
Negli ultimi anni OPPO ha alzato parecchio l’asticella nel settore degli smartphone, e con Find X9 Ultra siamo davanti al punto più alto di quel percorso. Abbiamo avuto modo di provarlo per diverse settimane ed è uno di quei prodotti che, una volta messo in mano, lascia la sensazione precisa di avere a che fare con qualcosa di diverso: non un altro camera phone, ma uno strumento fotografico che quasi incidentalmente è anche un telefono. Hasselblad nel DNA dall’estetica alla pipeline di imaging, cinque fotocamere posteriori di cui due da 200 MP e un teleobiettivo 10x con una struttura periscopica che è la prima del suo genere, batteria al silicio-carbonio da 7050 mAh, display da 6,82 pollici a 144 Hz con luminosità di picco HDR di 3600 nit, Snapdragon 8 Elite Gen 5 e una tripla certificazione IP66/IP68/IP69 che lo rende praticamente indistruttibile.
Il prezzo è di € 1.699,99, il che lo colloca fra i più costosi in assoluto nel segmento. Ma prima di decidere se vale la spesa, vale la pena capire cosa offre davvero e soprattutto dove, secondo noi, ci sono ancora margini di miglioramento. Scopriamolo nel dettaglio in questa recensione.
Video recensione OPPO Find X9 Ultra
Design e Materiali
Il design di OPPO Find X9 Ultra è uno di quegli aspetti che non passa inosservato. OPPO si è ispirata direttamente alla fotocamera professionale Hasselblad X2D 100C, e la cosa si vede ovunque: dai loghi OPPO e Hasselblad allineati orizzontalmente sulla cover posteriore in pelle vegana eco-friendly, al dettaglio esagonale che richiama le lamelle del diaframma di un obiettivo, fino alla zigrinatura intorno al modulo fotografico, realizzata tramite lavorazione CNC ad alta precisione, che ricorda la ghiera di messa a fuoco di una fotocamera tradizionale. A chiudere il quadro c’è il cerchietto arancione con il logo Hasselblad, e l’effetto finale è di quelli che lasciano il segno.
Le colorazioni disponibili sono due. Tundra Umber richiama l’edizione Earth Explorer della X2D, con un’estetica scandinava e minimale, mentre Canyon Orange osa di più con una fibra di grado aeronautico arancione che, oltre a essere più appariscente, garantisce anche una maggiore resistenza strutturale agli impatti. La variante Canyon Orange è anche leggermente più sottile, 8,65 mm contro i 9,10 mm della Tundra Umber. Il peso si aggira intorno ai 235-236 grammi per entrambe, mentre le dimensioni sono di 163,16 x 76,97 mm.
Siamo onesti: parliamo di uno smartphone pesante e ingombrante. Non sparisce in tasca e si fa sentire in mano, soprattutto nelle lunghe sessioni di utilizzo a una sola mano. Ma è piacevole al tatto, rifinito benissimo, e ogni dettaglio trasmette una sensazione di qualità premium.
Sui bordi troviamo più tasti del solito: bilanciere del volume, tasto di accensione, un tasto dedicato alla fotocamera in arancione Hasselblad (il cosiddetto Quick Button) e uno Snap Key personalizzabile. Il Quick Button è posizionato in modo da risultare comodo sia in verticale che in orizzontale durante gli scatti, con una sensibilità a due stadi che permette di mettere a fuoco con una pressione leggera e scattare con una più decisa. Comodo quando si fotografa, un po’ fastidioso nella vita di tutti i giorni perché capita di premerlo per sbaglio. Non è un dramma, ma lo segnaliamo.
La costruzione è da riferimento. C’è la struttura OPPO Armour Shield per la resistenza agli urti e la tripla certificazione IP66, IP68 e IP69 contro acqua e polvere, una combinazione rara che permette di usarlo senza pensieri anche in condizioni estreme. Il vetro frontale è Corning Gorilla Glass Victus 2, mentre il rivestimento nano duale applicato sia all’interno che all’esterno delle lenti garantisce chiarezza ottica e resistenza ai graffi.
