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Songbird Symphony si dirige su Pc e console a fine luglio

PQube e Joysteak Studios hanno diffuso un nuovo trailer per Songbird Symphony. Il platform musicale si prepara per l’uscita il 25 luglio su Pc, PS4 e Switch.

La nuova clip mette in evidenza gli aspetti musicali del gioco:

CARATTERISTICHE

Trovate le note musicali e abbellite la musica di sottofondo: In Songbird Symphony, è possibile influenzare la musica di sottofondo con le capacità di risolvere puzzle. Fino alla perfetta sinfonia. Per esempio, dare una mano ad un’ape farà sì che i ragni salgano su e giù per le corde delle loro ragnatele con gioia creando una melodia adorabile.

Passate al ritmo per progredire nei livelli: Ottenete il massimo dal gioco con il classico jump’n’run gameplay. Livelli di danza sinfonica di Songbird.

Che la musica guidi le vostre ali: Songbird Symphony è un’avventura musicale che racconta la storia di Birb, un piccolo uccellino orfano che un giorno si sveglia da solo in una strana foresta e viene aiutato dallo zio Peacock leggermente iperattivo ma premuroso.












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Unruly Heroes arriva a fine mese su PS4

Magic Design Studios annuncia che il suo platform d’azione Unruly Heroes arriverà su PlayStation 4 il prossimo 28 maggio. Questa includerà l’aggiornamento Challenge.

Questo aggiornamento sarà disponibile su  Switch, Xbox One e Pc in un secondo momento.

Ambientato sullo sfondo di uno dei più amati racconti popolari cinesi, The Legend of the Monkey King, Unruly Heroes mette il giocatore nei panni degli eroi: Wukong the Monkey King, Sanzang the Sleepy Monk, Kihong the Greedy Pig, Sandmonk the Sensitive Brute. Mentre viaggiano attraverso un bellissimo mondo disegnato a mano che affronta un’orda di nemici in continua crescita e impegnativi puzzle platform.

Vediamo il trailer di lancio. Buona visione.

Unruly Heroes ha un sistema di combattimento semplice da imparare, difficile da padroneggiare su tutti e quattro i personaggi giocabili, un gameplay in continua evoluzione e sorprese in abbondanza.

Con un background nello sviluppo di giochi tripla A, film, animazione e TV, il team di Magic Design Studios porta una ricchezza di talento, visione e abilità artistica a Unruly Heroes che traspare in ogni area, dallo stile artistico al character design, al combattimento e all’animazione.

Oltre a sembrare semplicemente bello e a raccontare una storia incredibile, il team di sviluppo si è proposto di portare una nuova versione del genere di piattaforma d’azione.

I giocatori PlayStation 4 che intraprendono un viaggio con Unruly Heroes saranno i primi a sperimentare il nuovissimo contenuto del Challenge Update che introdurrà due nuove modalità alla difficoltà, skin di personaggi aggiuntivi e una modalità foto oltre ad una serie di opzioni di gioco e controlli.









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Killer Chambers approda su Steam

Lo studio italiano indipendente Village Blench ha appena pubblicato su Steam il suo Killer Chambers. Si tratta di un platform in pixel art dove gli appassionati dovranno evitare trappole e rimanere in vita per circa 30 secondi. Una forte componente survival in questo titolo.

Il gioco offre 5 mondi, più di 40 livelli, dialoghi in stile visual novel e molti oggetti che danno poteri speciali. È stato inoltre pubblicata una patch che aggiunge il supporto ai salvataggi cloud ed a Linux.

Ecco il trailer d’uscita.

CARATTERISTICHE

  • Azione veloce con sezioni platform, puzzle ed elementi bullet-hell.
  • Oltre 40 stanze, ognuna con tre livelli di difficoltà.
  • Cinque piani con trappole uniche e boss.
  • Oltre 500 trappole.
  • Una storia divertente con dialoghi in stile visual novel.
  • Molti oggetti per aiutare il signore coraggioso nella sua avventura.
  • Dodici poteri speciali.

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Annunciato Tamarin, sviluppato da alcuni veterani di Rare

Passate all’azione e scoprite la natura in Tamarin, un gioco d’azione e avventura in terza persona ambientato in uno scenario nordico con protagonista una scimmietta.

Il gioco è stato annunciato oggi dallo sviluppatore indipendente Chameleon Games. L’inquinamento e la distruzione causati da alcuni insetti in costante espansione porteranno l’agile scimmia a combattere per la sopravvivenza della sua famiglia. Disponibile da questa estate per Pc e PS4, Tamarin offre un’avvincente combinazione tra un platform 3d ed uno sparatutto esplorativo in stile Metroidvania, dando vita a un’esperienza da un team con diversi veterani dell’epoca d’oro di Rare.

Esplorate un mondo 3d interconnesso e traboccante di fasi platform e sparatutto andando a caccia di insetti. Saltate con l’agilità di un tamarino mentre esplori le lande nordiche tra foreste, fiordi e montagne. Durante la vostra missione, inseguirete alcune misteriose lucciole elettriche, scoprirete un mondo sotterraneo segreto di formiche danzanti, salverete pennuti innocenti e ripristinerete il vostro habitat naturale, un tempo idilliaco.

Ecco il trailer di annuncio.

