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Ecco Evercade, la retro console portatile

Si chiama Evercade ed è una nuova console portatile dedicata al mondo dei giocatori retro e degli amanti del vintage. Il nuovo dispositivo è stato annunciato nei giorni scorsi ma oggi arrivano i primi dettagli ufficiali. Non è chiaro quando Evercade arriverà sul mercato ma sul sito ufficiale viene indicato un generico Q4 per cui entro fine anno dovrebbe fare il suo esordio.

La console supporterà giochi dell’epoca d’oro degli 8 e dei 16 bit. Ed al momento sono 85 i titoli confermati che saranno fruibili tramite cartucce su licenza ufficiale. Tra questi troviamo quelli di Namco Museum (22 titoli tra cui Pac-Man, Dig Dug, Galaga e così via); Interplay (Earthworm Jim 1 e 2, Clayfighter e Battle Chess), Data East (Karate Champ, Burger Time e così via) ma anche Atari con una folta line-up condotta da Asteroids, Centipede e molti altri.

Oltre a questi, hanno anche annunciato oggi il supporto per i “nuovi” giochi ispirati al retro e hanno confermato che stanno già discutendo con diversi editori indipendenti per portare i loro titoli di ispirazione retrò alla piattaforma.

LA CONSOLE






  • Supporta giochi a 8 e 16 bit
  • Libreria di giochi in costante aumento grazie alle esclusive cartucce Evercade (che include dai 6 ai 20 giochi per esemplare).
  • Connettività HDMI per la connessione alla TV.
  • Schermo da 4,3 “(delle stesse dimensioni di una PSP).
  • Rapporti schermo 4: 3 o 16: 9 selezionabili (tradizionale “quadrato” o widescreen).
  • Supporta il salvataggio e il caricamento del gioco in qualsiasi momento.
  • Durata della batteria 4-5 ore.
  • Vendita al dettaglio: 69,99 euro. Le cartucce singole costano 17,99 euro.
  • Lancio a livello globale.

LA LISTA COMPLETA DEI GIOCHI







# Title Cartridge
1 Adventure (2600) Atari Collection 1
2 Air Sea Battle (2600) Atari Collection 2
3 Alien Brigade (7800) Atari Collection 1
4 Aquaventure (2600) Atari Collection 1
5 Asteroids (2600) Atari Collection 1
6 Asteroids (7800) Atari Collection 2
7 Bad Dudes Data East Collection
8 Basketbrawl (7800) Atari Collection 2
9 Battle Cars Namco Collection 1
10 BattleChess Interplay Collection 1
11 Boogerman Interplay Collection 1
12 Bowling (2600) Atari Collection 2
13 Burger Time Data East Collection
14 Burnin’ Rubber (Bump & Jump) Data East Collection
15 Burning Force Namco Collection 2
16 Canyon Bomber (2600) Atari Collection 1
17 Centipede (2600) Atari Collection 1
18 Centipede (7800) Atari Collection 2
19 Clayfighter Interplay Collection 1
20 Clayfighter 2 Interplay Collection 2
21 Claymates Interplay Collection 2
22 Crystal Castles (2600) Atari Collection 1
23 Dark Chambers (2600) Atari Collection 2
24 Demons to Diamonds (2600) Atari Collection 2
25 Desert Falcon (2600) Atari Collection 1
26 Desert Falcon (7800) Atari Collection 2
27 Dig Dug Namco Collection 1
28 Dig Dug 2 Namco Collection 2
29 Double Dunk (2600) Atari Collection 1
30 Dragon Spirit Namco Collection 2
31 Earthworm Jim Interplay Collection 1
32 Earthworm Jim 2 Interplay Collection 2
33 Fighter’s History Data East Collection
34 Food Fight (7800) Atari Collection 1
35 Galaga Namco Collection 2
36 Galaxian Namco Collection 1
37 Gravitar (2600) Atari Collection 1
38 Haunted House (2600) Atari Collection 2
39 Human Canonball (2600) Atari Collection 2
40 Incantation Interplay Collection 1
41 Joe & Mac 2: Lost in the tropics Data East Collection
42 Karate Champ Data East Collection
43 Libble Rabble Namco Collection 1
44 Magical Drop 2 Data East Collection
45 Mappy Namco Collection 1
46 Mappy Kids Namco Collection 1
47 Metal Marines Namco Collection 1
48 Midnight Resistance Data East Collection
49 Millipede (2600) Atari Collection 2
50 Missile Command (2600) Atari Collection 1
51 Motor Psycho (7800) Atari Collection 1
52 Night Driver (2600) Atari Collection 1
53 Ninja Golf (7800) Atari Collection 1
54 Pac Man Namco Collection 1
55 Pac-Attack Namco Collection 2
56 Phelios Namco Collection 2
57 Planet Smashers (7800) Atari Collection 2
58 Prehistoric Man Interplay Collection 2
59 Quad Challenge Namco Collection 1
60 Radar Lock (2600) Atari Collection 2
61 Realsports Tennis (2600) Atari Collection 2
62 Side Pocket Data East Collection
63 Solaris (2600) Atari Collection 2
64 Splatterhouse 2 Namco Collection 2
65 Splatterhouse 3 Namco Collection 2
66 Sprintmaster (2600) Atari Collection 2
67 Star Luster Namco Collection 1
68 Steeplechase (2600) Atari Collection 1
69 Street Racer (2600) Atari Collection 2
70 Submarine Commander (2600) Atari Collection 2
71 Super Castles Interplay Collection 2
72 Swordquest Earthworld (2600) Atari Collection 1
73 Tempest (2600) Atari Collection 1
74 The Adventures of Rad Gravity Interplay Collection 2
75 The Brainies Interplay Collection 2
76 Titan Interplay Collection 1
77 Tower of Druaga Namco Collection 2
78 Two Crude Dudes Data East Collection
79 Video Pinball (2600) Atari Collection 1
80 Warp Man Namco Collection 2
81 Weapon Lord Namco Collection 2
82 Wizard (2600) Atari Collection 2
83 Xevious Namco Collection 1
84 Yars Return (2600) Atari Collection 1
85 Yars’ Revenge (2600) Atari Collection 2

