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Samurai Shodown, annunciata data d’uscita e nuovo trailer

SNK ha pubblicato un nuovo trailer di Samurai Shodown, nuovo capitolo della serie picchiaduro con protagonisti combattenti dediti all’arte della spada. Il trailer, della durata di circa quattro minuti, mostrerà nel dettaglio la storia e le principali meccaniche di gioco che caratterizzeranno il titolo, fra cui la nuovissima modalità Dojo.

Il publisher nipponico ha altresì ufficializzato la data d’uscita del gioco, fissata al prossimo 25 giugno per Playstation 4 e Xbox One.

Vediamo la nuova clip diffusa da DualShockers.

Donato Marchisiello

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Mortal Kombat 11, Recensione

Mortal Kombat 11 è il nuovo capitolo della popolare serie di picchiaduro 2.5d di NetherRealm Studios. Un titolo ambizioso, perché nonostante resti ancorato a quelli che da anni sono ormai i suoi elementi cardine, come la violenza, la spettacolarità delle mosse e la rapidità dell’azione, senza però rinunciare a certi tecnicismi, prova a cambiare alcuni elementi del gameplay introducendo delle nuove meccaniche che, come vedremo, a nostro parere ne migliorano e completano l’esperienza rendendola perfino un po’ più tattica.

Insomma, non rivoluziona, ma nemmeno si culla sugli allori della tradizione. Ma procediamo con ordine ricordandovi che proprio oggi esce l’ennesimo episodio di una serie picchiaduro cardini della storia dei videogiochi uscito oggi su Pc, PS4, Xbox One e Switch.

FRA TRADIZIONE E NOVITÀ

Una volta caricato il gioco, si viene accolti da un menu come sempre comodo da usare e con tante sotto-sessioni. Oltre alle modalità, di cui scriveremo più avanti, è possibile cimentarsi in combattenti selezionabili, con altri che verranno come ormai da tradizione aggiunti nei prossimi mesi attraverso dei dlc.

Oltre ai “vecchi” Sonya Blade, Baraka, Johnny Cage, Sub-Zero, Raiden, Scorpion, Kano, D’Vorah, Jade e Shao Kahn, ci sono i vari Cassie Cage, Skarlet, Liu Kang e personaggi inediti, come per esempio Geras, che possiede il potere di controllare lo scorrere del tempo e la sabbia.

Ciascuno di loro è disponibile con vari costumi alternativi, Fatality e Brutality personali, più tre stili di lotta differenti che ne variano le combo, le mosse speciali e lo stile.

Da questo punto di vista Mortal Kombat 11 offre però maggiori opportunità di personalizzazione rispetto al recente passato, visto che offre la possibilità di realizzarne di originali per ogni lottatore. Questo inserendo in appositi slot delle mosse extra a scelta, comprese abilità speciali e brutality, che vanno quindi ad aggiungersi a quelle di base. Ovviamente bisogna fare attenzione alla compatibilità con altre già equipaggiate visto che alcune sono incompatibili tra loro.

Come se non bastasse ciascun lottatore può anche equipaggiare tre diversi artefatti capaci di modificare a loro volta le statistiche di difesa e attacco, nonché l’efficacia di alcune mosse.

Tali combinazioni valgono però solo per il gioco offline, mentre per il multigiocatore sono disabilitate per rendere ogni incontro il più equilibrato possibile. La possibilità di personalizzare quasi a piacimento i personaggi si allarga anche alla parte estetica: sono infatti disponibili una vasta gamma di skin, equipaggiamenti, animazioni introduttive e di vittoria, sbloccabili durante le varie partite o acquistabili nella Kripta tramite i cristalli del tempo, ovverosia la valuta del gioco. Tutte queste personalizzazioni aprono le porte quindi a un’infinità di combinazioni possibili e dunque di variabili, all’interno di un titolo le cui meccaniche principali, come anticipato in apertura, restano ancorate a elementi cardine quali la violenza e i tecnicismi, che faranno felici tutti coloro che sono disposti a dedicargli un po’ di tempo in più per apprenderne ogni singola mossa, e che magari sono disposti a giocarlo a livelli di difficoltà più avanzate.

Perché ovviamente è proprio alzando il tasso di sfida che le cose si fanno più interessanti e si possono apprezzare meglio quegli elementi strategici scaturiti dal lavoro di ottimizzazione e rinnovamento operato da NetherRealm Studios.

A cominciare dalla Flawless Block, una parata che se eseguita col giusto tempismo (dunque in maniera “perfetta”), consente di sfruttare l’attimo di sbandamento dell’avversario bloccato per aprirsi un varco nelle sue difese e lanciare un contrattacco. A proposito, in Mortal Kombat 11 ci sono adesso due distinte barre energetiche, una per le manovre difensive e una per quelle offensive, rispetto a quella condivisa dello scorso capitolo.

In questo modo la prima può essere utilizzata per le classiche interazioni ambientali o per recuperare velocemente salute magari dopo un atterramento, mentre l’indicatore legato alle mosse d’attacco consente di allungare certe mosse aggiungendone una seconda a completamento. Ma non è tutto: entrambe non richiedono di portare a segno attacchi o azioni difensive per ricaricarsi ma lo fanno in automatico durante l’incontro.

Tra le novità ci sono anche delle nuove combinazioni letali come le Fatal Blow: si tratta di mosse speciali simili alle vecchie X-Ray che si attivano quando la salute di un combattente scende al di sotto del 30%, che possono essere usate una sola volta per sfida. Se i primi colpi vanno a segno, ne scaturisce una sequenza animata fatta di colpi devastanti e inarrestabili che possono di fatto ribaltare l’esito di un incontro. Viceversa, se si riescono a bloccare i primi colpi, l’azione non parte.

SPETTACOLARE E LONGEVO

 

Queste novità aggiungono ulteriore pepe agli incontri, rendendoli più vari nello svolgersi, anche se le Fatal Blow in alcuni casi potrebbero risultare sbilancianti all’interno di taluni incontri, favorendo i neofiti.

Ovvio che le percentuali di riuscita in quest’ultimo caso sono basse, ma è una possibilità che evita ai meno esperti di scoraggiarsi troppo facilmente davanti a un gioco la cui curva di apprendimento non è complessa, ma richiede comunque un certo impegno. Alle Fatal Blow si aggiungono poi le Crushing Blows, che funzionano in maniera non dissimile alle Lethal Hit di Soulcalibur VI: si attivano mandando a segno determinati colpi in sequenza, attribuendo a questi ultimi pi potenza al punto da frantumare le ossa degli avversari come evidenziato dallo zoom che inquadra proprio le parti danneggiate.

