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Where the Water Tastes Like Wines si aggiorna

Good Shepherd Entertainment ha pubblicato il nuovo aggiornamento dei contenuti per Where the Water Tastes Like Wines. L’update si intitola Gold Mountain e porta la cultura cinese che si instaurò nel panorama americano dell’epoca in cui è ambientato il gioco di avventura sul folclore.

Gold Mountain introduce nuovi racconti incentrati sull’esperienza dei cinesi americani e sul loro impatto sulla storia e sulla cultura americana. L’aggiornamento include anche una varietà di miglioramenti delle prestazioni e della qualità della vita.

Miglioramenti delle performance, fixate le location della storia, migliorati i controlli e risolti alcuni bug e problemi.

Inoltre, Where the Water Tastes Like Wine è in vendita oggi col 60% su Steam di sconto fino a domani (mercoledì 17 luglio) per Pc Windows, Mac e Linux tramite Steam. Where the Water Tastes Like Wines: Fireside Chats, un’esperienza di accompagnamento autonoma gratuita per il gioco.

Il gioco è un viaggio creativo attraverso la storia con immagini 2d/3d e musica popolare originale. Si incontreranno personaggi surreali mentre si esploreranno i luoghi più lontani della nazione, raccogliendo e condividendo un eclettico miscuglio di storie di alcuni degli scrittori più prolifici di oggi.

A portarli tutti in vita è un cast di doppiaggio di estremo livello, tra cui Sting (non crediamo ci sia bisogno di ulteriori parole), Dave Fennoy (The Walking Dead: A Telltale Games Series), Cissy Jones (Firewatch), Kimberly Brooks (Mass Effect) ed altri.






















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Gibbous – A Cthulhu Adventure debutterà il 7 agosto

Gibbous – A Cthulhu Adventure sarà disponibile dal prossimo 7 agosto su Steam e GOG per Pc Windows, Mac e Linux. Lo conferma lo sviluppatore indie romeno Stuck in Attic. Il tutto è accompagnato anche da un nuovo trailer che vi proponiamo in questo nostro articolo.

Si tratta di un’avventura grafica punta e clicca che prende spunto dai classici del passato di Lucas Arts come Day of the Tentacle, Monkey Island e Grim Fandango, dai film di Hitchcock, dai cartoni animati classici di Warner Bros e di Hayao Miyazaki dai quali gli autori hanno tratto spunto per arricchire i dettagli delle ambientazioni.  Il gioco, inoltre, come si intuisce dal titolo, si ispira ai racconti di H.P. Lovecraft.

UN’AVVENTURA HORROR COSMICA FATTA IN TRANSILVANIA

Darkham, con i suoi tetti spioventi storti, i vicoli bui, e un passato avvolto nel mistero, non è mai stata un posto accogliente. Oggi però… strani culti spuntano ovunque, e di nuovo si torna a parlare, con voce bassa e tremante, del Necronomicon, il più malvagio dei libri.

Il detective Don R. Ketype è al lavoro per recuperare il misterioso tomo del male, ma l’ignaro bibliotecario Buzz Kerwan lo scova per caso e trasforma accidentalmente il suo gatto, Kitteh, in un abominio parlante. Come sarebbe un gatto se fosse più umano? Di gran lunga peggiore.

Gibbous è una commedia horror cosmica, un’avventura moderna di ispirazione classica, con disegni artistici in alta risoluzione, animazione tradizionale dettagliata, e una lunga storia che vedrà i tre protagonisti viaggiare in tutto il mondo e affrontare abomini cosmici e artificiali, voodoo, e “Cose-Che-Non-Dovrebbero-Esistere”. Dal paese di Lovecraft alla Transilvania, prendi parte alla missione per far smettere di parlare un gatto molto cinico.

CARATTERISTICHE DI GIBBOUS – A CTHULHU ADVENTURE











  • Oltre 60 ambientazioni dettagliate dipinte a mano ispirate all’architettura e ai paesaggi naturali della Transilvania;
  • Fluida animazione tradizionale 2d, dall’aspetto disneyano;
  • Due protagonisti e un gatto parlan— Ok, tre. Tre protagonisti;
  • Più di 70 personaggi folli, ognuno con la sua voce;
  • Special guest: Doug Cockle, voce di The Witcher;
  • Contiene l’accento transilvano più genuino che si sia mai sentito nei giochi o in altri media, da sempre;
  • Oltre 4 ore di lussureggiante colonna sonora originale, con strumenti dal vivo;
  • Una storia cinematografica lunga che attraversa i continenti, e non solo;
  • Sprazzi di umorismo, trama sempre più oscura e misteriosa;
  • Illuminazione dinamica, riflessi in tempo reale e sistema meteo;
  • Sistema di suggerimento integrato per aiutarti quando sei bloccato;
  • Scene animate che scandiscono i momenti più importanti della storia;
  • Oltre 12.000 linee di dialogo recitate;
  • Risposte recitate per tutte le combinazioni più folli che ti possano venire in mente;
  • Fatto con amore vicino a dove è nato Vlad l’Impalatore;
  • Nessun abbellimento o presa in giro degli Antichi, che i loro oscuri nomi siano sempre lodati;
  • Abbiamo già detto che c’è un gatto parlante?

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Cathedral, ad ottobre su GOG

Se siete amanti degli action adventure in stile 8 bit che hanno reso famoso il NES, Cathedral fa al caso vostro. Stiamo parlando di un titolo in arrivo ad ottobre su GOG per Pc Windows, Mac e Linux in fase di sviluppo da Decemberbon Interactive.

La notizia arriva da IndieRetroNews ed abbiamo approfondito un po’ perché siamo stati rapiti da quel poco che abbiamo visto attraverso l’ultimo trailer, altre clip ed immagini. Il gioco in questione sembra avere il fascino retrò che calamitava l’attenzione di molti appassionati negli anni ’80.

