I migliori giochi del 2019

Siamo arrivati anche quest’anno alla conclusione dei nostri GOTY per l’anno precedente e dopo aver assegnato i premi alle singole categorie (forse un po’ pochine ma considerate che il nostro giornale è composto da pochissime persone), facciamo un veloce riassunto sui migliori giochi del 2019.

Nella nostra lista troverete qualche sorpresa probabilmente ma anche – sicuramente – qualche mancanza. Chi ci segue da anni sa come la pensiamo su determinati titoli e sa che diamo i premi ai giochi che abbiamo effettivamente provato basandoci soltanto sulle recensioni. Come tutti non siamo infallibili ma questa top ten (salvo probabilmente qualche grande escluso) ci offre una panoramica dei migliori giochi del 2019. Tanti altri titoli che ci hanno divertito meriterebbero una menzione ma forse lo faremo in un eventuale speciale a fine mese o ad inizio febbraio.

Scritto questo, vi auguriamo buona lettura.

10) eFOOTBALL PES 2020

Konami ha fatto il grande colpo portando sui nostri schermi un ottimo gioco calcistico che rievoca grazie ad un grandissimo gameplay i fasti di PES 5 che, ripeteremo fino allo sfinimento, riteniamo essere uno dei migliori titoli calcistici di sempre.

A nostro avviso nel 2019 c’è stato il sorpasso rispetto al concorrente più agguerrito, ossia quel Fifa 20 che dal canto suo ha fatto del calcio da strada (il vecchio Fifa Street) il suo cavallo di battaglia come novità assoluta. Konami dal canto suo ha migliorato ulteriormente il gameplay offrendo partite più lente ma soddisfacenti ed un divertimento maggiore. Per non parlare del contesto visivo che vede eFootball PES 2020 vincere a mani basse grazie a dei modelli di calciatori veramente eccellenti. Insomma, non manca nulla: divertimento, longevità ed un ottimo gameplay.

9) THE BALLAD SINGER

Uno dei migliori giochi italiani dell’ultimo anno è stato sicuramente The Ballad Singer realizzato da Curtel Games. Ci fa piacere ritrovarlo anche nella top ten dei migliori giochi del 2019. Oltre al robusto voto che è riuscito a conquistare (9) ma anche al fatto di essere sicuramente uno dei migliori titoli di sempre del genere dei libro games ad ambientazione fantasy.

Le decisioni da prendere, i tanti sbocchi narrativi, gli enigmi, ma al tempo stesso la narrazione, l’ottima musica e la splendida direzione artistica hanno permesso al gioco di offrire ore ed ore di divertimento agli appassionati. La mole di contenuti, inoltre, non è indifferente e permette anche una buona rigiocabilità. Certo, manca del tutto l’azione ma è un libro game, un’avventura quasi testuale arricchito da grafica e sonoro da applausi e da tantissimi bivi narrativi.

8) VALFARIS

Per un veterano, suo malgrado, come chi vi scrive, poter avere l’onore di giocare e di poter affermare che Valfaris è il “nuovo Turrican” è qualche cosa di epocale. È difficile spiegare cosa sono stati i primi due Turrican, giocati dal sottoscritto sia su C64 che su Amiga. Trovarsi di fronte ad un gioco come Valfaris che ne ripropone le dinamiche in un contesto simile e con una realizzazione di questa portata è stato un amore a prima vista.

Difficoltà più estrema rispetto al capolavoro di Rainbow Arts ma un lato tecnico ed artistico di assoluto valore. Valfaris offre grande sfida e – per quello che è il genere – anche una buona longevità.

7) GEARS OF WAR 5

Dopo il tradizionalissimo Gears of War 4, The Coalition ha preso coraggio ed ha deciso finalmente di far compiere un passo in avanti alla saga.

Con Gears of War 5, infatti, il team di sviluppo ha abbandonato alcuni canoni classici delle passate produzioni targate Cliff Bleszinski in favore di una serie di sensibili novità che, senza sacrificare tutto ciò che ha reso grande il franchise, ne amplia le possibilità facendola evolvere.

Tra i pregi di questo eccellente titolo, l’ottima la giocabilità, tra tradizione e qualche novità, la modalità Orda fedele a se stessa ma più ricca e divertente. Ma anche la nuova modalità Fuga in grado di offrire una marcia in più al fattore longevità. Campagna longeva e ben strutturata anche in termini narrativi.

