Esports, i sim racing attirano i fotografi

Il mondo degli esports ha attirato a se, soprattutto in questo periodo, numerose figure provenienti anche dal mondo delle competizioni reali. In particolare, quello dei sim racing, da ambiente di nicchia si è aperto sempre di più verso il pubblico, chiamando a se l’attenzione di molti professionisti tra cui i fotografi. Il mondo dello sport è andato in una direzione del tutto inaspettata in questo ultimo periodo, abbracciando quello degli esports. Purtroppo è un abbraccio virtuale visto il limite di tolleranza imposto come contromisura per contrastare la diffusione del Covid-19.

Nonostante questo paletto, il connubio funziona alla grande. Calciatori, piloti e atleti di ogni tipo, promuovendo il sano invito-dovere di “restare a casa”, ritornano sulla scena sportiva, sedendosi comodamente sul divano. Questo è il miracolo degli esports, in grado di fornire le stesse emozioni anche se sono vissute “virtualmente”.

esports sim racing fotografi

In questa nuova dimensione dello sport ci è finito anche il mondo delle corse e il suo alter-ego videoludico, quello dei simulatori (o sim racing, se preferite). Quasi tutte le gare e le competizioni su due e quattro ruote sono finite nel mirino delle cancellazioni e delle sospensioni. Per quanto siano state delle decisioni estremamente dolorose, erano necessarie per arginare la pandemia in corso. Piloti e team, dopo aver parcheggiato le moto e le auto di corsa in garage, con un controller in mano hanno proseguito il loro lavoro in competizioni esports organizzate ad-hoc. Oltre a loro, anche altre figure non protagoniste di questo mondo hanno deciso di reinventarsi per proseguire il loro lavoro.

Ispirati da un articolo pubblicato su portale Roadandtrack, parleremo dei fotoreporter sportivi e, più precisamente, di quelli che seguono il mondo delle corse. Questi, vedendosi senza un ingaggio, hanno dovuto riconvertire il loro modo di lavorare, rivolgendo il loro obiettivo verso gli esports. Anticipiamo già una vostra perplessità e la utilizzeremo come titolo della nostra prossima sezione.

Ma ci vuole un fotografo per fare uno screenshot?

Rispondiamo a questa ipotetica domanda, ponendone un’altra: perché giochi iRacing e Assetto Corsa hanno modalità fotografiche al pari di quella professionale? Non si tratta di screenshot “normali” ma di una vera e propria funzione dedicata, quella di effettuare, appunto, uno scatto fotografico.

Alcuni fotografi legati al mondo delle corse hanno approfittato di questa nuova visione dello sport, vedendo esports e sim racing come delle valide alternative redditizie. Sam Cobb e Gary Parravani, due fotografi che si guadagnano da vivere immortalando momenti di adrenalina su 4 ruote, hanno parlato delle loro nuove esperienze.

Intervistati da Roadandtrack, hanno raccontato di come si sono avvicinati agli esports e ai sim racing e come il loro lavoro da fotografi li ha aiutati a riemergere.

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Gary Parravani: come riadattare il business

Ho visto tutte le mie entrate previste in 3 mesi, sparire per via dell’annullamento e sospensione di eventi e competizioni automobilistiche. La prima cosa che ho fatto è stato fare una lista di modi per adattare il business e guadagnare soldi in altri modi. Lentamente ho dovuto rielaborare la maggior parte di quelle idee al di fuori del Regno Unito, per via del lock down. L’unica idea rimasta era quella di seguire il resto del mondo del motorsport, diretto verso le corse virtuali.

Esordisce così il fotografo inglese Gary Parravani nella mail inviata alla redazione di Roadandtrack. La sua occasione per entrare nel mondo degli esports è stata la partecipazione della Bentley alla Virtual SRO series di Assetto Corsa Competizione.

Il suo obiettivo era quello di catturare le stesse emozioni e sensazioni di una corsa svoltasi nel mondo reale. Si è reso subito conto di come, per certi aspetti, era quasi più facile fare il fotografo virtuale.

Angolazioni e zoom, quasi impossibili, divenivano realtà grazie alle funzioni replay e fotocamera presenti in Assetto Corsa Competizione. Come tutte le cose belle, non è sempre tutto oro quello che luccica. Il mondo degli esports viaggia a una velocità doppia rispetto a quello degli sport reali.

Notizie, foto, video devono uscire quanto prima e coprire i principali canali social. La concorrenza, in questo “nuovo” mondo, è spietata.

Se pubblichi per secondo, sei praticamente l’ultimo.

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 Sam Cobb: questione di conoscenza

Le sim racing sono delle vere e proprie corse. Solo perché sono virtuali non significa che non stiano accadendo in tempo reale.

Sam Cobb, prima di approdare nel mondo degli esports e dei sim racing, ha lavorato nel team di fotografi di BMW Motorsport. Restando in casa tedesca, ha dato una sbirciata a quello che succedeva nel mondo dei simulatori, scoprendo una cosa interessante.

La qualità e il contenuto offerto era più basso di quello che si aspettava e di quello che lui poteva realmente offrire. Sfruttando la sua esperienza, dopo il successo con la BMW, Sam ha cominciato a lavorare per altre organizzazioni tra cui VLN, IMSA e The Race.

Nonostante si trattasse di un ambiente virtuale, si è reso conto di come le regole applicate al mondo reale valevano anche qui. Trovare il momento, la posizione e creare un percorso strategico per catturare gli scatti migliori erano aspetti validi anche nelle gare virtuali. La funzione replay funzionava da seconda chance, nel caso si fosse perduto “il momento” giusto.

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Il futuro si chiama esports

Sam Cobb e Gary Parravani, al momento, stanno seguendo diverse competizioni sempre con l’obiettivo “virtuale” pronto a scattare. Nessuno conosce quando tutto questo finirà e si potrà tornare alla normalità. In attesa di ciò, cercano di migliorarsi costantemente in questo nuovo lavoro, cercando di trovare sempre le migliori inquadrature. I due fotografi hanno fatto questa scelta e, molto probabilmente, quando tutto questo finirà non taglieranno i ponti con questa nuova realtà.

Come tutte le cose brutte, bisogna sempre cercare il bicchiere mezzo pieno e in questo caso i videogiochi e gli esports lo hanno degnamente riempito. L’OMS e i alcuni Governi, nell’invitare le popolazioni a non uscire e restare a casa, hanno suggerito di prendere il pad in mano e giocare. Lo hanno fatto in molti, compresi calciatori, piloti e altri noti personaggi sportivi.

La F1 Esports e la MotoGP Esports Championship sono già una realtà, oltre che il futuro. Gli europei di calcio si giocheranno su PES 2020. Ancora non si sono espressi per le olimpiadi ma “mai dire mai”.

In molti seguiranno l’esempio di Sam Cobb e Gary Parravani, reinventando il loro business e guardare al mondo degli sport elettronici senza pregiudizi. Una “e” di troppo non cambia la sostanza, anzi, la migliora.

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