UN TEAM DI SVILUPPO “STELLARE”

Tamarin è diretto da Omar Sawi, che ha riunito un cast di sviluppatori dell’epoca d’oro di Rare per aiutarlo a realizzare la sua visione creativa cercando di ricatturare lo spirito e le esperienze per cui sono diventati famosi. Gli autori di celebri personaggi come Diddy Kong, Banjo-Kazooie e Battletoads sono anche i responsabili della grafica concettuale, la pre-produzione e il character design di Tamarin.

Il grafico di Donkey Kong 64, Richard Vaucher, ha guidato la produzione artistica, dando vita ad animazioni energiche e realistiche. Il compositore di Donkey Kong Country, David Wise, ha aggiunto all’atmosfera del titolo alcuni brani melodici davvero unici e uno stile nuovissimo di accattivanti ritmi moderni. Il tutto è completato dagli effetti sonori di grande impatto del veterano dei giochi d’azione, Graeme Norgate (GoldenEye 007, Killer Instinct).





Omar Sawi, fondatore di Chameleon Games, ha sottolineato:

Molte specie si stanno estinguendo e stanno perdendo il proprio habitat naturale, perciò ho sempre desiderato fare una serie di giochi ispirati alle specie e agli scenari naturali più straordinari sulla Terra. Tamarin combina personaggi carismatici, splendide ambientazioni, una colonna sonora accattivante e un divertente mix tra piattaforme e azione sparatutto, dando vita a un titolo adatto a ogni tipo di giocatore.

Tamarin sarà disponibile su PlayStation Store e Steam per Pc al prezzo di 27,99 euro. Sarà anche possibile acquistare una Deluxe Edition con la colonna sonora al costo 35,99 euro.

È ora possibile prenotare il gioco sul sito web di Tamarin, ottenendo i seguenti bonus:

  • Uno sconto del 10%
  • L’accesso istantaneo ad alcuni sfondi per lo schermo di Tamarin gratuiti.
  • La possibilità di ascoltare per primi un brano della colonna sonora del gioco.
  • Codici per i trucchi di Tamarin.

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The Messenger, Recensione

Il mondo dei videogiochi ha visto, soprattutto in passato, i ninja tra i protagonisti di alcune serie di gran successo. Eroi-antieroi. queste figure misteriose hanno mosso la fantasia di molti sviluppatori. E non solo.

Ed è così che Sabotage Studio, software house indipendente canadese, ha realizzato The Messenger, un action-platform metroidvania di grande spessore che si ispira chiaramente ai primi Ninja Gaiden, quelli per intenderci usciti tra la fine degli anni ’80 (il tutto iniziò con Shadow Warriors nel 1988) e seconda metà anni ’90, ben prima del 2004, anno in cui Koei Tecmo realizzò il primo, clamoroso, Ninja Gaiden in 3d su Xbox.

Che The Messenger non si ispiri soltanto ma omaggi calorosamente Ryu Haybusa è chiaro fin da quando si vede il protagonista che ricorda davvero l’iconico protagonista di Ninja Gaiden sia nell’aspetto che nelle movenze.

Ma il lavoro di Sabotage va oltre all’apparenza ed all’omaggio. Dopo il primo impatto, infatti, si supera questa apparenza e si assapora l’anima di The Messenger, edito da Devolver Digital e pubblicato su Steam e console.

Noi vi lasciamo alla recensione Pc. Buona lettura.

UNA STORIA, TANTA IRONIA, RICHIAMI AI CLASSICI

Il gioco in questione rappresenta quello che sarebbe stato un sogno per molti appassionati che adesso sono vicini o hanno superato la quarantina. The Messenger ha tutto: è vasto, è vario (soprattutto nel set di location proposto), offre una sfida davvero ardua (solo ogni tanto con passaggi davvero problematici) ma che si fa giocare con una buonissima fluidità.

Ma ha, come accennato sopra, un’anima propria. Il tutto nasce da una storia che ha un incipit piuttosto semplice e scontato: il nostro eroe deve portare un messaggio evitando al contempo che un’armata di demoni invada non solo il villaggio ma anche la terra. Il suo messaggio non è altri che una pergamena magica da consegnare a tre saggi che vivono sulla vetta di un monte.

Il cliché è servito… se il tutto fosse narrato in modo tradizionale. The Messenger offre tantissima ironia. A cominciare dal demonietto, il Quarble, che ci accompagna dopo aver perso la vita. Terrà il conto delle nostre dipartite (se saranno numerose non esiterà a sfotterci con le sue battute taglienti) ed in più prenderà alcuni cristalli che raccoglieremo lungo il tragitto (ne parleremo dopo) per pagare il suo servizio: quello di averci resuscitato all’ultimo checkpoint. Ed a tal proposito c’è anche un’abilità che andremo a sbloccare proprio per dimezzare il costo di ogni nostra resurrezione. Questo non lo fermerà dallo sbeffeggiarci dopo ogni morte.

L’ironia non finisce qui. Anzi. A dare ancora più pepe alla ricetta è lo Snopkeeper, un venditore druidico (anche se ci ricorda Orko di He-Man). Da lui acquisteremo non solo i potenziamenti necessari per andare avanti: sbloccheremo abilità attive e passive come aumentare i nostri punti vita nella barra d’energia, acquisire la possibilità di lanciare shuriken o di avere una miglior difesa. Cose che fanno bene alla profondità del gameplay.

