Tomb Raider I-III Remastered, la definizione di


Esistono videogiochi che non hanno bisogno di presentazioni. Videogiochi che hanno fatto la storia e che, a modo loro, hanno segnato il mondo videoludico per l’eternità. Il suo primo debutto nel 1996 rese infatti Lara Croft l’eroina più famosa della storia dei videogiochi (ispirando anche diverse pellicole). Per questo dovremmo ringraziare Toby Gard, “padre” ideatore dell’affascinante esploratrice di tombe, che l’ha resa un’icona femminile audace e amata come poche altre.

Grazie al remake di Tomb Raider: Anniversary (2007) abbiamo potuto festeggiare il decimo compleanno del franchise, rivivendo il primo storico capitolo. Stavolta però ci aspetta qualcosa di persino migliore. Con Tomb Raider I-III Remastered avremo infatti la possibilità di rigiocare (in versione restaurata) le prime tre avventure originali, con tutti i contenuti extra inclusi. Una remastered di cui avevamo sinceramente bisogno, sviluppata da Aspyr in collaborazione con Crystal Dynamics.

Ma ora basta chiacchiere, è il momento di tuffarci nell’avventura con la nostra recensione della versione Pc di Tomb Raider I-III Remastered. Ricordiamo che il gioco, pubblicato da Aspyr, è disponibile anche su PS4, PS5, Xbox One, Xbox Series X/S e Switch. Buona lettura.

L’INVENTRICE DEL “SALTO DELLA FEDE”

Dove ci sono manufatti antichi e mistici, potete state certi ci saremo anche noi. Così si apriranno le tre campagne di Tomb Raider I-III Remastered, complete di tutti i contenuti extra. Dal menù principale potremo scorrere agevolmente fra i tre titoli con un solo tasto, avviare la storia o accedere alla “Casa di Lara”. Questa è una scelta che consigliamo per rispolverare le complesse meccaniche di gioco. Le indicazioni di Lara su come saltare, durante i percorsi di allenamento, potranno salvarvi la vita, assieme al controller…

La residenza Croft, come molti ricorderanno, sarà liberamente esplorabile. Tolti i convenevoli con il maggiordomo più congelato della storia (chi sa, capirà) potremo mettere in pratica le nostre abilità nel percorso a tempo a caccia di record. Una volta che ci sentiremo a nostro agio nei panni dell’aitante archeologa ci lanceremo nella campagna, fra esplorazioni, pericoli, trappole, enigmi e colpi di scena…

Eccovi una comparison dei filmati

Come abbiamo potuto vedere, il lavoro svolto nei tre capitoli di Tomb Raider I-III Remastered è certamente degno di lode. Anche i filmati sono stati migliorati, andando a ridurre visibilmente la grana dei pixel. Per molti potrà sembrare una miglioria da poco, ma ricordiamoci che parliamo di quasi trent’anni fa… Con questa remastered gli sviluppatori si sono concentrati soprattutto sull’aspetto grafico, ma ne parleremo fra poco.

Riguardo i contenuti della campagna non possiamo che sottolineare quanto le originali avventure di Lara Croft siano (e possiamo dire, sono) ancora oggi materiale d’ispirazione. Livelli riccamente articolati, fasi di shooting acrobatico, enigmi intriganti ed esplorazioni intense. Questi sono i pregi che caratterizzano questa saga, oggi come ieri in grado di rapire i giocatori più affezionati, ma anche di sorprendere i novizi “abituati a tutto”.

CAPPOTTO INVERNALE E COSCE D’ACCAIO

Oh oh…

Abbiamo scelto di giocare Tomb Raider I-III Remastered rigorosamente con un pad. Scelta coerente “alle origini” che consigliamo a tutti, per quanto l’utilizzo della tastiera sia tutt’altro che problematico. I comandi saranno di base “tank”, con il movimento “bloccato” nel quale (proprio come un carro armato sui cingoli) dovremo ruotare noi stessi in movimento o da fermi. In parole povere, come i movimenti visti in un qualsiasi, classico Resident Evil.

I comandi moderni potranno comunque essere attivati in ogni momento, liberando Lara dagli “impedimenti di un tempo”. Così da poter seguire qualsiasi direzione impartita da un pad analogico. Ovviamente sconsigliamo tale impostazione, visto che andrebbe a snaturare in parte il piacere dell’attenzione richiesta nei movimenti e nei salti. Fulcro oltretutto dell’intera avventura. Uomo (anzi, donna) avvisato…

Imprecazioni che si possono sentire

Come da tradizione, per poterci aggrappare a una sporgenza dovremo raggiungerla perpendicolarmente, tenendo premuto il comando per “prepararci” alla presa. Per poter giocare al meglio sarà richiesta una modesta predisposizione al posizionamento, specialmente in quei tantissimi salti effettuati fra una stretta sporgenza e l’altra. La fretta potrà letteralmente ucciderci, e questo alimenterà quella parte di ansia prodotta da un gameplay che di fatto punisce l’impazienza. Pena, il riavvio del livello (In caso non abbiate salvato dopo ogni salto)…

Bisognerà spesso difendersi anche dalla fauna selvatica, oltre che da infide trappole e svariati mostri. Le nostre fidate doppie pistole saranno le armi base, mentre esplorando ogni angolo potremo anche reperire nuove bocche da fuoco e munizioni, oltre che richiestissimi medikit. Tutto ciò nel complesso riesce a regalare viscerali emozioni nell’esplorazione, oltre che un’irrefrenabile fame nel voler affrontare la prossima “sfida”. La vera esperienza in stile Tomb Raider I-III Remastered.

