Dreamo, Recensione

Se volessimo introdurre egregiamente il titolo di cui parleremo in questa sede, Dreamo, sviluppato da Hypnotic Ants ed edito da Carbon Studio, probabilmente non basterebbero decine di recensioni. Questo perché, il gioco in questione, che potremmo genericamente definire strettamente a livello ludico-meccanico, diviene etereo e rarefatto nel momento in cui ci avventurassimo (è proprio il caso di dirlo) in una sua complessiva interpretazione a livello di mera esperienza “mediatica”.

Dreamo è, appunto, un sogno seppur terribile e da cui, con le nostre forze mentali, cercheremo di fuggire. Ma Dreamo è anche un viaggio teso a ricostruire sé stessi e a riflettere sull’essenza stessa della vita, un costante punto interrogativo che danza selvaggiamente e caoticamente su di un sottile filo di lana, teso nervosamente su di un baratro “che ci guarda”.

Vediamo come è andata in questa nostra recensione del gioco in arrivo proprio oggi, 20 febbraio 2020, su Steam . Buona lettura.

TRAMA

Dreamo è un’avventura in prima persona fortemente basata sulla narrazione e la risoluzione di enigmi. Nel titolo, impersoneremo Jack Winslow, uno scienziato vittima di un grave incidente aereo a cui sopravvive miracolosamente. Ma, non senza effetti secondari: il nostro alter-ego si ritroverà in una sorta di “terra di mezzo”, fra realtà e sogno, guidato dalla voce della dottoressa Moreau che, dopo alcuni istanti, rivelerà al nostro protagonista la verità: Jack è in un profondo stato di coma e l’esplorazione di questo improbabile universo è un percorso necessario per poter rinsavire e guarire completamente.

L’area di gioco, piuttosto vasta e liberamente esplorabile, sarà cosparsi di enigmi da risolvere, ma anche di punti di interesse che attiveranno linee di dialogo fra Jack e la dott.ssa Moreau: in sostanza, il procedere innanzi con la risoluzione e l’esplorazione, consentirà al nostro protagonista di recuperare piccoli tasselli di memoria al fine di ricomporre un complessivo mosaico utile per “fuggire” dal sogno. In aggiunta, il titolo straborda di richiami colti relativi all’io, alla psiche umana e alla sua complessiva strutturazione, sia attraverso i dialoghi fra Jack e la dottoressa, sia anche attraverso specifiche immagini e punti di interesse che scoveremo esplorando (come, ad esempio, un lembo di terra “rattoppata” e sanguinante).

GAMEPLAY

Come detto, l’unico modo per procedere innanzi con la trama in Dreamo sarà affrontare e risolvere i tanti puzzle sparsi per il mondo di gioco. La strutturazione degli enigmi poggerà su questo concept: avremo un cubo sulle cui facce saranno posizionati diversi pioli su cui poter sistemare delle ruote dentate. L’obbiettivo, in sostanza, sarà creare una “linea” di movimento sfruttando il moto delle ruote dentate.

Nel dettaglio, su almeno una delle facce, sarà presente di base una ruota “verde”, ovvero in grado di vorticare autonomamente, a cui dovremo correlare ruote dentate prive di movimento per creare un unico meccanismo “vivo” e continuo. Le facce dei cubi saranno collegabili fra loro attraverso i succitati pioli, i quali saranno fissi oppure, attraverso un sistema di pressione, attivabili secondo pattern predefiniti. Ad esempio, attivarne uno su di una faccia, potrebbe disattivarne altre sul resto dei “volti” del cubo, andando ad amplificare la difficoltà degli enigmi.

Nonostante un concetto di base “limitato”, ovvero un cubo con pioli su cui sistemare delle ruote meccaniche, gli sviluppatori del titolo sono riusciti in una piccola impresa, ovvero diversificare in modo intelligente lo stesso andirivieni meccanico-concettuale, rovesciando e ampliando continuamente l’interazione fra i tre elementi di cui sopra e le possibilità risolutive dei singoli cubi.

