Streets of Rogue, Recensione

Il genere dei “roguelike”, è caratterizzato da meccaniche tipicamente rpg, accomunate da alcuni cardini: mappe generate casualmente (o proceduralmente), permadeath e turni. Quest’ultimo fattore è invero spesso lasciato da parte, favorendo un gioco in tempo reale e più veloce. Per farvi qualche nome famoso, citiamo FTL, Darkest Dungeon, Tales of Maj’Eyal. E poi c’è lui, il capostipite, Nethack. Il gioco che andremo a recensire oggi è Streets of Rogue, un ambizioso roguelike che, alle tipiche meccaniche del genere, aggiunge una serie di varianti tutte da scoprire.

Uscito per Switch, Playstation 4, Xbox One e Pc lo 12 luglio, è sviluppato da Matt Dabrowski. Il publisher è tinyBuild, che conosciamo per Punch Quest e Grevyard Keeper.

UNA CITTÀ IN ROVINA

La città, la “City”, coprotagonista di questo interessante roguelike, era un bel posto in cui viaggiare. Colma di divertimenti e di persone tutto sommato soddisfate della loro vita. Ma le cose belle durano sempre troppo poco, e un sindaco tanto audace quanto malvagio ha deciso di rovinare la festa a tutti.

L’aumento vertiginoso delle tasse, e la requisizione di ogni bevanda alcolica, hanno reso la vita di tutti un vero inferno. Ma al sorgere di un empio nemico, il seme della rivolta matura e cresce rigoglioso. E nel nostro caso la Resistenza (con la R rigorosamente maiuscola) si è subito data da fare per combattere questa schiacciante dittatura, che ha quel non so che tipico dei giorni nostri.





Il protagonista che andremo ad impersonare, è una recluta senza onore né gloria che dovrà conquistarsi fama attraverso una serie di livelli generati proceduralmente.

Il simpatico video introduttivo, lascia il passo al capo della Resistenza che ci istruirà in un tutorial breve ma ben spiegato. Essendo una recluta, per passare al servizio attivo dovremo superare alcune prove che vanno dallo scassinare una serratura, hackerare un computer, combattere un nemico. Il tutto è scandito con un ritmo scanzonato e che si lascia volutamente prendere in giro, con battute e freddure di vario tipo a corredo di un impianto semplice ma decisamente accattivante.

Su Playstation 4, è necessario perdere alcuni minuti per familiarizzare al meglio con i comandi, perché come vedremo più avanti, capiterà spesso di premere il pulsante sbagliato proprio nel mezzo dell’azione, portando a esiti ben poco felici.

COSA VUOI FARE NELLA VITA?





Le classi che andremo ad impersonare, non sono che una mera reinterpretazione delle classiche meccaniche da gioco di ruolo, ma hanno un impatto importante sul tipo di missioni che affronteremo, e la personalizzazione è discretamente profonda.

Al di là del testo descrittivo, ogni classe è dotata di una serie di talenti e abilità specifiche, più quelle che potremo acquisire nel corso del gioco grazie ai npc che trovano casa nella base della Resistenza. Appassionati di informatica e videogiochi quali siamo, la nostra scelta è caduta immediatamente sull’hacker. La personalizzazione estetica permette di scegliere il volto, i vestiti, e il colore della pelle. Come scritto poco sopra, i compiti a noi assegnati varieranno a seconda della persona che andremo ad impersonare.

Ad esempio, al nostro hacker è stato ordinato di sbloccare una cassaforte, rubarne il contenuto, e liberare un prigioniero hackerando il computer delle prigioni. Scegliendo un mestiere più “rude”, abbiamo dovuto fare a botte con un dottore, ed eliminare un poliziotto al soldo del sindaco. Questo, giusto per darvi un’idea di quanta varietà possieda il titolo, senza dimenticare l’alto numero di classi “avanzate” che andremo a sbloccare nel corso della partita.

Trattandosi di un roguelike, il videogiocatore non è “bloccato” in senso stretto al personaggio scelto, ma proprio in virtù dell’alto numero di classi disponibili, sarà possibile giocare con un personaggio differente ogni volta. Se questo va a minare in parte l’immedesimazione tipica dei giochi di ruolo, dall’altro rende il tutto più scanzonato e “leggero”, tanto quanto il ritmo e il background di questa produzione.

