I migliori giochi del 2019

Siamo arrivati anche quest’anno alla conclusione dei nostri GOTY per l’anno precedente e dopo aver assegnato i premi alle singole categorie (forse un po’ pochine ma considerate che il nostro giornale è composto da pochissime persone), facciamo un veloce riassunto sui migliori giochi del 2019.

Nella nostra lista troverete qualche sorpresa probabilmente ma anche – sicuramente – qualche mancanza. Chi ci segue da anni sa come la pensiamo su determinati titoli e sa che diamo i premi ai giochi che abbiamo effettivamente provato basandoci soltanto sulle recensioni. Come tutti non siamo infallibili ma questa top ten (salvo probabilmente qualche grande escluso) ci offre una panoramica dei migliori giochi del 2019. Tanti altri titoli che ci hanno divertito meriterebbero una menzione ma forse lo faremo in un eventuale speciale a fine mese o ad inizio febbraio.

Scritto questo, vi auguriamo buona lettura.

10) eFOOTBALL PES 2020

Konami ha fatto il grande colpo portando sui nostri schermi un ottimo gioco calcistico che rievoca grazie ad un grandissimo gameplay i fasti di PES 5 che, ripeteremo fino allo sfinimento, riteniamo essere uno dei migliori titoli calcistici di sempre.

A nostro avviso nel 2019 c’è stato il sorpasso rispetto al concorrente più agguerrito, ossia quel Fifa 20 che dal canto suo ha fatto del calcio da strada (il vecchio Fifa Street) il suo cavallo di battaglia come novità assoluta. Konami dal canto suo ha migliorato ulteriormente il gameplay offrendo partite più lente ma soddisfacenti ed un divertimento maggiore. Per non parlare del contesto visivo che vede eFootball PES 2020 vincere a mani basse grazie a dei modelli di calciatori veramente eccellenti. Insomma, non manca nulla: divertimento, longevità ed un ottimo gameplay.

9) THE BALLAD SINGER

Uno dei migliori giochi italiani dell’ultimo anno è stato sicuramente The Ballad Singer realizzato da Curtel Games. Ci fa piacere ritrovarlo anche nella top ten dei migliori giochi del 2019. Oltre al robusto voto che è riuscito a conquistare (9) ma anche al fatto di essere sicuramente uno dei migliori titoli di sempre del genere dei libro games ad ambientazione fantasy.

Le decisioni da prendere, i tanti sbocchi narrativi, gli enigmi, ma al tempo stesso la narrazione, l’ottima musica e la splendida direzione artistica hanno permesso al gioco di offrire ore ed ore di divertimento agli appassionati. La mole di contenuti, inoltre, non è indifferente e permette anche una buona rigiocabilità. Certo, manca del tutto l’azione ma è un libro game, un’avventura quasi testuale arricchito da grafica e sonoro da applausi e da tantissimi bivi narrativi.

8) VALFARIS

Per un veterano, suo malgrado, come chi vi scrive, poter avere l’onore di giocare e di poter affermare che Valfaris è il “nuovo Turrican” è qualche cosa di epocale. È difficile spiegare cosa sono stati i primi due Turrican, giocati dal sottoscritto sia su C64 che su Amiga. Trovarsi di fronte ad un gioco come Valfaris che ne ripropone le dinamiche in un contesto simile e con una realizzazione di questa portata è stato un amore a prima vista.

Difficoltà più estrema rispetto al capolavoro di Rainbow Arts ma un lato tecnico ed artistico di assoluto valore. Valfaris offre grande sfida e – per quello che è il genere – anche una buona longevità.

7) GEARS OF WAR 5

Dopo il tradizionalissimo Gears of War 4, The Coalition ha preso coraggio ed ha deciso finalmente di far compiere un passo in avanti alla saga.

Con Gears of War 5, infatti, il team di sviluppo ha abbandonato alcuni canoni classici delle passate produzioni targate Cliff Bleszinski in favore di una serie di sensibili novità che, senza sacrificare tutto ciò che ha reso grande il franchise, ne amplia le possibilità facendola evolvere.

Tra i pregi di questo eccellente titolo, l’ottima la giocabilità, tra tradizione e qualche novità, la modalità Orda fedele a se stessa ma più ricca e divertente. Ma anche la nuova modalità Fuga in grado di offrire una marcia in più al fattore longevità. Campagna longeva e ben strutturata anche in termini narrativi.

6) DEVIL MAY CRY 5

Una trama a suo modo interessante, personaggi ispirati, un sistema di combattimento spettacolare ma al contempo profondo e ben stratificato, e una maggiore fluidità nei controlli rispetto al recente passato: insomma, a parte qualche lieve inciampo, Devil May Cry si ripresenta al suo pubblico in grande stile con un quinto capitolo regolare che, per i motivi sopra descritti, si rivela essere tra i migliori in assoluto dell’intera saga.
Devil May Cry 5 è stato capace di aggiornarsi sensibilmente pur mantenendo una filosofia di gioco nel solco della tradizione e quel pizzico di fan service che a volte non guasta, come in questo caso. E grazie al RE Engine, il motore proprietario di Capcom, ha rivitalizzato anche dal punto di vista tecnico e grafico la serie.

5) CHILDREN OF MORTA

Children of Morta

Se un redattore molto puntiglioso come Davide Viarengo si spinge a dare 9+ ad un gioco come ha fatto per Children of Morta, c’è un motivo. In questo caso sono più di uno ed i pregi evidenziati nella sua recensione descrivono perfettamente questo action rpg griffato dal team indie Dead Mage.

A decretare il successo di Children of Morta sono stati un pacchetto di protagonisti originale in un action gdr di pregevole fattura, un gameplay profondo e immersivo nonché una realizzazione tecnica eccelsa e particolareggiata.

Cosa volere di più da una produzione indie che è stata finanziata su Kickstarter con poco più di 108.000 dollari? Budget certamente buono ma non assolutamente paragonabile ad un titolo tripla A.

4) FIELD OF GLORY: EMPIRES

Per noi è stato il migliore strategico del 2019, naturale trovarcelo in top ten ed anche a ridosso del podio. Field of Glory: Empires, titolo firmato da Ageod e distribuito da Slitherine, catapulta gli appassionati di storia e di strategia nella gloria dell’Impero Romano. Una mappa vasta, tante regioni da conquistare e gestire, settanta fazioni diverse ognuna con le proprie unità, storia e caratteristiche ben diversificate, unito ad un gameplay che regala soddisfazioni alternate a cocenti sconfitte, fanno si che Field of Glory: Empires sia giustamente tra i migliori giochi dello scorso anno. Senza sé e senza ma.

Ha avuto anche il merito di uscire – a nostro avviso – alla grande dai possibili paragoni con uno di quei 4X blasonati usciti nel corso del 2019: Imperator Rome che ne condivide la stessa ambientazione senza però – pur essendo un buonissimo gioco – raggiungere quelle eccellenze e complessità raggiunte da Field of Glory Empires.

3) REMOTE LIFE

Non finiremo mai di dirlo: quando abbiamo visto Remote Life c’è venuto un tuffo al cuore e contemporaneamente abbiamo spalancato la bocca ed aperto all’inverosimile gli occhi. Se ci fossimo fotografati probabilmente saremmo diventati un nuovo meme. Remote Life è davvero la sorpresa più grande del 2019. Mario Malagrino, sviluppatore indie italiano, ha realizzato il suo capolavoro e, dopo un lavoro di tre anni, ci ha consegnato uno shoot’em up memorabile.

Il 9,5, altissimo (forse per alcuni troppo), lo spieghiamo (ma senza giustificarlo perché non c’è nulla da giustificare) in queste seguenti righe: Remote Life non solo ricorda (e si ispira) ai grandi classici del passato, primo fra tutti R-Type, ma ha il grandissimo merito di ringiovanire la “formula” proponendo missioni diverse all’interno di una lunga campagna che garantisce un’ottima longevità. Nondimeno, la sua realizzazione artistica è di primissimo d’orine con tantissimi effetti particellari ed animazioni da applausi. Malagrino mette del suo in Remote Life che fa ricordare al mondo di Steam come gli shoot’em up vecchio stile non siano mai morti, anzi.

