World of Warcraft: Shadowlands, il punto sulla situazione


Facciamo il punto sull’anomala situazione di Shadowlands, l’ottava espansione di World of Warcraft che Blizzard ha rimandato a pochi giorni dall’uscita.

L’improvvisato rinvio di World of Warcraft: Shadowlands potrebbe essere il punto più basso, ma anche il più alto, che il controverso management di Blizzard abbia raggiunto negli ultimi anni. Potrebbe sembrare un’affermazione strampalata, ma chi ha giocato la versione Beta dell’espansione può assicurarvi che non è così. Per una compagnia come (Activision) Blizzard che per anni ha fatto della perfezione il suo baluardo nello sviluppo dei giochi, rimandare un titolo tanto atteso a poche settimane dall’uscita è sicuramente una mossa molto audace. E non c’è stato “Soon™” che tenesse, questa volta: uno slogan, se vogliamo, col quale il developer californiano soleva datare i lanci dei suoi titoli. “Presto™”, sì, ma solo quando saranno pronti. Ovviamente le opinioni sui contenuti possono variare da persona a persona, ma negare che i titoli Blizzard siano stati un esempio di rifinitura e pulizia sarebbe ingiusto.

Ecco, l’ottava espansione di World of Warcraft stava per arrivare in tutte le case degli abbonati in condizioni tutt’altro che rifinite o pulite. Complici i problemi sanitari che hanno afflitto tutto il mondo, e in particolare gli Stati Uniti, ma anche una serie di defezioni e ripensamenti che ha indebolito il tessuto organizzativo della compagnia di Irvine negli ultimi tempi, il client Beta di Shadowlands prestava il fianco a una serie di problematiche che i tester non hanno mancato di segnalare, preoccupati che gli sviluppatori rischiassero di immettere sul mercato un prodotto che non rispecchiava gli standard cui ci hanno abituato. Tra bug, crash e bilanciamenti sballati, Shadowlands avrebbe potuto essere il primo passo falso nella lunga storia del MMORPG. Così Blizzard ha fatto un passo indietro, ha rinviato il lancio a data da destinarsi, si è scusata coi suoi fan, ha promesso di limare ogni spigolosità e ha rilasciato l’importantissima patch preliminare, o Pre-Patch come si usa definirla.

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Ricapitoliamo: che cos’è Shadowlands?

Shadowlands è l’ottava espansione di World of Warcraft. Essa prosegue la storia cominciata nelle più recenti espansioni e si incentra sulla caccia a Sylvanas Ventolesto, ex Capoguerra dell’Orda che si è rintanata nelle Terretetre, sostanzialmente l’aldilà di questo universo fantasy, dopo aver squarciato il velo che separa il mondo dei vivi da quello dei morti. Per riuscirci, Sylvanas ha sconfitto il Re dei Lich, all’epoca Bolvar Domadraghi, e ha spaccato il potentissimo manufatto che gli conferiva i poteri, l’Elmo di Ner’zhul: questo ha aperto un passaggio sopra la Corona di Ghiaccio, ma ha anche inferto un duro colpo agli equilibri nelle Terretetre.

Le anime che un tempo confluivano nelle diverse Congreghe in cui si divide l’aldilà sulla base delle loro azioni in vita sono ora assorbite dalla Fauce, l’abisso destinato ai più miserabili tra i peccatori, un incubo eterno su cui regna il misterioso Carceriere. Come se ciò non bastasse, Sylvanas ha anche catturato i leader dell’Alleanza e dell’Orda, facendo piombare nel caos le due fazioni che avevano raggiunto una temporanea tregua per fare fronte alla nemica comune.

