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I migliori giochi sportivi/corse del 2019

È stato un 2019 molto intenso anche per gli appassionati di giochi sportivi e di corse automobilistiche. Tantissime le produzioni, grandi e piccole, griffate ed indipendenti, che hanno fatto divertire o disperare i giocatori. Non c’è stato soltanto il dualismo tra Fifa e PES ma l’anno passato agli archivi da poco più di due settimane ha fatto emergere tante altre realtà.
Si consolida Pro Cycling Mananger che a nostro avviso è andato ben oltre la sufficienza e che può soltanto crescere. Sarebbe un bene per gli amanti del ciclismo che già da qualche tempo possono comunque contare su una simulazione ricca di eventi e di cose da fare.

Così come WRC 8, il titolo ufficiale del Mondiale Rally. Ottimo come sempre F1 ed anche lo scorso anno ha portato alla luce qualche buon miglioramento e l’arrivo della F2, categoria ricca di talenti e di futuri piloti di F1.

Milestone dal canto suo ha recitato bene il suo ruolo di leader del settore delle due ruote che si tratti di MotoGP 19 o di motocross e supermotocross. Anche qui si evince una buona crescita del team italiano.

Il 2019 ha segnato il ritorno di Grid, un titolo molto solido e piuttosto interessante sotto tutti i punti di vista. Non potevamo aspettarci di meno da Codemasters.

Football Manager 2020 si è fatto, ovviamente, notare ma sono state poche le effettive novità rispetto al capitolo precedente.

La grande delusione, però, è stata per WWE 2K20 che ha avuto un lancio decisamente disastroso. Colpa di diversi bug e glitch fastidiosi ed evidenti che hanno rovinato un lavoro mastodontico. Un peccato ma un monito per questo 2020: siamo sicuri che Visual Concepts con WWE 2K21 non rifarà gli stessi errori.

Ma è stato anche un anno sorprendente per le produzioni indie. Super Tennis Blast ad esempio è nato da un piccolo team spagnolo Unfinisched Pixel, che ha saputo realizzare un gioco essenziale ma divertentissimo, in stile retrò. Altro gioco molto carino è Legendary Eleven, un titolo calcistico che vuole esaltare gli anni ’70 ed i primi anni ’80 e ’90. Ottimo lo stile, discreto il gameplay anche se con qualche appannamento qua e la.

Horizon Chase Turbo si è arricchito, dal canto suo, con i dlc Summer Vibes e Rookie Series aumentando l’ottima offerta. Ottimo, ed è entrato nella cinquina dei migliori titoli italiani, Active Soccer 2019 che su Switch è l’unica vera alternativa calcistica a Fifa 20 visto che, l’altro colosso, PES, non è uscito. Beh, sempre in tema di italiani e di sportivi, si potrebbe ricordare – per certi versi – anche Football Drama.

Detto questo, vi lasciamo alla nostra cinquina sui migliori giochi sportivi del 2019 in base alle nostre recensioni. Buona lettura.

5) DiRT Rally 2.0

DiRT Rally 2.0 ha portato su monitor e tv il Campionato ufficiale Fia World Rallycross Championship, disciplina che vede auto modificate simili a quelle utilizzate nei rally sfidarsi su circuiti caratterizzati dall’alternanza di superfici asfaltate e sterrate, e – una chicca – i Rally Storici. Quest’ultima è una sezione dove l’utente è chiamato a disputare una serie di corse con vetture dagli anni ’60 a oggi, suddivisi per categoria.

Un gioco, quello di Codemasters, solido sotto tutti i punti di vista con un buon gameplay (scalabile come da tradizione ed in favore di un vasto pubblico) ed una buona componente tecnica. Merita di figurare tra i migliori giochi sportivi e di corse automobilistiche del 2019.

Massimo Reina ha scritto nel commento finale della sua recensione:

Codemasters migliora quanto precedentemente visto nel primo episodio. Da questo punto di vista gli sviluppatori non hanno lavorato per apportare miglioramenti clamorosi o stravolgimenti di sorta, ma per operare una serie di aggiustamenti a un gameplay capace come sempre di proporre di base un buon compromesso tra arcade e simulazione, con la possibilità di personalizzarlo più o meno a piacimento, e a una struttura di per sé già solida.

4) FIFA 20

Da menzionare Fifa 20. L’edizione del gioco di EA Sports è da ricordare per la chiusura della modalità IlViaggio ed il ritorno del calcio da strada grazie alla modalità Volta. Questa ha permesso a Fifa 20 di continuare ad avere una sorta di modalità Storia facendoci fare il giro del mondo attraverso i campetti di calcio da strada di tutto il mondo.

C’è anche il calcio a 5 con le regole ufficiali oltre a sfide in 4 contro 4 e 3 contro 3. Bello, carino, grazioso. Ma finisce li: il calcio femminile ad esempio non è stato potenziato come ci si sarebbe potuto attendere ed aspettare. Sul punto di vista tecnico i miglioramenti sono stati piuttosto pochini, così come sul gameplay. La politica dei piccoli passi può premiare a livello commerciale ma per fare il salto di qualità ci vorrebbe qualcos’altro.

Una miriade di modalità e contenuti, modalità Carriera ancora più completa, controlli sui calciatori più reattivi. Ultimate Team e Volta sono un valore aggiunto. Però non bastano. Attendiamo una rivoluzione sperando di non attendere Godot.

3) NBA 2K20

Solido come sempre, ricco di contenuti e con un gameplay di livello mostruoso. Una produzione tripla A come ci si aspetterebbe: NBA 2K20 non ha tradito le attese. Come da tradizione. E non poteva non essere tra i migliori giochi sportivi del 2019.

Tra i pregi del gioco annotiamo un comparto tecnico splendido, la fisica ed il sistema di feedback al tiro ulteriormente perfezionato. L’introduzione della WNBA, ovvero il basket femminile, ed una giocabilità generale meglio equilibrata. Mentre tra i difetti c’è sempre il sistema di micro-transazioni che, però, risulta essere meno fastidioso del passato.

Massimo Reina ha concluso così la sua recensione:

Per l’edizione 2020 della sua creatura, Visual Concepts si affida alla tradizione, proponendo il classico “more of the same” in attesa della nuova generazione di console. Come scritto nel corso della recensione, il team di sviluppo ha infatti lavorato di cesello più per rifinire, che stravolgere, modalità collaudate e un gameplay di base già solido ed equilibrato, per poi completare l’opera con un’offerta come sempre ricca dal punto di vista dei contenuti.

NBA 2K20 è quindi un titolo che propone poche novità di rilievo ma che resta ugualmente uno dei migliori simulatori di basket e sportivi attualmente in circolazione. E questo nonostante la presenza di micro-transazioni farà storcere il naso a molti, anche se queste ultime non trasformano affatto il gioco in un “pay to win”.

2) EFOOTBALL PES 2020

Da qualche anno, Pro Evolution Soccer, sta risalendo la china. Un’operazione di rilancio per un titolo che nei primi anni del 2000, e fino a PES 6 era in netta superiorità rispetto alla concorrenza. Poi il cambio generazionale ed il passaggio da PS2 a PS3 ha creato qualche problema alla creatura di Konami. Ma poi la risalita è iniziata. Più precisamente da PES 2017 ed anno dopo anno si è materializzata sempre più fino ad arrivare ad eFootball PES 2020.

Ci piace ricordare come nel 2018 la serie in questione abbia perso i diritti della Uefa per poter utilizzare loghi e poter giocare la Champions League e l’Europa League. Per i più scettici sarebbe significata la fine. Per fortuna Konami ha puntato dritto sul gameplay ed ha migliorato il comparto tecnico. EFootball PES 2020 è visivamente mostruoso (fotorealismo superiore a Fifa) e vanta un gameplay che ricorda e rievoca – finalmente – i fasti di PES 5 (a nostro avviso uno dei migliori titoli calcistici della storia in termini di giocabilità). Non poteva mancare nella cinquina dei migliori giochi sportivi.

Massimo Reina ha scritto al termine della sua recensione:

Possiamo tranquillamente affermare che questo è un titolo bello e ricco di sfaccettature, con un gameplay ben definito, dove la differenziazione del gioco di ogni singola squadra acquista valore in base alle strategie e alle caratteristiche dei suoi atleti, che riescono a replicare le giocate delle rispettive controparti reali grazie a una serie di parametri.

Se però a livello di giocabilità il titolo può rassicurare i fan, l’infrastruttura necessita ancora di qualche intervento per ampliare un’offerta, a livello di contenuti e di profondità, buona ma non ancora pienamente soddisfacente. Inoltre c’è bisogno di una patch che stabilizzi il gioco eliminando un paio di fastidiosi bug presenti nella Master League e nel Matchday. Nulla però, a giudizio di chi scrive, di così compromettente da scalfire troppo la qualità generale della produzione targata Konami.

And the winner is… ASSETTO CORSA COMPETIZIONE

Chi è il migliore tra i migliori giochi sportivi del 2019? Vi diamo un indizio: è italiano. Non vi basta? E se vi dicessimo Kunos Simulazioni?  Ok, ci siete arrivati. Vale il ragionamento che abbiamo fatto quando abbiamo assegnato qualche giorno fa il titolo di miglior gioco italiano del 2019. Assetto Corsa Competizione di Kunos Simulazioni è il Racing con la R maiuscola. Se siete appassionati di automobilismo ed avete un Pc all’altezza, dovete assolutamente avere e giocare ad Assetto Corsa Competizione. Il titolo è in grado di sorprendere per la sua bellezza ed offre grandi sfide grazie al suo gameplay.

Il videogioco ufficiale della Blancpain GT Series è sicuramente uno dei titoli più importanti e prestigiosi del 2019 ma anche degli ultimi anni, soprattutto in campo automobilistico. Senza se, senza ma.

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I migliori strategici/gestionali del 2019

Il 2019 è stato un anno prolifico per gli appassionati di giochi strategici gestionali. Non possiamo non menzionare Civilization VI uscito per PS4 che merita un voto molto alto (e presto leggerete la recensione). Il grande classico, però, è già uscito su Pc da anni e quindi non può essere inserito nella top 5. Impossibile, però, non parlare di come 2K sia riuscita a portare un gioco epico su console a portata di joypad.

Così come di Stellaris per console che ha regalato agli utenti PS4 ed Xbox One un’esperienza 4X sci-fi di sicuro impatto.

Interessanti anche molti titoli indie come il futuristico Age of Wonders: Planetfall. Gli amanti della storia ameranno il colossal Total War: Three Kingdoms che ci ha portati nella Cina dei Tre Regni. Tra i gestionali, il 2019 verrà ricordato per Tropico 6 e per Transport Fever 2 con quest’ultimo che offre l’opportunità di realizzare un impero ferroviario, portuale, stradale ed aereo.

La più grossa delusione per la nostra redazione, invece, è stato il colossal annunciato Imperator: Rome. Buon gioco, senza dubbio, ma non epocale come ci saremmo aspettati.

Detto questo, ecco la nostra top cinque sui migliori giochi strategici gestionali del 2019. Buona lettura.

5) INTERSTELLAR SPACE GENESIS 

Interstellar Space Genesis, firmato da Praxis Games, è un sandbox 4X vario con una curva d’apprendimento non ripida. Tuttavia richiede impegno e dedizione. È da considerarsi un ritorno al futuro di un gameplay che pensavamo fosse destinato al limbo. Una storia di fondo interessante ma non invasiva, eventi casuali integrati perfettamente nel corso dei turni, ed eroi con desideri e ambizioni. Una corposa mole di scelte tra diplomazia, albero tecnologico ed esplorazione.

Trattandosi di una produzione interamente indie, il risultato è a dir poco incredibile, pur accettando i compromessi sul fronte grafico, e va a collocarsi di diritto nella nicchia che annovera i migliori esponenti del genere. Considerando che il team di sviluppo ha tutte le intenzioni di migliorarlo, e che i margini sono ampissimi, siamo davvero felici di guardare al futuro del gioco con grande ottimismo.

4) AT THE GATES

Quando si sente parlare di Jon Shafer, la memoria ci porta a Civilization, una serie mitica, intramontabile. Non solo è per definizione il capostipite dei 4X (Explore, Expand, Exploit, Exterminate), ma ancora oggi i suoi capitoli più in là con l’età vengono giocati da una valanga di giocatori di tutte le età.

Ed è ovvio che At the Gates, primo genito di Conifer Games (la software house fondata da Shafer) abbia lasciato il segno nella nostra redazione. E non solo. Danny DSC che ha curato la recensione ha scritto nel commento finale:

Il lavoro di Jon Shafer è un’opera sapiente di design, ricerca dell’innovazione senza stravolgimenti, e di profondità e longevità uniche. È un titolo che richiede dedizione, impegno e pazienza.

Soprattutto nelle prime partite, il giocatore dovrà aspettarsi il game over senza troppe preoccupazioni. Ad ogni fallimento corrisponderanno nuove informazioni, strategie e tattiche da utilizzare in quelle successive. La grafica ad “acquarello” è uno spettacolo, il sonoro ci accompagna perfettamente, e nonostante la grande mole di informazioni, il gioco non stanca. È il classico: “ancora un turno e vado a dormire, no aspetta devo muovere questa unità, ancora un paio di turni”. Questo non significa che il titolo si rivolge solo ad utenti “hardcore”, perché grazie alla grandissima mole di tutorial, anche chi si avvicina per la prima volta a questo tipo di giochi potrà davvero divertirsi. Se amate i 4X, At The Gates non deve mancare nella vostra collezione.

Come non essere d’accordo?

3) FANTASY GENERAL II – INVASION

Realizzare un sequel a distanza di 23 anni è un compito che generalmente fa tremare le gambe. Soprattutto se il sequel in questione è quello di Fantasy General, che nel lontanissimo 1996 ridefinì il genere degli strategici-fantasy. Un compito non certamente facile anche per una software che è si al suo primo titolo ma che è composta da veterana dell’industria. Una bella sfida, vinta con pieno merito. Owned by Gravity ha realizzato per Slitherine, Fantasy general II – Invasion, che ci ha stupito sotto tutti i punti di vista. Owned By Gravity ha sviluppato il degno erede di Fantasy General, proponendo un gioco all’apparenza semplice, ma profondamente complesso e sfaccettato, con una buona storia e diverse scelte con impatti reali sul gameplay.

L’introduzione del sistema dei punti ferita e del valore regionale sono meccaniche che ci auguriamo vengano riproposte anche su altri prodotti, perché faranno la felicità degli amanti del genere. Moltissime unità, che a parte qualche piccola sbavatura sono riccamente sviluppate e non banali. Insomma, non manca sostanzialmente nulla.

2) THEA 2: THE SHATTERING 

Thea 2: The Shattering, è il degno erede del suo predecessore e va ad ampliare una formula collaudata, miscelandola con un sistema di gioco 4X che funziona sorprendentemente bene. Non è un gioco facile, non è per tutti, e richiede impegno. Il gameplay è infatti spesso punitivo e questo potrebbe scoraggiare molti.

Muha Games ha sfornato un sequel che ci riporta nell’atmosfera della mitologia slava. Un’ambientazione insolita ma altamente affascinata sfruttandola al meglio. Merita di figurare tra i migliori giochi strategici gestionali del 2019.

Nel suo commento finale, DannyDSC ha scritto:

Gli amanti dei 4X e degli strategici, saranno compiaciuti per un prodotto non hardcore, ma profondo e sfaccettato. Conoscendo poi la politica dei Muha Games, che vede espandersi un gioco con dlc gratuiti, non possiamo che essere soddisfatti.

And the winner is… Field of Glory: Empires

Il re dei migliori giochi strategici gestionali del 2019 è senza dubbio appannaggio di Field of Glory: Empires, firmato da Ageod e Slitherine. Lo ricordiamo per tanti motivi (anche per il trailer in latino) come ad esempio la possibilità di utilizzare 70 nazioni e che ognuna di esse avesse la sua storia e le sue unità specifiche. È un gioco che rende giustizia alla grandiosità dell’Impero Romano avendo tutto quello che si potrebbe volere da uno strategico di questo tipo.

Decisioni, ampia possibilità in materia di edifici, una moltitudine di unità. I concetti di Legacy Point e di Decadenza, sono due trovate di stile, specialmente la seconda. Fronteggiare la decadenza, sarà come combattere contro lo scorrere del tempo, ed è forse la battaglia più dura in tutto il gioco. L’intelligenza artificiale è arguta e aggressiva, e l’interfaccia è tra le migliori in circolazione. Passano in secondo piano alcune piccole e marginali (nel contesto) sbavature sul fronte grafico e sulla colonna sonora.

Danny DSC ha concluso la sua recensione così:

Negli ultimi tempi, Slitherine non ha sbagliato un colpo, e non ha errato puntando su Ageod per lo sviluppo di questo gioco, uno dei migliori strategici in circolazione. In grado, appunto, di rendere giustizia alla grandezza di Roma.

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Indie 2020, Speciale sui migliori titoli in early access

Dopo aver fatto una carrellata dei migliori giochi indie in uscita nel corso del 2020, volevamo offrire anche un’occhiata a ciò che il panorama indipendente offre già adesso, specialmente in accesso anticipato.
Acquistare un gioco sfruttando questo sistema può sembrare rischioso, ma il più delle volte si rivelerà una scelta vincente, specialmente per tutti quei progetti che già dopo le prime release offrono materiale in abbondanza, e qualità uguale o anche superiore ai famigerati triple A. Siete pronti? Si comincia.

SPECIALE INDIE, PER INIZIARE…

Da cosa deduciamo se un early access è degno d’attenzione o no? Beh, innanzi tutto bisogna dire che questo tipo di esperienza è migliorata molto nel corso degli anni. Ed i progetti indie “rischiosi” si contano adesso sulle dita di una mano. Tralasciando il discorso dei triple A odierni e il fatto che spesso vengono venduti a prezzo pieno ma valgono meno di una buona metà degli early access attualmente disponibili, il primo fattore da controllare è la quantità di update e la regolarità con cui questo o quel titolo è stato aggiornato in precedenza.

Può essere utile controllare le recensioni dell’utenza, vi darà un’idea di ciò che il progetto ha da offrire o le cose che attualmente mancano o non funzionano al meglio. Nel caso il gioco che avete intenzione di acquistare disponga di un numero limitato di recensioni, non abbiate paura. Un numero esiguo potrebbe dipendere da un’uscita dell’early access recente, o un limitato numero di vendite. Questo però non significa che il titolo sia scarso, semplicemente non ha avuto la rilevanza che hanno ottenuto altri giochi.

Altro fattore da controllare è l’inserimento di un account Facebook, ma soprattutto Twitter. Molti sviluppatori indie che ascoltano l’utenza lo fanno attraverso questo canale, che spesso risulta di gran lunga superiore qualitativamente alla grande “f” di Mark Zuckerberg.

Generalmente, un titolo rilasciato da un anno o più che presenta pochi aggiornamenti, e la cui pagina Steam è orfana di un account Twitter, Facebook o un sito web, potrebbe essere un progetto abbandonato. I giochi indie che vi proponiamo di seguito, sono tutti provenienti da sviluppatori attivissimi e affidabili, e che in generale ascoltano molto la propria community.

STELLAR TACTICS



Uscito in early access a settembre 2016, ad oggi risulta essere uno dei giochi indie più promettenti dell’intero panorama Steam. Un rpg di stampo squisitamente sci fi che racchiude una galassia di stelle, pianeti, quest, navi stellari, personaggi e un background decisamente interessante. È un gioco che richiede dedizione ed impegno, ma che garantisce ore ed ore di divertimento. Scendere sui pianeti? Si può.

Cambiare navi e comandarle direttamente? Si può. Il crafting? Semplice, sfaccettato e immediato. Inventario? Centinaia di armi e armature capace di fornire diversi tipi di bonus. Vogliamo abbordare un vascello nemico? Possiamo farlo. Insomma c’è davvero di tutto, e il titolo viene costantemente aggiornato ed ampliato, grazie ad uno sviluppatore appassionato e attento anche ai desideri della community. I 16.79 euro necessari per portarselo a casa li vale tutti, ne varrebbe anche il doppio e non sarebbe un furto. Se volete un’opinione approfondita, date un’occhiata all’anteprima di qualche mese fa. Stra-consigliato.

GAIA BEYOND



Rimanendo nella fantascienza, non possiamo non parlare di Gaia Beyond, di cui abbiamo già scritto in precedenza proprio su queste pagine e di cui abbiamo recensito anche l’ultimo major content, il Mutato Update. Si tratta di uno space sim in 2d con grafica dall’alto e peculiarità uniche.
Innanzi tutto, la grafica è interamente disegnata a mano, e questo garantisce un livello artistico con pochi eguali. A questa peculiarità, aggiungiamo un livello di zoom del sistema solare pazzesco, e una meccanica open world in tempo reale molto ben sviluppata. Tante navi, quest e decisioni che andranno ad impattare seriamente sul gameplay. Insomma, un titolo da tenere in grandissima considerazione. 14.99 euro per portarselo a casa, spesi benissimo.

CHERNOBYLITE

Chernobylite

La catastrofe nucleare Cernobyl, avvenuta nel 1986, oltre a causare evidenti danni all’ambiente, ed alle persone ed animali, della zona interessata dall’incidente, ha aperto un filone narrativo in diversi ambiti. The Farm 51 sta lavorando ad un titolo in prima persona ambientato proprio nella cittadina ucraina e nei suoi dintorni (tra cui anche la cittadina di Prypjat, ndr) in cui avvenne il tragico fatto di cronaca.

Il team sta sviluppando un action-horror-survival di spessore grazie ad un comparto tecnico molto interessante. Il gioco, che si ispira al famosissimo (ed amatissimo) Stalker, è in early access da metà ottobre (e qui c’è la nostra anteprima) ma se ne è parlato per molto tempo grazie ad un’ottima campagna Kickstarter che raccolse 206.671 dollari grazie al coinvolgimento di 3.350 appassionati.

Sicuramente sentiremo ancora parlare di questo gioco.

IMAGINE EARTH



Imagine Earth è uno strategico in tempo reale, e allo stesso tempo anche una simulazione. Come manager di una colonia spaziale, il nostro compito sarà quello di espandere il nostro insediamento facendo attenzione ai delicati equilibri della flora, della fauna, e dell’inquinamento. È un titolo che promuove senza nasconderlo il concetto di ecologia e di industria “green”, quindi argomenti molto attuali.

L’esperienza di gioco indie è davvero entusiasmante, con una griglia a triangoli innovativa e che si svincola dalle solite mappe “quadrate”. La campagna è longeva e divertente, non il solito antipasto per apprendere le varie meccaniche, qui davvero sfaccettate e profonde. 19.99 euro per portarlo sui nostri schermi, ma siamo sicuri che questo titolo un giorno approderà anche sulle console, vista la grande qualità con cui è sviluppato. Ultimo ma non ultimo, è anche interamente in italiano.

STARPOINT GEMINI 3



A febbraio scorso, Little Green Man Games annunciò l’arrivo del nuovo capitolo della serie Starpoint. Tutti pensavamo ad un nuovo space sim/rpg con inquadratura in terza persona, magari permettendoci di atterrare sui pianeti.

Invece, lo sviluppatore croato sorprese tutti con un gioco interamente in 3d, personaggi animati, e un background che ci ricordava un gioco del passato per cui ancora oggi nutriamo molto affetto (anche se detto tra noi non era proprio perfetto), Protostar.

Starpoint Gemini 3 ha una trama decisamente interessante, un protagonista credibile, e un cast di personaggi secondari davvero singolare, specialmente una spassosissima intelligenza artificiale che è stata capace di farci ridere come pazzi davanti allo schermo. A tutto questo, aggiungiamo un gameplay ricco di novità, una meccanica open world profonda e sfaccettata, interni delle navi visibili e dettagliati, e la possibilità di visitare pianeti e perfino relitti di navi e stazioni stellari. I fan più accaniti sono ancora oggi impauriti della perdita delle capital, effige dell’intera serie. Ma basta guardare la roadmap di questa produzione indie per notare che alla fine di tutto, se tutto andrà per il meglio, arriveranno anche loro. 16.79 euro per sedersi nella cabina di pilotaggio, un ottimo prezzo per un gioco molto promettente.