And the winners are…

Si, ci siamo permessi di dare il premio in ex aequo. Non sapevamo chi scegliere ed oggettivamente sarebbe stato un torto non assegnarlo a loro due. È vero: in linea di massima c’è solo un vincitore, ma in questo caso i due titoli in questione hanno dimostrato in toto di meritare la palma del miglior gioco del 2019 sebbene molto diversi tra loro. Di chi stiamo parlando? Eccoli:

1) ASSETTO CORSA COMPETIZIONE

Capolavoro di grande valore, Assetto Corsa Competizione è sicuramente il gioco automobilistico sportivo (ed esportivo) del momento. Kunos Simulazioni ha tirato fuori dal cilindro un vero e proprio capolavoro che è stato in grado di ridefinire i canoni dei racing games.

La grande qualità del gameplay è unita alla splendida realizzazione tecnica in grado di offrire una grafica fedele in ogni singolo dettaglio sia delle vetture che delle piste che fanno parte del prestigioso campionato internazionale Blancpain GT Series. Una competizione che vede Ferrari, Porsche, Lamborghini ed altre marche prestigiose al via sui circuiti più conosciuti ed amati dell’intero mondo dell’automobilismo. Così come i piloti: ci sono tutti i protagonisti della Blancpain.
Il clima dinamico, la grafica spettacolare (con un uso esemplare dell’Unreal Engine 4), e l’atmosfera che si respira rendono Assetto Corsa Competizione un titolo da avere se si è amanti della simulazione. Si, non è un gioco per tutti per via della difficoltà che però può essere attenuata grazie agli aiuti.
Stride, e lo diciamo come opinione personale, il fatto che tale capolavoro non sia nemmeno comparso tra le nomination nella “Notte degli Oscar” (i The Game Awards) dello scorso dicembre. A nostro avviso un vero e proprio scippo.

Tornando al titolo italiano, giusto anche ricordare come sia sempre in aggiornamento, in continuo miglioramento e che il team segue una community di appassionati sempre pronti ad arricchire il gioco anche con nuovi contenuti di propria produzione.

1) DISCO ELYSIUM

Altra grande sorpresa dello scorso anno è stata Disco Elysium. A questo straordinario rpg va la palma – assieme ad Assetto Corsa Competizione – del miglior gioco del 2019. ZA/UM ha sfornato un autentico capolavoro in grado di catturare gli appassionati grazie ad una trama ed una scrittura di prim’ordine. A questo va aggiunto un gameplay vario ed una realizzazione tecnica molto pulita.

Colpisce, però, la profondità di tutto ciò che presente in Disco Elysium. Danny DSC ha scritto durante la recensione questa frase:

Ci sono poi quei casi dove il testo è protagonista tanto quanto la storia. Di questa categoria, fanno parte i due Baldur’s Gate, il mitico Planescape: Torment, e oggi anche Disco Elysium.

Ed è proprio questo uno degli ingredienti che formano la magia di Disco Elysium accostato – addirittura – a due capolavori assoluti come Baldur’s Gate e Planescape:Torment. La scrittura in un periodo storico dove apparire – ahinoi – è sempre più importante della sostanza. L’RPG di ZA/UM offre anche un bel lato artistico che diventa, però, quasi comprimario rispetto alla sostanza. E di recente il gioco è stato anche aggiornato con ulteriori contenuti gratuiti. Meglio di così.

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The Ballad Singer approda su Android

La versione mobile di The Ballad Singer è su Google Play Store per dispositivi Android a questo indirizzo. Lo rende noto Curtel Games, publisher e sviluppatore italiano dell’imponente libro game fantasy già conosciuto ed ammirato su Pc.

La versione mobile presenta un’interfaccia completamente rivisitata e pensata per l’utilizzo su cellulari e tablet. Inoltre, sarà possibile scaricare gratuitamente l’app e giocare il prologo, delle brevi avventure di Leon e Ancoran che andranno ad influenzare le parti successive della storia.

Per continuare l’avventura dopo il prologo sarà necessario acquistare almeno uno dei personaggi. L’app provvederà a scaricare nella memoria del cellulare solo il materiale necessario per giocare lo specifico personaggio. Acquistando tutti e quattro i personaggi sarà possibile scaricare l’avventura completa.

Come nella versione per computer, anche quella mobile presenta la completa localizzazione in italiano per tutti i testi e le tracce audio.  Presto sarà disponibile anche la versione iOS e una versione console non ancora annunciata.

Ricordiamo che l’edizione Windows è stata molto apprezzata: l’abbiamo premiata con un bel 9. Qui un estratto del commento finale.

Giocabile e rigiocabile ma sempre bello da vedere ed ascoltare con una grafica ancora più rifinita rispetto alle prove precedenti ed un sonoro alla massima potenza. Bene anche il doppiaggio seppur in qualche frangente altalenante.



CARATTERISTICHE THE BALLAD SINGER

Identiche a quelle su Pc, ma eccole riproposte:

  • Quattro eroi con differenti sviluppi narrativi;
  • Storie asimmetriche che si intrecciano l’una con l’altra;
  • Durante una singola run con un personaggio non affronterai mai due combattimenti allo stesso modo;
  • Le scelte contano davvero, potete cambiare completamente il destino degli eroi attraverso le vostre decisioni;
  • Tre gradi di sfida: inganna la morte e ripetete le scelte dall’esito mortale;
  • Rigiocabilità: solo rigiocando TBS sarete in grado di scoprire i diversi percorsi decisionali di ciascun eroe;
  • Domino System: una scelta nei primi minuti di gioco potrebbe avere forti ripercussioni nel corso di tutta l’avventura;
  • La storia è completamente narrata attraverso oltre 400.000 parole e 40 ore di narrazione
  • Più di 700 illustrazioni in HD;
  • Oltre 40 brani musicali;
  • 400 diverse morti descritte nel dettaglio;
  • Morire è parte della storia, quindi non c’è un vero e proprio “Game Over”. Quando un personaggio che state giocando termina la partita, vestirete i panni di un nuovo eroe, all’interno della stessa storia, in un diverso percorso narrativo.

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Made in Italy, che bel momento

Il Made in Italy dei videogiochi probabilmente non fatturerà (ancora) tantissimo rispetto ad altri settori più “blasonati” o con più storia del nostro Paese. O non sarà ancora al top in Europa dove Regno Unito, Francia, Polonia, Germania ed altri ci superano, ma sta producendo sempre con più frequenza titoli interessanti, anche di buona ed ottima fattura. Non solo buone idee solo abbozzate ma giochi di livello anche internazionale.

Sono lontani, infatti, i tempi in cui Simulmondo, Genias ed Idea Software, rappresentavano tra fine anni Ottanta ed inizio anni Novanta la summa dell’industria del Belpaese. Tre software house che tenevano alta la bandiera.  Negli ultimi anni, infatti, si è assistita ad una crescita degli ambienti dei “developers”. Questo grazie anche a costanti e sempre più importanti eventi che sono anche un momento di confronto e di crescita. Insomma, è un bel momento per gli studi e gli sviluppatori italiani.

I team italiani sono cresciuti di numero: attualmente operano oltre 125 studi di sviluppo che offrono lavoro a più di 1.100 persone. Più dettagli li trovate a questo link. Ma in sostanza si producono giochi sempre più belli e con maggior frequenza.

In questo nostro speciale dedicato al Made in Italy raccogliamo alcuni giochi che sono usciti di recente (anche nel 2018) o che devono essere ancora pubblicati. Tra i primi, il recentissimo Assetto Corsa Competizione è senza dubbio uno dei prodotti di maggior risalto a livello globale. Tra i giochi in arrivo, invece, segnaliamo subito Baldo di Naps Team che in questo periodo ha fatto letteralmente faville sui social e che arriverà su Pc e console in data ancora da stabilire.

