The Elder Scrolls Online: Markarth, recensione - IlVideogioco.com


Dal 2014 ad oggi, The Elder Scrolls Online ha accompagnato la vita degli appassionati del mondo di Tamriel e di “Tes” per oltre un lustro. Fra alti e bassi, la produzione di Zenimax Online Studios e Bethesda Softworks ha tracciato pagine di storia dei massive online multiplayer role playing games (Mmorpg). Espansione dopo espansione, dlc dopo dlc, passa il tempo, generazioni di videogiochi iniziano e finiscono ma una certezza resta. The Elder Scrolls Online miete ancora consensi. E prova a farlo anche con l’ultimo dlc, quello che chiude il cerchio aperto da Greymoor e che completa l’esperienza di Skyrim in questo gioco: Markarth.

Uscito lo scorso 10 novembre, ecco la recensione della versione Pc. Vi auguriamo una piacevole lettura.

MARKARTH: IL CUORE OSCURO DI SKYRIM

Per chi ancora non lo sapesse, The Elder Scrolls Online è un videogioco di ruolo online fantasy (ormai gratuito). E’ ambientato mille anni prima delle vicende a cui abbiamo assistito su The Elder Scrolls V: Skyrim. Anno dopo anno, gli appassionati hanno visto il gioco (visivamente molto simile a Skyrim) espandersi, facendo raggiungere tutte le regioni del continente fantastico.

Così, abbiamo visto Morrowind prima, e la famosa “landa norrena” con Greymoor. Markarth è il capitolo conclusivo che ci porta nel “Cuore Oscuro di Skyrim”. Non vogliamo rivelarvi oltre, della trama, perché è uno dei punti più positivi di questa espansione. Qui basti sapere che alcuni personaggi chiave, come Verandis Ravenwatch, fino ad ora piuttosto marginali, tornano alla ribalta e si riscattano benissimo. Quel “Reach” in cui ci siamo imbattuti agli inizi di Greymoor, quell’ambientazione sotterranea immensa, torna, viene completata, apre le porte ad una parte della mappa che i più nostalgici apprezzeranno di certo: la zona in cui si prendeva casa.

OMBRE E LUCI

The Elder Scrolls Online: Markarth

Nulla da aggiungere sul versante tecnico, che non sia stato detto sei anni fa o sei mesi fa. Markarth è un DLC che aggiunge contenuti a The Elder Scrolls Online, pertanto non è graficamente che aggiunge, ma solo a livello di ambientazioni e di contenuti. Nuove armature, nuove missioni, nuova storia che porta all’epilogo degli eventi innescati in Greymoor.

Una nota di merito andrebbe fatta alla scrittura dei personaggi (ribadiamo l’ormai “pivotale” Verandis Ravenwatch), alle missioni secondarie e in generale ai ritmi di gioco. Buono anche il doppiaggio in lingua originale, decisamente azzeccato e convincente. Nulla da ridire sulla colonna sonora, sempre sul pezzo, epica e mai banale. Tornando ai ritmi di gioco, per quanto sostenuti e sempre sopra i livelli di guardia, fanno raggiungere i “titoli di coda” di Markarth in fretta, senza grandi scossoni al gameplay ma facendosi apprezzare per le battaglie contro i boss.

COMMENTO FINALE

Markarth è l’ultimo dlc di espansione di contenuti per The Elder Scrolls Online. E’ incluso nell’abbonamento Elder Scrolls Online Plus (Eso Plus) oppure acquistabile a parte. E’ una storia breve ma intensa, dedicata a Skyrim e alla sua parte più oscura e sotterranea: il Reach. E’ la chiosa finale agli eventi che hanno visto il loro inizio in Greymoor.

Markarth si distingue per offrire la possibilità di calcare zone di Skyrim precedentemente inaccessibili. Zone che i veterani di Tes V: Skyrim ricorderanno con punte nostalgiche e sono una nuova veste. Dopo tutto, stiamo sempre calpestando territori mille anni indietro nel tempo rispetto ai giochi single-player.

Alcuni personaggi sono stati riscattati, rivalutati, acquistano più carisma e dirigono bene le azioni del giocatore. Sono doppiati bene e sempre accompagnati da una colonna sonora eccezionale. Pad o tastiera alla mano, nessuna novità in particolare: in Markarth il motore di gioco è sempre quello di Skyrim, quindi ha nove anni sulle spalle, è tirato a lucido e all’estremo ma è sempre un bellissimo vedere.



Vedi Post Originale: https://www.ilvideogioco.com/2020/11/19/the-elder-scrolls-online-markarth-recensione/


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