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Locomalito ha pubblicato Darkula

Il team spagnolo indie Locomalito, conosciuto per Maltida Castilla e Super Hydorah, assieme a Gryzor87 hanno annunciato la pubblicazione di Darkula. Si tratta di un platform game per Pc Windows che si ispira ai famoso coin-op del 1983 traendo idee da Mappy, Mouser, Arabian (che poi venne portato su home computer col titolo di Arabian Nights) e molti altri grandi classici. Il gioco è disponibile per il download gratuito sul sito degli sviluppatori. Ne ha parlato IndieRetroNews.

Squadra che vince non si cambia: progettato, dunque, da Locomalito con musica e sonoro dell’esperto Gryzor87, il titolo è stato realizzato in 5 mesi su licenza Creative Commons come si legge sul sito ufficiale. Darkula è l’ultimo gioco arcade scaricabile. Presentato ufficialmente con il suo primo gioco, imita le specifiche tecniche dei cabinati di 35 e passa anni fa. Al gameplay si aggiunge un sistema di punteggio attentamente progettato per i tornei locali.

SINOSSI

Molti e molti anni fa, mostri leggendari si riunirono per creare il Deviland Park, il parco dei divertimenti più incredibile di sempre. Ma dopo decenni lavorando e vivendo sotto le luci appariscenti, questi mostri hanno dimenticato come ci si sente a correre sotto la luce della luna.

Stasera, Darkula ha preso la decisione di rimuovere le luci artificiali di Deviland per mostrare ai suoi compagni la naturale bellezza di un buon cielo nero.

CARATTERISTICHE

  • Aspetto di un gioco arcade del 1983.
  • Facile da imparare, difficile da padroneggiare.
  • Sistema di punteggio progettato per competizioni e tornei.
  • 6 livelli unici + livelli bonus.
  • Pannello di controllo ed immagini artistiche per cabinati.

INFLUENZE

Classici giochi di piattaforme arcade fissi come Mappy, Bomb Jack, Mouser, Arabian, Pac-Man, Donkey Kong, Monster Bash, Mr. Do’s Castle, Ponpoko e Fantasy tra gli altri.

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SEGA Mega Drive Mini con Tetris e Darius

Il SEGA Mega Drive Mini avrà 42 giochi e non 40 come annunciato precedentemente. L’azienda giapponese ha reso noti gli ultimi 12 titoli che saranno inclusi al lancio della piccola console che sarà disponibile il prossimo 19 settembre e che replicherà l’iconico 16 bit tanto amato negli anni ’90.

Tra i nuovi aggiunti c’è l’iconico Tetris che sarà incluso nel lotto. Il SEGA Mega Drive Mini sarà inoltre presente all’E3 2019 appannaggio dei visitatori.

Gli amanti degli shoot’em up saranno felici di sapere che Darius è presente nella libreria.

Un altro titolo che si aggiunge alla line-up è una delle esperienze di corse motociclistiche più iconiche e intense: Road Rash II. Afferrate il manganello o la catena e gareggiate in brutali corse su strada da soli o con un amico in split-screen.

Infine, ecco il gioco che ha reso gelosi tutti i tuoi amici che non possedevano un Mega Drive: Strider. Affrontate animali meccanici di tutte le forme e dimensioni mentre scali la futuristica Russia sovietica in questo incredibile arcade.

ECCO LA LISTA DEGLI ULTIMI 12 GIOCHI PRESENTATI

L’ultima mandata ci porta ulteriori classici che si aggiungono a quelli già annunciati.

  1. Tetris
  2. Darius
  3. Virtua Fighter 2
  4. Alisia Dragoon
  5. Monster World IV
  6. Kid Chameleon
  7. Road Rash II
  8. Eternal Champions
  9. Columns
  10. Dynamite Headdy
  11. Strider
  12. Light Crusader.

I NUMERI DEL SEGA MEGA DRIVE MINI

  • 42 giochi, curati da M2, uno dei principali sviluppatori di porting ed emulazione di videogiochi classici, per soli 79,99 euro.
  • Il 55% più piccola del modello originale 1, replica accurata.

GLI ULTIMI TITOLI ANNUNCIATI IN IMMAGINI















































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Parasol Stars sta arrivando su C64

Il Commodore 64 non muore mai. Probabilmente non è l’attacco più originale della storia del giornalismo ma è senza dubbio uno dei più appropriati. Soprattutto in casi come questo. Parasol Stars, infatti, sta arrivando sull’amato 8 bit di casa Commodore. O meglio, visti i recenti precedenti, salvo intervento di Taito (storica software house che realizzò il gioco originale, ndr), si sta dirigendo sul C64.

Commodoreformat e IndieRetroGames, infatti, danno questa notizia, gradita agli irriducibili amanti retrogamer. Non si tratta di una conversione impossibile visto che ai suoi tempi, parliamo del 1991, il gioco era effettivamente in previsione per il Commodore 64 edito da Ocean. Purtroppo, un vero e proprio atto di ripicca della moglie del programmatore che si occupava del porting (Colin Porch) spinse il publisher a cancellare quella versione a causa del grave ritardo (vennero persi in un solo momento tre mesi di lavoro) che si sarebbe accumulato.

