Recensione Razer Kishi per Android: il controller per smartphone realmente pratico


Sebbene il gaming da mobile sia una realtà molto più che solida, i veri titoli entusiasmanti sul Play Store si contano sulle dita di una singola mano. Fortunatamente però il cloud gaming sta dando una grossa mano a portare l’esperienza completa dei giochi tripla A anche sullo smartphone e per di più senza essere esclusiva dei gaming phone o dei flagship premium.

Servizi come Google Stadia, Microsoft xCloud e NVIDIA GeForce Now offrono tantissimi giochi di enorme qualità, al massimo del dettaglio con un framerate stabilissimo senza necessitare di uno smartphone dall’hardware di fascia alta. Grazie al cloud gaming basta solo una connessione stabile per poter giocare a giochi come Red Dead Redemption 2, NBA 2K21, Destiny 2 e Doom Eternal.

Ad onor del vero, non basta solo una connessione ma anche un joypad per smartphone perché con i controlli touch alcuni giochi sono fisicamente impossibili da giocare. Nella guida migliori joypad salta subito all’occhio l’assenza di veri controller per smartphone in grado di essere comodi ed efficienti. Razer con il suo Kishi prova a risolvere questo problema, è la soluzione più intuitiva e credibile per giocare ai tripla A su smartphone Android.

Razer Kishi design ed ergonomia

Razer Kishi design

Il vero punto di forza del Razer Kishi è il suo design compatto che rende il controller portatile e dal piccolo ingombro. Si riprende un po’ il form factor di una Switch, i Kishi si apre a fisarmonica e al suo interno va inserito lo smartphone che comunica con il controller attraverso la porta usb-c.

La comunicazione via usb-c permette di abbattere la latenza di una connessione wireless ed inoltre alimenta anche il Kishi che non ha una batteria ricaricabile ma viene costantemente alimentato dallo smartphone. Il Razer Kishi non consuma molto, l’autonomia delle sessioni di gioco non viene condizionata in maniera tangibile. In ogni caso, Razer ha inserito una seconda porta usb-c per la ricarica in game pass-through.

Con l’apertura a fisarmonica il Razer Kishi si rende compatibile con quasi tutti gli smartphone Android, di qualsiasi forma e diagonale del display. Per la precisione fino a 163,7 mm x 68,2 – 78,1 mm x 7,0 – 8,8 mm si sta tranquilli ma con smartphone oversize come un Note 20 Ultra ci saranno problemi.

Razer Kishi design

Altro piccolo neo del Kishi è l’impossibilità di raggiungere il jack audio, sempre nel caso in cui ne abbiate ancora uno sullo smartphone. Ovviamente con un paio di cuffie true wireless a bassa latenza si risolve ma in questo caso Razer poteva farci poco, per rendere il Kishi compatibile con la marea di smartphone Android ha optato per un design universale.

Dal punto di vista costruttivo ci siamo, il meccanismo di apertura è solido, deciso ed è sicuramente in grado di durare nel tempo. Una volta inserito lo smartphone il Razer Kishi è comodissimo da impugnare e maneggiare. Certo, potevano essere inserite delle gobbe o delle zone in gomma per massimizzare il grip ma il peso (con smartphone inserito) si sarebbe alzato troppo.

Razer Kishi scheda tecnica

Razer Kishi specifiche

Parlare di vera e propria scheda tecnica per un controller di questo tipo è eccessivo ma è comunque interessante dare uno sguardo ai tasti e alle funzioni che Razer ha pensato per il Kishi. Ecco le specifiche di Razer Kishi:

  • Design ergonomico
  • 2 levette analogiche cliccabili
  • D-pad a 8 vie
  • Pulsanti frontali
  • 3 tasti funzione
  • Bumper L1/R1
  • Grilletti L2/R2
  • Piastra supporto smartphone
  • Fascia regolabile
  • Led di stato
  • Feritoie audio
  • USB-C pass through
  • Cloud gaming ready
  • App di supporto

Razer Kishi prestazioni

Razer Kishi

Appena incastonato lo smartphone nel Razer Kishi si può iniziare a giocare, mai come in questo caso si può parlare di plug & play. Qualche precisazione prima. Non tutti i titoli presenti sul Play Store sono compatibili con il controller mobile Kishi, quelli già ottimizzati sono disponibili nella lista dei consigliati all’interno dell’applicazione Kishi (che permette anche update software).

Razer ha fatto di tutto per rendere il Kishi quanto più compatibile possibile nel mondo Android ma la palla passa agli sviluppatori che devono rendere i loro titoli ottimizzati per controller fisici. Il caso lampante è quello di Call of Duty, compatibile con controller esterni bluetooth (anche di scarsa qualità) ma non compatibile con il Kishi che permetterebbe anche di abbassare la latenza in un gioco frenetico come COD.

