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Battle Worlds: Kronos su Switch a giugno

Lo strategico a turni sci-fi Battle Worlds: Kronos debutterà su Switch il prossimo 11 giugno. Lo rendono noto il publisher THQ Nordic e lo sviluppatore King Art Games. Il prezzo sarà di 29,99 euro sia per la versione digitale che per quella fisica.

Il titolo porterà tre vaste campagne con oltre 60 ore di gameplay e metterà gli appassionati di fronte ad una sfida contro una forte intelligenza artificiale comandando una vasta varietà di unità di terra, d’aria e marittime.

Vi lasciamo al trailer d’annuncio. Buona visione.

 

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Super Mario Maker 2 Direct si terrà nella notte tra domani e giovedì

Alla mezzanotte tra domani e giovedì 16 maggio andrà in onda una presentazione di circa 15 minuti ricca di nuovi dettagli su Super Mario Maker 2 per Nintendo Switch.

Sarà possibile seguire questa presentazione sul sito di Nintendo Direct o sul canale YouTube di Nintendo Italia.

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Nintendo ed i piani per l’E3 2019

Nintendo ha annunciato i piani per l’E3 2019 che si terrà dall’11 al 13 giugno prossimi al Los Angeles Convention Center.

Il week end precedente all’evento sono previste due competizioni in cui gareggeranno i migliori giocatori al mondo di Super Smash Bros. Ultimate e Splatoon 2. Tra le attività proposte sono previste la presentazione Nintendo Direct, la sera di martedì 11 giugno e Nintendo Treehouse: Live, in diretta streaming ogni giorno dalla fiera, che prevede gioco dal vivo e un’analisi approfondita dei giochi presenti durante l’E3. Nintendo avrà al suo stand molti giochi Switch giocabili.

ALCUNE DELLE ATTIVITÀ NINTENDO ALL’E3 2019

  • Tornei di Super Smash Bros. Ultimate e Splatoon 2: Si terranno sabato 8 giugno, con inizio previsto alle 20 CEST. A entrambi gli eventi parteciperanno giocatori provenienti da Nord America, Europa, Giappone e Australia/Nuova Zelanda. Le gare si terranno in diretta streaming in inglese sul sito web Nintendo of Europe E3 2019. Nintendo comunicherà ulteriori dettagli su questi tornei prossimamente.
    • Super Smash Bros. Ultimate:  Dopo aver sconfitto i favoriti francesi nella finale dello European Smash Ball Team Cup domenica 5 maggio, i tedeschi Ehre cercheranno di sconfiggere i rivali più accaniti da ogni parte del mondo, tra cui i team nordamericani Wrath, Devonte e Poltergust, oltre alle squadre qualificatesi per il Giappone e Australia/Nuova Zelanda. RobinGG del team Ehre ha dichiarato, “Non abbiamo nulla da perdere. Se le altre regioni ritengono che siamo più deboli, possiamo dimostrare loro che non è così.”  Per vedere come si è qualificato il team Ehre guardate la finalissima di Super Smash Bros. Ultimate – European Smash Ball Team Cup su YouTube.
    • Splatoon 2: La squadra di splattatori francesi Alliance Rogue è stata incoronata a marzo spodestando i campioni del continente in carica BlackSquids, arrivati secondi alla finalissima mondiale dello scorso anno. Il team di Sorin, Kiver, Erza e Grey si augurano di essere migliori dei rivali tedeschi e di aggiudicarsi il titolo di numero uno mondiale, precedendo team quali i campioni del mondo in carica GGBoyz dal Giappone, FTWIN dal Nord America, e i Lime Soda dell’Australia/Nuova Zelanda. L’evento si terrà l’8 giugno.
  • Nintendo Direct E3 2019: La presentazione si terrà alle 18 CEST dell’11 giugno. La presentazione, che si concentra interamente sul software, offrirà uno sguardo ai giochi in lancio nel 2019.Gli spettatori potranno guardarlo nella propria lingua sul sito web Nintendo of Europe E3 2019.
  • Nintendo Treehouse: Live: La diretta in streaming, ospitata dallo staff Treehouse di Nintendo of America dallo stand Nintendo all’E3, fa il suo ritorno per regalare agli spettatori una visione approfondita di alcuni titoli selezionati, con il commento di coloro che conoscono meglio il gioco. Gli spettatori potranno assistere alla diretta streaming in lingua inglese sul sito web Nintendo of Europe E3 2019. Ulteriori dettagli saranno annunciati prossimamente.