I mentioned yesterday about a port I started of Parasol Stars for the #C64. Here’s the latest WIP build before I put it on hold. Definitely going to look into getting some sound and graphics help to complete this when I’m done with Doc #retrogames #EverythingC64 pic.twitter.com/v6va23Qmk9

— Simon Jameson (@EvoluteGames) May 10, 2019

Ventotto anni fa, inoltre, è bene ricordarlo, il periodo storico, inoltre, era favorevole al C64. L’era ad 8 bit stava tramontando in favore dei consolidati Amiga, Atari ST e console a 16 bit. Inutile dire che quei mesi furono fatali per questa edizione che probabilmente avrebbe fatto molto bene come i capitoli precedenti, ossia Bubble Bobble e Rainbow Island del quale era il sequel diretto (Il sottotitolo è inequivocabile “The Story of Rainbow Island II”).

Parasol Stars arriverà, quindi, sul biscottone, probabilmente a titolo gratuito a firma di Simon Jameson. L’autore ha anche recentemente detto su Twitter di aver “bisogno di un aiuto per completare la grafica ed il sonoro. Ma la più grande necessità è quella di elaborare il sistema di oggetti bonus follemente profondo ed i mondi segreti. Bubble Bobble, Rainbow Islands e questo sono molto profondi”.

Siamo molto curiosi. C’è anche un video molto interessante che mostra il gameplay della versione C64 ancora in sviluppo (è un work in progress). Siete pronti a vagare nello spazio? Buona visione.

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Intervista a Francesco Fiorentini (RetroMagazine)

Da quasi un anno e mezzo gli appassionati di retro, che si tratti di videogiochi o di hardware o ancora di programmazione,  possono avvalersi della presenza sul web di RetroMagazine, una fanzine amatoriale che con regolarità esce regolarmente a cadenza mensile.

Una fanzine entrata nel terzo anno di vita ed pubblicata gratuitamente in pdf. Una rivista digitale che fa il punto della situazione retro provando, grazie alla passione di alcuni amatori ed esperti del settore, a dire a sua in un ecosistema che è davvero molto variegate e seguito soprattutto a livello internazionale.

Anche chi vi scrive collabora, quando può, con la redazione virtuale di questa fanzine che conta più di 30 collaboratori sparsi in tutta Italia (e non solo) ed è diretta dal nostro amico Francesco Fiorentini.

A tal proposito, abbiamo parlato con lui per scoprirne di più su RetroMagazine e per far conoscere questa lodevole iniziativa fatta di passione e qualità che si mette al servizio di una vasta community amante del passato. Una community esigente, competente che apprezza sempre più il lavoro svolto da RetroMagazine. Quest’ultima vanta numeri crescenti in fatto di download. Un attestato di stima per il lavoro svolto.

Vi auguriamo una buona lettura.

Chi è Francesco Fiorentini? Si presenti al pubblico…

Innanzitutto grazie per questa opportunita’ Edoardo. Sono un “ragazzo” di 46 anni, nato e cresciuto in Italia, in Toscana, ma attualmente residente in Olanda per motivi di lavoro. Come tutti i miei coetanei ho vissuto l’era d’oro dell’informatica avendo avuto la fortuna di crescere insieme alle macchine che ne hanno fatto la storia. La passione per i computer e per l’informatica in generale è iniziata quando ho ricevuto il mio primo computer, un Commodore 64; da quel momento in poi ho capito che i computer mi avrebbero accompagnato per tutta la vita, sia privata che professionale.

Presenti la redazione…

I componenti della redazione di RM sono il vero cuore pulsante della rivista. Per comodità, visto che viviamo tutti in posti distanti, abbiamo creato un gruppo Facebook ad accesso ristretto dove prendiamo collegialmente tutte le decisioni e definiamo l’approccio dei nuovi numeri. Attualmente fanno parte della redazione circa 30 persone, animate dalla stessa passione e con le più disparate conoscenze nel campo del retrocomputing e del retrogaming. Senza queste persone, che ad ogni uscita firmano uno o più articoli, RM non avrebbe modo di esistere, colgo quindi l’occasione per ringraziare di cuore tutti quelli che hanno aderito al progetto sin dall’inizio o che si sono aggiunti in corso d’opera.

L’idea di una rivista dedicata al mondo del retrogame è piuttosto diffusa. Perché si è tuffato anche lei in questi (dolci) meandri?

Un paio di anni fa avevo notato che tutte le pubblicazioni cartacee relative al retrocomputing parlavano quasi esclusivamente di giochi. Ovviamente ero attratto da quelle riviste, le schermate dei giochi richiamavano alla mia memoria un sacco di ricordi bellissimi e non vedevo l’ora di leggere tutto quello che c’era scritto… Ma purtroppo non c’era scritto molto, le immagini erano quasi fini a se stesse e le notizie incomplete o poco approfondite, così dopo pochi minuti l’effetto nostalgia svaniva lasciando in me un senso di vuoto. Mi sono quindi chiesto che cosa mancasse e che cosa avrei voluto vedere in una rivista di retrocomputing ed ho avuto la netta sensazione di una carenza riguardo la storia e la parte tecnica, chiamiamola “seriosa”, di questo meraviglioso mondo. Del resto il target di questo tipo di riviste sono le persone che hanno la mia eta’ (più o meno 10 anni); le immagini dei giochi sono utili per conquistare il lettore ad uan prima occhiata, ma poi serve qualcosa di più. Servono spiegazioni dettagliate ed approfondite, perché i lettori di questa fascia di età sono esigenti e preparati e vogliono capire le cose. Forse anche perché magari non hanno avuto modo di farlo quando erano ragazzi ed adesso hanno una seconda opportunità e la vogliono sfruttare pienamente. Sentivo la mancanza di qualcosa del genere e quindi, insieme ad altri appassionati, abbiamo provato a farla.

Perché ha pensato ad una fanzine digitale “cartacea” e non ad un sito che è molto più facile da gestire?

