Ender Lilies: Quietus of the Knights, recensione Pc - IlVideogioco.com


Ender Lilies: Quietus of the Knights è un titolo che fin dal debutto in accesso anticipato ci ha colpito per il design di ambienti, personaggi ecc. Già nel corso della nostra anteprima avevamo inoltre evidenziato come, strutturalmente, il gioco fosse già bello solido. Tanto dal punto di vista del gameplay quanto del lato tecnico. La versione 1.0 rilasciata di recente ha dunque portato con sé tantissimi nuovi contenuti. Dei quali ora possono fruire non solo i giocatori Pc, ma anche Switch, Xbox One e Xbox Series X/S.

Il tutto in attesa delle versioni PS4 e PS5, inizialmente previste per martedì 6 luglio ma poi rimandate a causa di inconveniente tecnici, come riportato dagli sviluppatori tramite un tweet. Stiamo parlando dello studio indipendente giapponese Live Wire, che insieme ad Adglobe ha dato vita a questo magnifico metroidvania. Un titolo chiaramente ispirato a pilastri del genere quali Hollow Knight e Ori and the Will of the Wisps, ma comunque in possesso di un’identità definita e intrigante.

Scopriamo quale nel corso di questa recensione della versione Steam di Ender Lilies: Quietus of the Knights, che ricordiamo essere distribuito da Binary Haze Interactive. Buona lettura.

L’ULTIMA SPERANZA PER FINIS

Come abbiamo anticipato pocanzi, ciò che distingue la versione ora completa di Ender Lilies: Quietus of the Knights da quella in accesso anticipato è la quantità di contenuti. Che complessivamente hanno quintuplicato e oltre la longevità del titolo. Stiamo parlando di almeno 30 ore di gioco, necessarie per esplorare ogni anfratto e sconfiggere tutti i boss e mini-boss.

Certo, a patto di essere in gamba. Perchè se le prime 2-3 ore iniziali (le stesse della versione in sviluppo) offrono un livello di sfida abbordabile quasi per chiunque, andando avanti ci ritroveremo sempre più in difficoltà. Una crescita esponenziale e progressiva del tasso di sfida, che si mantiene avvincente e appagante. Senza essere, fortunatamente, mai frustrante.

Ender Lilies: Quietus of the Knights
In giro capiterà di scoprire i corpi esanimi di vari cavalieri, ma anche quelli di nostre colleghe sacerdotesse

Nel gioco vestiremo sempre i panni di Lily, l’unica bianca vestale (una sorta di sacerdotessa) rimasta nel paese di Finis. Dove un fenomeno noto come necropioggia ha trasformato gli abitanti del regno in delle mostruosità “impure”. Nel corso del nostro viaggio conosceremo sia le vicende che riguardano le ambientazioni e i nemici, sia quelle inerenti a noi stessi (Lily è infatti quasi del tutto priva di ricordi).

Una lore interessante e approfondita, da scoprire passo dopo passo al fianco dello spirito del Cavaliere Nero, che ci accompagnerà dal principio. Per liberare Finis dall’impurità dovremo purificare gli spiriti di coloro che incontreremo. I mostri semplici verranno “liberati” dalla loro condizione una volta annientati, mentre i boss e mini-boss sconfitti si uniranno alla nostra causa, mettendo a disposizione i loro poteri.

TRA LOTTE E PURIFICAZIONI

Ender Lilies: Quietus of the Knights
Potremo equipaggiare fino a sei abilità per volta, divise in due set da tre scambiabili in combattimento con la pressione di un tasto

Una particolarità di Ender Lilies: Quietus of the Knights è data dal fatto che la protagonista, Lily, non combatte. Ella è una bianca vestale che ha il compito di purificare le anime impure. Correrà, salterà e schiverà con grazia gli attacchi avversari, ma di fatto non alzerà un dito contro di loro. A difenderla e a combattere per lei saranno quindi gli spiriti di coloro che avremo sconfitto.

Spesso dotati di una doppia modalità d’attacco (una terrestre e una “aerea”) e potenziabili tramite l’infusione di sedimenti impuri o impurità feroci nel caso degli spiriti più potenti (quelli dei boss ndr). Questi ultimi potranno anche contare su un attacco speciale, eseguibile una volta ricaricata l’apposita barra. D’altra parte Lily potrà curarsi con delle preghiere lenitive, disponibili però in numero limitato al pari della maggior parte degli attacchi.