ASTROX IMPERIUM



Astrox Imperium è la perfetta commistione tra EVE online e uno space sim rpg. Un open world indie davvero open e in tempo reale, dove il giocatore troverà pane per i suoi denti tra crafting, combattimenti e una marea di possibilità. L’economia alla base del gioco è simulata e realistica, e troveremo componenti da strategico in tempo reale e perfino FPS. Ci sono più di cento sistemi da esplorare, e il nostro personaggio potrà essere personalizzato con più di un centinaio di abilità. Più di 70 navi tra cui scegliere (in continuo aggiornamento), un’intelligenza artificiale avanzata e perfino un sistema di flotte. La roadmap, prevede la creazione delle proprie stazioni, miglioramenti alla modalità sandbox, e un sacco di altra roba. Insomma, insieme a Stellar Tactics è l’apoteosi per ogni appassionato di space sim deluso dalla serie X. Il costo per iniziare a giocare è perfino più basso degli altri, 12.49 euro. E li vale tutti.

RISK OF RAIN 2



Risk of Rain 2 è il seguito del gioco di successo ad opera di Hopoo Games. In questa nuova iterazione, oltre ad una nuova veste grafica in tre dimensioni, ci attendono ancora più sfide, livelli, nemici, boss, oggetti, ogni volta generati proceduralmente. Potremmo giocare da soli o in multiplayer, e nel secondo caso ci attenderanno ulteriori sfide, anche in PVP. Insomma, un gioco colorato e divertente che ci terrà impegnati per ore. I 17.99 euro sono più che giustificati

UBOAT



Torniamo alle atmosfere della Seconda Guerra Mondiale con Uboat. Era dai tempi di Silent Hunter III che aspettavamo un gioco che ci donasse le stesse atmosfere, catturandoci tanto per l’ambientazione quanto per le meccaniche. E sta arrivando grazie ad una produzione indie.

Ebbene, Uboat è una simulazione discretamente accurata sulla gestione di un sottomarino tedesco durante la WWII. Dato che la modalità principale è basata su una componente sandbox, dovremo gestire le risorse energetiche, le vettovaglie, e tutti i componenti della ciurma.

Potremo controllare l’intero sottomarino, ma per farlo dovremo di volta in volta “saltare” da un marinaio all’altro. Per far sì che tutto vada per il meglio, dovremo fare attenzione anche alla loro condizione fisica, mentale, al morale e alla stanchezza. Insomma, molte variabili che si aggiungono ad una campagna in tempo reale con la ricezione di incarichi durante il gameplay.

Per spiegare il livello di profondità di questa piccola perla con qualche esempio, vi basti pensare che sono correttamente e realisticamente simulati anche l’influenza della zavorra sull’assetto e la curvatura della Terra. Un titolo forse non per tutti, ma di sicuro impatto, ed è anche localizzato interamente in italiano. 24.99 euro per accedere all’accesso anticipato sono più della media, ma possiamo garantirvi che il gioco già ora è molto completo, e in continuo miglioramento e ampliamento.

BAROTRAUMA



Rimaniamo ancorati ai fondali marini con Barotrauma, un simulare sottomarino con elementi survival e cooperativi in 2d. Ispirato a FTL e Rimworld, è ambientato su Europa, una delle lune di Giove. Dato che la superficie ghiacciata è radioattiva, gli esseri umani si sono dovuti adattare a vivere tra le viscere degli oceani.

Il nostro compito in questo indie, sarà quello dei pionieri verso l’ignoto, che cela pericoli e incubi in ogni anfratto. Potremo giocare con i nostri amici, ognuno ad una postazione specifica, o affidarci ai bot e giocare in singolo, con una campagna che proprio in questo periodo sta ricevendo ulteriori sviluppi e miglioramenti.

Giocato da soli, è meglio tenere la luce accesa se avete paura del buio. Con gli amici, fate attenzione perché tra di loro potrebbe celarsi un traditore che sabotando il sottomarino, porterà tutti tra i fondali di questo satellite. Anche Barotrauma ha un prezzo un poco più alto del normale, 24.99 euro, ma la mole contenutistica e i continui miglioramenti giustificano l’esborso. Peccato al momento non sia prevista una localizzazione nella nostra lingua.

THE GUILD 3



Se vi piace The Sims, o i giochi di ruolo medievali, potreste facilmente apprezzare le meccaniche alla base di The Guild. Gestendo i personaggi della propria famiglia, il giocatore potrà aprire e veder fiorire una serie di attività commerciali che verranno amministrate durante il gameplay.

Sarà possibile vestire i panni di un oste, di un panettiere, di un alchimista, e molto altro. Inoltre, dato che parliamo di un simulatore di vita, i nostri personaggi interagiranno con una quantità esorbitante di npc, con cui potranno intrecciare relazioni romantiche e perfino sposarsi, o seminare odio e rancore dando vita a faide che perdureranno lungo il corso della propria dinastia.

Se il nostro casato verrà gestito con sapienza, potremo arrivare anche a partecipare alla vita politica locale, promulgando leggi a nostro favore o quello della comunità, o ancora danneggiando i nostri rivali.

Insomma, tanta carne al fuoco. Inizialmente, lo sviluppo di questo titolo ha vissuto più bassi che alti, a causa di una gestazione piuttosto travagliata. L’arrivo di THQ Nordic ha segnato l’addio proprio di Golem Labs, ma anche una nuova incetta di risorse e il subentro di un nuovo team di sviluppo, Purple Lamp.

Ed è proprio grazie a questo forte cambiamento che il titolo ha subito un’impennata, ed oggi è praticamente un altro gioco rispetto a quello visto nel corso del 2018. Recentemente, il language pack ha aggiunto anche la lingua italiana, davvero un must per godersi appieno questo interessante progetto. I 29.99 euro per iniziare la nostra vita medievale sono un po’ sopra la media, ma considerando la qualità odierna, risultano accettabili. Trovarlo a sconto, sui 19 euro, lo renderebbe davvero allettante.

WORKERS & RESOURCES: SOVIET REPUBLIC



Il fascino della grande Unione Sovietica non si discute, tanto per chi ama quel periodo storico, quanto per i fan della serie Stalker e Chernobylite. L’idea di un gestionale ambientato in quel contesto storico è intrigante, e questo fa di Workers & Resources: Soviet Republic uno dei city builder più promettenti del momento. Obbiettivo del giocatore, è quello di veder fiorire il proprio paesino fino a farlo arrivare ad essere una grande comunità cittadina.

In questo indie dovremo gestire l’economia pianificata di tipo sovietico, costruire infrastrutture e gestire aree aziendali, rendere felici i cittadini con svariati tipi di risorse. I mezzi e le costruzioni, sono stati ricostruiti in base ai modelli anni ‘60 e ‘90, come anche i paesaggi. Interessante la simulazione economica, che vede lo scambio e la compravendita di risorse in continuo mutamento. Il gioco è interamente localizzato in italiano, e i 21.99 euro dell’accesso anticipato sono più che accettabili per accaparrarsi il titolo.

PAX ROMANA: ROMULUS



Gli rpg in salsa RPG Maker non sono affatto da sottovalutare. Pax Romana: Romulus, ci farà rivivere le vicende della nascita della più grande forza dell’antichità, seguendo la leggenda di Romolo e Remo, i fondatori della Roma che conosciamo oggi.

Nei panni di Romolo, la nostra avventura ci porterà ad incontrare creature leggendarie, vivere situazioni più o meno divertenti a seconda delle nostre decisioni. Tutto questo, insieme ad un corposo sistema di crafting, un open world colmo di laghi, foreste, fiumi, villaggi, fattorie, e alle meccaniche tanto care agli amanti di giochi come Stardew Valley, compresa la possibilità di costruire e personalizzare la propria casa. Un titolo particolare, purtroppo disponibile al momento solo in inglese ma ad un prezzo davvero conveniente, 6.99 euro. Fino al 17 gennaio il gioco gode di un ulteriore 60% di sconto, permettendoci di fare la storia per soli 3.19 euro.

THE ISLE



Tranquilli, non parliamo di una serie televisiva né di un reality, lasciamo questi articoli ad altre testate ormai esperte sul genere. Invece, avete mai pensato a come potrebbe essere la vita di un dinosauro?

The Isle è la risposta. Indie, naturalmente. Si tratta di un survival horror in cui potrete esplorare vasti paesaggi e lussureggianti foreste, insidiose montagne ed oscure paludi. Troverete antiche rovine, segno di ciò che fu, e dovrete tentare il tutto per tutto pur di sopravvivere.

In alternativa, se gradite uno scenario più tranquillo o un’avventura più serena, potete optare per la modalità sandbox dove potrete scegliere tra un elenco molto ampio di dinosauri quello che più vi piace, e correre in libertà, facendo sempre attenzione ai pericoli che infestano l’isola, questa volta meno “incisivi”.

Nei prossimi update potrete perfino scegliere l’essere umano. Insomma, un titolo atipico che è in sviluppo da più di quattro anni ma che ora inizia a mostrare i muscoli. Il costo per l’accesso anticipato è di 19.99 euro, un costo congruo considerando l’offerta.

WARSIM: THE REALM OF ASLONA



Chiudiamo il nostro speciale sugli indie in early access con un titolo sulla scia della nostra recensione al Commodore 64 Maxi.  Warsim è un gestionale testuale dove il nostro compito sarà quello di gestire il regno. La grafica è realizzata interamente con grafica ASCII, e presenta una valanga di razze, eventi e aree tutti generati proceduralmente, con diverse opzioni circa la diplomazia e la guerra.

Il concetto di un gestionale a componente testuale, è a suo modo innovativo come i giochi a pane e assembly creati da quei folli geni di Zachtronics. È aggiornato con regolarità “svizzera”, e lo sviluppatore è conosciuto per ascoltare la propria community. 3.99 euro sono un prezzo irrisorio per ciò che questo titolo offre, e non vediamo l’ora di metterci le mani sopra per una recensione approfondita.

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Speciale giochi indie 2020

La speranza di ogni inizio anno è che porti buone nuove. Attendiamo con una certa trepidazione l’arrivo della nuova Playstation, della Xbox serie X, e di una valanga di titoli che ci auguriamo non tradiscano le aspettative. E col 2020 ormai alle porte è il momento di fare un breve focus sul fervente mercato indie, una cornucopia di entusiasmo e divagazione. Vogliamo che IlVideogioco.com sia un punto di riferimento per gli sviluppatori indipendenti che – a nostro avviso – rivestono un ruolo decisamente cruciale. Diamo, così, un’occhiata ai titoli che aspettiamo con grande interesse.

Buona lettura.

SPIRE OF SORCERY

Un prodotto che ci ricorda da lontano le atmosfere e il gameplay di Thea 2. Spire of Sorcery è uno strategico survival con chiare atmosfere dark fantasy. Tra le peculiarità del titolo, troviamo incontri casuali, un sistema di gestione del party approfondito, e uno stile grafico davvero unico.

RECOMPILE

Un gioco di hacking davvero suggestivo. Prenderemo il controllo di un singolo programma e dovremo fuggire per non farci cancellare in questo Metroidvania ispirato e decisamente fuori dalla norma. Ambientato nel vasto mondo 3d di un mainframe, troveremo pane per i nostri denti tra combattimenti, sessioni platform, e l’hacking degli ambienti.

THE LAST CAMPFIRE

Sviluppato da Hello Games, autori del noto No Man Sky, the Last Campfire è una graziosa avventura artisticamente molto ispirata in cui il protagonista dovrà viaggiare attraverso un mondo surreale e fantastico per trovare la via di casa. Strane creature, antiche rovine, luoghi colmi di bellezza e pericolo, ci aspettano in questo interessante viaggio.

EMPIRES IN RUINS

Emiliano Pastorelli ed Hammer&Ravens metteranno alla prova il nostro acume strategico in questo particolarissimo e atipico tower defense. Di questo titolo indie, abbiamo già parlato nel corso della nostra “Tripla Intervista”  e siamo davvero ansiosi di metterci alla prova con la release che uscirà in accesso anticipato il prossimo 4 febbraio. Humour nero, una campagna lunga e intensa, tradimenti, conquiste, e una valanga di strutture da costruire sono alla base di un progetto davvero interessante.

MASSIVE GALAXY

Massive Galaxy è un’interessante combinazione tra avventura punta e clicca e space sim con combattimento a turni. Esplorate la galassia viaggiando tra terre desolate, città in pieno stile cyberpunk, e stazioni spaziali. Viaggiate verso pianeti lontani pieni di culture ricche e diverse, indagate su habitat spaziali tecnologicamente avanzati e scoprite la storia e le tradizioni di antiche civiltà. Pirata, mercante, spia, la scelta su chi vogliamo essere è solo nostra.

KERBAL SPACE PROGRAM 2

Sviluppato da Star Theory, è il seguito di un simulatore spaziale profondo, interessante e – come visto dai numerosi filmati su YouTube – anche divertente. In questo nuovo capitolo del titolo indie, oltre all’aggiunta di componenti inedite per i veicoli, sono stati introdotti colonie, viaggi interstellari, un sistema di modding avanzato ed una grafica completamente rinnovata e al passo con i tempi. E non dimentichiamoci, di una nuova modalità multigiocatore sviluppata appositamente per questa nuova iterazione.

ENDZONE – A WORLD APART

Endzone è un’interessante city builder ambientato in un mondo post apocalittico. Il nostro compito, sarà quello di sviluppare e gestire una nuova casa, assicurando la sopravvivenza ai nostri abitanti mentre cercheremo di resistere alla minaccia delle radiazioni, alle piogge tossiche, a tempeste di sabbia e lunghi periodi di siccità. Gli ambienti su cui getteremo le fondamenta della nostra nuova casa saranno simulati dinamicamente, e la gestione dell’insediamento prevede anche un sistema di spedizioni.

TAINTED GRAIL

Torniamo nelle atmosfere fantasy, più precisamente nel ciclo arturiano, rivisitato per l’occasione. L’isola di Avalon non è più sicura. Sveliamo i misteri dei Menhir Guardiani e salviamo la nostra città natale in questo gioco di ruolo completamente open world a turni fortemente basato sulla narrazione. Tainted Grail offrirà un’esperienza molto coinvolgente, e garantirà un livello di scrittura decisamente elevato grazie all’apporto di Krzysztof Piskorski, uno dei migliori scrittori polacchi fantasy. In questo mondo morente, nessuna decisione è facile o moralmente ovvia e spesso dovremo affrontare scelte apparentemente impossibili.  Altre volte, le conseguenze di azioni apparentemente minori ci perseguiteranno nel corso del gioco, in momenti assolutamente imprevisti. In poche parole è uno dei titoli indie più attesi.

CLOUDPUNK

È uno dei titoli che aspettiamo con più interesse. Ambientato tra i neon e i fumi della città di Nivalis, Cloudpunk è un titolo con chiare ispirazioni cybperpunk dove il protagonista rivestirà il ruolo di tassista. Interagiremo con umani, AI, androidi, ognuno con una storia da raccontare. Nel nostro lavoro, nessun luogo è irraggiungibile. Viaggeremo nei sotterranei del Marrow, guglie che trapassano le nuvole grigie che avvolgono la città, fino ai confini della troposfera. A piedi, o usando la nostra auto volante, scopriremo luoghi nascosti che talvolta sbloccheranno anche storie aggiuntive.

SPELLSWORD CARDS: DUNGEONTOP

Un deck builder combinato a meccaniche da boardgame. Questo e altro ci aspettano in Spellsword Cards: DungeonTop, un’interessante roguelike indie focalizzato nella creazione del mazzo perfetto e lo sfruttamento di tattiche strategiche per arrivare al miglior risultato possibile alla fine di ogni scontro.
Progredire nel dungeon significherà più oro, ma anche più mostri da affrontare, cosa decideremo di fare? Stilisticamente ispirato Darkest Dungeon, si tratta di un gioco orientato ad una nicchia di appassionati, che garantirà divertimento e un ottimo grado di sfida.

FROSTFALL

Ambientato nelle lande innevate della Russia, Frostfall è un’avventura post apocalittica survival improntata su uno stile horror riconoscibile ed evocativo. Nel corso del gioco, riuscire a rimanere vivi sarà uno degli scopi principali, cercando di evitare la zombificazione del nostro corpo, e resistendo alle dure condizioni meteorologiche completamente dinamiche, con uno ciclo giorno/notte che non rappresenta solo un orpello puramente visivo.
Sete, fame, sonno, stanchezza, radiazioni, ipertermia e malattie, tutte variabili da tenere a mente durante ogni gameplay. Dopo le atmosfere di Chernobylite (già provato in anteprima qui), un altro titolo da giocare sempre con la luce accesa se… abbiamo paura del buio.

COOK, SERVE, DELICIOUS! 3?!

Stemperiamo l’atmosfera con un gioco scanzonato e divertente. Cuciniamo, serviamo e gestiamo il nostro foodtruck. In questo sequel, viaggeremo negli stati uniti per partecipare alla Iron Cook National Foodtruck Championships con la nostra fedele squadra composta dal robot Whisk (doppiato da @negaoryx) e Cleaver (doppiato da @havanarama).
In questa nuova iterazione della serie indie, ambientata nell’America del 2042, la campagna si snoderà attraverso una considerevole mole di cibi da cucinare tutti nuovi, e centinaia di livelli con una struttura di gioco completamente rinnovata. Oltre alla campagna in singolo, il gioco offrirà anche la possibilità di cooperare con un amico in locale, aggiornare e migliorare il proprio foodtruck, ed espandere la propria offerta culinaria mentre il giocatore cercherà di arrivare alla nuova capitale degli Stati Uniti, Nashville.

CRIS TALES

Dreams Uncorporated e SYCK, propongono un omaggio al genere dei giochi di ruolo giapponesi (più precisamente alla serie Chrono Trigger) con Cris Tales. Guardiamo il passato, agiamo nel presente, e osserviamo come le nostre azioni influenzeranno il futuro. Insieme alla maga del tempo Crisbell e i suoi compagni, esploreremo un mondo fantasy che sta per affrontare un’era cupa e densa di pericoli. La potente Imperatrice del tempo e le sue forze minacciano di scatenare un cataclisma che distruggerà Crystallis e gli altri quattro regni della regione. Riusciremo a fermarla?

BEAUTIFUL DESOLATION

Beautiful Desolation è un gioco d’avventura a visuale isometrica ambientato in un lontano futuro. Nel corso del gioco, esploreremo paesaggi post apocalittici ricreati con cura quasi maniacale, risolveremo enigmi e incontreremo amici e pericolosi nemici.
I paesaggi, di ispirazione africana, sono stati ricreati grazie all’innovativa tecnica della fotogrammetria, che rende ogni scenario decisamente realistico. Gli abitanti di questo mondo potranno aiutarci ma anche ostacolare le nostre azioni. Negozieremo il paesaggio con pericolosi leader tribali locali, incontreremo guaritori e guerrieri, e daremo battaglia a sciami di naniti, giganteschi scorpioni e micidiali robot.

ASTRA EXODUS

Dopo i fasti del grande Stellaris, e il buon Interstellar: Space Genesis sentivamo proprio il bisogno di un nuovo 4X a fondo spaziale. Grazie ad Atomic Kaiser sotto egida Slitherine, il 23 gennaio potremo mettere le mani sopra Astra Exodus, un nuovo 4X fantascientifico dove guideremo la razza umana attraverso un’epica campagna incentrata sulla narrazione.
Oltre alla campagna principale, che svelerà i misteri dietro all’Esodo, potremo cimentarci in una modalità sandbox corposa e sfaccettata, che ci permetterà di prendere il controllo di una delle razze aliene a disposizione, conducendola alla gloria con diverse condizioni di vittoria. Otto razze, battaglie spaziali e planetarie, tante classi di navi ed eserciti, e una forte componente votata all’esplorazione. Astra Exodus non si propone come innovatore, bensì come punto di riferimento di un genere che vanta diversi esponenti di spicco.

STONESHARD

Stoneshard è un gioco di ruolo a turni davvero interessante e con uno stile grafico che ci ha catturato appena lo abbiamo visto. Nelle lande medievali di Aldor, affronteremo tante avventure con ampia libertà di scelta per ogni situazione. Lo sviluppo del personaggio senza restrizione basate sulla classe e tante abilità e statistiche, permetteranno ad ogni giocatore di divertirsi per creare la propria build preferita.

Il gioco è interamente open world, con villaggi in rovina, dungeon infestati dai mostri, luoghi antichi e misteriosi. Un interessante sistema sanitario, metterà a dura prova le nostre scelte perché non saranno i soli punti vita a cui dovremo prestare attenzione. Cauterizzare le ferite, alleviare il dolore con alcol e droghe, purificare il sangue dai veleni, tutto pur di rimanere in vita.
Oltre duecento abilità e più di quattrocento attrezzature da indossare ed usare, insomma il paradiso per ogni amante dei dungeon crawler, per di più a sfondo strategico. Una promettente perla indie.

VAGRUS

Senza dubbio, un titolo indie molto atteso è Vagrus. Lo sviluppatore Lost Pilgrims punta a quest’anno per fare uscire quello che a noi, in sede di anteprima, è sembrato un potenziale capolavoro.

Si tratta di un gioco che unisce il fascino di un’atmosfera unica al gameplay di titoli quali Sunless Sea e Darkest Dungeon. Non è un gioco per tutti: va capito, seguito e assaporato esattamente come un libro. Ma va anche vissuto e giocato senza paura grazie ad un sistema di combattimento tanto tattico quanto appagante.

FUORI CATALOGO

Ci sono poi due titoli indie che probabilmente non vedremo prima del 2021, ma ci teniamo ad inserirli perché è più che giusto tenerli d’occhio.

GENESIS NOIR

È possibile anche solo immaginare un’avventura ambientata prima, durante e dopo il Big Bang? I ragazzi di Feral Cat Den si, e con Genesis Noir intraprenderemo un percorso che comprende buchi neri, una Terra primordiale, e fascinosi jazz caffè.
Saremo testimoni della nascita e della storia umana, e della nascita dell’universo dopo che un litigio cosmico ha frantumato un romantico quanto micidiale triangolo amoroso. Riusciremo a fermare il Big Bang e trovare la nostra amata?

PARALIVES

Sono anni che la serie The Sims viaggia a corrente alternata. I capitoli principali vengono coadiuvati da una fin troppo corposa quantità di dlc ed espansioni, ma spesso la qualità e la gestione della vita dei propri sim viene soppiantata dal tentativo di portare tutto sulla componente social, perdendo quanto fatto con il capitolo migliore, The Sims 2.
Paralives, è la risposta indie al simulatore di vita. In questo gioco, potremo costruire case con una profondità mai vista, in una città totalmente open world. I giocatori possono costruire muri di qualsiasi lunghezza e angolazione, e avranno a disposizione una lunga serie di strumenti per sviluppare la casa dei propri sogni. Grazie al mondo aperto, i nostri npc potranno esplorare un quartiere pieno di negozi, parchi, luoghi di lavoro e molto altro. Già all’uscita, il gioco vanterà la presenza di animali domestici, stagioni, auto e altri mezzi usabili, e una modalità di creazione del personaggio piuttosto approfondita. Che dire, non vediamo l’ora di provarlo.

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Speciale Milan Games Week 2019 Indie

Anche i giochi indipendenti sono stati protagonisti alla Milan Games Week 2019. La scena italiana ha avuto il suo spazio grazie a Milan Games Week 2019 Indie.

Per il settimo anno consecutivo, infatti c’è stato lo showcase dedicato ai prodotti made in Italy che nelle scorse edizioni ha conquistato il pubblico nell’ambito dell’evento giunto alla nona edizione.

L’associazione ha selezionato 20 videogiochi realizzati da altrettanti studi di sviluppo italiani per offrire loro l’opportunità di partecipare all’evento in maniera gratuita.

