Wolfenstein II: The New Colossus è disponibile su Nintendo Switch

In giornata Bethesda ha annunciato che è finalmente disponibile sulla console ibrida Nintendo Switch lo sparatutto per eccellenza, Wolfenstein II: The New Colossus. Potete visionare il trailer di lancio andando in testa alla notizia. In Wolfenstein II: The New Colossus, i giocatori vestono i panni di B.J. Blazkowicz in una storia indimenticabile e Read more…

Wolfenstein II: The New Colossus debutta su Switch

Wolfenstein II: The New Colossus è ora disponibile in tutto il mondo per Switch. Grazie all’esperienza dello studio Panic Button e alla sua collaborazione con MachineGames, da oggi anche i giocatori Nintendo, dopo gli appassionati Pc, PS4 ed Xbox One, potranno vivere questa storia e il celebre stile di gioco di Wolfenstein ovunque e in qualsiasi momento.

Ecco il trailer di lancio ufficiale:

In Wolfenstein II: The New Colossus, i giocatori vestono i panni di B.J. Blazkowicz in una storia indimenticabile e piena d’azione, costellata di personaggi straordinari. Ritrovate gli amici che combattono per la libertà e date battaglia alla malvagia Frau Engel e al vostro esercito nazista.

Con Nintendo Switch, i giocatori potranno scatenare la seconda rivoluzione americana a casa o all’aperto. Eliminate la minaccia nazista in modo rapido ed efficiente grazie alla mira tramite comandi di movimento per Joy-Con e Nintendo Switch Pro Controller, in un mix  di coinvolgimento e attenzione ai dettagli.









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Wolfenstein II: The New Colossus, c’è il dlc Le mirabolanti imprese del Capitano Wilkins

Le mirabolanti imprese del Capitano Wilkins arricchiscono ulteriormente i contenuti di Wolfenstein II: The New Colossus per Pc, PS4 ed Xbox One. Betehsda ha annunciato la disponibile di questo dlc che chiude la trilogia intitolata Le cronache delle libertà e racconta le avventure di un veterano dell’esercito americano combattente per la resistenza, il capitano Gerald Wilkins.

Viaggiate nell’Alaska controllata dai nazisti armati con lo sperimentale Camminatore da battaglia per fermare la nefasta super arma conosciuta come il Cannone del Sole.

Il season pass racconta le storie di tre unici eroi che combattono per la libertà contro la piaga nazista nel capitolo dell’fps basato sull’Ucronia che vede protagonista una trama alternativa a quella storica realmente accaduta. Qui c’è la recensione del gioco per Pc. Vi lasciamo al trailer di lancio. Buona visione.

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I migliori sparatutto del 2017

L’anno appena trascorso è stato foriero di tante novità per il genere shooter (o sparatutto se gradite), sia su console che su Pc sia che si tratti di fps, in prima persona, o in altre visuali. Non sono mancate le uscite di qualità, che si sono distinte, di volta in volta, per eccellenza nella narrazione, per le esperienze multiplayer sempre più ricche, per la capacità di far immergere il giocatore in un mondo costruito ad arte, per il design accattivante.

Da Prey a Splatoon 2, la classifica che troverete qui di seguito mostra un mercato videoludico degli sparatutto davvero in gran forma, e poco importa che si tratti di titoli che abbiano mantenuto l’essenza pura del genere oppure ibridazioni estese e complesse con altre tipologie di videogioco. In questa sistematizzazione abbiamo voluto includere tutti gli esponenti più importanti dell’anno scorso per quanto riguarda l’azione in prima persona, e questo è il motivo per cui potrete trovare titoli concettualmente assai differenti l’uno dall’altro. E il fatto che ci sia così tanta varietà a disposizione dell’appassionato è, a nostro parere, sicuramente una vittoria non di poco conto.

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Ecco qui di seguito le nostre scelte (nei titoli abbiamo posizionato un link alle rispettive recensioni):

5) CALL OF DUTY: WORLD WAR II

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Quest’anno l’amato/odiato franchise di Activision cambia faccia e dà uno sguardo al passato: World War II rappresenta un ritorno ad un’epoca storica che da un po’ di tempo non veniva esplorata dal genere, dopo un inizio degli anni 2000 contraddistinto da una vera e propria epidemia di nazisti digitali da combattere. E il ritorno è davvero in pompa magna perché, al netto di tutti i difetti storici della serie, questo nuovo Call of Duty riesce a rinverdire un brand che l’anno scorso aveva certamente toccato i minimi storici di apprezzamento.

