SnowRunner, il sudore e la fatica in 10 immagini

Torniamo a parlare di SnowRunner, la “sorpresa” di questo 2020, ma questo volta lo facciamo scegliendo 10 immagini che racchiudono il suo “spirito”. Dopo averne parlato già abbastanza nella nostra recensione, questa volta gli dedichiamo uno spazio speciale nella nostra rubrica Giochi in dieci scattiPoche parole, questo è sicuro, lasciando il posto a 10 immagini che, da sole, parlano di SnowRunner.

Chi vi scrive del gioco ne è veramente appassionato. Catturarne gli screenshot più belli non è stato facile, come non lo è stato sceglierne solo 10. A malincuore ci siamo riusciti, con il preciso intento, se ovviamente già non lo state facendo, di convincervi a giocare a questo gran videogioco.

La scorsa volta, con Those Who Remain, vi abbiamo illustrato la paura. Questa volta lasciamo spazio al sudore e alla fatica, due aspetti cardine del gameplay di SnowRunner. Non ci resta, quindi, che lasciarvi al nostro personalissimo album.

snowrunner immagini screenshot

Dedichiamo la prima, delle nostre 10 immagini, all’elemento naturale che SnowRunner eredita dal suo recente passato: il fango. Non è un caso, infatti, che il suo predecessore si chiamasse MudRunner. Melma e terreno bagnato non saranno, però, i soli e unici avversari in questo simulatore di guida “estremo”. Possiamo solo dirvi che questo è solo un leggerissimo antipasto di quello che vi aspetta veramente nel gioco. Anche il dettaglio più insignificante, se tralasciato, segnerà la fine del vostro viaggio…

snowrunner immagini screenshot

I dettagli, come anticipato prima, sono il nascondiglio perfetto del diavolo. In questo screenshot di SnowRunner, tralasciando (anche se quasi impossibile) il colpo d’occhio paesaggistico, noterete come il nostro camion sia entrato in un leggera depressione. Se fate, però, attenzione, noterete che sotto le ruote il terreno è promiscuo. Sassi, rocce, terra fresca, erba bagnata, umidità non solo elementi grafici che dipingono lo scenario di gioco, ma sono parte attiva del gameplay di SnowRunner…

snowrunner immagini screenshot

Oltre al fango, l’acqua rappresenta uno degli ostacoli più difficili che il gameplay di SnowRunner ci riserva. A prima vista può sembrare un grazioso e calmo specchio d’acqua ma, una volta entrati, dentro si possono nascondere delle trappole micidiali. Il consiglio, quando si è in procinto di attraversare un corso d’acqua, è quello di guardarsi intorno e sotto le ruote. La corrente e il flusso del fiume non vedono l’ora di darvi un rapido passaggio con destinazione “game over”…

snowrunner immagini screenshot

Snowrunner vi porterà in giro per il mondo, dall’America alla Russia, dalle montagne dell’Alaska alle irte foreste della tundra, dalle distese interminabili del Michigan al ghiaccio mortale delle montagne del Nord. Fortunatamente, tra una fatica e l’altra, avrete modo di rilassarvi e apprezzare il meglio della natura selvaggia. Quella che qualche minuto prima reclamava il vostro fido amico di metallo e gomma, sa riconoscere quando ha davanti un degno avversario…

snowrunner immagini screenshot

Attenti però a non addormentarvi, il buio sopraggiunge presto. Lo Swarm Engine, il motore grafico proprietario Saber Interactive, regala a SnowRunner un ciclo dinamico giorno/notte oltre che un meteo variabile. Questi cambiamenti di stato influenzano il gameplay e la guida del mezzo. Se ad esempio vi trovate ad affrontare una missione in Alaska in notturna, l’umidità si trasforma in ghiaccio su strada. E lì non ci sono freni e gomme che tengono…

snowrunner immagini screenshot

Non basterebbero 10 immagini per illustrare il parco mezzi di Snowrunner. Ci limitiamo, quindi, solo a darvi un assaggio. I mezzi scout sono utili per esplorare nuove mappe di gioco, recuperare potenziamenti e conquistare le torri d’osservazione. Le motrici pesanti sono utili in situazioni estreme, forti delle dimensioni degli pneumatici e la potenza dei motori. Per tratte di lunga percorrenza potete scegliere tra i trattori fuoristrada oppure o a utilizzo intenso. Considerate che tutto può essere potenziato, a patto che miglioriate il vostro livello di esperienza