A fronte di questo mix di vecchi e nuovi elementi, gli scontri risultano di base equilibrati, lasciando quindi alle abilità dei singoli giocatori il compito reale di romperne la stabilità, e da questo punto di vista un altro elemento che esercita un ruolo importante all’interno delle meccaniche di gioco è la fisica, decisamente capace di restituire la sensazione di dare e ricevere dei colpi reali, oltre che di controllare corpi ora massicci, ora più agili, a seconda della stazza del personaggio.

Allo stesso modo l’assenza della corsa e la possibilità di interagire come sempre con alcuni elementi dello scenario, danno ai giocatori la possibilità di tentare tante strade nell’approccio a determinate fasi dell’incontro, e nel provare nuove combinazioni di mosse. La maggiore profondità nel gameplay viene corroborata infine da quella massiccia dose di violenza tendente al caricaturale che da sempre caratterizza la saga, e da una serie di altri elementi ormai tradizionali, dalle già citate Brutality, per mutilare l’avversario ormai annichilito, alle Stage Brutality, da fare sfruttando alcuni elementi dello scenario, oltre alle immancabili Fatality, che in particolari condizioni, a fine incontro, permettono al vincitore di fare scempio del corpo inerme dell’avversario, con soluzioni spesso fuori di testa. In questo episodio, infine, tornano le Mercy da Mortal Kombat III, ovverosia delle mosse finali che si possono eseguire solo vincendo il terzo round di una sfida e che donano un pizzico di energia a un avversario sconfitto che attende ormai solo di essere ucciso con una Fatality.

Per quanto concerne il fronte tecnico, Mortal Kombat 11 conferma le buone impressioni che avevamo avuto nel corso delle scorse settimane, rivelandosi superiore al suo diretto predecessore. I personaggi sono ben caratterizzati e anche i nuovi arrivati godono di un design abbastanza ispirato.

Il livello qualitativo dei modelli poligonali è buono, le texture pure e le mosse finali sono più spettacolari che mai, con sequenze spesso scioccanti e per assurdo estremamente divertenti nel loro svolgersi. Molto convincenti poi le animazioni, che favoriscono un’ottima responsività dei comandi, al pari dell’eccellente solidità del framerate che, sulla versione PlayStation 4 da noi testata, è praticamente inchiodato sui sessanta frame al secondo, e non mostra praticamente mai un’incertezza nella risoluzione di 1080p.
Belle anche le varie ambientazioni di gioco, sia vecchie che nuove, alcune più riuscite di altre, ma nell’insieme tutte ricche di dettagli ed effetti atmosferici, e superiori a livello visivo a quelli visti nel precedente capitolo.

TANTISSIMI LOTTATORI E MODALITÀ

 

Ottimo, infine, anche il comparto sonoro, che vanta dei validi effetti audio, un buon doppiaggio in italiano per larga parte ben recitato anche durante i combattimenti, a parte qualche situazione che non ci ha convinto troppo per tono e recitazione, e una colonna sonora caratterizzata da una tracce appartenenti a vari generi musicali, ciascuna delle quali però capace di “accompagnare” adeguatamente i vari incontri e le situazioni durante le scene di intermezzo, soprattutto durante la modalità storia.

Proprio la modalità Storia è ancora una volta una delle più interessanti presenti nel gioco, col suo taglio cinematografico e la possibilità di utilizzare diversi personaggi di ieri e di oggi, seguendo una narrazione che prova a dare un senso logico alla presenza di vecchi e nuovi lottatori nel roster, spiegando nel dettaglio cosa ha scatenato la serie di eventi spazio-tempo che hanno portato all’epico scontro tra Raiden e Kronika, Custode del Tempo, e alla “guerra” in corso.

Altrettanto interessanti sono le altre modalità, soprattutto le tante legate alle Torri del Tempo, disponibili in diverse varianti sia offline che online con decine di competizioni e sfide, anche periodiche, con tanto di modificatori random per condizionarne l’andamento.

Ci sono sempre le Torri Klassica, che si rifanno alla tradizionale scalata arcade, con boss finali particolarmente ostici ma ricompense di un certo peso, e ci sono le immancabili prove di abilità sulla forza e la fortuna.

La stessa Kripta è stata completamente ridisegnata e ora è diventata un ambiente 3d liberamente esplorabile in terza persona alla ricerca di tesori, segreti e potenziamenti, alcuni dei quali davvero ostici da recuperare visto che servono parecchi gettoni o particolari oggetti da recuperare in altre modalità del gioco. Per non parlare del fatto che il contenuto delle casse è casuale, quindi ci vuole parecchio tempo e un po’ di fortuna per trovare quello che si desidera. Insomma, tanta carne al fuoco per aumentare la longevità di un gioco ricchissimo di contenuti, e offrire sempre qualcosa di nuovo per non annoiare i giocatori.

Mortal Kombat 11 non è comunque un titolo “always online” ma in certe circostanze necessita di una connessione a internet attiva.

Attività come la Kripta e le Torri non possono infatti essere completate in modalità offline, per evitare che qualche giocatore scorretto possa usare dei trucchi per sbloccare i contenuti. A proposito di gioco online, il netcode c’è sembrato abbastanza stabile e raramente durante la nostra prova (Battaglia di gruppo, Re della collina e Torri) abbiamo riscontrato problemi di lag. Bisogna però anche aggiungere che quando abbiamo effettuato i nostri test gli utenti connessi erano decisamente pochi visto che il prodotto non era ancora uscito nei negozi ma era disponibile solo per la stampa specializzata.

COMMENTO FINALE

Mortal Kombat 11 continua a far crescere la serie seguendo un percorso vincente iniziato nel 2011 col reboot. Limati alcuni piccoli difetti del precedente capitolo, riviste un paio di meccaniche e aggiunto in maniera intelligente nuovi elementi che bene si integrano col resto del gameplay, NetherRealm Studios ha confezionato un prodotto che non offre il fianco praticamente a niente, se non qualche aspetto marginale.

È un titolo talmente ricco di contenuti da poter impegnare i videogiocatori per mesi senza mai annoiarli, con in più un buon comparto tecnico e un gameplay che gode della fluidità offerta dai sessanta frame per secondo e dal gran numero di variazioni e fattori aggiuntivi che caratterizzano le brutali dinamiche degli scontri. Un gioco di combattimento quindi imperdibile per tutti i fan della saga e dei picchiaduro a incontri, a cui può regalare davvero parecchie soddisfazioni.