Tre modalità distinte per un’esperienza di gioco capace di soddisfare tutti i palati: la campagna single-player è un passo verso la giusta direzione, non mancando di alcuni momenti genuinamente esaltanti ma nemmeno distinguendosi particolarmente per il suo carisma. La modalità multigiocatore, invece, vero fiore all’occhiello della produzione, si presenta ricchissima in progressione e varietà, nonché meno confusionaria e maggiormente concentrata sugli scontri a terra senza diavolerie tecnologiche come i jetpack dell’episodio precedente. L’ormai immancabile modalità dedicata agli zombi nazisti, infine, è più “survival” e completa che mai, persino terrificante nelle giuste condizioni. In generale, si tratta di un pacchetto senza dubbio allettante per chi da tempo auspica un ritorno del genere alle atmosfere della guerra più grande di sempre.

4) DESTINY 2

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Il sequel dell’mmofps targato Bungie si pone come uno “step” successivo e incrementale all’interno di una saga concepita fin dal primo momento con grande lungimiranza. Il “progetto Destiny” è destinato a durare 10 anni, divisi tra tre titoli elaborati con la massima coordinazione e sequenzialità l’uno con l’altro, ed è per tale motivo che questo secondo episodio della saga si è da subito contraddistinto come una sorta di ripresa del primo, con qualche aggiustamento qua e là ma senza alcuna variazione fondamentale nel tessuto di base.

Tessuto che è sempre quello: un fps in singolo ma anche da giocare in compagnia, profondamente connesso eppure privo di caratteristiche fondamentali per il genere, un titolo contraddistinto da ispirazioni di grandissimo impatto (per esempio la tanto criticata “lore”, che si rivela essere in realtà assai complessa e intrigante ad uno sguardo più approfondito) e al tempo stesso da ingenuità che lasciano basiti. Eppure è facile lasciarsi affascinare da Destiny 2, anche perché risolve alcuni problemi che avevano tanto messo in difficoltà l’immediato predecessore – come l’endgame contraddistinto da un grindind eccessivo – mantenendo intatti i suoi punti di forza, come il “gunplay” assolutamente incredibile, sia su console che su Pc. Destiny 2 è più elegante e coerente nella presentazione dei contenuti e maggiormente focalizzato nella struttura, ed è senza dubbio destinato a migliorare con l’entrata in gioco delle prossime, immancabili espansioni.

3) SPLATOON 2

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L’anno del grande ritorno in auge di Nintendo porta con sé non solo capolavori come Breath of the Wild e Super Mario Odyssey, ma anche, quatto quatto, Splatoon 2. Vivace, eccentrico e, naturalmente, coloratissimo, questo nuovo Splatoon migliora praticamente tutto rispetto all’originale del 2015, offrendo anche una gamma di contenuti non di poco conto.

La campagna in singolo è composta da 32 missioni (per un totale di circa sei ore di gioco) che esplorano idee di gameplay già di per sé interessanti, ma è la modalità online il vero e proprio punto forte del titolo: essa offre una gamma di opzioni tale da non sfigurare neppure davanti a titani del calibro di Call of Duty e Battlefield, tra punti esperienza, prestigio, possibilità di sbloccare armi, vestiti e collezionabili. Ci sono persino delle velleità da e-sport, in quanto non mancano alcune modalità orientate pesantemente al professionismo, e se a questo aggiungiamo una robusta componente cooperativa e uno stile visivo e artistico da capogiro allora otteniamo un titolo che non può assolutamente mancare nella ludoteca di qualunque possessore di Switch.

2) PREY

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Mettiamo subito le mani avanti: scegliere i titoli appartenenti alle prime due posizioni di questa classifica è stato per noi estremamente difficile. Non certo perché mancassero i candidati ideali, attenzione, ma piuttosto perché sia Prey che il titolo che noi tra poco premieremo come miglior sparatutto del 2017 sono giochi di così elevata caratura, di così grandi qualità oggettive che, se avessimo potuto, avremmo voluto premiare tutte e due vendendoli entrambi sulla sommità del podio. Purtroppo, ciò non è possibile.

