Gamedec, il provato del GDR che mescola Disco Elysium a Cyberpunk 2077


Anshar Studio ci porta nella caotica e futuristica Warsaw City nei panni del titolare Gamedec, una persona che fa dell’intrattenimento virtuale la sua fonte di guadagno: ecco le nostre impressioni dopo provato una versione pre-alpha del gioco. Disco Elysium a Cyberpunk 2077 si incontrano!

Gamedec è uno di quei titoli che balzerebbe all’occhio a qualunque appassionato di giochi di ruolo tradizionali: un GdR isometrico di stampo cyberpunk, impreziosito da tinte noir che riportano alla mente Blade Runner, merita ben più di una semplice occhiata. Perché i GdR, persino quelli il cui sviluppo mira a richiamare i classici del genere, sono stati costretti ad adattarsi per continuare a esistere: evolversi, in un certo senso, che tuttavia non significa scendere a compromessi. Disco Elysium l’ha dimostrato, spianando la strada a tutti i giocatori che vogliono lasciarsi soltanto catturare dalla storia e interpretare un personaggio scordandosi completamente del combattimento – fornendo, di fatto, un’esperienza il più possibile vicina alle tradizionali e immortali sessioni di gioco di ruolo.

Sulla sua stessa scia troviamo Gamedec, di Anshar Studio, un gioco incredibilmente promettente che tra cospirazioni, omicidi e un tagliente sarcasmo nei confronti dei modelli free-to-play ci ha intrattenuto per qualche ora. È ancora presto per dire se Disco Elysium ha trovato il suo rivale ideale ma possiamo affermare senza dubbio che le premesse ci sono tutte. O forse un alleato, nella conquista di un territorio che a suo tempo è appartenuto a Planescape: Torment? Dipende da come lo si vuole vedere. Non è certo la prima volta che si tenta di trasporre la logica di un gioco di ruolo tradizionale al videogioco e non sempre i risultati sono riusciti (vedasi Paranoia: Happiness is Mandatory) ma il vantaggio di Gamedec potrebbe dipendere dal fatto che non sta proponendosi come la versione digitale di un GdR preesistente, bensì come quella dell’omonima serie di romanzi dell’autore polacco Marcin Przybyłekb – tuttora in corso – che è stato ovviamente coinvolto nello sviluppo. Un’anteprima su una pre-alpha del gioco è troppo poco per avere delle certezze assolute ma sufficiente per cominciare a farsi una prima idea sull’enorme potenziale di questo gioco.

Professione Gamedec

Come anticipato, la versione che abbiamo provato rappresenta una piccola parte del gioco completo (si tratta di un singolo caso, nei fatti) ed è estrapolata dalla pre-alpha: significa che siamo incappati in qualche dialogo o interazione bloccati, che tuttavia nel complesso non hanno inficiato l’esperienza generale. Gamedec ci porta in un universo cyberpunk in cui le persone si dividono tra due mondi: quello fisico e quello digitale, o sensoriale se preferite. Warsaw City fa da sfondo agli eventi narrati, un dedalo di strade, palazzi, auto antigravità con un’estetica rétro ma soprattutto circondata da una barriera che tiene fuori gli animali; a quanto pare la natura si è ribellata all’uomo e ha tutte le intenzioni di eliminarlo definitivamente. In questa città proiettata sul futuro non mancano i ceti sociali, dai ricchi che navigano nella prosperità e sono baciati dal sole nella parte alta di Warsaw City fino alla classe media e ai poveri che il cielo non sanno nemmeno cosa sia. Ciononostante, tutti hanno un aspetto in comune: possono superare i confini della realtà accedendo a Virtualia.

Viene paragonato a una sorta di universo all’interno del quale sono contenuti milioni di giochi, o esperienze virtuali per utilizzare un concetto più ampio, con cui le persone possono svagarsi. Una quantità di mondi sensoriali che grazie alle giuste tecnologie – un divano speciale, un elmetto e un tuta – sfrutta tutti e cinque i sensi per immergere chi ne fruisce in un’esperienza indistinguibile dalla realtà. Dai più semplici browser game fino a intrattenimenti che scivolano nel pericolo e nella depravazione, Virtualia offre qualsiasi cosa di cui si abbia bisogno. L’immersività è tale che molti finiscono per perdersi al loro interno, mettendo a rischio la vita, ed è (anche) qui che entriamo in gioco, figurativamente e non, noi: i Gamedec.