Ma il dialogare con lui diventa divertente soprattutto quando cercheremo di aprire l’armadio del suo negozio (più volte ci intimerà con diversi messaggi di evitare di dare una sbirciata) e soprattutto quando chiederemo informazioni sui vari luoghi in cui saremo e su eventuali boss da affrontare. Sono indizi dati a cuor leggero che comunque possono dare un’idea di quello che da li a poco capiterà e dovremo affrontare.

Non è soltanto lui ad essere sui generis ma anche i dialoghi pre-combattimento contro i boss presentano battute divertenti. The Messenger offre un canovaccio brillante che non si prende mai veramente sul serio visto che va anche a sfruttare ed ironizzare sui cliché.

GAMEPLAY DI LIVELLO PER UN VIAGGIO LUNGO

Altro punto forte di The Messenger, che davvero è una sorpresa, è senza dubbio il gameplay. Il livello di sfida è arduo ma mai assillante. Certo, qualche passaggio può essere complicato ma quasi mai la giocabilità è frustrante. Basterà inoltre conoscere un po’ quel determinato ambiente osservando i movimenti dei nemici, i loro attacchi, le loro tempistiche e la struttura dell’ambiente circostanze e non ci saranno troppi problemi. Insomma, per una buona percentuale, il gioco coccola gli appassionati grazie anche ad una curva di difficoltà mai ripida ma al tempo stesso in grado di dare soddisfazioni.

La sfida dura molto per essere un action in 2d. La storia può essere conclusa in una dozzina d’ore. Questa indicazione è variabile dalla bravura dei giocatori. Uno esperto può anche terminare la corsa in meno di 9 ore, un altro meno smaliziato in più di 15. Inoltre c’è la possibilità di raccogliere degli oggetti da collezione (medaglioni verdi) che sono circa una quarantina e che i “completisti” vorranno senza dubbio arraffare anche ripetendo il cammino.



Il gameplay è avvalorato, però, da un ottimo lavoro sulla risposta dei comandi. Non potremo dare la colpa all’impunt lag (una delle frasi carine a noi rivolte da Quarble quando il protagonista muore): oggettivamente i comandi sono ottimi per questo genere di giochi e ce ne accorgeremo soprattutto nella seconda parte dell’avventura quando dovremo utilizzare piccole combo per poter superare alcuni passaggi.

È comunque giusto far notare che i comandi sono semplici ma padroneggiarli non sarà sempre facile: soprattutto nel doppio salto che si concretizza quando faremo un salto mortale colpendo un oggetto a mezz’altezza. Il nostro Ninja ha altre abilità che saranno importanti per portare a termine il suo delicato compito: il “volo in planata” che permette di svolazzare in maniera controllata per qualche attimo, il già sopracitato lancio degli shuriken, la possibilità di usare un rampino per poter raggiungere in volto appigli e la corsa sull’acqua.

La gestione di questa progressione è comunque libera e si concretizzerà quando andremo dal venditore per spendere i nostri cristalli. Ci sarà un piccolo skill three che sbloccheremo sbloccando abilità. Una piccola sfumatura RPG benché non si menzioni mai a “livellare”.

Tutto finito? No. Un’altra caratteristica del gioco che lo fa evolvere al rango di Metroidvania (benché quest’ultima caratteristica non possa essere paragonata a quella, ad esempio, di La-Mulana, soprattutto come grandezza del mondo da esplorare). Ad un certo punto, il gioco – per trama – ci porterà nel futuro.












L’anticipazione è minimale: si sfrutteranno i viaggi nel tempo per compiere il nostro cammino fino in fondo. Questo porta anche a far cambiare aspetto al titolo. Da una grafica in pixel art ad 8 bit ne ritroveremo una a 16 bit. Anche le musiche saranno adeguate. L’esplorazione a questo punto diventa libera riassaporando le ambientazioni già conosciute in precedenza ma, appunto, in chiave 16 bit. Ed ovviamente non mancheranno le citazioni anche ad alcuni classici.

Ma su questi omaggi non diremo nulla lasciandovi a voi il piacere della scoperta. Abbiamo detto dell’esplorazione libera, questo renderà ovvia la presenza di passaggi segreti, scorciatoie e location nascoste oltre al backtracking (il tornare indietro ad ambientazioni già conosciute). Questo può complicare la fluidità ma sarà possibile chiedere aiuto al nostro simpatico venditore (o vendor se vi piace il termine inglese) per avere le giuste indicazioni. Il gioco lascia libertà permettendo agli appassionati di fare per conto proprio senza aiuti.

Segnaliamo, inoltre, che il respawn dei mostri è molto rapida. Basterà superare anche una parte del segmento affrontato per poi ritrovarsi di fronte altri nemici nello stesso posto di quelli eliminati.

PIXEL ART, BUONA MUSICA, VARIETA’ NELLE AMBIENTAZIONI




Siamo pronti a parlare del comparto tecnico di The Messenger. È un piccolo gioiello sia dal punto visivo che sonoro.

La grafica ha una doppia veste in pixel art a 8 e 16 bit. Le ambientazioni sono discretamente vaste e soprattutto sono molto variegate. Anche i nemici sono differenti tra loro, vi è un discreto numero di nemici diversi anche se sotto questo aspetto, probabilmente si sarebbe potuto fare di più.

Sabotage, ad ogni modo, ha fatto un gran bel lavoro e se la pixel art in 8 bit è ottima, quella a 16 bit fa il suo lavoro in modo splendido. Bella la transizione dalle due grafiche (una cosa simile già vista in Castlevania: Simphony of the Night per citare un classico e, in tempi più moderni, in Rad Rodger ed altri titoli). Il nostro protagonista e tutti gli altri nemici, sono comunque evocativi e le animazioni sono eccellenti. Alcuni boss, inoltre, sono veramente belli da vedere.

