Lonely Mountains: Downhill, Recensione

Andare in mountainbike esplorando le montagne e stare a contatto con la natura. Potremmo sintetizzare così Lonely Mountains: Downhill, gioco sviluppato dal team indie Megagon Industries e distribuito da Thunderful Publishing. Il titolo è arrivato su Steam, PS4 ed Xbox One a fine ottobre e noi vi parleremo della versione Pc.

Diciamo fin da subito che il gioco in questione è molto simpatico per tante peculiarità che andremo a vedere immediatamente. Siete pronti per questa recensione tutta in discesa? Buona lettura.

MONTAGNE, NATURA, MOUNTAINBIKE, COS’ALTRO?

Lonely Mountains: Downhill è un titolo particolare. Non è una simulazione ed anzi offre un gameplay piuttosto arcade ma con punte di “realismo” date da una fisica ben studiata ma mai esasperante. La nuova fatica di Megagon Industries ci porta tra le montagne, immersi nella natura ad esplorare e conquistare (sportivamente parlando) posti incantevoli.

Sotto questo aspetto, il titolo in questione è molto immediato: dovremo guidare il nostro alter ego alla fine di discese ripide attraverso diversi segmenti ed in diversi posti – fittizi – di montagna. Ovviamente il gioco proporrà sfide sempre più difficili per sbloccare percorsi, località, abbigliamento, biciclette o componentistica per migliorare le prestazioni e rendere comunque la propria mountain bike e stile di guida idonei al percorso da svolgere.

I contenuti sono interessanti: magari non tantissimi ma in grado di tenere alta l’attenzione per diverse ore di spensierato (forse) gameplay con un grado di sfida sempre più crescente ma quasi mai frustrante.

GAMEPLAY MOLTO DIRETTO E DIVERTENTE

Una delle caratteristiche positive di Lonely Mountains: Downhill è senza dubbio la giocabilità che risulta essere molto fluida. Questo grazie ad un’ottima risposta dei comandi che permette nella maggior parte dei casi di effettuare le manovre desiderate nelle tempistiche dovute.

Plauso anche per la fisica che è accennata, mai esasperata, e che comunque dà profondità ad un gameplay che diversamente avrebbe avuto qualche difficoltà a far breccia in pieno. Per fortuna c’è questo mix tra reattività dei comandi e fisica nonché le tante possibilità che i percorsi offrono con le loro scorciatoie da trovare e memorizzare. Ne nasce un gameplay frizzante e divertente. Gli aiuti, oltre all’esperienza, arrivano dallo sbloccare diversi tipi di bici.

In questo gioco sostanzialmente si dovrà andare fino a valle attraversando percorsi irti, tortuosi e ricchi di insidie. In prima battuta sarà possibile esplorare i vari tracciati suddivisi in diversi segmenti o checkpoint. Finita la fase “conoscitiva” in una sorta di warm up del percorso si sbloccheranno le prime sfide a livello di difficoltà più basso. Concluse positivamente quest’ultime si sbloccheranno le altre di livello maggiore nonché altri contenuti di gioco.

Solitamente le sfide richiedono sempre le stesse cose: terminare il percorso entro un determinato tempo limite (che si abbasserà, ovviamente, salendo di difficoltà), o di evitare il più possibile gli schianti.

Proprio su quest’ultimo aspetto potremmo aprire una parentesi a parte: Lonely Mountains: Downhill è piuttosto cattivello e gli impatti sono puniti severamente. Inoltre, dipende dalla dinamica, sono parecchio divertenti da vedere pur nella loro “tragicità”. A tratti, infatti, sembra di assistere alla famosa scena in cui Daffy Duck che interpreta Robin Hood va “all’arrembaggio” e trova soltanto alberi sulla sua strada… per poi essere beffato da una roccia.

E in diverse occasioni, a seconda del tipo di impatto, potremmo somatizzare il dolore. Per fortuna è un gioco e la sdrammatizzazione è imperante.



