Che fine ha fatto… Pocket Fighter


Street Fighter è uno dei franchise simbolo di Capcom, la nota azienda giapponese di Osaka, nonché una delle serie di videogame più longeva e famosa della storia sinonimo, tra moltissimi fan del genere, di picchiaduro bidimensionale a incontri 1Vs1. Non a caso i suoi personaggi sono apparsi un po’ ovunque trovando spazio perfino in veri e propri spin-off. Tra questi uno dei meglio riusciti è stato senza ombra di dubbio Pocket Fighter (in America è stato distribuito con il titolo Super Gem Fighter Mini Mix), gioco rilasciato originariamente per la piattaforma arcade CPS II, nel settembre del 1997.

Maxresdefault

Botte in stile deformed

Convertito per Sony PlayStation (e poi su PlayStation 2 nella collana Street Fighter Alpha Anthology), SEGA Saturn e WonderSwan, questo “spoof” della famosissima serie di picchiaduro, basato a sua volta sul divertente puzzle game Super Puzzle Fighter (un puzzle game sempre edito da Capcom), finì per conquistare una vasta schiera di pubblico grazie a una grafica che riproponeva i lottatori in versione super deformed, e a una giocabilità parecchio divertente. I personaggi, che comprendevano nel cast combattenti provenienti da altre serie come Darkstalkers e Red Earth, erano caratterizzati visivamente da teste sproporzionate rispetto al resto del corpo, e da una manciata di mosse letali ma al contempo estremamente divertenti e buffe.

Maxresdefault2

Le meccaniche poi erano piuttosto semplici, con le tecniche speciali che si potevano potenziare raccogliendo le gemme che scaturivano dall’avversario ogni volta che andava a segno un colpo, a sottolineare ulteriormente una certa semplicità del sistema di gioco. Ma nonostante questi elementi e il fatto che in un certo era stato concepito per i più piccoli, Pocket Fighter non era del tutto privo di quella profondità capace di attrarre, come poi in effetti fece, anche i più grandicelli. Nel gioco era infatti possibile inanellare delle belle combo e ammirare le spassose animazioni dei lottatori, che il più delle volte indossavano temporaneamente dei costumi raffiguranti altri personaggi famosi di Capcom, come i protagonisti di Resident Evil o di Mega Man.

Muva17Ftvrt6D3Vnxj1T

Ecco perché ancora oggi ci piacerebbe poter rigiocare a una versione “moderna” di questo prodotto, magari in 3D e in cel shading, così da dargli un look più cartoonesco, con un roster più ampio dell’originale (all’epoca questi era limitato a dodici personaggi), formato da lottatori provenienti da altri picchiaduro o avventura a cui Capcom potrebbe attingere più o meno a piene mani. Purtroppo l’ultima volta che abbiamo visto Pocket Fighter, come scritto, è stato nel 2006, nella Street Fighter Anthology su PlayStation 2, dunque tantissimo tempo fa. Tuttavia da inguaribili ottimisti, come sempre speriamo che un giorno possa riapparire sui nostri radar, pronto a regalarci pomeriggi di puro e semplice divertimento.





Vedi Post Originale: http://multiplayer.it/articoli/pocket-fighter-che-fine-ha-fatto.html


0 Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *