o nelle edizioni Deluxe o Obsidian di Deadfire avranno anche il set di regole aggiornato.

Vediamo il trailer di presentazione lungo cinque minuti abbondanti. Buona visione.

DETTAGLI AGGIORNAMENTO 5.0

  • Rivista l’interfaccia utente per le battaglie navali: è stato implementato un aggiornamento che si presenterà ogni volta che i giocatori si impegneranno con una nave in mare che offre un modo più elegante per gli scontri marittimi.
  • Modalità a turni fuori dalla beta: grazie al feedback della community, Obsidian ha apportato molte modifiche alla modalità a turni eliminando bug e facendo diverse correzioni per equilibrare il gameplay. Tale lavoro è ora in versione completa con la patch 5.0.
  • Nuovi contenuti aggiunti alla storia: dopo aver ascoltato il feedback degli appassionati che hanno suggerito di migliorare la reattività di Woedica ed Eothas, Obsidian ha scritto nuove righe di testo e le ha fatte registrare dagli attori originali per aggiungerne altre sfumature al gioco.
  • The Ultimate: l’ultimate God Challenge è live con la patch 5.0. Questa sfida, “The Ultimate”, accenderà tutte le altre modalità God Challenge, Trail of Iron, Path of Damned e Solo.











EXTRA

  • Regole del gioco di ruolo cartaceo riviste: è possibile scaricarle visitando eternity.obsidian.net. Coloro che hanno avuto la guida introduttiva PnP come ricompensa digitale attraverso la campagna Fig, o coloro che hanno le edizioni Deluxe o Ossidiana di Pillars of Eternity II: Deadfire riceveranno anche le regole aggiornate.
  • Ultimate God Contest: chi completa la sfida e mostra la prova ad Obsidian attraverso una playlist su YouTube del loro gioco, o un link a video tramite Dropbox (che dovranno essere inviati a theultimate@obsidian.net), può avere la possibilità di ricevere una patch dagli sviluppatori. I primi 12 a completare la sfida riceveranno una patch, ma avranno anche il loro nome, il nome del loro personaggio, la loro classe e livello, incisi su una targa.

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Dark Devotion inizia oggi il suo oscuro cammino su Pc

L’attesa è finita. Dark Devotion è disponibile da oggi su Pc attraverso Steam, GOG, e Humble Bundle al prezzo di 19,99 euro. Le versioni console arriveranno più in la.

Per chi non lo conoscesse, si tratta di un action gdr a scorrimento in pixel art firmato dal team indie Hibernian Workshop e distribuito da The Arcade Crew.

Caratterizzato da un combattimento dinamico e pesante, Dark Devotion mette alla prova la fede dei suoi giocatori più devoti e concede loro diversi percorsi di espiazione attraverso una varietà di meccaniche di gioco. Intricati sistemi di benedizioni, maledizioni e malattie si combinano con centinaia di armi, incantesimi e oggetti sono i tuoi per l’esplorazione, il tutto contro un arazzo ricco e complesso che racconta un racconto oscuro e indimenticabile.

Ecco il trailer di lancio.

AMBIENTAZIONE E STORIA

Scoprite i segreti di un misterioso tempio caduto e mettete alla prova la vostra fede da Templare per rendere gloria al vostro Dio. Nessun sacrificio è troppo grande. Avventuratevi nell’oscurità più profonda per misurare la vostra devozione e il vostro coraggio, e partite alla ricerca di risposte a domande che cambieranno la vostra esistenza.

Con una narrazione che punta ad essere avvincente e ricca di dettagli, Dark Devotion racconta la storia tetra della chiamata irresistibile della vostra religione. Gli appassionati vestono i panni di un Templare e proseguendo il proprio pellegrinaggio maledetto ogni incontro mette alla prova il loro coraggio, pietà e convinzioni. La missione consiste nello scoprire il segreto del Tempio: in quattro mondi unici, ciascuno con ambientazioni diverse e incredibilmente dettagliate, brandendo decine di armi per combattere contro nemici oscuri e infidi boss il cui unico scopo è quello di distruggere la vostra anima, condannandovi alla dannazione eterna.

In Dark Devotion si scoprirà un arsenale di armi, armature e reliquie che permetteranno di migliorare il personaggio. Ciascun oggetto ha attributi e statistiche proprie. Inoltre è personalizzabile grazie alle rune mistiche. Sfruttare al massimo i tuoi punti di forza e adattare l’inventario al nemico che si ha di fronte sarà essenziale per trionfare.

Il titolo racconta una storia di perseveranza, dedizione e segreti. Tutti i forzieri che saranno aperti e gli oggetti che si troveranno sono parte integrante della storia, siano essi una lettera, un’arma o un indizio, e saranno tutti utilissimi per portare a termine la vostra missione. Potreste scovare questi segreti tra le ombre, o prenderli a un altro personaggio che… ci ha lasciato le penne.