Perché volevo rendere omaggio alle riviste storiche che hanno fatto la storia dell’informatica in Italia, come TGM, K, Commodore Computer Club, MC… Inoltre di siti, blog e gruppi che trattano di retrocomputing ce ne erano già diversi, mentre una rivista digitale (in realtà una fanzine) era da un po’ che mancava e volevo dare ai potenziali lettori qualcosa che volendo, potesse essere facilmente stampata.

Cosa ha RetroMagazine che le altre fanzine non hanno?

Se dicessi che ha la passione, sarei banale e scontato; anche le altre fanzine sono scritte da appassionati. Quello che invece credo ci contraddistingua, è la collaborazione che abbiamo sempre invocato ed ottenuto con parte dei nostri lettori. Sin dai primi numeri abbiamo annunciato come RetroMagazine sarebbe stato soltanto il modo di veicolare un messaggio; volevamo che fosse un mezzo per dare voce a tutti quelli che hanno qualcosa da dire, riguardo al retrocomputing, e che allo stesso tempo avessero voglia di raccontarlo. Alcuni dei nostri lettori si sono nel tempo trasformati in redattori, fissi o saltuari, attestando così la bontà del progetto. RetroMagazine inoltre si pone lo scopo di preservare la memoria storica riguardo macchine, software e codice che altrimenti rischierebbe di andare perduta nei meandri di Internet. Ci riempe d’orgoglio il fatto che il nostro intento sia stato recepito e condiviso; non può che giovare al movimento italiano, forse uno dei piu’ attivi in assoluto.

La rivista ha fatto 13, ci racconta la lavorazione dei numeri?

Il processo creativo di RM è molto distante dallo standard delle logiche editoriali. Generalmente, in una rivista tecnica, il direttore responsabile assegna gli articoli ai redattori e questi hanno determinati giorni di tempo per portare a termine il lavoro. Ovviamente questo modello ha i suoi benefici in ambito professionale, ma non in una realtà amatoriale come la nostra. Tutti i redattori, me compreso, scrivono per RM nei ritagli di tempo e lo fanno perché hanno la possibilita’ di esprimersi nei tempi e nei modi che prediligono su argomenti che li appassionano veramente. Se fossero obbligati a scrivere con delle tempistiche da rispettare, il tutto si trasformerebbe in un secondo lavoro e la passione dopo poco verrebbe meno. Questo modello potrà forse non essere perfetto, ma per noi funziona alla grande. Ne consegue quindi come la pianificazione di ogni numero sia veloce, frenetica ed al tempo stesso sfidante. Potrebbe sembrare che tutto sia lasciato al caso, ma il livello di ingaggio di ogni redattore fa sì che, nonostante ognuno abbia le proprie idee su cosa scrivere, sappia perfettamente come inserirle nel contesto. Parlando in termini a noi familiari, sembra di vedere un Tetris giocato dal computer.

Ogni volume uscito è chiaramente come la nascita di un figlio. A quale numero è più legato, oltre al numero 1?

Senza ombra di dubbio il numero 2, il primo numero creato in collaborazione con i volontari che hanno aderito al progetto dopo la pubblicazione del numero 1. Non avevo e non ho esperienza editoriale, per lavoro faccio tutt’altro, quindi è stata una vera sfida cercare di adattare un processo creativo personale in un’attività di gruppo. L’esperienza dell’uscita di quel numero, condivisa insieme ad altri entusiasti redattori ed accolta favorevolmente dai lettori, e’ stata veramente un’emozione.

Qual è la sua piattaforma retro preferita?

Il mio primo computer e’ stato un Commodore 64, ma la mia piattaforma retro preferita è indubbiamente l’Amiga. Il salto generazionale che ho vissuto dagli 8 bit del C64 ai 16 dell’Amiga è forse una di quelle cose che difficilmente si ripeterà nella storia. Qualcuno potrebbe paragonarlo al salto che si e’ avuto dalla Play Station 1 alla 2, ma in quello degli 8 ai 16 bit c’era molto di più. Per un ragazzo degli anni 80 e’ stato come passare da semplici giochi casalinghi (seppur belli e ben realizzati) ad avere la sala giochi in casa. È cambiato tutto, da una semplice interfaccia a caratteri ci siamo ritrovati in mano un mouse ed un sistema operativo grafico.
Voglio ricordare che ho avuto anche io all’epoca il GEOS ma l’Amiga, per me, è stata una vera rivoluzione.

E quella attuale?

Difficile sceglierne una, quindi saro’ pratico. Attualmente subisco il fascino delle FPGA, sistemi HW che, se opportunamente programmati, sono in grado di riprodurre il funzionamento della quasi totalità delle macchine e console degli anni 80. Ho una MIST a casa che uso spesso con il core Amiga per giocare a Kick Off 2. La sensazione giocando a KO2 di trovarsi di fronte all’hardware reale è impagabile.

Puntate molto sulla qualità ma offrite anche quantità. Quali sono gli ingredienti di questo successo in crescendo?

RetroMagazine ha avuto la fortuna di trovare collaboratori di grande esperienza che hanno sposato il progetto facendolo proprio. Fondamentalmente ci divertiamo ed al contempo studiamo e scopriamo cose nuove che condividiamo con i lettori.

Il pezzo che secondo lei è stato più difficile scrivere, o ottenere e pubblicare?

Credo che l’inizio di ogni nuovo articolo sia la parte piu’ difficile da scrivere. Una volta partiti e trovato il filo logico da seguire, il resto viene da se.

La sua più grande soddisfazione?

Il progetto RetroMagazine attualmente va molto bene, ma la soddisfazione più grande è quella di aver conosciuto nuove persone che condividono questa stessa passione. Non ho idea di quanto RetroMagazine potrà andare avanti; tutti i progetti nascono, si evolvono, a volte si trasformano, altre volte si interrompono… Ma l’aver conosciuto tante persone che adesso reputo amici, e’ sicuramente il premio più grande che potessi sperare di ottenere.