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Diablo III Eternal Collection, (mini) Recensione

L’arrivo di Diablo III Eternal Collection su Switch è stato un evento. Giunto sull’ibrida di Nintendo lo scorso 2 novembre, l’hack and slash di Blizzard offre tutto quello che gli appassionati della serie desiderano nonché tutto quanto sia uscito sulle altre piattaforme.

Ma come si comporta Diablo III, originariamente uscito quasi 7 anni or sono (era il 15 maggio 2012, ndr) su Pc? Scopriamo in questa nostra rapidissima recensione.

TUTTO DIABLO III, MINUTO PER MINUTO

Partiamo dal lato contenutistico. Diablo III Eternal Collection porta su Switch il gioco liscio ma anche le due grandi espansioni Reaper of Souls (che portò il Crociato ed il quinto atto) e l’Ascesa del Negromante (che mise in dote la settima classe, il Negromante, appunto). Nondimeno, tale edizione per l’ibrida di Nintendo, offre, oltre alla classica modalità Storia, cardine del titolo, anche la modalità Avventura ed i Varchi sbloccati fin da subito, skin di Ganondorf nonché il supporto agli amiiboo. Per chi non ricordasse, in Avventura è possibile affrontare diverse missioni per ottenere importanti ricompense e punti esperienza in varie location dei cinque atti. I Varchi sono dei dungeon che si affrontano di difficoltà sempre crescente in grado – anch’essi – di offrire loot e punti esperienza a vagonate.

Gli utenti Nintendo che voglio affrontare il martoriato mondo di gioco di Sanctuary, un immenso continente oscuro immerso a fortissime tinte fantasy, avranno tutto quello che in sette anni di storia è uscito, aggiornamenti e miglioramenti inclusi, per il terzo capitolo della serie. Chi è appassionato di argp (o action gdr se preferite) ed ammira Diablo, non può non essere attratto dall’offerta che si traduce anche nella possibilità di affrontare mostri ed ambienti in compagnia con 4 giocatori sia in locale che online. Il tutto significa una longevità quasi infinita accentuata anche dalla presenza delle Stagioni online che offrono ulteriori ricompense e loot a go go.

Purtroppo, ma questo è un peccato originario di quasi tutti gli hack and slash, tende ad essere ripetitivo nel gameplay che è molto simile a quello delle altre versioni console vista la presenza della capriola che serve a schivare gli attacchi dei nemici già vista su PS4. La difficoltà è settata molto bene ed i tanti livelli (anche i vari Incubo) offre sempre una sfida di grande livello. Lo stimolo c’è comunque: dopo aver raggiunto il livello 70 ci sono gli 800 livelli Paragon o d’Eccellenza. Ed è lì che inizia il vero Diablo. Questo mitiga tanto la ripetitività  grazie alle sette tipologie di eroi a nostra disposizione (benché i punti abilità non saranno assegnati nei classici 70 livelli perché il gioco li assegna automaticamente a seconda delle classi). A questo aggiungiamo l’equipaggiamento ed il suo crafting che permettono una grande varietà d’azione.

I menu (inventario, abilità attive e passive ed altro) sono stati riscritti molto bene e sono funzionali anche se non hanno la stessa  immediatezza di quelli su Pc. Non c’è differenza tra l’edizione Switch e quella PS4 ed il gameplay non ne risente troppo.

Giusto anche ricordare che in versione mobile e nonostante le ridotte dimensioni dello schermo è possibile godersi degnamente il gameplay. L’utilizzo del singolo Joy-Con è inoltre efficace. E questa è stata forse la sorpresa più grande.

TECNICAMENTE PARLANDO




La versione Switch di Diablo III Eternal Collection si difende bene ed anche se è un po’ inferiore a livello di risoluzione rispetto a tutte le altre controparti fa il suo dovere. Se i 720p in portabilità sono eccellenti (viste le esigue dimensioni dello schermo della console), in formato TV i 960p sono quasi risicati. Certo, su una televisione 32 pollici la differenza si nota appena ma quando lo schermo aumenta il tutto si accentua anche se non troppo grazie ai tantissimi effetti grafici. Ci sono alcuni compromessi tecnici, quindi, ma nulla di grave. Anzi, è un pregio ed il motore grafico scalabile fa il suo dovere.

Il gioco si comporta degnamente sulla console della grande N. Bisogna ricordare che il titolo originale uscì 7 anni orsono e quindi oggettivamente il compito di Blizzard non doveva essere esageratamente complicato. La sfida da parte degli sviluppatori c’è stata ma è andata decisamente in loro favore. Il gioco è fluido nelle animazioni ed a livello di effetti è senza dubbio di livello benché sia meno complesso rispetto a quanto visto sulle altre piattaforme. Tuttavia è apprezzabile il fatto che anche nelle fasi più concitate, con decine di nemici su schermo ed in multiplayer, il titolo non tentenni. I modelli poligonali, spigolature a parte, non perdono molto soprattutto in azione.

I filmati delle scene di intermezzo sono ben fatti. Anche il lato artistico si difende alla stragrande.

Ci sono piccolissimi glitch ma il titolo offre la stessa fragranza ed atmosfera visiva. La colonna sonora è senza dubbio uno dei punti forti ed ovviamente è rimasta immutata. Il doppiaggio è chiaramente identico. Insomma, Diablo III mantiene lo stesso feeling delle altre versioni.

COMMENTO FINALE

Diablo III Eternal Collection è un titolo imprescindibile per gli amanti degli action gdr. Certo, porta i difetti dell’originale che elimina al massimo alcune peculiarità ruolistiche (un vero peccato), ma offre tanto. Una sfida molto interessante grazie ai tanti contenuti, livelli di difficoltà scalabili. La caccia ai bonus più o meno grandi, la modalità Storia, la modalità Avventura, i Varchi e le Stagioni fanno il resto.

C’è la scelta tra sette classi (Barbaro, Sciamano, Mago, Monaco, Cacciatore di Demoni, Crociato e Negromante), estremamente differenti tra di loro e tante, tantissime cose da fare. C’è un po’ di ripetitività – normale in un hack and slash – ma alla fine ci si diverte soprattutto in compagnia.

Tecnicamente, nonostante alcuni compromessi, Blizzard ha svolto un buonissimo lavoro. La versione Switch non ha molto da invidiare alle altre edizioni. Il gameplay non ne risente particolarmente dando un’azione di buon livello.

Insomma, con tutti i difetti (assente la gestione dei punti nelle abilità nei 70 livelli canonici, in primis, ndr) ed i pregi ereditati dal passato e dal presente, Diablo III è sicuramente un titolo da tenere d’occhio: dà tutto e subito ed è comunque un titolo adatto agli amanti degli hack and slash.

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Active Soccer 2019, Recensione

C’era una volta un duello calcistico a distanza. Una dicotomia videoludica che vedeva protagonisti due serie che hanno fatto la storia soprattutto su Amiga: Kick Off e Sensible Soccer.

Chi ha più di 30 anni sicuramente avrà sentito quanto meno parlare dei titoli di queste due saghe sportive. Il massimo, a nostro avviso, lo si ebbe con Kick Off 2 (e datadisk vari, tra tutti Final Whistle capace di aggiungere fuorigioco, acrobazie ed altro) e con Sensible World of Soccer 96/97. I due titoli erano diversi, complementari perché la serie creata da Dino Dini era sicuramente più “simulativa” avvelandosi di una fisica notevolissima, mentre SWOS puntava più sull’immediatezza e comunque su un gameplay di finissimo livello oltre che sulla possibilità di fare carriera attraverso i campionati di tutto il mondo. Letteralmente. Entrambi, e qui siamo sicuri, hanno fatto divertire e fatto passare ore ed ore davanti alle TV ed ai monitor tra la fine degli anni ’80 e la fine degli anni ’90, periodo in cui i più “muscolari” dal punto di vista tecnico, FIFA e PES cominciarono a dettare legge grazie alle potenzialità sempre maggiori di Pc e console.

Difficile dare una preferenza. Le scuole di pensiero sono diverse ed i più grandicelli discutono ancora spesso sul quale sia il migliore di quell’epoca.

Gianluca Troiano, sviluppatore italiano a capo di The Fox Software, da qualche tempo lavora su una serie che riesumasse questi due super classici. Dopo averci fatto divertire ad Active Soccer 2DX, uscito prima su Xbox One e poi su PS4 e PS Vita non più tardi di due anni addietro, adesso ci riprova con la nuova versione: Active Soccer 2019 uscito lo scorso 19 aprile su Switch.