Da elogiare anche le musiche in chiptune firmate da Eric W. Brown ed i vari effetti ambientali. Ci sono piccole finezze che le orecchie apprezzano. Ad esempio, andando sott’acqua, la musica di sottofondo sarà più ovattata, mentre altalenando dal mondo ad 8 bit a quello a 16 bit, cambierà anche il sound diventando più “pulito” ed adeguato ai tempi nelle ambientazioni a 16 bit.

COMMENTO FINALE

Cosa si può aggiungere? The Messanger strizza l’occhio agli amanti dei platform action ad 8 bit omaggia moltissimo i Ninja Gaiden in 2d (quelli della “prima ora” per intenderci), si trasforma in metroidvania, cambia aspetto in 16 bit.

Offre una bella sfida (ardua ma non impossibile e ricca di soddisfazioni), un ottimo comparto tecnico supportato da un buonissimo supporto artistico. Colonna sonora adeguata ed insomma, un vero e proprio paradiso che aggiunge anche nella sua seconda parte, elementi metroidvania. The Messenger offre tanta ironia e moltissimi momenti narrativi che regalano più di un sorriso. Il gioco ha il merito di non prendersi mai sul serio. E, nonostante manchi la traduzione in italiano, la storia è godibile visto che l’inglese utilizzato è poco più che scolastico.

Il cammino verso la gloria del nostro ninja (che strizza l’occhio più volte a Ryu Hayabusa) è lungo e non lineare. Ci sono dei difetti? Forse gli stessi combattimenti con i boss che non sono troppo complicati. Inoltre, ad una varietà di ambientazioni non corrisponde la stessa moltitudine di nemici. Inoltre, a meno che non si sia dei “completisti”, una volta terminato, si hanno ben pochi motivi – se non per piacere personale – per rigiocarlo. Ma per il resto, The Messenger deve far parte della vostra ludoteca, soprattutto se siete amanti del genere.

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Katana Zero esordisce ora su Pc e Switch

Askiisoft e Devolver Digital hanno lanciato Katana Zero su Pc e Switch. Il titolo vuole essere un elegante neo-noir platform ricco d’azione con combattimenti feroci e morte istantanea.

Tagliate, frastagliate e manipolate il tempo per svelare il passato del protagonista. Katana Zero utilizza un design dei dialoghi radicale per fornire deviazioni sottili e sorprendenti al percorso narrativo basato non solo su ciò che l’eroe dice agli altri, ma quando lo dice o interrompe la conversazione. Il titolo segue la misteriosa storia di uno spadaccino solitario che affronta una storia oscurata e sfida i giocatori a navigare la storia attraverso un narratore inaffidabile e una realtà sempre più inaffidabile.

Ecco il trailer di lancio.















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Katana Zero, nuovo titolo di Askiisoft e Devolver Digital

Katana Zero, titolo nato dalla collaborazione tra gli sviluppatori di Askiisoft e Devolver Digital, arriverà su Pc e console questo marzo. Katana Zero è un elegante neo-noir, platform d’azione che vedrà protagonista un samurai, ambientato in un futuro non troppo lontano.

Il titolo sarà giocabile al PAX South questo fine settimana allo stand di Devolver Digital e chi indosserà i panni di un samurai riceverà il gioco in regalo.

Vi lasciamo a trailer ed immagini. Buona visione.















 

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Battle Princess Madelyn su Switch dal 7 gennaio

Ha finalmente una data di lancio la versione Switch di Battle Princess Madelyn. L’ottimo action platform firmato da Casual Games che omaggia i classici del passato come Ghosts ‘n Goblins e soci debutterà sulla console Nintendo lunedì prossimo, ossia il 7 gennaio.

Il titolo indie, lo ricordiamo, è già uscito su Pc. Qui la nostra recensione. Battle Princess Madelyn, lo ricordiamo, offre una grafica in pixel art ed una colonna sonora che ricalca i capolavori arcade di Capcom della serie avviata con Ghost ‘n Goblins. Tante le caratteristiche come la presenza di due modalità: Arcade e Storia che garantiscono un’ottima longevità e rigiocabilità.

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JackQuest: Tale of the Sword debutterà il 24 gennaio

JackQuest: Tale of the Sword, il platform di azione fantasy della casa editrice Blowfish Studios e lo sviluppatore NX Games, inizierà il suo epico viaggio il 24 gennaio per Pc, PS4, Xbox One e Switch.

Gli appassionati intraprenderanno una missione di salvataggio per salvare l’amata Nara dal disgustoso orco Korg, che ha catturato la bella fanciulla e la ha trascinata nella sua tana sotterranea. I giocatori esploreranno le caverne e scoprire Kuro, uno spirito imprigionato in una lama incantata. L’improbabile coppia di Jack e Kuro si avventurerà in un labirinto sotterraneo per liberare Nara, sconfiggere il suo rapitore e forse anche rompere la maledizione su Kuro.

Ambientato in un enorme mondo interconnesso, JackQuest pullula di enigmi ambientali, potenziamenti inestimabili, abilità speciali e magnifiche armi per aiutare il protagonista a sopravvivere nel nascondiglio di Korg ed agli abitanti del luogo. Al fianco ad un esercito di servitori sulla strada di Jack ci sono boss colossali che dovranno essere abbattuti prima che i nostri eroi realizzino i loro obiettivi.