Cosa vorrebbe migliorare?

Per natura sono molto esigente con me stesso, più che con gli altri. Chi ha avuto modo di seguirci dall’inizio avra’ sicuramente avuto modo di notare come ogni numero abbia apportato delle migliorie; alcune volte chiaramente visibili (la copertina), altre volte meno immediate da notare (l’impaginazione o la distribuzione logica degli argomenti). Ritengo che ci sia ancora molto da migliorare, soprattutto nella veste grafica degli articoli, ma lo faremo lentamente, come ormai nostro costume, per non rovinare il piacere di pubblicare ogni mese/mese e mezzo la nostra rivista.

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Arcadian, un libro per gli amanti del retro

Nel 2019 la lettura digitale è ormai predominante. Le informazioni, le notizie e molto altro corrono sul web a velocità che 20 o 30 anni fa ci sognavamo.

Fa, tuttavia, piacere riuscire a leggere un bel libro cartaceo ancor più se questo parla di uno dei nostri argomenti preferiti. In questo caso i videogiochi. Ma non titoli qualunque ma giochi retrò quelli che hanno segnato l’infanzia di molte generazioni a partire dalla fine degli anni ‘70 per continuare con i mitici anni ‘80 e ‘90.

Arcadian, il libro di Adriano Avecone, uno dei massimi esperti del settore nel nostro Paese, ci offre un bellissimo viaggio nel tempo facendo rivivere e riassaporare grazie ad un volume di oltre 400 pagine di ottima qualità rilegate interamente a colori.

Un viaggio fatto di molte tappe che ci permette di esplorare, rivivere l’epopea degli 8 e 16 bit. Oltre a sistemi più moderni o meno nuovi.




Il grande pregio di Arcadian è quello di essere molto diretto e sintetico al punto giusto. Informazioni essenziali in pillole, in grado di rimanere scolpite nella mente un po’ quando si leggevano le recensioni delle vecchie riviste dell’epoca (Zzapp, The Games Machine, K, Guida ai videogiochi e così via). Una scrittura vecchio stile, elegante e senza fronzoli in grado di offrire subito empatia con quello che si sta leggendo.

La lettura è assolutamente consigliata anche ai neofiti perché è snella, non ha eccessivi tecnicismi e permette di familiarizzare subito con l’argomento. Scorre leggera che è un piacere nonostante le oltre 400 pagine.

E non è solo per lo stile che Arcadian si fa apprezzare ma anche per la qualità dell’opera e dei suoi contenuti. Trasuda molto l’amore per la ricerca, per il racconto storico che va oltre la mera e chiara descrizione.

LE (TANTISSIME) CHICCHE

Ci sono davvero molti titoli che avranno fatto brillare gli occhi agli ultra 40enni ed incuriosito i più giovani. Tra giochi famosi possiamo trovare suddivisi nelle diverse sessioni troviamo:

per gli 8 bit troviamo Wizball, Nexus, Barbarian II: The Dungeon of Drax, Spy Hunter per ZX Spectrum, lo stralunato Peter Shilton’s Handball Maradona, Castlevania: Rondo of Blood, Advanced Dungeons and Dragons: Cloudy Mountain. Bruce Lee II e molti altri.

Tra i 16 biti, troviamo Floor 13, Fade to Black, Super Aleste, RoboCop vs Terminator. Tra i titoli Arcade, Wec Le Mans 24, Dragon Breed, Out Zone, King of Fighters XII, Alien Storm, Cabal, Arkanoid, Green Beret, Gals Panic, Bubble Bobble Lost Cave e così via.

Gli amanti dei 32 bit potranno gioire nel leggere e ricordare di OutRun 2, Resident Evil: Rebirth, Crazy Taxi, Metal Gear Solid 2, Metroid Prime e tantissimi altri.

La sessione si occupa, tra le altre cose, del Siga Teradrive, dell’Amiga Lorraine, Famico 3D System, Thoshiba HX-10D di Xbox ed emulazione, Nec PC-KD863G ed altro.

Tra gli speciali, segnaliamo quello su Come realizzare un Pc con Mame su TV CRT (tubo catodico), uno speciale su Access Software, sui primi 30 anni di Macintosh, su Frogger. Ma c’è moltissima carne al fuoco.

Vale la pena segnalare tra le biografie, quelle di Yoshiki Okamoto, Tokuro Fujiwara, Yu Suzuki ed Alexey Leonidovich Pajitnov.

I (GRANDI) NUMERI

Ricapitoliamo i grandi numeri di Arcadian che è già in seconda ristampa e che si avvia alla terza. Troviamo 38 schede di videogiochi a 8 bit, 10 schede di videogiochi a 16 bit, 76 schede di videogiochi arcade, 47 schede di videogiochi a 32 bit, 13 speciali sul mondo dei videogame, 41 schede sui peggiori giochi di sempre, 16 biografie di sviluppatori e molto altro ancora. Ce n’è per tutti i gusti.

Il libro, infatti,  prende in esame il periodo compreso fra gli albori del videogioco moderno e l’inizio dell’attuale era videoludica. E lo fa attraverso contenuti che spaziano fra diversi settori chiave del panorama retroludico in un percorso inquadrato in una serie di capitoli organizzati in senso logico e cronologico. Una facile fruizione.