Complessivamente, ci si diverte anche se in diversi passaggi si suderanno le fatidiche sette camice. Nondimeno, con la complessità dei vari tracciati e la possibilità di trovare vie alternative (talvolta panoramiche) interessanti per cui la varietà non mancherà. Ad alzare l’asticella della sfida anche la presenza delle classifiche online presenti per ogni percorso e per ogni tipo di prova. Il confronto in rete è sicuramente una qualità supplementare per chi ama la sfida.

LOW POLY RILASSANTE IN UNA NATURA INCANTEVOLE

Altra freccia nella faretra di Lonely Mountains: Downhill è il suo aspetto grafico. Il team di sviluppo ha puntato sul 3d low poly, una tecnica che ricrea paesaggi o ambientazioni con pochi poligoni. Potremmo, per chi non è avvezzo, abbozzare un paragone dicendo che tale tecnica sta alla pixel art nella grafica in 2d. E il gioco preso in esame oggi non si discosta da alcuni titoli conosciuti come Fe.

La scelta, coraggiosa perché con i poligoni è sempre complicato (e chi vi scrive ricorda la drammaticità delle lezioni di Geometria a scuola), è suffragata da una realizzazione molto buona. Al punto che, oltre ad imporre una ricognizione iniziale per i circuiti in modo da conoscere tutti i segreti fino in fondo e sfruttare le scorciatoie nelle prove a tempo o di precisione, spesso e volentieri ci è capitato di rallentare comunque per goderci il panorama.

Tra prati verdi, boschi rigogliosi, laghetti incantevoli, ma anche canyon imponenti, corsi d’acqua tortuosi ed ambientazioni in cui – comunque – la roccia è il pane quotidiano, ci si perde anche in piccoli dettagli, come le farfalle o le libellule che svolazzano tra i fiori, i riflessi di luce uno specchio d’acqua e quant’altro la natura incontaminata ha da offrire. Diventa anche rilassante trovare un rifugio, una radura panoramica, attraversare un ponticello in legno che congiunge due cime o saltare piccoli burroni.





Il gioco offre uno spaccato naturale interessante e molto bello nel quale è possibile anche rilassarsi. Non solo corse folli ma anche una pedalata turistica per ammirare paesaggi spesso deliziosi. Apprezzabile la buona varietà paesaggistica. A tratti incantevoli, a tratti selvaggia.

Buone le animazioni. Non abbiamo trovato alcuna indecisione, nessun rallentamento ed abbiamo goduto anche di alcuni effetti ambientali molto buoni così come di effetti particellari molto azzeccati come terriccio o erba che si alza al nostro passaggio o alle nostre frenate. Abbiamo trovato, però, sia pur sporadicamente ma sempre negli stessi punti alcuni piccoli effetti pop-up.

Inoltre, ogni tanto, la telecamera che segue l’azione, si “perde” tra i dettagli naturalistici facendoci perdere l’attimo in cui l’azione potrebbe essere saliente: gli impatti a volte sono inevitabili. Nulla di grave ma è giusto segnalare questa piccola imprecisione.

Gli effetti sonori sono pertinenti. Nessun estro particolare ma anzi sono perfetti per il genere di ambientazione e contribuiscono a simulare il contatto con la natura.

COMMENTO FINALE

Lonely Mountains: Downhill è un gioco molto divertente, dalla buona sfida, dal buon gameplay e dall’ottima atmosfera grazie al suo aspetto low poly incantevole.

Sfrecciare per i vari sentieri naturali delle molteplici località montane sarà una sfida gradevole, a tratti complicata, ma sicuramente divertente. Il gameplay è immediato ma al tempo stesso anche discretamente accurato nonostante la componente arcade sia predominante. Ed il divertimento sta in questo ma anche nell’esplorare tranquillamente in tanti percorsi proposti dal gioco che regalano un’atmosfera di serenità ed armonia. Il classico gioco che offre la pausa dal trantran quotidiano.

Una tipica produzione indie in grado di far colpo grazie ad una realizzazione pulita, un gameplay schietto e diretto che regala divertimento. Magari non per tutti ma per tanti.

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Fonte: Lonely Mountains: Downhill, Recensione