Curious Expedition, recensione Switch

Il fascino dell’ignoto e della scoperta hanno sempre avuto un forte impatto nell’animo umano. Storicamente parlando abbiamo una lista infinita di eventi da poter citare che ci danno la possibilità di capire quanto l’uomo sia alla perenne ricerca di qualcosa o di qualcuno. Lo stesso vale in ambito videoludico: numerosi sono infatti gli sviluppatori che hanno creato un gioco per poter inviare un determinato messaggio agli utenti, per trasmettere loro determinate emozioni. Nel caso di Curious Expedition, il viaggio, l’esplorazione e la scoperta sono proprio li davanti a noi, nudi e crudi. Essi stessi rappresentano il messaggio che i creatori ci hanno inviato. In questa occasione più che mai, l’esplorazione di questo titolo è fondamentale per capire se il messaggio è arrivato anche su Switch.

UNA GARA A CHI GIRA MEGLIO IL MONDO

Sviluppato da Maschinen-Mensch e pubblicato da Thundeful Games, Curious Expedition è ambientato alla fine del diciannovesimo secolo e ci da la possibilità di impersonare un gruppo di grandi figure storiche (pionieri e avventurieri) che insieme hanno formato l’Explorer Club: Darwin, Curie, Rasputin e Tesla sono solo alcuni personaggi che hanno deciso di creare una competizione tra di loro e al primo che girerà il mondo e raccoglierà la più alta quantità di ricchezze, verrà eretta una statua che sarà esposta all’interno dei locali del club.

Il personaggio scelto dovrà quindi intraprendere un viaggio in varie località affrontare varie spedizioni (in totale sono sei), alla ricerca di luoghi mistici e coperti da una copertina di mistero veramente profonda.

GAMEPLAY

Curious Expedition

Curious Expedtiion integra benissimo il genere rogue-like con quello rpg. Infatti, una volta scelto il continente in cui sbarcare, ogni personaggio (tra 18 disponibili), ha il suo proprio set di statistiche, vantaggi e abilità, il viaggio può cominciare. Personaggi come Tesla sono più propensi all’esplorazione, mentre altri volti noti collegati al mondo dell’esplorazione avranno più possibilità di sopravvivere nei combattimenti o nella fuga da caverne o grotte.

Fondamentali anche i compagni di supporto che potremo anche in questo caso scegliere appena sbarcati, per un massimo di cinque personaggi nel gruppo. Fatto ciò, il gioco ci chiederà di osservare tanti elementi che aumentano man mano che procediamo e raggiungiamo i vari punti sulla mappa: scorte di cibo. stanchezza, sanità fisica e mentale, quest’ultima che in particolare subirà gravi contraccolpi dopo essere entrati in luoghi oscuri. Molto importanti sono anche le scelte che faremo poichè queste comporteranno la salvezza o la morte del party di gioco, come se non bastasse, in un territorio generato proceduralmente.

In ogni nuovo luogo, compariranno sullo schermo immagini e testo che ci forniranno una breve descrizione e storia di dove ci troviamo. Da qui potremo appunto scegliere cosa fare: possono capitarci compiti semplici, come l’esplorazione della regione o tornare indietro, o altre volte dovremmo effettuare scambi commerciali o seguire i consigli della popolazione locale (gli indigeni) ed entrare in determinati luoghi per rubare tesori.

ESPLORAZIONE STRATEGICAMENTE AVVENTUROSA

Curious Expedition

Potremo seguire la spedizione su una mappa, sulla quale verranno visualizzati i punti di interesse che possono nascondere tesori, la nostra meta (un grande esagono rosso), l’ambiente che stiamo attraversando (foresta, deserto, lago ghiacciato ecc) e ovviamente nemici. Come detto sopra la sanità mentale è fondamentale: più ci muoveremo, più verrà consumata: spostarsi sulla mappa è facile, l’importante è il come. Nel malaugurato caso questo fattore dovesse arrivare a zero, i nostri personaggi uno ad uno subiranno spiacevoli consenguenze, fino ad arrivare alla morte.
L’esplorazione non è soltanto andare dal punto A al punto B. L’esplorazione è anche strategia. Oltre agli elementi sopra citati dovremo fare i conti e mantenere i buoni rapporti con gli autoctoni: aiutandoli avremo in cambio scorte e il nostro animo sarà risollevato, derubarli invece significherà essere inseguiti per tutti il viaggio e dovremo quindi stare attenti anche a dove andare, tenendo gli occhi aperti a trappole di vario genere.

OLTRE LA COMFORT ZONE

Curious Expedition

Tutto è una scelta in Curious Expedition. Scegliere quale continente visitare, prendere o meno un determinato oggetto, esplorare una grotta o tornare indietro. Il gioco vale la candela? Siamo in grado di rischiare la nostra pelle per la ricchezza, la gloria ed una grandissima statua. Questo dipende dall’animo di ognuno di noi. Inoltre, bisogna sempre tenere a mente che ogni decisione che prenderemo avrà sempre una conseguenza, piccola o grande che sia.
La fortuna aiuta gli audaci. E qui è proprio il caso di dirlo; alle scelte che faremo si accompagnerà una buona dose di fortuna nei combattimenti. Infatti ogni personaggio ha un kit di dadi che, lanciati tutti durante il combattimento, gli permetterà di usare determinati attacchi o metodi difensivi. Anche qui i componenti del gruppo rispecchieranno il vostro stile di combattimento.

ANCHE L’ESTETICA VUOLE LA SUA PARTE

Curious Expedition

Tutta l’avventura è corredata da una grafica pixel art veramente ben fatta: nonostante infatti la ovvia mancanza di dettagli, è in grado di trasmettere le varie emozioni in base al luogo in cui ci troviamo. La stessa cosa invece, non si può dire per la colonna sonora che sicuramente non spicca per originalità, anzi risultando un pò monotona.

Curious Expedition

COMMENTO FINALE

Curious Expedition risulta essere un’esperienza unica che farà impazzire i giocatori, indecisi per natura. Sicuramente non fa della trama il suo punto forte. Tale mancanza viene colmata non sempre dall’aspetto avventuroso, in grado di far restare sempre sulle spine l’utente.

Inoltre, il vasto numero di scelte che è possibile effettuare bilancia la struttura del gioco, sicuramente ben oliata, ma alla lunga costante e uguale. Infine, è d’obbligo sottolineare che non c’è di meglio che giocare questo titolo esplorativo con una console fatta per la mobilità come appunto Switch.

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