La prima sezione analizza i videogiochi per i sistemi casalinghi a 8 bit in una serie di schede corredate da copertura fotografica. L’analisi passa ai titoli a 16 bit, che hanno sancito l’evoluzione del gaming casalingo in una fase che ha affascinato un’intera generazione a cavallo fra gli anni ‘80 e ‘90. Successivamente viene dedicata un’estesa sezione ai videogiochi arcade, ovvero ai titoli azionati a moneta diffusi in sale giochi, bar e locali pubblici. Da qui si passa a una serie di schede dedicate ad alcuni importanti videogiochi per i sistemi a 32 bit, il periodo che ha anticipato l’attuale fase del videogaming.

Quindi, vengono analizzati hardware poco conosciuti o mai importati in Occidente, ma in grado di lasciare una traccia nel mondo del videogioco e degli home e personal computer. Nella sezione dedicata agli speciali è presente una serie di approfondimenti, fra cui alcune riflessioni sulle esperienze in sala giochi degli anni ‘80, un resoconto sull’emulazione e molto altro ancora. Il volume si conclude con una sezione più leggera contenente recensioni ironiche di alcuni fra i peggiori videogiochi mai pubblicati, in una trattazione semiseria che riuscirà sicuramente a strappare più di un sorriso.

Il libro è disponibile al prezzo di euro 25+spedizioni (8 euro per l’Italia). Per informazioni e ordini potete scrivere ad adriano.avecone@tiscali.it.

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The Wild Wood, un nuovo gioco in arrivo per C64

Abbiamo un debole per il mondo retro. E cerchiamo sempre piccole – interessanti – chicche. Da IndieRetroNews apprendiamo dello sviluppo di un nuovo titolo per C64 chiamato The Wild Wood. Si conosce poco ancora di questo platform ma le immagini sono a dir poco spettacolari.

Secondo quanto riportato, The Wild Wood ha un team di tre programmatori che lavorano per la sua realizzazione: Achim, Wanax e Zirias (coders), con suoni e musica di NM156 e grafica e design di Hend. Sul C64 Forum si attesta che è il primo team di programmatori formato da tre persone in 25 anni che si occupa di sviluppatore un titolo per il biscottone ad 8 bit di casa Commodore.

Per quanto riguarda la storia, i giocatori dovranno aiutare a guidare la giovane Hare nella sua avventura nel cuore di Wild Woods. Attraverso i campi illuminati dalla luna, delle rovine antiche, sottoterra esplorando le magnifiche cattedrali, i cimiteri raccapriccianti e avventurarsi nelle profondità degli stessi “Ominous Woods”.

Le poche immagini che sono state condivise sono veramente incredibile ed il team punta a sviluppare il miglior gioco mai visto su C64. Oltre alla grafica si farà leve su un sonoro immersivo ed il gioco includerà livelli enormi e piattaforme multi-direzionali, sezioni a scorrimento orizzontale, boss e molto altro.

In sostanza saranno spremuti ogni byte di una cartuccia di 500kbyte sarà accompagnato da illustrazioni e presentazioni di qualità. Per l’uscita però dovremo aspettare: il tempo di produzione è attualmente previsto a 12 mesi.

 

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Legendary Eleven sta uscendo dall’accesso anticipato

Il divertente Legendary Eleven uscirà domani, 1 marzo, dall’accesso anticipato di Steam. Il gioco è anche disponibile su Xbox One e Switch. Lo rende noto Eclipse Games, il team indie che sviluppa questo gioco calcistico che si ispira ai fasti del passato targati anni ’70, ’80 e ’90.

Nondimeno apprendiamo che il titolo sarà disponibile su PlayStation 4 il 29 marzo. Il prezzo è di 14,99 euro.

Legendary Eleven propone un nuovo approccio al calcio, con un gameplay fluido e meccaniche uniche. Gli appassionati possono sviluppare giocate sorprendenti e mantenere il possesso della palla per eseguire Super Shot inarrestabili. Si possono tentare tackle in scivolata per rubare la palla senza fischiare l’arbitro per un fallo. Affidatevi ai vostri fan per sostenervi se state perdendo o usate carte speciali per aumentare le statistiche della vostra squadra. Legendary Eleven è tutto questo ed altro, un gioco di calcio sopra le righe, divertente e molto accessibile durante le coppe del mondo retrò che hanno fatto storia e ispirato generazioni di giocatori e fan. Ne abbiamo parlato in questa nostra anteprima.

CARATTERISTICHE

  • Più di 40 nazionali
  • 5 coppe da finire in single player e match leggendari per rivivere alcune sfide che hanno fatto la storia della Coppa del Mondo
  • 32 carte da sbloccare ed usare per migliorare le statistiche della propria squadra
  • Stile di football arcade ispirato ai classici videogiochi degli anni ’80 e ’90 come Super SideKicks, Nintendo World Cup ed anche i primi ISS Pro.
  • Sistema “Morale” che varia con squadre e giocatori
  • Gameplay profondo con passaggi filtranti, cross, strategie e Super Shots
  • Multiplayer locale fino a due giocatori
  • Multiplayer online fino a due giocatori.

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Amiamo il retro perché è storia e cultura

Carissimi lettori, buongiorno. Chi ci segue si sarà accorto che da qualche mese abbiamo iniziato una bellissima collaborazione con Adriano Avecone, uno dei massimi esperti di retrogaming. Il nostro amico ci onora mensilmente (in verità pressiamo da sempre per averne almeno uno ogni quindici giorni), della sua presenza sulle nostre pagine de IlVideogioco.com.

Lo fa con articoli che riassumono le atmosfere degli anni ’80 ed in generale di molti anni fa. È una cosa che a noi piace perché oltre a ricordare vere e proprie perle videoludiche, che spesso e volentieri hanno poi dato il là ad un’evoluzione che ci ha portato ai giorni nostri, ci fa rivivere uno spaccato di anni felici. Almeno per noi. Chi vi scrive, essendo un uomo nato nel ’77, legge con affetto questo o a quell’aneddoto. Ci si ricorda anche del costume dell’epoca e si parla – tra le righe – di quanto fosse bello o difficile quel particolare o di come tecnicamente il gioco si comportasse.