JackQuest non perde tempo con il suo combattimento rapido e la progressione costante. I “completisti”, inoltre, vorranno esplorare ogni angolo del mondo per trovare i segreti ben piazzati e gli speedrunner saranno incoraggiati a rivisitare i dungeon di JackQuest per ottenere tempi più veloci.

Ben Lee, CEO di Blowfish Studios, ha detto:

Questo è uno di quei giochi che raccolgo e quindi non posso smettere di suonare perché mi sento sempre come se facessi qualcosa di significativo ogni volta che suono. Il mix di azione ed esplorazione frenetica di JackQuest rende difficile mettere giù, ed è stato un onore lavorare con NX Games per dare vita a questo gioco.

Vediamo le nuove immagini.













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Battle Princess Madelyn debutta domani, nuove immagini

Gli utenti Pc ed Xbox One sono entrati nelle ore conclusive del conto alla rovescia per Battle Princess Madelyn. Il platform indie in fase di sviluppo da Casual Bit Games dopo un’ottima campagna Kickstarter debutterà domani, 6 dicembre.

Gli utenti Switch e PS4 dovranno attendere una settimana per poter cimentarsi con questo titolo che omaggia i classici del genere come Ghouls and Ghost.

Vi lasciamo ad alcune immagini relative alla modalità Arcade che, ricordiamo, si alternerà allo Story Mode. Buona visione. Protagonista del gioco, ovviamente, Madelynn, una giovanissima ragazza diventata cavaliere che cerca di salvare la sua famiglia.

























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Il debutto di Battle Princess Madelyn è alle porte

ll platform a scorrimento Battle Princess Madelyn, arriverà su Pc, PlayStation 4, Xbox One e Switch, il 6 dicembre. Sviluppato da Causal Bit Games, questo titolo dall’aspetto retrò, segue il viaggio di una giovane ragazza che diventa cavaliere, Madelyn, e del suo cane da compagnia Fritzy, intrapreso per salvare il suo regno e la sua famiglia dalle grinfie di un mago malvagio. Vediamo anche un nuovo trailer. Eccolo.

Per chi non conoscesse Battle Princess Madelyn, si tratta di un titolo indie in pixel art che omaggia i classici del passato come Ghouls ‘N Ghosts ampliandone, però, il concetto.

Grazie ad un gameplay classico e familiare, non solo i giocatori più attempati si sentiranno a loro agio, ma anche quelli più giovani lo troveranno molto divertente.

Due colonne sonore completamente diverse accompagnare i videogiocatori, cosi da soddisfare tutti i gusti: dal classic arcade con un ritmo frenetico al Modern Orchestrated, più blando.

Battle Princess Madelyn presenta due modalità di gioco: una Arcade, più vecchia scuola e una modalità Storia con varie missioni da affrontare. Tanti inoltre, gli oggetti da collezionare nascosti, utili per ottenere ricompense extra e ulteriori livelli nascosti. Armi speciali e armature da potenziare aiuteranno il nostro eroe nel suo viaggio.






Giuseppe Stecchi

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Rage in Piece, Recensione

La vita è un mistero tutto da vivere. La morte è un mistero in tutto e per tutto. Cosa succede dopo? C’è vita dopo la morte? Ma al di là di queste domande che il genere umano si pone da sempre, cosa succederebbe se conoscessimo la data della nostra dipartita? Non sarebbe una gran cosa ma è quello che succede a Timmy Malinu, il protagonista di Rage in Peace, titolo indie sviluppato da Rolling Glory Jam per l’editore Toge Productions.

Le premesse non sono delle migliori perché il nostro ragazzo è piuttosto giovane, ha 27 anni, ed in un giorno qualunque della sua vita straordinariamente ordinaria, mentre si sta preparando per andare in ufficio a svolgere il suo lavoro da impiegato incontra la Mietitrice. Non è uno degli amori di Bender in Futurama ma la morte in persona che gli preannuncia allegramente che proprio in quella giornata, la sua vita cesserà entro 24 in modo violento con la decapitazione.

Ma il nostro Timmy ha un desiderio: morire placidamente a casa propria ed in pigiama. Possibilmente nel proprio letto. Va detto che anche in sede di presentazione, gli sviluppatori indonesiani hanno parlato apertamente di aver preso spunto per l’incipit del gioco, dalle opere di Paulo Coelho de Souza e sospettiamo fortemente (siamo menti sopraffine a volte, che credete? Ndr) che il libro sia “Come il fiume che scorre” visto che un capitolo intitolato “Il morto in pigiama”.

E dunque, qual è il nostro obiettivo? Si, avete capito bene: far si che Timmy riesca a poter morire serenamente a casa propria in pigiama entro la mezzanotte. Per farlo, però, dovrà evitare… di morire in un ultimo giorno di vita un po’ movimentato.

Ecco la nostra prova relativa alla versione Pc ricordando che il titolo è uscito lo scorso 8 novembre anche su Switch. Buona lettura.

NON VOGLIO PERDERE LA TESTA, VOGLIO MORIRE IN PACE

Rage in Peace parte da una premessa alquanto strana: il premio finale sarà una morte dolce, che poi è l’ultimo desiderio del protagonista, ma per farlo deve evitare morti violente attraverso cinque grandi stage suddivisi in più livelli a loro volta composti da segmenti molto più brevi. Strano e se andrete avanti nel gioco le numerose scene, dialoghi e flashback che vivremo spiegheranno molte cose.