Non certo per demerito di Prey in ogni caso, il quale si pone come una cosiddetta “immersive sim” che non solo rispetta tutti i canoni di questo particolare sotto-genere (dal mai troppo osannato System Shock 2 a Deus Ex e i suoi epigoni), ma si rivela essere anche un titolo davvero fantastico, addirittura geniale sotto diversi aspetti. Conoscevamo già le grandi capacità del team di Arkane  Studios (già celebre per la serie Dishonored, per citare solo un nome illustre), ma nella nostra opinione questa software house ha davvero superato sé stessa, stavolta: Prey è un survival fantascientifico aperto ad ogni possibilità, è una stazione spaziale esplorabile in ogni direzione, è complesso ma equilibrato in ogni sua componente interna, è un sottile gioco di meccanismi che, fra azione e reazione, scelta e conseguenza, dimostra cosa è veramente possibile fare quando si pone l’immersione del giocatore in un universo fittizio sopra ogni altra cosa, e quando gli si danno in mano strumenti che permettono in ogni momento di “giocare” con l’universo di gioco. Recuperatelo, perché con tutta probabilità non vedremo di nuovo un titolo come questo per parecchio tempo ancora.

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1) And the Winner is… WOLFENSTEIN II: THE NEW COLOSSUS

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Era inevitabile. Già nel 2014 il predecessore, The New Order, si configurò come una vera e propria “sleeper hit” venuta quasi dal nulla, un titolo di culto capace di esplodere tra appassionati e non con la forza di un uragano. Tre anni dopo, il seguito The New Colossus è uno dei titoli prima più attesi e poi più apprezzati dell’anno. E a ragion veduta, perché si tratta di nulla di meno che di un incredibile capolavoro del genere.

Ritorna il mix di ironia, gore, sesso, azione da B-movie e profonda riflessione al tempo stesso che già aveva contraddistinto l’episodio precedente, ma stavolta al cubo, tra cinematiche girate con competenza da maestri e un cast di personaggi eclettici interpretati in modo eccezionale, soprattutto se si sceglie di giocarlo in lingua originale. Ma se già The New Colossus merita per la sua capacità di mettere in piedi una narrazione coraggiosa e appassionata come poche al giorno d’oggi, il vero valore aggiunto e immancabile è ovviamente il gameplay, vario e pregevole come non mai grazie ad un sistema di dual-wielding migliorato e all’entrata in scena delle missioni. Ma ciò che più contraddistingue The New Colossus è l’azione ipercinetica dichiaratamente “vecchia scuola”, vero marchio di fabbrica degli sviluppatori di MachineGames, che ne fa uno degli sparatutto più viscerali, sopra le righe e appassionanti di sempre.

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Wolfenstein II: The New Colossus, c’è la demo

La demo di Wolfenstein II: The New Colossus è disponibile da oggi. Lo rende noto Betehesda, publisher dell’ottimo fps utopico firmato da MachineGames.

Da ora, quindi, gli appassionati potranno scaricare (ovviamente gratuitamente) la versione dimostrativa e valutare il primo livello di gioco. Chi, dopo aver provato la demo, desidererà comprare la versione completa potrà anche conservare i progressi ottenuti nella demo.

Wolfenstein II: The New Colossus è uscito lo scorso 27 ottobre per Pc, PlayStation 4 ed Xbox One, ottenendo pareri entusiastici dalla critica (anche noi lo abbiamo premiato) e dalla community. Il titolo è stato inoltre candidato in diverse categorie dei Game Awards, tra cui Best Game Direction, Best Narrative, Best Action Game e Best Performance (con Brian Bloom nei panni di B.J. Blazkowicz).

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Wolfenstein II: The New Colossus, Recensione Pc

Di Massimo Reina

In un periodo nel quale si discute ogni giorno sull’opportunità o meno di sviluppare titoli incentrati prevalentemente sul single player, è bello sapere che esistono team come MachineGames capaci di creare degli sparatutto frenetici e coinvolgenti, ma dotati anche di una narrativa d’impatto.
Dopo l’ottimo The New Order, il publisher Bethesda ha pensato bene di puntare su un seguito affidandolo proprio alle mani sapienti del sopra citato sviluppatore. Wolfenstein II: The New Colossus è stilisticamente simile al titolo che lo ha preceduto, ma meglio rifinito sia in quelle meccaniche già presenti e riproposte, sia in quelle piccole novità che sono state implementate per rendere ancora più avvincente l’esperienza di gioco. Il risultato, ve lo anticipiamo subito, è uno dei migliori fps degli ultimi anni.