Sarà in grado questo gioco calcistico totalmente indie a rievocare anche sulla console ibrida di Nintendo, i fasti di un calcio videoludico che fu e che ancora è in grado di attrarre una nicchia sempre attenta di giocatori? Ecco la nostra recensione

C’E’ UN’ATMOSFERA FAMILIARE, UN MIX TRA KICK OFF E SWOS

Caricato il titolo, verremo proiettati subito nei meandri fatti di menu vecchio stile ed opzioni che caratterizzano Active Soccer 2019. Alcuni sono pratici ma altri dovrebbero essere migliorati in quanto un po’ confusionari. Soprattutto quando siamo nel calcio mercato durante la modalità Carriera.

Fatta la confidenza con la navigazione di questi menu che ci permetteranno di scegliere di giocare partite amichevoli, tornei di ogni genere, campionati, scegliere la modalità Carriera (che – vedrete – sarà, ovviamente, la caratteristica principe a livello contenutistico), o anche di fare pratica con i fondamentali, noteremo subito – forti della nostra esperienza con Sensible World of Soccer – delle atmosfere familiari. Sembrerà di essere tornai indietro negli anni ’90 grazie anche ad un paio di schermate evocative. Una, quella di copertina, ricorda moltissimo la cover del primo Kick Off (1989) firmato Anco.

CONTENUTI, LA CARRIERA È IL FIORE ALL’OCCHIELLO

Uno dei fiori all’occhiello del lavoro di Gianluca Troiano è senza dubbio la mole di dati e contenuti. Lo si evince fin da subito, quando potremo scegliere di fare una partita veloce. Potremo scegliere tra tantissime nazionali di tutto il mondo o tra le innumerevoli squadre di club di tutto il globo.

Ma i numeri sono impressionanti se pensiamo che si tratta di un lavoro indie benché si basi su quanto fatto in precedenza con Active Soccer 2DX.

  • Modalità carriera, con 1250 squadre (club e nazionali) di tutto il mondo e 25.000 giocatori con caratteristiche individuali.
  • Squadre classiche del passato e centinaia di giocatori leggende inclusi.
  • Progettate la vostra competizione preferita.
  • Editor delle squadre.

La Carriera è senza dubbio la modalità più rappresentativa perché permette di scegliere una squadra e gestirla sotto tutti i punti di vista. Se si sarà bravi, proprio come in Sensible World of Soccer (ma li si aveva il limite di 20 stagioni), si riceveranno offerte da altri club fino ad arrivare alle Nazionali e giocarsi anche la Coppa del Mondo.

Per questo, però, bisognerà avere pazienza ed ottenere risultati positivi col proprio club. Nella gestione dovremo fare di tutto per migliorare il nostro team. Le nostre prestazioni ma anche la possibilità di muoverci – compatibilmente col proprio budget – nel calcio mercato saranno doti importanti.

Le valutazioni, come in SWOS, sono espresse in stelle. Si va da mezza a cinque stelle. Rispetto al titolo di Sensible Software e, come nel suo predecessore, in Active Soccer 2019 la carriera sarà infinita e ci si potrà alternare, risultati positivi permettendo, tra club e nazionali. Ci sono anche le squadre classiche.

Parlando delle altre opzioni, giusto ricordare la possibilità anche di salvare e rivedere le azioni salienti o i goal più spettacolari. Nondimeno è possibile giocare in locale fino a quattro giocatori (2 contro 2) per un divertimento che oggettivamente viene elevato all’ennesima potenza.

Manca, invece, il multiplayer online. Il gioco ha un’anima antica e si vede. Forse questa potrebbe essere considerata una pecca ai giorni d’oggi.

Come segnalato, c’è la presenza dell’editor. Chi vuole può formare la propria squadra e rieditare le presenti: il gioco utilizza nomi di fantasia che richiamano quelli reali. Le licenze sono troppo onerose ma questo è ininfluente sul gioco e sul gameplay. Nondimeno le squadre rimangono riconoscibili. Volendo potreste anche lasciare tutto com’è.

UN GAMEPLAY DAVVERO FRENETICO E DIVERTENTE

Active Soccer 2019 punta moltissimo anche sul gameplay visto che si rifà ai due titoli calcistici più gettonati tra fine anni ’80 fino all’inizio della seconda metà degli anni ’90. L’ultima fatica di Gianluca Troiano incarna ancora di più questi due miti perché la giocabilità è un vero e proprio mix tra SWOS e Kick Off.