UNA SFIDA DI RESISTENZA E CORAGGIO

Sali, sali!

Come in altre remastered di questi tempi, anche Tomb Raider I-III Remastered avrà un tasto di “switch generazionale”, in grado di attivare la grafica originale della trilogia. Poter osservare con i nostri occhi il lavoro svolto sulle texture in tempo reale, con la sola pressione di un tasto, è risultato tanto affascinante quanto utile, delle volte. La grafica old-gen infatti, quando abilitata, porterà la telecamera nella sua più bassa posizione originale. Cosa che ci darà modo di vedere sporgenze in luoghi angusti che più di una volta ci sono sfuggite con la visuale “moderna”…

Le nuove texture inoltre risulteranno ampiamente dettagliate e talvolta dai colori ribilanciati. A volte più tenui, mentre altre volte più accesi. Diverse location tuttavia risultano visivamente più caratteristiche e d’impatto nella loro versione old-gen. Questo è dovuto ad un sistema di illuminazione non sempre convincente, che più di una volta (in termini visivi) non ha reso quanto la sua versione originale. Un vero peccato, visto che con qualche accortezza in più avrebbe potuto far fare un salto ancor più grande a questa nuova versione.

Ecco qualche esempio

Nel complesso si tratta comunque di un buon risultato capace di mantenere più o meno intatte le sue radici, giocando su colorazioni più “realistiche” con un sistema di illuminazione e ombre spesso invertiti fra loro. Stanza buie tornano lucenti, mentre altre (più illuminate nella versione originale) risultano decisamente più buie in quel di Tomb Raider I-III Remastered.

La nostra Lara tra l’altro non risulterà “colpita” dalle ombre come in origine, con un modello molto più omogeneo, quindi spesso o completamente illuminato o totalmente in ombra. Differente invece il paragone con l’originale, con ombreggiature posizionate in varie parti del corpo visivamente più accentuate rispetto alla nuova controparte. Si tratta giusto di piccoli dettagli che però, a nostro parere, potevano essere meglio definiti, come nell’originale.

INDUBBIAMENTE IN OTTIMA FORMA

Ugualmente affascinante

Sul fronte tecnico di Tomb Raider I-III Remastered è possibile notare qualche dettaglio lasciato al caso, come ad esempio il sonoro. Il sistema audio infatti non è stato pressochè toccato, e fra gli stupendi suoni e le misteriose tracce musicali potremo notare la mancanza di alcuni rumori.

In particolare sul terzo capitolo, dove oltre ciò, l’audio generale risulta molto più “basso” rispetto altri due episodi. Bene invece l’ottimizzazione, visto che l’esperienza si è rivelata fluida come non mai. Sia con la grafica originaria che con la rispettiva più moderna, il gioco non ha mai dato alcun cenno di rallentamento, neanche durante gli switch di texture.

Peccato che non tutte le zone abbiano ricevuto lo stesso trattamento

Globalmente quella di Aspyr e Crystal Dynamics è davvero un’ottima remastered, che non solo ha restaurato visivamente i tre capitoli della serie, ma ha anche aggiunto profondità al tutto… Alla struttura grafica di base infatti sono stati aggiunti svariati extra di natura “ambientale”. Il fogliame per esempio risulta assai più presente nelle zone “naturali”.

Diversi elementi degli scenari sono passati dal 2D al 3D, e in generale molti dettagli hanno goduto di una nuova e indubbia profondità. Tirando le somme, non possiamo quindi che complimentarci con gli sviluppatori per aver reso ancora più splendente questa compilation di perle videoludiche.

Cose che capitano

DA AVERE SENZA RISERVE

La pazienza è la virtù dei forti. Non importa quante volte fallirete o quante volte chiuderete il gioco per disperazione. Tomb Raider I-III Remastered avrà sempre quella misteriosa e irrefrenabile attrazione nel riportarvi al centro delle sue avventure. Non potevamo desiderare altro da questa trilogia se non una degna remastered, che non ha solo “aggiornato il filtro grafico” ma ha anche introdotto nuovo spessore e lucentezza, oltre che a limare tutte le spigolose sagome della nostra Lara Croft.

Applausi dunque per una sensata e riuscita opera di “restauro”, in grado oggi non solo di preservare la qualità originale di un reperto raro, ma di farlo risplendere come non mai. Le smussature apportate da Aspyr e Crystal Dynamics potranno far sognare ancora tanti appassionati di vecchia data, oltre a poter presentarsi con rinnovata eleganza alle nuove generazioni, pronte per vivere una nuova e pioneristica avventura d’altri tempi.



Leggi Post Originale: https://www.ilvideogioco.com/2024/02/29/tomb-raider-i-iii-remastered-recensione/


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