6) DEVIL MAY CRY 5

Una trama a suo modo interessante, personaggi ispirati, un sistema di combattimento spettacolare ma al contempo profondo e ben stratificato, e una maggiore fluidità nei controlli rispetto al recente passato: insomma, a parte qualche lieve inciampo, Devil May Cry si ripresenta al suo pubblico in grande stile con un quinto capitolo regolare che, per i motivi sopra descritti, si rivela essere tra i migliori in assoluto dell’intera saga.
Devil May Cry 5 è stato capace di aggiornarsi sensibilmente pur mantenendo una filosofia di gioco nel solco della tradizione e quel pizzico di fan service che a volte non guasta, come in questo caso. E grazie al RE Engine, il motore proprietario di Capcom, ha rivitalizzato anche dal punto di vista tecnico e grafico la serie.

5) CHILDREN OF MORTA

Children of Morta

Se un redattore molto puntiglioso come Davide Viarengo si spinge a dare 9+ ad un gioco come ha fatto per Children of Morta, c’è un motivo. In questo caso sono più di uno ed i pregi evidenziati nella sua recensione descrivono perfettamente questo action rpg griffato dal team indie Dead Mage.

A decretare il successo di Children of Morta sono stati un pacchetto di protagonisti originale in un action gdr di pregevole fattura, un gameplay profondo e immersivo nonché una realizzazione tecnica eccelsa e particolareggiata.

Cosa volere di più da una produzione indie che è stata finanziata su Kickstarter con poco più di 108.000 dollari? Budget certamente buono ma non assolutamente paragonabile ad un titolo tripla A.

4) FIELD OF GLORY: EMPIRES

Per noi è stato il migliore strategico del 2019, naturale trovarcelo in top ten ed anche a ridosso del podio. Field of Glory: Empires, titolo firmato da Ageod e distribuito da Slitherine, catapulta gli appassionati di storia e di strategia nella gloria dell’Impero Romano. Una mappa vasta, tante regioni da conquistare e gestire, settanta fazioni diverse ognuna con le proprie unità, storia e caratteristiche ben diversificate, unito ad un gameplay che regala soddisfazioni alternate a cocenti sconfitte, fanno si che Field of Glory: Empires sia giustamente tra i migliori giochi dello scorso anno. Senza sé e senza ma.

Ha avuto anche il merito di uscire – a nostro avviso – alla grande dai possibili paragoni con uno di quei 4X blasonati usciti nel corso del 2019: Imperator Rome che ne condivide la stessa ambientazione senza però – pur essendo un buonissimo gioco – raggiungere quelle eccellenze e complessità raggiunte da Field of Glory Empires.

3) REMOTE LIFE

Non finiremo mai di dirlo: quando abbiamo visto Remote Life c’è venuto un tuffo al cuore e contemporaneamente abbiamo spalancato la bocca ed aperto all’inverosimile gli occhi. Se ci fossimo fotografati probabilmente saremmo diventati un nuovo meme. Remote Life è davvero la sorpresa più grande del 2019. Mario Malagrino, sviluppatore indie italiano, ha realizzato il suo capolavoro e, dopo un lavoro di tre anni, ci ha consegnato uno shoot’em up memorabile.

Il 9,5, altissimo (forse per alcuni troppo), lo spieghiamo (ma senza giustificarlo perché non c’è nulla da giustificare) in queste seguenti righe: Remote Life non solo ricorda (e si ispira) ai grandi classici del passato, primo fra tutti R-Type, ma ha il grandissimo merito di ringiovanire la “formula” proponendo missioni diverse all’interno di una lunga campagna che garantisce un’ottima longevità. Nondimeno, la sua realizzazione artistica è di primissimo d’orine con tantissimi effetti particellari ed animazioni da applausi. Malagrino mette del suo in Remote Life che fa ricordare al mondo di Steam come gli shoot’em up vecchio stile non siano mai morti, anzi.

