Curse of the Dead Gods, il provato


Se non vi spaventa l’ennesimo roguelike, Curse of the Dead Gods potrebbe regalarvi grandi soddisfazioni!

Mentre eravamo in live con Dead Cells l’altra sera, visto che ha ricevuto un nuovo update gratuito importante proprio in questi giorni, si chiacchierava di come questo genere di giochi riuscissero a tenere attaccati a lungo i giocatori, anche anni dopo la loro uscita. Si pensava dunque a quali titoli più recenti potessero prendere l’eredità del titolo Motion Twine: tra le tante proposte, oltre all’eccezionale Hades, è saltato fuori quasi per caso Curse of the Dead Gods, una produzione indipendente poco conosciuta e dal nome veramente poco di impatto. Nonostante nessuno si ricordasse il titolo esatto però una cosa era chiara, bisognava dare maggior risalto al lavoro dei ragazzi di Passtech Games perché di roguelike di questo genere ne escono parecchi ma pochi possono garantire idee davvero innovative e una cura sopra la media. Nonostante il titolo sia in accesso anticipato su Steam, le recensioni hanno già superato il migliaio di unità e la valutazione Very positive non può lasciare indifferenti. Ci siamo lasciati rapire dall’ambientazione, finalmente un po’ diversa, e anche dal prezzo particolarmente basso. Potrebbe valere già oggi il vostro denaro?

Azz…teco!

Ambientazione unica dicevamo, perché non è facile imbattersi in piramidi Azteche, trappole incendiarie e giaguari pronti a saltare alla gola e a farci a brandelli. La trama è tanto misteriosa quanto intrigante con il nostro eroe intrappolato in questo enorme tempio stracolmo di nemici ma anche di preziosi tesori e maledizioni. Proprio su queste ultime si basa il grosso del gioco, un gameplay basato molto sulla skill del giocatore, sul tempismo delle schivate e anche sulla tempistica perfetta per concatenare attacchi leggeri e caricati.

La prima volta che vi affaccerete ad un nuovo tempio un percorso ramificato si parerà dinanzi a voi e potrete scegliere quale seguire, puntando magari ad una stanza con un’arma, a quella dove si cela più oro o caricando a testa bassa i nemici per arrivare prima dal boss di fine livello. La costruzione dello stage segue dunque pedissequamente quanto visto in Slade the Spire ma qui, invece di giocare con la costruzione del mazzo e le carte dovrete affidarvi ai vostri riflessi e all’azione più pura. La visuale isometrica è dunque perfetta per trasportare il giocatori in un Diablolike ragionato, un ossimoro che però funziona particolarmente bene in questo caso. A vostra disposizione avrete un’arma principale, una secondaria e un terzo slot dove equipaggiare un’arma speciale dalle caratteristiche uniche. Solitamente arma veloce, arma a distanza e arma pesante sono il trittico perfetto per superare qualsiasi ostacolo ma nulla vi vieta di giocare con i drop e cercare build diversificate che possano sposarsi al meglio con il vostro stile di gioco.

Con il pad, Curse of Dead Gods risponde decisamente bene e nonostante la schivata in rotolata vada eseguita al secondo per evitare gli attacchi avversari, non ci saranno problemi secondo noi a vedere questo progetto approdare anche sulle console, anzi. Durante le nostre sessioni di gameplay abbiamo giocato completamente immersi cercando velocemente di schivare incantesimi oscuri e fendenti mortali visto che ogni colpo subito non solo toglierà una sostanziale percentuale della vostra barra vitale ma altresì aumenterà il valore di maledizione. Ogni cento punti sbloccherete un livello di maledizione che varierà sostanzialmente il modo di giocare: alcune volte sarete più resistenti al danno ma perderete oro ad ogni colpo, altre volte le trappole scatteranno prima o ancora potreste non vedere più i nemici a meno di non utilizzare una torcia per illuminare il cammino. Una volta riempita completamente la barra della maledizione e arrivati all’ultimo step inizierete a perdere vita ogni secondo per una difficoltà crescente che, al contrario di quanto fanno i giochi casual, vi trascinerà verso il game over come una valanga inarrestabile. Sareste sempre sull’attenti perchè la necessità di non essere colpiti si trasforma nella possibilità di sacrificare del sangue ai vari altari presenti nei livelli, dai quali ottenere armi più potenti, benedizioni passive o un aumento di statistiche.

Scegli il tempo

Curse of the Dead Gods vi intrappola con il suo gameplay tecnico e preciso ammaliando anche grazie a una grafica 3d con un fortissimo cel shading, con animazioni meravigliose, e con un personaggio dal buon carisma. Guidarlo per le segrete del tempio non sarà una passeggiata ma il feedback dei colpi e la semplicità del sistema di gioco, a prescindere da quanto il titolo sia punitivo, non faranno altro che spingervi a giocare partita su partita, proprio come nei migliori roguelike.

Proprio qui entra in gioco il discorso della varietà che, per quanto visto, è assolutamente di buon livello. Oltre alla composizione procedurale delle stanze, il titolo presenta una buona varietà di nemici, boss soddisfacenti da uccidere ma soprattutto una gestione dei livelli grazie alla quale scegliere la durata delle vostre partite. Ad ogni run sbloccherete nuovi poteri passivi giusto per cercare di farvi arrivare sempre un pochino più in la. Sconfitto il primo boss si apriranno poi altri percorsi, di durata più lunga e in altre sezioni del dungeon con effetti sempre diversi da scoprire. Ad esempio ci siamo ritrovati nella seconda piramide completamente senza interfaccia e con un filtro seppia sull’immagine, senza renderci conto quindi del nostro livello di maledizione o della salute per una durata che, come potrete ben immaginare è durata relativamente poco. Questo stile mordi e fuggi ormai è assodato funzioni e non ci sarebbe dispiaciuto vederlo anche su Switch, motivo per cui speriamo ancora nell’annuncio di un porting a sorpresa.

Curse of the Dead Gods si trova su Steam in accesso anticipato a poco più di dieci euro e già in queste condizioni ci sentiamo di consigliarvi se amate i diablolike e i roguelike in generale. Pur affondando le radici in meccaniche e sistemi di giochi già stravisti in altre circostanze l’alchimia e l’amalgama che vengono a crearsi in questo titolo sono più che sufficienti per conquistare i più e tenerli ancorati allo schermo per diverse ore. Ovviamente nella versione finale ci saranno più livelli, più armi, più nemici e più maledizioni ma quanto abbiamo provato in questa build preliminare è già parecchio solido e sostanzioso. A ornare il tutto un comparto grafico di tutto rispetto con uno stile unico che non impiegherà molto per farsi apprezzare. Non vediamo sinceramente l’ora di vederlo completo.

CERTEZZE

  • Meccaniche solide
  • Bello stile grafico
  • Difficile al punto giusto

DUBBI

  • La concorrenza è ormai davvero forte
  • Da verificare quante saranno le aggiunte nel gioco finale





Vedi Post Originale: http://multiplayer.it/articoli/curse-of-the-dead-gods-provato.html


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