Horizon Chase Turbo, Recensione

C’erano una volta le sale giochi dei primi anni ’90. Quei luoghi fantastici, pieni di luci e suoni che avvolgevano la mente di un bambino al fine di portarlo in mondi lontani, universi paralleli, e strade con le quali correre con il nostro bolide.

Spesso, gli stessi cabinati erano delle piccole riproduzioni di abitacoli, regalandoti la sensazione di essere davvero alla guida di quel bolide, e poter sentire l’aria che ti accarezzava il viso mentre sognante, pensavi alla controparte femminile seduta nel sedile accanto al tuo con quel sorriso assolutamente invitante. In pieno stile Top Gun, ci si poteva sentire anche sentirti il Maverick della situazione, facendo il figo mentre l’abitacolo del cabinato andava prima più su, e poi più giù, a seconda della posizione della cloche. Ma facciamo un passo indietro, e torniamo all’abitacolo del bolide, con volante, pedali e marce tutti funzionanti.

I brasiliani di Aquiris devono essersi svegliati lo stesso giorno, alla stessa ora, con la stessa idea, frutto di un sogno o di un’immaginifica vena ispiratrice, perché hanno reso possibile qualcosa di dannatamente difficile. Qualcosa che molti sviluppatori tentano di portare a termine ma spesso con risultati scadenti nei casi più felici, e purtroppo deludenti nella stragrande maggioranza.

Prendere un gioco, o una serie di giochi, e riproporli al pubblico a distanza di quasi trent’anni cercando di mantenere vive quelle stesse sensazioni provate in precedenza, che ad oggi pungoleranno la memoria di chi è sulla quarantina, ed ecciteranno i più giovani con colori sgargianti, una colonna sonora riconoscibile ed incalzante, un gameplay veloce, frenetico, dannatamente tecnico, e dal sapore di pura vittoria quando vedi quell’”1″ stampato alla fine della gara. Tutto questo, è Horizon Chase: Turbo, titolo che abbiamo già trattato su Pc (qui la nostra recensione) e che adesso riproponiamo per PS4. Un racing arcade dal sapore antico, genuino, ed in grado di evocare e rievocare tanti altri ricordi.

SIEDITI E METTI IN MOTO JACK 















Provato e recensito dal nostro DannyDSC questa volta in versione PS4, Horizon Chase: Turbo si presenta come una normalissima operazione nostalgia per portare il fascino e la velocità di giochi come Out Run e Lotus ( solo per citare i due giochi più famosi che vengono in mente) sui nostri televisori. Rompiamo gli indugi chiarendo subito un punto: No! Non è così! È molto di più.

Installato e fatto partire Horizon Chase: Turbo si presenta con una schermata iniziale in pieno stile sala giochi che ci inviterà a premere un pulsante per passare al menu principale. Da li, potremo scegliere una delle modalità a nostra disposizione quali Tour Mondiale (la modalità più “importante”), i tornei (divisi per difficoltà), le gare di Resistenza (difficili ed appaganti) e nel caso volessimo cimentarci in qualche partita online, avremo a disposizione il classico multiplayer o la modalità a schermo condiviso per farci qualche partita con gli amici sulla stessa console.
Già da qui è facile capire che Aquiris punti ad una mole di contenuti notevole per intrattenere il giocatore, cosa che non è accaduta per altre “operazioni nostalgia” quali ad esempio Outrun Online Arcade (uscito per PS3 nel 2009 con un discreto successo).

Ad esempio il Tour Mondiale si dipana in diverse zone del mondo, passando dal Brasile al Cile alla Grecia al Giappone all’Islanda e altro ancora. Piccola punta di amarezza, non aver visto l’Italia tra le location disponibili. Facendo un piccolo passo indietro per tornare al menu principale, scopriremo che all’inizio non tutte le modalità saranno disponibili, questo perché per procedere con il gioco, dovremo ottenere dei risultati. Quindi, mettiamo in moto e passiamo al gameplay.

CURVA A DESTRA! CURVA A SINISTRA!






Selezionata la California, prima tappa del Tour Mondiale, la prima gara da affrontare sarà sul circuito di Grass Hills. Siamo agli inizi, quindi a disposizione avremo solo un paio di macchine tra qui scegliere.

Andando avanti nelle competizioni e ottenendo punti, potremo sbloccare altri veicoli che si aggiungeranno al nostro garage (in totale, sono poco più di una trentina e spaziano dalle super car che ricordano le Ferrari e le Lamborghini, per passare a modelli più raffinati, vicini alle BMW, ai camioncini Hippy e altro).

È importante sottolineare che tutti i veicoli abbiano caratteristiche molto diverse.  Quindi, avremo una Ferrari veloce ma poco manovrabile, un Roadster più lento ma agilissimo, una Lamborghini dalla velocità incredibile ma con un serbatoio molto limitato, e così via. La coperta sarà sempre un po’ corta anche per bilanciare al massimo il gameplay.

Sarà, infatti, una scelta più strategica di quello che si potrebbe inizialmente pensare, e non a caso, spesso e volentieri potrà capitare di dover ripetere gara cambiando macchina proprio perché la scelta fatta in precedenza era errata. Ma torniamo a Grass Hills; finito il counter la nostra prima gara inizia ed è tutto un susseguirsi di curve larghe, curve strette, veloci rettilinei, e 19 concorrenti per la vittoria che non ne vogliono proprio sapere di farsi da parte, scegliendo saggiamente di posizionarsi praticamente ogni volta nella posizione giusta per rallentarci.