And the winners are…

Si, ci siamo permessi di dare il premio in ex aequo. Non sapevamo chi scegliere ed oggettivamente sarebbe stato un torto non assegnarlo a loro due. È vero: in linea di massima c’è solo un vincitore, ma in questo caso i due titoli in questione hanno dimostrato in toto di meritare la palma del miglior gioco del 2019 sebbene molto diversi tra loro. Di chi stiamo parlando? Eccoli:

1) ASSETTO CORSA COMPETIZIONE

Capolavoro di grande valore, Assetto Corsa Competizione è sicuramente il gioco automobilistico sportivo (ed esportivo) del momento. Kunos Simulazioni ha tirato fuori dal cilindro un vero e proprio capolavoro che è stato in grado di ridefinire i canoni dei racing games.

La grande qualità del gameplay è unita alla splendida realizzazione tecnica in grado di offrire una grafica fedele in ogni singolo dettaglio sia delle vetture che delle piste che fanno parte del prestigioso campionato internazionale Blancpain GT Series. Una competizione che vede Ferrari, Porsche, Lamborghini ed altre marche prestigiose al via sui circuiti più conosciuti ed amati dell’intero mondo dell’automobilismo. Così come i piloti: ci sono tutti i protagonisti della Blancpain.
Il clima dinamico, la grafica spettacolare (con un uso esemplare dell’Unreal Engine 4), e l’atmosfera che si respira rendono Assetto Corsa Competizione un titolo da avere se si è amanti della simulazione. Si, non è un gioco per tutti per via della difficoltà che però può essere attenuata grazie agli aiuti.
Stride, e lo diciamo come opinione personale, il fatto che tale capolavoro non sia nemmeno comparso tra le nomination nella “Notte degli Oscar” (i The Game Awards) dello scorso dicembre. A nostro avviso un vero e proprio scippo.

Tornando al titolo italiano, giusto anche ricordare come sia sempre in aggiornamento, in continuo miglioramento e che il team segue una community di appassionati sempre pronti ad arricchire il gioco anche con nuovi contenuti di propria produzione.

1) DISCO ELYSIUM

Altra grande sorpresa dello scorso anno è stata Disco Elysium. A questo straordinario rpg va la palma – assieme ad Assetto Corsa Competizione – del miglior gioco del 2019. ZA/UM ha sfornato un autentico capolavoro in grado di catturare gli appassionati grazie ad una trama ed una scrittura di prim’ordine. A questo va aggiunto un gameplay vario ed una realizzazione tecnica molto pulita.

Colpisce, però, la profondità di tutto ciò che presente in Disco Elysium. Danny DSC ha scritto durante la recensione questa frase:

Ci sono poi quei casi dove il testo è protagonista tanto quanto la storia. Di questa categoria, fanno parte i due Baldur’s Gate, il mitico Planescape: Torment, e oggi anche Disco Elysium.

Ed è proprio questo uno degli ingredienti che formano la magia di Disco Elysium accostato – addirittura – a due capolavori assoluti come Baldur’s Gate e Planescape:Torment. La scrittura in un periodo storico dove apparire – ahinoi – è sempre più importante della sostanza. L’RPG di ZA/UM offre anche un bel lato artistico che diventa, però, quasi comprimario rispetto alla sostanza. E di recente il gioco è stato anche aggiornato con ulteriori contenuti gratuiti. Meglio di così.

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Remote Life, la nostra recensione

È difficile nel 2019 applicare il concetto di sorpresa in un videogioco. Soprattutto se si parla di uno shoot’em up vecchio stile. Lo sviluppatore indie fiorentino Mario Malagrino, da tre anni lavora al suo gioco, al suo progetto, al suo sogno. E la sorpresa si concretizza in un nome che vi consigliamo di ricordare e di tenere d’occhio anche se non siete appassionati del genere: Remote Life.

Un titolo che fa – e lo diciamo fin da queste prime righe della nostra recensione – della realizzazione tecnica ed artistica i suoi capisaldi. Anzi, saldissimi.

Ed è la conferma che dedizione, passione, competenza e talento anche se non supportati da grandi mezzi economici si fanno notare quando sono preponderanti.

Remote Life è un vero e proprio capolavoro ed uno dei migliori shoot’em up a scorrimento orizzontale realizzati non solo negli ultimi tempi ma anche globalmente. Uno di quei giochi che sembra seguire la naturale evoluzione tecnica senza rifugiarsi nella pixel art o senza esagerare con effetti e design che non sono congrui.

Fatta questa premessa, vi lasciamo alla nostra recensione su questo gioco arrivato su Steam in versione “definitiva” (ma sempre in costante aggiornamento e miglioramento) per gli utenti Pc dallo scorso ottobre a firma Next Game Level.

