No Man's Sky: Origins , l'espansione conclude un ciclo durato quattro anni


La dodicesima espansione di No Man’s Sky, Origins, aggiunge tra le altre cose i grossi vermoni alla Dune mostrati al principio. Si chiude così un ciclo, per aprirsene subito un altro…

Quanto è cresciuto No Man’s Sky in questi quattro anni? Tanto, davvero tanto, incredibilmente tanto. In principio ci fu il Foundation Update, uscito tre mesi dopo il debutto del gioco e pensato per iniziare a dare una quadra al progetto. Poi dopo altri tre mesi arrivò il Pathfinder Update, dove continuò l’opera di costruzione che diede modo di introdurre anche i primi mezzi terrestri. Successivamente fu il turno dell’Atlas Rises Update, la cui novità più importante è rappresentata da una prima vera storyline da seguire dall’inizio alla fine, oltretutto molto affascinante. Dopo un anno venne il momento del cosiddetto Next Update, con la possibilità di costruirsi una base, di giocare in terza persona e soprattutto con l’implementazione del multiplayer. L’espansione successiva, chiamata Abyss, reinventò l’esplorazione sottomarina, aggiungendo anche una nuova interessante trama. Dopo venne Visions, un primo grosso salto grafico e nuove attività da svolgere. Con Beyond, il multiplayer divenne una roba seria e No Man’s Sky sbarcò ufficialmente nella realtà virtuale. Subito dopo ecco il Synthesis Update, un modo per pulire e perfezionare all’inverosimile nuovamente la struttura di gioco. Più piccoli ma non meno interessanti sono stati invece Living Ship, Exo Mech e Desolation, i tre contenuti usciti nel 2020 che hanno anticipato e spianato la strada a quella che non è una semplice espansione di qualità, ma un punto d’arrivo di un viaggio durato quattro anni: parliamo naturalmente di No Man’s Sky Origins.

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Montagne e canyon

L’espansione uscita proprio in queste ore è una di quelle che non dimenticheremo. Non si tratta dell’ultima, visto che lo stesso Sean Murray ha rivelato che di idee da sviluppare ce ne sono ancora molte, ma sicuramente sarà l’ultima di un certo tipo, pensata per un certo hardware, e ciò può voler dire soltanto una cosa: con la next gen alle porte, da adesso in poi Hello Games potrà volare molto più in alto di quanto ha potuto permettersi fino ad oggi. Per un gioco come No Man’s Sky servono del resto delle buone schede video ma sopratutto delle ottime CPU, cosa che non hanno mai avuto Xbox One e PlayStation 4: non sorprende infatti che, al netto delle ottimizzazioni previste nei prossimi giorni, questo Origins fatica e non poco su queste console, come anche sulle loro versioni potenziate Xbox One X e PlayStation 4 Pro.

Il salto grafico infatti non è enorme ma molto consistente, e se non lo si vede subito nel dettaglio è perché No Man’s Sky è come un’opera sinfonica e ogni sua caratteristica lavora in sincronia per fornire il colpo d’occhio più emozionante. Origins migliora ulteriormente le texture, aggiunge strati di nuvole sempre più complesse, lavora il terreno in modo che questo possa sfoggiare molte più variabili; se la nuova flora, le nuove creature e i nuovi colori sono inevitabilmente destinati a ripetersi, avere una varietà di terreno così ampia è ciò che dona al già visto un’anima propria, in grado di fare la differenza sul lungo periodo. E infatti, la prima cosa che balza all’occhio esperto giocando a questa espansione non è la novità più lapalissiana, il fiore e l’albero, bensì l’inaspettato che si erge al di là: sono le montagne che dopo anni tornano a svettare ripide e selvagge fino a farti sentire insignificante, i canyon che ti tagliano il respiro con la loro profondità, donando nuova forza e nobiltà anche alle solite piatte e desolate pianure. Con Origins, i pianeti di No Man’s Sky non sono mai stati così belli.

