Wonder Boy: Monster Land (mini) Recensione Switch

Era il lontanissimo 1987 quando Wonder Boy in Mosterland debuttò in sala giochi e sui computer e console casalinghe dell’epoca. Grazie a SEGA AGES è possibile giocare ad una versione “potenziata” di questo classico chiamata più sinteticamente Wonder Boy: Monster Land.

Non è altri che il secondo capitolo della celebre serie ed uno dei più amati in generale. Un action platform con elementi RPG che ci fa vestire i panni dell’eroico Tom Tom (Wonder Boy) nuovamente in viaggio per salvare la sua terra, il suo regno.

Il gioco è disponibile sul Nintendo eShop per Switch a 6,99 euro. Ed arriva con alcune novità. Ecco la nostra mini-recensione.

UN CLASSICO DI 32 ANNI FA “POTENZIATO” PER SWITCH

Non è mai facile parlare di un gioco appartenente ad un’era geologica diversa. Si perché 32 anni sono tanti nella concezione normale, figuriamoci per un videogioco. All’epoca della sua uscita il titolo godette di estrema popolarità, sia in Giappone che nel resto del mondo. Convertito un po’ ovunque, Wonder Boy in Moster Land si fece apprezzare anche su C64. Un’edizione che ricordiamo molto bene.

Adesso, la collana SEGA AGES, ci permette di rigiocare questo classico. Dicevamo con qualche potenziamento. Ma come è invecchiato? Vi diciamo che i segni del tempo ci sono tutti, soprattutto se giochiamo in modalità TV. Fatto del tutto normale. Il gioco offre diverse opzioni. Da quelle grafiche che ci permettono di scegliere il formato dello schermo (optare per i 4:3 originali con presenza di sfondo o per i più attuali 16:9) o se attivare i filtri per simulare l’effetto tubo catodico.

Ma sono presenti alcuni miglioramenti come la presenza della modalità Power Up New Game (New Game Plus). Questa è una funzione che può essere attivata in ogni momento, anche senza finire il gioco e permette di ricominciare la partita dopo un game over conservando l’equipaggiamento ottenuto.

Troviamo anche tre nuove modalità sfida.  Due prove a tempo Sphinx e Monster Castle, più la prova a punteggio Fire Ball.

Ma non finisce qui. Troviamo anche le classifiche online, una funzione di replay e la Money Hungry Mode. Quest’ultima riguarda un bug che esisteva nell’originale versione arcade per cui i giocatori potevano aumentare il valore di qualsiasi pezzo d’oro nascosto scuotendo rapidamente avanti e indietro il joystick. Il bug, di default, in questa versione non è stato corretto; per farlo e vivere un’esperienza davvero hardcore bisogna dunque attivare la Money Hungry Mode.

In ultimo, è possibile selezionare la versione del gioco (giapponese o internazionale), il livello di difficoltà (normale e difficile), il numero di vite (i cuori) tra 1 e 5 ed il punteggio che dà diritto alla vita extra ogni 30.000, 50.000 o 100.000 punti.

LA SINOSSI DI WONDER BOY: MONSTER LAND

 

Dopo aver sconfitto il re del male, il regno di Wonder Land era un paradiso… almeno per un po’ di tempo. La pace, però, fu spezzata quando un feroce drago sputafuoco che colpì senza preavviso e conquistò Wonder Land con una masnada di malvagi, mostruosi scagnozzi, trasformando una terra un tempo pacifica in una caotica landa infestata dai mostri.

Rendendosi conto di essere l’ultima speranza, Wonder Boy parte per un nuovo e pericoloso viaggio per liberare la sua terra dai mostri e sconfiggere il drago “invincibile”.

IL GAMEPLAY È SEMPRE IL FIORE ALL’OCCHIELLO

Inutile dire che il nocciolo del gioco sia il gameplay e che questi sia stato lasciato sostanzialmente identico all’originale. Wonder Boy: Monster Land è un action platform con elementi ruolistici. Il nostro protagonista dovrà saltare tra piattaforme ed usare diverse armi ed oggetti per migliorare le sue prestazioni e poter sconfiggere nemici sempre più forti ed ostici.