Indicheremo i titoli da noi recensiti ed annunciati dalle software house italiane, spesso e volentieri indie sperando di far risaltare l’ingegno e la maestria che stanno cominciando, finalmente, ad ottenere consensi anche fuori dalla Penisola.

Siete pronti per la carrellata sui prodotti Made in Italy? Buona lettura.

I GIOCHI PUBBLICATI IN QUESTO 2019

ASSETTO CORSA COMPETIZIONE (KUNOS SIMULAZIONI)

A lui va la “pole positition”. Non potevamo non aprire con Assetto Corsa Competizione, ultima fatica di Kunos Simulazioni. La software house capitolina ha realizzato sotto il marchio 505 Games quello che è l’evoluzione di Assetto Corsa. Si tratta anche del videogioco che ha la licenza del prestigioso Blancpain GT Series. Meteo dinamico (con enormi conseguenze sul gameplay “in corsa”), livello simulativo che ridefinisce lo standard e tanta passione caratterizzano questo titolo. Ma oltre alla semplice e smisurata passione c’è senza dubbio molto talento disciplinato dalla dedizione.

Lo abbiamo premiato con un 9,5 ma se ci fossero state più vetture ed una carriera non slegata al marchio Blancpain GT Series e più simile a Gran Turismo, avremmo probabilmente dato il primo dieci e lode della nostra storia quasi decennale. Il gioco è come sempre in evoluzione ma il mix tra tecnica, realismo e beltà tecnica è impressionante e può solo migliorare. Uno di quei titoli Made in Italy che il mondo ci invidia.

SUPER CANE MAGIC ZERO (STUDIO EVIL & SIO)

Dopo alcuni anni di attesa, Super Cane Magic Zero ha fatto il suo esordio qualche settimana fa in versione “definitiva”. Caratterizzato dall’aspetto grafico realizzato dal fumettista e youtuber Simone Albrigi in arte SIO e da un ottimo lavoro da parte di Studio Evil, questo action RPG è insospettabilmente profondo. Scanzonato e ricco di nonsense, Super Cane Magic Zero si lascia giocare con spensieratezza ed è in grado di offrire ore ed ore di divertimento. Parecchie ore.

La storia è ricchissima, il gioco offre tanta varietà ed oggettivamente fa bene moltissime cose. Inoltre la modalità PvP ne aumenta la longevità. E siamo sicuri che le novità non sono ancora finite.

MOTOGP 19 (MILESTONE)

Milestone punta forte, ovviamente, sulla serie MotoGp, fiore all’occhiello della software house milanese. MotoGp 19, il nuovo capitolo della serie dedicata al tanto amato motomondiale, non fa grossissimi passi in avanti ma riesce comunque ad offrire delle novità interessanti. Una di queste è la nuova intelligenza artificiale A.N.N.A., basata su reti neurali, realizzata da Orobix. A.N.N.A., fa in modo che i piloti gestiti dalla CPU non siano regolamentati da una serie di parametri predefiniti. Gli altri centauri sviluppano le loro abilità gara dopo gara imparando anche ad agire più rapidamente e più efficacemente.

Per il resto, i tanti contenuti ed il buon aspetto fanno il resto.

BLACK PARADOX (FANTASTICO STUDIO)

Gli shoot’em up sono tra i generi che hanno fatto la storia dei videogiochi. Fantastico Studio ha ripreso questo filone per offrirci Black Paradox, uno sparatutto a scorrimento orizzontale dove lo stile grafico e le tante citazioni la fanno da padrona. Una navetta che sembra la DeLorean de Ritorno al Futuro, una veste grafica al neon ed in pixel art, armi futuristiche ed aggiornabili, nemici vari e sempre tosti fanno di questo titolo un bel tuffo nel passato con mezzi moderni.

Fantastico Studio ha fatto un piccolo capolavoro dando il pizzico di roguelike a questo shoot’em up. Il team è stato in grado anche di unire grandi doti artistiche a contenuti adeguati e congrui. Insomma, un bel lavoro concreto che sarà apprezzato da chi ama il genere.

ACTIVE SOCCER 2019 (THE FOX SOFTWARE, GIANLUCA TROIANO)

Il calcio moderno nei videogiochi è da tempo un affare a due tra i canadesi di EA Sports con Fifa ed i giapponesi di Konami con PES… e gli italiani? Cosa fanno gli italiani che notoriamente sono un popolo di Santi, Poeti, Navigatori e Commissari Tecnici della Nazionale? A rispondere a questa domanda ci pensa Active Soccer 2019 uscito a fine aprile su Switch griffato The Fox Software.

Si tratta di una versione migliorata di Active Soccer 2DX uscito qualche anno prima. Un gioco di calcio indie, che rievoca abbondantemente ed anche in ottimo stile due classici dell’epopea 16 bit quali Kick Off 2 e Sensible World of Soccer. Il titolo firmato da Gianluca Troiano prende, infatti, il meglio da questi capisaldi del passato e li mixa sapientemente mettendoci anche del proprio. Il gameplay è veloce, frenetico, divertente, dai toni arcade ma non per questo meno profondo di quello che ci si possa aspettare. Le parole d’ordine sono tre: ritmo, ritmo, ritmo.
Inoltre, le diverse modalità tra cui la carriera che è identica ma più ampia di quella di Sensible World of Soccer è il fiore all’occhiello.
Graficamente carino e con opzioni più approfondite rispetto alla versione precedente. Chiaramente non stiamo parlando del nuovo Fifa o del nuovo PES, ma se volete un gioco vecchio stile molto interessante, divertente e longevo, allora Active Soccer è da avere anche perché su Switch non ci sono tantissimi titoli calcistici al momento.

KATANA SOUL (SEEP PRODUCTION)

Come detto ad inizio di questo speciale, gli studi indie sono la locomotiva del movimento dei developer italiani. Seep Production è un micro-studio formato principalmente dai fratelli Sergio ed Enrico Giansoldati. Una delle loro ultime fatiche è Katana Soul un omaggio agli action platform degli anni ’80 che spopolavano sul Commodore 64.

Il titolo è piccolo in termini di estensione del mondo di gioco ma davvero tosto, difficile e probante. Se le prime fasi possono essere quasi accomodanti, Katana Soul mette a dura prova l’abilità degli appassionati. Il tutto è accompagnato da uno stile grafico che ricostruisce perfettamente le tipiche produzioni per C64 dell’epoca. Stesso dicasi per il comparto sonoro. Una bella ricostruzione. Una lettera d’amore ai bei tempi che furono.

XENON RACER (3D CLOUDS)

I racing games sono un genere sempre più diffuso anche dalle software house italiane. Xenon Racer di 3D Clouds conferma questa vocazione nonché le attitudini della software house che in precedenza aveva sfornato l’allegro e coloratissimo All-Star Fruit Race incentrato sui  kart.

Questa volta andiamo nel futuro prossimo, nel 2031 assisteremo a gare con monoposto a levitazione magnetica ma nel frattempo c’è un periodo di transizione dove una sorta di Formula E estremizzata catalizza l’attenzione del pubblico.

Il gioco ci offre la possibilità di guidare bolidi ad oltre 400 km orari in diversi circuiti sparsi per il mondo. Ne nasce un gameplay gradevole, divertente (non perfetto), fatto di derapate e duelli all’ultimo sangue con altri piloti in una modalità carriera lunga ed estenuante. Ci sono sempre veicoli e gare da sbloccare sempre più difficili. Ottima colonna sonora e buonissima grafica. Forse non troppo varia ma ben fatta.

THE BALLAD SINGER (CURTEL GAMES)

Lo abbiamo descritto come un imponente libro game fantasy di grande pregio. The Ballad Singer, titolo uscito a febbraio a firma di Curtel Games è senza dubbio questo.