A questi studi che hanno risposto alla call pubblica aperta nei mesi scorsi si sono aggiunti altri nomi importanti del panorama indie italiano ed internazionale. In totale sono stati presentati 30 videogiochi.

Tanti prodotti di tanti generi differenti: dagli action ai platform, passando per i giochi di ruolo, i titoli narrativi e quelli educativi sviluppati per Pc, mobile e console, saranno disponibili anche alcune demo da provare su una speciale piattaforma pensata per videogiocatori non vedenti.

Noi vi parleremo di alcuni giochi che abbiamo potuto provare il venerdì.

FRACTURED

Abbiamo avuto occasione di scambiare due chiacchere con Alessandro Morelli e Nicolò Finotto del team di sviluppatori Dynamight Studios, che sta dietro a Fractured un MMO/RPG decisamente particolare. L’anima da gioco di ruolo si fonde con una struttura radicata nelle meccaniche survival, ed un setting ambientato su ben tre mondi differenti.
Ogni mondo, oltre ad un art style differente, varierà anche nelle meccaniche. Avremo un pianeta dedicato al PVP con personaggi malvagi ed aggressivi, una terra umana più accogliente e dedicata al gaming in co-op, alle gilde e alla costruzione della propria casa. Infine, un mondo selvaggio dove esploreremo dungeon e terre sconfinate in modalità PVE.  Al momento il gioco si trova in una fase ancora embrionale di sviluppo, ma da ciò che abbiamo potuto constatare, c’è un buon potenziale.

THE ADVENTURES OF CAPTAIN POTATO

L’occhio su questo progetto, è caduto nel momento in cui il nostro fidato e giovanissimo “collega” (molto promettente nonostante i suoi tre anni), ha indicato con il dito il poster dedicato. Siamo quindi entrati in contatto con Alessandro Padros e Johnny Pagani, sviluppatori di The Adventures of Captain Potato. Questo interessante RPG/Metroidvania, sviluppato con uno stile grafico molto piacevole, porterà i giocatori a seguire le avventure di Potato, che nella disperata ricerca dei suoi amici dovrà affrontare viaggi colmi di insidie attraverso livelli colorati e biomi differenti.

Ritrovare i compagni però, non sarà solo un obbiettivo del gioco, ma darà accesso a svariate abilità, ad iniziare dal parkour, che verrà reso disponibile durante le prime fasi della partita. Il gioco, dall’anima decisamente verde ed ecologista, è attualmente disponibile in early access su Steam

LO STAND DI STUDIO EVIL



Siamo andati a trovare Studio Evil, uno dei team ti richiamo dell’area Indie. Domiziana Suprani, del team ci ha fatto visitare lo stand preso d’assalto dalle persone. Due i giochi proposti, entrambi abbastanza conosciuti. Il primo è Super Cane Magic Zero titolo sviluppato con la collaborazione e visione artistica di SIO (famoso su YouTube e sul web per Scottecs) e la versione Realoaded di Syder Arcade, ottimo shoot’em up vecchio stile.

Grazie al nostro giovane “collega” abbiamo colto l’opportunità di vedere all’opera entrambi i titoli e che dire, siamo davvero soddisfatti. Il bel rpg rilasciato il 30 maggio scorso su PS4, Steam e Switch si è dimostrato ancora una volta divertentissimo e colorato, ma non per questo meno impegnativo. Anzi, insospettabilmente – visto l’aspetto molto semplice e cartoonesco – profondo, come già scritto in sede di recensione.

Syder Arcade Realoaded riporta in auge il buon lavoro svolto nel 2013, con tutta una serie di migliorie sia di carattere tecnico che squisitamente grafico.

Il gioco, uno shoot’em up a scorrimento orizzontale, è un connubio di frenesia e azione. Sviluppato come erede dei grandi esponenti del genere, la versione che abbiamo provato da accesso a 4 navi spaziali differenti, e una valanga di filtri grafici che solleticheranno il palato di tutti gli amanti del retrogaming.

OMEN EXITIO

Questo titolo non va considerato come nuovo per l’utenza Pc, in quanto uscito nel corso del 2018. Lo abbiamo visto in azione nella sua nuova versione Switch. Abbiamo con gli sviluppatori. In pieno stile librogame anni ‘80, Omen Exitio è ambientato in un universo cupo e decisamente horror, alla fine del 1800.





La scheda del personaggio, e molte delle illustrazioni ci hanno ricordato da lontano la meticolosa caratterizzazione delle pagine che si susseguono giocando a Sunless Sea.

Il gioco è interamente disponibile in italiano, e la nostra prova ci ha confermato quanto questo genere possa essere adatto alla console della grande N.

PROJECT STARSHIP X

Sequel diretto di Project Starhips, sviluppato sempre da Panda Indie Studio, è uno shooter davvero particolare. Trattandosi di un gioco a scorrimento verticale, si potrebbe pensare a livelli disegnati ad hoc, ma qui ci troviamo di fronte alla magia della proceduralità, che rende questo gioco praticamente infinito. Lo sviluppatore, ha portato per l’occasione sia un cabinato con tanto di twin stick, che una versione giocabile via notebook. È un gioco essenziale, eppure dannatamente divertente e bello da vedere.

LA LISTA DEI GIOCHI A MILAN GAMES WEEK INDIE 2019

Giusto menzionare la lista di tutti i giochi presenti nell’area Milan Games Week Indie 2019.

  • Abisso sviluppato da 906 Games.
  • Bad Neighbours sviluppato da Team Paluso.
  • Blind Console sviluppato da Novis.
  • Bookbound Brigade sviluppato da Digital Tales.
  • CARRUMBLE sviluppato da 3DClouds.
  • Forgotten Hill Disillusions sviluppato da FM Studio.
  • Fractured sviluppato da Dynamight Studios.
  • Guntastic sviluppato da Ludicrous Games.
  • Houdini Redux sviluppato da LifeLit Games.
  • Impara l’Inglese con Antura sviluppato da Video Games Without Borders.
  • Interrogation sviluppato da Critique Gaming Studio.
  • Marble Garden sviluppato da Omnisir Studio.
  • Ofree sviluppato da Ofree.
  • Omen Exitio: Plague sviluppato da Tiny Bull Studios.
  • Paradise Away sviluppato da Awakening Studio.
  • Project Starship X sviluppato da Panda Indie Studio.
  • Relow sviluppato da Tommaso Romanò.
  • Seven: Inheritance of the Evil One sviluppato da TIZ Developer.
  • Still There sviluppato da GhostShark Games.
  • Super Cane Magic Zero sviluppato da Studio Evil.
  • Syder Arcade sviluppato da Studio Evil.
  • Ten Endless Nights sviluppato da Kibou Entertainment.
  • The Adventure of Captain Potato sviluppato da Graa.
  • The Hand of Glory sviluppato da Madit Entertainment.
  • Try ‘n Cry sviluppato da Crystalia Games.
  • Virulent Addiction sviluppato da HighStoneGames.
  • Woodle Tree: 2 Deluxe sviluppato da Chubby Pixel.
  • WrldCraft sviluppato da Running Pixel.
  • WunderBO sviluppato da Melazeta.
  • Xevorel sviluppato da Amberaxe.








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Speciale Greedfall, l’evoluzione di Spiders Studio di cui nessuno parla

Greedfall è il nome del prossimo videogioco sviluppato da Spiders Studio, sotto egida Focus Home Interactive. Stiamo parlando di sviluppatori di stanza a Parigi, che hanno sempre confezionato videogiochi interessanti con pochi mezzi a disposizione rispetto alle grandi produzioni Bethesda ed Electronic Arts.
Il budget messo a disposizione per questi talentuosi programmatori coinvolge anche la copertura mediatica e pubblicitaria.

Così accade che dei progetti molto promettenti, ambiziosi, per certi aspetti anche superiori a quelli che vengono definiti – generalmente e frettolosamente – “capolavori” Bethesda e BioWare passino in sordina e vengano goduti da pochi appassionati. Appassionati che non urlano al capolavoro, giocano di buon grado e apprezzano l’assoluta passione di questa squadra, che da quando ha iniziato le pubblicazioni (nel videoludicamente lontano 2009) si è sempre specializzata nella realizzazione di giochi di ruolo d’azione.

FRA AMBIZIONE, SPERIMENTAZIONE, ERRORI E RISCATTI

Spiders Studio si è specializzato nella realizzazione di videogiochi di ruolo d’azione, come abbiamo appena detto. Infatti, coerentemente, dopo un paio di parentesi che rispondono al nome di Sherlock Holmes versus Jack The Ripper e Gray Matter, abbiamo assistito ad una pubblicazione, di cadenza quasi biennale, di videogiochi di ruolo d’azione sempre più sofisticati sul versante narrativo, un po’ meno ispirati sotto gli aspetti giocosi ma – secondo chi vi scrive – mai del tutto inferiori alle controparti BioWare e Bethesda.

Il primo esperimento di videogioco di ruolo lo realizzano nel 2010, Faery: Legends of Avalon, che già suggeriva quanto gli sviluppatori cercassero di distinguersi dalla matassa di “sforna-cloni”.
Due anni più tardi, hanno gettato le fondamenta per un lento ma costante miglioramento sotto ogni aspetto, fosse questo tecnico oppure sul fronte del gameplay. Quelle fondamenta si chiamano Of Orcs and Men, titolo del 2012, il videogioco di ruolo che non ti aspetti.

Tecnicamente per nulla inferiore ai “capolavori” che tra il 2011 e il 2012 hanno raggiunto le case degli appassionati (The Witcher 2, Skyrim, Dragon Age 2 etc). Il gameplay risultava,  tutto sommato, convincente, ci si alternava fra un orco nerboruto, classico tutto muscoli e niente cervello, ed un goblin molto astuto e maestro d’infiltrazione. Quest’ultimo, tra l’altro, è quello stesso Styx che poi divenne l’assoluto protagonista di una serie di videogiochi stealth sviluppata da Cyanide che non ha nulla da invidiare agli stealth game più blasonati tipo Splinter Cell.
Of Orcs and Men traccia un sentiero che solo Spiders Studio, in pratica, continuerà a battere: quello di videogiochi di ruolo atipici, fuori da canoni e stilemi, narrativamente mai banali. Con questo primo passo, il giocatore si trova ad avere a che fare con ben due anti-eroi, una trama originale ed innovativa in cui li esseri umani non sono minacciati o oppressori sullo sfondo (come li vediamo in The Witcher o Dragon Age: Origins), ma autentici cattivi da ricondurre a più miti consigli.

L’anno seguente, nel 2013 dunque, pubblicano Mars War Logs. Altro videogioco di ruolo d’azione costruito sulla base gettata da Of Orcs and Men. Cambia l’ambientazione: fantascientifica, marziana e – di fatto – inedita nel mondo dei videogiochi, che strizza l’occhio a Total Recall e ai romanzi di Philip K. Dick. L’ambientazione di Mars War Logs sarà nuovamente sfruttata nel 2016, con l’interessantissimo The Technomancer.
Tra Mars War Logs e The Technomancer, Spiders Studio trovano il tempo di realizzare Bound by Flame, che è sostanzialmente “Mars” ambientato in un contesto fantasy medievale. Il gioco non riscuote il successo né l’interesse che fino a quel momento, Spiders, riusciva a ritagliarsi a fatica con il seguito di appassionati che ne lodavano ogni iniziativa (e i miracoli che riuscissero a fare con pochi mezzi economici rispetto alle major). Tuttavia, da questo mezzo passo falso, emergono le idee di crafting e ogni mancanza evidenziata in questo gioco, è diventata motivo di studio e ricerca che poi verranno messe in pratica per Greedfall.

OCCASIONE PERFETTA PER SCRIVERE LA STORIA

Siamo arrivano al 2019 con un totale ribaltamento della situazione rispetto agli esordi di Spiders Studio e rispetto agli anni dei suoi passi falsi. Pensiamo per un attimo alla situazione dei videogiochi di ruolo d’azione sviluppato in occidente:

  • BioWare annaspa in progetti lontani anni luce da quelli che ne hanno definito, a cavallo tra gli anni ’90 e i primi del 2000, la posizione di sostanziale leader dei videogiochi di ruolo d’azione. Mass Effect è più morto che vivo, Dragon Age è l’ombra vaga di quel che era Baldur’s Gate e Star Wars: Knights of the Old Republic. Anthem? Nulla che possa vagamente avvicinarsi ad un videogioco di ruolo d’azione, per definizione.
  • Bethesda non riesce a scrollarsi di dosso l’ossatura imposta da Oblivion, reiterata in Skyrim/Fallout 3/The Elder Scrolls Online e riproposta (in maniera non convincente) in Fallout 76. Le belle figure, ormai, le fa come publisher ma non come sviluppatore di “giochi di ruolo da vivere” (e continua a vendere rimasterizzazioni di Skyrim a otto anni dalla sua pubblicazione).
  • CD Projekt RED ha scritto un’importantissima pagina d’evoluzione dei videogiochi di ruolo occidentali nel 2015. E’ riuscita a far convivere la natura spiccatamente narrativa (fino ad allora appannaggio di videogiochi molto lineari) e quella espressamente “free roaming” in un titolo che, al netto di quanto possano osare dire i detrattori, è indiscutibilmente nuova pietra di paragone non ancora eguagliata: The Witcher 3. Ora stanno lavorando a Cyberpunk 2077.

 

  • Nel 2017 Piranha Bytes ci ha provato con Elex, ma con risultati che non hanno sortito l’effetto di scrivere nuove pagine di storia nel genere.
  • Nel 2018, si potrebbe dire che solo Warhorse Studio ha provato a dire la sua sul fronte medievale, ma di fantasy hanno battuto molto poco (diciamo nulla) con il loro Kingdom Come: Deliverance.
  • Non teniamo in considerazione i Dark Souls vari e i “Soulslike” – come quelli molto carini di Deck13 – in quanto appartenenti ad un sotto-genere, per definizione (e tra l’altro i Dark Souls non sono videogiochi di ruolo occidentali).
  • Non teniamo in considerazione i cRpg, i videogiochi di ruolo per computer, magistralmente importanti per console, quali Pillars of Eternity e Divinity: Original Sin, perché non “videogiochi di ruolo d’azione”, per definizione.
  • Il fronte medieval-fantasy non viene battuto da quattro anni e più dal genere dei videogiochi di ruolo occidentale.

Ci ritroviamo, dunque, nella situazione in cui Spiders Studio si ritrova, tra le mani, Greedfall in un momento storico in cui nessun riflettore puntato altrove lo sta mettendo in ombra. Occasione più unica che rara per fare il definitivo salto di qualità, con un progetto che già adesso odora di ambizione da ogni poligono.

COSA E’ GREEDFALL

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Greedfall è un videogioco di ruolo d’azione previsto per PC, PS4 e Xbox One. Verrà pubblicato il 10 settembre prossimo e la prima cosa che salta all’occhio è l’ambientazione tutt’altro che prevedibile: un mondo di gioco fantasy ma ambientato nel Diciassettesimo secolo. Non riuscite ancora ad immaginarvi una scena? Vi aiutiamo noi: immaginate il vostro alter-ego avventurarsi in una foresta, alla caccia di un demone che minaccia dei contadini. Dalla nostra abbiamo armatura, spada come sempre, ma anche moschetto e pistola. A ripararci dal sole un pratico tricorno: un autentico cappello settecentesco, famoso perché ribattezzato senza troppi complimenti come “cappello da pirata”.

Più che pirati, tuttavia, il ruolo che prendiamo in Greedfall è di nipote della principessa d’Orsay, inviato nel Nuovo Mondo alla ricerca di una cura per una malattia che sta decimando la popolazione del Vecchio Mondo senza fare disparità, nobili inclusi dunque, motivo che spinge il giovane rampollo a viaggiare per salvare un membro della famiglia.

Sulle prime, la nostra posizione è assolutamente neutra, ma dal momento che siamo dall’altro lato del mondo (anche) in veste diplomatica, si farà presto a cadere nelle trame dei giochi di potere e nelle sfere di influenza delle fazioni che determinano la vita dell’isola di Teer Fradee.

TEER FRADEE: NON UNA SEMPLICE AMBIENTAZIONE

L’isola di Teer Fradee è il luogo in cui muoveremo i passi per venire a capo della trama di Greedfall. Si tratta di un’ambientazione che vuole conciliare la bellezza di un posto non ancora colonizzato con il mistero ed il misticismo di forze della natura ben lontane dall’essere comprese.

L’isola, almeno sul piano delle premesse e delle promesse degli sviluppatori, vuole essere un autentico personaggio non protagonista, pulsante di vita, soggetto all’evolversi della situazione politica e sociale che andiamo a delineare con la nostra condotta. Prendere una posizione, infatti, sarà cruciale, perché la trama di Greedfall prenderà la piega che noi imprimeremo.

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L’intenzione/grande ambizione degli sviluppatori, è quella di trasmettere a noi giocatori quel senso di meraviglia, misto a timore per ciò che non si conosce. Tutte sensazioni che devono aver provato i veri esploratori, che si avventuravano a migliaia di chilometri dalle coste europee verso misteri ancora da scoprire.

A Teer Fradee troviamo delle fazioni: i nativi dell’isola, una gilda di ricercatori, una gilda di esploratori, un gruppo di mercenari. Affiliarsi ad una fazione permette di riceverne l’equipaggiamento dedicato e personalizzato, influenzando così l’estetica del personaggio.

GREGARI, CRAFTING, LIBERTA’, AZIONI E CONSEGUENZE

Greedfall sembra imparare da tutte le esperienze pregresse di Spiders Studio e, soprattutto, dagli errori o dalle leggerezze che sono state compiute durante le produzioni precedenti. Il “sembra” è d’obbligo, perché non abbiamo ancora toccato con mano il lavoro di Spiders e i gameplay trailer potrebbero essere fuorvianti. Quelli che di delineano come dati di fatto sono degli aspetti di gioco che fanno ben sperare.

E’ un dato di fatto che, all’inizio del gioco possiamo scegliere l’aspetto che più ci aggrada per il nostro alter-ego. Dobbiamo poi scegliere una delle tre classi iniziali, che influenzano lo stile di gioco soprattutto all’inizio: guerriero, mago o tecnico? Punteremo su spade e armature, incantesimi e potenziamento oppure armi da fuoco, trappole e bombe?

Altro dato di fatto è la presenza dei gregari. Personaggi non protagonisti con cui intessere alleanze, per cui affrontare missioni e stringere legami. Legami che, se stretti troppo, potrebbero anche sfociare in storie d’amore. Ogni personaggio secondario rappresenta una fazione e, coerentemente, se messi troppo da parte o addirittura trascurati, possono rivoltarsi contro o diventare autentiche nemesi.

Un aspetto che non passa inosservato è la possibilità di personalizzare l’equipaggiamento quasi per ogni pezzo, andando a disegnare una dotazione che riflette le nostre esigenze e strategie di gioco. Fabbricarsi armi, armature ed equipaggiamento assortito è fuori da ogni dubbio, come lo è la possibilità di sfruttare l’estetica di un preciso tipo di equipaggiamento per infiltrarsi in zone altrimenti inaccessibili.
Sempre a proposito di infiltrazione, la scelta della classe iniziale, rafforzata dall’evoluzione che diamo al personaggio, può influire sul modo in cui operiamo per raggiungere un luogo. Nel video si fa esempio di un ingresso presso un luogo altamente sorvegliato: il guerriero tutto muscoli e niente cervello adotterà un approccio diretto e ucciderà tutto quello che si metterà sul suo cammino (provocando non poche conseguenze). Il tecnico ed il mago possono aggirare la sorveglianza facendo esplodere un ingresso laterale oppure forzandone la serratura.

Cosa certa è la piena libertà di esplorazione e di movimento, limitata solo al fatto che la grande isola di Teer Fradee, per forza di cose, è circondata dall’oceano. Libertà che si espande anche alle possibili azioni che possiamo intraprendere, sia in via diplomatica che di fatto. Lasciarsi una scia di cadaveri alle spalle avrà delle conseguenze, come le avrà risparmiare proprio tutti quanti oppure inimicandosi una fazione piuttosto che un’altra. Qualunque sia la nostra scelta o motivazione, stiamo pure certi che ci saranno delle conseguenze.

POCO FUMO, TANTO ARROSTO

Poco o nulla vogliamo dire sul combattimento, perché non lo abbiamo provato con mano e non vogliamo scrivere di congetture, ma fatti concreti. Quello che possiamo affermare qui è che tutto lascia intendere una generale cura per i dettagli che, rispetto alle produzioni passate, sembra di gran lunga più ricercata.

Greedfall si delinea come il progetto più ambizioso e meglio concepito di Spiders Studio. Oltre all’ambizione, è palpabile la bontà di una narrativa e di un’ambientazione poco esplorate nell’intera storia dei videogiochi di ruolo d’azione. Se da un lato ci si può fare una vaga idea di un profondo rispetto per la tradizione di questo tipo di videogiochi, dall’altro lato l’originalità, la palpabile passione impressa e la volontà di spiccare dalla massa (tratto distintivo di questo piccolo grande sviluppatore) emergono con più convinzione che in passato, piazzando Greedfall al centro dell’interesse di ogni appassionato di videogiochi di ruolo d’azione che si rispetti.

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Speciale No Man’Sky, dagli esordi a Beyond

No Man’s Sky Beyond ha fatto il suo esordio pochi giorni fa ed è l’occasione per parlare più ampiamente del gioco fin dalla sua genesi. Nel 2013, cinque ragazzi con alle spalle l’esperienza della trilogia Joe Danger per Pc, console e dispositivi mobile, proposero al pubblico un titolo praticamente unico. Per gli amanti della fantascienza esplorativa, era considerato il Santo Graal, per gli appassionati di simulatori spaziali, era un titolo da tenere in seria considerazione. A livello grafico e stilistico, prendendo a piene mani dalla fantascienza anni ’70 e ’80, No Man’s Sky era un titolo praticamente unico, un vero e proprio pioniere tanto nel concept, quanto nelle meccaniche.

Tra il 2013 e il 2016, anno dell’uscita, grazie a vari screenshots ed una serie di teaser, gli appassionati speculavano su mille fatti. Dai pianeti completamente procedurali, alla galassia praticamente infinita (18 quintilioni di pianeti), alle navi che permettevano un’esplorazione in prima persona profonda e affascinante.

Si capiva chiaramente che il gameplay era leggero e non complicato quanto un Élite: Dangerous, ma anche quella rappresentava una caratteristica peculiare. Esplorare una galassia in libertà, dagli oceani alle caverne alle vette, senza perdersi tra astrusi controlli e mille fattori da tenere a mente.

I teaser, ingolosivano chiunque fosse attratto dall’ambientazione, con animali grossi come palazzi che distruggevano alberi e qualunque cosa si trovasse sulla loro strada, e una surreale immersione. Ogni giorno si attendeva qualche novità, qualche rumor, qualche voce di corridoio, e poi si andava a discutere sui forum, o per chi li usava, i vari social. Gli anni passarono, e si arrivò vicini alla release quando alcuni video misero a nudo una situazione alquanto preoccupante.

UN ESORDIO AMARO

Il 10 agosto 2016, all’uscita del gioco, l’amara verità si stampò sulle facce dei giocatori come un palazzo che ti crolla addosso. Mondi piatti, texture di bassissima qualità, bug a profusione, navi per nulla dettagliate, quest sconclusionate, biomi inesistenti, e molto molto altro. Chi vi scrive, era tra coloro che credevano profondamente nel prodotto, e ne capivano le potenzialità, pure in una situazione così disastrosa.

L’esplorazione di base c’era, bastavano le giuste modifiche e tutto sarebbe andato per il meglio. Hello Games, già messa in discussione (con tanto di voci su azioni legali) sarebbe sicuramente corsa ai ripari per modificare e migliorare il titolo in tutta la sua interezza.