Tra i tratti peculiari del volto di Cathedral troviamo un mondo di gioco ampio composto da 600 schermate, sette dungeon pieni di oggetti da collezione, tesori nascosti, equipaggiamento, trappole da evitare e nemici da combattere. Non mancano anche le quest secondarie ed una mappa che traccia i progressi. Insomma, il team indipendenti di stanza ad Helsingborg, in Svezia, sembra aver pensato a tutto. Di fatto, gli autori hanno iniziato a realizzare i tool per lo sviluppo di un gioco in 2d in stile NES nel 2014.

Ecco il trailer d’annuncio su GOG.

SINOSSI

Il protagonista si sveglia in un mondo sconosciuto e senza ricordare il perché e come sia arrivato. Un mondo pieno di segreti, stanze nascoste, dungeon e città. Cathedral presenta un vasto mondo, pensato per essere esplorato.

Attraversate più di 600 stanze e scoprite i segreti del passato trovando le cinque sfere elementali. Queste sono state poste in tempi antichi dal semi-dio conosciuto come Ardur e sono protette da cinque spaventosi guardiani. Fatevi strada attraverso i loro sotterranei, affrontateli frontalmente in combattimento.

CARATTERISTICHE

  • Gioco di avventura per giocatore singolo.
  • Un grande mondo da esplorare, pieno di segreti.
  • Combattimenti contro i boss provocatori.
  • Un sistema di mappe che rende l’esplorazione e il backtracking del mondo divertente.
  • Un sacco di puzzle, aree e nemici diversi.
  • Musica a 8 bit, realizzata in Famitracker
  • Oltre 35 ore di gioco.

LE IMMAGINI





























ALTRI TRAILER

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Stellaris si arricchirà con Ancient Relics

Conclusi i festeggiamenti per i tre anni di Stellaris, Paradox ha presentato un nuovo story pack. Si chiama Ancient Relics e sarà disponibile prossimamente per Pc, Mac e Linux.

Questo offrirà due nuovi Precursori, i Relic Worlds da esplorare ed altri tesori archeologici da scoprire.

I giocatori scopriranno le rovine di civiltà a lungo morte in Relic Worlds per ricostruire la storia della loro ascesa e dell’eventuale caduta. Si potranno scrutare le loro città e navi abbandonate per portare alla luce la verità, scoprire potenti reliquie e sfruttarle per le ambizioni del proprio impero.

Vediamo il trailer d’annuncio.

STELLARIS: ANCIENT RELICS INCLUDE

  • Reliquie antiche: Raccogliete ed acquisite preziose reliquie nelle vostre avventure come ricompensa per superare le crisi più gravi o dopo aver completato uno scavo in un sito archeologico e risolto i capitoli. Ogni reliquia offre vantaggi significativi al vostro impero per aiutare nella galoppata interstellare.
  • Antenati: Si incontreranno indizi su due civiltà precursori estinte, il Baol e lo Zroni, la prima viveva in una vasta distesa di plantoidi, quest’ultima era una delle più potenti razze psioniche che siano mai esistite. I giocatori potranno investigare su questi sistemi domestici per capire chi fossero e, cosa più importante, cosa si può imparare dalla loro fine.
  • Mondi passati: una volta pieni di vita brulicante, questi Mondi ora giacciono morti, pieni di rovine desolate e misteri dormienti. I giocatori possono scavare siti archeologici garantiti su questi mondi per esplorare questi resti e portare alla luce potenti cimeli e artefatti.
  • Dig In: Colpite la superficie di una varietà di mondi enigmatici ed alieni con più siti archeologici disponibili per il vostro impero per studiare … o saccheggiare. Ogni sito inizia una storia da uno a sei capitoli da scoprire. Ripercorrete la storia per scoprire artefatti e reliquie che possono diventare dei doni per il vostro impero.
  • Questione di artefatti: Imparare dalla storia è importante, può spesso essere la chiave per comprendere il proprio posto nella galassia. Utilizzando la ricerca archeologica, si possono scoprire artefatti minori, un nuovo tipo di risorsa che può aiutare a rafforzare il proprio impero.

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Killer Chambers approda su Steam

Lo studio italiano indipendente Village Blench ha appena pubblicato su Steam il suo Killer Chambers. Si tratta di un platform in pixel art dove gli appassionati dovranno evitare trappole e rimanere in vita per circa 30 secondi. Una forte componente survival in questo titolo.

Il gioco offre 5 mondi, più di 40 livelli, dialoghi in stile visual novel e molti oggetti che danno poteri speciali. È stato inoltre pubblicata una patch che aggiunge il supporto ai salvataggi cloud ed a Linux.

Ecco il trailer d’uscita.

CARATTERISTICHE

  • Azione veloce con sezioni platform, puzzle ed elementi bullet-hell.
  • Oltre 40 stanze, ognuna con tre livelli di difficoltà.
  • Cinque piani con trappole uniche e boss.
  • Oltre 500 trappole.
  • Una storia divertente con dialoghi in stile visual novel.
  • Molti oggetti per aiutare il signore coraggioso nella sua avventura.
  • Dodici poteri speciali.

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Pathway debutta oggi su Steam

Il mondo degli indie si arricchisce di un nuovo titolo potenzialmente interessante. Si chiama Pathway ed è già disponibile su Steam per Pc Windows, Mac e Linux distribuito da Chucklefish.

Gli appassionati sono invitati ad avventurarsi nell’ignoto in questo gdr strategico ambientato negli anni ’30 nel cuore del deserto. Si devono superare i nemici in arditi combattimenti a turni, saccheggiare tombe oscure e fare scelte difficili in una grande spedizione pulp generata proceduralmente.

ANNO 1936

L’ambientazione de di Pathway è settata in un’epoca di scompiglio globale, l’influenza nazista si diffonde inesorabilmente in tutta Europa e nel Medio Oriente. Girano innumerevoli voci di scavi segreti e misteriosi artefatti, per non menzionare i racconti di raccapriccianti rituali occulti…

Spetta ai giocatori mettere insieme una squadra di coraggiosi avventurieri e attraversare i deserti, esplorare bunker e templi del Nord Africa per scoprire i loro tesori nascosti e segreti, prima che cadano nelle mani delle forze naziste. Si dovrà collaborare con i compagni di viaggio per cambiare le carte in tavola: da questo dipende il destino del mondo.