Dal primo prende i passaggi e qualche sfumatura del controllo palla, del secondo i tiri ad effetto ma anche e soprattutto la fisicità. In Active Soccer 2019 sarà fondamentale saper controllare la sfera, avere visione di gioco ed essere il più preciso possibile. Non sempre sarà così perché i ritmi sono frenetici con tantissimi cambi di fronte.

Uno dei pregi del gameplay è comunque la possibilità di realizzare reti in tanti modi anche rocamboleschi. Registriamo un buon livello dell’intelligenza artificiale dei portieri che spesso e volentieri fanno il loro dovere salvo cadere ogni tanto su conclusioni che riteniamo non impossibili. Nulla di grave se consideriamo che questo problema lo si riscontra in produzioni ben più blasonate e soprattutto con maggior frequenza.

Per battere i portieri bisognerà davvero fare buone giocate. Per fortuna imparare non sarà complicato grazie anche ad una buonissima risposta dei comandi.

I tre livelli di difficoltà (facile, medio, difficile) permettono agli utenti di ogni età di impratichirsi e di affinare le proprie peculiarità. Evitare il portiere e depositare la palla in rete (o anche mancare la porta, non sarà una rarità, quindi non preoccupatevi!), crossare in mezzo per poi colpire al volo in acrobazia o con un poderoso colpo di testa in elevazione o in tuffo, o ancora anticipare l’estremo difensore in scivolata. O ancora tirare bordate ad effetto a fil di palo o sotto la traversa, o trovare la conclusione a porta vuota dopo un’azione manovrata: tutto quello che sognate di fare potete farlo.


Grazie anche ai passaggi filtranti ed alla possibilità di effettuare dei brevi scatti, caratteristiche riprese da Active Soccer 2DX, permettono al gameplay di rimanere fedele a quanto giocavamo negli anni ’90 ma più profondo ed ulteriormente più vario ed imprevedibile. Avevamo detto che i contrasti sono molto importanti anche perché non sarà facile superare un giocatore andando dritto per dritto.
Gli avversari faranno sentire la loro presenza, deviando anche il pallone all’ultimo momento o sbilanciandoci quanto basta per farci sballare la mira o per soffiarci la sfera proprio sul più bello. Possono aiutare i cambi di direzione e la bravura nel dribbling ma il controllo di palla dovrà essere per forza di livello perché sennò si rischia di lasciare la palla agli avversari. Non mancano tuttavia alcune ingenuità della IA soprattutto su alcune marcature molto larghe o su inserimenti che non funzionano. Ma rimane tutto nella normalità.

I duelli con i portieri nell’uno contro uno sono interessanti perché è vero che si può scartare l’estremo difensore ma è altrettanto vero che se si sbaglia attimo, il guardia pali avversario uscirà a valanga prendendo il pallone o lo devierà con ottimi interventi in tuffo.

Ci sono anche i calci piazzati, ovviamente, da considerare se si vuole far goal. Segnare su punizione sarà molto soddisfacente ma ci vorranno le classiche sette camice per impratichirsi al meglio e padroneggiare i calci piazzati ed infilare i portieri con tiri vellutati alla Platini o Maradona, o con bordate come quelle di Koeman, Schuster, Zico, Branco o Roberto Carlos.

Complessivamente il gameplay è molto divertente e non ha niente da invidiare ai due titoli ai quali l’autore si è sempre ispirato. Va da sé che il massimo lo si ottiene giocando con gli amici.

GRAFICA MIGLIORATA ED OST RIARRANGIATA

A prima vista, l’aspetto di Active Soccer 2019 sembra non essere troppo differente dal predecessore. Le migliorie, invece, sono tantissime e pur se minimali fanno davvero la differenza anche se non al primo acchito.

Innanzitutto sono state aumentate a dismisura le opzioni della telecamera. Lo zoom è molto più ampio con visuali dall’alto a campo larghissimo. Inoltre potremo scegliere tra tre tipi di visuali: alto verso basso, destra verso sinistra e diagonale, tutte con telecamera a “volo d’uccello” ma a distanza, come detto, variabile.

Nelle opzioni partita è possibile selezionare anche il tipo di rasatura dell’erba (il look può essere vario con il manto erboso tagliato a strisce verticali, orizzontali, a rombi, a scacchi, diagonali e così via), ma anche tra condizioni climatiche diverse: normale, ventoso, pioggia e neve. Buoni gli effetti ambientali visivi con qualche piccola finezza che fa sorridere, come l’acqua spostata dal pallone sotto la pioggia, o la nuvoletta che spunta subito dopo aver effettuato un piccolo scatto. Bello anche l’effetto neve.

I modelli poligonali dei calciatori sono semplici ma funzionali mentre le animazioni sono state potenziate rispetto al passato. Sia quelle dei giocatori di movimento che dei portieri sono state riviste ed ora sono più fluide.

Parliamo di un titolo che propone grafica in 3d ma che richiama comunque i giochi a 16 bit. Capirete bene che giocato a 900p in modalità TV ed a 720 in portabilità faccia la sua figura e faccia il suo dovere non avendo l’obbligo del 3d “muscolare” a tutti i costi.

A tal proposito, lo sviluppatore sta lavorando per migliorare la risoluzione a 1080p in modalità TV e limare alcuni piccoli glitch.

Anche in modalità portatile, Active Soccer 2019 si comporta bene nonostante la lettura dei menu sia un po’ più difficile. Sul campo, però, non ci sono grossi problemi e l’azione rimane rapida, frenetica ma al tempo stesso altamente godibile anche su uno schermo molto più piccolo come quello touch della ibrida Nintendo.

Tornando all’aspetto, bisogna invece dire che i menu possono essere migliorati. Alcune voci, soprattutto il calcio mercato, non sono esattamente lineari. Nulla, comunque, di irreparabile o che si possa correggere con patch.

Ottimo il sonoro, soprattutto gli effetti stadio e quelli ambientali. I cori sono vari mentre è quasi evocativo il sonoro del pallone che si stampa sui legni. Abbiamo apprezzato anche la colonna sonora firmata da Crhis Huelsbeck, uno dei musicisti chiave degli anni ’80 ed inizio anni ’90 nel panorama videoludico mondiale autore, tra l’altro, della OST della serie Turrican. Il brano è riarrangiato rispetto a quanto ascoltato in Active Soccer DX.

COMMENTO FINALE

Cosa aggiungere di più? Non molto. Active Soccer 2019 per Switch è un bel gioco di calcio in stile retro. Gianluca Troiano ha migliorato il suo lavoro ed ha consegnato al pubblico un titolo che è degnissimo successore di mostri sacri quali Kick Off 2 e Sensible World of Soccer 96/97. E scusate se è poco!

Ne fonde l’essenza, il gameplay, i contenuti. Per chi ama questi due titoli, trovarsi di fronte ad Active Soccer 2019 sarà una piacevole sorpresa. Immaginate la velocità e frenesia dei due giochi con soluzioni offensive di Kick Off unite alle mosse di Sensible più a qualche spruzzo di gameplay moderno (passaggi filtranti e scatto). Il gameplay, è facile intuire, è divertente, vario e non stanca.
Certo, non mancano alcune ingenuità anche nell’IA ma è tutto trascurabile. Per non parlare della modalità Carriera che riprende in toto quella di SWOS e ci permette di prendere in mano un club e portarlo in auge migliorandolo ma anche di andare avanti con altre squadre o con la nazionale. E farlo all’infinito, senza limiti di stagioni. I contenuti non mancano. Latita invece la componente online che però in questo tipo di giochi – votati all’ofline – può comunque non essere un difetto troppo grande. Per di più tecnicamente il titolo pur non facendo gridare al miracolo è comunque gradevole.

Insomma, The Fox Software ha fatto un bellissimo lavoro proponendolo ad un prezzo davvero competitivo (9,99 euro). Se volete un gioco arcade rapido ma altrettanto profondo, non avete alternative: Active Soccer 2019 farà comunque al caso vostro. Il pregio più grande? Rievoca i due classici a cui si ispira molto bene e ci mette del suo.

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This War of Mine, oltre 500.000 dollari donati in beneficenza

Quattro milioni e mezza di copie vendute. This War of Mine, particolarissimo titolo del team indie polacco di 11 bit studios, ha raggiunto questo importante traguardo.