Ci credevamo davvero, ed in parte è andata esattamente così, ma ci sono diversi fattori che vanno a scontrarsi inesorabilmente con la verità odierna. Ma procediamo con ordine. Dopo l’odio, le discussioni, le minacce di morte (seriamente, si può anche essere arrabbiati ma arrivare alle minacce di morte ci fa capire quanta gente idiota ci sia in questo pianeta) Hello Games sparì dai radar nel tentativo di migliorare ciò che aveva portato sui nostri schermi, ossia un Early access con la “E” maiuscola, venduto però a prezzo pieno.

Potremmo anche parlare di come Sony in un certo senso sia complice del tutto, considerando che pur conoscendo la realtà del titolo non considerò nemmeno la possibilità di ritardarlo ulteriormente o abbassarne il prezzo, anzi continuava a far uscire video “tarocchi” presi da build che non esistevano più, complice anche un allagamento degli studi di Hello Games a Guildford (fatto che veniva usato come scusa da chi continuava ad aver fiducia nel progetto e difendeva i sviluppatori). Gli autori assicurarono, tra l’altro, che l’evento, avvenuto nel Natale del 2013, non avrebbe rallentato i lavori.
Ma il danno era fatto. Ed i video di confronto tra quanto era stato visto nelle varie fiere e quanto era proposto nel gioco al suo esordio si moltiplicarono. Uno tra questi, abbastanza famoso ed al tempo stesso impietoso lo abbiamo allegato ad inizio del paragrafo.

IL CAMBIO DI ROTTA CON FOUNDATION

A novembre 2016, quando la “shitstorm” (che facilmente si può parafrasare come una ventata ostile) si era lievemente placata, quando uscì il primo update, “Foundation”. Già qui, le prime avvisaglie di un cambio di rotta erano evidenti, ma certa gente (tra cui noi) era talmente leale che non si scostò di un millimetro. Ricordiamo, che No Man’s Sky doveva essere un viaggio introspettivo e speciale, un prodotto interamente dedicato all’esplorazione, uno space-sim semplice e mastodontico al tempo stesso. Un titolo sicuramente non per la massa, specificatamente orientato ad un pubblico che preferiva esplorare strani nuovi mondi, piuttosto che perdere tempo a sparare a tutto quello che si muove.

Con il Foundation Update, invece, Hello Games aggiunse la possibilità di creare delle basi sui pianeti, e aumentò sensibilmente le risorse ottenibili tramite crafting. Aggiunse due nuove modalità oltre quella normale, una dedicata al lato “Survival”, quindi più difficile.

L’altra, avulsa dalla difficoltà del gameplay e rivolta solamente al crafting di risorse e costruzione delle basi. Da quel momento, No Man’s Sky vive su due realtà parallele.

Quella in cui “doveva essere”, e quella in cui “è diventato”.

Sulla scia di Mass Effect Andromeda, a marzo 2017 il cambio di rotta fu ancora più chiaro, visto che il Pathfinder Update (come il Pathfinder di Mass Effect… e come, aggiungiamo, la missione su Marte del 1996) aggiungeva molte feature tutte orientate al crafting.

Vennero introdotti gli exoscafi, mezzi con cui esplorare i pianeti e che garantivano un’esplorazione più veloce. Una modalità “Permadeath”, interessante per i giocatori amanti delle sfide difficili. Venne inoltre aggiunta la possibilità di condividere le proprie basi con quelle di altri giocatori, ed è con questa aggiunta che il gioco subisce un’ulteriore evoluzione, anch’essa avulsa dalle premesse iniziali.

ATLAS RISES

Cinque mesi dopo, ad agosto 2017 arrivò Atlas Rises. Nuove storie, quest secondarie “procedurali” (o più propriamente, schematicamente casuali ma sempre identiche), e la possibilità di usare finalmente i famosi portali, fino ad allora solamente un oggetto grafico e null’altro. La modalità online venne ulteriormente affinata grazie alla modalità cooperativa, pur se in uno stato ancora embrionale.

Atlas Rises venne rilasciato in seguito ad un ARG (alternative reality game) durato mesi e mesi, a cui abbiamo preso parte direttamente, pur senza eccellere e continuando a sperare che la compagnia inglese tornasse sui suoi passi.

Niente da fare.

L’APPRODO SU XBOX ONE E NEXT

Il 24 luglio 2018, No Man’s Sky arrivò finalmente sulle console di mamma Microsoft, in allegato al nuovo update, No Man’s Sky Next. Questo contenuto aggiuntivo, rappresentava secondo Hello Games il primo apice del gioco, portando una completa modalità multiplayer, la visuale in terza persona, la possibilità di creare basi sottomarine, e creare flotte di navi stellari da mandare in missione con il solo scopo di recuperare risorse utili al crafting e a far soldi.

La compagnia di Guildford annunciò anche una nuova gestione della propria community, con update regolari tanto nel contenuto quanto nella comunicazione. Pian piano, la fanbase cresceva e sempre più utenti perdonavano a Hello Games un lancio ai limiti della truffa. Il crafting e il multiplayer, zittivano praticamente tutti, perché rappresentano ancora oggi la moda del momento.

L’update The Abyss, uscito ad ottobre 2018, andò ad espandere la parte “acquatica” del gioco, con fondali non più piatti e anonimi ma pieni di vita, risorse, e la possibilità di esplorarli con un sottomarino. Siamo lontanissimi dai livelli di profondità a livello gameplay e stilistico di Subnautica, anzi potremmo definire “The Abyss” il fratellino povero del titolo maded by Unknown Worlds Entertainment. Ma c’erano più risorse, più crafting e multiplayer sempre più vario, tanto bastava.

NO MAN’S SKY BEYOND

E ora siamo a No Man’s Sky Beyond, un update diviso in tre parti che ha portato questo crafting game sui nostri visori, una modalità online perfettamente in linea con un multiplayer di massa, e No Man’s Sky 2.0. Sul visore, nulla da dire, è un’ottima implementazione per chi ama questo tipo di periferica.

Per noi, è ancora troppo presto perché preferiamo goderci i titoli davanti allo schermo, ma è un’opinione puramente soggettiva. Stessa cosa per il multiplayer, eccetto le considerazioni che faremo più avanti. Però, ci preme andare più in profondità con la cosiddetta 2.0. Oltre ad una veste grafica migliorata, questa versione aggiunge la possibilità di addomesticare creature aliene, mungerle e cavalcarle. Un sistema di cucina ci permetterà di dilettarci “alla Prova del Cuoco”, e il sistema di gestione energetico rende la costruzione delle basi ancor più realistica ed interessante.

OLTRE NO MAN’S SKY BEYOND

Prima di passare alle considerazioni negative, vogliamo anche spendere qualche parola sul supporto. Sicuramente, la produzione di espansioni e contenuti in maniera totalmente gratuita è stata una manovra politica, perché Hello Games ha cercato in tutti i modi di riconquistare la fiducia degli acquirenti. Molti dei giochi usciti, specialmente su console, vedono lo sviluppatore ritirarsi dopo nemmeno un anno dall’uscita, vedi Torment: Tides of Numenera. Questo impegno, pur politicamente furbo, va sottolineato. Paradox, supporta i suoi giochi per molti anni ma quanto costano i suoi dlc?

Per avere Stellaris completo di tutto e in piena forma, ci aggiriamo attorno ai 160 euro. Con Crusader Kings 2, la cifra va quasi a raddoppiare. Questa politica non ha mai soddisfatto e non incontra in alcun modo il favore di chi redige questo speciale, ed è il motivo per cui apprezziamo con grande ardore CD Projekt RED, che rilascia si contenuti a pagamento, ma in giusta proporzione e dal “peso” esorbitante rispetto ad un dlc a 9,99 euro solo con due unità e uno sparuto scenario. Hello Games dal canto suo, si è prodigata per migliorare un prodotto che ha saputo riadattare alle mode e alla massa.

Ma bisogna considerare alcuni fattori che noi riteniamo determinanti per determinare la qualità di un prodotto. No Man’s Sky come dicevamo, era nato come simulatore spaziare prettamente esplorativo, ma ad oggi è un crafting game con meccaniche da base builder e una robusta modalità multiplayer. Chi cercava l’esplorazione, è rimasto fermo ai box. E dopo No Man’s Sky Beyond la situazione non è cambiata troppo sotto questo aspetto.

Perché?

La risposta è semplice, i biomi non sono tanti e si ripetono più o meno in ogni sistema. Durante lo sviluppo degli update, si chiedevano a gran voce giganti gassosi e pianeti con anelli, come anche nebulose e una corposa fase esplorativa a livello spaziale, possibilmente arrivando a guidare in prima persona navi di grossa stazza, le capital.

Anche No Man’s Sky Beyond è comunque al suo inizio e presto potremmo avere ulteriori novità “all’interno del ciclo vitale dell’espansione”.

ALTRI RIMPIANTI

Si sperava in una creazione dei pianeti più realistica, con regioni artiche e una fascia tropicale. O ancora, pianeti dal bioma acido ma con regioni o porzioni del pianeta “normali”. Anche le caverne e gli oceani, per quanto ora vari, sono identici a prescindere dal bioma di appartenenza, e quando diciamo identici non scherziamo.

Lo stesso, vale per gli ambienti sottomarini, pur considerando una varietà più ampia in fatto a piante e creature.

Anche gli animali alieni, dopo un po’ vanno a ripetersi, e il senso di novità si perde dopo una trentina d’ore, e parliamo di un titolo che potrebbe farci superare tranquillamente le 200. Con la 2.0 ora gli npc si muovono a destra e sinistra, peccato che non fanno nulla, davvero niente. Ci facciamo due risate? Parliamo delle stazioni commerciali poste sui pianeti e i nostri npc:

Nel nostro pianeta denominato “Fucsia” decidiamo di scendere su una stazione per commerciare. Il bioma è tra i più ostili che ci sia mai capitato di trovare, con piogge acide e violente tempeste. Scesi sulla stazione, iniziamo a mercanteggiare ma notiamo che i vari npc che approdano dopo di noi se ne stanno tranquilli vicini alle loro navi.
Le stazioni commerciali, per chi non lo sapesse, sono completamente aperte, e se sul pianeta c’è una tempesta, ci basta essere all’interno della stazione per non subire le angherie della natura. Peccato che gli alieni stanno lì a guardare il proprio tablet senza parlare o muoversi nel corso di una violenta tempesta.

Ora, invece far muovere npc senza alcuna reale funzionalità, non avrebbe avuto più senso cambiare in toto le stazioni?

Ogni pianeta ha un ciclo giorno/notte, peccato che i pianeti siano immobili, e non si muovono attorno alla stella sulla quale dovrebbero orbitare.

Lo spazio, è identico indipendentemente dal sistema sui cui rivolgiamo il nostro interesse, a parte qualche schermaglia e alcuni asteroidi che garantiscono un afflusso di risorse differenti. Sono passati tre anni, dall’uscita, ma lo spazio è rimasto inesorabilmente identico, fatta eccezione per qualche miglioria più estetica che funzionale.

I pianeti con anelli sono stati aggiunti con un ulteriore paradosso. Pur affascinanti, non dovrebbero essere così numerosi, eppure ne incontriamo quasi uno a sistema. Basi abbandonate, navi abbandonate esplorabili, asteroidi sui quali atterrare, sono e rimangono una chimera. E per terminare la parte spaziale, passiamo alle navi. Pur con qualche aggiunta a livello grafico, siamo allo stesso livello dei pianeti con mezzi praticamente identici al 2016 (dalla grafica rinnovata, quello sì) e dalla costruzione procedurale quantomeno “singolare”.

Non ci è possibile modificarle, e invece di aggiungere una ventina di modelli, nel corso di tre anni siamo ancorati a quelli basi più un paio di velivoli aggiunti in seguito.

C’è poi il discorso delle risorse, che vale tanto per il crafting quanto per la simulazione. Ad OGNI update, tutto ciò che sapevamo delle risorse è mutato radicalmente, cambiando di volta in volta le carte in tavola. Pensavamo di approvvigionare la nostra nave con uranio o metalli pesanti (che era anche realistico e interessante)? Bene, si è passati al trizio per tutti. Con la versione 2.0 questa politica è stata mantenuta anche se in forma minore, ma dover imparare nuove regole ad ogni update è veramente tedioso.

In ultimo, ci sono i bug. Per carità, è chiaro che con 12gb di patch i problemi siano più che normali, ma arrivare a sentire la propria console decollare (LETTERALMENTE) con tanto di puzza di polvere bruciata, non è proprio il massimo (No Man’s Sky Beyond docet).

FINALE

Insomma, ad Hello Games va dato il merito di aver corretto gli errori. Mossa che ha permesso al team di guadagnandosi nuovamente la fiducia della community. Al tempo stesso, però, ha scontentando senza alcuna remora una parte degli appassionati che, come noi, sono ancora in attesa di quell’avventura prettamente esplorativa che hanno sognato per anni. E No Man’s Sky Beyond non basta ancora anche se è un altro passo per quello che volevamo.

Se invece Minecraft, Subnautica, Astroneer sono tra i vostri giochi preferiti, No Man’s Sky è un titolo da prendere in seria considerazione. Tra i titoli base building ad oggi è uno dei migliori, molto vario e a suo modo profondo.

Il multiplayer è la vostra passione? Siamo sicuri che vi soddisferà, e regalerà risate e ore di esplorazione in compagnia che forse nemmeno Élite: Dangerous potrà farvi provare, più che altro per la natura simulativa e dalla ripida curva d’apprendimento del titolo prodotto da Frontier Developments (la qualità è davvero ottima, sia ben chiaro). Insomma, potreste anche smettere di leggere e correre ad accaparrarvi il titolo, perché al netto degli errori di Hello Games, ad oggi è un prodotto davvero completo a patto che vi piaccia questo tipo di gioco.

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Control, Speciale sui nuovi video per introdurre il gioco

Qualche settimana ci separa dall’uscita di Control, prevista per il 27 agosto per Pc, PS4 ed Xbox One, e nuovi video introducono gli aspetti salienti di questo nuovo titolo. Prima di addentrarci nel cuore di questo videogioco è doveroso e opportuno comprendere a cosa andrete incontro tra poche settimane.

Sviluppato da Remedy Entertainment e pubblicato da 505 Games, questo nuovo titolo si presenta ricco di azione, con un gameplay che alterna momenti ricchi di combattimenti frenetici a situazioni esplorative, con colpi di scena sempre dietro l’angolo.

Gustiamoci il primo dei nuovi video introduttivi di Control.

La trama si svolge all’interno di un edificio chiamato “la Vecchia Casa”, Quartier generale del Dipartimento del Controllo, di cui la nostra protagonista ne è il Direttore. Vestiremo i panni di Jesse Faden (interpretata da Courtney Hope), una ragazza dal temperamento molto forte ma che dentro di sé porta delle cicatrici di un triste e oscuro passato. L’edificio, teatro degli eventi di Control, viene improvvisamente dominato da un’oscura entità chiamato “l’inno, che ha il potere di dominare il corpo e le menti dei malcapitati dipendenti del Quartier generale del Dipartimento del Controllo. Come suggerisce il titolo di questo nuovo videogioco, il nostro obiettivo sarà quello di sconfiggere questo male invisibile e ripristinare il controllo.

La protagonista, Jesse Faden, ritorna in un inedito episodio di questa serie di nuovi video introduttivi al videogioco. Come anticipato prima, la nostra protagonista ricopre l’incarico di Direttore del Quartier generale del Dipartimento del Controllo, ruolo che prima era nelle mani di Zachariah Trench un personaggio angusto e austero che, nonostante defunto, sarà presente sotto varie forme e manifestazioni e osserverà la nostra Jesse Faden. La situazione all’interno della “vecchia casa” è critica con l’edificio e i suoi abitanti, corrotti dal potere malvagio “dell’inno”. Jesse Faden, per porre rimedio a questo delirio, dovrà sfidare le leggi della fisica e ricorrere ai suoi poteri telecinetici, in grado di plasmare e utilizzare gli elementi dell’ambiente e dello scenario di gioco e convertirli in armi perfette.

La nostra Jesse Faden riappare in un altro episodio di questa serie di nuovi video introduttivi al videogioco. In precedenza si è accennato alle capacità soprannaturali della nostra protagonista, in grado di plasmare gli elementi dello scenario e trasformarli in armi. Questa sua abilità innata, oltre a danneggiare i nemici, potrà essere utilizzata anche per scopi difensivi, grazie al muro di macerie che la nostra Jesse Faden potrà ergere davanti a sé. Nella battaglia contro “l’inno” la protagonista di Control potrà anche ricorrere alla sua arma di servizio, un revolver “mutaforma” che, a seconda della modalità o dell’upgrade attivato, amplifica la abilità offensive della giovane Jesse Faden.

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QuakeCon 2019, tutte le novità

Tante le novità in arrivo dal QuakeCon 2019. Bethesda ha presentato tanti giochi come ad esempio la nuova sessione di gioco per la modalità BattleMode di Doom Eternal, svelato nuovi titoli della serie Doom in arrivo su console e dispositivi mobili.

Ma non sono mancate informazioni sul futuro di Rage 2 e festeggiato l’esordio di Wolfenstein: Youngblood e Wolfenstein: Cyberpilot.

Sarà possibile seguire la diretta streaming anche sul canale Youtube di Bethesda.

A seguire, inoltre, i vari dettagli. Buona visione e buona lettura.

DOOM ETERNAL

Nel corso della presentazione QuakeCon: Year of DOOM, il produttore esecutivo Marty Stratton e il direttore creativo Hugo Martin di id Software hanno fornito altre informazioni sulla nuova modalità PvP di Doom Eternal, Battlemode che, ricordiamo, è stata presentata allo scorso E3 2019 di Los Angeles.

Progettata da zero in parallelo con la campagna per giocatore singolo, questa è una nuova modalità multiplayer in cui due demoni controllati da giocatori si avvalgono di abilità e armate demoniache per abbattere l’avversario, ossia un giocatore che impersona un Doom Slayer armato fino ai denti.

Sono stati forniti anche nuovi dettagli sulle arene di Battlemode, sui demoni giocabili e sulle loro abilità speciali. Visitate slayersclub.com per saperne di più e prenotare subito Doom Eternal per ottenere il pacchetto Rip and Tear, che contiene elementi bonus tra cui la skin Doom Revenant da usare nella nuova modalità.

TITOLI DOOM CLASSICI

Bethesda ha grandi cose in serbo per il 25° anniversario di Doom. Annunciati DOOM (1993), DOOM II e DOOM 3 che sono disponibili sulle piattaforme attuali. A partire da oggi, è possibile scaricare i primi due episodi su PlayStation 4, Xbox One, Switch e dispositivi iOS e Android. Doom 3, invece, è disponibile su Switch, Xbox One e PlayStation 4.

Guardiamo il nuovo trailer che omaggia l’arrivo di questi titoli classici sulle attuali piattaforme:

USCITA E TRAILER DI WOLFENSTEIN: YOUNGBLOOD

Le due incredibili figlie di B.J., Jess e Soph, irrompono ufficialmente sulla scena nazista con la pubblicazione odierna di Wolfenstein: Youngblood, disponibile ora su Pc, PlayStation 4, Xbox One e Switch.

TRAILER DI RAGE 2

La follia di Rage 2 è ben rappresentata nell’ultimo trailer qui di seguito che presenta contenuti del recente aggiornamento tra cui Nuova partita+, difficoltà Ultra incubo, pacchetto vocale B.J. Blazkowicz ed altro.

ANNUNCIATA LA DATA DEL QUAKECON 2020

Il publisher ha comunicato i dettagli per il QuakeCon del prossimo anno. Il QuakeCon 2020 si terrà dal 6 al 9 agosto sempre presso il Gaylord Texan Resort and Convention Center di Grapevine, Texas.

TORNEI ESPORT

È possibile seguire la diretta per tutto il weekend con due importanti tornei eSport al QuakeCon:

  • The Elder Scrolls Legends Masters Series – La competizione è iniziata ieri alle 17, ora italiana, e le finali si terranno nella notte di oggi all’1 italiana. Seguite la diretta qui: https://www.twitch.tv/teslegends.
  • Quake Pro League – Le finali si terranno domenica alle 22, ora italiana. Seguite lo streaming su https://www.twitch.tv/quake.

IN CORSO LE OFFERTE DEDICATE AL QUAKECON

Fino al 30 luglio, ci sono sconti fino all’80% su PC e fino al 50% su console per titoli Bethesda selezionati su varie piattaforme e in vari negozi.

Oltre ai giochi completi, sarà possibile risparmiare con gli sconti del QuakeCon anche su The Elder Scrolls: Online con i pacchetti di valuta Crown da utilizzare nel Crown Store di ESO per acquistare una vasta gamma di oggetti estetici, cavalcature, potenziamenti e altro.

Solo rivenditori partecipanti, fino a esaurimento scorte. La durata delle offerte del QuakeCon, i giochi interessati e il valore degli sconti potrebbero subire variazioni.

IMMAGINI

Vi proponiamo le gallerie di immagini diffuse da Bethesda, publisher dei vari giochi, in occasione della QuakeCon 2019. Eccole.

DOOM 1993






DOOM 2…








… DOOM 3









E DOOM ETERNAL










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Speciale 50 anni dallo sbarco sulla Luna

Oggi è un giorno particolare. Il 20 luglio di cinquanta anni fa l’uomo arrivò sulla Luna grazie alla missione Apollo 11 guidata dall’equipaggio formato da Neil Armstrong, Buzz Aldrin e Michael Collins.

“Un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per l’umanità”, o giù di lì, questa frase rimane la pietra miliare che riassume questa impresa cui tutti i media e le arti hanno omaggiato.

Una missione incredibile, al limite della follia per le tecnologie dell’epoca, ma che alla fine fu un passo epocale per l’umanità. Dispiace solo che i soliti complottisti affermino il contrario. Vogliamo solo dire – e chiudiamo qui perché parliamo di videogiochi e non di altro – che neppure i russi, in piena guerra fredda, obiettarono accettando la sconfitta nella famosa corsa allo spazio che sarebbe culminata proprio con lo sbarco dell’uomo sul nostro satellite.

Ma torniamo a noi. Grazie a Dino C – la nostra new entry – vi proponiamo una piccola carrellata di come i videogiochi abbiano la Luna come protagonista. Forse un po’ spostata verso il retrogame ma va bene così.  Ma in questa introduzione vogliamo menzionare qualche gioco in cui la Luna è presente. Il primo che ci viene in mente è senza dubbio una simulazione di Slitherine che si intitola Buzz Aldrin’s Space Program Manager Road To The Moon, simulatore spaziale sviluppato da Polar Motion che riporta i giocatori ai tempi della corsa alla Spazio tra Stati Uniti d’America ed Unione Sovietica che si concluse sostanzialmente a metà degli anni ’70 e che vide come punto più alto, proprio l’approdo dell’uomo sulla Luna.

Davvero interessante ed approfondito che vide anche la consulenza di Buzz Aldrin. Inoltre, la curiosità di vedere come i sovietici si mossero al tempo. Abbiamo anche intervistato Ignacio Liverotti, capo designer del team argentino che ha sviluppato il titolo.

Avete mai pensato di guidare un land rover in un gioco di automobilismo? Beh, Alcune corse speciali in Gran Turismo 6 per PS3 sono presenti nel gioco di Polyphony Digital. Si sperimenta come tanti cavalli con pochissima gravità abbiano seri problemi a prendere velocità e ad essere stabili sul terreno. Piuttosto è più utile sfruttare proprio la gravità.

Altro gioco che ci porta sul nostro satellite ma per giocare a golf è Planet Golf, un titolo uscito nel 2017 per Commodore 64. Si, esatto. Proprio così: per Commodore 64. Si tratta di un piccolo capolavoro firmato da Antonio Savona che permette di cimentarsi in percorsi golfistici nel nostro sistema solare. L’introduzione è un chiarissimo omaggio allo sbarco sulla Luna con Alan Shepard che si dilettò a giocare a golf sul suolo del nostro satellite nella missione Apollo 14 del 1971. Peculiarità del gioco è l’eccezionale fisica presente nel gioco che cambia a seconda delle varie ambientazioni visto che ogni pianeta e satellite ha la sua gravità differente. Più un puzzle game che un gioco sportivo ma di grande impatto per il C64.