Origin Story 1

Ogni promessa è debito

Il resto delle novità non sono meno interessanti. Prendete per esempio le nuove tempeste: i fulmini sono meravigliosi per arricchire lo scenario, ma rappresentano anche un nuovo pericolo, e lo stesso vale per i vulcani che eruttando possono incendiare l’ambiente circostante prendendo alla sprovvista i viaggiatori. Con No Man’s Sky Origins vengono introdotti veri e propri tornado, in grado di fornire una nuova autorevolezza alle intemperie, nuove occasioni per scattare foto indimenticabili e proponendo anche nuove sfide, visto che possono sollevarci da terra e farci ricadere a decine di metri di distanza.

L’espansione Origins è dedicata soprattutto a chi ama l’esplorazione. Sono davvero tante le novità con le quali ci si imbatterà strada facendo, tra queste abbiamo trovato particolarmente affascinanti le antiche librerie: imponenti edifici tutti da esplorare, alla ricerca di documenti che arricchiranno ulteriormente la già magnetica lore di No Man’s Sky. Tra la miriade di novità introdotte, su cui glissiamo lasciandovi scoprire il resto attraverso il release log ufficiale o ancora meglio giocando in prima persona, non possiamo però non parlare dell’arrivo dei vermoni spaziali, quelli tipo Dune o Tremors che vennero mostrati nel primissimo trailer di gioco, e poi eliminati nella versione definitiva di No Man’s Sky per motivi di gameplay. È proprio la loro presenza a sancire la fine di questo lungo percorso di crescita e perfezionamento che ha portano il gioco Hello Games non solo a rispettare ogni promessa fatta, ma andando ben oltre ogni aspettativa. E questi grossi anellidi che sbucano e scompaiono nel terreno con uno schianto, non sono le uniche sorprese di questa entità.

No Man S Sky Monument

Prossima galassia: la Next Gen!

Cosa rimane da fare? Con la nextgen alle porte, Hello Games può puntare ancora più in alto, aggiungere quel che oggi avrebbe ucciso le prestazioni degli hardware meno performanti. Per rendere No Man’s Sky un’esperienza al limite della perfezione, serve però quel che chiedevamo già un anno fa: un revamp totale del sistema di combattimento e un’IA che possa mettere a dura prova il giocatore. Tra le novità introdotte in questi anni, troviamo anche degli NPC che possono muoversi in libertà tra le basi e il terreno di gioco, il prossimo passo potrebbe davvero essere quello di munirli di armi e di un’intelligenza che permetta loro di aggredire e scappare, combattere e ripiegare.

Stesso discorso per quel che concerne i combattimenti nello spazio, oggi più rifiniti che mai eppure sempre troppo facili. Serve insomma un’operazione analoga a quella di Origins, ma concentrata sull’azione vera e propria, in modo da rendere l’esperienza un po’ meno onirica, ma molto più avvincente ed epica. Qualcosa già si è mosso attraverso le quest settimanali. Tra queste, ce n’è stata una in particolare nella quale ci siamo ritrovati coinvolti che abbiamo trovato davvero indimenticabile: qui decine di giocatori si aiutavano a vicenda contro ogni tipo di sentinella, e nascondersi in un edificio per riprendere fiato insieme a due o tre altri giocatori, mentre fuori infuriava la battaglia, è stato assolutamente rivelatorio. Esagerando un po’, potremmo quasi dire che perfezionato questo aspetto, Hello Games potrebbe davvero passare a un No Man’s Sky 2 con un nuovo engine e nuovi traguardi da perseguire.

In ogni caso, comunque vada, No Man’s Sky è senza alcun dubbio una delle esperienze più interessanti ed originali di questi anni, e Sean Murray ed Hello Games meritano tutti i nostri complimenti.





Vedi Post Originale: http://multiplayer.it/articoli/no-mans-sky-origins-espansione-conclude-ciclo-quattro-anni.html


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