I numeri, inoltre, sono imponenti: 40 finali, oltre 400.000 parole di testo, centinaia di snodi narrativi e molto altro. Il gioco, inoltre, propone un buon doppiaggio ed un lato artistico veramente di prim’ordine. Certo, manca l’azione, manca forse il vero e proprio grado di sfida ma chi ama leggere e riflettere per trovare scelte e decisioni adeguate, può non curarsi di queste caratteristiche mancanti.

La vera sfida in The Ballad Singer è non farsi rapire dalle pagine fantasy di questo enorme racconto.

TITOLI MENO RECENTI

Ma questo trend positivo esiste già da tempo. Lo scorso anno abbiamo avuto alcuni titoli da menzionare. Impossibile non ricordare l’eccellente Ride 3 che ricordiamo sia per un buonissimo impatto grafico, ma anche per la grande giocabilità e varietà di piste, moto, nonché ricambi estetici e non solo per personalizzare al massimo la propria moto dei sogni. Il tutto suggellato da una modalità carriera veramente ispirata. Uno dei migliori giochi italiani dello scorso anno capaci anche di esportare più che degnamente il Made in Italy all’estero.

Ma ecco un’altra rapida carrellata.

GHOSTLY MATTER (SMALL BROS, IVAN PORRINI)

Small Bros, un micro-team composto da Ivan Porrini, ha sfornato nell’estate scorsa l’ottimo Ghostly Matter, un metroidvania in pixel art basato sulle cupe atmosfere dei fantasmi, zombie ed altre creature mostruose e spettrali.

A volte sembra di rievocare Ghostbusters. Il titolo propone un gameplay di livello con una sfida impegnativa e piuttosto profondo se si considera la natura indie e rievocazione retro di Ghostly Matter. La produzione oltre ad una longevità e grado di sfida non male, pone sul piatto un aspetto grafico vintage ben fatto e non privo di effetti interessanti e di brani in chiptune niente male.

GROOD (CLAUDIO CATALANO)

Prendete Unity, datelo ad un appassionato di shoot’em up classici ed aspettate. Il risultato potrebbe essere Grood, titolo firmato da Claudio Catalano che da qualche tempo è su Steam. Uno sparatutto a scorrimento orizzontale all’antica ma visto in chiave moderna grazie ad una veste grafica splendida e ad effetti particellari di livello compresi giorno-notte, luci ed ombre.

La grafica low poly è intrigante mentre il sonoro è adeguato. C’è ovviamente un grado di sfida non indifferente visto che si tratta di un gioco arduo.

MILANIOR (ITALO GAMES)

I film poliziotteschi degli anni ’70 che vedevano Milano enorme palcoscenico del crimine organizzato sono diventate pellicole di culto. Uno dei vanti del Made in Italy. Amatissimi per dinamiche, trama, inseguimenti, scene epiche in grado di rappresentare luoghi del capoluogo meneghino come miti e consacrarli al grande pubblico.

Così come alcune vetture storiche ed anche armi. Detto questo, Milanoir, primo titolo di Italo Games è un action game sparatutto in pixel art piuttosto riuscito, ben confezionato ed interessante. Difficoltà a parte e sistema di combattimento un po’ così anche col joypad, il titolo ha il grandissimo pregio di ricostruire scene ed azione tipiche e decisamente paragonabili ai film d’azione come Milano Calibro 9 o Milano trema: la polizia vuole giustizia. E ci fermiamo qui perché la lista è più lunga.

DETECTIVE GALLO (FOOTPRINTS GAMES)

Le avventure punta e clicca sono un campo abbastanza apprezzato nel panorama videoludico. Gli italiani non mancano di farsi notare. Lo scorso anno, ma anche più di recente con l’arrivo su console, Detective Gallo si è fatto apprezzare.

L’avventura firmata da Footprints Games dei fratelli Francesco e Maurizio De Angelis ci porta in un giallo-noir molto disneyano made in Italy. A tratti, infatti, sembra di essere a Paperopoli con un protagonista dalle mille regole, dalla forte fibra morale ma ogni tanto un po’ impacciato. Della trama non parliamo, c’è la recensione per questo, ma qui vogliamo ricordare anche il buon doppiaggio dei personaggi principali ed alcune trovate divertenti oltre ad un design ispirato, rotondo e bello da vedere.

GEKIDO KINTARO’S REVENGE (NAPS TEAM)

Un remake fatto col cuore e dopo tantissimi anni. Gekido Kintaro’s Revenge è uno degli ultimi titoli pubblicati da Naps Team, software house indie messinese che ha in Domenico Barba e Fabio Capone i suoi due unici componenti. Dopo il buon Iron Wings è arrivato il remake del picchiaduro a scorrimento (beat’em up per intenderci) uscito 16 anni prima su GameBoy Advance. Il risultato è un porting quasi “fatto a mano” col codice riscritto qualche modalità aggiuntiva per aumentare la longevità ed una splendida pixel art. Una lettera d’amore per un gioco che è tornato a farsi apprezzare su Switch, PS4, Xbox One e Pc.

SLAPS AND BEANS (TRINITY TEAM)

Bud Spencer e Terence Hill insieme in un videogioco che ripercorre la loro cinematografia attraverso diversi stage misti tra beat’em up, racing, intermezzi che rievocano le scene più iconiche. Basterebbe solo questo per esaltarsi. Slaps and Beans, conosciuto ad inizio sviluppo come Schiaffi e Fagioli (del resto il titolo finale del gioco è la traduzione in inglese), per farci esaltare. Trinity Team ha realizzato grazie ad una campagna Kickstarter riuscita questo titolo arrivato ad aprile dello scorso anno su Pc e successivamente su console.

Pixel art di grande impatto e musiche originali (molte degli Oliver Onions) a far da sfondo all’azione. Cosa chiedere di più quando si carica il gioco ed oltre al menu iniziale si può ascoltare la colonna sonora di Bulldozer? Un sogno per molti bambini degli anni ’80 che sono cresciuti coccolati da questi film e da queste canzoni… made in Italy (anche gli Oliver Onions, per chi non lo sapesse, sono italiani).

NANTUCKET (PICARESQUE STUDIO)

C’è una sorta di poesia quando i videogiochi abbracciano i grandi classici della letteratura. Immaginate un’atmosfera costantemente cupa, marinaresca dove il pericolo è dietro l’angolo e dove la navigazione ha le sue difficoltà oggettive. Unitela ai racconti di Moby Dick e miscelate il tutto in un gameplay strategico-gestionale vecchio stile e dannatamente profondo.
Nantucket, che noi abbiamo eletto miglior gioco italiano dello scorso anno, è un’avventura marinaresca con i fiocchi contornata da un lato artistico sapientemente realizzato da Picaresque Studio. Una piccola gemma che offre una grande sfida e tanti scorci narrativi accompagnati da un bel lato artistico e da un commento sonoro “piratesco” d’eccezione. A tratti ci è sembrato di rigiocare a Sid Meier’s Pirates!, uno dei classici di ogni tempo. Complimento migliore non potevamo fare a questo talentuoso team indie. Un affresco made in Italy fatto di pixel, sfida, narrativa ed atmosfera.

ALTRI TITOLI DA MENZIONARE

Giusto quanto meno menzionare alcuni altri giochi. Tra questi Remothered: Tormented Fathers un action adventure firmato dai siciliani di Stormind Games. Il titolo a base horror ha recentemente vinto il titolo di miglior gioco italiano agli Italian Video Game Awards dello scorso aprile.

I GIOCHI MADE IN ITALY DEL FUTURO, C’E’ LA BALDO MANIA

Ma il futuro del Made in Italy si presenta altrettanto roseo. A guidare la ciurma dei giochi più attesi ci pensa Baldo. Naps Team ha pubblicato un mesetto fa il primo video con gameplay ed ha fatto il boom di visualizzazioni. Il progetto del team siciliano è stato adocchiato nientepopodimeno che da Studio Ghibli mentre valanghe di visualizzazioni sono state raggiunte in breve tempo sui canali YouTube di IGN, Microsoft, Sony e Nintendo.