NAZISTI MADE IN USA

Wolfenstein II: The New Colossus riparte da dove si è fermato New Order. B.J. Blazkowicz  è ancora vivo, ma è stato in coma sei mesi a bordo del Martello di Eva, stato dal quale si risveglia proprio mentre è in corso un attacco da parte di Frau Engel. Sfiancato da settimane di incoscienza, il nostro eroe è costretto ad agire seduto su una sedia a rotelle ed a farsi strada tra i nemici in un nuovo contesto che è il trionfo dell’Ucronia.

Da qui ha inizio una lunga avventura che porterà il giocatore ad affrontare decine e decine di nazisti, androidi e mostruosi super soldati, armati di tutto punto grazie a un arsenale non esagerato ma efficace a cui si unisce un sistema di potenziamenti semplice ma ben stratificato.

Questi prevede infatti che per migliorare un abilità basta portare a termine alcune sfide, così che se si eliminano una dozzina di nemici tramite una bella raffica di mitra il personaggio cresce in mira e danni, mentre se esegue un certo numero di eliminazioni furtive migliora le sue capacità di agire nell’ombra e dunque i parametri legati allo stealth. Perché Wolfenstein II: The New Colossus permette anche questo, di scegliere l’approccio che più piace all’utente in molte sequenze di gioco: quando le munizioni scarseggiano e non si può fare qualche “rambata”, meglio agire in silenzio. Ovviamente il titolo di Bethesda e MachineGames dà il meglio di sé durante le numerose sparatorie a viso aperto. In questi casi il ritmo si fa molto alto, almeno se paragonato a quello di altri giochi analoghi o al predecessore, complice pure il rinnovato dual-wielding delle armi. A proposito, se volete una rinfrescata sui gingilli da usare per abbattere i nostri nemici mortali, qui c’è la guida.

POCA VARIETA’

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Di fatto , visto anche un livello di difficoltà tarato verso l’alto (si può comunque scegliere all’inizio a che grado di complessità giocare) diventa fondamentale sfruttare anche le arene nella loro interezza per venire a capo degli scontri, muovendosi e cercando quando possibile un punto ideale dal quale controbattere.

Però senza rimanere fermi nello stesso punto, visto che il gioco non premia di certo questa tipologia di videogiocatori, specialmente quando si affrontano avversari come i  comandanti, che possono chiamare dei rinforzi e rendere ostiche le aree all’inizio più facili da superare popolandole di soldati corazzati, mezzi pesanti e droni. Peccato solo che questi nemici pecchino in varietà, e alla lunga siano sempre gli stessi, chi più, chi meno.

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Wolfenstein II: The New Colossus non ha un comparto online, un’assenza che se da un lato non inficia sulla qualità generale del prodotto, dall’altro poteva essere una gradita aggiunta a un pacchetto comunque molto ricco sotto diversi punti di vista.

Tecnicamente il gioco è davvero molto curato. Forse l’unica pecca risiede in una certa ripetitività di stanze in alcuni ambienti, ma in generale MachineGames ha confezionato un titolo in grado raggiungere i 60fps fissi su console, senza eccessivi compromessi in termini di qualità grafica. Texture, effetti di luce, particellari, scenette di intermezzo, tutto contribuisce a rendere quanto più particolareggiato e vivo possibile il mondo di questo Wolfenstein II: The New Colossus, e a raccontarne e svilupparne la trama. Allo stesso modo si comporta il settore audio, dove tutto agisce in funzione di quanto avviene sullo schermo, con una colonna sonora capace di sottolineare al meglio i vari momenti, dai dialoghi più drammatici alle fasi più prettamente d’azione.

COMMENTO FINALE

Wolfenstein II: The New Colossus è uno dei migliori sparatutto in soggettiva mai realizzato. E questo non solo per la giocabilità ben bilanciata o per un ottimo comparto tecnologico, ma anche per l’attenzione che riserve alla modalità giocatore singolo, per la quale mette a disposizione un’avventura molto carina e ben strutturata, dalla dura complessiva di circa 14 ore.

 

Pregi

Avventura divertente e ben concepita. Grafica e audio di ottima fattura. Giocabilità soddisfacente e stratificata il giusto.

Difetti

Poca varietà di nemici. Manca la componente online.