Il display è da riferimento
Il pannello è un LTPO AMOLED da 6,82 pollici con risoluzione QHD+ (3168 x 1440 pixel, 510 ppi) e refresh rate variabile da 1 a 144 Hz. Le cornici sono simmetriche a 1,4 mm, dettaglio che in termini estetici fa tantissimo. I numeri di luminosità sono impressionanti: 1800 nit a pieno schermo in HBM e 3600 nit di picco HDR. All’aperto non abbiamo mai avuto problemi di visibilità, neanche con il sole più aggressivo.
Il display supporta Dolby Vision e HDR Vivid, con profondità colore a 10 bit e copertura del 100% dello spazio DCI-P3. Ogni singolo pannello viene calibrato individualmente in fabbrica, e la differenza si nota fin dalla prima accensione: i colori sono precisi senza bisogno di smanettare nelle impostazioni. Apprezzato anche il PWM dimming a 2160 Hz sotto i 70 nit, che sopra quella soglia cede il passo al DC dimming: chi soffre di affaticamento visivo con gli OLED a bassa luminosità qui trova una soluzione concreta. Interessante poi la polarizzazione circolare, che consente di leggere lo schermo anche con occhiali da sole polarizzati, piccolo dettaglio che d’estate ripaga.
Sotto al display c’è un sensore di impronte ultrasonico 3D, rapido e affidabile, accompagnato dalla funzione Splash Touch per l’utilizzo a schermo bagnato. L’audio è stereo e fa un buon lavoro nella multimedialità, senza essere il migliore della categoria ma con una bilanciatura generale più che buona; il motore aptico sull’asse X, invece, restituisce un feedback tattile molto preciso e soddisfacente in ogni interazione.

Hardware e caratteristiche tecniche
Sotto la scocca batte lo Snapdragon 8 Elite Gen 5, il processore Qualcomm più recente prodotto da TSMC a 3 nm, affiancato da memorie LPDDR5X e storage UFS 4.1. I tagli disponibili sono due: 12 GB di RAM con 512 GB di archiviazione oppure 16 GB di RAM con 1 TB. Avremmo preferito trovare 16 GB anche sul taglio base, diciamola tutta, ma in un momento di shortage sui componenti come quello attuale è una scelta comprensibile. E comunque con 12 GB il sistema non mostra mai alcun cedimento.
Nell’uso quotidiano le prestazioni sono quelle che ci aspettavamo: navigazione fluida, animazioni perfette, apertura delle app istantanea e multitasking senza sbavature. Anche in ambito gaming il comportamento è ottimo, e qui OPPO ha lavorato in particolare sul raffreddamento: a bordo troviamo quella che l’azienda chiama Encapsulated Thermal Unit, un’unità termica incapsulata pensata per stabilizzare le temperature nei picchi di calore (come durante la registrazione in 8K o nelle sessioni di gioco intense), affiancata da una camera di vapore e da grafite ad alte prestazioni.
Detto questo, scalda. Non al punto da preoccuparci, ma durante le sessioni prolungate di fotografia o video, soprattutto in 4K 120 fps o 8K, il calore si sente. È un compromesso che accettiamo volentieri, visto che dentro c’è un processore potentissimo e un sistema fotografico enorme che lavora senza pausa, ma è giusto segnalarlo.
Sulla connettività non manca nulla: Wi-Fi 7, Bluetooth 6.0, NFC, porta USB Type-C 3.2 Gen 1 con supporto Display Port in uscita, dual SIM, GPS multi-banda, 4 microfoni per la cattura audio direzionale e il chip OPPO NetworkBoost per la gestione intelligente delle connessioni. In tasca abbiamo, tecnicamente parlando, uno degli smartphone più completi sul mercato.

Software
Lato software troviamo ColorOS 16 basata su Android 16. È un’interfaccia che conosciamo bene e che negli anni ha trovato la sua identità: ricca, ben rifinita, piacevole esteticamente, con un’impostazione che strizza l’occhio a iOS in diversi punti ma con aggiunte interessanti soprattutto sul fronte AI.