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Raidou torna nel roster di Dead or Alive 6

Raidou farà parte del roster di Dead or Alive 6. Lo hanno annunciato Koei Tecmo e Team Ninja. Si pensava che il sinistro ninja fosse stato ucciso durante un’esplosione dopo il primo torneo di Dead or Alive, ma il suo corpo fu segretamente recuperato e sottoposto ad esperimenti usando la biotecnologia Doatec.

Tutto ciò ha lasciato Raidou senza une mente propria e adesso è quindi un uomo pazzo in cerca di forza e distruzione.

Il ninja, che una volta era conosciuto come il ninja più pericoloso e malvagio dell’universo di Dead or Alive, è tornato grazie al potere della scienza e il suo set di mosse è brutale come sempre. Con Mugen Tenshin Ninjutsu come base, preferisce uno stile di combattimento focalizzato sul potere.
Raidou sfrutta il suo fisico colossale per mettere a segno una serie di colpi devastanti contro suoi avversari ed è anche in grado di imitare gli attacchi dei nemici unendoli, allo stesso tempo, a sue mosse sbalorditive, come il Tenho-Gorai-Sho e il Rekku-Jinraisatsu.



Oltre all’annuncio di Raidou, Koei Tecmo Europe ha pubblicato una nuova serie di immagini di Dead or Alive 6 che mostrano due stage inediti: A.P.O. e il Chinese Festival. A.P.O. è uno dei corridoi che conducono nelle profondità dell’impianto di ricerca M.I.S.T.  in cui si svolgono esperimenti immorali. Nel frattempo, il CHINESE FESTIVAL è un colorato angolo di Chinatown addobbato per il festival di primavera, completo di petardi inutilizzati sparsi sul terreno e pronti ad esplodere.

Inoltre, per la prima volta sono disponibili maggiori dettagli su due nuove modalità: Quest e Training. Nell’avvincente DOA Quest, i giocatori dovranno completare varie missioni durante gli incontri per completare ogni singola quest. Completando le missioni, ti verranno assegnati dei Player Points utilizzabili per sbloccare vari articoli cosmetici. Le missioni di DOA Quest sono progettate per permettere ai giocatori di imparare e memorizzare i vari sistemi e tecniche di combattimento, migliorando le capacità di combattimento mentre si spostano attraverso sfide sempre più difficili. Dopo aver familiarizzato con la modalità Quest, i combattenti possono quindi migliorare attraverso la DOA education con la Training mode. Qui, i giocatori saranno in grado di apprendere ogni aspetto del sistema di combattimento di DEAD OR ALIVE attraverso l’uso di Free Training, Tutorial, Command Training e Combo Challenge.

Dead or Alive 6 è attualmente in sviluppo per PlayStation 4, Xbox One (inclusa Xbox One X) e Steam e sarà disponibile il 1 marzo.






 

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Dead or Alive 6, Brad Wong ed Eliot si uniscono al roster

Il roster di partenza di Dead or Alive 6, in arrivo a metà febbraio 2019 per Pc, PS4 ed Xbox One, si allarga sempre più. Koei Tecmo Europe e Team Ninja hanno annunciato, infatti, l’aggiunta di due vecchi personaggi amati dai fan della serie picchiaduro ad incontri.

Saranno della partita Brad Wong ed Eliot che fanno lievitare il numero di personaggi giocabili a quota 24. Ecco il trailer di annuncio.

Brad Wong, noto come “The Drunken Fighter”, è un maestro di Zui Ba Xian Quan. Usa il suo stile da ubriacone per confondere gli avversari mentre colpisce i nemici da posizioni insolite. Wong ha trascorso anni di addestramento nelle remote montagne della Cina, finché il suo padrone non gli ordinò di iniziare un viaggio alla ricerca di un liquore leggendario. Dopo aver partecipato al terzo e al quarto torneo di DOA, prendendosi una pausa in Dead or Alive 5, il pugile ubriaco torna nel nuovo episodio cercando di eliminare tutti gli altri.

Oltre a Wong, ritornerà anche lo studioso di arti marziali, Eliot. Conosciuto come “The Apprentice of the Iron Fist”, si lancia contro gli avversari con una furiosa raffica di attacchi consecutivi di Xingyi Quan grazie alle tecniche apprese dal suo maestro, Gen Fu. Dopo aver partecipato al quarto torneo, Eliot ha intrapreso un viaggio di auto-scoperta e di allenamento nelle arti marziali insieme a Brad Wong. Il Maestro Fu ha permesso ad Eliot di padroneggiare il leggendario stile di Xinyi Liuhe Quan. Eliot parteciperà al sesto torneo di DOA con la sicurezza e con le abilità di un vero artista di arti marziali.

Team Ninja ha pubblicato un nuovo video di highlight che mostra i due combattenti all’interno della nuova arena intitolata “Unforgettable”. L’arena è composta da una serie di location nostalgiche che ricordano i precedenti titoli di DOA, tra cui le Danger Zones.

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Soulcalibur VI, Recensione

Dopo sei anni di pausa, la serie Soulcalibur si rimette in marcia. Negli ultimi mesi si sono susseguiti gli annunci sui personaggi ed i dettagli, Soulcalibur VI ha fatto il suo esordio pochi giorni, lo scorso 18 ottobre, su Pc, PS4 ed Xbox One.

Bandai Namco punta sul sesto capitolo per rinvigorire una saga nata nel lontano 1996 che, nonostante sia rimasta famosa ed amata non sembra essere riuscita a fare completamente breccia sul grande pubblico. Per l’occasione, il team di sviluppo ed il publisher hanno puntato su alcune novità ed anche “contaminazioni”. Basti pensare alla presenza di Geralt di Rivia, protagonista della trilogia di The Witcher firmata da CD Projekt RED, che campeggia nel roster iniziale dei personaggi di Soulcalibur VI. Che Bandai Namco, publisher anche dell’amatissimo gdr, abbia messo lo zampino? Pare evidente.

Ben due, invece, le modalità storia e molto altro. Ma il nuovo capitolo della saga picchiaduro ad incontri all’arma bianca che verte sulle vicende della malefica spada Soul Edge sarà in grado di farsi amare e di far meglio del quinto capitolo? E soprattutto, permetterà alla serie di continuare a sopravvivere nonostante la concorrenza di titoli come Street Fighter, Mortal Kombat, Dragon Ball, Tekken e simili.

Ecco la nostra recensione della versione Pc. Buona lettura.