Il gioco, che ha fatto il suo debutto nel 2014 ed è arrivato su diverse piattaforme (Pc, PS4, Xbox One, Switch, iOS ed Android), racconta a modo suo gli orrori della guerra. Nondimeno, This War of Mine ha raggiunto un altro traguardo ancora più importante: gli uomini di 11 bit studios hanno donato oltre 500.000 dollari all’organizzazione benefica War Child. Tutto grazie alle vendite, ovviamente, del videogioco. Un risultato strepitoso se si fa presente che i proventi derivano da una produzione indipedente.

Definito dal New York Times come un gioco che “ti permette di esplorare in sicurezza le misere realtà della condizione umana” e descritto come “da non perdere”, This War of Mine è stato scelto come uno dei giochi dell’anno da The Guardian, Die Welt, El Mundo fin dal suo rilascio nel 2014.
I successi del gioco non si sono fermati qui, grazie alla vittoria di numerosi premi durante l’Independent Games Festival, il SXSW Cultural Innovation Award, Games For Change.

Gli sviluppatori non si fermano qui: sui dispositivi iOS e Android è disponibile una nuova espansione, This War of Mine: Stories – Father’s Promise a 1,99 euro.

Ecco l’infografica di riferimento.

 

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Nintendo Labo: Kit Vr mostra tutte le sue potenzialità

Il nuovo Nintendo Labo: Kit Vr, disponibile in esclusiva Switch a partire dal 12 aprile, mostra tutto ciò che è in grado di offrire a bambini e famiglie, grazie ad una serie di video disponibili sul canale YouTube ufficiale di Nintendo.

Combinando l’innovativo gameplay fisico e digitale di Nintendo Labo con una tecnologia Vr di base, questa nuova esperienza introduce una versione originale e accessibile della realtà virtuale. Ogni Toy-Con della console è in grado inoltre, di dar vita a nuove attività, combinando il feedback tattile del mondo reale con affascinanti avventure virtuali. Un esempio è il pedale eolico Toy-Con, in grado di produrre colpi d’aria che creano l’effetto del volo, mentre il blaster va caricato prima di sparare raffiche di laser. I giocatori possono quindi, montare diverse creazioni di cartone, come un elefante Toy-Con o una fotocamera Toy-Con e usare queste creazioni per giocare a una varietà di giochi, scoprirne il funzionamento o progettare le proprie esperienze Vr con gli strumenti inclusi.

Tutti i giochi e le esperienze del kit Vr sono progettati per essere condivisi. A turno, tutti possono osservare le reazioni varie e alcuni giochi permettono persino a chi non sta guardando nel visore Vr di interagire con l’esperienza a schermo. Per esempio, se un giocatore sta esplorando l’oceano del gioco e scattando foto con la fotocamera Toy-Con, un’altra persona nella stanza può indossare l’accessorio maschera da sub Toy-Con e mettersi di fronte alla fotocamera per far nuotare verso il viso del giocatore un pesce dagli occhi giganti.

LE ESPERIENZE DI NINTENDO LABO: KIT VR

Il Nintendo Labo: Kit VR offre una grande varietà di giochi ed esperienze compatibili con i vari Toy-Con, tra cui:

  • Obiettivo mare: attraverso la fotocamera Toy-Con, ci si può tuffare in mari virtuali e completare obiettivi come scattare foto delle creature marine.
  • Obiettivo casa: sempre attraverso la fotocamera Toy-Con, si può interagire con la stramba creatura
    che abita nella casa e completare missioni scattando foto nella sua misteriosa dimora.
  • Guida la biglia: i giocatori proveranno a risolvere rompicapi basati sulla fisica usando vari oggetti per guidare le biglie attraverso gli anelli. Si può persino creare percorsi vari con cui sfidare amici e parenti.
  • Disegnini (sfrutta l’elefante Toy-Con): tante colorate immagini 3D da creare, muovendo in aria la proboscide dell’elefante Toy-Con, usando vari strumenti e stilii.
  • A volo d’uccello (sfrutta l’uccello Toy-Con): possiblità di volare in cielo sul dorso di un uccello, raccogliendo oggetti e aiutando degli uccellini. Quando usano l’uccello Toy-Con, i giocatori possono farne sbattere le ali. Inoltre, con il pedale eolico Toy-Con Wind possono creare raffiche di vento dalla potenza sorprendente che fanno volare più velocemente l’uccello.
  • Scatto alato (sfrutta l’uccello Toy-Con): tuffati in sfide a tempo in cui attraversi dei
    checkpoint mentre voli nel cielo.
  • Blaster (sfrutta il blaster Toy-Con): affrontare un’invasione aliena e boss giganti in
    un’esperienza su rotaie che richiede riflessi pronti e occhi sempre aperti.
  • Sparafrutto (sfrutta il blaster Toy-Con): si puà sfidare un amico in una gara a chi sfama più
    ippopotami, lanciando vari tipi di frutta per attirarli verso la propria zona della
    piscina e ottenere più punti.
  • Salterana (sfrutta il pedale eolico Toy-Con): impersonando una rana, bisogna saltare più in alto che si può su una pila di palloni colorati mentre si evitano ostacoli. Usando il pedale eolico si può sentire il vento che soffia sul volto.
  • Piazza Vr (compatibile con tutti i Toy-Con): 64 semplici giochi nella Piazza Vr, che includono platform e puzzle. Per provare molte di queste esperienze bastano il visore Vr Toy-Con e una console Switch. Il software di Nintendo Labo: VR Kit include due strumenti di programmazione. Il Garage Toy-Con, presente anche nei kit precedenti, fa il suo ritorno, ottimizzato per i Toy-Con di questo kit. Il
    Garage Toy-Con VR è un nuovo strumento che permette ai giocatori di creare giochi ed
    esperienze VR tutti loro. È lo stesso strumento che gli sviluppatori hanno usato per ideare tutti i contenuti della Piazza VR.