snowrunner immagini screenshot

Per migliorare il vostro livello di esperienza in SnowRunner l’unica strada da seguire è quella di sporcarvi le mani con missioni e contratti. Siete dei driver, guidatori professionisti in un territorio ostile e in condizioni estreme. Andare dal punto A al punto B, sulla carta (e sulla cartina), è facile. Che saranno mai 2km, per fortuna questa volta la missione è vicina, meno male devo solo recuperare un container nel fiume. Sono frasi che pronuncerete solo una volta nel corso della vostra esperienza di gioco, ve lo possiamo assicurare…

snowrunner immagini screenshot

… prima di andare incontro a questi tragici epiloghi. Purtroppo il gameplay di SnowRunner, sotto questo aspetto, è piuttosto punitivo. Se finite con le “chiappe al vento”, dopo aver sganciato il rimorchio, vi aspetta solo il respawn. L’unica chance è quella di condividere l’esperienza di gioco in modalità multigiocatore. L’unione, si sa, fa la forza…

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Ogni regione contiene 4 mappe interconnesse da tunnel per un totale di 12 imprevedibili scenari. Non saprete mai a cosa andrete incontro. Ogni mappa, infatti, nasconde delle sue peculiari insidie dettate dall’ambiente circostante e dalla presenza di elementi naturali. Le missioni, che a una prima impressione possono sembrare monotone, seguono degli itinerari diabolici. Sta alla vostra abilità e alle doti di guidatore, unite al set-up del mezzo, a tirarvi fuori dai guai e portare a termine i vari step di SnowRunner…

snowrunner immagini screenshot

Il vostro lungo viaggio in SnowRunner inizia da qui. Ovviamente questo è solo il primo step di un percorso che sembra destinato a durare nel tempo. Focus Home e Saber Interactive, forti dei dati positivi di vendita e della risposta dei giocatori, hanno annunciato la roadmap dell’uscita dei DLC. Queste espansioni porteranno miglioramenti significativi al gioco, introducendo nuove mappe e mezzi di trasporto. Prima di pensare al futuro, però, salite a bordo del vostro mezzo alla scoperta di SnowRunner.

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Overpass, Recensione PS4

Inquadrare Overpass non è stato affatto facile e per la nostra recensione PS4 abbiamo dovuto fare gli “straordinari”. Ci abbiamo messo un po’ di tempo, infatti, per mettere a fuoco il gioco dell’accoppiata Bigben e Zordix Racing, rischiando di gettare la spugna dopo nemmeno 2 ore di gioco. Le nostre aspettative erano molto alte rispetto quello che avevamo visto durante i mesi scorsi. Un simulatore di corse che si lanciava verso un argomento non ancora esplorato a dovere, quello delle corse su sterrato, con UTV e ATV a farne da padrone.

Anche il comparto grafico ci aveva colpito con una gestione della luce e dei riflessi mica da poco. Insomma, arrivavamo carichi di aspettative e buone intenzioni e ci siamo schiantati di faccia contro il muro della difficoltà. Overpass sembrava a tratti ingiocabile e, nonostante la localizzazione del gioco fosse completamente in italiano e l’aver fatto il tutorial iniziale (solo l’audio del tutorial è in inglese), non capivamo come giocare. Il veicolo rimaneva sistematicamente incastrato e le ruote non riuscivano mai a reggere le ripide pendenze, slittando inesorabilmente su ghiaia e fango.

Eravamo sul punto di mollare ma poi abbiamo capito che in Overpass non si corrono gare “normali”, come un normale simulatore. Non era un racing sim classico a cui eravamo abituati e/o che pensavamo fosse. L’errore più grande era stato giudicarlo tale. E allora che cos’è? Che tipo di racing sims hanno creato gli uomini di Bigben e Zordix Racing? Se volete scoprirlo non vi resta che proseguire con la lettura della nostra recensione di Overpass, titolo, vi ricordiamo, giocato su console PS4.