DUE MODALITA’ STORIA, TANTE STORIE, TANTI PERSONAGGI

Parliamo subito della storia di Soulcalibur VI che addirittura si dipana in due modalità diverse. La prima si intitola Libra of Soul o, in italiano, Bilancia dell’Anima, ed è decisamente la più lunga. Questa accresce notevolmente la longevità del gioco. Inoltre è quella che ci permette di utilizzare un personaggio da noi editato e di farlo evolvere anche grazie ad uno spruzzo di gdr.

Ne la Bilancia dell’Anima, quindi, dopo aver creato il nostro personaggio grazie all’ottimo editor che ci offre la possibilità di scegliere razza, tratti somatici, acconciatura, stile, armi e così via, andremo in giro per il mondo seguendo in filo conduttore principale. Durante l’avventura sarà possibile anche cambiare aspetto e stili di combattimento a seconda dell’arma che si impugna.

Sarà possibile scegliere alcuni bivi narrativi (una scusa per rigiocare ancora una volta questa modalità ed avere il quadro sempre più completo) andando avanti di location in location. E tramite queste scelte muteremo anche il nostro allineamento: blu o rosso.

Non finisce qui: possiamo decidere se esplorare le vicinanze dei vari punti sulla mappa spendendo soldi in cambio di ricompense corpose e/o oggetti utili come armi, cibo o materiali da incastonare alle armi per ottenere ulteriori bonus purché sia faccia ricorso ad un fabbro. Si possono anche reclutare mercenari e rivolgerci a dei mercanti per acquistare quel che ci serve oltre che sperare di raccoglierlo lungo la strada. La raccolta di soldi sarà fondamentale per viaggiare e svolgere missioni secondarie. Come sempre alcune di esse sono interessanti ed articolate, altre molto elementari.

La narrazione si interseca con i tanti combattimenti. Su quest’ultimo fronte ci sono diverse varianti. Nel corso del nostro peregrinare visiteremo tutte le arene (che ovviamente si alterneranno a seconda del contesto storico) ma le regole del combattimento potrebbero essere diverse. Ad esempio il ring-out, uno dei marchi di fabbrica di Soulcalibur, è attivo, o la superficie dello stage è scivolosa, o ancora i nemici recuperano energia e così via. Il tutto per dare un po’ di pepe.

Del resto, il nostro personaggio editore è un Malfestato, ovvero uno dei disgraziati contagiati dalla malignità della spada maledetta. Starà a noi decidere se combattere questa malvagità compiendo scelte adeguate o di fare azioni cattive ed essere condotti dalla cattiveria

Al termine di ogni combattimento avremo i nostri punti esperienza che faranno salire di livello il nostro alter-ego. Il tutto servirà per avere maggiore salute e soprattutto offrirci la possibilità di maneggiare armi più potenti. Questa modalità ci farà incontrare attraverso cinque lunghissimi capitoli tutti i personaggi principali che conosciamo. Nondimeno, ci preme ricordare come le variazioni sul tema e le sottotrame siano tantissime ed in grado di far accrescere la longevità a dismisura. Di contro, è possibile che possano essere ripetitive.

L’altra modalità “storia” si intitola Le Cronache dell’Anima. Protagonisti Kilik e Siegfried. Anche qui dialoghi e combattimenti si alternano ma qui non abbiamo scelte da fare e prenderemo il comando di personaggi della serie che si alterneranno verso i vari capitoli di questa modalità che ci fornirà tantissime informazioni e dettagli narrativi che andranno a completare quelli ottenuti ne La Bilancia dell’Anima. Un incastro fatto ad arte dagli scrittori di Bandai Namco.

Soulcalibur VI ci offre un background narrativo molto lungo, fatto di tantissimi dialoghi e di un certo peso. A nostro avviso molto ben fatto ed in grado di approfondire e far appassionare i giocatori al “lore” del gioco, anzi, della serie.

UN EDITOR IMPORTANTE

Un piccolo paragrafo della nostra recensione è giustamente dedicato all’editor dei personaggi che si attiva andando nel menu Creazione. Ne avevamo già parlato ma è giusto spendere due paroline. Si può forgiare il proprio personaggio come si desidera a partire dalla razza (ve ne sono presenti 16), tra cui amni, mummie, elfi, creature demoniache, uomini lucertola, scheletri e witcher ad esempio.

I giocatori saranno in grado di personalizzare i loro personaggi attraverso migliaia di diverse combinazioni, prima di personalizzare la dimensione, le caratteristiche facciali, l’acconciatura, i vestiti, le armature, e ovviamente, le armi e gli stili di combattimento.

IL ROSTER

Sono 21 i combattenti iniziali presenti. Il season pass ne aggiungerà altri quattro. Il primo è già disponibile via dlc: DB di NieR Automata, secondo personaggio ospite dopo il celebre Geralt di Rivia. Diciotto protagonisti sono già noti agli appassionati della saga (non mancano Mitsurughi, Voldo ed Ivy ad esempio), mentre i nuovi sono Azwel, Grot e, ovviamente Geralt.

  • Astaroth
  • Cervantes
  • Inferno
  • Ivy
  • Kilik
  • Maxi
  • Mitsurugi
  • Nightmare
  • Raphael
  • Seong Mi-na
  • Siegfried Schtauffen
  • Sophitia
  • Taki
  • Talim
  • Voldo
  • Xianghua
  • Yoshimitsu
  • Zasalamel

Nuovi personaggi

  • Azwel
  • Geralt (ospite da The Witcher 3: Wild Hunt)
  • Grøh.

ALTRE MODALITA’

Non mancano altre modalità. Spicca sicuramente la Arcade dove i giocatori possono scegliere il personaggio preferito e farlo scontrare con altri otto del roster. I match sono al meglio dei cinque round, ovvero il primo che arriva a tre round vinti si aggiudica la sfida. Sono match ad eliminazione diretta.

In Versus è possibile effettuare un semplice combattimento scegliendo anche il numero di round, l’arena (tra le 12 disponibili) e modificare alcuni parametri come attivare (o disattivare) il ring out, il pavimento scivoloso, il tempo limite e così via. Si può giocare contro la CPU o contro un amico.

Troviamo l’Allenamento che, come facile intuire, ci fa provare le mosse.

In Rete, invece, possibile giocare con altri utenti via web e vedere le classifiche suddivise in due categorie: Regione e Stile. È possibile sfidare altri utenti in partite normali e classificate. E si possono guardare anche i Replay delle partite.

In Museo, invece, si possono visualizzare le biografie dei personaggi, le storie, le gallerie di immagini, le musiche ed altri contenuti.