A parte questo, dobbiamo dire che il gioco appartiene a quella categoria di titoli cattivi al punto che ci spingiamo a definirlo bastardo. Avete presente la perfidia che c’è in Syobon o in Andy Contreras trap adventure? Bene, siamo a quei livelli. Forse un po’ più sotto ma il numero di morti che esige il gameplay sarà elevato anche per i giocatori più smaliziati.

Il gameplay si riduce in una corsa ed in salti per evitare ostacoli che appaiono improvvisamente dove la tempistica per effettuare l’azione è fondamentale. Per fortuna gli schemi sono sempre gli stessi (sia dei movimenti dei nemici che della comparsa degli ostacoli che delle sequenze delle piattaforme) per cui bisognerà fare molta attenzione ma il risultato non cambierà molto perché l’ostacolo letale si materializza così velocemente che spesso, anche se si sa cosa bisogna fare, si finisce sempre per morire in modo violentissimo e sempre per decapitazione.

E vi sono molti modi di finire indegnamente: ci possono cadere addosso dei tubi dell’areazione, o possono apparire magicamente degli squali da una pozza d’acqua… in ufficio. O ancora essere trafitti da canne di bambù (zen, giusto sottolinearlo) o da frammenti di vetro e così via. A tratti, vista l’incredibile varietà e stravaganza di ostacoli e nemici, siamo tornati indietro ai tempi degli Happy Tree Friends e pensiamo agli incredibili suonatori di bongo selvaggi.

Un trial ed error che sminuisce un attimino la trama che seppur elementare ci è sembrata tutto sommato carina e sviluppata bene grazie ai numerosi dialoghi di intermezzo che accompagnano il nostro folle viaggio verso la morte tranquilla. L’azione è velocissima e viene intervallata da alcuni dialoghi con zombie, la stessa morte. Ci sono anche alcuni intermezzi in cui dovremo soltanto spostarci anziché saltare o effettuare doppi salti. Ma la cattiveria non è fine a sé stessa: è molto sottile. Correre si ma non sempre ed anche stare fermi aiuta, a volte ad evitare ostacoli. Ma l’insidia è sempre dietro l’angolo perché ci sono anche alcuni nemici da evitare e delle boss fight da vincere per andare avanti.

Per fortuna è possibile ricominciare ogni volta che si vuole e soprattutto riprendere dall’ultimo dei numerosi checkpoint. C’è anche la modalità Goldfish che aggiunge ulteriori punti dai quali ripartire dopo l’ennesima fine ingloriosa. E così all’infinito fino alla conclusione.
Mentre è giusto segnalare la possibilità di raccogliere bonus o oggetti da collezione lungo la nostra run che ci daranno sempre dei piccoli dettagli sul mondo di gioco. Il problema dell’avanzare della frustrazione, però, è dietro l’angolo anche per via delle numerose morti “evitabili” e sicuramente a sorpresa. Come detto, sarà fondamentale imparare a memoria il posizionamento e le tempistiche ma a questa si devono unire i riflessi. Del resto non abbiamo molto da fare se non correre, saltare ed eseguire il doppio salto. Amen.

STILE GRAFICO CARINO, MUSICA ECCELLENTE

















La parte tecnica di Rage in Peace fa segnare un punto in favore della produzione indonesiana. Lo stile grafico ci ricorda un po’ quello di Super Meat Boy ma è molto più colorato e meno tetro. A volte stride la rotondità ed i colori vivacissimi della grafica con l’estrema difficoltà del gameplay.

Anche gli ostacoli o i nemici non sembrano mai avere l’aria cattiva. Stesso dicasi per la Morte e per gli Zombie o anche dei boss che si affronteranno.

Abbiamo apprezzato moltissimo la varietà di quanto visto nelle varie ambientazioni surreali, a volte tenue, a volte tetre, altre più allegre (si, proprio così) ed a tratti quasi psichedeliche. Si varia dagli ambienti chiusi degli uffici a foreste o a deserti o agli interni di una piramide e così via.

Ottime anche le animazioni: sempre fluide e mai incerte. Certo, stiamo parlando sempre di ambientazioni ed animazioni in 2d. Roba ormai alla portata di tutti gli sviluppatori che vogliono cimentarsi in videogiochi. Il compito però è fatto bene da parte di Rolling Glory Jam ed è supportato da una valida impostazione artistica che si esalta in alcune scene di intermezzo da applausi (soprattutto verso la fine). Il tutto viene accompagnato ed arricchito da un’ottima colonna sonora che propone diversi brani orecchiabili e di vario stile. Dal metal rude a temi più delicati. A tratti sembra di essere ad un concerto rock, ad altri di musica new age.

COMMENTO FINALE

Rage in Peace è sorprendentemente. Dolce e cattivissimo allo stesso tempo, possiamo definirlo un action platform davvero spietato. Livello di difficoltà elevatissimo, attorno all’ottavo grado della scala dei “vaffa” (non quanto Syobon, Andy Contreras Trap Adventures e Impossible Game) e quindi anche in grado di generare frustrazione.

Questo è un difetto ma anche un pregio per quei giocatori che amano le sfide impossibile. Memoria, riflessi e tempistiche sono le nostre armi in un titolo che racconta una storia carina grazie anche a dei dialoghi divertenti.