UNA COSA INAUDITA

Ogni campagna viene generata appena inizia, quindi ogni avventura sarà diversa dalle altre. Non si saprà mai cosa ci si può attendere, quindi i giocatori dovranno rimanere sempre in guardia. Anche gli avventurieri più esperti possono fare nuove ed emozionanti scoperte.

AVVENTURE PIENE DI MISTERO





I giocatori si avventurano nell’ignoto e scopriranno segreti nascosti, tesori, personaggi ed eventi che sono rimasti sepolti. Ci sono un sacco di cose da scoprire e sorprese in ogni missione.

IMPARARE DAGLI ERRORI

In Pathway, la sconfitta non segna necessariamente la fine dell’avventura. I personaggi conserveranno l’esperienza dopo la sconfitta, quindi i giocatori possono investire nella creazione di una squadra che diventa progressivamente più forte. Si possono trovare anche equipaggiamento raro, competenze e abilità avanzate da sbloccare per ogni avventuriero.

CARATTERISTICHE

  • Avventure dinamiche – Scoprite 5 diverse campagne di varia difficoltà, in cui ogni singolo tentativo genera una nuova serie di incontri e racconti originali.
  • Scelte difficili – Ogni località esplorata presenta uno degli oltre 400 eventi della storia. Volete cercare il pozzo? Salvare gli abitanti del villaggio? Decidete voi.
  • Conflitti decisivi – Usate la copertura e il posizionamento nel combattimento di squadra a turni. Imparate a sfruttare al meglio il vostro equipaggiamento e le abilità della squadra per sgominare un implacabile nemico in modo spietato e ingegnoso.
  • Create una squadra di avventurieri  – Ognuno dei 16 personaggi da sbloccare di Pathway è dotato di abilità, punti deboli e peculiarità, dall’onnipotente forza in mischia di Brunhilda, all’infallibilità con il fucile di Jackson, alla destrezza con il coltello della cacciatrice Shani.
  • Tesori Nascosti – Riportate alla luce ricchezze incalcolabili, da armi comuni a oggetti rari e unici dotati di abilità speciali. Perfezionate il vostro armamento e vendete i tesori di valore per trarne un buon profitto.
  • Grafica in pixel art – Classica pixel art a 16-bit migliorata con profondità, luci e ombre senza precedenti grazie alla tecnologia Pixel/Voxel Hybrid.
  • Riprendette e ripetete  – A volte il fallimento può portare alla vittoria. Esplorate man mano il mondo generato proceduralmente e diventate più forte imparando di più con ogni sconfitta, mantenendo il bottino anche dopo la morte.
  • Con la colonna sonora dell’acclamato compositore Gavin Harrison di Halfway.

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Disponibile oggi Mango Cart

Lo sviluppatore AkriGames, ha annunciato che il suo nuovo titolo, Mango Cart è ora disponibile su Steam, compatibile con Windows, Mac e Linux.

Per la prima volta, i giocatori potranno gestire a tutto tondo un’azienda dedicata al famoso frutto esotico: personale, rapporti societari, conti correnti ecc. Inoltre, dovranno interagire con altri produttori di mango e creare con loro, alleanza commerciali o in alternativa, diventare competitor.

Mauro Merati, sviluppatore del gioco, ha cosi commentato:

Mango Cart parla del viaggio di un umile pezzo di frutta in tutto il mondo. Un viaggio che rivela la complessità delle relazioni economiche nella comunità globale: produzione, trasformazione e marketing. Questo gioco dà ai giocatori la possibilità di posizionarsi in questo contesto secondo le loro convinzioni. Alla fine, il mango è solo un simbolo.

CARATTERISTICHE

  • un’azienda da gestire.
  • un unico prodotto, il mango
  • relazioni con altri produttori.

Ricordiamo che Mango Cart è disponibile su Steam per Windows, Mac e Linux a 8,99 euro ed in aggiunta, uno sconto del 10% per celebrare il lancio.


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Tropico 6: El Prez Edition si può prenotare da ora

Kalypso Media ha annunciato oggi l’edizione speciale fisica El Prez Edition del “simulatore dittatoriale” Tropico 6 che verrà lanciato il 29 marzo per Pc, Mac e Linux. Si tratta del nuovo episodio della celebre saga di Tropico che vedrà il ritorno del leader del popolo (e spericolato despota) El Presidente e del suo fedele consigliere: Penultimo.

L’edizione fisica Pc El Prez Edition di Tropico 6 si può prenotare da ora e include un grandissimo quantitativo di contenuti speciali a tema estivo: quattro cartoline dedicate alle spiagge del gioco, due completi da turista, un esclusivo progetto per realizzare “Il Laghetto dei Fenicotteri” nel palazzo presidenziale, la colonna sonora del gioco a base di melodie caraibiche e un calendario digitale che segna i giorni che mancano fino alle prossime elezioni, tutto ciò di cui un vero dittatore necessità per celebrare la sua grandiosità.

Tropico 6 arriverà, come detto, a fine mese su Pc, le versioni console, PlayStation 4 e Xbox One verranno rilasciate questa estate. Ecco un’immagine panoramica dei contenuti.

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RuneScape, disponibile oggi in nuovo capitolo

Disponibile da oggi The Shadow Reef, terzo e conclusivo capitolo della trama degli Elite Dungeons di Runescape, titolo sviluppato da Jagex.

RuneScape invita tutti i giocatori a immergersi nelle profondità sottomarine, all’interno dell’antico tempio sommerso di Ulthven Kreath, dove devono affrontano un ambiente ostile pieno di nemici aggressivi prima dell’incontro con The Ambassador, il boss nascosto nelle profondità

Come per i due Elite Dungeons Dungeon precedenti, The Shadow Reef include un’opzione di modalità storia, che consente ai giocatori di concentrarsi sulla narrazione, con i nemici caratterizzati da salute e forza ridotta, ma si possono ottenere ricompense solo dagli incontri con i boss.