Una volta risolti gli enigmi, sbloccheremo un oggetto specifico che, una volta posizionato su di un “illuminato” piedistallo, sbloccherà l’area esplorabile successiva e, in contemporanea, farà avanzare il processo di “rinsavimento” del nostro alter-ego virtuale attraverso il dialogo tra il protagonista e la dottoressa.
Ogni piccolo oggetto da posizionare, sarà parte della complessiva memoria di Jack, sia del passato recente (e quindi, correlata all’incidente aereo) che a quello più remoto. Nonostante una certa difficoltà, sapientemente ascendente, dei puzzle ed una trama seria e profonda, Dreamo è in realtà un gioco quieto e “lento”: l’obbiettivo è fuggire dal “sognincubo”, ma non avremo timer o fretta di farlo.

Oltre ad una modalità campagna, sin qui descritta, Dreamo offrirà anche un comparto distaccato, chiamato “Challenge Mode”, in cui dovremo superare stage separati via via più difficili risolvendo i “soliti” cubi, in una struttura che ricorda da vicino alcuni titoli mobile.

Dreamo, in sostanza, è tutto qui: quindi, è un gioco perfetto? In realtà, no: data la sua complessa natura narrativa, Dreamo non avrà chissà che longevità (siamo, in base alle nostre capacità di risoluzione, tra le 5 e le 10 ore di gioco) e non sarà granché rigiocabile, una volta completata la linea di trama principale “sui binari”, parzialmente tamponata dalla modalità sfida. A questo, si aggiunga anche che, la sua complessiva movenza ludica come detto ragionata e lenta, è un sostanziale omaggio agli appassionati del settore e non offrirà ibridizzazioni o dinamismi particolari, non risultando probabilmente appetibile a coloro che derivano da altri generi più “veloci” o, magari, abituati a titoli ad enigmi più cadenzati.

TECNICA

Esteticamente parlando, Dreamo poggerà le sue movenze ludiche su di una semplice quanto curata grafica in stile Voxel, basata su di un dettaglio volutamente “povero” atto ad aumentare l’immersività e la sensazione d’essere in una realtà alternativa. Data la palette cromatica piuttosto chiara e i colori accesi che caratterizzano l’estetica complessiva della produzione Hypnotic Ants, alle volte sarà difficile comprendere visivamente alcuni enigmi e, addirittura, in taluni casi perderemo addirittura di vista il puntatore del mouse, per qualche istante. La cosa si tampona solo parzialmente giocando un po’ con le opzioni video disponibili. In aggiunta, l’effetto Blur fisso che si attiverà durante la risoluzione degli enigmi, seppur apprezzabile a livello concettuale (d’altronde, è una sorta di mondo fra sogno e realtà), renderà ancora più “fastidioso” il focus visivo sull’enigma.

Tecnicamente, data la limitatezza intrinseca del gioco, Dreamo offrirà un comparto di buon livello, notevolmente personalizzabile e di base pregevolmente ottimizzato. Durante il test del titolo, non sono stati riscontrati bug “apocalittici”, seppur sporadicamente capiterà di dover ricliccare più e più volte i cubi per farli “levitare” in modo da poter avviare il processo di risoluzione degli enigmi.

A livello di performance, il gioco è stato testato con un “macchinario” di fascia medio/alta, che ha permesso di godere del titolo in Ultra HD a 60 frame pressapoco stabili. Per quanto concerne il comparto sonoro, il titolo offre un unico tappeto sonoro, che poggerà su linee musicali ambient e vagamente orchestrali, il cui tema centrale si ripeterà in salse diverse. Ottima la complessiva recitazione vocale del titolo, la quale sarà uno dei capisaldi dell’esperienza ludica.

COMMENTO FINALE

Dreamo è un gioco semplice nella sua generale struttura, ma dettagliato, profondo e rilassante: una storia complessa di ricostruzione del proprio vivere, interiore ed esteriore, attraverso la risoluzione di enigmi e l’esplorazione. Un titolo calmo e con una dosata difficoltà, ma che proprio per la sua rilassatezza e costituzione, sarà probabilmente apprezzato solo dagli amanti del genere.

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Fonte: Dreamo, Recensione