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Allo sguardo attento di un veterano di World of Warcraft, l’incipit di Shadowlands dovrebbe indurre una vaga sensazione di déjà-vu. Un ex Capoguerra, braccato sia dall’Orda che dall’Alleanza, fugge in un’altra dimensione e causa un sacco di guai: quando l’abbiamo già sentita? Nel 2014, era l’incipit di Warlords of Draenor, un’altra espansione che cominciava con Garrosh Malogrido che, sfuggito alla cattura, scappava nel passato e cambiava il corso degli eventi, costringendo i giocatori a dargli la caccia in una linea temporale alternativa. La storia di Shadowlands sembrerebbe seguire un copione collaudato, insomma, che la community non ha abbracciato con grande entusiasmo, ma che tuttavia potrebbe riservare non poche sorprese agli amanti della complicata mitologia di World of Warcraft. Quasi come un giro della vittoria, l’escursione nelle Terretetre consentirà agli sceneggiatori di ripescare alcuni personaggi celebri cui credevamo di aver detto addio, innestandoli nella nuova storyline in modo sensato e coinvolgente, a cominciare da Uther l’Araldo della Luce e Kael’thas Solealto.

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Resta da capire quale ruolo rivestirà Sylvanas che, ormai da tempo, sembra perseguire un piano tutto suo, e quale sia l’identità del burattinaio che sta manipolando tutto e tutti. Le scommesse sono aperte e molti veterani sperano solo che non sia il famosissimo Arthas Menethil: Blizzard, del resto, non si è fatta scrupoli nel riesumare villain popolari – come Illidan Grantempesta in Legion – per colpire al cuore i fan più sfegatati del franchise. Mancanza di coraggio e creatività oppure voglia di puntare sul fanservice vincente? Sicuramente è presto per dirlo – anche perché in Beta le storyline erano quasi tutte troncate per risparmiare le anticipazioni – e Shadowlands avrà almeno un ciclo vitale di due anni con cui fare i conti, ma che la nuova espansione sia molto derivativa è evidente.

Ne abbiamo discusso a fondo nella nostra precedente anteprima, che vi consigliamo di leggere per saperne di più su tutte le novità a livello di gameplay e contenuti; tuttavia, un vecchio adagio recita “squadra che vince, non si cambia” e sembra proprio che Blizzard abbia riproposto tutte le meccaniche migliori delle precedenti espansioni. Insomma, torniamo al paradosso: nonostante tutto, Shadowlands potrebbe essere de facto un’espansione eccellente… solo che non sappiamo ancora quando la giocheremo.

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La Pre-Patch

Per chi non lo sapesse o fosse nuovo ai meccanismi di World of Warcraft, la Pre-Patch è un aggiornamento rilevante che precede il lancio di un’espansione e solitamente apporta cambiamenti di un certo rilievo alla struttura del gioco. In un certo senso è un momento di festa, che segue un periodo più o meno lungo di transizione in cui il gioco rimane a “decantare” per alcuni mesi, in attesa che Blizzard completi lo sviluppo dell’espansione. Questo significa che spesso la Pre-Patch segnala l’introduzione di nuovi contenuti per cui vale anche la pena rinnovare l’account, se si è sospeso qualche mese prima quando il supporto e la pubblicazione degli aggiornamenti rilevanti è rallentato o del tutto interrotto. I cambiamenti che apporta la Pre-Patch possono essere di natura particolare o più generale; solitamente contemplano l’introduzione di un evento a tempo limitato che coinvolge tutti i giocatori e spiana la strada all’uscita dell’espansione sul fronte narrativo.

Nella nuova Pre-Patch, per esempio, l’evento si intitola Morte Incombente e vede il Flagello diffondersi nuovamente per tutta Azeroth in seguito alla distruzione dell’Elmo del Dominio che consentiva a Bolvar di controllarlo: per questo motivo, i giocatori affronteranno una nuova invasione di Non-morti e dovranno stabilire un avamposto nella Corona di Ghiaccio, a Nordania, dove saranno introdotti gradualmente alla storyline di Shadowlands.

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La Pre-Patch ritocca anche tantissimi oggetti e meccaniche di gioco. Essa, per esempio, ha disattivato gli effetti della Corruzione sull’equipaggiamento che era contraddistinto da questa caratteristica, implementato in uno degli ultimi aggiornamenti del 2019, e ha apportato alcune modifiche al Cuore di Azeroth, l’amuleto leggendario su cui si è incentrata gran parte della progressione verticale durante Battle for Azeroth. Questi cambiamenti sono stati introdotti per semplificare il gioco ai livelli più alti e resettare, in un certo senso, lo status quo in vista della corsa al nuovo level cap in Shadowlands. Per questo stesso motivo, se siete vecchi giocatori, vi suggeriamo caldamente di studiare le note ufficiali della patch e tutte le novità relative alle varie classi: alcune sono state cambiante profondamente, altre un po’ meno, ma in generale, come sempre accade all’inizio di una nuova espansione, bisognerà fare i conti con diverse modifiche che alcuni giocatori apprezzeranno e altri no.