E, rimanendo sempre in ambito 8 bit, c’è Apollo 18 del publisher Accolade firmato Artech Digital Productions e programmato, tra gli altri da un americano che si chiama Armstrong, Philip Armstrong per la precisione. Una missione che nella realtà fu tagliata per colpa del budget.

 

 

Non possiamo non citare titoli come Stellaris che ci porta, come suggerisce il titolo, tra le stelle, o anche No Man’s Sky che la Luna non la vedono neppure ma che sicuramente ne ha tratto spunto. Impossibile, inoltre, non menzionare Élite Dangerous. Ma anche Wolfenstein the new Order che oltre a farci sbarcare sulla Luna ci offre combattimenti contro i nazisti che in questa visione del gioco e grazie alla sua ucronia avevano conquistato la Luna (e avevano vinto la II Guerra Mondiale, ndr). Come sempre, William “BJ” Blazkowicz riuscirà a salvare l’umanità. Nel gioco, i tedeschi sbarcarono sul nostro satellite addirittura nel 1951. Per fortuna è solo ucronia.

Ecco, adesso, la carrellata di giochi che parlano della Luna. Buona lettura.

PREY – DLC MOONCRASH

Arkane Studios e Bethesda con questa espansione hanno portato il loro famoso titolo tra le stelle e principalmente nella base lunare Pytheas di proprietà della TranStar, in completo silenzio radio. Il protagonista di questo FPS è un hacker di nome Peter che avrà il compito di ripercorrere parallelamente le vite di 5 personaggi per capire chi o cosa è il responsabile. Il sottosuolo lunare nasconde dei segreti che è meglio non svelare. Qui la nostra recensione.

MASS EFFECT – LUNA MISSION

BioWare e Microsoft Games Studios reinterpretano i viaggi stellari, dove la via lattea è diventata un’autostrada intergalattica per poter accedere a numerosi pianeti e costruire stabile colonie. Il capitano Shepard, protagonista del videogioco, dovrò fare una tappa sulla luna e sconfiggere il traditore VI e sradicare sul nascere ogni suo progetto di conquista del satellite.

MOONBASE ALPHA

Realizzato da Army Game Studio in collaborazione con NASA Learning Technologies in questo simulatore spaziale diventiamo dei veri e propri astronauti e viviamo in prima persona l’esperienza dell’allunaggio. Ambientato nel 2032 il nostro compito è quello di salvare 12 anni di ricerca lunare seriamente danneggiati dall’impatto di un meteorite avvenuto nel polo sud del satellite.

DEAD MOON

Zap e Natsume con il loro titolo ci fanno fare un bel salto nel passato, all’epoca del TurboGrafx 16 (PC Engine), con un classico sparatutto a scorrimento orizzontale. Questa volta la luna è diventata la meta di alieni con mire espansionistiche nei confronti della terra, ma sul loro cammino troveranno un’astronave con raggi laser che sembra fulmini e protetta da scudi termici.

BACK TRACK

Sviluppato e prodotto dal team indie Telegames, questa volta il nostro amato satellite viene invaso dai Domingoaniax, malvagi alieni che hanno messo in atto una massiccia invasione, insediandosi nella parte “ombrosa” della luna. L’agente speciale Jim Trak viene inviato sul suolo lunare per salvare 110 poveri malcapitati rapiti dai cattivi e sconfiggere una volta per tutte il dominio dei Domingoaniax

LUNAR LANDER

Correva (WROOOM) l’anno 1979 e Atari regalò al mondo la sua versione dell’allunaggio. 4830 copie vendute in tutto il mondo per questa primordiale versione dell’allunaggio. Servivano solo una grafica vettoriale e due colori per trasformarci in astronauti con il solo e unico compito di far atterrare il modulo sulla superficie lunare senza intoppi. Manualità e fantasia bastavano in un’epoca in cui le pretese non erano molte e la voglia di esplorare nuove forme di divertimento cominciava a prendere vita.

MOON PATROL

La sua versione originale é stata creata da Irem e Williams Electronics su cartuccia nel 1982. Siamo dei driver lunari in questo sparatutto a scorrimento e il nostro compito è quello di andare avanti evitando buche, rocce, alieni arrabbiati, mine e cannoni. Una luna abbastanza affollata è il teatro di una rivoluzione del mondo dei videogame dove per la prima volta venne introdotto il fenomeno della parallasse, un effetto 3d artificioso fatto da elementi grafici che scorrono a velocita diverse tra loro.

MOON TYCOON

Nel 2001 Anarchy Enterprises e Unique Entertainment decisero che il piano regolatore della Terra era diventato troppo piccolo per cui si prese la decisione di andare sulla luna. In questo simulatore, con meccaniche di gameplay molto simile a quella di SimCity, il nostro compito è quello di edificare una nuova colonia sul suolo lunare, costruendo edifici, modificando il terreno e gestendo eventuali disastri. Secondo Anarchy Enterprises, Moon Tycoon è stato il primo simulatore 3d di sempre.

MOON

Renegade Kid e Mastiff realizzano, in esclusiva per DS, un FPS ambientato tra le stazioni lunari. Nell’anno domini 2058 i lavori e gli esperimenti sono in fermento per via della costruzione di uno spazio porto verso Marte. Il maggiore Kane, protagonista del videogioco, scoprirà un mistero nascosto tra i crateri lunari. Un framerate di 60 frame per secondo e un’alta qualità grafica permisero al videogioco di ricevere un punteggio di 71/100 su Metacritic.

REBEL MOON RISING

Fenris Wolf e GT Interactive creano un FPS con uno scenario politico molto forte che vede le colonie lunari in ribellione contro le Nazioni Unite. Voi sarete dalla parte dei “lunari” e combattere il potere padronale per guadagnare l’indipendenza. Nato come un’espansione di Rebel Moon, Rising, anche se graficamente valido, ebbe la sfortuna di uscire nel periodo in cui Quake dominava la scena degli sparatutto in prima persona.

VIAGGIO AL CENTRO DELLA LUNA

Kheops Studio e The Adventure Company creano il loro personalissimo Broken sword ambientato sulla luna. In questa avventura grafica punta e clicca ispirata ai racconti di Jules Verne e H.G. Wells, vestirete i panni di avventuriero francese in viaggio verso il bianco satellite che, una volta arrivato a destinazione, scoprirà l’esistenza di una antica civiltà.

EARTHLIGHT

Verso la fine degli anni ’80, Nexus e Firebird Software realizzarono, questo sparatutto a scorrimento orizzontale. Il protagonista è un alieno esploratore di nome Slaatn che, durante una delle sue esplorazioni viene attratto da un misterioso campo gravitazionale provenire dal suolo lunare. Pochi e semplici colori e un 3d primordiale reso possibile dal fenomeno del parallasse, fanno di Earthlight un titolo cult della vecchia era del videogame

TINTIN ON THE MOON

Siamo abituati a vedere Tintin ormai dappertutto ma ancora lo spazio mancava. Probe Entertainment e Infogrames portano le avventure di TINTIN sulla luna. Il simpatico ciuffo all’insù creato dal disegnatore belga Hergé, si alternerà in sequenze FPS e shoot’em’up, tra battaglie spaziali e stazioni lunari. Simpatico ma non originale, non ha lasciato un segno nel cuore dei fan del ciuffetto.

MOON RANGER

Odyssey Software e Bunch Games realizzarono uno sparatutto a scorrimento orizzontale, dove il nostro obiettivo è liberare la luna da una minaccia aliena che vuole impossessarsi delle principali risorse del sistema solare. L’obbiettivo finale è quello di creare la bomba gamma, un’arma con una forza distruttiva enorme in grado di spazzare via in colpo solo la minaccia degli invasori.

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Steam, Speciale saldi estivi 2019

Gli utenti Pc guardano con molta curiosità a Steam. La piattaforma Valve è famosa anche per i suoi saldi in questi periodi caratterizzate da giorni di sconti importanti sulla maggior parte dei giochi in catalogo.

Ma al di là dei soliti volti noti che vengono riproposti in queste occasioni, vogliamo scavare più a fondo, e vi presentiamo una carrellata di titoli indie, affiancati da qualche vecchia perla.

Cominciamo la nostra carrellata ricordandovi che i saldi estivi di Steam chiuderanno il 9 luglio. Avete quindi una settimana abbondante per fare le vostre scelte e ricerche sperando di avervi dato un aiuto. Buona lettura… e buoni acquisti.

HO 10 EURO, COSA PRENDO?

È estate, e i vostri soldi li terrete per un buon gelato, una pizza, una bella bevanda fresca da consumarsi con la dolce metà, gli amici, la famiglia. Quindi, proporvi titoli a poco meno del prezzo pieno, sarebbe quantomeno illogico. Pertanto, abbiamo deciso di immaginare due scenari, con due cifre differenti.
Nel primo caso, parliamo di una piccola cifra, sui 10 euro. Inizieremo con il cosiddetto “carrello variabile”, quello a cui siamo più affezionati (perché lo facciamo ad ogni ondata di saldi), ossia l’aggiunta di un certo numero di titoli nel carrello, con successiva rimozione per arrivare alla cifra pattuita. Passeremo poi in rassegna un certo numero di titoli, che indipendentemente dal prezzo, ci teniamo a farvi conoscere. Pronti? Si parte!

SYSTEM SHOCK: ENHANCED EDITION A 2,49 EURO

Uno dei più grandi rpg/fps di fantascienza mai creati, torna in una versione riveduta e corretta, con supporto alle moderne risoluzioni, uso del mouse, texture migliorate, possibilità di scegliere tra interfaccia originale e una nuova versione “minimale”. Insomma, se vi piacciono i giochi di qualità, trame degne di un film e qualità, non rimarrete delusi, a patto di accettare che nonostante sia stato ottimizzato a dovere, a sempre 25 anni sulle spalle.

REACHING FOR PETALS 1,99 A EURO

Un walking simulator dove vivrete una piccola avventura poetica sull’amore, la perdita e l’ambizione. Una bella grafica, ed una discreta colonna sonora, vi terranno compagnia mentre vi perderete in una foresta e altre location, dove all’apice di una montagna, scoprirete la vera natura del vostro misterioso viaggio. Poco più di un caffè, che ne dite?

UNDER LEAVES A 2,49 EURO

Un piccolo gioco indie, dove il vostro compito sarà quello di trovare gli oggetti nascosti in questo mondo popolato da splendidi animali. Illustrazioni ad acquerello interamente disegnati a mano, vi accompagneranno insieme ad una colonna sonora tranquilla ed ispirata. Molto adatto per i bambini, e costa quando un succo di frutta.

TITAN QUEST ANNIVERSARY EDITION A 3,99 EURO

 

Action RPG che non ha molto bisogno di presentazioni. Recentemente è stato arricchito con la terza espansione (Atlantis). Questa edizione include il gioco base e la prima grande espansione, Immortal Throne. Se amate gli hack and slash alla “Diablo” ma ad ambientazione mitologica, non dovreste rifletterci troppo. C’è sempre tempo anche per acquistare le due espansioni successive: Ragnarok ed Atlantis.

SACRED 2 ORO A 3,79 EURO

Il sequel diretto del primo (ed amatissimo) Sacred, hack and slash alla “Diablo”. Forse meno affascinante del prequel ma per gli amanti del genere può essere un buonissimo passatempo. Molto longevo.

HEXOLOGIC A 0,99 EURO

Interessantissimo e colorato puzzle game ispirato al Sudoku. Davvero gradevole da giocare, immediato e con un buon grado di sfida. Nel tempo gli sviluppatori lo hanno anche migliorato aggiungendo ulteriori contenuti e modalità.

SLIPSTREAM A 4,09 EURO

Gioco di corse arcade ispirato ai primi anni ’90, 20 tracciati tutti diversi, multiplayer fino a 4 giocatori, sei modalità di gioco, cinque auto diverse, ed una colonna sonora in pieno arcade con la possibilità di aggiungere le proprie tracce. Via!

NEON DRIVE A 3,99 EURO

Un racing retro-futuristico, dove passeremo di livello evitando gli ostacoli che ci si pareranno davanti. Paesaggi mozzafiato, luci e strade sull’oceano, ci toglieranno il fiato. Otto livelli, tracce audio legate ai singoli tracciati e navi spaziali, che aspettate?

SUPER NIGHT RIDERS A 3,99 EURO

E se invece delle macchine, vi piacessero le moto? In Super Night Riders, interpreterete Alice, una bella bionda e talentuosa motociclista conosciuta con il nickname Red Rider. Come per Neon Drive, non conterà la posizione alla fine della gara, conterà solo riuscire ad arrivare. Due tipi di visuale e 36 livelli fanno di questo piccolo gioco un buon passatempo, impegnativo.

LITTLE MOUSE’S ENCYCLOPEDIA A 3,34 EURO

Una piccola enciclopedia interattiva per bambini e genitori. Guida Piccolo Topo nel suo viaggio per l’esplorazione del mondo della natura. Semplici controlli, uno stile artistico semplice ma ricercato, e 160 specie provenienti da quattro habitat differenti. Non è il solito gioco, ma è la prova che si può imparare anche giocando. Rilasciato il 25 febbraio scorso, è anche completamente in italiano, una rarità per questo tipo di prodotti.

CIVILIZATION III COMPLETE A 1,24 EURO

E dato che parliamo di imparare, quale miglior aiuto alla vostra istruzione se non il terzo capitolo della serie Civilization? Strategia, arguzia, diplomazia, si accompagneranno all’apprendimento della storia e delle civiltà che l’hanno vissuta. Uno dei migliori capitoli della serie, al prezzo di un caffè. E non preoccupatevi se vedete scritto “solo inglese” sulla pagina di steam, è disponibile sia una traduzione, che l’intero manuale in pdf, ovviamente in italiano. (e se non vi bastasse, qui c’è il nostro speciale sull’intera serie!)

SID MEIER’S CIVILIZATION IV COMPLETE EDITION  A 6,24 EURO

Chi vi scrive, lo ritiene ancora oggi insuperato in quanto a qualità e profondità (ma soprattutto, completezza). Civilization IV vi immergerà in un mondo 3d incredibilmente dettagliato, che porterà a un nuovo livello la vostra esperienza di gioco, e con una Civlopedia mai come ora dettagliata e completa. Ore ed ore di divertimento assicurate.

EQUILINOX A 6,37 EURO

Una simulazione di vita nella natura dove il vostro compito, sarà quello di creare e far crescere diversi ecosistemi. Modella il mondo a tuo piacimento, iniziando dalle piante che renderanno la terra più fertile, e qualche animale. Ogni pianta e ogni essere vivente che popolerà il tuo mondo, ha un suo ciclo di vita, necessità e requisiti. Sarà tuo compito soddisfare ogni bisogno dell’ambiente, per mantenere il perfetto equilibrio. Un buon gioco, non facile e piuttosto profondo, con una grafica low poly e animazioni ben fatte.

PEANUT A 1,59 EURO

Rilasciato il 13 maggio, Peanut è una piccola avventura platform 2d. Aiutate il piccolo e coraggioso corgi Peanut a riprendersi Bae, la sua compagna rapita dalla malvagia Veronica Vet. Davvero un bel giochino, ispirato ai classici del genere ma con alcune trovate davvero di stile.

KAO THE KANGAROO: ROUND 2 A 1,99 EURO (NON È IN SCONTO)

Non è in sconto, ma il prezzo è talmente irrisorio che vogliamo comunque proporlo. Prendete il controllo di Kao, il canguro più simpatico che potete trovare su Steam. Un classico platform 3d pieno di sfide, gare e puzzle da risolvere. 25 livelli su 5 mondi diversi vi aspettano.

ANNO 1404 A 2,49 EURO

Molto conosciuto tra gli appassionati di city builder e di strategici, in Anno 1404 il vostro compito sarà quello di creare la vostra nazione. Destreggiandovi tra il bisogno di risorse, la diplomazia, la gestione della vostra città e i combattimenti, esplorerete l’oriente apprendendo nuove tecnologie. Una bella grafica, accompagnata da un’eccellente colonna sonora, vi terranno impegnati per molte ore.

HALF-LIFE: SOURCE A 0,82 EURO

Questo titolo non dovrebbe comparire in questo speciale. Perché? Perché è ovvio che sia già sui vostri Pc, o quantomeno in bella mostra nella vostra collezione di dvd dei bei anni in cui si scartabellava tra le scatole del negozio del centro commerciale del sabato o della domenica. Half Life è Half Life, non ha bisogno né di descrizioni, né di recensioni. In questa versione ottimizzata e rimasterizzata per mezzo dell’engine source, potrete godere di effetti migliorati, simulazione della fisica e altro ancora. Ma tanto non state leggendo perché il titolo lo avete già. E se non lo avete… nel carrello subito!

Nota: tutti i titoli del franchise Half Life sono a sconto a prezzi invitanti, quindi il discorso vale tanto per il primo capitolo, quanto per gli altri.

DEUS EX: GAME OF THE YEAR EDITION A 0,97 EURO

Come per Half Life, il primo Deus EX è una pietra miliare, precursore di titoli e modalità che oggi diamo per scontate. Un ibrido rpg/fps ancora oggi imbattuto, con una storia ben scritta e tante possibilità di scelta. Ancora oggi, chi scrive l’articolo, si rammarica per una scelta fatta nella seconda parte del gioco, che gli precluse alcune scelte che avrebbe invero deciso senza pensarci un secondo. E se non vi bastasse questo, aggiungiamoci anche un’infinita lista di modifiche varie, di cui alcune davvero INCREDIBILI dal punto di vista qualitativo. Anche per Deus Ex, è disponibile una patch di traduzione italiana, che vi permetterà di godere del gioco nella sua interezza.

SOKOBOND A 2,99 EURO

Un piccolo ed elegante puzzle game sulla chimica. Minimalista e con una tranquilla colonna sonora. Con più di 100 livelli, imparare la fisica sarà davvero divertente.

SFD: ROGUE TRPG A 4,61 euro

In SFD, partirete con il vostro party all’avventura nelle profondità del Sigma Finite Dungeon. Riuscirete a sconfiggere il Re dei Lich Raeleo e il falso dio NOG e sopravvivere? Un roguelike impegnativo, con la possibilità di scegliere il permadeath. Grafica isometrica in pixel art interamente prodotta a mano, sette avventurieri con abilità uniche, più di duecento armi e 30 tipi di nemici. Un gioco vecchia scuola, per chi ama la sfida.

METRO: LAST LIGHT REDUX A 4.99 EURO

Secondo titolo della serie basata sui romanzi dello scrittore russo Dmitry Glukhovsky, Metro: Last Light Redux è una versione migliorata del secondo capitolo, sfruttando l’ultima evoluzione del 4A Engine. Con tutti i dlc inclusi, diverse migliorie nel gameplay e modalità di gioco aggiuntive, è la versione definitiva per ogni appassionato di fps post apocalittici.

Nota: in sconto anche Metro:2033 Redux

PAYDAY 2 A 2,49 EURO

Action sparatutto che non ha molto bisogno di ulteriori parole essendo molto famoso.

PARADOX VECTOR A 1,79 EURO

Ispirato alla grafica vettoriale anni ’80, Paradox Vector è un fps con un gameplay basico ma decisamente accattivante. Esplorate scenari incredibili, mentre combattete cyborg inter-dimensionali. Il gioco è in early access ed in continuo sviluppo.

OMEN EXITIO: PLAGUE A 4,79 EURO

Un bel libro game come quelli che compravamo una volta in libreria. Immerso in un mondo in stile horror sulla scia di H.P. Lovecraft, e con una trama e personaggi originali, il destino del nostro eroe sarà unicamente nelle nostre mani. E per la gioia dei non anglofoni, l’intera esperienza è godibile su Steam nella nostra lingua.

EADOR: MASTERS OF THE BROKEN WORLD A 3,79 EURO

Nel 2009, uscì Eador: Genesis. Un bel fantasy strategico sulle orme dei capolavori del genere, complesso e molto profondo. Non vi proponiamo l’acquisto Genesis, perché questo remake ripropone nella sua interezza, l’esperienza in giocatore singolo. Con un’ottima longevità, tante unità e classi, Eador: Masters of the Broken World è un titolo passato piuttosto in sordina, ma che merita più di una riflessione sul suo acquisto. Non spaventatevi per la mole di testo, la versione Steam è interamente localizzata nella nostra lingua.

NEW STAR MANAGER 8,39 EURO

Amatissimo dal nostro direttore, New Star Soccer Manager è un gioco di calcio manageriale dove sarete allenatore e manager della vostra squadra. Semplice ed immediato discretamente profondo e molto giocabile. Per farvi un’idea più precisa, leggetevi la recensione. Potrebbe valerne la pena.

EPISTORY – TYPING CHRONICLES  A 5,99 EURO

In Epistory, interpreterete il ruolo della musa, intenta a vivere in un mondo dove non tutto è ancora stato raccontato. Un bello ed ispirato action/adventure con una bella atmosfera, ed una storia che si sviluppa pian piano, mentre vengono svelati i misteriosi poteri magici delle parole. Su Steam, anche questa storia, è godibile nella sua interezza in italiano.

THE BARDS TALE TRILOGY 8,24 A EURO

La storica serie di crpg torna in pompa magna su Steam con una versione rimasterizzata e adattata agli schermi moderni, ma con lo stesso fascino ed impatto dei tempi andati. Con grafica rinnovata, nuove modalità e tanto spazio all’esplorazione, la trilogia di questa fantastica serie di giochi non può mancare in nessuna collezione di un appassionato di giochi di ruolo.

LEGEND OF GRIMROCK 2 A 8,79 EURO

Altra serie che riprende pari pari i più grandi rpg quali The Bard’s Tale, Wizardry e Might & Magic, Legend of Grimrock è uno dei migliori crpg usciti negli ultimi anni che si ispira chiaramente a Eye of Beholder. Sviluppato da Almost Human Games, migliora e amplifica di molto la portata del primo capitolo della saga. Pronti a scoprire i segreti, i misteri, i tesori e soprattutto i nemici che popolano l’isola? Beh, giusto anche partire dall’inizio: il primo Legend of Grimrock è proposto a 5,99 euro mentre il bundle su Steam è ad 11,19 euro.

LA SERIE DEPONIA

Le avventure punta e clicca Deponia firmate da Daedalic.  Qui la pagina.

FUORI QUOTA

Un paio di esempi di ottimi titoli attorno ai 10 euro in questi saldi estivi di Steam.

ASTROX IMPERIUM A 9,99 EURO

Alziamo l’asticella, e ci avviciniamo ai 10 euro, ma parliamo di un titolo indie davvero interessante. Una space opera rpg dove potremo intraprendere una carriera carriera come pirata, esploratore, commerciante. Vagamente ispirato ad Eve Online, con più di 100 sistemi stellari, una larga varietà di risorse, più di 100 abilità da acquisire, 15 tipi di missione, 18 fazioni, 70 navi e tanto altro, Astrox Imperium vi terrà impegnati per molte ore. E stiamo parlando di un titolo early access in continuo sviluppo, da un team che ascolta (VERAMENTE) la propria community.

STAR TRADERS: FRONTIERS A 10,04 EURO

Un’altra space opera sviluppata con incredibile maestria. Trese Brothers si è distinto tempo fa sui nostri smartphone, proponendo alcuni titoli di qualità talmente alta da non sfigurare persino sui pc. Consci del loro successo, hanno deciso di puntare in alto, portando sui nostri schermi (ora anche su smartphone rigorosamente Android) un rpg a stampo fantascientifico con tantissime navi, missioni, fazioni, e una libertà che ben pochi altri titoli possono proporre.

FUORI QUOTA SNOCCIOLATI IN FRETTA E FURIA

Brevissimo esempio di altri titoli un po’ più “cari” in questa onda di saldi estivi.

Void Destroyer 2 11.99 euro

Two Point Hospital 17.49 euro

Legends of Ellaria 11.89 euro

Arakion: Book One 12,59 euro

ALCUNE COMBO SU STEAM

E adesso? Beh, adesso avrete messo qualcosa nel carrello, o vi starete chiedendo a quanto potrebbe ammontare un determinato numero di acquisti. Anche qui, vi portiamo qualche esempio/suggerimento, sempre rimanendo entro i 10 euro.