Dal punto di vista tecnico, inoltre, il gioco si difende davvero bene con una coloratissima e ben dettagliata grafica in 2d dallo stile peculiare e molto interessante nonché ricco di animazioni e finezze. Ve ne accorgerete con il passare dei livelli. Le animazioni sono molto buone. Eccellenti le musiche che includono diversi virtuosismi d’autore unendo ed alternandosi a più stili come scritto nella recensione.

È un gioco molto carino ma che va preso con le pinze. L’aspetto “carino e coccoloso” è ingannevole perché nasconde tanta fine cattiveria ed è comunque, al di là dei dialoghi comici, un titolo che va oltre offrendo momenti più profondi. Peccato per la sua enorme difficoltà che controbilancia un titolo piuttosto breve in termini di durata.

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La serie Trine si dirige su Switch

La serie Trine sta arrivando su Switch. O meglio, i primi tre episodi. Frozenbyte ha annunciato con un trailer che le origini dell’apprezzata serie action platform in salsa fantasy arriverà anche sulla console ibrida di Nintendo. Questi si vanno ad aggiungere al quarto capitolo annunciato poche settimane fa anche per Pc, PS4 ed Xbox One.

Già da oggi è disponibile Trine Enchanted Edition, una versione migliorata del primissimo capitolo uscito nel lontano 2009, al prezzo di 14,99 euro su eShop.

Anche gli utenti della nuova console Nintendo, quindi, potranno cimentarsi in questa serie caratterizzata da azione e risoluzione di enigmi ambientali basati sulla fisica. Il team finlandese ha lavorato con GameTrust e con lo studio BlitWorks per la realizzazione dei suoi titoli su Switch.

Arriveranno presto novità anche su Trine 2: Complete Story e  Trine 3: The Artifacts of Power.

DETTAGLI SU TRINE ENCHANTED EDITION



  • È la storia che ci fa conoscere le origini di Trine. Conosciamo Amadeus il Mago, Pontius, il Cavaliere e Zoya la Maga.
  • I nostri tre improbabili eroi devono unire le loro forze per superare gli ostacoli, risolvere i puzzle e compiere il loro destino e quello del regno.
  • Azione e piattaforme in un mondo fatato fantasy che caratterizza 15 livelli pieni di letali nemici, pericoli ed enigmi basati sulla fisica.
  • Storia originale dei tre eroi: Amadeus, Pontius e Zoya ognuno con proprie abilità uniche.
  • Risolvete le sfide ed i puzzle in molti modi differenti combinando le abilità di tutti i personaggi per trovare soluzioni creative.
  • Multiplayer locale e cooperativo per tre giocatori.
  • Risoluzione a 1080p in modalità TV, a 720p in modalità portatile.

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Rage in Peace, il gioco che rende la morte più divertente

Il particolare platform Rage in Piece debutterà il prossimo 8 novembre su Pc e Switch. L’uscita è stata annunciata da Toge Productions e Rolling Glory, publisher e sviluppatore del gioco.

Gli appassionati, armati solo di abilità di memorizzazione e intelligenza, impersoneranno Timmy Malinu, il cui più grande desiderio è quello di morire nel modo più tranquillo possibile: addormentarsi in pigiama, nel comfort della propria casa, senza preoccupazioni. Quando il Triste Mietitore (o Grim Reaper se volete) si presenta per informare Timmy che morirà quella notte di decapitazione, l’unica preoccupazione del nostro eroe è quello di uscire di scena senza neanche un gemito ma sfortunatamente, non sarà così facile.

“Rage in Peace riflette su un soggetto esistenziale serio come la morte e lo presenta in modo divertente e leggero – ha affermato il fondatore e CEO di Toge Productions Kris Antoni che cosi ha continuato – il suo umorismo introspettivo si rivolge a una vasta gamma di giocatori, e il gameplay frenetico li terrà sulla punta dei piedi!”.

Dall’Indonesia quindi, arriva un titolo liberamente ispirato alle storie di Paulo Coelho de Souza, che vuole dare un significato alla morte, rimanendo sempre, durante tutto il corso del gioco, allegro e comico con umorismo caldo e colori vivaci grazie anche all’apporto musicale di più di 10 band, anch’esse originarie indonesiana.

Vediamo il trailer di lancio.

Giuseppe Stecchi

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Mega Man 11, Recensione

Trentuno anni fa, il primo Mega Man approdava su Nintendo NES per la gioia di grandi e piccoli. Era il 1987, quando un androide difeso da un’armatura blu e dotato di un cannone sul braccio, andava ad affrontare pericoli più grandi di lui per il bene e la salvezza di tutta l’umanità. Mega Man 11, pubblicato da Capcom il 2 ottobre scorso per tutte le console di attuale generazione e Pc, torna a svecchiare il brand ad otto anni di distanza dall’ultima, ufficiale, pubblicazione su Wii, PS3 e Xbox 360.

NOSTALGIA CANAGLIA

La trama che ci intrattiene, fin dalle prime battute, è presto spiegata. Un nostalgico Dr. Wily, rievocando i tempi universitari, ripesca dal dimenticatorio un suo vecchio progetto, bocciato dagli accademici e bollato come “pericoloso”. Memore delle potenzialità offerte da quell’acerbo progetto, l’infingardo torna a far danni impiantandone una sua diretta evoluzione tra i circuiti di alcuni dei più potenti robot al mondo.