Dave Osborne, lead designer di RuneScape, ha dichiarato:

The Shadow Reef porta la questline ad una conclusione epica, mentre i giocatori scoprono i segreti sotto le acque di Gielinor e sperimentano un incontro indimenticabile con The Ambassador, che spingerà i giocatori al limite, sia in multi-player che in single-player.

Le prime parti della trilogia, The Temple of Aminishi e Dragonkin Laboratory, furono entrambe rilasciate durante l’estate 2018 e dovevano essere completate cronologicamente dai giocatori. Tuttavia, con il lancio di The Shadow Reef, i tre Dungeon Elite possono essere completati in qualsiasi ordine.



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Jon Shafer’s At the Gate su Steam la settimana prossima

Ci siamo quasi. Jon Shafer’s At the Gate, il nuovo grand strategy realizzato dal designer di Civilization V, debutterà la settimana prossima su Steam. Precisamente il 23 gennaio e per Pc Windows, Mac e Linux.

I giocatori vestono i panni di un signore dell’era oscura che deve costruire un reame per rimpiazzare le rovine dell’Impero Romano. Ma non sarà facile. Bisognerà gestire i propri clan, esplorare le terre confinanti, trovare risorse e costruire una forte economia ed una macchina militare.

Il gioco, sviluppato e pubblicato da Conifer Games, costerà 29,99 euro e sarà scontato del 10% per la prima settimana. Jon Shafer, inoltre, sarà presente al PAX South di San Antonio che si terrà dal 18 al 20 gennaio.

CARATTERISTICHE

Una mappa in evoluzione

Le stagioni e il tempo trasformano radicalmente il paesaggio intorno a voi. Il fiume che un tempo fungeva da barriera in estate potrebbe diventare un’autostrada in inverno – sia per voi… che per i vostri nemici.

Gestione dei personaggi

Ognuno dei vostri clan ha tratti e desideri unici, quindi scegliete attentamente come utilizzarli.

Elementi di sopravvivenza e Roguelike

Mantenete i vostri clan nutriti durante l’inverno rigido. Le risorse si esauriscono quindi cerca sempre di più. I tuoi vicini possono essere immensamente forti. Ogni gioco pone nuove sfide e opportunità.

Stile acquerello

Un bellissimo paesaggio acquarello serve da tela per le vostre intelligenti strategie economiche e militari.

Tooltip-in-Tooltips!

Il gioco presenta un’interfaccia utente rivoluzionaria che utilizza “tooltips-in-tooltips” per la prima volta, semplificando notevolmente l’apprendimento senza sacrificare la profondità del gameplay.







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Eons of War, Prime Impressioni sulla Beta

Il genere degli strategici ha radici profonde nell’ambito del gaming. Partendo da giochi come Civilization, Command & Conquer, Age of Empire, Stacraft, Master of Orion 2 e molti altri, si arriva ai giorni nostri dove il genere continua a produrre buoni titoli con diversi spunti interessanti.

Per chi non è avvezzo al genere, i giochi strategici possono essere a turni ed in tempo reale. Questi due sono i due sottoinsiemi principali, dai quali partono poi ramificazioni di vario tipo che andranno ad identificare questo o quel titolo.

Eons of War, fa parte della famiglia dei videogiochi strategici a turni. Lo sviluppatore indie Vasinov Games, ci ha concesso la prova sulla versione preliminare (attualmente in beta chiusa). Ed ecco che il nostro Danny DSC ha giocato il titolo e ci racconta le sue sensazioni. Ricordiamo che il gioco è uscito lo scorso maggio su Steam in early access per Pc Windows, Mac e Linux.

UN PO’ DI GAMEPLAY



Lo sviluppatore americano è partito subito con un’idea molto chiara su quello che vuole proporre al pubblico. Uno strategico a sfondo spaziale veloce ed immediato che fa del pragmatismo e dell’arguzia nel dispiegamento delle proprie forze, il cardine del gameplay.

Superato il menu iniziale (al momento è disponibile solo la modalità skirmish, ma in seguito verrà implementata una campagna ed il multiplayer) avvieremo la nostra mappa libera dove potremo decidere diversi parametri. Si va dall’estensione della galassia, alla quantità di pianeti disponibile per ogni giocatore, al numero di avversari, alla quantità di risorse ed eventuali punti d’interesse e altri piccoli bilanciamenti. Avviata la mappa ci troveremo nella schermata principale che sarà anche la plancia dalla quale sferreremo gli attacchi e partiremo per la conquista dello spazio.

Quale che sia la quantità di pianeti di partenza, il numero di avversari, e l’estensione della galassia, i valori che dovremo tenere a mente sono: Energia, Popolazione, Minerale.

Questi tre parametri determineranno la possibilità di aprire tunnel spaziali verso altri mondi o punti d’interesse, la “forza” dei nostri attacchi e la possibilità di accedere a potenziamenti per le strutture che andremo a costruire. Già all’inizio della partita sarà fondamentale scegliere oculatamente cosa costruire e potenziare prima. Soprattutto nelle mappe di media e piccola dimensione. Il perché è presto detto: gli avversari si dimostreranno subito decisamente aggressivi. Scegliere di potenziare la nostra produzione di energia senza provvedere ad una giusta acquisizione di minerali ci impedirà di aggiornare le nostre strutture, che a loro volta, producendo meno risorse ci impediranno di progredire, facendoci trovare scoperti ad eventuali attacchi.

Il gameplay è piuttosto veloce, soprattutto perché in questa build preliminare il numero di costruzioni è limitato, l’unico attacco disponibile è quello deciso dalla “forza bruta” della popolazione a disposizione in un sistema, e anche il comparto ricerche si completa dopo una ventina di minuti. Però l’idea di base è di avere uno strategico con un buon grado di sfida (soprattutto nel multiplayer) senza rinunciare all’imediatezza di un gioco come Risiko (titolo dal quale Eons of War prende spunto in larga parte).