Potreste capire già da questi piccoli esempi perché i saldi estivi di Steam siano attesi (ma al tempo stesso temuti) dagli utenti.

Esempio 1

  • System Shock: Enhanced Edition
  • Neon Drive
  • Civilization III Complete
  • Half-Life: Source

Totale 8.54 €

Esempio 2

  • Anno 1404
  • Deus Ex: Game of the Year Edition
  • Metro: Last Light Redux

Totale 8.45 €

Esempio 3

  • Equilinox
  • Kao the Kangaroo: Round 2
  • Half-Life: Source

Totale 9.18 €

Esempio 4

  • SFD: Rogue TRPG
  • Slipstream
  • Deus Ex: Game of the Year Edition

Totale 9,67 €

Questi sono solo alcuni esempi di come potreste formare il carrello su Steam. Al solito, molto dipende dai vostri gusti, e da ciò che vi va in questo momento. È anche importante pensare al comprare un solo titolo ma più costoso, o più titoli dal costo limitato. Dipende anche dal tempo a disposizione, ma considerate sempre che su Steam, gli sconti arrivano diverse volte durante l’anno, quindi quello che deciderete di posporre, potrà essere salvato sulla vostra lista dei desideri, per essere acquistato in seguito.

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Made in Italy, che bel momento

Il Made in Italy dei videogiochi probabilmente non fatturerà (ancora) tantissimo rispetto ad altri settori più “blasonati” o con più storia del nostro Paese. O non sarà ancora al top in Europa dove Regno Unito, Francia, Polonia, Germania ed altri ci superano, ma sta producendo sempre con più frequenza titoli interessanti, anche di buona ed ottima fattura. Non solo buone idee solo abbozzate ma giochi di livello anche internazionale.

Sono lontani, infatti, i tempi in cui Simulmondo, Genias ed Idea Software, rappresentavano tra fine anni Ottanta ed inizio anni Novanta la summa dell’industria del Belpaese. Tre software house che tenevano alta la bandiera.  Negli ultimi anni, infatti, si è assistita ad una crescita degli ambienti dei “developers”. Questo grazie anche a costanti e sempre più importanti eventi che sono anche un momento di confronto e di crescita. Insomma, è un bel momento per gli studi e gli sviluppatori italiani.

I team italiani sono cresciuti di numero: attualmente operano oltre 125 studi di sviluppo che offrono lavoro a più di 1.100 persone. Più dettagli li trovate a questo link. Ma in sostanza si producono giochi sempre più belli e con maggior frequenza.

In questo nostro speciale dedicato al Made in Italy raccogliamo alcuni giochi che sono usciti di recente (anche nel 2018) o che devono essere ancora pubblicati. Tra i primi, il recentissimo Assetto Corsa Competizione è senza dubbio uno dei prodotti di maggior risalto a livello globale. Tra i giochi in arrivo, invece, segnaliamo subito Baldo di Naps Team che in questo periodo ha fatto letteralmente faville sui social e che arriverà su Pc e console in data ancora da stabilire.

Indicheremo i titoli da noi recensiti ed annunciati dalle software house italiane, spesso e volentieri indie sperando di far risaltare l’ingegno e la maestria che stanno cominciando, finalmente, ad ottenere consensi anche fuori dalla Penisola.

Siete pronti per la carrellata sui prodotti Made in Italy? Buona lettura.

I GIOCHI PUBBLICATI IN QUESTO 2019

ASSETTO CORSA COMPETIZIONE (KUNOS SIMULAZIONI)

A lui va la “pole positition”. Non potevamo non aprire con Assetto Corsa Competizione, ultima fatica di Kunos Simulazioni. La software house capitolina ha realizzato sotto il marchio 505 Games quello che è l’evoluzione di Assetto Corsa. Si tratta anche del videogioco che ha la licenza del prestigioso Blancpain GT Series. Meteo dinamico (con enormi conseguenze sul gameplay “in corsa”), livello simulativo che ridefinisce lo standard e tanta passione caratterizzano questo titolo. Ma oltre alla semplice e smisurata passione c’è senza dubbio molto talento disciplinato dalla dedizione.

Lo abbiamo premiato con un 9,5 ma se ci fossero state più vetture ed una carriera non slegata al marchio Blancpain GT Series e più simile a Gran Turismo, avremmo probabilmente dato il primo dieci e lode della nostra storia quasi decennale. Il gioco è come sempre in evoluzione ma il mix tra tecnica, realismo e beltà tecnica è impressionante e può solo migliorare. Uno di quei titoli Made in Italy che il mondo ci invidia.

SUPER CANE MAGIC ZERO (STUDIO EVIL & SIO)

Dopo alcuni anni di attesa, Super Cane Magic Zero ha fatto il suo esordio qualche settimana fa in versione “definitiva”. Caratterizzato dall’aspetto grafico realizzato dal fumettista e youtuber Simone Albrigi in arte SIO e da un ottimo lavoro da parte di Studio Evil, questo action RPG è insospettabilmente profondo. Scanzonato e ricco di nonsense, Super Cane Magic Zero si lascia giocare con spensieratezza ed è in grado di offrire ore ed ore di divertimento. Parecchie ore.

La storia è ricchissima, il gioco offre tanta varietà ed oggettivamente fa bene moltissime cose. Inoltre la modalità PvP ne aumenta la longevità. E siamo sicuri che le novità non sono ancora finite.

MOTOGP 19 (MILESTONE)

Milestone punta forte, ovviamente, sulla serie MotoGp, fiore all’occhiello della software house milanese. MotoGp 19, il nuovo capitolo della serie dedicata al tanto amato motomondiale, non fa grossissimi passi in avanti ma riesce comunque ad offrire delle novità interessanti. Una di queste è la nuova intelligenza artificiale A.N.N.A., basata su reti neurali, realizzata da Orobix. A.N.N.A., fa in modo che i piloti gestiti dalla CPU non siano regolamentati da una serie di parametri predefiniti. Gli altri centauri sviluppano le loro abilità gara dopo gara imparando anche ad agire più rapidamente e più efficacemente.

Per il resto, i tanti contenuti ed il buon aspetto fanno il resto.

BLACK PARADOX (FANTASTICO STUDIO)

Gli shoot’em up sono tra i generi che hanno fatto la storia dei videogiochi. Fantastico Studio ha ripreso questo filone per offrirci Black Paradox, uno sparatutto a scorrimento orizzontale dove lo stile grafico e le tante citazioni la fanno da padrona. Una navetta che sembra la DeLorean de Ritorno al Futuro, una veste grafica al neon ed in pixel art, armi futuristiche ed aggiornabili, nemici vari e sempre tosti fanno di questo titolo un bel tuffo nel passato con mezzi moderni.

Fantastico Studio ha fatto un piccolo capolavoro dando il pizzico di roguelike a questo shoot’em up. Il team è stato in grado anche di unire grandi doti artistiche a contenuti adeguati e congrui. Insomma, un bel lavoro concreto che sarà apprezzato da chi ama il genere.

ACTIVE SOCCER 2019 (THE FOX SOFTWARE, GIANLUCA TROIANO)

Il calcio moderno nei videogiochi è da tempo un affare a due tra i canadesi di EA Sports con Fifa ed i giapponesi di Konami con PES… e gli italiani? Cosa fanno gli italiani che notoriamente sono un popolo di Santi, Poeti, Navigatori e Commissari Tecnici della Nazionale? A rispondere a questa domanda ci pensa Active Soccer 2019 uscito a fine aprile su Switch griffato The Fox Software.

Si tratta di una versione migliorata di Active Soccer 2DX uscito qualche anno prima. Un gioco di calcio indie, che rievoca abbondantemente ed anche in ottimo stile due classici dell’epopea 16 bit quali Kick Off 2 e Sensible World of Soccer. Il titolo firmato da Gianluca Troiano prende, infatti, il meglio da questi capisaldi del passato e li mixa sapientemente mettendoci anche del proprio. Il gameplay è veloce, frenetico, divertente, dai toni arcade ma non per questo meno profondo di quello che ci si possa aspettare. Le parole d’ordine sono tre: ritmo, ritmo, ritmo.
Inoltre, le diverse modalità tra cui la carriera che è identica ma più ampia di quella di Sensible World of Soccer è il fiore all’occhiello.
Graficamente carino e con opzioni più approfondite rispetto alla versione precedente. Chiaramente non stiamo parlando del nuovo Fifa o del nuovo PES, ma se volete un gioco vecchio stile molto interessante, divertente e longevo, allora Active Soccer è da avere anche perché su Switch non ci sono tantissimi titoli calcistici al momento.

KATANA SOUL (SEEP PRODUCTION)

Come detto ad inizio di questo speciale, gli studi indie sono la locomotiva del movimento dei developer italiani. Seep Production è un micro-studio formato principalmente dai fratelli Sergio ed Enrico Giansoldati. Una delle loro ultime fatiche è Katana Soul un omaggio agli action platform degli anni ’80 che spopolavano sul Commodore 64.

Il titolo è piccolo in termini di estensione del mondo di gioco ma davvero tosto, difficile e probante. Se le prime fasi possono essere quasi accomodanti, Katana Soul mette a dura prova l’abilità degli appassionati. Il tutto è accompagnato da uno stile grafico che ricostruisce perfettamente le tipiche produzioni per C64 dell’epoca. Stesso dicasi per il comparto sonoro. Una bella ricostruzione. Una lettera d’amore ai bei tempi che furono.

XENON RACER (3D CLOUDS)

I racing games sono un genere sempre più diffuso anche dalle software house italiane. Xenon Racer di 3D Clouds conferma questa vocazione nonché le attitudini della software house che in precedenza aveva sfornato l’allegro e coloratissimo All-Star Fruit Race incentrato sui  kart.

Questa volta andiamo nel futuro prossimo, nel 2031 assisteremo a gare con monoposto a levitazione magnetica ma nel frattempo c’è un periodo di transizione dove una sorta di Formula E estremizzata catalizza l’attenzione del pubblico.

Il gioco ci offre la possibilità di guidare bolidi ad oltre 400 km orari in diversi circuiti sparsi per il mondo. Ne nasce un gameplay gradevole, divertente (non perfetto), fatto di derapate e duelli all’ultimo sangue con altri piloti in una modalità carriera lunga ed estenuante. Ci sono sempre veicoli e gare da sbloccare sempre più difficili. Ottima colonna sonora e buonissima grafica. Forse non troppo varia ma ben fatta.

THE BALLAD SINGER (CURTEL GAMES)

Lo abbiamo descritto come un imponente libro game fantasy di grande pregio. The Ballad Singer, titolo uscito a febbraio a firma di Curtel Games è senza dubbio questo.

I numeri, inoltre, sono imponenti: 40 finali, oltre 400.000 parole di testo, centinaia di snodi narrativi e molto altro. Il gioco, inoltre, propone un buon doppiaggio ed un lato artistico veramente di prim’ordine. Certo, manca l’azione, manca forse il vero e proprio grado di sfida ma chi ama leggere e riflettere per trovare scelte e decisioni adeguate, può non curarsi di queste caratteristiche mancanti.

La vera sfida in The Ballad Singer è non farsi rapire dalle pagine fantasy di questo enorme racconto.

TITOLI MENO RECENTI

Ma questo trend positivo esiste già da tempo. Lo scorso anno abbiamo avuto alcuni titoli da menzionare. Impossibile non ricordare l’eccellente Ride 3 che ricordiamo sia per un buonissimo impatto grafico, ma anche per la grande giocabilità e varietà di piste, moto, nonché ricambi estetici e non solo per personalizzare al massimo la propria moto dei sogni. Il tutto suggellato da una modalità carriera veramente ispirata. Uno dei migliori giochi italiani dello scorso anno capaci anche di esportare più che degnamente il Made in Italy all’estero.

Ma ecco un’altra rapida carrellata.

GHOSTLY MATTER (SMALL BROS, IVAN PORRINI)

Small Bros, un micro-team composto da Ivan Porrini, ha sfornato nell’estate scorsa l’ottimo Ghostly Matter, un metroidvania in pixel art basato sulle cupe atmosfere dei fantasmi, zombie ed altre creature mostruose e spettrali.

A volte sembra di rievocare Ghostbusters. Il titolo propone un gameplay di livello con una sfida impegnativa e piuttosto profondo se si considera la natura indie e rievocazione retro di Ghostly Matter. La produzione oltre ad una longevità e grado di sfida non male, pone sul piatto un aspetto grafico vintage ben fatto e non privo di effetti interessanti e di brani in chiptune niente male.

GROOD (CLAUDIO CATALANO)

Prendete Unity, datelo ad un appassionato di shoot’em up classici ed aspettate. Il risultato potrebbe essere Grood, titolo firmato da Claudio Catalano che da qualche tempo è su Steam. Uno sparatutto a scorrimento orizzontale all’antica ma visto in chiave moderna grazie ad una veste grafica splendida e ad effetti particellari di livello compresi giorno-notte, luci ed ombre.

La grafica low poly è intrigante mentre il sonoro è adeguato. C’è ovviamente un grado di sfida non indifferente visto che si tratta di un gioco arduo.

MILANIOR (ITALO GAMES)

I film poliziotteschi degli anni ’70 che vedevano Milano enorme palcoscenico del crimine organizzato sono diventate pellicole di culto. Uno dei vanti del Made in Italy. Amatissimi per dinamiche, trama, inseguimenti, scene epiche in grado di rappresentare luoghi del capoluogo meneghino come miti e consacrarli al grande pubblico.

Così come alcune vetture storiche ed anche armi. Detto questo, Milanoir, primo titolo di Italo Games è un action game sparatutto in pixel art piuttosto riuscito, ben confezionato ed interessante. Difficoltà a parte e sistema di combattimento un po’ così anche col joypad, il titolo ha il grandissimo pregio di ricostruire scene ed azione tipiche e decisamente paragonabili ai film d’azione come Milano Calibro 9 o Milano trema: la polizia vuole giustizia. E ci fermiamo qui perché la lista è più lunga.

DETECTIVE GALLO (FOOTPRINTS GAMES)

Le avventure punta e clicca sono un campo abbastanza apprezzato nel panorama videoludico. Gli italiani non mancano di farsi notare. Lo scorso anno, ma anche più di recente con l’arrivo su console, Detective Gallo si è fatto apprezzare.

L’avventura firmata da Footprints Games dei fratelli Francesco e Maurizio De Angelis ci porta in un giallo-noir molto disneyano made in Italy. A tratti, infatti, sembra di essere a Paperopoli con un protagonista dalle mille regole, dalla forte fibra morale ma ogni tanto un po’ impacciato. Della trama non parliamo, c’è la recensione per questo, ma qui vogliamo ricordare anche il buon doppiaggio dei personaggi principali ed alcune trovate divertenti oltre ad un design ispirato, rotondo e bello da vedere.

GEKIDO KINTARO’S REVENGE (NAPS TEAM)

Un remake fatto col cuore e dopo tantissimi anni. Gekido Kintaro’s Revenge è uno degli ultimi titoli pubblicati da Naps Team, software house indie messinese che ha in Domenico Barba e Fabio Capone i suoi due unici componenti. Dopo il buon Iron Wings è arrivato il remake del picchiaduro a scorrimento (beat’em up per intenderci) uscito 16 anni prima su GameBoy Advance. Il risultato è un porting quasi “fatto a mano” col codice riscritto qualche modalità aggiuntiva per aumentare la longevità ed una splendida pixel art. Una lettera d’amore per un gioco che è tornato a farsi apprezzare su Switch, PS4, Xbox One e Pc.

SLAPS AND BEANS (TRINITY TEAM)

Bud Spencer e Terence Hill insieme in un videogioco che ripercorre la loro cinematografia attraverso diversi stage misti tra beat’em up, racing, intermezzi che rievocano le scene più iconiche. Basterebbe solo questo per esaltarsi. Slaps and Beans, conosciuto ad inizio sviluppo come Schiaffi e Fagioli (del resto il titolo finale del gioco è la traduzione in inglese), per farci esaltare. Trinity Team ha realizzato grazie ad una campagna Kickstarter riuscita questo titolo arrivato ad aprile dello scorso anno su Pc e successivamente su console.

Pixel art di grande impatto e musiche originali (molte degli Oliver Onions) a far da sfondo all’azione. Cosa chiedere di più quando si carica il gioco ed oltre al menu iniziale si può ascoltare la colonna sonora di Bulldozer? Un sogno per molti bambini degli anni ’80 che sono cresciuti coccolati da questi film e da queste canzoni… made in Italy (anche gli Oliver Onions, per chi non lo sapesse, sono italiani).

NANTUCKET (PICARESQUE STUDIO)

C’è una sorta di poesia quando i videogiochi abbracciano i grandi classici della letteratura. Immaginate un’atmosfera costantemente cupa, marinaresca dove il pericolo è dietro l’angolo e dove la navigazione ha le sue difficoltà oggettive. Unitela ai racconti di Moby Dick e miscelate il tutto in un gameplay strategico-gestionale vecchio stile e dannatamente profondo.
Nantucket, che noi abbiamo eletto miglior gioco italiano dello scorso anno, è un’avventura marinaresca con i fiocchi contornata da un lato artistico sapientemente realizzato da Picaresque Studio. Una piccola gemma che offre una grande sfida e tanti scorci narrativi accompagnati da un bel lato artistico e da un commento sonoro “piratesco” d’eccezione. A tratti ci è sembrato di rigiocare a Sid Meier’s Pirates!, uno dei classici di ogni tempo. Complimento migliore non potevamo fare a questo talentuoso team indie. Un affresco made in Italy fatto di pixel, sfida, narrativa ed atmosfera.

ALTRI TITOLI DA MENZIONARE

Giusto quanto meno menzionare alcuni altri giochi. Tra questi Remothered: Tormented Fathers un action adventure firmato dai siciliani di Stormind Games. Il titolo a base horror ha recentemente vinto il titolo di miglior gioco italiano agli Italian Video Game Awards dello scorso aprile.

I GIOCHI MADE IN ITALY DEL FUTURO, C’E’ LA BALDO MANIA

Ma il futuro del Made in Italy si presenta altrettanto roseo. A guidare la ciurma dei giochi più attesi ci pensa Baldo. Naps Team ha pubblicato un mesetto fa il primo video con gameplay ed ha fatto il boom di visualizzazioni. Il progetto del team siciliano è stato adocchiato nientepopodimeno che da Studio Ghibli mentre valanghe di visualizzazioni sono state raggiunte in breve tempo sui canali YouTube di IGN, Microsoft, Sony e Nintendo.

Baldo è ancora un gioco piuttosto misterioso ma il suo stile che rievoca e rende omaggio alle produzioni dei maestri d’animazione giapponese (proprio Studio Ghibli, ndr) lo sta facendo apprezzare il tutto il mondo. Va da sé che questo action adventure sia uno dei giochi italiani più attesi non solo nel nostro stivale ma anche in tutto il resto del mondo.

In questo 2019 dovrebbe arrivare anche Pride Run, un gioco che vuole sensibilizzare il mondo sull’esistenza ed i diritti della comunità LGBTQ. Le parate del Gay Pride ma non solo. E’ produzione indie di IV Productions e Steam Factory.

Ivan Porrini, autore di Ghostly Matter, ha annunciato a fine anno The White Horse. Sarà un platform con combattimenti all’arma bianca non lineari, la possibilità di scelta del personaggio senza inflessioni RPG. Ma si sa ancora pochino.

OutOftheBit ha presentato all’EGX 19 di Londra Super Arcade Race. Secondo i piani degli autori dovrebbe arrivare entro fine anno su Pc, Mac, console e dispositivi mobile. La versione finale dovrebbe proporre 100 vetture, oltre 60 livelli con ambientazioni che riportano agli anni ’90 e disegnate a mano.

Lo stesso team sta lavorando – anche se il progetto è al momento messo in ghiaccio – Super Arcade Football. Il titolo calcistico stava venendo su bene ma gli autori hanno dato una frenata allo sviluppo per rivedere il progetto e le dinamiche. Fino ad ora abbiamo visto un gran potenziale ma gli sviluppatori vogliono avere le idee chiare e probabilmente tornare alla strada originale abbandonando il 3d.

Non possiamo non dedicare un po’ di spazio a PsychoDev che sta realizzando Chronicle of Innsmouth: Mountains of Madness. Con una grafica più definita, un lato artistico più marcato e l’atmosfera che rievoca i classici in pixel art delle avventure grafiche punta e clicca, il nuovo capitolo della serie ad ambientazione lovecraftiana è in lavorazione.

Abbiamo provato le breve, ma intensa, demo.  E promette molto bene. Giusto, inoltre, ricordare come il titolo, sequel del buon Chronicle of Innsmouth, sia stato protagonista di una fruttuosa campagna Kickstarter che ha permesso agli autori di raccogliere oltre 11.000 euro.

Tra i titoli indie particolari segnaliamo anche Nauticrawl. Gioco (qui la nostra anteprima) firmato da Andrea Interguglielmi che ci porta nelle profondità marine all’interno di uno scafandro. Atmosfera cupa, claustrofobica accentuata dal fatto che non vederemo il paesaggio sottomarino che ci circonda ma dovremo capire come far funzionare questo apparecchio per risalire in superficie ed uscire dal pericolo.

Ultimo ma non ultimo, Alaloth, RPG firmato da Gamera Interactive, guidata da Alberto Belli. Si caratterizza per le sue atmosfere fantasy e per la collaborazione con uno dei maestri dei giochi di ruolo, Chris Avellone.

Alaloth – Champions of The Four Kingdoms, questo il titolo completo del gioco, includerà quattro razze giocabili (Umani, Elfi, Nani ed Orchi), una visuale isometrica con azione istantanea e combattimenti profondi, multiplayer locale e cooperativo fino a quattro giocatori, oltre 40 tra casati e clan con cui lottare e dalle quali trarre spunti per il proprio background. Ed altro.

Insomma, c’è da essere contenti per quanto uscito e fiduciosi per il futuro. La schiera di team indie si infoltisce sempre più. Il Made in Italy può sicuramente continuare a dire la sua e le premesse per ulteriori soddisfazioni grazie a più decisi passi in avanti ci sono tutte.

L’articolo Made in Italy, che bel momento proviene da IlVideogioco.com.

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Speciale Civilization

Ah, quant’è bello tornare giovani e parlare dei fantastici primi anni ’90. Spesso si ricorda con passione il decennio degli anni ’80, ma anche nel periodo successivo al 1989, il mondo videoludico ha conosciuto una evoluzione.

E questo vale sia fronte console (Super Nintendo, ma da noi anche il Megadrive, uscito 2 anni prima in Giappone) che fronte Pc. Proprio in quei anni, due giovani che oggi non conosce nessuno, tali John Romero e John Carmack, idearono e svilupparono Hovertank 3d, il primo embrione che portò a Wolfstein 3d, Doom, e ai giochi che conosciamo oggi. All’epoca il Pc puntava tutto sullo sviluppo tecnologico, e i videogiochi non riuscivano quasi a stargli dietro.

Le console invece, puntavano più sull’intrattenimento generale, sulla massa. In realtà, questo accade anche oggi, tra streaming, cloud, digitale, c’è chi punta alla massa e chi alla “nicchia”. Citando Il Gattopardo, tutto cambia perché nulla cambi. Fermandoci qui, in questo periodo colorato, con schermi belli pesanti, case tower da 20 kg, e 16 mb di memoria ram, e guardiamo il panorama. Abbiamo uno scopo e un obbiettivo molto preciso per essere qui, infondo è l’argomento di questo speciale. DannyDSC,  al quale abbiamo appioppa… affidato la stesura di questo speciale (non definitivo, ma quasi) ci accompagnerà in un viaggio alla scoperta di una delle serie più affascinanti, longeve e profonde dell’intera industria videoludica.
Tra scontri, cambi di tecnologie, esercizi mentali, documentazioni e ritrovamenti archeologici andremo alla scoperta del padre di tutti i 4X… Civilization. Franchise che ha scritto, letteralmente, la storia non solo di un genere e probabilmente uno di quei pochi titoli che mette d’accordo (quasi) tutti. Anche chi non è avvezzo ai videogiochi.