VINCE IL PIÙ LENTO

Come vi abbiamo anticipato prima, la difficoltà sull’inquadrare Overpass per la nostra recensione della versione per console PS4 è stata piuttosto notevole, accompagnata da pensieri negativi nei confronti del nostro joypad. Dopo circa una decina di ore di sessioni di guida molto intense, fatta di tante arrabbiature ma anche di molte scoperte, la nebbia e le perplessità iniziali cominciavano a diradarsi. Bigben e Zordix Racing non hanno realizzato un classico simulatore di corse dove vince chi va più veloce. In realtà è proprio l’esatto contrario.

Si corre principalmente su strade sterrate, sia asciutte che bagnate, con condizioni atmosferiche e climatiche sempre diverse, in piano e in salita, in pianura e in montagna e anche al mare. Come potete vedere le variabili in gioco sono moltissime e ovviamente andare “forte” non serve a nulla ed è proprio questo che noi stavamo sbagliando. Vince il più lento.

overpass recensione ps4

Controllando la velocità del mezzo, sia che siamo con un UTV che con un ATV, si guadagna in controllo e guidabilità, due aspetti fondamentali in un gioco di corsa. Ci abbiamo messo circa una decina di ore per capirlo e alla fine la nostra esperienza con Overpass cominciava ad assumere contorni meno tetri. Questo però non rappresenta un suo pregio bensì un difetto del titolo di Bigben e Zordix Racing. Quando si effettua il primo approccio con un videogioco ognuno di noi sigla un contratto tacito con il gameplay. È un accordo che ha una durata molto limitata ed è condizionato dalla clausola del fattore pazienza.

Alla domanda, quanto tempo sei disposto a dedicare a un videogioco prima di capirlo, in molti risponderebbero il giusto ma non troppo. Dieci ore sono troppe prima di cominciare a comprendere un simulatore di guida.

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Le modalità di gioco proposte in Overpass sono essenzialmente tre: la Carriera, le Gare Singole e il Multigiocatore. La modalità carriera è articolata piuttosto bene con una sorta di intrefaccia a forma di alveare dove individuare e scegliere le gare da affrontare. Il numero di ambientazioni e tracciati è notevole e questo è da riconoscere tra i punti di forza del gioco. I circuiti sono variegati e presentano livelli di difficoltà diversi tra loro. Man mano che ci si avvicina verso l’obiettivo finale, guadagnare un posto per accedere alle World Series, il livello di sfida aumenta.

Dopo ogni gara, a seconda del piazzamento e delle penalità accumulate, viene rilasciato un punteggio e un premio in denaro. Il primo serve a guadagnare la reputazione del pilota il secondo serve per acquistare nuovi mezzi e upgrade. All’aumentare del nostro livello di prestigio ci verranno proposti sempre nuove migliorie per cui la logica di grinding di Overpass è piuttosto chiara. Più vinci e più sei importante, più guadagni e meglio acquisti.

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Tralasciando la modalità gara singolo che altro non è che una semplice gara con mezzo e circuito scelto da voi e senza alcuna logica di crescita e sviluppo, parliamo invece della modalità multigiocatore. Le gare si svolgono in una sessione con al massimo 4 giocatori. È presente anche una chat con cui scambiare qualche messaggio ed eventualmente insultare quelli che si addormentano con il pad in mano e non si uniscono alla partita, bloccandola inesorabilmente.

Eh si, avete capito bene, non è presente alcun sistema per espellere l’eventuale tappo. Morale della favola: non siamo riusciti a testare nemmeno una volta la modalità multigiocatore e di questo vi chiediamo scusa. Purtroppo ci abbiamo provato con scarsi e deludenti risultati.

LEZIONI DI GUIDA E GEOLOGIA

Non è per niente facile guidare in Overpass. Le variabili in gioco sono moltissime. Gli sviluppatori sono riusciti a creare un videogioco di strategia integrandolo in un simulatore di guida. Prima di ogni accelerata e/o sterzata dovete verificare la tipologia di terreno e gli eventuali impedimenti e ostacoli presenti. Ribaltarsi e finire fuori strada è veramente un attimo.