GAMEPLAY RAPIDO E DIVERTENTE








Definire il gameplay di Soulcalibur VI non è semplice. Potremmo però dare due aggettivi: rapido e divertente. Rapido perché i round durano davvero una manciata di secondi; divertente perché le mosse e gli attacchi sono discretamente vari.

Ognuno dei 21 personaggi del roster iniziale (è già disponibile il primo dlc con l’androide 2B di NieR Automata che fa parte del season pass), ha il proprio set di mosse. Chiaramente tutti seguono la loro evoluzione anche rispetto ai precedenti capitoli. C’è anche la rielaborazione della Carica dell’Anima. È un potenziamento temporaneo di brevissima durata che ha effetti diversi sui guerrieri. Questa sblocca mosse aggiuntive e se utilizzata nel modo migliore, potrebbe essere decisiva per ribaltare le sorti di uno scontro.

Non mancano le super (come le Critical Edge) e le Guardie Reattive (o parate ad impatto). Ma generalmente si ha la sensazione di giocare col secondo amatissimo capitolo del gioco. E questo è un fatto positivo. Ne nascono scontri, scambi spettacolari e divertenti.

Ci sono le Reversal Edge, un colpo capace di assorbire gli attacchi avversari che una volta a segno dà il la ad una spettacolare animazione.

CONVINCENTE IL LATO TECNICO

Dal punto di vista tecnico, Soulcalibur VI ci è piaciuto molto. La presenza dell’Unreal Engine 4 la si nota per gli spettacolari effetti particellari ma anche per i particolari delle arene. Quest’ultime sono davvero interessanti anche se in lontananza appaio sfocate concentrando la telecamera, ovviamente sull’azione che non soffre di alcun rallentamento nonostante le tonnellate di effetti speciali.

Le animazioni sono fluide e raramente si notano incertezze. La varietà delle movenze dei personaggi è notevole così come le ambientazioni. Tante le finezze anche se probabilmente l’Unreal Engine 4 si sarebbe potuto sfruttare ulteriormente.

Ottimo il doppiaggio ed il comparto sonoro con brani interessanti ed effetti sonori sempre azzeccati.












COMMENTO FINALE

Soulcalibur VI vuole fare affezionare gli appassionati. E ci prova in tutti i modi dando tantissimi contenuti, diverse modalità, ed offrendo un gameplay davvero interessante. Divertimento e longevità sembrano essere le parole d’ordine di un titolo che possiamo sicuramente consigliare ai vecchi appassionati ma anche a chi desidera avvicinarsi a questo genere di giochi.

Il grado di sfida è senza dubbio ben dosato, le due modalità Storia sono molto ricche, soprattutto la Bilancia dell’Anima che permette al nostro alter ego di essere protagonista e di scoprire tante notizie e molta storia del mondo di Soulcalibur. Il gameplay offre una buona varietà di mosse ed è molto divertente.

Tecnicamente il gioco ci è piaciuto parecchio. Magari non è perfetto ma è sicuramente interessante e rarissime volte ha delle sbavature. Una cosa che non abbiamo molto compreso, visto gli attuali hardware, la presenza di troppi caricamenti.

Divertente soprattutto in compagnia, il gioco offre anche modalità online con partite amichevoli e match classificati. Consigliamo moltissimo Soulcalibur VI che ci ha colpito comunque per la immediatezza del gameplay (tante mosse ma non troppo complicate da eseguire) e per la spettacolarità di alcune sue mosse. Senza fronzoli ma concreto e non per questo meno succoso, grazie soprattutto alle tante storie che si intrecciano. Ottimi tutti i personaggi del roster mentre le due modalità Storia ci sono piaciute parecchio.

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Dragon Ball FighterZ debutta su Switch

Dragon Ball FighterZ fa il suo debutto odierno su Switch. Bandai Namco Entertainment ha pubblicato il trailer di lancio del suo eccellente picchiaduro ad incontri. Domani sarà disponibile anche in digitale. Tutti i contenuti aggiuntivi come i dlc, il FighterZ Pass e l’Anime Music Pack saranno disponibili per l’acquisto sempre da domani.

L’azione frenetica di Dragon Ball FighterZ incontra la console ibrida di Nintendo permettendo così ai fan di giocare in qualsiasi luogo e qualsiasi momento.

I giocatori possono usare un singolo Joy-Con per un divertimento immediato e veloce. Usare entrambi i Joy-Con o il Nintendo Switch Pro Controller permetterà controlli più profondi e precisi per un gameplay più competitivo.

Questa versione permette partite in multiplayer locale usando 2 console e la tecnologia Ad-Hoc Wireless. Fino a 6 giocatori potranno combattere nella modalità Party Mode.

 

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Soulcalibur VI, Cervantes fa parte del gioco

Dopo un leak di qualche giorno fa arriva la conferma ufficiale. Bandai Namco ha annunciato la presenza di Cervantes in Soulcalibur VI con un trailer e con tante immagini.

Il pirata fantasma sarà tra i protagonisti giocabili del nuovo capitolo della serie picchiaduro ad incontri all’arma bianca in arrivo su Pc, PS4 ed Xbox One il prossimo 18 ottobre.

Quando Cervantes ha impugnato Soul Edge, il potere della spada maledetta lo ha trasformato in un mostro e lo ha manipolato a tal punto da fargli creare un regno di carneficine. Presto però i piani della spada sono stati sventati da un ninja e un lottatore. Cervantes è stato sconfitto, consumato dal fuoco dell’inferno e ridotto in cenere.
Un giorno, il nuovo possessore della spada, Nightmare, è andato a investigare sui resti di Cervantes e se ne è andato senza accorgersi del piccolo barlume di luce emesso dal suo corpo. Soul Edge, una volta ancora, ha rimesso in modo la terribile ruota del destino e riportato indietro Cervantes dalla morte.

Dopo la sua resurrezione, Cervantes è tornato più avido di anime che mai e il suo scopo ultimo è chiaro: impugnare ancora una volta Soul Edge.



































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Dead or Alive 6 arriva a metà febbraio 2019

Arriva una notizia molto interessante per chi aspetta Dead or Alive 6. Il piacchiaduro, infatti, ha una data di lancio: 15 febbraio 2019. Il gioco sviluppato da Team Ninja sarà disponibile per Steam, PS4 ed Xbox One.

Oltre alla data d’uscita, gli sviluppatori hanno rivelato anche i primi dettagli sui bonus del pre-order digitale. Chi prenoterà per PlayStation 4 riceverà un tema esclusivo di Dead or Alive 6 oltre a Nyotengu come personaggio giocabile. Gli utenti Xbox One, oltre a Nyotengu  avranno un costume per il leggendario Ryu Hayabusa come bonus.