Proprio così: Civilization riesce a prendersi rispetto.  Inoltre, è uno di quei titoli che fa dire a noi giocatori la classica frase “Un altro turno e smetto“…  diventato in tempi recenti un hashtag molto famoso: “OneMoreTurn”

Uno di quei tormentoni buoni.

SCELTE

Un momento… il termine 4X da dove deriva? Beh, il termine fu coniato da Alan Emrich in un articolo riferito a Master of Orion nel 1993: eXplore, eXpand, eXploit, eXterminate (“esplora, espandi, sfrutta, stermina”). Questo era il “motto” delle quattro X che Emrich durante quell’articolo usò in forma estesa “XXXX” (una sorta di parodia a scimmiottare il genere pornografico). Tale designazione venne poi modificata in quello che oggi noi conosciamo, come il genere dei 4X. Ma Civilization, uscito nel 1991, era ed è il precursore, il primo di questo genere.
Il nostro viaggio, parte dalle pendici del primo Civilization, passando per il delta dei capitoli successivi, con qualche digressione  finali tra le valli di alcuni (non tutti) spin-off. Rilassatevi, e godetevi il viaggio insieme a noi, si comincia…

TUTTO INIZIA DA UN’IDEA

Sidney K. Meier, noto a tutti Sid Meier, è nato a Sarnia, in Canada.  Quest’uomo (adesso 55enne) fondò nel 1982 uno dei tanti famosi studi di cui oggi si sente la mancanza, Micropose, Questa software house sfornò una tale quantità di titoli ad alto livello qualitativo da rimanere allibiti. La mitica serie Grand Prix, Pirates, la serie Falcon, i Master of Orion, X-COM, e ne stiamo citando solo alcuni. Nel 1986, la software house iniziò ad usare il nome ed il viso del proprio fondatore per i propri giochi in sviluppo.

Da qui, Sid Meier’s Pirates, Sid Meier’s Railroad Tycoon, ad esempio. La strategia fu vincente, perché visto il successo e la qualità dei prodotti, il nome Sid Meier era garanzia di qualità, profondità, attenzione ai dettagli. Nel 1990, Sid Meier e Bruce Shelley, game designer in Micropose, avevano finito di sviluppare Railroad Tycoon, e si stavano guardando in giro alla ricerca di qualche idea per un nuovo progetto.

Cercavano qualcosa che gli permettesse di esplorare ed espandere alcune idee che avevano in testa, meccaniche che volevano provare. A Meier piaceva molto il sistema esplorativo che aveva provato con Empire, wargame a turni datato 1977.
In questo gioco, il giocatore non poteva vedere l’intero mondo di gioco, ma era “bloccato” dalla cosiddetta “fog of war”, in voga ancora oggi. Man mano che il suo impero si espandeva, i territori lontani diventavano man mano visibili, e per l’epoca era davvero entusiasmante. Così, i due autori, iniziarono a lavorare da soli sul prototipo di quello che sarebbe diventato uno dei più grandi successi della storia, Civilization.

IL PRIMO CIVILIZATION

 

Scopo del gioco in Civilization, come in tutti i 4X, è quello di scegliere una civiltà, e portarla alla vittoria su quelle rivali. Nel primo capitolo della serie, è possibile scegliere una tra 14 civilità, che andrà gestita nella sua interezza. Quale che sia la civiltà da noi selezionata, il nostro alter ego prenderà le redini sotto una figura storica che va a contraddistinguerla. Forme di governo, costruzione di nuovi insediamenti, edifici, guerre, relazioni diplomatiche. Già nel primo capitolo di questa serie, c’era tutto quello che serviva per un buon strategico.

Il gioco iniziava nell’era del bronzo 4000 a.C , e poteva finire nel 2100, al lancio della nostra astronave piena di coloni verso Alpha Centauri (qualcuno ha detto Sid Meier’s Alpha Centauri? Si, proprio lui). Durante i turni, è possibile edificare nuove strutture, realizzare nuovi insediamenti, intraprendere guerre contro i nemici dopo aver addestrato unità militare, ed esserci difesi anche dai Barbari.
Questi ultimi non hanno una fazione, ma possono diventare parecchio fastidiosi anche se la loro evoluzione si fermerà all’era della polvere da sparo.

Nel 1991, anno dell’uscita del gioco, Computer Gaming World lo nominò come “Il nuovo Olimpionico del genere god games” (perché god game e non 4X? Se avete letto sopra, vi ricorderete che il termine verrà coniato solo qualche anno dopo, nel 1993). Il magazine Dragon, che lo recensì nel 1992, gli assegnò 5 stelle su 5. Il bello di questo gioco, quello che piaceva, non era solo l’alto contenuto strategico, ma il fatto che fosse “riconoscibile”, e si riferisse a fatti e persone di cui l’utente era già a conoscenza. L’inizio della storia insomma, e che storia…

Ah, giusto anche ricordare come questo capitolo d’esordio uscì anche per Amiga, Atari ST ed alcune console tra cui PlayStation, Super NES, Sega Saturn.

CIVILIZATION 2, L’EVOLUZIONE DELLA SPECIE

 

Per attendere il nuovo capitolo della serie, gli appassionati dovettero attendere ben 5 lunghi anni. Ma nel 1996, la loro fiducia e la loro pazienza fu premiata. La classica visuale dall’alto salutò per mai più tornare, facendo spazio alla ben più moderna e accattivante, isometrica (tanto cara agli appassionati di rpg. Le notti insonni di Baldur’s Gate…ne riparleremo in seguito). Merito anche di hardware sicuramente più performanti che permettevano questa visuale.

I fiumi ora non occupavano più l’intera casella, ma si armonizzavano con la topografia della mappa, andando ad influire sui bonus/malus relativi alla produzione di cibo e al movimento delle unità. Anche l’AI subì un profondo rinnovamento, eliminando molti degli eventi random, a favore di comportamenti più realistici e requisiti per la produzione delle risorse e delle unità uguali a quelle del giocatore.


Furono introdotti anche nuovi concetti, come la potenza di fuoco e i punti vita. Nei primi cinque mesi dall’uscita, il gioco rimase nella top 5 dei titoli più venduti, uscendo dalla top 10 dopo ben 8 mesi. Next Generation, magazine videoludico dell’epoca lo definì “uno dei giochi più ben bilanciati mai reliazzati”.

Non solo, dopo l’uscita vennero sviluppate ben 2 espansioni: Conflict in Civilization, che aggiungeva ben 20 nuovi scenari, 12 dei quali creati appositamente dal team di sviluppo. Seguì Civ II: Fantastic Worlds (Micropose non potè usare il termine completo “Civilization” per via di alcune dispute legali proprio con il creatore della serie, che nel frattempo aveva lasciato la compagnia per fondare Firaxis Game) che aggiungeva nuovi scenari particolari, tra cui la colonizzazione di Marte, e alcune mappe d’ispirazione tipicamente fantasy. Il team di sviluppo aveva attino a piene mani anche da altre produzioni Micropose quali X-COM, Master of Orion e Master of Magic, e l’espansione portava in dote anche un nuovo editor per la creazione di mappe personalizzate.

 

Nei soli Stati Uniti, ha venduto quasi 500.000 unità, con un incasso che superò i 20 milioni di dollari, e questo limitandoci all’anno d’uscita, il 1996. Insomma, come nel primo capitolo, anche Civilization 2 fu un vero successo di vendite, critica e pubblico.

INTERMEZZO

Andremo ad esplorare quello che possiamo considerare il Rinascimento di questa serie. Il terzo ed il quarto capitolo hanno rappresentato non solo i punti più alti a livello qualitativo, ma anche un grosso sforzo nel design e verso l’innovazione, senza dimenticare i fan hardcore e quindi perdere in profondità, cosa che spesso accade quando si cerca di abbracciare un pubblico più ampio. Dopo il successo del secondo capitolo, lo sviluppo del terzo era pressoché scontato, ma anche in questo caso, i nostri accaniti fan, dovettero aspettare qualche tempo.

Grazie ad Infogrames, che nel 2001 acquistò Hasbro Interactive (che a sua volta aveva precedentemente acquisito Micropose), i diritti sul marchio tornavano nelle mani dei suoi creatori, che nel mentre, erano a lavoro proprio sul seguito. Una curiosità di questa serie è che ad ogni capitolo, il capo designer è sempre diverso. Tutto iniziò come una semplice coincidenza, per divenire una consuetudine. Nel 2001, Meier voleva che Brian Reynolds, prendesse le redini per il terzo capitolo, ma nel frattempo lui uscì da Firaxis per fondare Big Huge Games. Questo portò Jeff Briggs ad assumerne il ruolo.

CIVILIZATION AL CUBO

 

Con il terzo capitolo, uno dei primi aspetti che il team di sviluppo voleva includere, erano elementi non legati alle tipiche basi dei 4X. Questo portò all’introduzione delle culture, rendendo l’espansione dei propri confini una funzione relativa ad esperienze culturali condivise. Le civiltà passano dalle 21 del capitolo precedente alle 16 disponibili nella versione base. Un numero sì inferiore, ma che consentì al team di sviluppo di caratterizzarle meglio.

Oltre ad una veste grafica rinnovata e più moderna, sempre in isometrica e con quadratini a distinguere le varie caselle, il terzo capitolo portò anche ulteriori innovazioni.

Le risorse potevano ora essere commerciate tra le compagini presenti in gioco, era possibile creare unità speciali, meraviglie superiori e minori che garantivano determinati bonus, e la possibilità di vincere con la diplomazia. Oltre a tutto questo, venne inclusa la possibilità di creare una vera e propria rete di commercio. Insomma, davvero molta carne al fuoco.


Anche il movimento delle stesse unità subì una modifica, andando di fatto ad annullare il concetto di zona di controllo, visto che le unità potevano muoversi anche a fianco di quelle nemiche senza che si dovesse per forza iniziare il combattimento. Tecnicamente, il titolo era davvero ben fatto. Animazioni, interfaccia di gioco, si armonizzavano con il gameplay in maniera superba. Anche in questo caso, fu un successo di pubblico e critica, e il titolo vinse diversi “Game of the Year”. Computer Gaming World’s nel 2001 lo nominò miglior strategico dell’anno.

It’s important to ask

 

Civlopedia. Questo nome, se non siete fan di Civilization, potreste averlo sentito comunque. È talmente famoso e immenso che ad oggi, sono davvero pochi i titoli ad averne imitato la struttura e la complessità. Di cosa si tratta? In pratica, è l’enciclopedia di tutti gli elementi di Civlization. Culture, popolazioni, tecnologie, scoperte, luoghi, colture, elementi topografici, unità, mestieri, e altro ancora.

Ci vorrebbe un libro per parlarne in maniera dettagliata, anzi una vera e propria enciclopedia, perché è di questo che si tratta. Ad oggi siamo tutti abituati a cercare qualcosa su Wikipedia appena abbiamo un dubbio. Ma se torniamo indietro di qualche anno (beh, forse più di qualche anno), non era così semplice reperire informazioni sulla lavorazione del ferro mentre si giocava a Civilization II.

Ma il team di sviluppo, era stato davvero geniale e aveva introdotto tutti gli elementi di cui un giocatore poteva aver bisogno, a portata di click. E ancora oggi, è utilizzatissima e sempre più dettagliata. L’aspetto che forse può apparire meno utile, è a livello didattico. Molti ragazzi giovani non hanno voglia d’informarsi o di perdersi in un libro (ed è un gran peccato che questa moda ad oggi sia in ascesa, ma forse il cloud gaming risolverà tutto, vero? Si, è sarcasmo) ma giocando a Civilization, è possibile apprendere un’infarinatura sull’agricoltura, ad esempio. Non ci credete?

L’agricoltura consiste nella produzione di piante, soprattutto per ricavarne cibo, ma anche vestiti, riparo, medicine, diletto e altri usi ancora. È probabile che sia stata sviluppata in modo indipendente in diversi luoghi del mondo. I primi segni di agricoltura risalgono alla fine dell’ultima glaciazione, circa 11.000 anni fa. È interessante notare che, a quanto pare …

Queste sono solo poche righe della voce riferita all’agricoltura, che si spinge avanti per un bel po’. Certo, nulla di trascendentale, ma ugualmente profondo ed interessante, sia all’atto pratico, che come dicevamo a quello didattico. E proprio per questo, nel 2016 GlassLab e Firaxis strinsero un accordo per sviluppare per una versione modificata di Civilization V, destinata ad essere usata come strumento educativo per esaminare l’interazione tra le forze militari, politiche, tecnologiche e socioeconomiche di una nazione  (noi ne parlammo qui): 

Un vero peccato che tale progetto sia finito nel dimenticatoio, e GlassLab games abbia cessato di esistere nel 2018.

(IL GRANDE) CIVILIZATION IV

Anno 2005, giorno 26 ottobre. Questa è la data d’uscita del capitolo che ad oggi rappresenta la punta di diamanta dell’intera serie, ed il preferito in assoluto di chi redige questo speciale. Il capitolo precedente era già fantastico, quindi, quello che il team di sviluppo doveva fare, era innovare e cercare di eliminare i punti deboli che i giocatori indicarono con preziosi feedback.

Come in tutta la serie, ogni capitolo è solo un piccolo passo avanti, non tanto nella grafica da urlo, quanto nella profondità di gioco, nella longevità praticamente infinita, e nella particolare ricerca e progettazione con cui viene sviluppata l’interfaccia. In Civilization IV, sul trono di lead designer passa è ora il turno di Soren Johnson.

La prima novità è che ora l’engine di gioco è interamente in 3d, ma il designer era anche convinto che la strada giusta fosse quella di non adottare di default nulla dei capitoli precedenti. Venne, così, abolito il meccanismo di corruzione. Questo sostituito da un concetto di mantenimento dei costi cittadini. In Civilization 4, edificare troppe città in breve tempo aumenta a dismisura il costo di mantenimento.  Grazie a questa introduzione, venne eliminata la strategia del costruire moltissime città senza badare ai costi. Pagava a lungo termine nello sviluppo del proprio impero.



Vennero introdotte le religioni che, grazie ad unità quali i missionari, e templi e santuari, permettevano alla religione del giocatore (o dell’intelligenza artificiale) di diffondersi anche ad altre città, perfino con religione differente. Questo poteva portare il giocatore a chiedere la conversione ad un’altra fede di una fazione, favorendo sviluppi commerciali e una potenziale vittoria diplomatica. Da altri titoli, vennero sviluppate alcune novità, l’aggiornamento delle unità, e il sistema di armature.

La mappa, ora in 3d, venne resa più realistica, e disseminata di varie risorse come il cotone, il ferro, i beni di lusso e quelli strategici. Questi beni, utilissimi nel commercio, potevano essere raccolti collocando l’edificio corrispondente vicino alla risorsa.
La curva d’apprendimento divenne subito più alta, e questa fu una mossa tanto coraggiosa quanto vincente. Il ritmo di gioco era forse più lento rispetto alle iterazioni precedenti, ma questo non rendeva il titolo meno giocabile, anzi.

Lato multiplayer, uno dei punti deboli della serie fino al terzo capitolo, c’è una piccola chicca. Infatti, nelle varie fasi di sviluppo di Civilization 4, il progetto non venne sviluppato come titolo singleplayer con modalità multiplayer, ma l’esatto contrario. Il team, voleva “toccare” con mano ogni fase del processo in entrambi gli aspetti. Non a caso, giocare Civilization 4 in multiplayer è ancora oggi un’ottima esperienza. In rapida successione, uscirono ben due espansioni per questo grandissimo strategico: Civilization IV: Warlords e Civilization IV: Beyond the Sword. In Warlords venne aggiunto il vassallaggio, nuovi scenari, nuove civiltà, edifici e meraviglie. Il classico more of the same, ma di ottimo livello.

Ma il vero tocco di classe, arrivo con Beyond the Sword. In questa espansione, venne aggiunta la spia, migliorate le abilità diplomatiche, inserito il sistema delle corporazioni, approfondita la gestione delle proprie città, ma soprattutto vennero aggiunti 11 scenari presi dai migliori mod in circolazione all’epoca. Tra questi, ci teniamo a segnalare Final Frontier, che trasformava Civilization 4 in una sorta di Galactic Civilization, e Rhye’s and Fall of Civilization. Questa fantastica mod creava una riproduzione della mappa terrestre, che andava a simulare la vera storia delle civiltà, con tanto di nascita, e crollo.

Ad esempio, scegliendo i Romani, il giocatore sarebbe partito dal 753 a.C., aspettando fino a quel momento che l’AI facesse le proprie mosse. Civilization 4 fu ancora una volta un grandissimo successo sia di critica che di pubblico, ed è anche l’ultimo davvero completo dalla release. Le espansioni furono un modo intelligente per finanziare lo sviluppo di altri prodotti, ma anche preso da solo, il gioco era ed è completo e perfettamente giocabile. Il nostro consiglio, se non lo avete mai provato, è di dargli una possibilità perché questo prodotto ha davvero molto da dire, anche dopo ben 14 anni. Da qui in avanti, ci si snoderà su più contenuti rilasciati post lancio (a pagamento), e diversi dlc dal prezzo più o meno giustificato.

Civilization IV è andato agli onori della storia anche per la sua musica d’apertura, “Baba Yetu”, firmata da Christopher Tin. Un brano a dir poco memorabile, evocativo emozionante ed in grado di vincere anche il Grammy, il primo di una colonna sonora per videogiochi. Il riconoscimento arriverà, infatti, nell’edizione 2011 nella categoria “Best Instrumental Arrangement Accompanying Vocalists”.

La solennità di “Baba Yetu” si avverte fin da subito: è la traduzione in lingua Swahili della preghiera cristiana del Padre nostro”. Più solenne di così…

CIVILIZATION V ED IL PASSAGGIO AGLI ESAGONI

Il 2010 verrà ricordato dai fan di Civilization come il “grande passaggio”. Da ben 19 anni, la serie poggiava le sue basi su griglie quadrate, ma la stragrande maggioranza di wargame e 4X usava gli esagoni.

Sul trono di lead designer era la volta di Jon Shafer (che ha poi fondato Conifer Games e superato con successo un ottimo Kickstarter per il gioco “At The Gates“, che abbiamo recensito qui, grande amante di questo tipo di base per un gioco di strategia. Lo sviluppo iniziò nel 2007, ma la decisione sul radicale cambiamento avvenne qualche tempo dopo, durante una riunione tra lo staff e Sid Meier. L’opinione sugli esagoni era cambiata nel tempo, e Meier acconsentì di buon grado ad introdurre questa importante novità.

Dato che Civilization V usava anche un nuovo motore, l’introduzione degli esagoni nella scala di gioco fu più semplice, e cogliendo l’occasione al volo, la software house lavorò molto anche sul lato estetico, rendendo il titolo molto più bello da vedere, anche se più “pesante” da far girare, rispetto alle richieste hardware dei capitoli precedenti.

Ma le novità che Shafer voleva introdurre non si limitavano solo al lato estetico del gioco, e funzionale degli esagoni. Venne introdotta una novità nella meccanica dei combattimenti, ossia la presenza di una singola unità per esagono (al massimo una militare ed una civile). Questo, andava ad annullare il concetto di “stock of doom”, ossia di impilare una lunga serie di unità militare in un unico quadrato per aumentarne a dismisura il valore offensivo.

Grazie a questa novità tattica, gli scontri strizzavano l’occhio ai wargame, e la strategia per la disposizione delle unità e la logistica divenivano fattori molto più importanti. Inoltre, ora la mappa non era solo bella da vedere, ma era funzionale. Mettere arcieri sulle colline, forniva un bonus offensivo in combattimento, tanto per fare un esempio. In realtà questa novità è stata pesantemente dibattuta da molti appassionati, e tra chi apprezzava questo tentativo di avvicinare la serie ai wargame, e chi invece rifiutava il concetto perché snaturava la visione di Civilization, ce n’era per tutti i gusti.
Ma le novità non finiscono certo qui. L’intelligenza artificiale venne progettata per gestire un impero attraverso quattro livelli: il tattico, per il movimento delle unità. L’operazionale, per la gestione della guerra. L’AI strategica, per la gestione dell’impero, e la “grand strategy” AI per la gestione degli obbiettivi a lungo termine di questa o quella civiltà. Insomma, davvero un AI complessa e in grado di mettere a dura prova anche i fan più accaniti.

Viene introdotto anche il conetto di “Città Stato”, civiltà di secondo livello che non si espandono ma aumentano i propri confini culturali. Le città conquistate, possono essere annesse, o trasformate in stati fantoccio, anche se in quest’ultimo caso la gestione rimarrà comunque sotto il controllo dell’AI. Molte novità anche per quel che concerne le unità “Eroe”, dotate di svariate abilità. Anche il concetto di commercio e di scambi tecnologici viene modificato. Alla release del gioco, le recensioni furono molto positive, anche se in generale si trovava un punto debole in un AI troppo aggressiva. Per questo quinto capitolo della serie, vennero sviluppate due grosse espansioni, Gods & Kings e Brave New World. Entrambe, aggiungevano un gran contenuto in termini di scenari, mappe, unità, civiltà, e diverse nuove meccaniche. Furono anche molti i dlc usciti per aggiungere singoli scenari o civiltà.

CIVILIZATION VI, L’ERA ATTUALE

L’ultimo capitolo di questa bella ed avvincente serie, è stato recensito in modo approfondito proprio sulle nostre pagine da Antonio Michele Patti, qui. Finiti i lavori su Brave New World, il team di sviluppo si è subito messo al lavoro sul nuovo capitolo. Il ruolo di lead designer è rimasto in mano ad Ed Beach, che aveva già assunto il comando dell’ultima espansione di Civilization V. In questa nuova iterazione, si continua con l’uso degli esagoni, viene introdotto il concetto di “distretto cittadino”, dove i miglioramenti vanno inseriti negli esagoni vicini alla città, non solo all’interno.

Uno snodo militare ad esempio, non solo difenderà meglio la città ma ci garantirà un bonus alla produzione delle truppe. L’albero tecnologico, ora sostituito dal sistema di ricerca, è stato potenziato e migliorato. La ricerca culturale e quella scientifica vanno ad incontrarsi in più punti, e grazie agli edifici speciali, possiamo ottenere vari bonus per lo sviluppo di nuove tecnologie. Anche l’educazione civica, novità introdotta per favorire una possibile vittoria culturale, porta una ventata d’aria fresca sulle meccaniche

L’AI viene migliorata, in modo che i leader delle altre civiltà interagiscano meglio con il giocatore. Diciamo che rispetto al quinto capitolo, le innovazioni sono più un miglioramento ed affinamento di meccaniche già viste, soprattutto con l’espansione Brave New World, ma il quadro completo è davvero fantastico. Graficamente, il gioco è davvero bello da vedere, e il framerate è perfettamente stabile.

La colonna sonora poi, è davvero eccezionale. Brani di Civilization precedenti riarrangiati, che si mischiano a musiche nuove che mai risultano ripetitive o noiose. Christopher Tin e Geoff Knorr colpiscono nel segno. La versione da noi provata recentemente, la Deluxe Edition, comprende il gioco base più tutti i pacchetti civiltà rilasciati tra il 2016 e il 2017.

Considerando la vita del gioco, e lo sviluppo di un capitolo ogni 4/5 anni, è facile attendersi anche una terza espansione dopo Rise and Fall e  Gathering the Storm, che ha davvero ulteriormente ampliato e rifinito le meccaniche di gioco, aggiungendone di nuove.

GLI SPINOFF CI PORTANO NELLO SPAZIO

Non potevamo chiudere qui il nostro cammino senza  citare anche due spinoff che hanno portato (e portano tutt’ora), i giocatori a spasso su altri mondi. Gli appassionati avranno già capito a cosa ci stiamo riferendo, ma per chi non conoscesse la serie, stiamo ovviamente parlando di Sid Meier’s Alpha Centauri (e della fantastica espansione Alien Crossfire) e del più recente Sid Meier’s Civilization: Beyond Earth.