Baldo è ancora un gioco piuttosto misterioso ma il suo stile che rievoca e rende omaggio alle produzioni dei maestri d’animazione giapponese (proprio Studio Ghibli, ndr) lo sta facendo apprezzare il tutto il mondo. Va da sé che questo action adventure sia uno dei giochi italiani più attesi non solo nel nostro stivale ma anche in tutto il resto del mondo.

In questo 2019 dovrebbe arrivare anche Pride Run, un gioco che vuole sensibilizzare il mondo sull’esistenza ed i diritti della comunità LGBTQ. Le parate del Gay Pride ma non solo. E’ produzione indie di IV Productions e Steam Factory.

Ivan Porrini, autore di Ghostly Matter, ha annunciato a fine anno The White Horse. Sarà un platform con combattimenti all’arma bianca non lineari, la possibilità di scelta del personaggio senza inflessioni RPG. Ma si sa ancora pochino.

OutOftheBit ha presentato all’EGX 19 di Londra Super Arcade Race. Secondo i piani degli autori dovrebbe arrivare entro fine anno su Pc, Mac, console e dispositivi mobile. La versione finale dovrebbe proporre 100 vetture, oltre 60 livelli con ambientazioni che riportano agli anni ’90 e disegnate a mano.

Lo stesso team sta lavorando – anche se il progetto è al momento messo in ghiaccio – Super Arcade Football. Il titolo calcistico stava venendo su bene ma gli autori hanno dato una frenata allo sviluppo per rivedere il progetto e le dinamiche. Fino ad ora abbiamo visto un gran potenziale ma gli sviluppatori vogliono avere le idee chiare e probabilmente tornare alla strada originale abbandonando il 3d.

Non possiamo non dedicare un po’ di spazio a PsychoDev che sta realizzando Chronicle of Innsmouth: Mountains of Madness. Con una grafica più definita, un lato artistico più marcato e l’atmosfera che rievoca i classici in pixel art delle avventure grafiche punta e clicca, il nuovo capitolo della serie ad ambientazione lovecraftiana è in lavorazione.

Abbiamo provato le breve, ma intensa, demo.  E promette molto bene. Giusto, inoltre, ricordare come il titolo, sequel del buon Chronicle of Innsmouth, sia stato protagonista di una fruttuosa campagna Kickstarter che ha permesso agli autori di raccogliere oltre 11.000 euro.

Tra i titoli indie particolari segnaliamo anche Nauticrawl. Gioco (qui la nostra anteprima) firmato da Andrea Interguglielmi che ci porta nelle profondità marine all’interno di uno scafandro. Atmosfera cupa, claustrofobica accentuata dal fatto che non vederemo il paesaggio sottomarino che ci circonda ma dovremo capire come far funzionare questo apparecchio per risalire in superficie ed uscire dal pericolo.

Ultimo ma non ultimo, Alaloth, RPG firmato da Gamera Interactive, guidata da Alberto Belli. Si caratterizza per le sue atmosfere fantasy e per la collaborazione con uno dei maestri dei giochi di ruolo, Chris Avellone.

Alaloth – Champions of The Four Kingdoms, questo il titolo completo del gioco, includerà quattro razze giocabili (Umani, Elfi, Nani ed Orchi), una visuale isometrica con azione istantanea e combattimenti profondi, multiplayer locale e cooperativo fino a quattro giocatori, oltre 40 tra casati e clan con cui lottare e dalle quali trarre spunti per il proprio background. Ed altro.

Insomma, c’è da essere contenti per quanto uscito e fiduciosi per il futuro. La schiera di team indie si infoltisce sempre più. Il Made in Italy può sicuramente continuare a dire la sua e le premesse per ulteriori soddisfazioni grazie a più decisi passi in avanti ci sono tutte.

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The Ballad Singer, Recensione

Leggere una delle attività fondamentali dell’uomo. Così come ascoltare. Fanno parte integrante anche del gioco, oltre che dell’apprendimento. Azioni naturali che fin dalle prime avventure testuali di inizio anni ’80 sono state protagoniste nei videogiochi.

Il mondo delle avventure testuali, giochi in cui logica e decisioni (nonché la fantasia del giocatore) erano fondamentali, si è chiaramente evoluto. E senza fare troppi viaggi storici arriviamo al nocciolo della questione: i libri game che offrono grafica e sonoro a iosa rispetto al passato.

Tra questi spicca un progetto tutto italiano firmato dalla software house indipendente Curtel Games che nei mesi scorsi si è fatto strada prima su Kickstarter, raccogliendo più di 33.000 euro nel dicembre del 2017, e poi su Steam in early access. Avrete già capito che si tratta di The Ballad Singer che è uscito dalla fase di accesso anticipato nelle scorse ore ed è disponibile per gli utenti Pc e Mac.

Torniamo, quindi, sull’argomento per approfondirlo nella nostra recensione che segue di qualche mese le nostre Prime Impressioni. Da allora (era fine settembre), il titolo si è naturalmente evoluto ed avendolo giocato lungamente siamo in grado di dire la nostra su quello che è un interessantissimo libro game fantasy.

Ecco cosa ne pensiamo. Buona lettura.

QUALCHE NUMERO, PRIMA DI INIZIARE

Prima di tornare a parlare della storia di The Ballad Singer, naturalmente saltando i punti salienti visto che non ci perdoneremmo mai delle inutili anticipazioni (o spoiler) sui punti salienti. Ci occuperemo solo di alcuni dettagli di “pubblico dominio”. Ma è giusto elencare qualche numero di questo gioco.

Essendo una produzione che si basa essenzialmente sul testo e sulle decisioni, oltre naturalmente che sulla grafica, il testo ed il doppiaggio, The Ballad Singer offre una trama estremamente ramificata fatta di oltre 40 finali, articolata con oltre 400.000 parole, centinaia di snodi narrativi (1.700 storie) ed oltre 400 morti diverse. Su quest’ultimo numero già in passato abbiamo speso un paragone con Games of Thrones che ci va di ripetere vista anche la splendida ambientazione fantasy che ci ritroviamo di fronte. Ci arriveremo a breve. Gli snodi narrativi, inoltre, sono molti visto che ognuno dei quattro eroi ha tantissimi finali a disposizione e la morte, come viene citato dagli stessi sviluppatori, fa parte del gioco e non è un game over. Questo grazie anche al Sistema Destino.

Questo permette al giocatore di sapere cosa sarebbe successo se fosse morto e nel caso accetti il suo “destino” (quindi la morte in questo caso) di selezionare un secondo personaggio per continuare l’avventura in un mondo influenzato dall’eroe precedente.  In pratica, quando un eroe termina il proprio cammino, in qualsiasi modo, si può passare la “palla” ad un altro ma le azioni precedenti rimangono “attive” nel mondo di gioco così come le conseguenze che modificano ulteriormente il nostro cammino e la partita in corso.

UNA TRAMA, TANTE STORIE, QUATTRO EROI

Visti i grandi numeri appena nominati, va da sé che la trama abbia tante storie. Ma è giusto anche parlare dei personaggi che guideremo nel vasto mondo fantasy di Hesperia, il grande continente dove si svolge il tutto. Il tutto è incentrato sulla guerra per il controllo del continente. I due principali contendenti sono il mago Leon e la Resistenza.  E ci fermiamo qui.

