Little Nightmares 2, un nuovo sguardo all'horror di Tarsier Studios


A due settimane dalla pubblicazione di Little Nightmares 2, facciamo il punto della situazione e analizziamo cosa lo differenzia dal primo capitolo

Di Little Nightmares 2 abbiamo parlato in un paio di occasioni, entrambe legate a una prova del gioco nelle sue primissime fasi (potete leggere l’ultima qui), e le impressioni sono sempre state positive: gli unici dubbi potrà eventualmente dissiparli la recensione, poiché sono legati alla longevità e alla chiarezza della storia, entrambi aspetti sui quali il capitolo originale difettava. A due settimane dalla pubblicazione, torniamo a parlare del promettente horror di Tarsier Studios ricapitolando le principali novità e differenze.

Iniziando da una breve analisi del finale del primo capitolo, compresi i DLC, per cercare di avere un quadro più chiaro di dove possa voler andare a parare questo sequel. Come abbiamo scritto poco sopra, la narrazione di Little Nightmares ha sempre giocato sul dico-non-dico, rivelandosi in chiusura un po’ troppo criptica per essere apprezzata fino in fondo – questo anche per la necessità di dover collegare alcuni punti raccontati al di fuori del videogioco. Nondimeno, va riconosciuta agli sviluppatori la capacità di rispondere ad alcuni interrogativi ma al contempo aprirne altri sul misterioso e terribile mondo che hanno creato: le stesse che i giocatori si sono posti nel vedere a suo tempo il primo trailer del sequel. Proviamo a fare chiarezza su questo aspetto.

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Il finale di Little Nightmares


Alla fine di Little Nightmares scopriamo che il fin troppo concreto incubo di Six si svolge in una sorta di resort sottomarino noto come le Fauci: grottesche creature umanoidi vengono fatte salire a bordo, prima di salpare verso un luogo segreto. Viene inoltre scoperto che le Fauci appaiono in un punto diverso ogni anno per “fare il pieno” di visitatori, appartenenti all’alta società, dei quali poi non si avrà mai più notizia. Come o chi abbia costruito questa struttura non viene spiegato. Gli ospiti delle Fauci passano l’intero viaggio ad abbuffarsi di carne umana: a bordo ci sono infatti centinaia di bambini, e non solo, che servono a questo scopo. Alla guida delle Fauci c’è una figura piuttosto misteriosa nota semplicemente come la Signora, una donna ben diversa da tutte le inquietanti creature incontrate fino a quel momento: vestita come una geisha, dalle movenze delicate seppur letali, la Signora indossa sempre una maschera e ha distrutto tutti gli specchi a eccezione di uno, fatto di ossidiana, che Six userà per sconfiggerla. Le teorie sulla sua persona sono diverse ma la più attendibile fa riferimento ai fumetti, secondo i quali suddetti specchi mostrano il desiderio profondo di chi vi si riflette: avendo la Signora già raggiunto il suo obiettivo grazie alla magia, ossia soddisfare la propria vanità diventando l’unica persona bella in un mondo pieno di mostri, è possibile che su di lei l’effetto sia invertito e mostri la sua più grande paura. Invecchiare. Nei DLC viene infatti rivelato come il suo volto appaia incredibilmente deformato nel riflesso, rendendo concreta l’ipotesi e portando la Signora a odiare la propria immagine.


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La Signora viene sconfitta e divorata, ancora agonizzante, da Six e sebbene sia sempre stata indifferente, quando non crudele, verso gli altri personaggi – fossero essi bambini che trasformava in gnomi o gli ospiti stessi delle Fauci – la sua ossessione per la protagonista è l’aspetto di lei più avvolto nel mistero. Apparentemente, nelle stanze della Signora è possibile trovare alcuni ritratti di Six e questo ha spinto i giocatori a credere che in qualche modo la bambina fosse sua figlia; questo fino alla pubblicazione di Very Little Nightmares, il gioco per dispositivi mobile in cui si viene a conoscenza della vera proprietaria dell’iconico impermeabile giallo. Gli sviluppatori hanno volutamente giocato su questa ambiguità per far credere che lei e Six fossero la stessa persona ma, quando si scopre che sono due personaggi distinti, i pezzi iniziano ad andare un po’ al loro posto. In particolare con la conclusione del gioco, che vede la ragazza con l’impermeabile giallo morire per salvare Six, la quale poi raccoglierà e indosserà l’indumento che l’ha resa tanto riconoscibile. L’ossessione della Signora per lei potrebbe dipendere da diversi fattori, tutti ugualmente plausibili: la ritiene in qualche modo responsabile della morte della figlia, pur non essendo chiaro come abbia saputo delle circostanze – potrebbe bastare il fatto che una persona diversa vesta l’impermeabile della figlia; oppure, sulla falsa riga della matrigna di Biancaneve, ossessionata dalla propria vanità vuole semplicemente uccidere la figlia per restare l’unica “bella del reame”, senza capire che sotto l’impermeabile ci sia un’altra persona. Quest’ultima ipotesi, peraltro, spiegherebbe perché la figlia non si trovi con la madre sulle Fauci, essendosi vista costretta a scappare dalla sua follia omicida.