Le salite possono diventare delle trappole infernali se non prendete un’adeguata rincorsa e mantenendo un buon grip con le gomme. Il terreno può nascondere delle insidie naturali come sassi, fango e buche e artificiali come tubi interrati, ponti basculanti e tronchi di legno disposti a piramide. Come vedete, guidare non è per niente facile in Overpass.

overpass recensione ps4

In nostro ausilio arriva la meccanica e un po’ di fisica applicata al gaming. Il sistema di trasmissione può essere impostato in 3 differenti modalità: 2WD, 4WD e differenziale. Noi non abbiamo mai utilizzato il primo, mentre il secondo e il terzo ci hanno tolto dai guai in molte situazioni. Il 4WD prevede una trazione del mezzo con 4 ruote motrici “non bloccanti” che sviluppano la potenza in egual maniera e non curanti di eventuali “giri a vuoto”.

Se il terreno è sconnesso ma piuttosto lineare come direzione di guida, il sistema differenziale è eccezionale. Quest’ultimo prevede di trasferire la potenza alla ruota con maggiore aderenza al terreno, sottraendola a quelle che non godono di una buona trazione. Questo è un ottimo modo per evitare di rimanere bloccati anche se a volte, purtroppo, non basta nemmeno quest’ultimo metodo per evitare gli “incastri anomali”.

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La configurazione del mezzo è molto limitata se non quasi assente. L’unica cosa che potete fare, oltre ad acquistare veicoli meglio performanti, è quella di installare nuovi upgrade che migliorano il veicolo in uso. Ma si tratta solo di un miglioramento. Per quanto questo gioco sia denso di dettagli in fase di guida, una configurazione puntuale del mezzo, con un altrettanto livello di dettaglio, sarebbe stata utile e funzionale.

L’ultimo consiglio che possiamo darvi, a conclusione della nostra recensione della versione PS4 di Overpass, per evitare di cancellare il gioco dopo averlo provato per nemmeno un’ora, è questo: andate piano e restate sempre tra i 4000/5000 giri senza sforare nella zona rossa. In Overpass non vince il più veloce ma quello con più grip e controllo.

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COMMENTO FINALE

Siamo leggermente logorroici in recensione per console PS4 di Overpass, ma alla fine, come avete avuto modo di leggere, ci siamo riusciti. Siamo amareggiati perché la coppia Bigben e Zordix Racing ha perso una bella occasione. Sulla carta il loro simulatore era un qualcosa di nuovo e originale sulla piazza.

La grafica è ben realizzata, sia nei dettagli ambientali che nella gestione delle fonti luminose e dei riflessi. La curva di apprendimento, più che una curva sembra una linea retta. Il tempo impiegato per la digestione del gameplay è piuttosto lungo. Anche una volta appresso come funziona il sistema di guida il controllo e la guidabilità del mezzo non sono impeccabili. Essendoci molte variabili in gioco, il rischio di perdersi nei dettagli è molto facile. Purtroppo Overpass è andato fuori strada anche se nel suo complesso è un gioco mediocre.

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Nauticrawl, la nostra Recensione

Quando vediamo uscire un gioco proposto da una software house italiana, siamo sempre orgogliosi. Sia il movimento “indipendente”, che i “grandi team” hanno sfornato diversi ottimi lavori. Basti pensare ad Assetto Corsa, tripudio di poesia meccanica e odore di motori, il futuro Baldo dei Naps Team, i racing di Milestone. Insomma, tanta roba! Da questo nugolo di talentuosi sviluppatori, si è distinto il palermitano Andrea Interguglielmi, che grazie all’aiuto del publisher Armor Games Studios, ha portato sui nostri schermi Nauticrawl, un roguelike davvero singolare che abbiamo anche provato in anteprima qualche mese fa.

Ricordiamo, che il gioco è disponibile a partire da questo lunedì, 16 settembre su Steam. Come sarà andata? Cosa sarà cambiato dall’anteprima ad ora? Ecco la nostra recensione. Buona lettura.

UNA NUOVA AVVENTURA!

Nauticrawl è un titolo decisamente atipico. Sotto le mentite spoglie di un’avventura in prima persona, si cela un’anima da gioco sensibilmente hardcore, ricco di particolari e colmo di adrenalina.

