La visione di Apple compensa l'assenza di rivoluzioni (opinione)


Emanuele Cisotti


Come in altri casi vale esattamente l’opposto.

Quando è stata l’ultima volta che dopo una presentazione Apple avete pensato che le novità presentate fossero davvero di rilievo e che ci fossero delle innovazioni tali da poter essere rivoluzionarie? Se dovessi scegliere una data forse è settembre del 2017 con l’introduzione del Face ID che ha permesso di sbloccare lo smartphone in un modo molto più sicuro e più rapido rispetto al passato. E anche quella rivoluzione, che coinvolse anche un importante cambio di design e l’introduzione delle gesture, comunque arrivò ad un costo: un ingombrante notch, che però molti avrebbero imparato a ignorare e che come prevedibile è diventato anche iconico.

E possiamo partire proprio dal Face ID quando facciamo di Apple un discorso di visione del futuro e di pianificazione sul lungo periodo. Quando Apple ha rimosso il lettore di impronte digitali (in questo caso chiamato con un altisonante Touch ID) lo ha fatto sapendo cosa lo avrebbe sostituito e quali sarebbero stati i passi successivi. Ad essere ingenerosi il Face ID ha dimostrato immediatamente come la concorrenza Android non abbia saputo avere una sua visione. Le aziende che lo hanno adottato come soluzioni di sblocco hanno cambiato idea più o meno rapidamente: un caso clamoroso è Google con i suoi Pixel 4 e 4 XL, dando l’impressione di averlo introdotto solo perché lo voleva il pubblico e non perché davvero ci credesse.

Nicola ne aveva parlato in un video-editoriale che ha proprio il sapore opposto di quello che state leggendo adesso.

E che piaccia o no l’assenza di connettore USB-C sui nuovi iPhone conferma una scelta intrapresa da lungo tempo: gli iPhone del futuro saranno senza connettori di sorta, permettendo di garantire maggiore robustezza, impermeabilità e, perché no, anche controllo sulla piattaforma. E probabilmente non ci sarà mai nessun USB-C sugli iPhone perché la ricarica wireless prenderà il sopravvento come unico sistema di ricarica e un passaggio intermedio sarebbe di troppo. La soluzione del MagSafe (che poco ha a che vedere con l’omonima soluzione per Mac) ci racconta di un’azienda testarda, che ha voluto trovare una soluzione definitiva ad una ricarica wireless, sì standard, ma ben poco ottimizzata.

E non si tratta solo di direzione intrapresa nel mondo dell’hardware, ma anche nel modello di business, con un solido futuro fatto di abbonamenti (quello unico Apple One è una mezza rivoluzione) e sempre più ecologico e sostenibile. Se da un lato qualcuno potrebbe pensare che quelle sui componenti riciclati siano dichiarazioni di facciata (e non avrebbe al 100% torto), non si può però negare a Apple di essere l’unica azienda a insistere sul lato della sostenibilità in tutte le sue presentazioni, nessuna esclusa. Parliamo appunto di avere una direzione e una visione. Possiamo poi non citare la privacy? Se volete la privacy, preparatevi a pagarla cara.

Potremmo continuare a lungo, Apple ci dà molti spunti su cui riflettere, anche perché è una delle aziende che più fa discutere per le sue scelte, qualsiasi esse siano. Sicuramente merita una menzione iPadOS sempre più desktop, le app iPadOS su macOS e il chip Apple Silicon che avvicinerà i due mondi sempre più, dando nuova benzina soprattutto ai futuri MacBook. E l’integrazione di iCloud? Ormai la diamo per scontata.

Le novità che quindi sui prodotti Apple possono sembrare piccole sono in realtà parte di un piano molto più grande. Quando è stato rimosso il jack audio dall’iPhone abbiamo scherzato pensando a quando avrebbero rimosso “tutto il resto”. E invece sta accadendo davvero. E la visione che ha Apple non è necessariamente qualcosa di utopico. La visione di Apple è il suo punto di forza in un mondo di aziende che spesso ne hanno troppo poca e che seguono solo il desiderio del pubblico, lasciando la strada spianata a chi i trend li vuole dettare. Perché la tecnologia è fatta di aumenti di RAM e di megapixel nel breve periodo ma di cambiamenti veri nel lungo periodo.

A scanso di equivoci: Apple non è perfetta nelle sue visioni. Potremo parlare di come “Steve Jobs non avrebbe mai permesso una Apple Pencil”, delle tastiera butterlfy, della TouchBar sui Mac, di AirPower o, se vogliamo andare appena più di indietro, di Apple Ping (un piccolo fallimento che mi è rimasto nel cuore). Eppure per sbagliare strada bisogna avere quantomeno una direzione.





Vedi Post Originale: https://www.mobileworld.it/2020/10/14/la-visione-di-apple-compensa-lassenza-di-rivoluzioni-opinione-270841/


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