Voto

9

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Wolfenstein II: The New Colossus ed il trionfo dell’Ucronia

Il conto alla rovescia per il debutto di Wolfenstein II: The New Colossus è entrato nella fase caldissima: il 27 ottobre l’fps debutterà su Pc e console. Bene, Bethesda ha pubblicato un altro approfondimento sull’ambientazione che ci porta in un contesto storico alternativo. Per farlo, il publisher ha interpellato lo scrittore francese Eric Henriet, esperto del tema della Ucronia. Per definizione, Ucromia è una“Presentazione di eventi coerente, ma ipotetica, simulata, sulla base di dati non realistici”.

Ecco l’approfondimento su questo argomento che è il caposaldo di Wolfenstein II: The New Colossus. Buona lettura.

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BENVENUTI NEGLI STATI NAZISTI D’AMERICA!

“Mi venga un colpo se crescerò i miei figli in un mondo dominato da bastardi nazisti”.

William “B.J.” Blazkowicz.

Totalmente ucronico!

“Ucronia”: etimologicamente, questa parola significa “non tempo” (particella negativa “u”, seguita da “chronos”, tempo).

L’ucronia rappresenta un genere narrativo basato sulla riscrittura della storia partendo da un evento che nella realtà ha avuto esiti diversi. Questo è quanto accade anche in The New Colossus, ambientato in una realtà alternativa in cui il nazismo regna supremo sul mondo. Benvenuti in “Amerika”…

“E se…?”

Il mondo della fantascienza ha sempre frequentato l’ucronia. Nei videogiochi costituisce un ottimo espediente per presentare i periodi storici del passato sotto una nuova luce, suscitando l’interesse del giocatore. Ma anche nella letteratura e nel cinema l’ucronia non è affatto una novità.

Ecco una serie di esempi, riguardanti il solo caso della Seconda Guerra Mondiale:

La svastica sul sole

Scritto nel 1962, questo romanzo di Philip K. Dick è ambientato in un mondo in cui le potenze dell’Asse sono emerse trionfanti dalla Seconda Guerra Mondiale. La storia si svolge nella parte degli ex Stati Uniti adesso sotto il controllo giapponese. Lì circola la voce che un misterioso autore abbia scritto un libro in cui sono stati gli Alleati a vincere la guerra!

Eric Henriet: “Un’opera fondamentale per gli amanti dell’ucronia che abbiano già familiarità col genere e una buona conoscenza della storia”.

Fatherland

Film del 1994, basato sull’omonimo romanzo di Robert Harris. Il Reich tedesco ha trionfato sugli Alleati in Europa, ma gli Stati Uniti hanno sconfitto il Giappone. L’azione si svolge in piena guerra fredda tra il Reich e gli Stati Uniti.

Eric Henriet: “Il romanzo perfetto per chiunque sia nuovo del genere. Tanto il libro quanto il film possono essere seguiti senza avere conoscenze particolarmente approfondite del periodo storico. È anzi possibile apprendere molto da essi”.

Bastardi senza gloria

Distribuito nel 2009, questo film di guerra del regista Quentin Tarantino narra la storia della vendetta di una giovane ebrea la cui famiglia era stata uccisa dai nazisti e del piano di un gruppo di soldati americani di origine ebraica giunti in Europa per uccidere quanti più nazisti possibile. Questo è uno dei film che hanno ispirato gli autori di Wolfenstein II: The New Colossus come riportato qui.

Eric Henriet: “In questo film Tarantino non tiene i fatti storici in grande considerazione e usa anche parecchie scorciatoie. È un’opera basata più sull’atmosfera e sulla visceralità delle emozioni che sul concetto di ucronia vero e proprio”.

La trasformazione dei libri di storia, nei videogiochi e nei film

E se la storia avesse avuto esiti differenti? E se nel 1943 la battaglia di Stalingrado fosse stata vinta dalle forze di Hitler, o se lo sbarco in Normandia fosse fallito? Tutte le opere ucroniche partono da questa domanda: “E se…?”, ma poche affrontano conseguenze inquietanti quanto quelle di un diverso esito della Seconda Guerra Mondiale.

Sentiamo cosa ha da dire al riguardo Eric Henriet, specialista e autore di opere ucroniche.

È vero che le storie alternative basate sulla Seconda Guerra Mondiale intrigano le persone più di quelle basate su altri eventi storici?