È un po’ come tornare indietro nel tempo. E per di più si fa cultura perché per chi ama i videogiochi è sempre interessante leggere di titoli che ai più oggi non dicono nulla ma che all’epoca hanno scritto la storia. Da pixel animati quasi a mano, a giochi con motori grafici da far paura grazie anche ad hardware sempre più performanti. Ma è la naturale evoluzione che in 40 anni ha fatto passi da gigante. 

La rubrica sta avendo successo sia per visualizzazioni (che per una realtà indipendente come la nostra sono dettagli da non sottovalutare) sia per l’eccelsa qualità di quanto proposto dal nostro amico Adriano Avecone.

Siamo contenti di proporre queste analisi perché ci permettono anche di staccare dalla cronaca quotidiana che ha i suoi ritmi e di offrire ai lettori articoli diversi da leggere. E vi potreste stupire del fatto che esistono anche news di cronaca retro visto che la platea di appassionati videogiocatori è supportata da sviluppatori che ancora oggi producono giochi su vecchie macchine quali C64, Amiga, Amstrad, Spectrum e così via.
Del resto fare cultura fa anche parte del nostro mestiere senza se e senza ma. Articoli che speriamo siano in grado di suscitare domande non troppo retoriche sull’utilità perché per ogni dubbio si può leggere questo editoriale.

Detto questo, vi auguriamo buona lettura.

 

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Zeroptian Invasion, Recensione

Il Natale si avvicina. Non c’entra molto con la recensione ma era verso questo periodo che chi vi scrive ricorda con piacere le primissime esperienze in sala giochi davanti agli Arcade. Eravamo tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80 quando la fantasia dei più giovani era esaltata dai primi videogiochi.

Erano gli anni di Space Invaders, che uscì però nel 1978, e Galaga pubblicato tre anni dopo. Ma perché abbiamo nominato questi due classici? Semplice: per parlare di Zeroptian Invasion, un nuovo sparatutto arcade firmato dallo sviluppatore indie Josyanf1, uno sviluppatore indie spagnolo, che omaggia i titoli sopracitati.

Questo gioco trasuda atmosfera arcade da tutti i pori. Anzi, da tutti i pixel e da tutte le note dell’ottima colonna sonora in chiptune. Il titolo, uscito lo scorso 28 novembre su Steam per Pc, ma dovrebbe essere disponibile presto anche per Mac e Linux, è rivolto agli appassionati retro, saprà conquistare anche gli altri utenti?

Ecco la nostra (rapida) recensione. Buona lettura.

TRA SPACE INVADERS E GALAGA, GAMEPLAY IMMEDIATO ED IPNOTICO

Non c’è molto da dire sulla trama. L’incipit è lo stesso che accomuna i cartoni animati giapponesi a tema robottoni che gli shoot’em up a partire dagli anni ’70. Gli alieni cattivi invadono il nostro settore della galassia. Ovviamente siamo l’ultima speranza, il baluardo tra noi e loro, tra la sopravvivenza e l’annientamento, tra il buio e la luce.

Il gameplay è semplice, immediato, quasi primitivo ma sempre vincente anche perché è un mix tra Space Invaders, Galaga o Centipete visto che chi ha qualche annetto sopra la trentina (ma anche i più giovani, i titoli sopracitati sono davvero famosi, ndr), troverà queste meccaniche (nonché i movimenti e le situazioni di gameplay) davvero familiari.

Le ondate dei nemici, infatti, prendono spunto da loro. Ci sono anche i boss ogni tre stage con un livello di difficoltà che cresce e che diventa subito frizzante. Non mancano i bonus che si dovranno raccogliere una volta colpita l’astronave “madre” che passa di tanto in tanto. Sparo rapido e scudi saranno fondamentali per avere la meglio di ondate di nemici sempre più forti.

C’è da rimanere ipnotizzati vista l’immediatezza e la rapidità che ci fa tornare alla mente i tanti momenti spensierati (e gettoni spesi) nelle sale arcade.

GRAFICA AD “1 BIT” E CHIPTUNE D’AUTORE






La parte tecnica di Zeroptian Invasion esalta il lavoro certosino dello sviluppatore. Josyfan1 ha puntato forte (All in, oseremmo dire) sull’effetto nostalgia dipingendo una grafica con pochissimi colori a bassissima risoluzione. Tutto rigorosamente in 2d con la nostra navetta nella parte inferiore dello schermo ad aspettare le orde di nemici dall’alto. L’impatto? Efficacissimo. Il nero dello spazio predomina e fa da sfondo ai vari (sono tanti) settori della galassia e ci rapisce catturando i nostri ricordi e fantasie da giovani videogiocatori di allora da vecchie, presumibilmente e preferibilmente, volpi del joypad.

Apprezzabile anche la varietà delle aree da ripulire dei nemici nonché quella dei cattivoni di turni, boss compresi. Troviamo anche fluide le animazioni ma oggettivamente non ci è sembrato un compito di elevatissima difficoltà. Non può mancare la possibilità di applicare anche il filtro CRT per simulare l’effetto tubo catodico e rimarcare la nostalgia degli anni ’80 per quella che viene nominata grafica ad “1 bit”.

Di livello sono anche i brani della colonna sonora firmati da Bibiki in apprezzabilissima chip tune. Le musiche sono molto orecchiabili e si sposano perfettamente con l’azione dettata dal gameplay.

COMMENTO FINALE

Cercate un passatempo rapido ma in grado di tenervi impegnati per qualche minuto (che facilmente si trasforma in qualche ora)? Benissimo, Zeroptian Invasion fa al caso vostro anche perché offre una sfida dal sapore classico ed al tempo stesso impegnativo.