Il ruolo di Little Nightmares II nel lore


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Dopo essersi nutrita della Signora, Six ne ottiene i poteri e attraversa le Fauci fino all’esterno, assorbendo la vita di qualunque ospite tenti di ostacolarla. Qui il gioco si conclude ma alcune domande devono ancora trovare risposta, prima fra tutte la fame che attanaglia Six – la stessa che l’ha spinta a divorare prima il Fuggiasco, protagonista del DLC trasformato in un Nomino dalla Signora, e poi quest’ultima. In secondo luogo dove siano dirette le Fauci, se continueranno a esistere dopo la morte di chi le governava e soprattutto se aver assorbito i poteri della Signora sia il motivo per cui Six sta lentamente svanendo: il suo obiettivo, in Little Nightmares 2, è arrivare fino al Ripetitore perché lì si troverebbe la sua speranza di salvezza. Una struttura che in un certo senso è stata anticipata proprio dalla scena dopo i titoli di coda dell’ultimo DLC di Little Nightmares, in cui viene mostrato un televisore che, stando alle poche fonti certe del sequel, è lo strumento attraverso il quale la Tramissione della torre diffonde il male che sta divorando il mondo. Non solo, la città in cui si trova questa struttura, sotto il gioco dello Smilzo, sembrerebbe essere anche il luogo natale della stessa Signora – almeno a giudicare dal simbolismo degli occhi che accomunerebbe le Fauci alla pericolosa Trasmissione dello Smilzo.


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Non solo. Little Nightmares II sembra avere collegamenti anche con Very Little Nightmares, proponendosi dunque come una probabile chiusura del cerchio. O quantomeno come un aggregatore di tutte le briciole sparse nei precedenti capitoli. L’ultimo trailer pubblicato da Bandai Namco nel periodo della Gamescom ha infatti presentato un personaggio inedito: la Maestra. Già dalla descrizione, in cui viene definita sadica, intollerante alla disobbedienza e propensa a far sparire i bambini dalla faccia della terra nel momento in cui fiatano, si intravedono gli orrori cui andremo incontro nel momento in cui ci confronteremo con lei. Il suo abbigliamento ricorda molto quello delle insegnanti degli anni 10 del Novecento e l’uso del righello come uno dei tanti metodi punitivi rimanda comunque a un insegnamento “vecchio stampo”, dipende poi da nazione a nazione quando è stato abolito, basato sulle punizioni corporali: un aspetto che si ricollega alla sua personalità sadica. Inoltre, come già accaduto con la Signora prima di lei, la sviluppo della Maestra è influenzato dall’immaginario giapponese, poiché il personaggio è in grado di allungare il collo allo stesso modo dello yokai Rokurokubi. Al di là di queste informazioni, perfettamente a portata, torniamo all’argomento principale: la connessione della Maestra con Very Little Nightmares e, altrettanto plausibile, con l’universo narrativo mostrato finora da Tarsier Studios.

Si tratta di speculazioni che potrebbero essere smentite a gioco completo ma non si può negare che il sospetto resti. A cominciare dall’influenza che il personaggio sembra aver avuto sull’asilo all’interno del Nido: seppur diversa dalla scuola mostrata in Little Nightmares II, non ci sono dubbi che la stanza a cui si accede in Very Little Nightmares abbia uno scopo educativo. Se prestiamo attenzione al disegno dei Nomini, dopo aver lasciato la stanza, possiamo notare sette bambini circondati da una figura più grande e autoritaria che possiamo associare alla Maestra: il dettaglio a supporto di questa ipotesi è la gonna che, seppur stilizzato, il suo disegno presenta. Sappiamo che gli unici personaggi a indossare una gonna in Little Nightmares, di quelli noti finora, sono le ragazzine facenti parte dei Bulli (ovvero i suoi studenti) e la Maestra stessa. Un indizio labile ma al contempo abbastanza mirato da essere preso in considerazione.