Gamedec 01


Gamedec è l’abbreviazione di game detective, figure professionali nelle quali gli attuali giocatori potrebbero vedersi bene in un futuro ipotetico come questo: si tratta di persone che non solo sono molto capaci nell’ambito dell’intrattenimento virtuale ma ne fanno una fonte di guadagno. Al contrario di quello che si potrebbe pensare, però, i Gamedec non si limitano a combattere il crimine all’interno di queste realtà sensoriali ma accettano anche compiti di minore entità, come completare fasi di gioco che i loro committenti trovano troppo difficili. Insomma, essere familiari con Virtualia e le sue pressoché infinite diramazioni può tornare molto utile per riempirsi le tasche. Interpretare un detective è perfetto quando si tratta di affrontare un tipo di scenario da “carta bianca”, perché pur avendo un certo insieme di caratterizzazioni anche personali, chiunque può farlo ed è un lavoro che apre a moltissime opportunità. Un Witcher dei tempi moderni, per restare in tema autori polacchi, con l’autore che fa della professione il perno del suo universo narrativo: proprio come uno strigo, il Gamedec è una persona ai margini della realtà che si occupa di cacciare un tipo di mostro che lo stesso Geralt conosce bene, l’uomo, ma non disdegna compiti minori per guadagnare denaro. C’è chi lo ammira e chi lo disprezza.

Nulla è bianco o nero

Nonostante ciò, nel videogioco di Anshar Studio il focus principale rimane quello della lotta al crimine e attraverso ogni capitolo, che rappresenta un singolo caso, verremo a conoscenza della storia alla base nonché del mondo in cui viviamo. Ciascuna indagine ci porta a esplorare diverse zone di Warsaw City, con tutte le sue contraddizioni, e tutte si collegano alla trama principale di cui però non siamo a conoscenza. Sebbene Gamedec derida alcuni aspetti dell’industria videoludica, si tratta comunque dello strato superficiale di un’esperienza che intende trattare temi molto più maturi e complessi, mettendo a nudo il male che si cela nel cuore delle persone. Impareremo a nostre spese come bianco e nero non hanno alcun significato in un mondo come questo, che tutti hanno i loro segreti e sono ambigui sulle proprie intenzioni, lasciando a noi il compito di scavare fino in fondo e decidere cosa fare della verità che troveremo. Per citare il gioco stesso, noi siamo la somma delle nostre scelte ed è proprio questo l’aspetto fondante di Gamedec: scegliere. Non siamo di fronte a un mondo ideale in cui è possibile porre rimedio a tutto, spesso saremo chiamati a rischiare, tacere informazioni e condividerne altre in base a chi scegliamo di essere.

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A proposito di scelte, tutto ovviamente parte dalla caratterizzazione del nostro personaggio: possiamo deciderne il ceto sociale, nel nostro caso il Gamedec ha un passato da uomo dei bassifondi, e una di quattro Professioni che determineranno le nostre qualità – ce ne sono molte di più ma la scelta iniziale si focalizza su sole quattro. Ad esempio, Sleeves ci identifica come una persona dai legami con il mondo criminale garantendoci conoscenze che nel caso in questione ci sono tornate molto utili. Questo non significa però che il gioco penda da una parte o dall’altra, perché per ogni vantaggio viene anche una difficoltà da superare per vie traverse. Strettamente legati alle professioni ci sono gli Aspetti, ovvero le caratteristiche alla base della nostra persona e che rendono possibile sbloccare nuove professioni: si dividono in diverse tipologie e si possono ottenere principalmente attraverso interazioni e dialoghi con i PNG. Il resto delle meccaniche è legato al Codex, un compendio all’interno del quale vengono raccolte tutte le informazioni reperite giocando (utili alle indagini ma anche solo per conoscere il mondo di gioco, e le Deduzioni; queste sono fondamentali per portare avanti i casi e funzionano né più né meno come un palazzo mentale, con la differenza che non ci sono scelte sbagliate da prendere. Nuove rivelazioni portano a ulteriori dilemmi ma non esiste il fallimento: il mondo e le persone che lo abitano si adatteranno alle scelte che prenderemo e ci saranno sempre conseguenze per le nostre azioni.