La storia, che raccoglie diversi spunti dalle ambientazioni cyberpunk, vede il protagonista rubare in tutta fretta un nauticrawler, un mezzo che fonde l’ornitoptero di Dune, il sottomarino di Ventimila leghe sotto i mari, e un mech. Il motivo della fuga è semplice, e risiede nella durezza della vita della città, che ci ha resi schiavi in un mondo dove non c’è alcuna possibilità di salvezza.

Il richiamo alla libertà, farà sì che il piano abbia successo, e dopo aver “requisito” il mezzo che ci garantirà un futuro che vogliamo credere migliore, la prima sfida da superare sarà quella di partire.

L’incipit della trama è tanto semplice quanto superfluo, un mero pretesto. Eppure funziona, ed il perché è semplice. Nauticrawl è un roguelike in prima persona, e questo tipo di giochi non richiede una storia da seguire, perché punta tutto sul gameplay. Esattamente come il padre putativo di questo genere, Nethack.

GAMEPLAY DECISAMENTE HARDCORE








L’anima hardcore di cui parlavamo poche righe sopra, ci si para davanti come un missile terra aria. Avviato il gioco e iniziata la partita, ci troviamo all’interno dell’abitacolo del nostro mech, senza alcun indizio su come accenderlo, per dare il via alla nostra fuga. Il senso di oppressione segue a ruota l’urgenza di non fallire, perché se non partiremo, verremo sicuramente catturati e la nostra scappatella finirà prima ancora di cominciare.

I primi gameplay li passeremo a premere qualche tasto, accendere qualche schermo, senza riuscire a muoverci di un solo centimetro. Capiremo subito che qualcosa non va, anche perché l’indicatore della batteria, posto in alto a sinistra, andrà in esaurimento.

Se non riusciremo a muoverci in tempo, la fuga sarà impossibile e l’unica soluzione, sarà quella di far detonare il mezzo con noi all’interno, lasciando le speranze e i sogni in mano ad un nuovo fuggiasco che prenderà il nostro posto.

Pensare ad un gameplay tipico del “trial and error” non è affatto sbagliato, perché il gioco pretende impegno e una certa dose di dedizione. La curva d’apprendimento è ripida e spesso punitiva, soprattutto nelle fasi iniziali. I primi due aspetti da curare, saranno il mantenimento dei livelli di carburante e della batteria, che sfortunatamente per noi sono tutto fuorché infiniti.

I comandi sono semplici, si usa praticamente solo il mouse, ma se vogliamo anche i tasti direzionali possono aiutarci. Al centro dell’abitacolo, il radar sarà il nostro compagno silente. Oltre ad indicare la nostra posizione rispetto alla mappa, fornirà informazioni sulla posizione delle torri armate nemiche, i depositi e le porte.

Lo stile grafico dei menu dei vari schermi e del radar è in stile retrò anni ‘80, un richiamo sia per gli amanti dei roguelike che dei nostalgici.




Il bello è che ogni azione che porteremo a compimento sarà una piccola vittoria, che ingolosirà la voglia di andare ancora avanti per vedere dove possiamo arrivare. Inizialmente, sarà difficile avere carburante a sufficienza per raggiungere il primo deposito rifornimenti, abbiamo sprecato troppo carburante nello stupido tentativo di muoverci velocemente.

Successivamente, la sfida sarà riuscire ad aprire un portellone che darà accesso ad una nuova area. Anche lì, faremo fatica a capire come procedere, e molto facilmente rimarremo bloccati esaurendo la batteria. I “self destruction” si sprecano, ma alla fine riusciamo a capire che il quadro posto sulla destra gestisce l’inventario e i comandi per i depositi e le porte. Un’altra vittoria.

Durante l’esplorazione avremo l’opportunità di ascoltare messaggi radio, e recuperare informazioni che ci faranno proseguire con la storia. Si tratta di brevi messaggi, ma sono un ottimo sistema per stemperare la tensione, e fornire un po’ di contesto. Per quanto riguarda il combattimento, inizialmente scapperemo da tutto ciò che si muove, ma successivamente saremo anche in grado di contrattaccare. Nel nostro caso però, abbiamo notato che essere prudenti ed evitare lo scontro quando possibile si è rivelata un’ottima strategia.