Ottimo il gameplay arcade con un buon livello di difficoltà ed una longevità senza dubbio adeguata al genere di gioco. Dal punto di vista tecnico, il titolo, è senza dubbio gradevole perché può far palpitare i più nostalgici grazie ad una pixel art semplice ma al tempo stesso efficace in gradevole pixel art.

Stesso discorso per la musica in chip tune che accompagna splendidamente le nostre evoluzioni. Se siete amanti dei titoli senza fronzoli e dal gusto retrò, potete dare una chance a Zeroptian Invasion al cui va il merito di aver ricordato egregiamente Space Invaders e Galaga. Forse qualche rimpianto per non aver puntato su qualche innovazione favorita dal tempo: leggasi altre modalità di gioco. Ma probabilmente, l’obiettivo dello sviluppatore era diverso.

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Sega Mega Drive Classics debutta domani su Switch

Sega Mega Drive Classics, ovvero la raccolta di oltre 50 titoli arcade firmati dalla nota casa giapponese, sarà disponibile da domani anche su Switch.

Lo rende noto SEGA Europe che ha pubblicato per l’occasione un nuovo trailer.

I fan nostalgici potranno finalmente rigiocare a diversi titoli arcade, sparatutto, beat’m up e puzzle, accedendovi attraverso una camera retro in stile anni ’90. C’è un titolo classico per ogni giocatore, oltre a nuovissime caratteristiche tra cui: multiplayer online, obiettivi, mirror mode, modalità coop locale, riavvolgimento e salvataggio degli stati. Qui la nostra recensione della versione PS4.

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Portal, c’è la versione per C64

Non ci sono notizie su Portal 3. Tuttavia è uscita, a sorpresa, la versione per Commodore 64 del primo Portal. Si, avete letto bene. Il capolavoro di Valve (datato 2007) è disponibile per l’8 bit di casa Commodore e su VICE, l’emulatore più fedele di questo glorioso computer che non smette di essere ancora utilizzato.

Si tratta comunque di un puzzle in 2d dalla grafica essenziale ma gli autori, guidati da Jamie Fuller, sono riusciti ad inserire tutte le caratteristiche essenziali del titolo di Valve.

Vi lasciamo al trailer di lancio di questa nuove (ed incredibile) versione per C64 mentre il download gratuito si può effettuare sul sito ufficiale del titolo. Li si trovano anche il manuale e le informazioni utili per configurare il mouse col VICE. Ultima ma non ultima una precisazione: Valve non ha alcun collegamento con questo progetto amatoriale.

Vi lasciamo al video con gameplay con i primi tre livelli di Portal. Buona visione.

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Rogue, il roguelike di Dmitry Krapivin arriva su ZX Spectrum

Un nuovo gioco per ZX Spectrum è disponibile in rete grazie al lavoro di Dmitry Krapivin. Il gioco si chiama Rogue. Il protagonista è un ladro. Il compito dei giocatori è semplice: attraversare livelli e combattere contro nemici mortali, scheletri ed altre creature.

IndieRetroGames ne parla qui. Il gameplay è elementare: combattere contro i nemici, raccogliere monete e cuoricini per ripristinare l’energia.

Ciò che rende questo gioco leggermente diverso rispetto ad altri titoli rogue, è il fatto che se non si hanno abbastanza monete per livello, si dovrà attraversare un altro labirinto per raccogliere una chiave e raggiungere l’uscita. A meno che non raccogliate 10 monete o più per saltarlo. Queste fasi, questi mini livelli tra gli stage principali, sembrano le meno riuscite.

Vediamo il video con gameplay di Rogue. Buona visione.

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PlayStation Classic si mostra in un trailer

Sony ha pubblicato un nuovo spot pubblicitario sulla PlayStation Classic, la mini-console con 20 giochi pre-caricati, che debutterà il prossimo 3 dicembre.

Ricordiamo che tale mini-console rievoca ed omaggia la PlayStation One, la prima di Sony. Nella clip, della durata di 30 secondi, che vi mostriamo, sono protagonisti i protagonisti dei giochi che si alternano in modo dinamico nello schermo facendo, inoltre, evincere (e ricordare) i loro modelli poligonali alquanto spigolosi ma che a metà anni ’90 rappresentavano un miracolo.

Buona visione.

La PlayStation Classic includerà questi titoli:

  1. Battle Arena Toshinden
  2. Cool Boarders 2
  3. Destruction Derby
  4. Final Fantasy VII
  5. Grand Theft Auto
  6. Intelligent Qube
  7. Jumping Flash!
  8. Metal Gear Solid
  9. Mr. Driller
  10. Oddworld: Abe’s Oddysee
  11. Rayman
  12. Resident Evil Director’s Cut
  13. Revelations: Persona
  14. Ridge Racer Type 4
  15. Super Puzzle Fighter II Turbo
  16. Syphon Filter
  17. Tekken 3
  18. Tom Clancy’s Rainbow Six
  19. Twisted Metal
  20. Wild Arms.

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Sails of Doom sbarca per Atari XL/XE

Sails of Doom è il nuovo gioco di Antoin Holi disponibile per Atari XL/XE. Si tratta di un titolo homebrew (prettamente casalingo). Riporta la notizia IndieRetroGames.

Il video ci mostra anche il gameplay che sembra riprendere un po’ di Sid Meier’s Pirates e mescolarlo con l’azione deathmatch multiplayer. Si naviga in una mappa con più schermate governando la propria fregata. Il gameplay supporta fino ad 8 giocatori multiplayer.

La clip ci mostra anche, naturalmente, l’aspetto visivo molto semplicistico ed una colonna sonora chiptune. Vi mostriamo la clip mentre chi vuole scaricare il gioco, può andare a questo indirizzo.

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