Non è tutto: gli appassionati che acquisteranno la versione digitale di Dead or Alive 6 per Play Station 4 e Xbox One entro il 14 marzo, riceveranno un costume bonus di uno dei personaggi più popolari del gioco, Kasumi. I giocatori che invece acquisteranno il gioco su Steam riceveranno, oltre al costume di Kasumi, anche Nyotengu come personaggio giocabile. Team Ninja ha svelato anche una Digital Deluxe Edition del gioco per PlayStation 4, Xbox One e Steam che includerà un set di 25 costumi extra, tre brani musicali bonus, un costume DDX esclusivo di Kasumi e un personaggio eccezionale aggiunto alla line-up, il formidabile clone di Kasumi, Phase 4.

E non finisce qui: Koei Tecmo, publisher del gioco, ha diffuso un nuovo trailer di gameplay, lungo oltre un minuto e mezzo, che vi mostriamo. Buona visione.

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Soulcalibur VI, Azwel farà parte del roster

Un nuovo combattente si unisce alla rosa dei personaggi di Soulcalibur VI che, ricordiamo, debutterà il prossimo 18 ottobre su PS4 ed Xbox One ed il giorno dopo su Pc. Si tratta di Azwel che era stato appena accennato alla Gamescom 2018 di Colonia della settimana scorsa.

Bandai Namco ci presente il nuovo arrivato. Dotato di un’intelligenza fuori dal comune, Azwel è stato studioso in diversi campi, inclusi storia, medicina, guerra e arte. I suoi studi sulla storia umana lo hanno condotto a concludere che l’umanità avrebbe finito per autodistruggersi attraverso guerre o altre catastrofi. Il suo amore fanatico per il destino di tutte le persone lo ha portato quindi a mettere in pratica il suo terrificante piano pensato per salvarle.

Le sue armi sono due guanti, chiamati Palindrome: il guanto destro equipaggiato con un frammento della Soul Edge, il sinistro con una parte di Soul Calibur. Azwel prende il suo potere e le sue abilità nelle arti marziali dalle memorie delle battaglie passate, direttamente conservate nei frammenti stessi. Nonostante sembri disarmato, i suoi guanti gli permettono di generate dal nulla una gamma di armi mortali e di usarle con effetti brutali.

Detto questo, spazio al trailer di presentazione ed alle numerose immagini. Buona visione.










































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Soulcalibur VI, ecco Voldo

L’enigmatico Voldo è protagonista del nuovo trailer su Soulcalibur VI, nuovo capitolo della saga picchiaduro di Bandai Namco in arrivo il prossimo 19 ottobre su Pc e console. Ecco trailer ed immagini che vi proponiamo in questo post.

Voldo, originario del Regno delle due Sicilie, ha fatto il suo esordio in Soul Blade. È il guardiano di un’isola sul Mediterraneo, appartenuta al suo padrone noto come il “Mercante di Morte”. La sua missione alla ricerca della Soul Edge parte dal vecchio desiderio del suo padrone che tra i molti tesori dell’isola voleva includere anche la spada.












Voldo è sempre fedele alla sua coppia di katar, ovvero tre lame che emergono dagli avambracci al di sopra di una grossa impugnatura. Altra caratteristica di questo combattente controverso è il suo stile di combattimento davvero particolare grazie alle doti da contorsionista.

Vi lasciamo alla clip ed alle immagini. Buona visione.

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Soulcalibur VI, ecco Talim

Talim fa il suo ritorno nella serie Soulcalibur. Dopo l’esordio nel secondo capitolo e le presenze nel terzo e nel quarto, la combattente sarà presente nel roster di Soulcalibur VI.

Bandai Namco ha annunciato il suo rientro attraverso questo trailer e diverse immagini che la ritraggono in combattimento. Il gioco, lo ricordiamo, debutterà in Italia il prossimo 18 ottobre su PS4 ed Xbox One mentre le versioni digitali e quella su Steam per Pc arriverà il giorno successivo.

Buona visione.


















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Street Fighter 30th Anniversary Collection, Recensione Pc

Bastano due parole per identificare una serie che ha fatto letteralmente la storia dei picchiaduro ad incontri. Street Fighter è una saga che ha appassionato, ed appassiona, ancora oggi, a 31 anni di stanza dal suo esordio nelle sale giochi di tutto il mondo.
Ci vollero, però, quattro anni ed il sequel, Street Fighter II a consacrarne un successo di dimensioni planetarie. Capcom aveva trovato la quadra ed i vari sequel arrivarono solo dopo diversi aggiornamenti del secondo capitolo.

La storia di questo picchiaduro è lunga e la sintetizziamo anche perché i più appassionati e nostalgici possono riviverla e giocarla grazie alla Street Fighter 30th Anniversary Collection che Capcom ha pubblicato recentemente per gli utenti Pc (Steam), PS4, Xbox One e Switch.

Una raccolta che include 12 titoli che hanno regalato tra il 1987, anno di uscita di Street Fighter, al 1999, in cui la software house mise sul mercato Street Fighter III: Third Strike, tanto divertimento. Giusto dire fin da ora che non si tratta di una remastered, quindi niente grafica in 4K o in alta risoluzione ma emulazione molto fedele.

In questa recensione parliamo della versione Pc, uscita, assieme a quelle per le altre console, lo scorso 29 maggio. Buona lettura.

I, II, III, ALFA, TURBO, CHAMPION E TANTE CHICCHE

L’antologia proposta ci permette di mettere le mani su Street Fighter, Street Fighter II, Street Fighter II: Champion Edition, Street Fighter II: Hyper Fighting, Super Street Fighter II, Super Street Fighter II: Turbo, Street Fighter Alpha, Street Fighter Alpha 2, Street Fighter Alpha 3, Street Fighter III, Street Fighter III: 2nd Impact e Street Fighter III: Third Strike.

Avete letto bene: 12 giochi con tutte le versioni principali del due (tra le quali la Champion Edition e Super Street Fighter II: Turbo), del tre ed i tre Street Fighter Alpha. Se giocati consecutivamente si fa non solo idealmente ma anche praticamente un viaggio che illustra l’evoluzione di una serie nata forse in sordina ma che ha saputo poi conquistare il mondo grazie a continui miglioramenti ed accorgimenti sia dal punto di vista del gameplay che dalle piccole chicche tecniche. Anche da quel punto di vista, assistiamo ad una trasformazione di animazioni e caratterizzazione di personaggi sempre più audace, dettagliata e fluida. Un vero viaggio nel tempo che sicuramente farà piacere a molti.

