Wasteland, speciale – parte 2, il sequel

Sul finire della prima parte di questo nostro racconto vi abbiamo lasciato con l’antefatto che avrebbe portato a Wasteland 2. Nel 2002, infatti, nasce inXile fondata dagli stessi produttori di Wasteland insieme al talentuoso Brian Fargo che, inizialmente, insieme al suo team ha lavorato su progetti di carattere secondario. Ma i primi grandi amori si dimenticano con difficoltà. Nella mente del designer americano, infatti, le serie di Wasteland e The Bard’s Tale erano un chiodo fisso.

La compagnia stessa aveva acquisito i diritti del gioco post apocalittico nel 2003 da Konami, quindi lo sviluppo di un sequel era pressoché scontato. Dato che i fondi della compagnia non avrebbero garantito la produzione di un gioco della portata desiderata, nel 2012 inXile decise di proporsi direttamente ai fan. E lo face per mezzo di una campagna di crowdfunding su Kickstarter.

L’obbiettivo minimo per il successo era di racimolare un milione di dollari, cifra che venne raggiunta in meno di una settimana tra il tripudio dei fan che per l’occasione tornarono a giocare il primo capitolo su Pc e Commodore 64. Quel periodo fu interessante, perché tra forum e social pieni di discussioni sulla lore del gioco e una gran quantità di immagini, il primo capitolo visse una nuova giovinezza. Alla fine della campagna, inXile riuscì a racimolare una cifra che sfondava il muro dei 3 milioni di dollari. Un record, all’epoca, anche per la piattaforma Kickstarter stessa.

WASTELAND 2, UN PO’ DI STORIA

Piuttosto che puntare su un remake o reboot, Wasteland 2, uscito ad oltre 25 anni dal primo capitolo, è un vero e proprio sequel ed è ambientato circa 15 anni dopo le vicende del capostipite. Sebbene sia passato del tempo il mondo è ancora una landa desolata e radioattiva, che solo grazie ai Desert Ranger conserva una parvenza di “società”. Il gioco inizia con un trailer di taglio cinematografico, e mostra il funerale di un importante membro del gruppo caduto in circostanze misteriose.

È Snake Vargas (capo dei Desert Ranger e uno dei protagonisti del primo capitolo) in persona a promuoverci ed inviarci nella prima missione. Questa consiste nello scoprire chi ha fatto fuori uno dei nostri. Le prime esplorazioni nella mappa dell’Arizona, la prima grande area di gioco, forniranno indizi e quest di vario tipo che permetteranno al proprio party di acquisire armi, equipaggiamento e punti esperienza per sviluppare i personaggi.

Le quest secondarie sono in linea con un contesto oscuro e brutale di una civiltà ormai rassegnata alla disperazione, con le decisioni del giocatore ad impattare sui destini di molti personaggi. La maggior parte di queste avventure secondarie sono interessanti e non scontate, e forniranno un quadro ancor più completo di un’ambientazione già di per sé affascinante.

La mappa di Wasteland 2 è divisa in diverse aree con incontri casuali che possono essere ridotti in base all’abilità “sopravvivenza”. Cercare in ogni anfratto non solo è appagante perché si possono trovare casse con equipaggiamenti, ma anche dischi dati e alcune chicche. La più celebre e divertente è sicuramente il ritrovamento delle cassette per Atari di E.T the Extraterrestrial, che va a citare un fatto realmente accaduto. Stiamo parlando della sepoltura dei videogiochi Atari, avvenuta nei primi anni ‘80 e considerato uno dei misteriosi eventi della storia dei videogiochi, quel tipo di fatti che alimentano il fuoco delle teorie cospiratorie persino in questo settore.

Nel 1983 a causa delle numerose perdite dovute a politiche economiche sbagliate, Atari iniziò ad usare la discarica di Alamogordo nel Nuovo Messico. Questi avvenimenti vennero dapprima smentiti, poi confermati ma sotto con varie spiegazioni. Ad aprile 2014, durante gli scavi nel deserto sopracitato da parte di Microsoft per un documentario sui videogiochi arrivò una notizia importante. Larry Hryb conosciuto come Major Nelson ed un pezzo grosso della comunicazione di Microsoft annunciò su Twitter il ritrovamento effettivo delle cartucce di E.T the Extraterrestrial per Atari 2600.

I fatti ci dicono che le cartucce appartenevano in realtà anche ad altri giochi, più altro materiale sia hardware che cartaceo. Ma E.T. è decisamente il più famoso perché da molti considerato il “peggior gioco mai sviluppato” della storia. In tutta sincerità, valutando la qualità di alcuni prodotti odierni, siamo sicuri che un “premio” del genere richiederebbe come minimo una convention tutta sua.