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Cominciare a giocare con la Pre-Patch

Una delle domande che abbiamo letto più spesso in questi giorni è la seguente: ha senso cominciare a giocare World of Warcraft in questo momento? Molti potenziali giocatori temono il confronto con un MMORPG in cui si è raggiunto il livello 120 alla settima espansione, e non possiamo biasimarli. La Pre-Patch, tuttavia, risponde alla domanda di sopra nel modo più chiaro: sì, questo è il momento migliore per cominciare un personaggio su World of Warcraft, se non altro perché il sistema di progressione è stato completamente rivisto. Il livello massimo raggiungibile prima che esca Shadowlands non è più 120, ma 50: Blizzard ha infatti “compresso” numeri e statistiche per renderli più intuitivi, semplificare la progressione e, contemporaneamente, velocizzarla. Allo stesso tempo, questa scelta enfatizza ogni nuovo livello raggiunto, rendendolo più significativo grazie al continuo apprendimento di incantesimi e abilità che stimolano la curiosità e l’interesse dei giocatori.

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Anche i primi passi si muovono in modo diverso già nella schermata di creazione del personaggio: l’interfaccia è adesso più curata e ricca di opzioni, che comprendono un maggior numero di segni particolari, acconciature e altro ancora. E se un giocatore dovesse pentirsi di come ha creato il suo personaggio, in futuro non dovrà più ricorrere ai servizi a pagamento per cambiarlo, dato che ora è possibile alterare completamente l’aspetto dell’avatar nei barbieri situati in città, compreso il sesso scelto all’inizio del gioco. Una volta superata la scelta della classe e della razza, i vecchi giocatori che hanno già raggiunto il livello 50 (cioè, il 120) con un altro personaggio potranno scegliere se cominciare l’avventura come al solito o partire da una nuova zona, chiamata Isola dell’Esilio, che è invece obbligatoria per i novellini. Si tratta di un prologo giocabile della durata di circa un’ora che spiega, attraverso una divertente storyline, le basi del gameplay: le missioni, l’interazione con l’ambiente, il movimento, il combattimento.

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Superata l’Isola dell’Esilio – o la zona iniziale che contraddistingue la razza scelta per il personaggio – e raggiunto il livello 10 circa, la progressione riprende direttamente da Battle for Azeroth con un sistema di scaling. A questo punto, però, i giocatori che hanno almeno un altro personaggio a livello 50 potranno scegliere se proseguire seguendo la storyline della precedente espansione fino a livello 48 – il livello minimo richiesto per cominciare Shadowlands – oppure partecipare alle cosiddette Campagne Viaggi nel Tempo: parlando con Cromie a Roccavento o Orgrimmar sarà possibile scegliere l’espansione in cui progredire fino a livello 48. Abbiamo gradito moltissimo questa soluzione, che scala i livelli delle vecchie zone e rende l’esperienza di leveling più coesa e interessante. In passato, la riduzione dei punti esperienza necessari a progredire veniva ridotta di espansione in espansione, e i giocatori finivano con lo sfrecciare tra le zone e storyline senza assorbirle.

La Pre-Patch di World of Warcraft: Shadowlands, insomma, ha rinfrescato un’esperienza di gioco rimasta stantia per troppi mesi, e risvegliato l’interesse di giocatori vecchi e nuovi nei confronti del kolossal Blizzard. Per i ragazzi di Irvine i prossimi mesi saranno impegnativi: dovranno uscire con l’espansione, innanzitutto, e poi dimostrare di avere ancora i numeri per lasciare il segno su quel mercato dei MMORPG che hanno dominato per tanti anni e che oggi è diventato irriconoscibile.





Vedi Post Originale: http://multiplayer.it/articoli/world-of-warcraft-shadowlands-punto-sulla-situazione.html


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