Gli spunti che rendono Eons of War davvero interessante, partono dalla possibilità di costruire dei tunnel spaziali tra sistemi distanti, dandoci quindi la possibilità di pianificare strategie e attacchi anche a sorpresa che possono risultare micidiali. Ovviamente anche i nemici possono fare la stessa cosa. Bisognerà, quindi, stare attenti e valutare i pro ed i contro. I tunnel ci permetteranno anche di spostare la popolazione (le truppe) tra pianeti vicini già collegati, e qui la pianificazione sarà davvero importante.

Altra peculiarità di Eons of War è la quantità di turni che portano un sistema a diventare una supernova o un buco nero. In pratica, andando a guardare la schermata delle informazioni di uno dei nostri sistemi, troveremo una voce che ci indicherà entro quanti turni il sistema si trasformerà in una nova o in un buco nero. Questo avrà effetti molto importanti sia nel sistema stesso che in quelli adiacenti. Il motivo è semplice: nel momento in cui la stella collasserà, il sistema rimarrà sempre di nostra proprietà ma potrà risultare vuoto, o con solo uno o due potenziamenti rimasti. I sistemi adiacenti invece, perderanno popolazione, e quindi forza (sia in attacco che in difesa, questo valore vale per entrambi).

La caratteristica sopracitata è davvero una bella trovata (e sempre veloce) perché nel momento in cui mancherà un turno alla trasformazione di una delle vostre stelle, farete di tutto per spostare la popolazione altrove, e se uno dei sistemi adiacenti è in mano nemica, potreste usare la cosa a vostro vantaggio attendendo che l’esplosione danneggi quel sistema così da poterlo attaccare senza sforzi. Per la serie, non tutti i mali vengono per nuocere. Oltre a questo, la trasformazione garantirà un nuovo afflusso di minerali che ci permetteranno di ricostruire le difese. E così si potranno anche seguire i miglioramenti necessari alla sopravvivenza della nostra gente.

TECNICAMENTE PARLANDO

Il comparto tecnico ci sembra adeguato al contesto. La grafica non fa gridare al miracolo ma è efficace e fa il suo dovere senza troppe complicazioni. Il sonoro che accompagna le nostre azioni ci pare abbastanza buono. C’è davvero poco da aggiungere sotto questo aspetto. Il titolo si basa sostanzialmente sul gameplay e non punta a stupire per la sua beltà. In sostanza Eons of War punta molto al sodo ed al gameply.




COMMENTO FINALE

Ovviamente stiamo parlando di una beta, quindi molto verrà migliorato, implementato e modificato. Ma già da queste battute iniziali si capisce come il titolo abbia una sua identità molto marcata. Caratteristica che affiora grazie anche al gran lavoro di Vasily Vasinov, lo sviluppatore del titolo. Eons of War ha davvero buone potenzialità.

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Megacorp, la nuova espansione di Stellaris è disponibile su Pc, Mac e Linux

La terza espansione di Stellaris, Megacorp, rilasciata da Paradox Interactive, è disponibile su Pc, MacOS e Linux. Il nuovo contenuto aggiunge inedite funzionalità incentrate sul commercio, dando i giocatori la possibilità di far emergere il loro spirito imprenditoriale.

Stellaris: MegaCorp offre ai giocatori un modo completamente nuovo di farsi un nome nella galassia grazie a Corporate Authority e Branch Offices, consentendo loro di espandere le operazioni e influenzare il commercio. Si possono quindi, maneggiare una serie di caratteristiche orientate al profitto per costruire un impero ancorato ai gloriosi ideali del capitalismo spaziale.

Vediamo il trailer di lancio:

DETTAGLI

  • Cultura aziendale: gli amministratori delegati di un MegaCorp possono condurre affari su scala galattica. Costruendo Branch Offices su pianeti all’interno di imperi commerciali, il MegaCorp può aggiungere una parte del valore commerciale del pianeta alla propria rete. Usando il nuovo tipo di governo della Corporate Authority, si potrà arrivare a creare una potenza economica e dominare il commercio galattico.

  • City World: con Ecumenopolis, i giocatori possono aumentare la densità di popolazione dei mondi principali fino a proporzioni veramente epiche, creando infine una megalopoli che si estende su un intero pianeta.
  • Flotte di caravane: è fondamentale tener d’occhio i caravanieri, i carrettieri e i commercianti interstellari nomadi che si tengono lontani dalla politica galattica e che hanno sempre affari nascosti.
  • Altre megastrutture: mega installazioni, assemblaggi interstellari e centri di coordinamento strategico. Tutto questo e molto altro potrà essere costruito per dirigere e coordinare il commercio interstellare.

  • Mercato degli schiavi galattici: possibilità di comprare e vendere schiavi su scala industriale, liberarli o mantenerli come bestiame.
  • Consulenti e musica: 3 consulenti aggiuntivi e 4 brani musicali aiuteranno a conquistare la galassia.

Giuseppe Stecchi

 

 

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Return of the Tentacle è disponibile per Pc, Mac e Linux

Today is the day. Almeno per gli amanti delle avventure punta e clicca che saranno certamente interessati alla notizia. Return of the Tentacle – Prologue, progetto di alcuni amatori tedeschi, è disponibile (puntuale come d’annuncio) per il download gratuito a questo indirizzo per gli utenti Pc Windows, Mac e Linux. Il “peso” del download è di circa un giga.

Per chi non lo sapesse si tratta del sequel non ufficiale dell’iconico Day of the Tentacle, uscito ormai 25 anni fa.

Il titolo vanta una grafica in 2d con uno stile che richiama fortemente il gioco di Lucas Arts. E quindi ha la medesima atmosfera deformed e cartoonistica, nonché puzzle folli da risolvere e dialoghi da fare con vari personaggi. Il tentacolo viola, dunque, è tornato per tentare di conquistare il mondo.