Si tratta sicuramente di un periodo molto “affascinante”, tanto per gli scrittori di fantascienza quanto per gli storici. Secondo me ciò è principalmente dovuto al fatto che si tratta dell’evento bellico mondiale più vicino alla nostra generazione. Visto da un’ottica ucronica, la Seconda Guerra Mondiale è stata un conflitto basato sul movimento e sulla velocità, in cui molte cose sarebbero potute andare diversamente. L’esito della guerra dipendeva da tanti piccoli dettagli, che avrebbero potuto facilmente prendere una piega diversa. Viviamo in un’epoca particolare, in cui la morte e le ideologie come il nazismo rischiano di essere sminuite dalle giovani generazioni; per questo riscrivere la storia e il ruolo di coloro che sono usciti sconfitti dal conflitto risulta sempre affascinante, nei videogiochi come nel cinema e nella letteratura.

Come si creano ucronie di qualità?

Bisogna anzitutto comprendere che l’ucronia non rappresenta mai una forma di negazione. Per uno storico, l’ucronia deve perciò essere credibile. Storicamente parlando, dev’essere fondata. In generale, per creare una storia alternativa gli storici modificano soltanto uno dei parametri storici, indagando le conseguenze dell’impatto che quella modifica potrebbe avere nelle settimane o nei mesi successivi (raramente si spingono oltre). Naturalmente, nulla impedisce a un autore di introdurre un elemento romantico nella propria opera, andando al di là della natura prettamente storica dello scenario creato per conferire alla sua realtà alternativa una qualità narrativa.

Cosa offre allo spettatore la realtà alternativa?

Quando si tratta di fiction e non di un semplice saggio storico, al lettore, al giocatore o allo spettatore l’ucronia offre principalmente la possibilità di evadere dal mondo in cui vive. La storia alternativa dà anche molto materiale su cui riflettere a tutti coloro cui piace analizzare gli effetti della storia sui popoli e sulle persone. Se l’esito della Seconda Guerra Mondiale fosse stato differente, cosa avrebbe significato questo per me, i miei genitori, i miei nonni? L’ucronia può assumere anche una valenza molto personale. Infine, il modo in cui s’interpreta una storia ucronica dipende molto dall’individuo, dalla sua sensibilità e dalla sua conoscenza degli eventi storici.

 

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Wolfenstein II: The New Colossus, diamo un’occhiata alle ambientazioni

Ormai manca pochissimo all’uscita in Italia di Wolfenstein II The New Colossus, lo sparatutto che ci metterà nei panni di William “BJ” Blazkowicz contro un’orda di nazisti. Quest’oggi Bethesda ha mostrato le ambientazioni che andremo a esplorare e in calce potete trovare tutte le immagini.   Area 51 Nell’ultimo gioco di Wolfenstein Read more…

Wolfenstein II: The New Colossus e le ambientazioni

Pochi giorni all’esordio di Wolfenstein II: The New Colossus che arriverà il 27 ottobre su Pc, PS4 ed Xbox One.

Bethesda ha così pubblicato un focus sulle ambientazioni più suggestive dell’fps in cui la storia ha preso un percorso alternativo da quello che abbiamo studiato sui libri di scuola. Un mondo dove i nazisti hanno invaso gli Usa.

Ecco le immagini con tanto di commento:

Area 52

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Nell’ultimo gioco di Wolfenstein i giocatori verranno portati in diversi ambienti nazisti. Una delle località più esotiche è il complesso segreto dell’area 52, situata in profondità sotto la città di Roswell. Essendo parte di un vasto sistema di tunnel sotterranei e di strutture di ricerca, il comparto possiede molte tecnologie segrete naziste ed equipaggiamento sperimentale.

The Ausmerzer

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L’Ausmerzer è una grande nave volante a cui ci riferiamo come fortezza volante. Questa “bestia” è comandata dal generale Engel e durante il gioco, avremo modo di familiarizzare meglio con questa nave volante. Questa immagine raffigura una delle aree di comando conosciuta con il nome di stanza di controllo e sicurezza Odin. Quando abbiamo progettato la parte di tecnologia per Wolfenstein II ci siamo ispirati molto ai computer e alla tecnologia esistente negli anni ’50 e ’60.

Truppe Ausmerzer

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Questa immagine ci mostra una zona di trasporto dei Supersoldati. Un gigantesco braccio meccanico sta depositando delle capsule contenenti al loro interno i Supersoldati. Le capsule vengono trasportate in diverse aree dell’Ausmerzer oppure distribuite sul terreno sottostante.