Ender Lilies: Quietus of the Knights
Alcuni boss saranno particolarmente agili e di dimensioni “umane”. Altri invece saranno decisamente imponenti

In giro per le aree potremo trovare dei fiori rossi e bianchi, che ricaricheranno parzialmente (e rispettivamente) le cariche degli attacchi degli spiriti e le preghiere lenitive. Fermandoci a riposare presso uno dei “punti di ristoro” potremo invece ricaricare tutto istantaneamente. Questi punti saranno molto importanti, poichè sempre qui sarà possibile salvare la partita, scegliere e potenziare le abilità ed eseguire gli spostamenti rapidi.

Una volta sconfitto ciascun boss sbloccheremo un’abilità secondaria, passiva e fissa legata alla possibilità di interagire con lo scenario. Doppio salto, nuoto subacqueo, capacità di arrampicarsi sulle pareti… Anche in Ender Lilies: Quietus of the Knights il backtracking tipico dei metroidvania viene fortemente incentivato. Oltre che reso comodo e scorrevole sia dalla mobilità di Lily che dal fatto di poter eseguire fin da subito gli spostamenti rapidi tra i vari punti di ristoro.

MAESTRIA TECNICA E ARTISTICA

Ender Lilies: Quietus of the Knights
Effetti e animazioni sono davvero uno spettacolo

Con Ender Lilies: Quietus of the Knights Live Wire e Adglobe hanno compiuto una serie di scelte che nel complesso si sono rivelate vincenti. A partire dal gameplay, che prevede un sistema di combattimento basato molto più sullo studio e sull’analisi dei pattern avversari che sui meri riflessi. Rispetto ad altri colleghi metroidvania infatti l’azione è meno “frenetica”, ma risulta tuttavia esaltante grazie alla responsività immediata dei comandi e alla “coerenza” delle hitbox.

A ciò si unisce l’ampia possibilità di personalizzazione del proprio stile di combattimento, tra la scelta delle abilità e quella dei cimeli. Che proprio come in Hollow Knight consentono di aggiungere vari bonus passivi. Rispetto ad altri titoli della stessa risma il titolo nipponico tende tuttavia a essere meno punitivo. La morte infatti non presenta alcuna penalità, se non il respawn all’ultimo punto di ristoro visitato. Ciò si traduce in un inno alla continua sperimentazione di set di abilità e cimeli, in grado di valorizzare il nostro stile.

Come abbiamo avuto modo di far intuire, Ender Lilies: Quietus of the Knights non presenta pressochè alcun difetto sul lato tecnico. Non abbiamo riscontrato né bug o glitch di sorta, né tantomeno incertezze sul framerate. Quello di Live Wire e Adglobe è un lavoro pulito, certosino, dove ogni pixel trasuda l’amore per il medium, e di come un gioco dovrebbe essere rilasciato al pubblico.

Ciò che però colpisce fin da subito è il comparto artistico, che rasenta l’eccellenza grazie al lavoro sinergico tra l’affascinante design di paesaggi e personaggi e la magistrale colonna sonora. Curata da Mili (un gruppo indie nipponico ndr), essa contribuisce in maniera decisiva a regalare profondità e atmosfera alle varie ambientazioni, che vengono tremendamente valorizzate dai brani musicali. Eccezionale anche la localizzazione in italiano, praticamente priva di sbavature.

Ender Lilies: Quietus of the Knights

DA AVERE ASSOLUTAMENTE

In casi come questo, c’è veramente poco da dire. Ender Lilies: Quietus of the Knights è un capolavoro inatteso che ha saputo valorizzare al massimo i mesi di accesso anticipato. L’ispirazione ad altri pilastri del genere è e rimane evidente, ma lo stile artistico così peculiare contribuisce in maniera decisiva all’assunzione di un’identità definita da parte di quello che possiamo considerare uno dei migliori metroidvania degli ultimi anni.

Proprio in riferimento ai colleghi più illustri non c’è dubbio che una modalità new game+ avrebbe giovato, specie sul fronte longevità. Ma si tratta pur sempre di aggiunte tranquillamente implementabili tramite patch successive. Per il resto Live Wire e Adglobe sono riusciti a unire molto bene tra loro numerosi elementi che hanno fatto la fortuna dei capisaldi tra i metroidvania. GG.



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