Tra le novità c’è Live Space, che permette di gestire la lock screen in modo più pulito, con le notifiche raccolte in una capsula interattiva e comprimibili con uno swipe verso il basso. AI Bill Manager si occupa della gestione automatica delle spese, registrando sia i pagamenti digitali che gli scontrini fisici, e AI Menu Translation è un tocco simpatico per chi viaggia: non si limita a tradurre i menu dei ristoranti esteri, ma genera anche le immagini dei piatti per rendere l’ordinazione più intuitiva.
La funzione più ambiziosa sulla carta è AI Mind Pilot, un assistente multi-modello che dovrebbe coordinare Gemini, Perplexity e DeepSeek per gestire query complesse attingendo al contesto salvato in AI Mind Space. Peccato che al momento del lancio non sia ancora disponibile in Italia: arriverà in futuro via aggiornamento OTA. Un vero peccato, perché è forse la novità più interessante di questa generazione. Mind Space invece, che già conosciamo da altri dispositivi OPPO e OnePlus, è presente e funziona bene come raccoglitore intelligente per screenshot, testi e link, una specie di secondo cervello organizzato dall’intelligenza artificiale.
Non manca il supporto a Quick Share per la condivisione cross-platform, e OPPO ha annunciato una futura collaborazione con Google per estendere la compatibilità anche ai dispositivi Apple. Un paio di mancanze vale la pena segnalarle: al momento non abbiamo trovato una funzione nativa di registrazione delle chiamate e la tendina delle notifiche potrebbe essere gestita meglio. Sono finezze, ma su un prodotto da 1700 euro le finezze pesano più che altrove.
Non abbiamo rilevato bloatware particolarmente invadente: qualche app OPPO, l’app di TEMU e Aliexpress e qualche collegamento, ma niente che non si possa disinstallare o nascondere in pochi secondi.
Fotocamera
Veniamo al piatto forte, che è poi il vero motivo di esistere di uno smartphone come questo. Il sistema Hasselblad Master Camera di nuova generazione è composto da cinque fotocamere posteriori:
- principale da 200 MP (Sony LYT-901), 1/1,12”, f/1.5, 23 mm, stabilizzata otticamente;
- ultra-grandangolare da 50 MP (Sony LYT-600), f/2.0, 14 mm, con autofocus;
- teleobiettivo periscopico 3x da 200 MP (OmniVision OV52A), 1/1,28”, f/2.2, 70 mm, stabilizzato, con distanza minima di messa a fuoco di 15 cm;
- teleobiettivo periscopico 10x da 50 MP (Samsung JNL), f/3.5, 230 mm, con stabilizzazione Sensor Shift e struttura periscopica a cinque riflessioni;
- True Color Camera multispettrale a 3,2 milioni di pixel dedicata alla fedeltà cromatica.
Frontalmente troviamo una Samsung JN5 da 50 MP, f/2.4, con autofocus. Grazie alla risoluzione dei sensori e al crop intelligente, Find X9 Ultra offre otto focali distinte coprendo un range che va dai 14 ai 460 mm, una copertura che nella fotografia classica richiederebbe uno zaino intero di obiettivi.
La prima cosa che abbiamo notato dopo qualche settimana di utilizzo è la sensazione di sicurezza: si prende il telefono, si sceglie una delle ottiche (qualunque), si scatta, e il risultato è costantemente di alto livello. Non c’è quell’ansia da “con questa lente verrà peggio” che ci portiamo dietro su molti competitor e che spinge a restare sempre sulla principale. Qui si può passare liberamente dalla grandangolare al 3x al 10x con una coerenza di colore, esposizione e bilanciamento convincente. Merito anche della True Color Camera, che lavora in background leggendo la luce ambientale e uniformando la resa fra le varie ottiche: un dettaglio che non si vede ma si sente eccome.
La filosofia di OPPO rimane quella classica da smartphone, cioè sfruttare il miglior hardware possibile per ottenere foto pronte all’uso, belle da condividere subito sui social. Il software automatico è curato e sopra la media, anche se l’elaborazione è abbastanza aggressiva. Chi cerca un approccio più naturale trova nella modalità Hasselblad Master il suo porto sicuro, con il tono morbido sulle alte luci tipico della casa svedese e nove simulazioni di pellicola. Ecco un paio di esempi a confronto: prima in scatto automatico, dopo in modalità Hasselblad Master.