Questo “easter eggs”, ma anche altri in cui vi potrete imbattere durante l’esplorazione contribuiscono a creare un perfetto tessuto narrativo. Una storia capace di tenere incollati allo schermo i giocatori che spulceranno minuziosamente tutte le aree per trovarli. Sia le quest che le attività secondarie saranno farcite da battute più o meno acide che strapperanno di un sorriso.

E UN PO’ DI GAMEPLAY

Il sistema di combattimento in Wasteland 2 è rigorosamente a turni e tattico con personaggi che sfrutteranno un sistema di punti azione da dividere tra movimento, fuoco, uso di oggetti e abilità. Dato che siamo delle reclute appena promosse, le fasi iniziali saranno ardue. Troveremo difficoltà anche in presenza di scontri con nemici non troppo numerosi. Se riusciremo a sviluppare il nostro party al meglio, già nella seconda parte del gioco saremo in grado di usare armi ed abilità capaci di abbattere un nemico con un colpo.

A proposito dei compagni che ci seguiranno, ad inizio gioco creeremo la nostra squadra di quattro elementi. Si uniranno altri personaggi man mano che avanzeremo nella storia principale ma anche completando sidequest. Angela Death, altro personaggio caratteristico del primo capitolo, ci accompagnerà per buona parte del gioco. La sua guida ci permetterà di superare le difficili fasi iniziali. La progressione di un componente del party è basata su abilità con le armi da fuoco o mani nude. Ed altre legate alla tecnologia o all’hacking o alla sopravvivenza.

In Wasteland 2 distribuire i punti ad ogni livello sarà un’impresa davvero ardua, il nostro consiglio è cercare di specializzare il più possibile i personaggi in modo diversificato, anche perché nel caso delle armi la riserva è comune e finireste le munizioni piuttosto in fretta se ad esempio tutti i membri usassero fucili con proiettili da 5,56mm. Non è il tipo di gioco dove un personaggio è in grado di fare tutto e gli altri sono un contorno, siamo un gruppo che deve operare da squadra.

LA VARIETÀ DI SCELTA

Ci sono poi una serie di fazioni, che incontreremo durante la campagna principale. Ogni gruppo è diversificato dagli altri anche se in alcuni casi troviamo fazioni simili in lotta tra loro. Sarà lì che dovremo scegliere quale fazione favorire o appoggiare. Le nostre azioni in queste circostanze avranno un impatto non da poco anche sul finale di gioco. La scelta dovrà basarsi non solo sulla simpatia ma anche su quello che accadrà dopo.

Decidere di favorire i violenti, significherà quasi certamente “l’inferno” per molti innocenti. Tra le fazioni più importanti che ci hanno colpito e ricordiamo ancora oggi a distanza di tempo, ci sono sicuramente i Rail Nomads un gruppo con chiare ispirazioni agli indiani americani e i Mannerites, dei “dandy” con il vizio dell’esecuzione.

E PERSONAGGI CARISMATICI

Ma uno gioco di ruolo di questo tipo, deve avere anche personaggi dalle spiccate caratteristiche malvagie, e anche in questo caso inXile ha fatto davvero un buon lavoro. I Children of the Citadel e la God’s Militia sono “costole” malvagie di un mondo non più orientato ai soli umani, e dove i deboli faticheranno ad arrivare al giorno dopo. I primi vorrebbero la fusione tra uomo e macchina e sono inclini alla paranoia, mentre la milizia è una vera e propria setta i cui adepti vivono nella credenza di essere i prescelti per guidare i sopravvissuti, che lo vogliano o meno.

In particolare la God’s Militia ci riporta ad un piccolo aneddoto. Durante il gameplay di qualche anno fa, siamo stati così “assorbiti” dagli avvenimenti in gioco da farci riflettere su determinati concetti. Il “male” è stato creato dall’animo umano, ma troppo spesso oggi viene quasi miticizzato da una società dove la violenza è parte della vita di tutti i giorni. Criminali come eroi, assassini come vendicatori, un vero dietrofront rispetto ad un concetto di “bene” nettamente più chiaro. Sarà l’età, ma noi preferiamo quella visione decisamente meno moderna.

Dopo una serie di vicissitudini, il gruppo approderà nella città di Los Angeles. Ad “attenderci”, oltre alla God’s Militia troviamo anche un gruppo di sopravvissuti divenuti abili mercanti, tiranneggiati e sottomessi da un gruppo di pazzi scatenati non tanto lontani dalla psicopatia. Le nostre sensazioni sono state da subito negative, perché quella setta fondata da un ex scavenger era brutale, e non lasciava scampo nemmeno ai bambini.

MA COSA FARE?