Quattro gli eroi con cui poter girovagare nelle tante storie che The Ballad Singer offre. Conoscerli sarà fondamentale per giocare “di ruolo” e quindi essere coerenti con questo o quel personaggio. Ognuno chiaramente ha i suoi pregi ed i suoi difetti. Il lato gdr (o RPG) si concretizzerà in questo modo ma non ci saranno avanzamento di livello o statistiche da aggiornare ma i nostri eroi hanno delle caratteristiche preconfezionate: Grado di sfida; Abilità in combattimento; Fama nel mondo di Hesperia ed Allineamento iniziale. Su questi quattro cardini si basa la nostra giocata di ruolo.

Conosciamo, quindi, Leon, un mago temuto, gran maestro di elementi ed arti magiche; Ancoran, una ragazza silfide brava nella caccia e con arco e frecce (il tipico ranger “elfico di D&D” se vogliamo fare un paragone); Ancalimo, un elfo oscuro assassino dal passato oscuro e Dagarast il bardo guerriero di mezza età abile con la spada che in passato è stato il mentore di Leon.

Questi eroi sono nati dall’idea di Alberto De Stefano, autore della Saga dei Kalesin che fa da prequel alle vicende del gioco. A dare corpo a tutto sono le illustrazioni di Federico Mussetti.

MILLE DECISIONI, IN BILICO TRA LA VITE E LA MORTE

Il gameplay di The Ballad Singer si materializza nelle scelte che faremo. Si tratta di un libro game, quindi chi si aspetta azione può senz’altro andare oltre e cambiare gioco. In questo titolo dovremo leggere e prendere le proprie decisioni, giuste o sbagliate che siano.

Il gioco invita molto alla riflessione ed è interessante notare come alcune deduzioni logiche siano molto efficaci in determinati frangenti. Si va spesso e volentieri in bilico nella risoluzione di enigmi ma anche in altri tipi di scelte come alleanze o risposte o ancora si può optare per una deviazione per aiutare un amico o per cercare altre notizie, piuttosto che andare dritti al sodo.

I finali sono molteplici e stimolano a rigiocare The Ballad Singer più volte. In questa versione finale abbiamo anche apprezzato l’aggiunta dei vari Achievements di Steam che danno ulteriore stimolo a continuare ancora a girovagare per Hesperia.
La morte è, come più volte detto, dietro l’angolo e la sua descrizione è molto importante perché può fornire indicazioni sul come evitarla la volta successiva.

Si può decidere di essere coerenti o meno e quindi anche di rischiare. In questo senso il gioco apre tantissime diramazioni in grado di offrire tante sfide soddisfacenti per le proprie meningi.

Chi ama immergersi in un mondo fantasy, non può non pensare a questo titolo che regala tante storie diverse e moltissime ore di gameplay. Nondimeno, le sfide, possono essere adattate a tutti i gusti grazie ai quattro livelli di difficoltà presenti che vanno dal facile al più estremo. Il tutto dipende dai punti destino a disposizione. Un modo per evitare la frustrazione e di permettere di andare avanti anche se qualche cosa va storto.
In Cittadino di Hesperia (livello più semplice), si ha il maggior numero di punti destino. Si va avanti con Soldato di Hesperia (normale), Campione di Hesperia (difficile) e Leggenda di Hesperia.

Inoltre, tali livelli di difficoltà si differenziano per il numero di salvataggi manuali presenti. Inoltre, nella modalità Esploratore (che si sblocca dopo aver concluso per la prima volta la campagna) non ci saranno limiti al Destino.

Sia i neofiti che vogliono godersi il racconto, sia i più smaliziati che vogliono la sfida estrema, sono accontentati. In entrambi i casi, i giocatori hanno piena padronanza nel proprio destino e non solo per decisioni difficili ma anche per quelle (apparentemente) più leggere.

UN GIOCO DA LEGGERE MA ANCHE DA GUARDARE ED ASCOLTARE






Ma come è The Ballad Singer dal punto di vista tecnico? Il grosso è dato dalla storia da leggere e dalle decisioni che daranno un senso ai nostri tanti cammini… ma se la scrittura risulta gradevolissima, questa deve essere accompagnata a dovere. Il lavoro fatto da The Curtel Games è di una superba fattura artistica. Sotto tutti i punti di vista.

L’aspetto grafico è probabilmente il punto forte. Se nelle Prime Impressioni avevamo dato per certo questo dato, in sede di recensione diciamo che questo è accompagnano degnamente dalle musiche. Ma andiamo con ordine.

Il lavoro visivo si basa su tantissimi artwork animati che fanno da sfondo ed illustrano le diverse situazioni. Nel gioco ne conteremo oltre 700, una più bella dell’altra. Un lavoro enciclopedico, mastodontico, di altissimo pregio. I disegni, infatti, riescono a creare quell’atmosfera che tipicamente si accosta e si accompagna alla lettura. Si apprezza davvero l’area fantasy in ogni angolo di Hesperia: che si tratti di una foresta abitata da silfidi o che si esplori una grotta ghiacciata o ancora che si combatta per i viali di una città fortificata o che si vaghi lungo i sentieri naturali del Continente.

Ottima anche l’interfaccia: chiara, semplice, efficace: a sinistra le pagine del libro col testo della storia, sotto i vari pulsanti con i quali potremo velocizzare la lettura del narratore (fino a raddoppiarla) ed ovviamente la possibilità di girare le pagine. A destre le opzioni da scegliere. Un applauso a Federico Musetti, autore di queste scene che ci immergono letteralmente in un contesto che ricorda quello tolkeniano.






Le varie voci narranti aiutano tantissimo ad immergersi nella storia e le musiche fanno il loro dovere appieno. Abbiamo apprezzato più le voci femminili mentre in qualche passaggio, le voci maschili sono sembrate quasi un po’ frettolose. Generalmente, però, il doppiaggio è da promuovere a pieni voti.

Ma non possiamo non menzionare anche le musiche. Il gioco ne conta più di 40. Alcune hanno toni epici, altri più solenni, altri accompagnano la lettura e fissano al meglio la determinata scena che ci si propone davanti.

Insomma, manca soltanto un bel bicchiere di buon vino da sorseggiare, tanta serenità, e tuffarsi in questo mondo fantasy fatto di parole, storie, decisioni ed acume. Chiudere gli occhi per concentrarsi e riaprirli per ammirare ancora una volta il lavoro artistico di Musetti riflettendo sulle nostre scelte e sui nostri passi.












COMMENTO FINALE

The Ballad Singer conferma appieno, oltre alle più nostre rosee aspettative, quanto di buono e bello abbiamo visto e giocato nelle Prime Impressioni. Il lavoro di The Curtel Games è davvero mastodontico ed offre tante avventure da leggere, guardare, ascoltare e giocare a seconda della nostra inclinazione del momento.

Giocabile e rigiocabile ma sempre bello da vedere ed ascoltare con una grafica ancora più rifinita rispetto alle prove precedenti ed un sonoro alla massima potenza. Bene anche il doppiaggio seppur in qualche frangente altalenante.

The Ballad Singer non è un gioco per chi ama l’azione. È giusto ribadire il concetto. Ma chi adora leggere, ascoltare e far girare gli ingranaggi della propria testa nelle decisioni trova pane per i propri denti ed una superba atmosfera fantasy appagante. È vero: si può anche concludere il gioco in qualche ora e riprovare con le diverse decisioni con tutti e quattro personaggi; è altrettanto vero che il gameplay nudo e crudo si può ridurre ad un meccanico sistema di trial and error ma questo equivarrebbe a violentare un’opera che ha bisogno del suo tempo per essere giocato. Ed esige quel tempo per essere apprezzato ulteriormente.

The Ballad Singer non è un semplice libro game. È il libro game, adatto, peraltro, tanto ai neofiti (grazie al Sistema Destino) quanto agli esperti. Consigliatissimo agli amanti delle storie fantasy.

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The Ballad Singer si aggiorna con tanti contenuti

Mancano ancora due mesetti all’uscita dall’early access di Steam di The Ballad Singer ma Curtel Games ha aggiornato il suo gioco con tanti contenuti.