La modalità Ritratto funziona con tutte le ottiche fino al 10x con un ritaglio molto preciso del soggetto, c’è la modalità XPAN panoramica nel formato cinematografico 65:24 e c’è anche la Hasselblad Hi-Res per scattare a piena risoluzione 200 MP.
Se dovessimo indicare la fotocamera che ci ha impressionato di più, è senza dubbio il 3x. Un sensore enorme (più grande di molti sensori principali della concorrenza), con una luminosità che permette di scattare a 70 mm di sera in condizioni difficili e portare a casa risultati che su un teleobiettivo 3x non avevamo mai visto a questi livelli. Per noi è il miglior 3x in circolazione, punto. La principale da 200 MP è eccellente e ha un asso nella manica: il crop a 2x restituisce un equivalente 50 mm da 50 megapixel nativi, di fatto un secondo obiettivo integrato che si comporta benissimo anche in poca luce. L’ultra-grandangolare è buona e fa il suo lavoro senza fronzoli.
Il 10x è la piccola delusione del pacchetto. Preferiamo la focale 10x al 5x per versatilità, e l’ingegneria dietro questo modulo (la struttura periscopica a cinque riflessioni che riduce del 30% la lunghezza del modulo è davvero notevole) è impressionante sulla carta. Ma nella pratica il sensore è piccolo e poco luminoso: in condizioni di luce media o bassa fatica, e anche con molta luce non riesce a mantenere un vantaggio netto rispetto a un semplice crop dallo scatto a 200 MP della principale. Peccato. C’è poi un vuoto fra il 3x a 70 mm e il 10x a 230 mm: in mezzo non abbiamo nulla con qualità ottica nativa, e in certe situazioni si sente.
Qualsiasi difetto stiamo raccontando è più un voler trovare il pelo nell’uovo che un problema reale. Però ci sono un paio di comportamenti che vale la pena conoscere. Le lenti sono molto distanti fra loro sul modulo, quindi inquadrando un soggetto vicino a una focale zoomata si nota uno shift di prospettiva. Il fastidio più concreto è una specie di incomprensione nella messa a fuoco: avvicinandoci per una macro su un soggetto piccolo o sottile, capita che i sensori di distanza puntino altrove e facciano switchare il sistema a un’altra lente senza che lo vogliamo. E come abbiamo notato su Find X9 Pro, anche qui i soggetti particolarmente scuri tendono a perdere un filo di dettaglio in quella situazione specifica.
Sul fronte video non si scherza. Tutte le lenti, anteriori e posteriori, supportano 4K a 60 fps in Dolby Vision. I due sensori da 200 MP, principale e 3x, arrivano a 4K a 120 fps in Dolby Vision. C’è anche la registrazione in 8K a 30 fps, una prima assoluta per un flagship OPPO. Per i professionisti è disponibile O-Log2 con certificazione ACES, un profilo colore Hollywood-grade in BT.2020 a 10 bit che offre la massima flessibilità in post-produzione. Interessante anche il supporto alle 3D LUT con preview in tempo reale e la possibilità di applicare il bake-in direttamente in ripresa. OPPO ha poi collaborato con Meta per ottimizzare la condivisione su Instagram, con una qualità video che rimane quasi senza perdita dalla cattura alla pubblicazione.
Da segnalare infine il Find X9 Ultra Hasselblad Earth Explorer Kit, un pacchetto di accessori dedicato che include la custodia Hasselblad Explorer in pelle vegana verde scuro, dotata di pulsante di scatto a due stadi e ghiera fisica per lo zoom, e il Teleconverter Hasselblad 300 mm in corpo metallico con 16 elementi in 11 gruppi, che combinato con la 10x porta la focale equivalente a 690 mm tramite crop dal sensore da 200 MP. Roba seria, per chi vuole davvero trasformare lo smartphone in una macchina fotografica professionale.

