La Radura di Antonia Kühn - Recensione


Scrivere una storia è una gran bella seccatura, ma scrivere quella d’esordio e disegnarla è qualcosa di ancora più complesso e pericoloso. Il pericolo è sempre dietro l’angolo e la paura di sbagliare attanaglia il fegato come il bicchiere di troppo dell’alcol di sabato sera. Antonia Kühn ha tentato i suoi primi passi nel mondo del fumetto con un drammatico graphic novel di nome La Radura, riuscendo nel suo intento. Edito da Diablo Edizioni, quest’albo racconta una storia drammatica e toccante, toccando gli argomenti con una delicatezza assoluta.

La Radura è un racconto fatto di dolore, di giovinezza, di solitudine e soprattutto di famiglia. Molte storie raccontano le vicende famigliari ed è interessante come ancor’oggi ci possano essere argomenti non del tutto trattati all’interno di questo gigantesco pantheon. La storia del graphic novel ruota attorno alla vita di una famiglia e in particolar modo del figlio più piccolo di nome Paul. Egli vive in un posto come un altro con un padre pressoché assente perché totalmente assorbito da un lavoro estenuate che non gli permette di stare con una famiglia che va in frantumi. Se il figlio più piccolo stando da solo si isola e cerca di curiosare in casa, la figlia più grande sembra colare di rabbia. La collera non ha mai portato a niente di buono però e spesso è una strada in discesa verso l’oscurità senza un’uscita.

La vita famigliare viene analizzata in modo realistico, ma con dei tratti onirici, fatti di ricordi che si intersecano con le emozioni e il tutto alla fine perde forma fisica. Questo mondo dei sogni e dei ricordi serve per capire il passato, ma anche per vedere le paure, le certezze e la protezione che alcuni semplici oggetti possono avere. La storia è quindi un volteggiare in modo frenetico tra il passato e il presente e alla fine cadere verso la terra come quel vaso di petunie all’interno della Guida Galattica per Autostoppisti.

Antonia Kühn come ho detto, con questo graphic novel ha  affrontato il suo primo lavoro come scrittrice e disegnatrice. Un lavoro pesante e difficile e si sente in certi punti un modo di narrare un po’ disconnesso che va a stridere con il resto della lettura. Alcuni minuscoli difetti che si percepiscono qua e là, che però non impediscono alla storia di non essere solo ben leggibile, ma anche emozionante e alla fine ci troviamo dentro quei fatti drammatici.

Lo stile di Antonia è particolare e riconoscibile. Figure semplici che non rispettano sempre le giuste proporzioni e talvolta queste fanno a pugni con le inquadrature e i fondali, ma è in quella lotta che esce fuori tutta la bellezza dell’albo. Rammenta forse alcuni lavori dell’animazione sovietica come il buon Riccio nella Nebbia e in parte lo stile risulta essere perfetto per i momenti onirici, che a un certo punto diventeranno sempre più frequenti, surclassando quelli normali. Il rischio di descrivere delle tematiche cosi delicate nell’opera prima è tanto, ma nonostante delle minuscole imperfezioni, La Radura è un’opera di maturità e di crescita; una lettura perfetta per ogni età.



Vedi Post Originale: https://www.havocpoint.it/2020/06/la-radura-di-antonia-ku%CC%88hn-recensione/


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