Instruments of Destruction, anteprima - IlVideogioco.com


Per i giocatori più avvezzi a scoprire e conoscere nuove produzioni indipendenti, Instruments of Destruction ispirerà fin dal primo momento un feeling familiare. Ci troviamo infatti nel filone dei “simulatori di distruzione”, dove uno degli esponenti più popolari degli ultimi anni è stato il buon Besiege. Costruire da zero un veicolo, assicurarsi che sia funzionante e poi fargli distruggere tutto ciò che vogliamo.

Il principio dietro al titolo di Radiangames è esattamente lo stesso. Oltretutto ci troviamo dinanzi a uno studio che si compone di un solo membro, Luke Schneider. Sviluppatore americano di stanza in Illinois che in passato ha collaborato anche alla realizzazione, tra gli altri, di Red Faction II e Red Faction: Guerrila. E’ dunque facile intuire l’origine della competenza in materia di distruzione “ambientale”.

Andiamo quindi a scoprire Instruments of Destruction nella nostra anteprima. Vi ricordiamo che il gioco è disponibile in accesso anticipato su Pc, via Steam. Buona lettura.

COSTRUIRE PER DISTRUGGERE

Come molti altri titoli sandbox, non vi è trama in quel di Instruments of Destruction. Semplicemente perchè non occorre. Se ci troviamo qui, dopotutto, è per realizzare veicoli di ogni sorta con cui radere al suolo tutto ciò che ci si parerà davanti. Per farlo avremo a disposizione (almeno per il momento) 10 diversi livelli, ambientati in altrettante isole.

Torri, baraccopoli e in generale vari edifici che bisognerà distruggere pezzo per pezzo. Questo attraverso la modalità sandbox o quella campagna. Nella prima non avremo limiti di sorta, e potremo sfruttare al massimo tutto ciò che il titolo di Radiangames offre allo stato attuale. Nella seconda invece dovremo progredire livello dopo livello, mettendoci anche alla prova con vari obiettivi secondari.

Instruments of Destruction

Lasciare intatte strutture specifiche mentre se ne dovranno distruggere altre. Radere al suolo tutto quanto entro un tempo limite. Operare con un limite di budget sulla realizzazione del veicolo… Condizioni e difficoltà saranno determinate dal livello di sfida a cui decideremo di sottoporci. Da quella Normale all’avvincente modalità Esperto, che metterà autenticamente alla prove le nostre doti di costruttori.

Per i giocatori più impazienti, intenzionati a godere appieno e fin da subito dell’esperienza realizzata (e in via di realizzazione) da parte di Luke Schneider… Basti sapere che tenendo premuto sul menu principale i tasti “Ctrl”, “Shift” e “9” sarà possibile sbloccare tutto il necessario. Isole, modelli pre-costruiti di veicoli, componenti con cui realizzare dei nuovi esemplari dei suddetti, ecc.

UN REALISMO SORPRENDENTE…

Instruments of Destruction

Per i giocatori cresciuti a pane e Besiege/Main Assembly/altro titolo sui generis, l’editor di Instruments of Destruction sarà in qualche modo familiare. Pezzo per pezzo andremo a comporre il nostro veicolo demolitore. Questo partendo dalla “struttura di base”, che comprende telaio, ruote ecc. Fino ad arrivare agli accessori veri e propri che renderanno possibili le migliori demolizioni/esplosioni.

Palle da demolizioni, seghe, bombe e tanto altro con cui poter equipaggiare la nostra creatura, della quale dovremo anche curare la “stabilità”. Cioè dovremo fare in modo che alla prima oscillazione non finisca col rotolare su se stesso, o magari cadere in mille pezzi. Nel caso non volessimo partire da zero, sarà inoltre possibile utilizzare uno dei molti modelli di veicolo pre-esistenti.

Instruments of Destruction

Su cui, nel caso, potremo operare delle modifiche in base alle esigenze della missione. O seguendo semplicemente la nostra fantasia. Una volta pronto il veicolo dovremo guidarlo attraverso lo scenario. Tenendo conto che il sistema di controllo consente anche di utilizzare autonomamente i sopracitati accessori.

Come molti altri titoli di questo tipo, Instruments of Destruction presenta un tutorial. Il quale tuttavia non risulterà così approfondito da poter istruire a dovere i giocatori totalmente estranei ai “simulatori di distruzione”. Di fatto la maniera migliore per imparare sarà quella di sperimentare, cercando di capire sempre di più come realizzare deli veicoli efficienti. Indipendentemente dal loro essere bizzarri o meno.

… DAL PESO SPECIFICO ELEVATO

Instruments of Destruction

Dal punto di vista tecnico Radiangames ha compiuto un lavoro di pregio, soprattutto visto e considerato che stiamo parlando di uno sviluppatore soltanto. Non parliamo tanto della grafica (di buon livello, ma niente di eccezionale), quanto invece della fisica, estremamente realistica. Certo, in un gioco del genere essa costituisce invero la protagonista assoluta.

E l’esperienza maturata nello sviluppo dei Red Faction da parte di Luke Schneider è stata indubbiamente provvidenziale. Detriti che volano ovunque, scintille ed esplosioni finemente curate e persino il terreno, capace di “reagire” in base al peso del veicolo che andremo a guidare. Gli scenari di per sé sono tutt’altro che vasti, ma ogni loro centimetro trasuda realismo e simulazione di alto livello.

Instruments of Destruction

Ottima anche la colonna sonora, con melodie assai energiche e perfettamente calzanti al contesto. Quali sono allora i problemi di Instruments of Destruction? Sicuramente una quantità di contenuti complessivi alquanto limitata. Ma siamo in accesso anticipato, perciò è fisiologico. E siamo certi che in vista del futuro lancio completo Radiangames ci delizierà con molti altri elementi da e con cui distruggere. La localizzazione in italiano (sorprendentemente presente) è inoltre lacunosa.

Alchè abbiamo preferito svolgere la nostra prova con la lingua originale, cioè l’inglese. Ciò che in realtà affligge il titolo, al momento, è un’ottimizzazione decisamente carente. I requisiti minimi presenti nella pagina del negozio di Steam sono indubbiamente sottostimati. E l’utilizzo di risorse (specie a carico della scheda video) è mostruosamente elevato. Speriamo dunque che lo sviluppatore possa intervenire seriamente su questo aspetto, così da rendere ancora più fluida un’esperienza veramente accattivante.

Instruments of Destruction

PROMETTENTE

Non c’è maschietto che non abbia sognato, almeno una volta, di lavorare nel settore dell’edilizia. Nello specifico, in quello delle demolizioni. C’è qualcosa di magico nel vedere un edificio (possibilmente vuoto, e magari in rovina) crollare su se stesso. Con esplosioni a percuotere l’aria e cumuli di detriti pronti a spargersi sul terreno di turno. Attraverso Instruments of Destruction lo studio Radiangames ( o meglio il suo unico componente, lo sviluppatore Luke Schneider) punta con forza su quest’ambito. Il tutto offrendo un simulatore di distruzione sorprendentemente realistico. Con diversi problemi di ottimizzazione e tanti contenuti da aggiungere. Ma anche con un’abbondante dose di divertimento già pronta a essere elargita. Costruisci, guida, distruggi, ripeti. In attesa della versione finale.



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