I tre amici Bernard, Laverne e Hoagie fanno, così, il loro ritorno nella villa dello scienziato pazzo Dr. Fred: il viaggio nel tempo dovrebbe aiutare a salvare il mondo. I tre stravaganti personaggi, nonché improbabili eroi, vagheranno in luoghi disegnati a mano pieni di personaggi elaborati animati con musica e suoni d’atmosfera.

Si controlleranno i personaggi come nel buon vecchio gioco di avventura in 2d con il proprio mouse. Un’interfaccia moderna aspetta gli appassionati. Oltre ai volti noti del gioco originale, si incontreranno anche le apparizioni degli ospiti da personaggi che appartengono ad altri giochi.

Gli sviluppatori di Return of the Tentacle – Prologue hanno scritto:

“Abbiamo fatto tutto il possibile per catturare l’atmosfera e l’umorismo del vecchio classico e portarlo nel 21° secolo”.

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This is the Police 2 arriverà ad inizio agosto

THQ Nordic e Weappy Studio annunciano che This Is the Police 2 sarà disponibile esattamente tra un mese. Ovvero il prossimo 2 agosto per Pc, Mac e Linux. Il gioco arriverà in autunno anche su PS4, Xbox One e Switch.

Così come il primo capitolo, This Is the Police 2 mescola il genera avventura e gestionale e questa volta gode di ulteriori meccanismi che rafforzeranno sia le parti strategiche che quelle tattiche del gioco. Non sarà sufficiente gestire l’attrezzatura dei poliziotti e tenere a mente le loro capacità individuali. Ogni sfida richiede la partecipazione diretta del giocatore in una scena di combattimento tattico e i risultati dipenderanno da ogni decisione che prenderà.

Adesso i vostri subordinati non sono solo risorse da utilizzare; sono essere umani con propri punti di forza, di debolezza, paure e pregiudizi e dovrai fare i conti con tutte queste cose per sopravvivere.

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Ash of Gods: Redemption, Recensione Pc

Forse non tutti ricordano che lo sviluppo di Ash of Gods: Redemption è iniziato nel lontano 2007. A quell’epoca gli sviluppatori (che probabilmente non avevano neppure fondato lo studio attuale), avevano realizzato però alcune componenti rudimentali.
Benché il tutto ripartì in forze nel 2016, si cominciò a parlare del gioco effettivamente dal maggio dello scorso anno quando AurumDust Studio, un team indie russo, aprì una campana Kickstarter chiedendo al grande pubblico del web almeno 75.000 dollari per la realizzazione di un gdr-tattico che – inutile girarci intorno ed in tondo – ha parecchie caratteristiche che ricordano il blasonatissimo ed osannato The Banner Saga.

Il progetto venne finanziato discretamente bene su Kickstater con quasi 1.800 supporters che hanno donato poco più di 87.000 dollari. Cifra sufficiente anche per realizzare i contenuti di un paio di obiettivi secondari (stretch goal) interessanti come 50 quest secondarie aggiuntive e brani aggiuntivi alla colonna sonora. Probabilmente le aspettative erano anche un po’ diverse ma andò così.

Ash of Gods: Redemption ha trovato la luce dopo circa 9 mesi dalla fine della campagna Kickstarter e quindi in tempi relativamente brevi. E noi vi parliamo di questo titolo che è ancora ampiamente in fase di aggiornamento (anche contenutistico).

I russi di AurumDust Studio avranno fatto centro? Ecco la nostra recensione della versione Pc ricordandovi anche che sono previste le edizioni per PS4 ed Xbox One che arriveranno più in là.

TERMINIUM, UN VASTO REGNO SULL’ORLO DEL BARATRO

La storia di Ash of Gods: Redemption è piuttosto lunga ed articolata. Chiaramente non diremo nulla che possa rappresentare una vera e propria anticipazione (o spoiler, se preferite).

Il tutto si svolge nel vasto mondo di Terminium in un’ambientazione fantasy che attinge a piene mani dal mondo medievale ed asiatico nonché dalle infinite credenze e culture di questo territorio. Tre i personaggi principali con altrettante linee narrative che suddividono i dieci capitoli della storia principale in diverse sessioni prima di poter andare avanti.

Terminium (che non è proprio Termini Imerese), non se la passa per niente bene. Questo mondo è già in tumulto per screzi tra le varie popolazioni locali, perché il mondo – anche quello fantasy – non è mai in pace. Ben presto, però, i nostri protagonisti che andremo a descrivere a breve, riescono a cogliere alcuni segnali inquietanti. Il continente sta per essere invaso dagli Enses e dai Mietitori bramosi di annegare tutto e tutti nel sangue e fin da subito si capisce che i problemi politici e razziali ben presto potrebbero essere che un ricordo quasi gioioso visto che tutti gli indizi portano ad un imminente inizio della Mietitura in grado di ridurre quello che un tempo poteva essere un possente e ricco continente in un cumulo di cenere. Letteralmente.

L’escalation di eventi viene vissuta attraverso le storie di tre personaggi: Hopper Rouley, un ex guerriero e scriba di lungo, lunghissimo corso. Egli è anche un guaritore ed un mago ed è una persona estremamente colta ed esperta. Adesso è in viaggio per incontrare una veggente misteriosa.

Ad Albius, poi, faremo la conoscenza di Thorn Brenin, ex capo delle guardie reali di Odalah, e della sua adorata figlia Gleda. A Woden, infine, conosceremo e guideremo Lo Pheng, un assassino professionista di altissimo livello del Clan delle Ombre ingaggiato per fare la guardia del corpo al nobile Pelko Soturi.

La storia è scritta dall’autore contemporaneo fantasy russo, di origine polacca, Sergey Malitsky, conosciuto per la sua serie Arban Saesh,The Code of Semideath, Nothing Personal, Stones of Mitutu, Shelter of the Cursed ed altre.

Inutile dire che sono presenti parecchi tocchi di classe e colpi di scena che fanno restare i giocatori attaccati allo schermo. Inoltre, ci è piaciuto moltissimo la dovizia di particolari per la biografia di ogni personaggio. In Ash of Gods: Redemption non faremo soltanto la conoscenza di questi tre personaggi ma dialogheremo (prendendo spesso decisioni anche decisive), con tanti altri personaggi ben caratterizzati. Che si tratti di comparse, di figure minori o di altri coprotagonisti o antagonisti.