Durante la nostra gara avremo a disposizione il turbo, da usare con molta saggezza, perché se in un rettilineo fa la differenza, usato in curva può avere conseguenza catastrofiche se attivato al momento sbagliato. Durante la gara, dovremo anche prestare attenzione all’indicatore del carburante, posto nella parte superiore destra dello schermo.

Se il carburante finisce, verremo squalificati e la gara finirà in anticipo. Fortunatamente, lungo il percorso, potremo acquisire taniche di carburante che ci permetteranno di proseguire, ma dovremo essere attenti e ricordarci i punti dove vengono sistemati. Oltre a taniche di benzina e turbo aggiuntivi, durante la corsa potremo acquisire delle monete che se accumulate, ci permetteranno di sbloccare nuovi percorsi, nuove modalità, e nuove macchine.

Inutile dire che il lavoro di posizionamento di questi tre elementi da parte di Aquiris è stato certosino e ponderato con attenzione, frutto di una corposa fase di testing. Più di una volta vi capiterà di rimanere senza benzina, o ripetere una gara per riuscire a collezionare tutte le monete. Questo perché Horizon Chase Turbo, è un gioco sé Arcade e veloce ma, al tempo stesso, anche dannatamente tecnico. Gli sviluppatori meritano davvero i nostri più sentiti complimenti, prova e riprova che il mondo indie ha da dire più che qualcosa rispetto a molti titoli “Triple AAA” che di Triple hanno soltanto il budget, ma non la qualità.

QUANTO SEI BELLA… GRAFICA MIA!



In un gioco di corse, la grafica riveste una parte importante per qualunque giocatore, non solo perché l’occhio vuole la sua parte, ma perché una grafica armonizzata e realizzata con cura, miscelata ad un buon design dei circuiti, garantirà ore ed ore di divertimento senza cadere nella “ripetitività” che spesso può portare un’esperienza di gioco a divenire noiosa dopo poco tempo. Ebbene, anche qui il team di sviluppo si dimostra all’altezza del compito, “asfaltando” team ben pių conosciuti. Lo sviluppatore stesso, ha definito la grafica di Horizon con queste parole:

Horizon Chase riporta il contesto grafico della generazione a 16 bit e crea uno stile ispirato al passato senza rinunciare alla sua contemporaneità. Il minimalismo dei poligoni e l’estetica del colore secondario (per avere un colore secondario si vanno a mescolare due colori primari in uguali quantità, ndr) accentuano la bellezza visiva del gioco, creando un’atmosfera unica e armonica. Sentirai l’anima retrō del gioco su un corpo completamente moderno.

Vi lasciamo qualche secondo per rileggere queste poche righe e riflettere, perché ne vale la pena. È poesia, tecnica e genialità: lo stile grafico ci riporta agli anni ’80 e ’90, minimale ma di grande impatto. I fondali, preparati con maestria, sono talmente belli che a tratti non ci sembrerà di giocare, ma di essere dentro un anime giapponese.

Durante la nostra prova nel circuito “Notte Selvaggia” in Sudafrica, ci siamo soffermati più e più volte per ammirare la splendida cornice di gioco. E l’effetto “anime” è elevato tanto per il giocatore quanto per chi osserva senza pad alla mano.

Poteva un gioco così ben fatto avere una colonna sonora come tallone d’Achille? Se così fosse, non sarebbe comunque un grosso neo, o forse no? Beh, non dovremo comunque preoccuparcene, perché le musiche di Horizon Chase Turbo meritano un acquisto a parte per godersela in macchina mentre si guida (senza correre). Perché? Semplice: oltre ad essere splendida, è stata composta da un certo Barry Leitch, che ci ha donato giusto qualche perla come ad esempio la colonna sonora di Top Gear (Super Nintendo), Lotus 2 (Amiga), Imperium (Pc), e molte altre. Per Horizon Chase, l’artista ha voluto proporre musica elettronica in pieno stile anni ’80 e ’90 che accompagneranno le nostre partite con brani incalzanti e carichi di adrenalina. Unico neo, volevamo una trentina di tracce in più.

COMMENTO FINALE

Siamo alla fine della nostra recensione. Un po’, quasi, ci dispiace: avremmo desiderato parlarvi ancora di questo gioco, ma il miglior consiglio che possiamo darvi è di provarlo, dato che č disponibile una demo gratuita che siamo sicuri, non farà altro che aumentare la voglia di possedere questa perla.

Horizon Chase Turbo è un sogno che si avvera per qualunque amante delle gare Arcade, o per un giovinastro che voglia provare sfide che vanno oltre il semplice “save&reload”. È affascinante, veloce, adatto per lunghe sessioni o per brevi e fugaci toccate e fughe. Il framerate su PS4 Pro è perfetto, il sonoro azzeccato, è anche tutto in italiano. Insomma, questi ragazzi (ai quali invitiamo di potersi in futuro cimentare con un’uguale operazione per After Burner) meritano davvero tanta stima e supporto per un gioco venduto a prezzo budget ma completo, appagante e divertente, sempre in grado di proporre sfide.

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Fonte: Horizon Chase Turbo, Recensione