Sid Meier’s Alpha Centauri

Sviluppato da Firaxis Games e pubblicato da Electronic Arts (erano tempi decisamente migliori per EA, ma tutte le strade per l’inferno sono lastricate di buone intenzioni) nel 1999, dopo l’addio a Micropose di Sid Meier e Brian Reynolds, Sid Meier’s Alpha Centauri rappresentava il seguito spirituale della serie, sotto una forte componente fantascientifica. Curiosamente, il team di sviluppo non aveva esperienza con il genere della fantascienza, quindi prima di partire con il progetto fu necessaria una certa preparazione.

Innanzi tutto fu chiaro a tutti che la storia fosse importante, ma soprattutto plausibile. Quindi, elementi quali esplorazione e terraformazione, dovevano essere il più vicino possibile ad una futura realtà. Reynolds, in particolare, si buttò nel genere scegliendo alcuni libri da un paniere decisamente ampio e variegato, ma ci limitiamo a citarvi “Red Mars”, e Dune.
Il prodotto, sviluppato su una versione migliorata dell’engine di Civilization II (compreso il multiplayer in contemporanea), andava a simulare una sorta di 22° secolo alternativo, dove una nave coloniale lasciava la terra per colonizzare il pianeta Chiron, nel sistema solare di Alpha Centauri (ve la ricordate la nave che potevamo far partire proprio per quel sistema?). In orbita sul pianeta, il comandante della missione viene ucciso e 7 personaggi di spicco prendono il comando di altrettante fazioni, differenti non per razza o credo, ma per ideologia. Inutile dire che scelta la propria fazione, il giocatore dovrà fronteggiare sia le insidie di un pianeta alieno e sconosciuto, mentre tenta di difendere sé stesso e i suoi coloni dalle fazioni rivali.

 

Parliamo di uno strategico a turni con visuale isometrica, splendido ed ispirato nella grafica, ricercato minuziosamente nel design, scritto in maniera sublime. Le meccaniche sono simili a quelle di Civilization; abbiamo le basi a sostituire le città, ci sono strutture da costruire, progetti segreti (equivalenti delle meraviglie), e già da Alpha Centauri, è possibile ottenere la vittoria diplomatica, non solo per conquista. La mappa di gioco è divisa in quadrati, dove è possibile edificare strutture e basi, terraformarle per cambiare i bonus, e sfruttarle per cibo e risorse.

Le unità, a differenza di Civilization II, possono essere progettate a piacimento (meccanica che sarà ripresa molto in futuro, oggi è quasi d’obbligo per un 4X che si rispetti).

Oltre a ciò, abbiamo anche un’ottima componente legata alla diplomazia, all’ingegneria sociale, e ovviamente alla ricerca. L’ingegneria sociale, una delle novità del titolo, consente al giocatore di modificare bonus e malus legati alla propria fazione. Abbiamo anche le unità spia, imprescindibili per rubare informazioni e tecnologie dei nostri avversari.


La parte diplomatica, ci permette di creare alleanze e commerciare con i nostri rivali. Il Consiglio Planetario può intraprendere azioni su scala planetaria e anche decidere per la vittoria di questa o quella fazione. Quest’ultima meccanica in particolare, strizza l’occhio al “Interplanetary Council” di Master of Orion 2. Alien Crossfire, l’espansione uscita nello stesso anno, andò a incrementare ulteriormente l’offerta, con nuove fazioni (anche non umane), unità, progetti segreti, vita aliena, e altre chicche. Ad oggi, Sid Meier’s Alpha Centauri è considerato una delle pietre miliari del genere strategico fantascientifico, ed è un peccato constatare che all’uscita, nonostante la critica fosse ampiamente soddisfatta del lavoro di Firaxis, le vendite non furono altrettanto incoraggianti. In poco più di un anno dall’uscita, nei soli Stati Uniti il gioco vendette poco meno di 300.000 unità.

Un gran peccato, perché ad oggi i tentativi (il più delle volte falliti) di imitarlo sono stati davvero tanti. Persino il suo seguito spirituale, che andiamo ad analizzare tra qualche minuto. Chiudiamo questo speciale su Alpha Centauri parlando della splendida traduzione, che oltre a tradurre i testi si occupava del (poco) parlato del gioco. Erano altri tempi, ma neanche tanto lontani, eppure i giochi venivano quasi sempre localizzati anche nel nostro idioma. Chi redige questo speciale sarebbe disposto a pagare bene per una copia in italiano del gioco con scatola e manuale in buone condizioni. Non solo, anni fa un appassionato della serie ha realizzato una traduzione per l’espansione.

SID MEIER’S CIVILIZATION: BEYOND EARTH

 

E ci siamo, prima o poi doveva uscire. I fan lo chiedevano a gran voce, e Sid decise di accontentarli.

Annunciato nel 2014 ed uscito lo stesso anno, la prima cosa che il team di sviluppo sfruttò per progettare il gioco, fu un accurato studio della pagina di Wikipedia di Alpha Centauri, e la lettura degli stessi testi che ispirarono Brian Reynolds. Basato sull’engine di Civilization V (con gli esagoni), e con il team dietro ad Alpha Centauri alle spalle, Beyond Earth era la promessa di un mondo migliore.
Dopo “ Il Grande Errore”, tragico finale quantomai realistico del nostro pianeta, la razza umana decide di fondare nuove colonie su altri pianeti. A differenza di Alpha Centauri, ora il giocatore non dovrà scegliere una fazione, ma la sua posizione verrà determinata da alcune scelte che dovrà compiere. Prima su tutte è lo sponsor. Questo sosterrà la sua spedizione. Poi il tipo di astronave utilizzata per la colonizzazione e cosa si è deciso di portare sul nuovo mondo.

Le decisioni prese inizialmente avranno un impatto importante sul gameplay. Il sistema di ricerche, a differenza dei Civilization, è sostituito da una meccanica denominata “tech web”, che costringe il giocatore a scegliere di volta in volta cosa sviluppare tra una serie di “direzioni”.

Abbiamo poi il sistema delle “affinità”, che verte su una serie di filosofie, che potremo decidere di espandere o cambiare durante le varie fasi del gameplay. Le creature aliene non sono i barbari che conosciamo, e sono più numerose e decisamente più aggressive. Rispetto al predecessore quindi, sono molte le novità introdotte. Diversamente da Alpha Centauri, abbiamo più scelte iniziali, ma fazioni caratterizzate in modo completamente differente, e sotto certi aspetti, superficiale. Un’altro piccolo problema è legata alla naturale discendenza del gioco dal prodotto che ne condivide l’engine, Civilization V.

Giocando a Beyond Earth, le similitudini sono moltissime, e porta necessariamente il giocatore a sentire di mettersi alla prova con il solito “more of the same”, piuttosto che dell’erede spirituale di uno dei migliori strategici a sfondo fantascientifico della storia.

Fortunatamente, la storia e la progressione sono così avvincenti (anche se forse un po’ lente) che non hanno impedito a Beyond Earth di riscuotere un meritato successo. Sia la critica che le vendite hanno premiato lo sviluppatore, che ha poi sfruttato il successo per uscire l’anno dopo con l’espansione Rising Tide. L’espansione andava a revisionare per intero le meccaniche legate alla diplomazia. Inoltre introduceva un sistema per l’esplorazione migliorato e più ampio, due nuovi biomi, e permetteva di espandere la propria fazione persino sull’acqua (per i fan di Stargate Atlantis: no, non Atlantide, ma graficamente siamo li).

Bottom line

Alpha Centauri o Beyond Earth? È questa la domanda che avete in testa? Beh, la risposta non è poi tanto semplice. Sono entrambi buoni prodotti, anche diversi, pur uno seguito spirituale dell’altro. Il nostro migliore consiglio è ovviamente quello di provare Alpha Centauri. Merita davvero di essere giocato anche se la curva d’apprendimento potrà risultare più ripida. Finita una partita, giocare a Beyond Earth sarà un bel passatempo, più rilassante e decisamente user friendly. Ma non per questo, meno letale se preso sottogamba.

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14 consigli utili per i veterani dei souls-like su Sekiro: Shadows Die Twice

Sekiro: Shadows Die Twice è disponibile  ed è ovvio quindi, il paragone con i precedenti titoli di From Software, famosi per punire duramente i giocatori al minimo errore. Con quest’ultima fatica (qui recensita dal nostro amico Massimo Reina), il team di sviluppo si è superato, rimodernando diverse delle componenti di gioco più classiche, al fine di ambire ad un risultato ancora migliore.

Ecco quindi una lista di consigli, volti ad aiutare i veterani dei giochi From Software ad ambientarsi in questa nuova avventura che questa volta porta nell’antico Giappone feudale. Consigli che lo sviluppatore giapponese ha pubblicato sul PlayStation Blog italiano e che noi abbiamo ripreso.

1 – GLI IDOLI DELLO SCULTORE 

La luce fioca di un falò da accendere è la firma d’autore di un gioco Souls, un punto dove riposare e fare scorta di risorse per poi ripartire all’avventura.
In Sekiro: Shadows Die Twice, sarà la tenue luce azzurra di un idolo dello scultore a offrire protezione dalle avversità del luogo. Vicino a esso vi sarà possibile riempire l’inventario, fare scorta di cure, sbloccare nuove abilità e raggiungere rapidamente altri idoli scoperti in precedenza. Diventeranno sempre più utili man mano che si avanzerà nel gioco, sbloccando nuove funzioni e abilità.

2 – LIBERTA’ IN MOVIMENTO

Dark Souls è sempre stata una serie basata su un tipo di movimento lento e costante, ben diverso dall’agilità sovrumana dello shinobi Sekiro. Non essendoci limiti alla resistenza, si potrà correre e saltare per tutto l’ambiente di gioco, sfruttando i cornicioni e il rampino, per poi calarsi dall’alto direttamente sui nemici.
Questa libertà di movimento non è stata pensata solo per l’esplorazione ma anche per il combattimento: se un approccio faccia a faccia non soddisfa, si potrà sempre sorprendere i nemici correndo, saltando e arrampicandosi.

3 – SCORCIATOIE

Sarebbe certamente fantastico incontrare una statua di Buddha ogni centinaio di metri, ma i fan di Dark Souls sanno bene che gli sviluppatori di From Software rispetteranno difficilmente un’aspettativa del genere.
Come negli altri titoli, i giocatori dovranno farsi strada tra scontri impegnativi e percorsi sbloccabili. Qualora si  trovassero molto lontano da un idolo, potrebbero piuttosto guardarsi in giro per cercare un’eventuale porta nascosta che possa facilitare il ritorno.

4 – SOLUZIONI FURTIVE

Giochi come Bloodborne e Dark Souls offrono occasionalmente la possibilità di colpire un nemico alle spalle, ma per la maggior parte del tempo è necessario affrontarli faccia a faccia.
I gruppi di nemici possono circondare velocemente i malcapitati e infliggere grossi danni: controllare la zona, distrarre gli avversari e separarli gli uni dagli altri, in modo da affrontarli uno o due per volta; bisogna tenere a mente questi suggerimenti per evitare una morte certa.

5 – CONOSCENZE IMPORTANTI

Nessun’avventura di Dark Souls sarebbe completa senza incontrare viaggiatori solitari, mercanti o altre figure particolari in viaggio. In Sekiro: Shadows Die Twice questa tradizione è più che rispettata. E’ vivamente consigliato infatti, prendersi tutto il tempo di parlare con i personaggi amichevoli che si incontreranno lungo la strada: molti di essi forniranno informazioni utili, oggetti in vendita o altri dettagli interessanti, mentre altri saranno utili per scoprire ulteriori dettagli sulla trama o per ricevere suggerimenti per abbattere alcuni avversari.

6 – L’ARTE DEL COMBATTIMENTO

Il combattimento in Dark Souls si è sempre basato sul diventare maestri di poche mosse, disponibili per un’ampia gamma di armi. Lo shinobi protagonista di Sekiro, al contrario, si fida solo della sua Kusabimaru, ma è ben più versatile nell’utilizzarla. Le meccaniche di schivata e parata sono rimaste, ma il vero obiettivo è diventato sovrastare gli avversari col giusto tempismo e la tecnica più opportuna.
La forza bruta è una strategia sconsiderata: i nemici applicheranno strategie imprevedibili per rendere il protagonista vulnerabile a un loro contrattacco. Bisogna imparare a leggere i loro movimenti, dato che si potrà deviare i loro colpi e contrattaccare per rompere la loro guardia e prepararsi a ricevere un colpo letale.
Il tempo e l’impegno renderanno i giocatori maestri di queste mosse: Hanbei, nel tempio in rovina, sarà ben felice di duellare in allenamento.

7 – LA BORRACCIA CURATIVA 

La fiaschetta di Estus, componente semplice ed elegante di Dark Souls, trova il suo successore spirituale in Sekiro. Colma di una misteriosa medicina, questa umile borraccia si riempirà automaticamente durante la sosta a un idolo dello scultore, e si potrà aumentare il numero massimo di utilizzi recuperando dei semi da consegnare a Emma al tempio in rovina.
Alcune abilità da sbloccare, permetteranno di aumentare le cure ricevute per ogni utilizzo. La borraccia è indispensabile in battaglia, ma non è l’unico modo per restare in vita.

8 – SVILUPPARE LE ABILITA’ 

I titoli precedenti di From Software si sono basati sulla potenza e l’efficacia di un ristretto set di strumenti, mentre Sekiro propone un approccio al combattimento più versatile e ponderato. Anziché incrementare le statistiche, progredire nel gioco darà modo di sbloccare diverse abilità attive e passive da alcuni alberi delle abilità ben distinti. Alcune aumenteranno il potere, ma la maggior parte migliorerà le abilità esistenti oppure sbloccherà nuove strategie di gioco.
Si potrà equipaggiare una sola arte del combattimento alla volta sbloccata tramite questi alberi, per cui è importante spendere i punti disponibili nelle abilità che più si adattano al proprio stile.

9 – UN MONDO VASTO

Raramente in un gioco Souls ci si ritrova costretti a seguire un singolo percorso, senza un’altra possibilità che non sia proseguire o rinunciare. Sekiro porta avanti questa stessa filosofia, offrendo vari percorsi esplorabili a partire dalla zona iniziale, ognuno con ambienti differenti e sfide uniche da superare. Gli idoli dello scultore permetteranno di muoversi rapidamente tra queste strade.
Qualora ci si dovesse trovare davanti un ostacolo insormontabile, si può provare a esplorare altrove e sviluppare le abilità.

10 – LA PROTESI DELLO SHINOBI

Le armi secondarie non sono una novità nell’universo di Dark Souls, ma la protesi dello shinobi di Sekiro è così avanzata e versatile da superare le aspettative di molti. All’inizio non sarà più di un rimpiazzo per l’arto, ma progredendo nel gioco si avrà modo di migliorarne le capacità tramite vari accessori, che siano pesanti armi in mischia, strumenti esplosivi oppure precise armi a distanza.
Si potranno trovare accessori ovunque, sui nemici, nei santuari o in vendita da alcuni mercanti. Bisogna poi tornare dallo scultore al tempio per installarli sul braccio.
Alcuni avversari richiedono determinati accessori prostetici per essere sconfitti, per cui se si è in difficoltà con la spada, bisogna considerare eventuali strumenti da sfruttare.

11 – UN MONDO PIENO DI SEGRETI

Il team di From Software si è impegnato a lungo per ricompensare i giocatori che esplorano minuziosamente le aree di gioco, inserendo oggetti nascosti e percorsi segreti. Sekiro mantiene e migliora questa tradizione, offrendo più di oggetti e porte nascoste: studiare la zona darà modo di affrontare i nemici in vari modi, costeggiando una parete, scendendo da una rupe o passando sotto a un edificio.
Non bisogna quindi, avere paura di superare una zona, poichè ci sono tante cose da scoprire: oggetti, personaggi e intere nuove aree.

12 – AUMENTARE IL POTERE

Giù le mani dal tasto per correre: non c’è bisogno di tornare al punto in cui si è caduti per recuperare il bottino.
La morte è una componente importante in Sekiro, ma non è strettamente legata alla progressione come nei precedenti titoli From Software. Per sbloccare nuove abilità si dovranno guadagnare dei punti ottenuti sconfiggendo nemici comuni.
Per migliorare la salute e la forza, invece, serviranno degli oggetti speciali, i rosari e le memorie, ottenibili solamente da nemici ben più pericolosi. Inoltre, si potranno sviluppare le abilità e migliorare la propria efficacia in battaglia consegnandoli alle statue di Buddha.

13 – CONNUBIO TRA GIOCO E TRAMA

Il progresso come giocatore e la trama narrativa del mondo si legano assieme nell’esperienza di gioco.
Andare incontro a una morte vera e propria rivelerà un nuovo sistema che influenzerà non solo le abilità in gioco, ma anche i nemici, peggiorando la situazione a ogni fallimento.
Comunque è di fatto possibile recuperare le forze qualora vi trovaste in difficoltà, parlando con Emma al tempio.

14 – SCAMPARE ALLA MORTE

Dark Souls ha fatto della morte in gioco un vero e proprio rito di passaggio e sembra perlomeno appropriato che questo accada anche in Sekiro, seppur con modalità diverse, quasi opposte.
Come suggerisce il titolo del gioco, se si cadrò vittima dei nemici, si potrà sfruttare il proprio dono per rialzarsi dalla tomba e combattere di nuovo. Coloro che faranno giusto uso di questa benedizione e resisteranno a tutte le avversità potranno scoprire nuovi benefici in seguito.
Non è così banale come sembra. Quest’abilità infatti, utile per eludere la morte vera e propria, si ricarica solo sconfiggendo nemici, permettendo di prevenirla in più di un’occasione.

Infine bisogna sottolineare che come per tutti i titoli From Software, una componente essenziale dell’esperienza di gioco è l’esplorazione del mondo e la scoperta. Buon gioco quindi e buona morte, sperando che non siano troppo numerose.

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Arcadian, un libro per gli amanti del retro

Nel 2019 la lettura digitale è ormai predominante. Le informazioni, le notizie e molto altro corrono sul web a velocità che 20 o 30 anni fa ci sognavamo.

Fa, tuttavia, piacere riuscire a leggere un bel libro cartaceo ancor più se questo parla di uno dei nostri argomenti preferiti. In questo caso i videogiochi. Ma non titoli qualunque ma giochi retrò quelli che hanno segnato l’infanzia di molte generazioni a partire dalla fine degli anni ‘70 per continuare con i mitici anni ‘80 e ‘90.

Arcadian, il libro di Adriano Avecone, uno dei massimi esperti del settore nel nostro Paese, ci offre un bellissimo viaggio nel tempo facendo rivivere e riassaporare grazie ad un volume di oltre 400 pagine di ottima qualità rilegate interamente a colori.

Un viaggio fatto di molte tappe che ci permette di esplorare, rivivere l’epopea degli 8 e 16 bit. Oltre a sistemi più moderni o meno nuovi.




Il grande pregio di Arcadian è quello di essere molto diretto e sintetico al punto giusto. Informazioni essenziali in pillole, in grado di rimanere scolpite nella mente un po’ quando si leggevano le recensioni delle vecchie riviste dell’epoca (Zzapp, The Games Machine, K, Guida ai videogiochi e così via). Una scrittura vecchio stile, elegante e senza fronzoli in grado di offrire subito empatia con quello che si sta leggendo.

La lettura è assolutamente consigliata anche ai neofiti perché è snella, non ha eccessivi tecnicismi e permette di familiarizzare subito con l’argomento. Scorre leggera che è un piacere nonostante le oltre 400 pagine.

E non è solo per lo stile che Arcadian si fa apprezzare ma anche per la qualità dell’opera e dei suoi contenuti. Trasuda molto l’amore per la ricerca, per il racconto storico che va oltre la mera e chiara descrizione.

LE (TANTISSIME) CHICCHE

Ci sono davvero molti titoli che avranno fatto brillare gli occhi agli ultra 40enni ed incuriosito i più giovani. Tra giochi famosi possiamo trovare suddivisi nelle diverse sessioni troviamo:

per gli 8 bit troviamo Wizball, Nexus, Barbarian II: The Dungeon of Drax, Spy Hunter per ZX Spectrum, lo stralunato Peter Shilton’s Handball Maradona, Castlevania: Rondo of Blood, Advanced Dungeons and Dragons: Cloudy Mountain. Bruce Lee II e molti altri.

Tra i 16 biti, troviamo Floor 13, Fade to Black, Super Aleste, RoboCop vs Terminator. Tra i titoli Arcade, Wec Le Mans 24, Dragon Breed, Out Zone, King of Fighters XII, Alien Storm, Cabal, Arkanoid, Green Beret, Gals Panic, Bubble Bobble Lost Cave e così via.

Gli amanti dei 32 bit potranno gioire nel leggere e ricordare di OutRun 2, Resident Evil: Rebirth, Crazy Taxi, Metal Gear Solid 2, Metroid Prime e tantissimi altri.

La sessione si occupa, tra le altre cose, del Siga Teradrive, dell’Amiga Lorraine, Famico 3D System, Thoshiba HX-10D di Xbox ed emulazione, Nec PC-KD863G ed altro.

Tra gli speciali, segnaliamo quello su Come realizzare un Pc con Mame su TV CRT (tubo catodico), uno speciale su Access Software, sui primi 30 anni di Macintosh, su Frogger. Ma c’è moltissima carne al fuoco.

Vale la pena segnalare tra le biografie, quelle di Yoshiki Okamoto, Tokuro Fujiwara, Yu Suzuki ed Alexey Leonidovich Pajitnov.

I (GRANDI) NUMERI

Ricapitoliamo i grandi numeri di Arcadian che è già in seconda ristampa e che si avvia alla terza. Troviamo 38 schede di videogiochi a 8 bit, 10 schede di videogiochi a 16 bit, 76 schede di videogiochi arcade, 47 schede di videogiochi a 32 bit, 13 speciali sul mondo dei videogame, 41 schede sui peggiori giochi di sempre, 16 biografie di sviluppatori e molto altro ancora. Ce n’è per tutti i gusti.

Il libro, infatti,  prende in esame il periodo compreso fra gli albori del videogioco moderno e l’inizio dell’attuale era videoludica. E lo fa attraverso contenuti che spaziano fra diversi settori chiave del panorama retroludico in un percorso inquadrato in una serie di capitoli organizzati in senso logico e cronologico. Una facile fruizione.

La prima sezione analizza i videogiochi per i sistemi casalinghi a 8 bit in una serie di schede corredate da copertura fotografica. L’analisi passa ai titoli a 16 bit, che hanno sancito l’evoluzione del gaming casalingo in una fase che ha affascinato un’intera generazione a cavallo fra gli anni ‘80 e ‘90. Successivamente viene dedicata un’estesa sezione ai videogiochi arcade, ovvero ai titoli azionati a moneta diffusi in sale giochi, bar e locali pubblici. Da qui si passa a una serie di schede dedicate ad alcuni importanti videogiochi per i sistemi a 32 bit, il periodo che ha anticipato l’attuale fase del videogaming.

Quindi, vengono analizzati hardware poco conosciuti o mai importati in Occidente, ma in grado di lasciare una traccia nel mondo del videogioco e degli home e personal computer. Nella sezione dedicata agli speciali è presente una serie di approfondimenti, fra cui alcune riflessioni sulle esperienze in sala giochi degli anni ‘80, un resoconto sull’emulazione e molto altro ancora. Il volume si conclude con una sezione più leggera contenente recensioni ironiche di alcuni fra i peggiori videogiochi mai pubblicati, in una trattazione semiseria che riuscirà sicuramente a strappare più di un sorriso.

Il libro è disponibile al prezzo di euro 25+spedizioni (8 euro per l’Italia). Per informazioni e ordini potete scrivere ad adriano.avecone@tiscali.it.

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