Man manco che incontreremo i diversi personaggi ne impareremo a conoscere la biografia e ad apprezzarne le diverse sfumature.

Così come la storia che viene raccontata attraverso tantissimi dialoghi che per fortuna sono stati tradotti in un italiano buono, pur con qualche piccola imperfezione (nulla di particolare), che permette di godere di un racconto oggettivamente valido anche se in certi punti tendente al prolisso e che in alcuni casi, rallenta il ritmo che potrebbe essere più palpitante.






Sicuramente le tematiche sono molto varie e comunque delicate. Il mondo che ci viene dipinto è piuttosto crudo e violento. Anche nei dialoghi secondari c’è un senso di malinconia con il quale si dovrà ben presto fraternizzare.

Propri i dialoghi sono in quantità industriale ma bisognerà stare attenti a quanto si legge per far si di rispondere o risolvere secondo coscienza i vari dialoghi che, come detto, potranno essere determinanti o addirittura decisivi.

UN VIAGGIO PERICOLOSO CHE PUO’ RIVELARSI MORTALE

Inutile dire che le figure appena nominate inizieranno un lungo e pericoloso pellegrinare alla ricerca delle rispettive verità per risolvere determinati quesiti e portare la pace nei loro regni. Storie raccontate attraverso un viaggio come in The Banner Saga.

Ed è anche interessante aggiungere come nel gioco siano presenti alcune ester-egg dedicate proprio al mastodontico lavoro di Stoic Studio. Una la abbiamo trovata verso la metà della storia.

E proprio come in The Banner Saga (che il mese prossimo chiuderà la trilogia), le dinamiche del viaggio sono simili. Solo che in Ash of Gods controlleremo direttamente il nostro manipolo di eroi (mentre li una carovana), anzi, i nostri manipoli di eroi visto che le storie principali sono tre ed ognuna di esse avrà un tipo di gestione leggermente diversa.





In uno dovremo fare attenzione al livello di maledizione che colpisce il personaggio ed i suoi compagni di ventura; in un’altra, invece, dovremo fare attenzione alle Strix, delle pietre magiche fungono, in questo caso, ad una sorte di moneta necessaria per potersi spostare da una località all’altra della enorme Terminium. Inoltre serviranno anche a curare le ferite in battaglia dei nostri eroi raffigurate dalla presenza di un teschio rosso accanto ai vari ritratti.
Queste ferite si concretizzano quando un nostro personaggio cade durante una battaglia. Sarà inutilizzabile per quella schermaglia ma sarà in grado di combattere successivamente anche se ferito. A seconda del grado di menomazione, ci saranno anche dei malus alle statistiche. Con ferite lievi non ci sono troppi problemi ma con medie e gravi le cose cominciano a farsi pericolose anche perché con un evento sfavorevole o con un’altra caduta in battaglia, potrebbe sopraggiungere la morte di quel personaggio con relative ripercussioni sulla storia e sui rapporti con i vari componenti del party.

Durante il nostro viaggio, e tra una battaglia e l’altra, sarà possibile curare i nostri eroi spendendo un determinato numero di Strix. Queste pietre possono essere frutto di una battaglia, di un ritrovamento o possono trovarsi negli oggetti dei mercanti che si incontreranno via via lungo il nostro peregrinare.

Sarà fondamentale avere sempre un altro numero di Strix perché il viaggio richiede un enorme tributo di queste pietre. In mancanza, le potremo ricavare dai personaggi ma con un duro dazio da pagare in ferite che fiaccano in battaglia e possono essere pericolose a lungo andare.

Con l’immancabile oro (sarà sempre uno scenario fantasy ma non ci sono orchi, elfi, gnomi o altro, solo esseri umani, umani di etnie diverse che, ahinoi, si odiano e dove il vil denaro serve per ogni cosa ndr), invece, potremo acquistare altri oggetti come frammenti di carte da utilizzare per avare dei vantaggi tattici (ne parleremo a breve), o equipaggiamenti utili al miglioramento delle statistiche. Ogni personaggio può indossare fino ad un massimo di due oggetti… dove abbiamo già visto questa caratteristica?


Inoltre, prima della schermaglia, dovremo scegliere fino ad un massimo di sei persone da mandare in combattimento. Ed in alcuni frangenti dettati dalla trama, alcuni combattenti saranno bloccati e non potranno essere utilizzare per cui dovremo fare delle scelte opportune per mandare sulla scacchiera la squadra più equilibrata ed in salute possibile.

L’equilibrio narrativo-gestionale è molto interessante anche se non è sempre facile reperire Strix che, come abbiamo visto hanno la duplice funzione curativa e permettono gli spostamenti nella mappa. E c’è anche da tenere conto il morale che influisce sui dialoghi tra compagni di ventura facendoli diventare più leali o meno avvezzi alla collaborazione e questo può pesare lungo il cammino. Ma certamente non finisce qui.

COMBATTIMENTI A TURNI ARRICCHITI DAL PEPE DELLE CARTE

Parliamo adesso di un altro aspetto fondamentale del gameplay di Ash of Gods: Redemption: le battaglie tattiche. E queste, per sintetizzare, sono molto ben realizzate ed anche qui ricordano tantissimo The Banner Saga anche se hanno un particolare che aggiunge pepe e rischio alla contesa: la possibilità di usare delle carte in grado di offrire bonus o malus “calcolati”.

Queste, come detto, si accumulano grazie all’acquisto di frammenti dai tanti mercati e possono, se utilizzate al momento giusto, sovvertire l’esito delle battaglie. È possibile utilizzarne una a turnazione del party e dei nemici. Ve ne sono di diversi tipi e valore: le più devastanti possono essere giocate solo dopo tre o quattro turni. I loro effetti sono tra i più svariati: possono offrire un lieve vantaggio tattico aumentando per quel turno la forza o il danno o togliendo punti alle difese avversarie in modo da rendere i nostri attacchi più efficaci. O dare più energia. Una particolarmente utile permette di invertire i punti vita con quelli energia di tutti i presenti sulla scacchiera con rischi e pericoli che sono rischiosi. Se però la carta viene giocata nel momento giusto può diventare risolutiva.