Avremmo potuto iniziare le quest relative a questa fazione nella speranza di porre un cambiamento con le nostre azioni ma non ce l’abbiamo fatta, volevamo solo una cosa: fare PIAZZA PULITA. Eravamo indecisi perché il timore era di “rompere” la questline e compromettere la possibilità di finire il gioco, così ci siamo premuniti con un paio di save “di sicurezza” e abbiamo iniziato a ripulire tutto il santuario e le aree adiacenti. Dato che il gruppo era ben sviluppato e gli armamenti non mancavano, siamo riusciti ad avere ragione di tutti gli elementi compreso Luke Samson, il loro capo.

Inutile dire che l’aver eliminato una fazione dal gioco ha portato nelle nostre casse soldi, armamenti e munizioni a iosa. Ma soprattutto non ci ha impedito di proseguire il gioco andando anche ad influire sul finale in modo più che soddisfacente.

Il gioco ci offre quindi ampia libertà per cui se volessimo optare per un party squisitamente malvagio potremmo farlo, ma ad un prezzo. Se i nostri comportamenti non saranno in linea con i dogmi dei Desert Ranger, Snake invierà delle squadre punitive per eliminarci.

L’ITALIANO…

Uno dei potenziali problemi di questo gioco è che la mole di testi è tutta in inglese. Il gioco è tradotto in molte lingue, persino il turco, ma l’italiano presente nella SOLA edizione Steam è… beh inutile girarci attorno, scadente.

Ai tempi in cui gli sviluppatori offrirono la possibilità di realizzare traduzioni, quella italiana venne affidata al crowdsourcing. Quest’ultima è una pratica rischiosa e il perché è facile intuirlo. Un team lavora su una struttura, incarichi precisi e revisioni tramite beta tester che portano a traduzioni magari non perfette ma quanto mento comprensibili.

Il crowdsourcing si affida a volontari, spesso non preparati al 100%, che per finire in fretta usano mezzi non adeguati. Le prime versioni della localizzazione erano così imperfette da storpiare il significato di intere frasi e facendo fallire quest. Tale imprecisione obbligò i giocatori a tornare alla lingua inglese lasciando perdere l’italiano che, infatti nella versione console, non verrà implementato.

A causa delle continue critiche vennero apportati numerosi miglioramenti ma la qualità è ancora oggi appena sufficiente. Suggeriamo, pertanto, l’uso solo a chi ha seri problemi con l’amata lingua della Regina. A tutti gli altri possiamo serenamente dire di giocarlo in inglese. I testi, infatti, non richiedono una profonda conoscenza della lingua, cosa che accade ad esempio in Torment: Tides of Numenera.

Nonostante una sceneggiatura e una scrittura di ottimo livello e un gameplay vecchia scuola che funziona, il lato tecnico di Wasteland 2 è forse l’aspetto meno riuscito del gioco. Gli scenari di questo gioco di ruolo post apocalittico sono evocativi ma molto “fermi” con animazioni minime e modelli dei personaggi poveri di particolari. Lo sviluppatore americano ha chiaramente concentrato i propri sforzi sul lato artistico. Un po’ meno su quello tecnico.  Appoggiamo, tuttavia, questa scelta perché ha portato sui nostri schermi un rpg di cui si sentiva la mancanza da troppo tempo.

LA DIRECTOR’S CUT

Wasteland-2-speciale

Nel 2015 il gioco è stato poi oggetto di una director’s cut che ha portato numerosi miglioramenti al gameplay e una revisione dell’intero comparto grafico. Nondimeno ha aggiunto il supporto gamepad su Pc. Proprio in quella data il titolo è sbarcato anche su console ricevendo un caloroso benvenuto.

Wasteland 2 è un gioco di ruolo davvero superbo che non dovrebbe mancare nelle collezioni degli appassionati. E  suggeriamo di giocare anche ai ragazzi più giovani.  Noi l’abbiamo apprezzato come pochi altri titoli, grazie ad una libertà fuori dall’ordinario, un’interfaccia immediata e completa, una storia avvincente e sidequest non scontate. Giocandolo, vi affezionerete sia ai vostri personaggi che a quelli che incontrerete durante il percorso, lungo grazie ad una longevità sopra la media. Aver portato a termine il primo capitolo non è necessario per godersi il sequel anche se i richiami sono diversi.

TO BE CONTINUED…

Nel 2016 inXile ha annunciato il terzo capitolo che questa volta sarà ambientato nelle lande innevate del Colorado. Dal deserto ai ghiacci, quindi. Ad inizio ottobre di quell’anno fu anche proposta una campagna su Fig che raggiunse l’obiettivo in appena tre giorni raccogliendo al termine dell’iniziativa globalmente 3.121.000 dollari e spicci. Wasteland 3 proporrà una struttura ancor più interessante e variegata. Il gioco, salvo rinvii, sarà disponibile a partire dal 28 agosto di quest’anno. Avrete tutto il tempo per tuffarvi in una serie tanto sfaccettata quanto profonda. Non ve ne pentirete.

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