Mega Man corre a risolvere una situazione disperata ma non avrebbe possibilità di riuscita, se non fosse per un prototipo che copia le stesse potenzialità dell’invenzione del Dr. Wily. Questo upgrade robotico conferisce la possibilità di potenziare gli attacchi in maniera esponenziale, oppure di velocizzare i movimenti del robot che lo usa così tanto da far sembrare che il mondo intorno vada a rallentatore.

La tecnologia è pericolosa ed instabile e si fa presto a scoprirlo. Si può godere di più potenza o più velocità per pochi secondi: quanto basta per rivedere tutte le tattiche di ingaggio e per temere la furia di robot impazziti e fuori controllo.

QUANDO I GIOCHI ERANO DAVVERO DIFFICILI

Mega Man 11 affonda le proprie radici là dove il primo Mega Man ed il secondo hanno imposto standard di qualità difficilmente superabili, in termini di varietà degli ambienti e – soprattutto – difficoltà proposta. In un tempo in cui i videogiochi costavano tanto, pesavano pochi kilobyte e non potevano essere estremamente vasti, la difficoltà tarata a livello “ingiusto” serviva ad intrattenere i giocatori di turno per ore ed ore, ingannando così lo spettatore/attore che, anni più avanti e conoscendo tutto a memoria, porta al termine il gioco in un’ora o due, non di più.

Mega Man 11 rievoca, in tutto e per tutto, Mega Man 2: otto differenti boss fight, corrispondenti ad altrettanti livelli. Disposizione predefinita dei checkpoint che definire “vigliacca” è eufemistico, che costringe a ripetere tutto il livello o buona parte per tornare a fronteggiare il boss. Strada facendo occorre memorizzare pure il pattern di movimento ed attacco dei nemici più deboli, che drenano la preziosa energia vitale con lentezza e certezza matematica. A metà livello troviamo un mini-boss, la cui utilità è quella di dimezzare energia e speranze dei giocatori della domenica: infine si fronteggia il boss, ma non prima di aver superato certi livelli che occorre, semplicemente, conoscere a memoria perché l’improvvisazione, in Mega Man 11 (come in Mega Man 2) non è contemplata.

Fortunatamente, Capcom pensa pure a noi comuni mortali, concedendo livelli di difficoltà più bassi e piazzamenti checkpoint più generosi per scongiurare nuove discipline sportive come il “lancio del joypad”.

AL PASSO CON I TEMPI















Visivamente parlando, Mega Man 11 si presenta al passo con i tempi, proponendo la classica visuale platform laterale, ma avvalorata da una scelta cromatica aderente ai canoni della serie, con colori vivaci e stile cartoon. I modelli e i paesaggi sono poligonali, in 3d quindi, proponendo al pubblico il cosiddetto “2,5d”, cioè un po’ in due dimensioni (si gioca sempre da sinistra verso destra) ma in grafica poligonale. Un po’ come siamo abituati con la trilogia di Trine, per intenderci.

Il sonoro si affida a musiche che si rifanno, ancora una volta e scusate se risultassimo ripetitivi, a quelle di un tempo ma composte con le moderne tecnologie ed affidate a sonorità rock e pop, molto vivaci e orecchiabili. Nulla da eccepire sul fronte degli effetti sonori e del doppiaggio, sempre sopra i livelli di guardia.

Tirando le somme, Mega Man 11 è un graditissimo ritorno alle origini, lo apprezzeranno moltissimo coloro che trent’anni fa ci giocavano dalla mattina alla sera su NES, ma gli accorgimenti di Capcom per coinvolgere le nuove generazioni sono evidenti e gradite. Resta una difficoltà di fondo (in modalità predefinita) decisamente ostica, a tratti frustrante, che richiede notevoli dosi di pazienza e di memorizzazione attacchi/movimenti nemici. Astenersi giocatori della domenica, insomma, a meno che non vogliate giocarci sempre e solo in modalità facile o ancora più facile.

COMMENTO FINALE

Come prima e più di prima. Mega Man 11 torna alla ribalta, ereditando tutto quello che di buono avevano realizzato i primi due, mitici, episodi. Il lavoro di Capcom per riportare in auge l’eroe dall’armatura blu è semplicemente encomiabile e fa la felicità di tutti coloro che, trentuno anni fa – o qualcosa in meno – hanno scoperto e apprezzato l’ostico platform del produttore nipponico.

E per tutte le nuove generazioni? Capcom ha pensato pure a loro, tarando la difficoltà in maniera magistrale e rendendo Mega Man 11 alla portata, davvero, di ogni tipo di utente. Graficamente parlando ci assestiamo su livelli di assoluta bontà, senza sbavature e ottima fluidità. Il sistema di controllo risulta preciso nella quasi totalità delle volte e sembra premiare quello che più assomiglia al vecchio modo di giocare (affidato a tasti direzionali e non alle levette analogiche). La novità più evidente è il sistema che potenzia gli attacchi o rallenta il tempo, perfettamente integrato nell’economia di gioco e in un design di livelli che risulta insuperabile.

Mega Man 11 è un titolo validissimo sia per la vecchia guardia degli estimatori, sia per le nuove generazioni che possono, così, scoprire in veste al passo con i tempi, a che genere di sfide erano abituati i loro genitori. Se vi piacciono i giochi “vecchio stampo” e sistemi di gameplay aderenti ai canoni di trent’anni fa, trovate qui la vostra isola felice.

 

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