Ma non finisce qui perché ci sono anche diversi contenuti supplementari ed aggiunte che alzano ulteriormente il valore di questo già pregevole piatto.

Partiamo dalla scelta se giocare Offline e, udite udite, Online. Nella prima opzione saranno disponibili tutti i giochi elencati e scegliere se giocare in modalità Arcade (la classica sfida contro la CPU tipica della sala giochi) o Contro che è in sostanza il multiplayer locale per due giocatori. C’è anche una terza scelta: la modalità Allenamento in quattro dei giochi presenti, ossia in: Street Fighter II: Hyper Fighting, Super Street Fighter II: Turbo, Street Fighter Alpha 3 e Street Fighter III: 3rd Strike. Questa appendice offre la possibilità di impratichirsi con le varie mosse e combo in modo da migliorare e rendere sempre più efficace il proprio stile di combattimento.

Il comparto Online è fruibile per gli stessi quattro titoli che supportano la modalità Allenamento. Possiamo, quindi, cimentarci nelle classiche partite Classificate o Casuali. L’opzione online permette fino a quattro utenti di entrare in una lobby, dove due di questi, in attesa del loro match, possono assistere all’incontro degli altri due.
Inoltre si può decidere il livello della stanza (principiante, normale, avanzato ed esperto), il tipo di lobby (pubblica o privata) e l’imput lag. L’esperienza è variabile ed oscilla tra il buono in alcune fasi al problematico in altre. Qualche intervento urge.

In tutti i giochi, dal menu di pausa si accede ad una serie di impostazioni. Si può salvare in qualunque momento si desideri per poi riprendere l’azione selezionando il titolo desiderato nel menu iniziale che include la griglia dei 12 giochi presenti.

Il primo Street Fighter, 1987

 

Non mancano le opzioni grafiche (non tantissime) per applicare filtri TV, Arcade (e relative line di scansione dello schermo) o se giocare senza questi filtri al netto dei pixel presenti. È anche possibile scegliere se giocare con le dimensioni dello schermo originale, a schermo intero, o esteso. Nel caso si optasse per la prima opzione è possibile scegliere le bande laterali dell’arcade o i bordi neri. Da questo menu, che si attiva premendo l’apposito tasto del proprio joypad, è possibile anche salvare o caricare la partita ed accedere all’elenco delle mosse standard e degli attacchi speciali.

Non possono mancare, inoltre, gli Achievement di Steam. Ve ne sono 17, pronti ad essere conquistati.

MA IL MUSEO E’ IL VALORE AGGIUNTO

I contenuti non terminano qui. Capcom ha voluto fare un vero e proprio regalo mettendo a disposizione dei giocatori della Street Fighter 30th Anniversary Collection il Museo. Questo permette di ripercorrere la timeline della serie dal 1987 al 2018, scorrendo i vari anni esaminati, saranno evidenziati i momenti importanti per la serie e certe voci sono anche selezionabili. Espandendole si hanno piccoli dettagli sulla produzione di quel determinato gioco o di quella versione del gioco di cui, magari, ne apprendiamo dell’esistenza grazie a questa sorta di enciclopedia di Street Fighter.

Si può accedere alle biografie dei vari personaggi apparsi fino a Street Fighter III: Third Strike mentre scegliendo Musica, possiamo ascoltare tutti i brani dei titoli in questa compilation. Per chi ricorda i motivi quasi ossessionanti è una chicca.

Infine, c’è anche la voce intitolata Nascita di Street Fighter. Quest’ultima include, probabilmente, i materiali più cari a chi ama aneddoti o particolari poco noti ai più sulla produzione di Street Fighter, Street Fighter II, Street Fighter Alpha e Street Fighter III con bozzetti di inestimabile valore, illustrazioni e disegni artistici di arene, personaggi, descrizioni delle scene animate e molto altro.

EMULAZIONE MOLTO BUONA

Street Fighter 2, 1991

 

Lo avevamo accennato qualche riga fa, riproponiamo il concetto: giocare ad ognuno dei 12 titoli di questa Street Fighter 30th Anniversary Collection equivale a fare un vero e proprio viaggio itinerante nella storia. Dal 1987 quando il primo capitolo venne pubblicato, possiamo notare le enormi differenze rispetto allo storico secondo capitolo che venne alla luce quattro anni dopo.

Una evoluzione quasi epocale da capitolo principale a capitolo principale con alcune versioni di aggiornamento che però aggiungevano mosse, personaggi, contenuti ed ulteriore divertimento supplementare.

Ricordiamo il primo Street Fighter perfettamente avendolo giocato in sala. A distanza di 30, e passa, anni ce lo ritroviamo di fronte con tutta la sua legnosità ma anche con tutto il suo fascino. Certo, magari è invecchiato meno bene rispetto a molti altri suoi predecessori ma è pur sempre il capostipite di una serie che ha portato il genere picchiaduro ad incontri a vette sempre più alte.




Dal punto di vista grafico, quindi, tutto molto bello come direbbe Pizzul ma c’è da sottolineare che l’aspetto visivo da il suo meglio in 4:3 e quindi in formato originario a prescindere dall’applicazione dei filtri o meno. In esecuzione a schermo intero o con zoom tende a deformare il quadro. Va da se che oltre alla presenza dei due filtri Arcade e Televisione non ci sono altri orpelli grafici, quindi i pixel sono notevoli. Non ci sono interventi di potenziamento della grafica che non gode del classico 4K né tanto meno della risoluzione a 1080p. Siamo lontani anni luce. Ciò non toglie che lo spettacolo sia gradevole, se non altro dal punto artistico nonostante oggi ci siano altri standard.






Stesso discorso identico nel concetto ma che nella praticità cambia perché ogni gioco per fortuna, è diverso e differenziato, vale per tutti i titoli che sono fedeli repliche degli originali da sala. Parliamo quindi di un gameplay snello ma al tempo stesso profondo che si apprende in modo semplice ma che si padroneggia via via col tempo e con l’esperienza che è maturato notevolmente nel corso degli anni e con vari sistemi sempre più perfezionati ed approfonditi.

Ne deriva anche lo stesso gameplay che permette sfide sempre divertenti. Gli amanti dei picchiaduro ad incontri potranno divertirsi con i titoli che hanno preceduto i più moderni Street Fighter IV e V.