Un esempio concreto lo abbiamo avuto proprio nel corso della nostra indagine: siamo stati ingaggiati da una persona influente per capire cosa fosse successo al figlio, entrato in una realtà virtuale sconosciuta e dalla quale sembrava impossibilitato a scollegarsi. Indagando siamo venuti a conoscenza di atteggiamenti discutibili del padre nei confronti del ragazzo e abbiamo avuto la possibilità di confrontarci con lui in merito: essendoci di mezzo l’incolumità del figlio, abbiamo deciso di lasciar correre per renderlo collaborativo e non ostacolare eventualmente il caso. Siamo riusciti a salvare il ragazzo – il successo non era scontato – ma quell’argomento non ci è stato più possibile toccarlo. Quali conseguenze avrebbe avuto non possiamo saperlo ma siamo stati liberi di condividere con il padre tutte le nostre scoperte legate al caso oppure, proprio perché consapevoli della sua natura meschina, tacerne la gran parte. Ogni azione conta ma nessuna è davvero sbagliata: si tratta solo di saperne sopportare gli eventuali effetti.

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La somma delle nostre scelte

Dialoghi e scelte sono il nucleo di Gamedec e si fondono con il sistema di progressione del personaggio; dimenticatevi i numeri, non ne troverete perché qui non ve n’è necessità. Plasmeremo il nostro detective in base alle professioni che riteniamo più adatte per lui: attraverso la voce dedicata del menu, che ricorda una rete neurale e ci sembra particolarmente azzeccata viste le tematiche del gioco, decideremo se promuovere soluzioni più volte alla violenza e alla coercizione oppure al dialogo e all’interazione, con tutti gli inganni sottili che comportano; o magari siamo dei maghi della tecnologia e preferiamo risolvere le questioni in maniera diretta ma comunque più discreta rispetto alla forza bruta. Siamo liberi di andare in ogni direzione ma come i giocatori più navigati di GdR tradizionali sanno, non esiste un personaggio che sappia fare tutto e bene. I risultati ottenuti grazie alle nostre professioni consentono di ottenere determinati indizi che andranno a sommarsi nelle Deduzioni ma è impossibile ottenere tutto: dobbiamo basarci su cosa abbiamo raccolto e prendere la nostra decisione, che a volte sarà univoca (ovvero non ne avremo sbloccate altre al di là di quella) mentre in alcuni casi avremo molteplici opzioni tra cui scegliere.

L’idea degli sviluppatori è avvicinare quanto più possibile Gamedec a un GdR tradizionale, puntando sull’interazione e sul dialogo, introducendo eventuali conflitti all’interno degli stessi. Siamo stati anche protagonisti di una fase “stealth” molto semplice ma, ancora una volta, si è trattata di una conseguenza delle nostre azioni, con esiti peraltro più pericolosi di quelli che ci sarebbero potuti essere scegliendo altrimenti. Se tutto si è concluso bene, nel nostro primo caso, non possiamo dirlo considerato lo stretto collegamento con la trama principale, ma ne siamo soddisfatti. Gamedec è un gioco che promette di non focalizzarsi esclusivamente sui dialoghi e la raccolta di indizi, consapevole della noia che potrebbe generare a lungo andare, e quanto abbia visto finora è stato convincente: bisognerà vedere fin dove e con quanta intensità gli sviluppatori intendano diversificare il gameplay pur restando radicati al concetto di gioco di ruolo tradizionale.

Gamedec 04

Gamedec è un gioco ambizioso, uno di quelli in cui un singolo errore potrebbe costare tutto. Molto potrebbe andare storto, da un’eccessiva interazione con l’ambiente a una trama che non riesce a incontrare le aspettative del pubblico finanche a un testa testa con Disco Elysium dal cui confronto potrebbe non uscirne a testa alta. Dall’altro lato, quello che abbiamo visto è stato un gioco molto curato, accattivante, dalla storia promettente e i dialoghi ben scritti: la sua forza sta anche nell’estetica, in un cyberpunk che è la nuova moda ma ancora non ha stancato, e in un mondo che rimanda per certi aspetti ad Altered Carbon. I rischi non mancano ma altrettanti sono i punti di forza e se Disco Elysium ci ha dimostrato che l’eredità di Planescape è ben viva, lo stesso vuol fare Gamedec.

CERTEZZE

  • Narrazione promettente
  • Dialoghi molto ben scritti
  • Lo sviluppo del protagonista apre a numerose possibilità

DUBBI

  • Per ora niente localizzazione italiana
  • Il paragone con Disco Elysium è in agguato
  • La bontà della storia e la qualità finale dei dialoghi è da verificare





Vedi Post Originale: http://multiplayer.it/articoli/gamedec-provato-gdr-mescola-disco-elysium-cyberpunk-2077.html


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