Suicide Squad: Kill the Justice League, recensione - IlVideogioco.com


Suicide Squad: Kill the Justice League è l’ultima fatica di Rocksteady Studiossoftware house londinese celebre per la realizzazione della serie Batman: Arkham. Iniziamo col dire che questo nuovo progetto non è nato esattamente sotto ua buona stella, dati i diversi rinvii e in generale l’incertezza che ha caratterizzato l’intero processo di sviluppo. Complice anche un beta test non proprio esaltante, la fiducia degli appassionati è andata via via diminuendo, fin quasi ad aspettarsi direttamente un flop.

Nella nostra prova però ci siamo dovuti ricredere, e constatare che il quadro è assai meno peggiore rispetto a quanto preventivato. Questo al netto di diverse incertezze che, sommate, fanno comunque gridare alla classica “occasione sprecata”. Andiamo però a fondo della faccenda in questa recensione della versione PS5 di Suicide Squad: Kill the Justice League. Ricordiamo che il gioco, pubblicato da Warner Bros Games, è disponibile anche su Pc e Xbox Series X/S. Buona lettura.

LA TERRA È IN PERICOLO MA GLI EROI NON CI AIUTERANNO

Uno dei punti di forza di Suicide Squad: Kill the Justice League è il comparto narrativo, direttamente dai fumetti DC. Il team di Rocksteady Studios ci farà vivere le avventure degli squinternati protagonisti in modo scanzonato e divertente. La trama infatti è abbastanza semplice, ma anche intrigante: una minaccia aliena è giunta sulla Terra, uccidendo tantissime persone. Come si potrà fermare qualcosa in grado di manipolare il cervello della gente?

Semplice, reclutando chi un cervello non ce l’ha! Così Amanda Waller, leader dell’organizzazione governativa A.R.G.U.S., tenta il tutto per tutto pescando, tra i criminali rinchiusi ad Arkham, un folle quartetto che insieme formerà la Task Force X. I prescelti designati per l’impresa sono i noti Captain Boomerang, King Shark, Deadshot e Harley Quinn. Come i fan certamente sapranno, tutti loro non brillano certo per intelligenza o spirito di squadra.

Suicide squad recensione

Incentivati a collaborare da una bomba innestata nel cervello di ciascuno, i quattro anti-eroi non avranno altra scelta che eseguire gli ordini della direttrice e cooperare per salvare il pianeta. L’alieno conosciuto come Braniac, tuttavia, non opera iin prima persona ma per l’appunto assume il controllo dei cervelli altrui, comandandoli a suo piacimento. Oltretutto, anche gli eroi più forti non ne sono immuni. Infatti tutta la Justice League è caduta sotto il suo dominio, ed è intenta a servirlo fedelmente.

I nostri quattro protagonisti si troveranno quindi costretti a fronteggiare una minaccia molto più grande di loro. Partiremo con missioni minori fin a quando saremo pronti ad affrontare alcuni degli eroi più noti come Flash, Lanterna Verde e Batman. Il quartetto stempererà la costante tensione dell’impresa con continue battute e freddure: uno gradito stile a cui ci ha già abituato la “controparte” targata Marvel, ovvero i Guardiani della Galassia.

COME POTREMO BATTERE SUPERMAN?

Suicide squad recensione

Chiaramente uno scontro diretto tra Superman e i poveri Captain Boomerang, King Shark, Deadshot e Harley Quinn avrebbe un epilogo scontato. Per colmare il divario di forza tra questi criminali e i supereroi non avremo altra scelta che affidarci a invenzioni strampalate. A progettare questi marchingegni ci penseranno il Pinguino e il Giocattolaio, che diventeranno degli alleati indispensabili per aumentare il nostro potere in battaglia.

In Suicide Squad: Kill the Justice League ci troveremo a scorrazzare qua e là per una bella (ma piuttosto deserta) Gotham City, in cerca dell’ultimo ritrovato tecnologico che ci permetterà di affrontare i supereroi. Le varie missioni presenti avranno diversi obiettivi, come salvare i civili intrappolati o distruggere una struttura aliena, e così via. Purtroppo tali incarichi si son rivelati tutte molto simili tra loro, perché ciò che dovremo fare, in sostanza, sarà semplicemente uccidere tutti gli alieni presenti.