Il rovescio della medaglia di un gioco “trial and error” è che nel momento in cui il giocatore acquisisce abbastanza esperienza da andare avanti, il gioco può risultare poi semplice. Non è il caso di Nauticrawl, anche se dobbiamo dire che alla lunga, tende a perdere di mordente. Il senso d’urgenza e d’agitazione provati nei primi tentativi per evitare di rimanere senza carburante, va pian piano scemando. Ma siamo bloccati all’interno del nostro mezzo, senza poter usare un periscopio o uscire per dare un’occhiata a ciò che il mondo intorno a noi può riservare. Oltre ai messaggi radio e ai diari, non potremo contattare direttamente nessuno.




















Eppure, nonostante questa piccola delusione, il gameplay va alla grande. Nauticrawl maestro nell’insegnare al giocatore che deve imparare a sbattersi per ottenere qualcosa. La grafica è spartana, ma funzionale, e anche la mancanza di una vera e propria colonna sonora, in favore dei soli effetti, non fa altro che aumentare il senso di immersione.

Il gioco è anche tradotto in lingua italiana, e pur non godendo di una mole importante di testo scritto, faciliterà sicuramente la vita a chi non è abituato a destreggiarsi con la lingua della Regina.

Come per l’anteprima di qualche mese fa, claustrofobia, gioia, rabbia, frustrazione, esaltazione, sconforto sono emozioni che si susseguono a ruota, almeno fino ai titoli di coda, che se saremo bravi raggiungeremo in circa quattro ore, meno per chi è più esperto.

COMMENTO FINALE

Nauticrawl è un bel gioco. Difficile e hardcore come Nethack, tiene la storia solo come contorno per concentrarsi su un gameplay appagante.

Anche se non è provvisto di un tutorial, i comandi sono piuttosto intuitivi e tutto ciò che viene richiesto al giocatore, sono passione ed impegno.

In un certo senso è un richiamo nemmeno troppo velato ad una generazione di titoli che non c’è più. Una generazione che a molti manca tanto, noi compresi. La ripida curva d’apprendimento, si riduce molto nel momento in cui le meccaniche sono apprese appieno. E lì il gioco perde qualcosina ma nulla che vada ad intaccare il buon lavoro svolto da Andrea Interguglielmi. Un ottimo titolo d’esordio e una buona ambientazione, che speriamo di vedere con i nostri occhi in un futuro seguito.

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Bomber Crew battaglierà su Steam ad ottobre

Curve Digital e Runner Duck Games annunciano nel corso della Gamescom 2017 che Bomber Crew, un simulatore in cui si gestiranno il bombardiere e l’equipaggio ambientato nella Seconda Guerra Mondiale, arriverà su Steam il 19 ottobre. Successivamente, in data da stabilire, anche su PS4, Xbox One e Nintendo Switch.

I giocatori si troveranno troveranno dentro le linee nemiche tentando di distruggere i punti cruciali dell’esercito avverso in varie missioni. Nel frattempo si dovranno occupare d’altro, oltre che della sopravvivenza. Il reclutamento, la formazione e la guida dell’equipaggio giusto e del suo mantenimento sarà fondamentale per raggiungere il successo nella propria campagna di bombardamenti.

Simon Byron, direttore editoriale di Curve Digital, ha dichiarato:

“Siamo incredibilmente felici di lavorare con Runner Duck per il rilascio di Bomber Crew. Il gioco riunisce gli aspetti cruciali di un gioco di simulazione, con un umorismo che i giocatori amano”.

Vi lasciamo al trailer ed alle immagini. Buona visione.

Bomber Crew - Action Shot
Bomber Crew - Awaiting Orders
Bomber Crew - Bomber Customization
Bomber Crew - Coming Home
Bomber Crew - Crew Select
Bomber Crew - Inside Bomber
Bomber Crew - Tagging
Bomber Crew - Target Select

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Presentato Epic Tavern, un simulatore di taverne Fantasy gdr… arriverà su Pc nel 2017

Le locande hanno sempre avuto un ruolo folkloristico (e non solo) nei giochi di ruolo. Che si tratti di giochi cartacei o su computer e console. Ebbene, Epic Tavern è il simulatore di taverne Fantasy nei giochi di ruolo firmato da Hyperkinetic Studios che arriverà nel 2017 su Pc. I giocatori assumono il ruolo di […]

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