L’aggiornamento 5.0.0 fa si che tutti e quattro i personaggi siano giocabili dall’inizio alla fine. Nella nuova build di gioco sono disponibili più di 800 illustrazioni, 10.600 file audio narrativi e musicali, 40 achievement e il 3d Tune-In.

The Ballad Singer è il primo videogioco ad implementare il 3d Tune-In su Steam. Attraverso questa peculiarità, anche i giocatori con deficit uditivi saranno in grado di migliorare l’impatto audio e quindi usufruire al meglio del titolo.

L’uscita dalla versione early access è prevista per febbraio. In questo lasso di tempo saranno introdotte diverse nuove feature come una nuova modalità di gioco e il tutorial interattivo. The Ballad Singer è disponibile su Steam per Windows e Mac OS. Qui potrete leggere le nostre prime impressioni.

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The Ballad Singer, Prime impressioni

I progetti indipendenti hanno sempre una storia interessante da raccontare. Aneddoti più o meno comuni, per carità, che però rendono questo mondo, quello degli sviluppatori di videogiochi, umano ed a portata di tutti offrendo anche spunti di riflessione.

The Ballad Singer è un titolo spiccatamente fantasy firmato da Curtel Games che sta realizzando il gioco grazie ad un’ottima campagna Kickstarter (da record per quanto riguarda i progetti italiani ma probabilmente non assoluto, ndr) culminata con oltre 33.000 euro raccolti nel dicembre dello scorso anno. I quasi 1.200 sostenitori della campagna crowdfunding, e nel frattempo tanti altri appassionati, hanno atteso con molta curiosità la versione early access su Steam che ha fatto il suo esordio ieri sera (27 settembre) su Pc Windows e Mac.

In verità anche noi eravamo curiosi di provare questo titolo che fin dall’inizio si è fatto notare per l’indubbio fascino e per la qualità del poco materiale mostrato.

Per dovere di cronaca ricordiamo anche che la settimana scorsa, il gioco è stato presentato a Bergamo, all’Esport Palace Level One. In quella occasione abbiamo ricevuto una Beta che poi, nelle scorse ore, si è aggiornata alla prima versione dell’eaarly access. Abbiamo giocato alcune ore a The Ballad Singer ed ecco cosa ne pensiamo vista la differenza esigua tra le due edizioni.

UN FANTASY DA LEGGERE ED ASCOLTARE TRA SCELTE E BIVI NARRATIVI

Definire The Ballad Singer è un po’ complicato. Avventura? Si. Gdr? Non proprio anche se… ma è soprattutto un libro game ideato da Riccardo Bandera. Un’evoluzione delle avventure testuali anni ’80.  Anche qui abbiamo un testo da leggere ma, grazie all’evoluzione dei tempi, questo testo è anche ed ascoltare e sullo schermo ci sono disegni di grande pregio. Dobbiamo prendere decisioni perché è questo il fulcro del gameplay.  Queste decisioni possono effettivamente avere conseguenze più o meno gravi nel proseguimento della storia. E fin dalle fasi iniziali del prologo ne avremo la riprova.

L’ambientazione fantasy porta gli appassionati nell’universo di uno dei libri dell’autore Alberto De Stefano  (Saga dei Kalesin) ed editi da A.Car Editore.

Il giocatore ha pieno potere sul suo destino ascoltando il testo e scegliendo cosa fare. Troveremo scelte multiple ma per ogni singola risposta sarà fondamentale leggere e capire bene cosa il testo voglia dire. Sovente ci troveremo di fronte ad enigmi o indovinelli logici. Per fortuna avremo tutto il tempo per riflettere, ma potremo anche riascoltare il tutto nel tentativo di trovare la giusta soluzione e risolvere un combattimento a nostro favore, evitare imboscate o trappole o ancora risolvere interessanti indovinelli.

Manca del tutto l’azione. Ma gli appassionati dei libri fantasy non faranno caso a questo ed anche chi cerca una storia estremamente ramificata che permette oltre 40 finali e di leggere un testo di oltre 400.000 parole con centinaia di snodi narrativi e scelte da compiere troverà sicuramente pane per i propri denti.  I numeri sono alti. Per non parlare delle oltre 400 morti diverse. Si, avete letto bene. Ed il numero così alto suggerisce che la morte del personaggio è dietro l’angolo quasi sempre. In caso di dipartita (e ne esistono anche per errori stupidi, nemmeno fossimo in Game of Thrones) si potrà comunque ripartire. Sarà, infatti, possibile in un numero limitato di volte, “riavvolgere” il nastro e ritentare la decisione. Questo grazie al Sistema Destino.

Questi consente al giocatore di sapere cosa sarebbe successo se fosse morto e nel caso accetti il suo “destino” (quindi la morte in questo caso) di selezionare un secondo personaggio per continuare l’avventura in un mondo influenzato dall’eroe precedente.  In pratica, quando un eroe termina il proprio cammino, in qualsiasi modo, si può passare la “palla” ad un altro ma le azioni precedenti rimangono “attive” nel mondo di gioco così come le conseguenze.





Vagare per Hesperia, il grande continente sul quale ci troveremo catapultati, sarà un piacere ed una sfida intellettiva interessante. Conoscere i quattro personaggi inoltre sarà fondamentale perché si dovrà affrontare la storia a seconda del loro background. Se un personaggio è abile con l’arco è rischioso scegliere di andare allo sbaraglio nel corpo a corpo. E quindi, se vogliamo, troviamo il materializzarsi della spruzzatina ruolistica visto che interpreteremo un personaggio con tutti suoi pregi e difetti.

Conosciamo quindi Leon, un mago temuto, gran maestro di elementi ed arti magiche, Ancoran, una ragazza silfide brava nella caccia e con arco e frecce, Ancalimo, un elfo oscuro assassino, Dagarast il bardo guerriero di mezza età abile con la spada che in passato è stato il mentore di Leon.

DISEGNI DA AMMIRARE PER UN’ATMOSFERA STUPENDA

Il punto forte di The Ballad Singer è senza dubbio il lato artistico. Il gioco si basa su tantissimi artwork animati che fanno da sfondo ed illustrano le diverse situazioni. L’interfaccia è semplice: a sinistra le pagine del libro, sotto i vari pulsanti con i quali potremo velocizzare la lettura del narratore (fino a raddoppiarla) ed ovviamente la possibilità di girare le pagine. A destre le opzioni da scegliere.

In questo frangente, apprezziamo dal punto di vista tecnico le immagini e le animazioni. Dal punto di vista artistico possiamo applaudire Federico Musetti, autore di queste scene che ci immergono letteralmente in un contesto che ricorda quello tolkeniano.



Le varie voci narranti aiutano tantissimo ad immergersi nella storia e le musiche fanno il loro dovere appieno. Insomma, manca soltanto un bel bicchiere di buon vino da sorseggiare, tanta serenità, e tuffarsi in questo mondo fantasy fatto di parole, storie, decisioni ed acume. Chiudere gli occhi per concentrarsi e riaprirli per ammirare ancora una volta il lavoro artistico di Musetti riflettendo sulle nostre scelte e sui nostri passi.

COMMENTO FINALE

L’impatto iniziale con The Ballad Singer è sicuramente positivo. Ci aspettavamo, lo ammettiamo senza vergogna, un titolo con un po’ più d’azione ma siamo stati rapiti dalla storia e dalle sue innumerevoli sfumature.

Giocare a The Ballad Singer è come leggere un libro ma essere i veri protagonisti del proprio destino. Nel bene e nel male. Chi non ama l’azione ma piuttosto predilige i ritmi più pacati sarà felice di provarlo. Inoltre, vista la particolare struttura narrativa, sarà possibile rigiocare più volte il titolo perché ogni partita è diversa. Riflettere logicamente per risolvere i problemi senza problemi di tempo farà certamente piacere a chi ama questo genere. E dà comunque soddisfazione ludica azzeccare un enigma arzigogolato. Un gioco che fa funzionare i neuroni.
Un libro game mastodontico nei contenuti (scritti, doppiati e disegnati) da tenere d’occhio con attenzione e che fin da ora, grazie ad una realizzazione artistica di notevole livello che imprime il marchio fantasy ad un racconto colossale, risulta davvero appetibile ed affascinante.