COMMENTO FINALE

Chi ama Street Fighter deve assolutamente avere questa raccolta. I motivi sono principalmente due: la possibilità di tornare a giocare a titoli ormai introvabili tutti in una unica soluzione; e di conoscere le origini di una serie che nonostante 31 anni di storia è ancora ricca di fascino. Alzi la mano chi tra i più grandi non abbia lasciato diversi gettoni in sala davanti al cabinato.

Il merito è anche della cura maniacale per la realizzazione e caratterizzazione di ognuno dei personaggi che non hanno solo uno stile e delle mosse diverse l’uno dall’altro ma hanno anche delle storie uniche che meritano di essere raccontate. Ken, Ryu, Sagat, Cammy, Dalshim, Vega, Rose e così via hanno anche aneddoti curiosi che potranno essere letti nel Museo. Aneddoti che sono venuti fuori man mano che Capcom pubblicasse i vari episodi.

In più l’emulazione offerta è molto buona ed è possibile anche giocare online ed affrontare la modalità allenamento in quattro dei dodici giochi presenti. Il fulcro, ovviamente, è l’offline ma il fatto che in alcuni giochi ci sia l’online è comunque motivo di elogio per Capcom. Uno sforzo per attualizzare giochi che hanno già superato i 20 e passa anni di vita. Peccato che non si sia fatto uno sforzo per offrire un restauro del comparto grafico. Pazienza. E’ più grande la gioia di rivedere questi giochi riuniti che il rammarico per una grafica datata ma pur sempre di grande valore artistico ed affascinante.

Insomma, questa raccolta propone tanta carne al fuoco sia per gli “storici” che per chi non ha avuto la possibilità di giocare a capitoli molto vecchi di questa storica saga che tanto ha dato a livello storico ridefinendo più volte lo standard dei picchiaduro nonostante alcune serie storiche siano comunque blasonate (pensiamo a Mortal Kombat in primis, ndr) e che, sicuramente, tanto avrà ancora da dire.

 

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Dead or Alive 6, nuovi dettagli ed immagini per l’E3 2018

Ne avevamo parlato poco prima dell’E3 2018 grazie a delle anticipazioni su IGN. A Los Angeles, Team Ninja ha annunciato Dead or Alive 6 che segna il ritorno dell’amata serie picchiaduro ad incontri con un nuovo capitolo principale.

Il gioco è in sviluppo per Pc (Steam), PS4 ed Xbox One. Alla Electronic Entertainment Expo (E3), lo sviluppatore ha rivelato che gli aspiranti guerrieri potranno partecipare al sesto Dead or Alive World Combat Championship all’inizio del 2019 e ogni combattente verrà presentato con dettagli stupefacenti, permettendo ai fan di scorgere intricate espressioni facciali che non hanno eguali a quelle viste nei capitoli precedenti.

Sono già stati pubblicati i nomi del primo gruppo di combattenti di questo capitolo. E tra questi c’è anche la proprietaria di Doatec, Helena Douglas. Tra gli altri combattenti degni di nota ritroviamo il diciottesimo maestro del clan Mugen Tenshin, Hayate e i vincitori dei tornei di Dead or Alive (DOA): Kasumi del clan Mugen Tenshin, il ninja definitivo, Ryu Hayabusa, il presentatore sempre divertente, Zack e il vincitore dell’ultimo torneo, l’anima rovente Jann Lee.

Due nuove location sono state presentate per ospitare i match del sesto torneo: l’eccezionale Colosseum di DOA, che include tre audaci statue che mostrano le famose mosse di combattimento e The Throwdown, una grintosa strada secondaria dove i combattimenti possono svolgersi nel loro massimo splendore. Ambientazioni speciali, come The Throwdonw, permettono agli spettatori di avvicinarsi ancora di più all’azione rispetto al passato con alcuni fan ribelli che infrangono le regole e spingono i combattenti al centro del ring.

Assieme al ‘Mass Destruction’ amato dai fan, dove i combattenti possono utilizzare l’ambiente circostante nei loro attacchi, il torneo sarà uno dei migliori, mai ospitati da Doatec.

Per festeggiare il sesto Dead or Alive World Combat Championship, Team Ninja & Doatec hanno pubblicato un trailer che mostra sequenze delle preliminari, assieme alle immagini dei concorrenti che ritornano in azione.
















PERSONAGGI








ARENE




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Dragon Ball FighterZ, domani arriva la modalità cooperativa

Domani, 9 maggio, Dragon Ball FighterZ si aggiornerà gratuitamente. Tra le novità dell’update anche la modalità cooperativa chiamata Party Battle. Questa permetterà a tre giocatori di lavorare insieme per affrontare i boss.

Ci sarà anche la FighterZ Cup, una competizione mensile in cui si potrà combattere per guadagnare punti grazie alla propria Z-Union. Ovviamente, la patch andrà a risolvere diversi bug nelle varie modalità del gioco, inclusa la storia e garantirà ritocchi per i personaggi di Goku (Super Saiyan), Vegeta (SSGSS), Broly, Beerus, Krillin, Tien, Nappa e molti altri. Su Gematsu le note dell’aggiornamento.

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Trailer di lancio per i primi dlc di Dragon Ball FighterZ

Ci siamo, poche ore e domani (28 marzo) saranno disponibili i primi dlc di Dragon Ball FighterZ. Si parte con Broly e Bardock, due dei personaggi più celebri di Dragon Ball, che saranno disponibili come dlc singoli e arriveranno ognuno con 5 colori alternativi per gli outfit, un avatar per la lobby e uno Z-Stamp.

Ecco il trailer di lancio diffuso da Bandai Namco, publisher dell’eccellente picchiaduro ad incontri.

Broly è uno degli ultimi sopravvissuti all’attacco di Freezer sul pianeta Vegeta che ha eliminato quasi tutti i Sayan. La possente corporatura del leggendario Super Sayan gli conferisce una gittata incredibile e una potenza enorme. Il suo Ultimate Attack Gigantic Meteor gli consente di sorvolare l’avversario e lanciare all’istante una potentissima sfera di energia.

Bardock, padre di Radditz e Goku, ha perfezionato le sue abilità vincendo numerose battaglie ed è un personaggio facile da apprendere ma difficile da padroneggiare. Estendere le sue combo non è semplice, ma i suoi attacchi letali sono estremamente difficili da respingere.

Il suo Revenge Assault Attack trasforma Bardock in un Super Sayan, convogliando la potenza della misteriosa razza aliena.

Entrambi i personaggi sono inclusi nel FighterZ Pass, che comprende 8 lottatori in totale. Broly e Bardock avranno ognuno la propria dramatic scene, come mostrato nel nuovo trailer.

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