GAMEPLAY





Decisa la classe, personalizzato il nostro soldato, è ora di andare a spodestare il dittatore. La City, è divisa in quartieri, che proprio come le lasagne (citazione tratta dal gioco stesso) sono a strati. Dai più profondi e corrotti bassifondi, passeremo via via verso gli alti quartieri dei ricchi, fino ad arrivare al nemico numero uno.

Ogni missione è scandita dall’arrivo del nostro eroe sul piano di gioco, per mezzo di un ascensore. Per passare al livello successivo, dovremo soddisfare i requisiti della missione, solo allora l’ascensore per il piano successivo verrà sbloccato.

Streets of Rogue presenta una grafica in 2d con visuale dall’alto, e il level design grazie anche alla proceduralità dei livelli, è piuttosto vario. Ogni quartiere è composto da una mappa, e diverse abitazioni e locali, con vari punti d’interesse quali ad esempio prese d’aria e cestini dei rifiuti. Il gameplay è davvero veloce, e ci vedrà ad esempio infilare in una presa d’aria una sostanza sconosciuta facendo scappare a gambe levate gli npc di un edificio, solo per riuscire ad entrare in una stanza dove è rinchiuso un computer che dovremo hackerare.

Il bello arriva quando si scopre che mentre il vostro personaggio è intento nel suo hobby preferito, gli stessi npc tornano a casa e non sono affatto felici di trovare un ospite inatteso.

A quel punto, scatta il combattimento e tutto si fa frenetico e spesso caotico. Gli attacchi, variano dai classici pugni da strada, alle armi bianche e quelle da fuoco, e possiamo anche prendere npc e robot a pietrate. La vita, è scandita da una barra in alto a sinistra che potremo rimpolpare mangiando cibo o sfruttando i medikit che potremo acquistare o trovare durante l’esplorazione.

Il bello e il brutto del combattimento, è racchiuso in un esempio avvenuto durante il gameplay (oggetto anche degli screenshots proposti nella gallery). Nei bassifondi, le azioni illegali costano parecchio, e vengono punite da robot tutt’altro che loquaci. Il nostro hacker, impavido e sicuro di sé, se n’è fregato della prudenza e dopo aver usato un composto acido da spargere nelle prese d’aria di un edificio dove era necessario disabilitare alcuni allarmi, si è trovato a fronteggiare una gang di man in black tutt’altro che felici di vederci.

Dopo qualche combattimento senza esclusione di colpi, ci siamo accorti che nel quartiere era scattato l’allarme generale, sguinzagliando una serie di robot poliziotti tutt’altro che pacifici. Ci siamo nascosti nell’edificio chiudendo la porta, ma proprio quando stavamo uscendo sicuri di averli seminati, ce li siamo trovato davanti.

Colti alla sprovvista, siamo subito scappati ma poco dopo altri robot ci hanno circondato, iniziando ad attaccarci. Abbiamo usato l’abilità di hacker, capace di generare cloni di noi stessi e la strategia ha funzionato, anche troppo bene. I robot hanno iniziato ad attaccare il clone colpendo muri e altri npc che si sono immediatamente rivoltati e difesi.

Il tutto, ha dato inizio ad una reazione a catena con robot che esplodevano distruggendo le mura di un edificio, npc che correvano all’impazzata, e molte preziose risorse a terra in attesa di essere raccolte. Abbiamo atteso dietro un angolo in un rifugio sicuro, e siamo partiti all’attacco dell’ultimo robot rimasto in piedi distruggendolo dopo uno scontro piuttosto cruento.

Raccolto tutto ciò che abbiamo trovato a terra, ci siamo presi qualche minuto per esplorare ulteriormente il quartiere, passando poi a quello successivo grazie all’ascensore. È stata dura uscirne vivi, e prima di usare il clone, il nostro destino era praticamente segnato, soprattutto perché in preda alla frenesia, sbagliavamo pulsanti.

Quello di cui abbiamo parlato, è solo una delle tante possibilità a nostra disposizione, perché le varie missioni possono essere completate in molti modi differenti. Si può optare per un approccio più stealth, lasciando il combattimento a scagnozzi reclutati sul posto. O possiamo scegliere per un confronto rude e diretto, cercando di resistere alle ondate di nemici che arriveranno.