La stanza di B.K. e Anya

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Il sottomarino che costituisce la base della resistenza, base del nostro giocatore, possiede in esso diverse stanze assegnate ai vari personaggi principali. Questa stanza in particolare è per BJ e Anya. La stanza era un ex portello per lo smaltimento dei rifiuti nucleari. Molto tempo è stato speso per cercare di dare a ogni stanza un carattere e un’identità, in modo da rendere ogni zona il più interessante possibile.

Manhattan post-nucleare

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Una sezione del gioco sarà ambientata in una discarica nucleare, questa terra desolata sorge sulle rovine di quella che una volta era Manhattan. Atomizzata dai nazisti, oggi non è altro che un vasto deserto di strutture metalliche piegate e contorte e sagome di cemento fuso. Questa è l’immagine che vi mostra l’ambientazione.

La strada di Roswell

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In questo gioco abbiamo un mix surreale. Il classico sogno americano con cielo azzurro e Diners, le classiche macchine americane e ragazze sorridenti che camminano per la strada. Ma c’è qualcosa di strano in questi ambienti. I caccia nazisti stanno ruggendo nel cielo, in lontananza si intravede una parata nazista e le ragazze sorridenti di prima stanno camminando insieme ad ufficiali tedeschi. Nel gioco, quest’America particolare, popolata da nazisti, ci farà vivere momenti davvero surreali.

Assalto al Martello di Eva

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Questa è la prima immagine che abbiamo sviluppato mostrando la fortezza aerea Ausmerzer mentre attacca il sottomarino gigante della resistenza.

Distilleria

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Durante il gioco incontreremo molti nemici, ma ci faremo anche un sacco di amici. Nel ghetto che una volta era New Orleans, BJ sta collaborando con un pittoresco uomo chiamato Horton. Questa immagine mostra l’area in cui Horton e il suo equipaggio hanno il loro nascondiglio, una distilleria, costruita in un vecchio stabilimento bancario abbandonato.

Lincoln Memorial

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I nazisti hanno deturpato diversi punti di riferimento della città e uno di questi è il Lincoln Memorial. Immortalato in una scena perversa, ora il monumento rappresenta ideali totalmente diversi. Si tratta di un’immagine davvero brutale.

Soggiorno

Nel nascondiglio della resistenza, il sottomarino chiamato Martello di Eva, ci sono molte stanze da esplorare. Una di quelle più importanti è quella del Kreiseu Club, zona comune per il relax, dove è possibile giocare a biliardo oppure semplicemente parlare con i membri della resistenza per conoscere meglio il mondo. Questa stanza si trova in uno scompartimento che un tempo ospitava un siluro gigante. Ora è stato completamente ristrutturato in modo da renderlo accogliente.

Manhattan Hotel

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Attraverso la mappa di Manhattan il giocatore potrà imbattersi in diversi luoghi e comprendere l’orrore che ha vissuto la città. Questa immagine rappresenta un Hotel esploso.

Panorama di New Orleans

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La città di New Orleans è stata trasformata in un ghetto gigante. Un enorme muro è stato costruito intorno alla città, mentre l’interno è stato lasciato a marcire. Quando il nostro giocatore giungerà qui, sarà in corso un attacco nazista su larga scala con lo scopo di eliminare tutti i sopravvissuti. Questa immagine mostra la fuga dal grande muro.

Set Lab Workshop

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Uno dei personaggi che conosceremo meglio in questo gioco è Set. Questa volta avrà il suo laboratorio supertecnologico, dove lavora incessantemente su attrezzi e armi sperimentali.

Camera di Super Spesh

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Un personaggio piuttosto eccentrico che incontreremo è Super Spesh. Nel seminterrato sotto il suo Diner, ha creato la propria base. Spesh è un teorico della cospirazione, che utilizza moltissimo alluminio. Questa immagine è stata una sfida divertente da realizzare.

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Wolfenstein II: The New Colossus, dettagli sulla musica

Mick Gordon e Martin Stig Anderson sono i compositori della colonna sonora di Wolfenstein II: The New Colossus.

È uno degli aspetti che caratterizzano in maniera evidente l’esperienza di gioco accompagnato in maniera dinamica e efficace ogni momento del gioco.

Bethesda ha quindi diffuso alcune parole che i compositori hanno scambiato col publisher dell’fps in arrivo il prossimo 27 ottobre. Approfondiamo meglio, quindi, questo dettaglio interessante. Buona lettura.