Buona lettura.

LA TERRA È IN PERICOLO, LA MINACCIA È SCONOSCIUTA

In una galassia lontana lontana, no, scusate, siamo nel ventitreesimo secolo e la tecnologia sulla Terra ha fatto passi da gigante (come è lecito aspettarsi). Gli Stati Uniti della Terra ed il pianeta tutto, sono scossi da una misteriosa forza preponderante che un mese prima degli eventi ambientati nel gioco aveva distrutto con estrema semplicità un intero avamposto spaziale. Non prima di aver segnalato una massa enorme di origini sconosciute.

Parte una missione di ricognizione ma questa non ha esito positivo: la navicella viene distrutta inesorabilmente da una forza aliena soverchiante. La triste conferma è agghiacciante: la Terra è minacciata… ed i mezzi non sono certamente dalla nostra. Un manipolo di navette ed un pilota dovranno servire per portare a termine una missione suicida per salvare l’umanità. Una missione che sembra un girone dantesco fantascientifico dove John Leone, un pilota ambizioso, deve districarsi in 16 livelli pieni zeppi di nemici ed in un’ambientazione estremamente ostile contro nemici armati fino ai denti ed installazioni spaziali veramente difficili da espugnare.

Non mancano una santabarbara di tutto rispetto e nemici di fine livello che faranno di tutto per abbatterci e continuare nel loro terribile intento: conquistare la Terra.

TRA R-TYPE E PROJECT X MA ANCHE Z ED X-OUT…



Giocando a Remote Life non si guida soltanto una navetta armata di tutto punto, che ricorda vagamente la R-9 di R-Type, ma si pilota – idealmente – una macchina di ricordi non indifferente. L’ambientazione ricorda i cliché dei giochi e dei film horror di fantascienza. I riferimenti ovvi ad Alien (dal punto di vista cinematografico) sono evidenti ma oltre a R-Type a livello videoludico, ci vengono in mente classici come Turrican, come X-Out e Z-Out (tutti titoli Rainbow Arts, ndr) o Project X di Team 17.

La nostra battaglia va contro una razza aliena fatta di creature aggressive e creature biomeccaniche. L’ambientazione sempre cupa è comunque spettacolare con un mondo aggressivo attorno a noi sempre vivo ed in movimento. Ogni livello ha le proprie peculiarità ed ovviamente insidie. Il problema oltre ad evitare i proiettili ed i missili nemici anche le pareti delle basi che sono sempre in movimento e che provocano anche esplosioni spettacolari in grado di distorcere l’ambiente e di far notare alcuni dettagli dello sfondo dell’ambientazione. Parleremo a breve dell’aspetto grafico.

Il gameplay è piuttosto classico anche se è ravvivato da alcune missioni particolari. Oltre a sparare a tutto spiano contro tutto quello che si muove ed ha più di due zampe (cit.) dovremo di tanto in tanto affrontare missioni di scorta evitando, dunque, che la nave da noi protetta venga distrutta dagli alieni. Questo ravviva il mero “spara spara” anche perché avremo in alcuni casi l’obbligo di muoverci in tutte le direzioni per raggiungere degli obiettivi sparsi in questi particolari stage che hanno mappe simili a veri e propri dedali. Questi si alternano ai classici livelli a scorrimento ovviamente.

Inoltre, il nostro John Leone potrà essere promosso di grado. Questo permetterà a lui (ed a noi) di accedere ad ulteriori due tipi di navetta che hanno caratteristiche migliori rispetto a quella base soprattutto per la velocità e la potenza di fuoco.

Lungo il nostro percorso, ovviamente, sarà possibile raccogliere armi sempre più devastanti. La raccolta è simile a quanto abbiamo visto in Project X. Abbiamo quattro tipologie di armi dalla A alla D tra le quali potremo giostrare il nostro stage. Non si potranno utilizzare tutte in contemporanea ma potremo alternarle (o switcharle). A parte la tipologia D che sono bombe e bombazze di vario tipo, le altre tre famiglie di armi sono le solite conosciute: missili, laser, plasma. Giusto ricordare come queste armi se attivate, avranno colpi limitati ma devastanti ed altamente spettacolari. Ci sono ovviamente i proiettili infiniti che, comunque, fanno il loro sporco lavoro ed il loro dovere nonostante siano poco spettacolari. Ma si sa, a volte è meglio tirare di punta a porta vuota ed essere sicuri di segnare piuttosto che piazzarla di classe con la seria possibilità di mangiarsi un gol fatto.