Siamo di fronte al solito problema su Android, poche linee guida per chi sviluppa applicazioni e troppi tanti dispositivi da dover ottimizzare.  In ogni caso, i giochi pienamente compatibili con il Kishi ci sono e funzionano alla grande ma Razer ha puntato tutto sulla nuova frontiera del gaming da mobile, il cloud gaming.

Si perché un controller con due levette analogiche cliccabili, D-pad, pulsanti, bumper e grilletti può essere sfruttato al meglio solo con titoli tripla A disponibili su piattaforme come Google Stadia, Microsoft xCloud e NVIDIA GeForce Now.

La prova sul campo è stata effettuata con Google Stadia e c’è da dire che l’esperienza di gioco è stata entusiasmante. Il coinvolgimento in game con un controller come il Kishi è massimo, l’ergonomia è buonissima e la risposta al tocco è immediata sebbene il feedback dei tasti non sia proprio il massimo. Con tutta la sua esperienza nel settore Razer poteva sicuramente portare le sue tecnologie come i tasti Mecha-tattili sul Kishi, non l’ha fatto per svariate ragioni ma in fondo non è un grande problema.

Certo dei grilletti più incisivi sarebbero stati apprezzati vista la loro importanza in tanti giochi ma sono comunque dei progressivi ed anche gli altri tasti sono oltre la sufficienza. Molto molto validi invece gli analogici belli precisi e con un click piacevole.

La connessione allo smartphone via usb-c permette di abbattere la latenza, un fattore decisamente importante per chi gioca in cloud. L’esperienza di gioco in cloud si basa tutta su una latenza bassa e grazie alla connessione fisica il Kishi riesce a rimuovere un piccolo ostacolo per il cloud gaming.

Il Razer Kishi è ottimo per il cloud gaming, è validissimo per i titoli del Play Store (quando compatibile) ma non fa di più. Nel senso, è chiaro che un controller non possa fare altro che il suo mestiere ma non sarebbe stato bello poter utilizzare il Kishi anche come controller esterno per Stadia anche su PC e TV?

Razer Kishi software

Razer Kishi software

L’app di controllo disponibile sul Play Store si chiama semplicemente Kishi e rispetto ai potenti software che Razer mette a corredo delle sue periferiche, non ha chissà quale utilità se non quella di aggiornare il Kishi all’ultima versione software disponibile.

Oltre a mantenere il Kishi aggiornato c’è una selezione di giochi, a pagamento e non, compatibili con il controller pronti per essere scaricati dal Play Store. Sarebbe stato interessante poter creare dei profili di gioco, rimappare il controller ed enfatizzare di più l’esperienza.

Razer Kishi conclusioni

Razer Kishi conclusioni

Concludiamo con una premessa. Razer è un brand che si fa pagare, anche tanto. Ogni volta che si vede un prodotto Razer sotto i 100 Euro, è doveroso pensare alle rinunce effettuate per arrivare a quel prezzo. Esattamente il caso del Razer Kishi, ottimo prodotto intorno agli 80 Euro ma che deve, per forza di cose, avere delle rinunce per avere quel prezzo.

I tasti Mecha-tattili dei controller di Razer di fascia alta qui sono assenti, qualche LED ChromaRGB anche ed in generale il feeling del prodotto è meno ricercato del solito. Inoltre in una ipotetica versione V2 del Kishi sarebbe fantastico poterlo utilizzare da chiuso in maniera indipendente come controller per Stadia su PC e TV. In fin dei conti però i compromessi sono assolutamente tollerabili per il prodotto in questione, il Razer Kishi è comunque il controller per Android migliore in circolazione.

Il Razer Kishi è la soluzione più credibile per poter giocare in cloud sempre con la massima efficienza e con la massima comodità. Grazie al suo design a fisarmonica, si apre e si richiude in pochissimi secondi, ruba poco spazio nello zaino e non necessita di alcun tipo di alimentazione.

Il Razer Kishi riesce alla grande dove serve, fa divertire tanto, migliora il coinvolgimento nelle sessioni da mobile ed elimina quanti più ostacoli possibili ad un’esperienza di gioco completa e realmente portatile. In più se si guarda al mercato dei controller per smartphone Android ci si rende conto che ci sono poche le soluzioni come il Razer Kishi. Certo, 80 Euro non sono comunque pochi ma se per voi il gaming è una cosa seria, il Kishi è da tenere in considerazione.

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Vedi Post Originale: https://www.tuttoandroid.net/speciale/recensioni/recensione-razer-kishi-android-837505/


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