The Outer Worlds, recensione Pc - IlVideogioco.com


A più di un anno di distanza dalla release su Pc, PS4 e Xbox One, The Outer Worlds (qui la nostra recensione PS4) è recentemente sbarcato su Steam. Terminata l’esclusiva annuale su Epic Games Store, la creazione di Obsidian Entertainment è arrivata anche sullo store di Valve (nonché su quello di GOG) dove ancora una volta ci ha impressionato.

Il nuovo mondo creato sotto l’occhio vigile dei padri della serie Fallout e Arcanum affascina e cattura fin dai primi minuti. Questo pur non essendo un titolo innovativo e raffinato in termini di soluzioni tecniche. Una volta conosciuti la trama e l’universo di gioco tali aspetti passeranno completamente in secondo piano, nel novero di una meravigliosa avventura.

Questa volta infatti abbiamo avuto l’onere e l’onore di mettere le mani sulla versione Steam del titolo, e ne siamo rimasti veramente sorpresi. Vi lasciamo ora alla recensione Pc di The Outer Worlds, curata dal nostro Claudio Szatko. Vi auguriamo una piacevole lettura.

TRAMA

La storia di The Outer Worlds parla di un passeggero ibernato in una nave colonizzatrice che è stata “perduta” per quasi 70 anni. Grazie alla comparsa di uno scienziato, piuttosto folle, il giocatore verrà salvato e scaraventato tra diversi mondi al fine di ottenere quanto necessario per salvare l’intera colonia congelata. Naturalmente, l’obiettivo della nostra missione sarà messo da parte non appena atterreremo sul primo pianeta colonizzato.

Qui dovremo intraprendere una lotta per una maggiore influenza fra le più importanti corporazioni, impegnate nel governo della galassia. Il mondo di gioco è grande e ricco, ma anche pieno di cinismo. Fortunatamente l’umorismo e la comità insita nel titolo alleviano efficacemente l’atmosfera appesantita dalla serietà delle altre tematiche, similmente a quanto accade nella celebre serie di Borderlands.

LA BUILD (E L’ASPETTO) FA LA DIFFERENZA

The Outer Worlds

Lo studio di sviluppo di The Outer Worlds, Obsidian Entertainment, si è certamente inserito in una nicchia interessante. Nel gioco infatti è presente un esteso sistema di sviluppo del personaggio, che combina e influisce in maniera originale e divertente sia i combattimenti che i dialoghi. Non a caso le statistiche del nostro personaggio si riflettono in ogni aspetto del gameplay.

Puntando sul fascino decretato dall’incremento di statistiche quali l’oratoria e l’intelligenza, abbiamo ottenuto diversi vantaggi sia durante i dialoghi che durante gli scontri. In quest’ultimo caso è stato possibile persino aumentare le nostre possibilità di vittoria abbassando il morale del nemico. Spendendo i punti sulle abilità relative al combattimento, ci siamo accorti di essere in grado di “intimidire” i nostri interlocutori. A dimostrazione del fatto che l’apparenza conta, e può fare la differenza.

L’intero sistema di creazione del personaggio e della selezione delle statistiche (come anche l’equipaggiamento) riprende comunque diversi giochi di ruolo, dove ogni nostra decisione avrà conseguenze dirette sul mondo che ci circonda. Questa è una delle più grandi qualità di The Outer Worlds, dove l’avventura viene per l’appunto arricchita da tali elementi.

Sulla creazione del nostro alter-ego ci siamo sbizzarriti in molti modi. Le possibilità di modifica in sé non sono certo le più varie ed estese su piazza, tuttavia riescono a dare diverse soddisfazioni a opera conclusa. Nel giro di poco tempo siamo riusciti a mettere insieme un personaggio unico nel suo genere, con lunghi capelli neri e dei baffi di tutto rispetto. Il tutto accompagnato da una sorta di ustione su un lato del viso.