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In secondo luogo, a collegare il personaggio con Very Little Nightmares abbiamo un dipinto specifico in cui viene raffigurata la Pretendente, affiancata da due figure che sono state spesso associate ai genitori, a volte invece ai suoi guardiani. Adesso che stiamo raccogliendo più informazioni sulla Maestra, diventa abbastanza evidente come la donna ritratta sia proprio lei: entrambe indossano la stessa gonna, gli stessi collant e le stesse scarpe. Se da un lato ci riesce difficile credere che la Maestra sia la madre della Pretendente, siamo molto più propensi a credere fosse invece la sua governante – cosa che spiegherebbe la presenza di un alloggio accanto all’asilo e due bagni distinti. Una tesi ulteriormente rafforzata dal fatto che la Pretendente viene definita come “la piccola, viziata padrona del Nido”, al cui servizio troviamo il Maggiordomo: facendo un rapido raffronto, la figura maschile nel suddetto dipinto è lui, di conseguenza la donna può essere solo la Maestra e ricoprire, appunto, il ruolo di educatrice.

Ci sarebbe poi una seconda teoria, che coinvolge sempre la Maestra e potrebbe persino suggerire come Little Nightmares II sia in realtà un altro prequel e non un sequel, ma è così azzardata che preferiamo tenerla per un secondo momento. Non abbiamo però potuto fare a meno di notare, sempre nell’ottica del dubbio prequel/sequel, che in questo nuovo capitolo Six è ancora una volta “la ragazza in bianco” proprio come in Very Little Nightmares e pare non vi sia traccia in lei della fame che l’ha tormentata in tutto il primo capitolo (e potrebbe essersi saziata con la morte della Signora), o dei poteri ottenuti sul finale. C’è ancora un velo di mistero troppo fitto attorno alla linea temporale in cui si svolge Little Nightmares II per andare a complicare di più una trama criptica. Non ci sentiamo però di escludere l’ipotesi.

Differenze e novità nel gameplay


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Little Nightmares II è sviluppato in modo simile al suo predecessore, pertanto ne condivide diversi aspetti in ottica gameplay: ciononostante, essendo ambientato in un contesto diverso e più ad ampio respiro rispetto alle Fauci, sono state apportate alcune modifiche per offrire un gioco familiare ma al tempo stesso più impegnativo, esteso e lungo in termini di durata complessiva. Il nucleo del gioco è ancora una volta la risoluzione di puzzle ed enigmi ambientali più o meno complessi per consentire al nuovo protagonista, Momo, di superare i diversi scenari che gli si pareranno davanti, con annessi pericoli di sorta. A fare la differenza questa volta sarà la presenza di Six, con cui ci incontreremo nelle primissime fasi di gioco e che, per quanto ne sappiamo finora, sarà al nostro fianco lungo tutto il corso dell’avventura: ci sono occasioni in cui lei e Momo si separano per periodi più o meno brevi, a volte per risolvere un enigma articolato, altre invece per cause non dipendenti da loro.

Ad ogni modo, Six è guidata dall’intelligenza artificiale e si è dimostrata allo stato attuale una compagna valida, caratterizzata da quell’intraprendenza che l’ha contraddistinta nel primo capitolo: non mancheranno situazioni in cui prenderà l’iniziativa, aiutandoci a completare un puzzle che avremmo potuto benissimo fare da soli ma mettendoci il doppio del tempo. La sua è senza dubbio la novità più sentita nel gameplay, non mancano però altri dettagli come ad esempio il fatto che Momo possa nuotare sott’acqua per tratti brevi, utilizzare oggetti alla sua portata per autodifesa (in combo con Six pare sia tuttavia in grado di maneggiare armi vere e proprie), oppure, questo però lo ipotizziamo solo, la capacità di sfruttare i televisori per spostarsi velocemente tra i vari luoghi. Tutto ciò, unito alla varietà di nemici e ambientazioni inedite, permette a Little Nightmares 2 di distinguersi in positivo rispetto all’originale e lasciare la sensazione di un gioco promettente a dispetto delle somiglianze con il predecessore.


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Vedi Post Originale: http://multiplayer.it/articoli/little-nightmares-2-un-nuovo-sguardo-allhorror-di-tarsier-studios.html


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