Com’è stata la vostra collaborazione con la squadra di sviluppo di The New Colossus?

Mick Gordon

Mick Gordon: Ho trascorso una meravigliosa settimana dell’estate svedese nell’ufficio di MachineGames a Uppsala. Hanno stampato l’intero gioco e creato dei piccoli poster dei vari momenti, componendo sulla parete un gigantesco diagramma di flusso a nostro uso e consumo. Sembrava una scena di un poliziesco televisivo! Poi ho spedito la musica e i vari file di accompagnamento per sapere cosa ne pensassero e da lì abbiamo proseguito confrontandoci via via.

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Martin Stig Anderson: Dato che il mio studio si trova a Copenhagen, la quale non dista troppo da Uppsala, ho avuto la possibilità di visitare gli uffici di MachineGames un paio di giorni al mese per tutta la produzione. La squadra audio ha gentilmente condiviso con me le registrazioni originali e delle tracce di prova, dandomi il permesso di usare i loro materiali nella colonna sonora. Questo ha consentito di serrare il rapporto tra musica e progetto sonoro.

Come si crea la musica per un videogioco dall’atmosfera totalmente assurda?

Mick Gordon: Wolfenstein: The New Colossus copre una vasta gamma di emozioni. Nel gioco il mondo intero è devastato, triste e oppresso. Nonostante questo, i personaggi della resistenza sono gentili e solidali gli uni con gli altri. La musica doveva sostenere la loro “colossale” lotta contro la brutale forza nazista e mira a rappresentare tutto questo dall’oppressivo e devastante regime nazista alla disperata condizione in cui versa la resistenza.

Martin Stig Anderson: Ho scoperto che la chiave per dare peso e profondità all’atmosfera del gioco era lasciare che la musica accompagnasse i vari scenari epici. Per esempio, in un’area del gioco la musica ruota intorno alle enormi scintille che emergono da una struttura magnetica; in un’altra, la Manhattan piena di detriti dopo lo sgancio della bomba atomica, sui suoni prodotti dal metallo mentre viene lacerato e da urla distanti.

Avete usato strumenti/effetti/rumori particolari?

Mick Gordon: Come obiettivo mi ero prefisso quello di riprendere e sviluppare ulteriormente i temi in stile anni ’60 e le tecniche di produzione usati per la colonna sonora di Wolfenstein: The New Order e per il brano “The Partisan” di Wolfenstein: The Old Blood. Per lo più ho usato gli stessi strumenti: chitarre acustiche, chitarre con corde di nylon, violoncello e mandolino. C’era poi il principio per cui tutto doveva passare attraverso veri amplificatori: grancasse, sintetizzatori, clarinetti, violini, drum machine 808, urla… tutto! Questo per esaltare l’atmosfera anni ’60 e conferire alla colonna sonora un carattere unico.

Martin Stig Anderson: Nell’elaborare e strutturare i suoni ho parafrasato alcuni motivi musicali graditi ai nazisti, tra cui per esempio il Seufzermotiv o “sospiro musicale”, una minima ascendente o discendente, imitato con il suono prodotto dal volo degli aerei (debitamente e pesantemente rielaborato). Molti suoni sono stati incisi su vinile e poi ri-registrati su un vecchio registratore in modo da ottenere la qualità audio tipica dell’”orchestra su vinile”.

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Wolfenstein II: The New Colossus, trailer “Mai più Nazisti”

Bethesda ha pubblicato un nuovo trailer con gameplay su Wolfenstein II: The New Colossus, fps in arrivo il mese prossimo su Pc e console.

La clip si intitola “Mai più Nazisti”. Nel gioco, come certo ricorderete, i nazisti hanno conquistato l’America ed hanno trasformato Manahattan in una landa desolata. Hanno separato con muri New Orlenas e stanno sistematicamente effettuando delle purghe in città bruciando case e persone. Girano spavaldi per le strade delle piccole città americane andando dove vogliono prendendo quello che vogliono e comportandosi come meglio li aggrada. Ma questa non è l’America di BJ Blazkowicz.

Gli Stati Uniti non saranno mai sconfitti, specialmente con BJ all’opera, guidando la resistenza e innescando la rivoluzione. Guardiamo la resistenza che insorge per incutere paura ai nazisti nell’ultimo video di Wolfenstein II: The New Colossus. Dura tre minuti, buona visione.

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