Nel Tempio, la Fede è l’unica risorsa contro orde di pagani. Sconfiggeteli per ottenere altra fede e sbloccare percorsi segreti, forzieri speciali e molto altro ancora. Ma ricordate: usatela con moderazione, perché nulla è eterno.

Il Tempio desidera vedervi morti. La sopravvivenza dipende dall’uso dell’oggetto giusto al momento giusto, per curare una ferita o per eliminare una maledizione. Alcuni di questi possono essere ottenuti saccheggiando, mentre altri sono disseminati nel Tempio, in luoghi segreti. Utilizzateli con attenzione, perché la vita dipende da loro.

L’occhio del vostro Dio è ubiquo. Se porterete a termine un atto di coraggio o sfrutterete un’abilità, il vostro Dio potrebbe ricompensarvi. Ma le mura del Tempio sono pervase dal male e dalla disperazione, e sono pronte a distruggere tutti coloro a cui coraggio e temperanza vengono meno.

La salvezza è sfuggente: scegliete la strada con attenzione. Tutti i mondi di Dark Devotion offrono percorsi diversi ma interconnessi con un un’unica cosa in comune: non c’è modo di tornare indietro.

CARATTERISTICHE

  • Combattimenti dinamici e impegnativi.
  • Decine di armi, armature e oggetti per stili di combattimento diversi (più di 250 armi ed incantesimi).
  • Un sistema complesso di benedizioni, maledizioni e malattie (oltre 180 incluse le rune).
  • Terrificanti scontri con i boss (18 unici).
  • Storia intricata e avvincente.
  • Livelli oscuri e ambientazioni minacciose per una rigiocabilità elevata e vari percorsi possibili.

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Vampire: The Masquerade – Bloodlines 2, svelati background e discipline dei Thinblood

Arriva un’importante novità per chi attende Vampire: The Masquarade – Bloodlines 2. Paradox Interactive ha svelato ulteriori dettagli sul blackground e discipline dei Thinblood.

I giocatori inizieranno la loro avventura nei panni di un Thinblood, un gruppo di vampiri di seconda classe con abilità più deboli rispetto a quelle dei clan full-blood più grandi. Andando avanti con la storia, i giocatori alla fine si uniranno a uno dei cinque clan Kindred full-blood, ognuno dei quali verrà rivelato nelle prossime settimane. Ricordiamo che il gioco, annunciato il mese scorso, debutterà il prossimo anno.

Ecco il video su questo clan, buona visione.

I Thinblood sono un recente e debole gruppo di vampiri in costante lotta per la sopravvivenza nel World of Darkness. Nonostante siano trattati come cittadini di seconda classe dai Kindred full-blood, la leadership di Seattle stranamente tollera i Thinblood. Anche se la città è sotto il controllo di Camarilla da poco tempo, rimane ricca di opportunità, in cui gli appartenenti a questo clan possono entrare a far parte dei circoli più alti della società dei vampiri; tuttavia, raramente gli viene mostrato lo stesso rispetto o valore legale di cui godono invece i membri del clan full-blood.

LE DISCIPLINE

All’inizio di Bloodlines 2 i giocatori dovranno scegliere tra una delle tre discipline Thinblood: Chiropteran, Mentalism o Nebulation. Queste, tratte dal gioco da tavolo RPG e adattate per Bloodlines 2, garantiscono eccezionali abilità di combattimento e di attraversamento che possono essere aggiornate durante il gioco per migliorare l’efficacia o aggiungere effetti speciali.

Ogni disciplina ha due poteri attivi e tre miglioramenti passivi. Le loro progressioni sono spiegate qui di seguito:

Chiropteran – Forte affinità con i pipistrelli, che consente ai vampiri di muoversi nell’aria ed evocare sciami.

  • Glide — primo potere attivo. Glide riduce notevolmente il peso dello scheletro e della massa muscolare del vampiro permettendo così di galleggiare brevemente, raggiungere aree altrimenti inaccessibili, piombare sugli NPC per abbatterli.
  • Bat Swarm — secondo potere attivo. Il vampiro può evocare un piccolo sciame di pipistrelli per attaccare un NPC, stanandolo temporaneamente e infliggendo danni bassi. Questo potere può essere potenziato fino a quando un vero vortice di ruvide ali avvolge il vampiro, tormentando e danneggiando chi si avvicina troppo.

Mentalism – Usa la telecinesi per manipolare oggetti e per disarmare i nemici.

  • Pull — primo potere attivo. Manipola oggetti inanimati o armi degli NPC, usando la telecinesi.
  • Levitate — secondo potere attivo. Fa levitare un NPC vivente. La sua forza può essere potenziata permettendo così al vampiro di far levitare tutto e tutti in un’area e lanciare i nemici sospesi in giro come una bambola di pezza.

Nebulation – Permette al vampiro di evocare e gestire la nebbia.