Non mancano altri bonus disseminati quali vite supplementari (mai troppe nonostante la patch più recente venga in favore dei giocatori casual aggiungendo un cuore al livello di difficoltà più semplice e partendo da 5) e dei pod in stile R-Type. Questi, però, hanno durata limitata di pochi secondi. State certi, però, che in quel brevissimo lasso di tempo, sarete veramente devastanti.

Inoltre, ed è un dettaglio non da poco, gli spari sono direzionali ed è possibile anche bombardare da dietro visto che le nostre mitragliatrici si girano a 360 gradi. Serviremo pan per per focaccia pure a chi ci minaccerà dietro il nostro “tubo di scappamento”.

Insomma, il gameplay di Remote Life è veramente interessante con un livello di sfida arduo e meritevole delle famose sette camice.

Altre due note sul gameplay: non esiste un punteggio, il classico score, ma come detto possiamo migliorare la reputazione del nostro pilota permettendogli di utilizzare ulteriori due tipologie di navette. Nondimeno sarà possibile ricominciare la partita dall’ultimo livello (o missione se preferite) raggiunto.

La longevità è abbastanza ampia trattandosi di uno shoot’em up e soprattutto ha anche un ampio tasso di rigiocabilità.

CAPOLAVORO DI GRAFICA E SONORO



Stentiamo a credere che Mario Malagrino sia al suo primo gioco ma è così e speriamo di sentire più spesso il suo nome accostato ad altri progetti. Remote Life oltre ad offrire un ottimo gameplay, una bella sfida e tanto divertimento ma propone un comparto grafico eccellente ed a tratti (ampi tratti) spettacolare.

Le varie ambientazioni spaziali, i dedali biomeccanici, i nemici, le esplosioni, le distorsioni date dalla potenza delle deflagrazioni e così via sono tutte allo stato dell’arte. Finezze vere e proprie in ogni angolo. Ogni pixel trasuda classe e – come dicevamo ad inizio di questa nostra recensione – ed è congrua con quella di uno shoot’em up moderno.

Non c’è la pixel art anche se è possibile scegliere due filtri retro che rendono l’aspetto del gioco vintage e datato, ma di default c’è un comparto visivo pulitissimo e dettagliatissimo. A tratti ci ricorda con le dovute proporzioni X-Out e Z-Out soprattutto.

Luci, effetti particellari ed animazioni sono altamente spettacolari. Una vera e propria gioia per gli occhi e sono strappa applausi per chi ama questo genere grazie anche ai tanti dettagli maniacali.

Apprezziamo anche l’interfaccia utente che offre anche un’informazione interessante: il livello di missione completato. Noi abbiamo molto gradito.



Dicevamo di una grafica congrua. Si perché lo stile proposto (si parla di 3d pre-renderizzato e che a primo acchito è più simile ad un 2d) in questo gioco vale mille volte un altro 3d che in determinate ambientazioni e contesti non c’entra molto. E conferma che se fatte bene, le due dimensioni rendono ancora bene il concetto, soprattutto negli shoot’em up a scorrimento.

Il sonoro accompagna più che degnamente l’azione. Non solo effetti di grande livello (con tanto di chicche “metalliche” di tanto in tanto) ma anche e soprattutto le musiche che scandiscono l’azione. Di puro effetto ed incalzanti. Qualcuna è anche in grado di dare un po’ d’ansia come è giusto che sia per il tipo di ambientazione affrontata.

COMMENTO FINALE

Remote Life senza troppi giri di parole è un grande capolavoro. Una perla indie italiana che parla inglese visto che il titolo è localizzato nella lingua di Albione. Ma chiaramente questo non è un problema anche perché nel corso del gameplay sarà del tutto ininfluente. Ed i pochi che ascoltiamo nonché le informazioni di inizio livello sono piuttosto abbordabili.