L’intelligenza artificiale è ben gestita, e anche se basilare offre sempre un buon grado di sfida durante gli scontri, grazie anche al ritmo frenetico. Il punto debole del titolo è rappresentato da una storyline accattivante e ben scritta, ma davvero corta. Completare il gioco richiederà meno di una decina di ore, 5 o 6 per i più smaliziati. Finita la trama, ciò che rimarrà saranno le sidequest e le missioni che potremo affrontare esplorando i livelli, tutto qui.

Nulla che vada ad impattare sulla qualità del gioco, ma una storyline più lunga avrebbe garantito una longevità decisamente superiore, soprattutto per quei giocatori che finita un’avventura, sentono che il gioco perde di mordente. Gli appassionati di roguelike invece, non si faranno tanti scrupoli e continueranno a divertirsi con le missioni proposte casualmente per un bel po’ di tempo. Senza contare la storyline, tra sidequest e abilità sbloccabili c’è davvero l’imbarazzo della scelta, e infatti è lo sviluppatore stesso a dichiarare come il gioco possa superare le 100 ore di longevità. Inoltre, è disponibile anche il multiplayer, sia in locale che online.

Giocare insieme ad un amico, oltre che divertente, aiuta anche nel gameplay. Infatti, il secondo giocatore sarà in grado di riportare in vita un compagno caduto, cosa che vi eviterà il game over. Oltre alla storia principale, un altro fattore da considerare è il sistema di salvataggio.

Essendo un roguelike piuttosto hardcore, il salvataggio di una partita avverrà solo alla fine del livello uscendo dal gioco. In caso di morte del personaggio, dovremo necessariamente rincominciare da capo. Ovviamente, abilità speciali e personaggi sbloccati in precedenza saranno sempre disponibili, ma perderemo monete e tutti gli oggetti guadagnati in precedenza.

GRAFICA E SONORO

Dopo averci deliziato con la pixel art di Grevyard Keeper, l’avventura di questo roguelike dal buon grado di sfida, poggia le sue basi sulla stessa tecnica. Ma in questo caso, la pixel art presente è decisamente più semplice, ma non meno accattivante.

Molti dettagli, sia per quel che riguarda gli ambienti che per gli effetti, e un level design procedurale che ad un occhio non attento ci sembrerebbe sviluppato in prima persona. Una grafica sicuramente meno profonda e sfaccettata rispetto al farming simulator made in Lazy Bear Games, ma che si sposa bene tanto nel contesto di gioco, quanto nelle meccaniche.
Splendidi gli effetti della distruzione degli edifici e delle pareti, che non sono solo un mero orpello grafico, ma hanno un serio impatto anche nell’economia di gioco.

La colonna sonora è composta da musiche scanzonate ma un po’ ripetitive che tentano con molto impegno di coinvolgerci. Il risultato anche in questo caso, è buono, e molto più vario rispetto ad altri prodotti.

COMMENTO FINALE

Streets of Rogue è un roguelike atipico, pieno di meccaniche interessanti e variazioni sul tema. La grande libertà concessa al giocatore maschera una storyline troppo corta, ed una ripetitività di fondo connessa intrinsecamente al genere a cui è ancorato.

Ci farà divertire, esultare, gridare quando ci mancava tanto così per vincere uno scontro che ci vede perdenti. Il sistema di salvataggio tipico del genere potrà non essere digerito da quei giocatori che si aspettano un’esperienza più leggera, ma il titolo non fa nulla per nasconderlo.

E pretende giocatori che vogliano divertirsi e riflettere sulle scelte senza alcuna paura, e accontenterà i fan del trial and error. Il permadeath è perennemente dietro l’angolo, compagno sicuro nelle prime ore di gameplay. Ma il risultato finale è davvero buono, considerando che lo sviluppo è affidato ad una sola persona. Se siete fan dei roguelike, fatelo vostro senza pensarci troppo. Se cercate un’esperienza più lineare dove la storyline è parte importante del gameplay, tenetelo comunque in considerazione, non ve ne pentirete.

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Fonte: Streets of Rogue, Recensione