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Alla lunga (ma forse neanche tanto lunga) la ripetitività si farà sentire, ed è questa facile tendenza a rappresentare il principale limite della produzione. È vero che alcune missioni richiederanno requisiti particolari per essere portate a termine, come utilizzare solo le granate o i colpi speciali “mieti-scudo”, ma alla fine il loop è sempre quello. Uccidi gli alieni, finisci la missione, ricevi la ricompensa. Il solido gameplay da sparatutto in terza persona invece risulta piacevole e divertente, ma per molti giocatori potrebbe non bastare per controbilanciare certe lacune.

Alla fine di ogni impresa riceveremo dei premi casuali, che andranno a migliorare il nostro equipaggiamento. Questo assieme a delle materie prime che il Pinguino sarà in grado di trasformare in armi o accessori letali. In questi casi la sorte potrà esserci d’aiuto o d’intralcio, visto che gli equipaggiamenti creati presenteranno statistiche randomiche. Riceveremo inoltre dei punti talento che un’entità cybernetica (nostra alleata, chiamata Hack) sarà in grado di usare per far evolvere il nostro cervello. Grazie al cielo.

ANCHE SE SIAMO CRIMINALI, POSSIAMO MIGLIORARE

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L’albero dei potenziamenti si divide in tre rami, dove ciascuno presenta scelte multiple. A dirla tutta però non abbiamo notato significativi cambiamenti tra le varie abilità. E questo è un altro aspetto della produzione che poteva e doveva essere curato un po’ di più.

Come abbiamo detto pocanzi, la parte migliore di Suicide Squad: Kill the Justice League è indubbiamente l’ottimo gameplay, che ci consentirà di riversare un’enorme mole di proiettili sugli alieni nemici in maniera molto soddisfacente.

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Purtroppo essi non brilleranno in termini di varietà, tant’è che le truppe “brute” (cioè quelle elite, aliene) sembreranno solamente la copia più grande e cattiva delle truppe normali. Per diversificare un po’ l’esperienza ci converrà quindi passare da un protagonista all’altro. Ognuno con i suoi attacchi e le sue mosse speciali, oltre che con il proprio sistema di movimento. Una peculiarità che ci è piaciuta ma che ci ha anche infastidito.

L’abbiamo gradita in quanto capace di aggiungere varietà: Deadshot per esempio userà il suo jetpack, mentre Harley farà ricorso a un rampino da agganciare a un drone in movimento. Il problema sorge invece quando dovremo padroneggiare queste modalità di movimento nel bel mezzo della battaglia, dove sarà facile fare confusione e non riuscire a muoverci come vorremmo.

PREFERITE LE CUTSCENE O UN’AZIONE ADRENALINICA?

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Tecnicamente parlando RocksteadyStudios mostra anche in Suicide Squad: Kill the Justice League tutta la propria maestria. Oltre a essere privo di bug e di altri problemi significativi, giocando potremo gustarci le frequenti cutscene che porteranno avanti la trama con occhi scintillanti. Graficamente parlando il titolo infatti risulta davvero sublime, e i personaggi principali ottimamente caratterizzati. Anche il doppiaggio (in italiano) è di pregevole fattura, oltre che preciso in termini di lip sync.

Talvolta però il fatto di voler inserire una battuta divertente a tutti i costi farà sembrare la suddetta un po’ forzata, andando a rendere il protagonista di turno più caricaturale di quanto non dovrebbe essere. Certamente condividere l’esperienza con degli amici renderà tutto più divertente e meno ripetitivo e scontato. Non a caso la modalità cooperativa, fino a quattro giocatori, costituisce un’altra freccia importante all’arco della produzione. Vi consigliamo di farvi ricorso senza esitazione.

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CONSIGLIATO AGLI APPASSIONATI

Il quadro dipinto di Suicide Squad: Kill the Justice League risulta meno drammatico di quanto si potesse ragionevolmente prevedere prima della release. Rocksteady Studios infatti riesce a sfoderare un buon comparto narrativo unito a un ottimo gameplay di base. La produzione tuttavia non è esente da problemi, e a farsi sentire sarà in particolar modo la ripetitività. La quale, tuttavia, potrà essere contrastata (almeno in parte) se decideremo di salvare il mondo assieme un amico. Cattivi “buoni” contro buoni “cattivi”, andiamo!



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