Andando nella meccanica del combattimento, ogni personaggio può muoversi una sola volta a turno in una scacchiera con visuale isometrica dove è possibile effettuare zoom. Ogni campo di battaglia è diverso ed ha le proprie caratteristiche delle quali bisognerà tenere conto come le possibili coperture tattiche. I quadrati blu attorno al nostro eroe rappresentano il raggio di movimento, quelli rossi i punti che possono essere raggiunti spendendo però un determinato numero di punti energia che servono per eseguire attacchi speciali.

Il personaggio poi può decidere se fare un’azione passiva come ad esempio ampliare la propria difesa o altro. Ci sono azioni che non concludono il turno per cui è possibile anche attaccare. Ogni componente del gruppo ha le proprie caratteristiche non solo in statistiche ma anche nel tipo di attacco e di colpi speciali. Ci sono alcune classi che sono in grado di fare danni multipli, altri di concentrare le forze in un attacco unico e letale, altre ancora mobili nei movimenti ed in grado di attaccare a distanza, o ancora c’è chi può guarire i personaggi e così via.

Come in qualsiasi gdr che si rispetti c’è questa varietà nel party. Ogni personaggio che effettuerà un’uccisione guadagnerà punti esperienza che serviranno poi a salire di livello. Sarà possibile con i punti abilità andare a sbloccare varie mosse e capacità. L’albore abilità è suddiviso su tre linee fondamentali che si sbloccano al primo, al quarto ed all’ottavo livello. Ogni singola abilità ha diversi gradi di efficacia che possono essere sbloccati applicando i punti abilità con mosse via via sempre più letali.

È vero che ogni personaggio abbia le sue abilità ma queste tendono sostanzialmente ad assomigliarsi mentre abbiamo notato una varietà di nemici piuttosto limitata così come la varietà dei nemici ma riteniamo che questa sia una scelta per rimanere coerenti con la trama.

ARTISTICAMENTE E MUSICALMENTE SONTUOSO






Il lato artistico ancor prima di quello tecnico di Ash of Gods: Redemption è forse uno dei fiori all’occhiello del team di Aurum Dust Studio.

Graficamente il gioco vanta uno stile stupendo. I disegni realizzati a mano e le relative animazioni sono una gioia per gli occhi. Le linee sono decisamente raffinate e lo stile è senza dubbio notevole e degno di un lungometraggio d’animazione di alta scuola. L’impianto visivo si ispira all’opera di Ralph Bakshi, dei cartoni animati della vecchia scuola e dello studio di animazione sovietico “Soyuzmultfilm” degli anni ’60. L’animazione dei personaggi nelle scene di combattimento si basa sulla cattura di motion degli attori dal vivo. Per non parlare dell’aspetto dei personaggi nei vari dialoghi.

Di pregio anche le diverse ambientazioni che oltre ad avere diversi dettagli notevoli e tante raffinatezze sono molto varie tra loro. Luoghi oscuri, o città più o meno grandi brulicanti, comunque, di vita ed attività o natura selvaggia. Nota di merito anche per la mappa che segna i nostri movimenti: una pergamena così dettagliata anche nell’esporre punti geografici di villaggi o posti “secondari” rare volte l’abbiamo vista. Per non parlare dei vari orpelli e ghirigori presenti. Anche la mappa di gioco diventa “preziosa”.

Insomma, rende benissimo l’aspetto fantasy medievale. Ottimi anche i filmati di intermezzo benché alcuni non abbiano trovato i favori del nostro gusto ma per una questione personale non da addurre alla qualità.

L’intelligenza artificiale che si manifesta durante le battaglie si comporta bene anche se alcune volte tende a risparmiare il giocatore soprattutto a livelli di difficoltà meno alti. Tuttavia è sufficientemente in grado di offrire un’ardua sfida.

La colonna sonora firmata da Adam Skorupa (che ha realizzato le musiche anche di The Witcher) Krzysztof Wierzynkiewicz e Michał Cielecki sono altrettanto belle ed esaltano le diverse fasi di gioco creando anche pathos oltre che ad essere in alcuni frangenti maestose e sicuramente solide. Convincente anche la voce narrante assieme ad alcuni effetti sonori.

COMMENTO FINALE

Ash of Gods: Redemption ci ha lasciati piacevolmente sorpresi. Il fatto di trovarsi di fronte ad un titolo che apparentemente sembrava un clone di The Banner of Saga poteva essere l’unico freno. Le riserve si sono sciolte subito perché se è vero che comunque il titolo abbia preso molti spunti sulle meccaniche del capolavoro di Stoic, è altrettanto vero che ci troviamo di fronte ad un titolo con una propria anima, con una storia molto profonda e con un’atmosfera ancora più tetra, se possibile, rispetto al titolo sopracitato.

Nondimeno ci sono alcune varianti del gameplay che permettono di differirlo. Anche in questo caso la trama mette di fronte a diversi bivi sia di tipo narrativo sia di tipo pratico come il girovagare attraverso la mappa lungo un enorme continente quale è il mondo di Terminium. È ampiamente rigiocabile, longevo ed offre una sfida niente male che farà felici gli estimatori di questo particolare genere misto tra gdr-strategia ed avventura grafica interattiva. Inoltre c’è anche la componente multiplayer che ne aumenta il peso, se non altro a livello contenutistico.

A dare maggiore identità all’opera di Aurum Dust Games è l’aspetto artistico che è una gioia per gli occhi e per le orecchie.

Poche cose da segnalare. Anzi, quasi nulle, se non il peso di un testo enorme che a volte spezza il ritmo pur sfoggiando una trama interessantissima, nonché l’eccessiva somiglianza, ed è evidente, al concetto di The Banner Saga.

 

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