Mario Malagrino è spuntato dal nulla con questo suo titolo che omaggia i grandi del passato già ampiamente citati nel corso della nostra recensione. Un gioco umanamente quasi perfetto che offre divertimento e sfida. Unite una direzione artistica di grandissimo pregio grazie anche ad un sapiente utilizzo dei tool di sviluppo. Abbiamo detto quasi perfetto. Si perché manca la possibilità di giocare al fianco di un amico. Andare a caccia di alieni in buona compagnia fa sempre piacere. Inoltre, Remote Life a tratti è veramente difficile anche se quest’ultimo dettaglio è comunque soggettivo.

Scelta obbligata se siete amanti degli shoot’em up vecchio stile. Titolo che, però, è anche in grado di offrire alcune piccole varianti al gameplay per rinverdirne la giocabilità. Sicuramente, una delle più grandi, e gradite, sorprese di questo 2019

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Remote Life, uno Shoot’em up imponente su Steam

Quello degli shoot’em up è senza dubbio uno dei generi che le produzioni indie hanno saputo rigenerare. Gli amanti del genere con qualche anno in più ricorderanno senza dubbio i vari R-Type, Project-X, Gradius e così via mentre come esponente della scuola moderna abbiamo l’ottimo Super Hydorah. Bene, su Steam potete trovare Remote Life, produzione indie firmata da Next Game Level disponibile in demo anche su itch.io.

Apprendiamo la notizia da IndieRetroNews. Remote Life non è solamente il tipico sparatutto a scorrimento laterale in 2d ma secondo gli autori, il gioco non presenta soltanto enormi sprite pre-renderizzati in 3d ma sono anche animati molto bene e con sfondi che si adattano ad un mondo alieno.

I Boss sembrano così infiniti inquietanti e spaventosi… al punto che l’artista cg li ha progettati ad occhi chiusi. Quindi sì, se tutto questo sembra così veramente ben fatto. Gli sviluppatori definiscono il loro gioco come horror shoot’em up.

STORIA






Remote Life ha anche una storia di background che accompagna l’azione: Un enorme e minaccioso alveare alieno si sta avvicinando al nostro pianeta. L’unico modo per sconfiggerlo è entrare e distruggerlo dal centro.

Gli appassionati che si cimenteranno in questo shoot’em up vestiranno i panni e la tuta di John Leone, un pilota ambizioso, pronto a sparare tutte le sue munizioni dentro le fauci dell’orrore alieno. Prendete il vostro spazio Jet e salvate il pianeta. Scoprite il motivo per cui gli alieni lo stanno attaccando e vivete una storia misteriosa dietro questo attacco. Ma oltre a tutto questo: salvate il pianeta.

CARATTERISTICHE PRINCIPALI




  • Fantastici effetti visivi.
  • 16 missioni sorprendenti, ognuna diversa dall’altra, che garantiscono una grande variazione del gameplay. Ogni livello è un’esperienza completamente nuova.
  • Salvataggio automatico della progressione di livello.
  • Ottima atmosfera e una storia misteriosa.
  • Oltre 18 armi.
  • Una fase di allenamento / tutorial che consente di padroneggiare le meccaniche di gioco prima di affrontare le missioni reali.
  • 3 livelli di difficoltà da scegliere in base alle abilità ed esperienza personali. Inoltre un I.A. il sistema analizzerà le vostre abilità e vi aiuterà con vite extra se questo è necessario.
  • 3 modalità grafiche: scegliete tra la moderna grafica HD, la modalità grafica a 8 e 16 bit per avere la sensazione di vecchio computer di casa o di un cabinato arcade.
  • 3 astronavi (e quattro colori tra cui scegliere) + veicoli speciali.
  • Un numero enorme di nemici e nessun ripetitivo modello noioso, ma nemici con un IA aggressiva.
  • Missioni speciali di scorta. Richiedono grande concentrazione e abilità.
  • Missioni di esplorazione aperta del mondo in spazi enormi.
  • Bonus IN-GAME: sbloccate una galleria di artworks, una galleria video, modelli stampabili in 3d, sfondi fantastici e T-shirt Art pronti per la stampa.
  • Bonus speciale: giocate come un nemico a un livello eccezionale e personalizzate il vostro mostro
  • Una cosa è certa: non può essere noioso.
  • Nessuna micro-transazione, ma tradizionali bonus sbloccabili nel gioco. Nessuna politica aziendale AAA che rende il gioco poco fruibile. Ecco come deve essere. Chiaro, trasparente e giusto.

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