Ratchet & Clank: Rift Apart, l'anteprima della GamesCom 2020


Correva l’anno 2002, Playstation 2 era già diventata realtà e stava cominciando la sua scalata verso il trono delle console più vendute, trono dal quale non si è mai più spostata. Gran parte del successo della console è ovviamente dipeso dalle esclusive targate da Sony e dai suoi partner, quei videogiochi che in un modo o nell’altro hanno settato standard, appassionato ragazzi e ragazze, divertito bambini e adulti e soprattutto sono rimasti nell’immaginario collettivo, segnando un solco indelebile nella storia dei videogiochi. Sono poche le saghe che in effetti ci sono riuscite, data la complessità del mercato e le sempre più alte esigenze di noi giocatori. Non sempre poi sono i protagonisti tormentati o gli eroi senza macchia e senza paura a far breccia. Ogni tanto fanno capolino dei personaggi fuori dagli schemi, simpatici, colorati e magari anche stereotipati sotto certi punti di vista che, per qualche ragione, entrano nel cuore delle persone e non ne vogliono più uscire.



Questo è il caso di addirittura tre mascotte nate in casa Sony. Il famigerato Crash, i suoi successori Jak & Dexter e poi loro, i protagonisti della saga che porta il loro nome: Ratchet & Clank. I due personaggi hanno ottenuto talmente tanto successo che negli anni sono usciti ben 14 giochi, tra principali e spin-off, dei fumetti e un film in computer grafica, dal quale prende spunto il reboot del 2016 per PS4. Il mood che pervade i loro giochi è bene o male molto semplice in effetti, si tratta di platform 3D piuttosto classici, con armi potenziabili e collezionabili da raccogliere. Punto. Fine. Semplice e diretto. Ed è proprio quello che ha permesso alla coppia di eroi di riuscire a diventare un franchise così pesante e potente. Negli anni si sono alternate armi sempre più strane e complesse, dallo spara pecore al Discotron o Mr Zurkon, passando per il Nanosciamatore o il Negoziatore. Ogni capitolo è stato un pretesto per vedere cosa si sarebbero inventati i ragazzi di Insomniac per spazzare via alieni e creature dai vari mondi di gioco. Negli anni si sono succedute console per tutti i gusti, dalla PSP alla PS Vita, passando per PS3 e PS4, ed ora, all’alba della next gen, il duo sarà sempre lì ad aspettarci in Ratchet & Clank: Rift apart – Un portale sul futuro, pronti divertirci e conquistarci con la loro ironia e le loro “armi di distruzione”, ma con in più la velocità e la fluidità dell’SSD come abbiamo potuto vedere nelle sequenze dell’Opening Night Live di ieri sera.

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Da un portale all’altro

La demo mostrata è stata per la maggior parte della sua durata quello che ci si aspetta dal titolo: distruzione, armi, potenziamenti, battute e tanta, tanta tecnica. Siamo a livelli veramente altissimi. Giochi di luci, esplosioni, personaggi non giocanti sempre in movimento con sfondi animati magistralmente orchestrati e vivi, il tutto condito dal gameplay tanto collaudato e amato dai fan. Ma c’è un dettaglio molto particolare che oramai tutti hanno notato: Ratchet ha a disposizione un rampino che gli permette di spostarsi dimensionalmente all’interno delle arene di gioco, quasi teletrasportandosi in un punto differente della stessa area. Di per sé non è nulla di rivoluzionario, come abbiamo già visto in Portal o Dishonored, ma qui la situazione è molto più particolare. La velocità e la precisione con la quale ci si ritrova dall’altra parte colpisce fin dalle prime immagini. Il discorso si amplia ancora di più quando, invece di spostarsi all’interno di aree dello stesso livello, ci si sposta da un pianeta ad un’altro, quasi istantaneamente, passando all’interno di portali viola che li collegano. Cambi di asset, texture, nemici, colonna sonora, illuminazione e tutto il resto sono assolutamente immediati, clamorosi da vedere.

Ratchet And Clank Comparison 2 Scaled


Tutta questa velocità porta a diverse osservazioni e domande sul gameplay. Ad esempio, sarà possibile aprire varchi dimensionali a nostro piacimento oppure saremo semplicemente vittime degli eventi? Nella demo sembra che la risposta sia più la seconda, ma non è detto che ad esempio si possa sbloccare, tanto per rimanere nel mood totalmente fuori di testa della serie, un’arma che sfrutti questi portali per far scomparire determinati nemici, oppure che ci permetta di spostarci istantaneamente tra due mondi per poterli far interagire tra di loro. In più, dato il finale cliffhanger con un “Ratchet femmina” non è detto che potremo anche viaggiare nello spazio-tempo per modificare porzioni di storia passata, presente e futura. Sicuramente la varietà data dai portali è notevole e solamente con la versione finale potremo dire realmente quanto profondo è il sistema di controllo.

La nostra più grande certezza è invece data dalle care vecchie armi, fidate amiche e compagne di viaggio poliedriche, sfaccettate, eterogenee e divertentissime. Il fatto di inserire un concetto come la dilatazione spazio temporale sicuramente farà sì che vengano sfruttate in tal senso e non riusciamo neanche ad immaginare i ragazzi di Insomniac cosa possano tirare fuori. Proviamo ad indovinare: un ringiovanitore o un invecchiatore? Oppure ancora un divaricatore spaziale? Si vedrà e non vediamo l’ora di provarle. Il doppiaggio sembra come sempre a livelli altissimi così come anche gli effetti sonori. Quello che vogliamo vedere quindi è un’evoluzione dei giochi precedenti, grazie alla nuova meccanica inserita, e soprattutto anche la possibilità di giocare entrambe le versioni di Ratchet, magari con armi differenti.

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Ratchet & Clank: Rift Apart promette di essere la summa di tutto ciò che negli anni ha reso famosa la serie. Tra viaggi spazio temporali, teletrasporti, armi fuori di testa, tecnica sopraffina e divertimento assicurato, non vediamo l’ora di poterci metter mano.





Vedi Post Originale: http://multiplayer.it/articoli/ratchet-clank-rift-apart-anteprima-gamescom-2020.html


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