Batteria e autonomia
Anche qui OPPO ha fatto sul serio. La batteria è una 7050 mAh al silicio-carbonio, una delle più capienti mai integrate in un camera flagship e con quasi 1000 mAh in più rispetto a Find X8 Ultra. La tecnologia al silicio-carbonio, che permette una densità energetica superiore a parità di ingombro, inizia finalmente a fare la differenza su prodotti di fascia alta, e qui si vede.
Nella nostra esperienza abbiamo superato senza problemi le 8 ore di schermo acceso con un utilizzo intenso fatto di social, fotografia, video, navigazione e qualche partita. Copre tranquillamente una giornata intera anche sotto stress, senza il bisogno di cercare una presa. OPPO dichiara 32 ore di Google Maps, 31 di YouTube, 30 di Netflix e 26 di TikTok: numeri da laboratorio che vanno presi per quello che sono, ma che danno comunque un’idea del livello di autonomia complessiva.
La ricarica cablata arriva a 100W con SUPERVOOC e quella wireless a 50W con AIRVOOC, più ricarica inversa sia cablata che wireless. Il chip di gestione batteria PowerCore, specifico per le batterie al silicio-carbonio, migliora la stabilità di scarica anche a temperature basse. In sostanza, nell’ora circa necessaria per una carica completa da zero al 100% non c’è nulla da recriminare, e l’autonomia quotidiana è fra le migliori che abbiamo provato in questa fascia di prezzo.


Conclusioni
In poche parole OPPO Find X9 Ultra è tecnicamente lo smartphone più sorprendente di sempre. Non c’è nessun altro prodotto che offra complessivamente, sul piano delle specifiche tecniche, di più. Costruttivamente è un gioiellino, il design Hasselblad gli conferisce una personalità unica, le fotocamere sono da riferimento assoluto con il miglior 3x mai realizzato su smartphone, la batteria da 7050 mAh al silicio-carbonio regge qualsiasi giornata, e il software è maturo e funzionale.
Qualche “difetto” c’è, ovviamente. È pesante e ingombrante, il tasto camera può risultare fastidioso nell’uso quotidiano, scalda leggermente durante le sessioni intensive, il 10x poteva spingere di più e qualche finezza software potrebbe essere limata. Ma stiamo parlando di sfumature su un prodotto che alza il livello per tutti.
OPPO Find X9 Ultra è disponibile dal 21 aprile 2026 al prezzo consigliato di 1699,99 euro nella configurazione 12+512 GB, nelle colorazioni Tundra Umber e Canyon Orange, acquistabile su OPPO Store e presso i principali rivenditori elettronici.
Nel primo mese di vendita il dispositivo viene proposto in bundle con cover magnetica e caricabatterie SUPERVOOC da 100W, ed è attiva un’offerta di trade-in fino a 300 euro per chi restituisce uno smartphone usato. Su OPPO Store sono disponibili anche promozioni dedicate fra cui un pacchetto omaggio con Magnetic Selfie Ring Light, Magnetic Grip, Magnetic Neck Holder e cover magnetica, il teleobiettivo Hasselblad acquistabile con la formula “acquista insieme” a 299,99 euro invece di 599,99 euro, e l’estensione di 12 mesi di OPPO Care a 9,99 euro per un totale di 3 anni di copertura. In bundle anche tre mesi gratuiti di Google AI Pro con 5 TB di spazio cloud e di Spotify Premium.
Il prezzo è alto, è onesto dirlo. Ma è anche coerente con il posizionamento di un prodotto che non ha concorrenti diretti in termini di completezza.
Pro:
- Design Hasselblad di carattere e costruzione eccellente con tripla certificazione IP;
- Comparto fotografico che alza l’asticella col miglior teleobiettivo 3x mai visto su smartphone;
- Display da riferimento per qualità, luminosità e comfort visivo;
- Batteria al silicio-carbonio da 7050 mAh con autonomia di prim’ordine.
Contro:
- Pesante e ingombrante, non per tutti;
- Prezzo molto alto.
Vedi Post Originale: https://www.tuttoandroid.net/speciale/recensioni/oppo-find-x9-ultra-1150104/