Chi vuole l’azione pura stia alla larga. Chi preferisce altro come la risoluzione di enigmi e l’avanzare attraverso una storia importante grazie alle proprie decisioni che avranno un peso, allora pensi seriamente a The Ballad Singer. Non vediamo l’ora che arrivino i prossimi aggiornamenti per continuare questo cammino. Ne siamo rimasti incantati.

 

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The Ballad Singer sarà presentato a Bergamo

The Ballad Singer continua a diventare sempre più concreto. Da Kickstarter, dove ha avuto un buon risultato di consensi, alla presentazione fissata per il 21 settembre a Bergamo in anteprima.

Pochi giorni dopo, inoltre, il 27 settembre, ci sarà come previsto l’esordio del titolo firmato da Curtel Games in Early Access su Steam, al prezzo di 19,99 euro, e sarà disponibile per Windows e Mac OS X. Per questo incontro sono state diffuse nuove immagini che accompagnano questo articolo. E c’è anche il programma dell’evento che scatterà alle 17 e che vi proponiamo a seguire.

Il gioco, lo ricordiamo, ha raccolto 33.347 euro grazie a 1.186 sostenitori sulla nota piattaforma crowdfunding e tra un paio di venerdì, dunque, sarà presentato al pubblico ed alla stampa presso l’eSport Palace Level One della città orobica (via Carducci 4). In quell’occasione si potrà provare il gioco in single player e in modalità Twitch, ovvero sarà possibile giocare la stessa partita in modalità cooperativa.

The Ballad Singer, per chi non lo sapesse, è un gdr/avventura grafica made in Italy ambientato in un mondo fantasy controllato completamente dalle scelte del giocatore.

Sono stati presi elementi dalle visual novel e libri gioco per sviluppare un videogioco dal formato inedito. The Ballad Singer offre una storia fantasy in continua evoluzione, in cui il mondo cambia e reagisce alle azioni del giocatore. Ciò consentirà di vivere fino a 1.700 storie e 40 finali diversi, le decisioni del giocatore influenzeranno il modo in cui si svolgerà il racconto. Ogni singola trama della storia è completamente narrata in italiano ed illustrata, anche nei più piccoli sviluppi narrativi. In The Ballad Singer, ogni scelta è cruciale.






ECCO ALCUNE CARATTERISTICHE:

  • Quattro eroi con differenti sviluppi narrativi;
  • Storie asimmetriche che si intrecciano l’una con l’altra:
  • Durante una singola run con un personaggio non si affronteranno mai due combattimenti nello stesso modo;
  • Le scelte contano davvero, è possibile cambiare completamente il destino degli eroi attraverso le decisioni prese dal giocatore;
  • Quattro gradi di sfida: inganna la morte e ripeti le scelte dall’esito mortale attraverso il “Sistema Destino”;
  • Solo rigiocando la campagna sarà possibile esplorare tutti i percorsi narrativi e gli intrecci nelle storie degli eroi;
  • Attraverso il Domino System una scelta nei primi minuti di gioco potrebbe avere forti ripercussioni nel corso di tutta l’avventura;
  • La storia è completamente narrata attraverso oltre 400.000 parole e 40 ore di narrazione;
  • Più di 700 illustrazioni in HD;
  • Oltre 40 brani musicali;

400 diverse morti descritte nel dettaglio, infatti, morire è parte della storia, non c’è un vero e proprio “Game Over”. Quando un eroe muore o termina la partita, il giocatore vestirà i panni di un nuovo avventuriero, all’interno della stessa storia, in un diverso percorso narrativo influenzato dal precedente protagonista selezionato.

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The Ballad Singer arriverà in autunno

The Ballad Singer ha una data di lancio. Il titolo firmato da Curtel Games sarà disponibile a partire dal 27 settembre in early access su Steam.

Ricordiamo che il gioco ha fatto il record italiano su Kickstarter raccogliendo 33.347 euro grazie a 1.186 sostenitori in una campagna che si chiuse bene a dicembre dello scorso anno. The Ballad Singer sarà incentrato totalmente sulle decisioni del giocatore e consentirà di vivere centinaia di storie differenti in un mondo totalmente illustrato e narrato in italiano.

Riccardo Bandera, project manager del titolo, sottolinea:

“La scelta dell’Early Access è prettamente strategica. A novembre il titolo sarà completo a livello di contenuti (musica, immagini, animazioni e narrazione). Sfrutteremo l’Early Access per elaborare i feedback dei giocatori e anticipare l’uscita del gioco in modo da scontrarci in misura minore con tutti gli altri titoli in uscita per natale”.

Per l’occasione Curtel Games ha annunciato una nuova modalità pensata per gli streamer e i gruppi di gioco online.

The Ballad Singer consentirà di giocare quattro diversi personaggi attraverso decine di percorsi decisionali asimmetrici che si influenzano vicendevolmente. Alla morte di un personaggio o al raggiungimento di un finale, sarà possibile utilizzare uno degli eroi rimanenti in un mondo condizionato dalle scelte di quelli precedenti.





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The Ballad Singer si mostra in nuove immagini

Era da qualche settimana che non parlavamo di The Ballad Singer. Curtel Games, la software house italiana indie che sta sviluppando il gioco grazie ai buonissimi risultati ottenuti su Kickstarter lo scorso dicembre, ha mostrato tre nuovi background, una situazione ed una scena introduttiva del titolo che dovrebbe uscire per Pc e Mac a novembre. La scusa è buona anche per offrirci qualche dettaglio.

Nelle immagini possiamo ammirare la taverna, dove si svolgeranno diversi incontri, risse e combattimenti.

La foresta sarà invece teatro di imboscate e scontri. Nella situazione che potete trovare negli screenshot di Daragast (il bardo guerriero) è sorpreso da un sicario durante uno spostamento nel bosco. Nel mondo di Hesperia si annidano creature magiche ed esperimenti, non sarete al sicuro nemmeno in questo luogo apparentemente tranquillo.

La frequentazione dei vicoli cambierà in base all’ora del giorno. Punto di passaggio per abitanti e viandanti nelle ore diurne, pericoloso e malfamato durante la notte.

Ciascuno scontro è strutturato per dare un’esperienza sempre differente al giocatore. L’equipaggiamento disponibile, la psiche e le abilità del personaggio saranno tutti fattori da tenere in considerazione. Una scelta sbagliata potrebbe portare all’immediata morte del protagonista.

La morte del personaggio non sarà un Game Over: potrete ricominciare l’avventura con uno dei tre personaggi ancora in vita, con una storia differente e un mondo influenzato dalle scelte effettuate attraverso gli altri protagonisti.

Finanziato, come detto, con successo su Kickstarter lo scorso dicembre grazie agli oltre 33.000 euro raccolti e quasi 1.200 sostenitori, The Ballad Singer promette al giocatore di vivere innumerevoli avventure nei panni di quattro avventurieri con caratteristiche completamente diverse gli uni dagli altri, sia dal punto di vista psicologico che di abilità dentro e fuori il combattimento.

Strutturato come un libro game 2.0, consentirà ai giocatori di intraprendere scelte determinanti che lo porteranno a raggiungere uno dei 40 finali, 10 per ciascun personaggio. Ciascun percorso narrativo, che porta ad uno dei 40 finali, è caratterizzato da una storia differente, con scelte e illustrazioni create appositamente.

La storia di ciascun protagonista sarà interpretata da un diverso narratore che racconterà l’avventura e le opzioni di scelta al giocatore. La narrazione svolgerà un ruolo fondamentale, infatti i racconti superano in totale le 350.000 parole.

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