MONDI PIENI DI STORIELLE

The Outer Worlds

Uno dei punti di forza di The Outer Worlds è sicuramente la possibilità di accettare molte missioni diverse in giro per le mappe di gioco. Per la nostra strada abbiamo incontrato svariati personaggi, che ci hanno offerto missioni di tutti i tipi. Per esempio un becchino, dal quale siamo stati incaricati di riscuotere del denaro da diverse persone presenti in città.

Oppure un parroco che cercava un libro profano in francese. Dopo averlo trovato e consegnato si è persino unito alla nostra squadra. Sostanzialmente vi sono numerosi personaggi iconici, tutti da scoprire. Nelle varie località sarà inoltre possibile protare con noi fino a un massimo di compagni. Essi si riveleranno spesso molto utili offrendo supporto in combattimento. Altre volte però finiranno con l’interferire nei dialoghi con gli NPC. Ciò ci costringerà a valutare attentamente la composizione della squadra.

Il titolo di Obsidian Entertainment ha l’accortezza di non travolgere con un mondo enorme, vuoto e povero. Le mappe infatti sono più piccole, e tra una località e l’altra viaggeremo molto utilizzando un’astronave pilotata da un’affascinante IA femminile.

The Outer Worlds

Il level design ci ricorda invece, oltre che i Fallout, Mass Effect. La storia principale può essere completata in una decina d’ore. O almeno, è possibile qualora uno decida di saltare tutte le missioni di secondarie, e in generale di correre saltando tutto il saltabile. Cosa che metterebbe a repentaglio una genuina esperienza di gioco. Dopotutto il mondo di gioco merita davvero di essere esplorato da cima a fondo.

Le mappe, che come abbiamo anticipato presentano dimensioni più contenute rispetto ad altri titoli sui generis, sono ricche di dettagli. A dimostrazione del fatto che può valere la pena concentrarsi su spazi meno ampi, ma in maniera più incisiva. La maggior parte delle missioni secondarie sono oltretutto molto divertenti. E’ facile finire con il passare decine e decine di ore al servizio della lotta contro le mega-corporazioni. Il design delle mappe ha anche un impatto non trascurabile sui combattimenti. Difatti veniamo incoraggiati a valutare attentamente l’ambiente circostante, finendo nondimeno con l’utilizzarlo a nostro vantaggio. Tuttavia risulta impossibile non notare, occasionalmente, dei comportamenti bizzarri o poco elaborati da parte dell’IA nemica. Se non altro il gunplay risulta piuttosto gradevole.

Giusto anche ricordare che l’edizione provata include anchee l’espansione Peril on Gorgon (Pericolo su Gorgone) che aggiunge ulteriori ore e nuove ambientazioni. Un espansione di spessore di cui abbiamo parlato anche qui, al tempo della sua uscita su console.

LATO TECNICO

La versione per Pc che abbiamo testato ci ha messo davanti a sporadici effetti di stuttering durante gli spostamenti a mappa aperta. Una problematica che viene tuttavia messa in secondo piano se si considera la qualità complessiva del prodotto, specie sul fronte grafico. The Outer Worlds impostato su qualità ultra ci ha regalato non poche emozioni.

Texture definite, riflessi nelle pozze d’acqua e raggi solari curatissimi che ci hanno fatto pensare indubbiamente alla tecnologia del ray-tracing. In generale la cura per i dettagli a opera di Obsidian Entertainment lascia davvero di stucco.

COMMENTO FINALE

La versione Pc di The Outer Worlds è riuscita a convincerci nonostante i piccoli cali di frame. Che pur essendo fastidiosi non incidono, fortunatamente, su quella che è la meravigliosa esperienza che il titolo di Obsidian Entertainment può offire. Il gioco riesce nondimeno a stupire l’occhio umano sia grazie a una grafica migliorata che al framerate sbloccato.

Le missioni, l’esplorazione libera, le possibilità di scelta in termini di abilità e personalità del personaggio a seconda di come il giocatore decide di comportarsi nel mondo di gioco.. La longevità (oltre che il divertimento) è assicurato dalla magistrale unione fra le varie componenti. Good job.



Leggi Post Originale: https://www.ilvideogioco.com/2020/12/03/the-outer-worlds-recensione-pc/


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