Gli 11 livelli (non lineari) che compongono il regno sono troppo lunghi ma offrono una sfida interessante a meno che non conosciate i pattern dei vari mostri. Monster Land è popolata chiaramente da mostri di ogni genere (che Monster Land sarebbe diversamente?) ed ognuno ha i propri movimenti ed attacchi. Basta chiaramente memorizzare il tutto così come le difficoltà ambientali (piattaforme moventi, lava, fiumi e così via) e si va avanti senza grossi intoppi alla caccia del miglior punteggio.

Nel nostro periglioso viaggio raccoglieremo monete d’oro, utili per acquistare l’equipaggiamento fondamentale visto che partiremo letteralmente in mutande, clessidre per il tempo (altro nemico tremendo visto che corre troppo), ma anche oggetti che offrono punti extra e vite extra come il cuore piccolo ed il cuore grande. Quest’ultimo azzera l’energia e la ricarica offrendo punti supplementari. La chiave, invece, viene rilasciata dai boss ed è fondamentale per poter andare al livello successivo. I vari stage sono comunque disseminati di negozi dove andremo a comprare tonici, armi, scudi ed equipaggiamenti. La spada di partenza (la Gradius) sarà presto da sostituire. Stesso dicasi per le calzature e per le armature che ovviamente daranno più resistenza al nostro biondo eroe.

Sempre nei negozi possiamo acquistare Bombe, palle di fuoco, tornado, lampi. Utilissimi per far pulizia nei momenti di difficoltà. Il gameplay è rimasto quello ed il feeling – per chi ha amato questo gioco – risulta sostanzialmente immutato grazie anche ad una discreta profondità se si pensa che si tratta di un titolo di 32 anni fa e che, soprattutto, è un arcade. Sono rimasti anche alcuni difetti originali: a volte la tempistica deve essere precisa al 101% visto che le collisioni non sempre sono precise.

I PIXEL E LE STORICHE MUSICHE DEL 1987

Wonder Boy: Monster Land mostra tantissimo i “pixel del tempo”. Le rughe digitali di un volto che ovviamente sente il passare del tempo. È naturale, anche in ambito videoludico. Non ci sono filtri per il miglioramento e sotto questo aspetto il titolo è rimasto fedele a quello di 32 anni or sono. Gli unici filtri presenti, lo ripetiamo, sono quelli per simulare l’effetto monitor a tubo catodico.

Ad ogni modo, gli estimatori apprezzeranno anche perché la grafica molto colorata e ben disegnata risulta carina nonostante il tempo trascorso. Gli sprites non sono particolarmente grandi ma il gioco è molto fluido ed anche vario visti i diversi ambienti proposti che ci immergono in una favola fantasy da giocare.

È un piacere, almeno per chi vi scrive, riascoltare le musiche originali. Ogni livello ha il suo tema così come ogni venditore. Sono motivetti brevi ed orecchiabili che difficilmente si tolgono dalla testa.

COMMENTO FINALE

Rigiocare a Wonder Boy: Monsterland (o in Moster Land) è una bella emozione. La collana SEGA AGES ci riconsegna un classico senza tempo… che mostra i segni del tempo. È giusto essere onesti.

Sono state aggiunte varie opzioni che migliorano sicuramente la longevità e la rigiocabilità grazie alla presenza anche di classifiche online, delle modalità alternative a quella arcade. Il piacere di rigiocare a questo action platform però è immenso. Rivisitare i vari stage ed ambientazione, affrontare ancora una volta i mostri che tanto ci fecero sudare quando eravamo piccoli e riascoltare le musiche originali è senza dubbio un pregio.

Certo, mostra i segni del tempo. Ma la raccolta SEGA AGES fa questo: ci ripropone i suoi classici modificandoli senza snaturarli. Chi vuole rigiocare a Wonder Boy può senza dubbio valutarne l’acquisto con tutti i pro ed i contro dell’originale e con i tanti pro di questa versione che aggiunge un po’ di “ciccia”.

Astenersi non estimatori.

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Fonte: Wonder Boy: Monster Land (mini) Recensione Switch