  • Mist Shroud — primo potere attivo. Evoca un velo di nebbia che circonda il giocatore per un breve periodo. Il mantello di nebbia attenua il suono dei passi e riduce il raggio d’azione del giocatore. Inoltre, il giocatore può parzialmente trasformarsi in una nuvola di nebbia per eseguire un attacco di soffocamento su un NPC o viaggiare attraverso uno spazio stretto, come una ventola o un condotto di ventilazione.
  • Envelop — secondo potere attivo. Crea una nuvola di nebbia stazionaria e vorticosa che circonda, acceca ed entra nei polmoni di un NPC.

Così come i Thinblood, ognuno dei cinque clan full-blood ha le proprie abilità, upgrade e molto altro, offrendo ai giocatori nuovi modi per immergersi nell’oscurità che si nasconde a Seattle.  È possibile effettuare il pre-order di Vampire: The Masquerade sul Paradox Store.

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Neverinth: The Never Ending Labyrinth, il 30 aprile in early access su Steam

Lo sviluppatore indipendente taiwanese CreAct Games e l’editore Another Indie annunciano che i cancelli di Neverinth: The Never Ending Labyrinth saranno aperti il ​​30 aprile su Steam in early access.

Il titolo è un’esperienza single player ricca di azione, rpg, hack’n slash ed elementi roguelike.

Neverinth: The Never Ending Labyrinth narra la storia storia di cinque Valchirie – due di queste saranno giocabili al lancio di Early Access – che sono state reclutate per ricostruire il Valhalla dopo la devastazione di Ragnarok. In un mondo senza divinità, questo gruppo di eroine è l’ultima speranza dell’Albero della Vita per ripristinare le sale sacre. Scoprite il passato nascosto di ogni eroe e riscrivete le leggende norrene.

CARATTERISTICHE PRINCIPALI

  • Giocate con due diverse valchirie al momento del lancio, ognuna con un insieme unico di abilità e background basato su figure storiche reali.
  • Conquistate il labirinto tridimensionale in continuate l’evoluzione in un combattimento avvincente, frenetico e gratificante.
  • Ottenete il potere degli dei caduti sbloccando le loro mitiche armi e abilità.
  • Usate misteriosi totem per mettere a punto le vostre statistiche e abilità.
  • Sbloccate nuovi contenuti tra cui livelli, nuovi personaggi, mostri e abilità.
  • Personalizzate il look della tua Valkyrie con una vasta gamma di abiti e armi
  • Collezionate e mantenete una vasta gamma di incredibili armi.
  • Immergetevi nella mitologia nordica: affrontate l’orrore e il pericolo delle battaglie con i boss dalle profondità del Vecchio Mondo.

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Super Netpunia RPG arriva in estate

Super Neptunia RPG arriverà questa estate in Europa su PlayStation 4 e Switch in edizione fisica.

Sviluppato dallo studio canadese Artisan, questo gioco dà vita ai personaggi della serie Neptunia in un modo completamente nuovo in 2d. Ogni protagonista è stato disegnato a mano da Tsunako, l’artista dietro la serie, poi animato dai computer per creare un mondo che si è misteriosamente trasformato da 3d a 2d. I giocatori esploreranno i dungeon a scorrimento laterale e immergono in straordinarie battaglie a turni.

STORIA

L’eroina Neptune, si risveglia in un mondo familiare, ricordando solo il suo nome. Con l’aiuto di una misteriosa ragazza di nome Chrome, e di altri tre volti familiari della serie, Neptune intraprende un viaggio nella misteriosa dimensione per cercare di recuperare la sua memoria. Tuttavia il gruppo ignora che un misterioso nemico ha intenzione di riportare indietro il mondo 2d. Riusciranno Neptune e le sue amiche a salvare il mondo e i giochi 3D, o saranno appiattite in due dimensioni per sempre?

CARATTERISTICHE CHIAVE





  • Un nuovo alter ego in 2d – Le vostre Dee preferite passeranno da tre dimensioni a due. Artisan Studios e Compile Heart presentano con nuovi background e nuove animazioni 2d disegnate a mano in questo RPG a scorrimento laterale. Con Artisan Studios e Tsuanko che collaborano per creare nuovi background e personaggi, i fan della serie e i nuovi arrivati possono vedere Gamindustri in una nuova prospettiva 2D.
  • Personalizzate il vostro team – Con quattro Dee da utilizzare in battaglia, i giocatori possono cambiare la loro formazione e scatenare devastanti combo. A seconda della Dea in testa al gruppo, è possibile pianificare gli attacchi da quattro diverse formazioni: Strike, Magic, Support e Heal.
  • Break Attack – Mettete a punto la vostra strategia per mettere a segno lo speciale Break Attack, utile per assicurarti la vittoria. Fate riferimento all’abilità di trasformazione delle Dee: otterranno bonus aggiuntivi per potenziare i loro attacchi e devastare così qualsiasi nemico.
  • Abilità – Potenziate le vostre Dee utilizzando abilità che possono essere sbloccate con armi, armature o accessori! Assegnate le abilità in maniera strategica e riorganizzale per ogni battaglia.

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