Potete trovare qui ulteriori informazioni su Nintendo Labo: Kit Vr che, come detto sopra, sarà disponibile dal 12 aprile.


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Yu-Gi-Oh! Legacy of the Duelist: Link Evolution arriverà in esclusiva per Switch

Oltre 9.000 carte in-game disponibili, il quantitativo più grande mai incluso in un videogioco Yu-Gi-Oh. Questo il dato saliente di Yu-Gi-Oh! Legacy of the Duelist: Link Evolution che arriverà questa estate, in esclusiva per Switch.

Basato sul gioco di carte da collezione, questo nuovo titolo porterà su Switch più di 20 anni di storia della saga, includerà gli iconici duellanti dell’universo della serie e darà la possibilità di rivivere le storie della serie animata originale, di Yu-Gi-Oh! ARC-V e di sfidare le nuove generazioni di duellanti provenienti dai mondi virtuali di Yu-Gi-Oh! VRAINS. 

CARATTERISTICHE

  • Un Deck con più di 9.000 carte, il più grande numero di carte mai incluso in un videogioco di Yu-Gi-Oh!.
  • Altri giocatori da sfidare in locale o tramite Nintendo Online.
  • L’aggiunta delle carte Mostri Link cambierà non solo il modo di giocare dei giocatori esperti ma anche dove giocheranno.
  • Possibilità di impersonare gli antagonisti della serie animata.
  • Battle Pack nei formati Sealed e Draft.
  • Include tutti i contenuti precedentemente rilasciati in Yu-Gi-Oh! Legacy of the Duelist.





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Al via a Milano il Nindie Summit

Nintendo, in collaborazione con AESVI, l’Associazione che rappresenta l’industria dei videogiochi in Italia, e il laboratorio PONG (Playlab fOr inNovation in Games) dell’Università degli Studi di Milano, organizza il primo Nindie Summit, una serie di eventi e tavole rotonde dedicate ai giochi indipendenti sviluppati per console  Switch.

Il primo evento di questo genere che si svolgerà martedì 26 marzo, nell’aula magna del polo di Mediazione Linguistica e Culturale dell’Università degli Studi di Milano, sede di Sesto San Giovanni, dalle 10.30, vedrà un confronto tra alcuni dei rappresentanti dei principali studi di sviluppo italiani.

Il tavolo di discussione, che vedrà la partecipazione di Nintendo, 3DClouds, Strelka Games, Caracal Games, Fantastico Studio, MixedBag e Studio Evil, è aperto per un confronto tra le parti.

Nella seconda parte della giornata gli sviluppatori saranno a disposizione dei partecipanti per una
prova di gioco dei loro titoli, alcuni dei quali in anteprima.

PROGRAMMA

10,30: presentazione del Nindie Summit
10,45: inizio della tavola rotonda
11,45: Q&A e chiusura lavori
12,30: lunch break
14       : prova di gioco insieme agli sviluppatori
16,30: termine dell’evento.

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Ape Out arriva su Switch e Pc

Gli sviluppatori Gabe Cuzzillo, Matt Boch e Bennett Foddy annunciano che Ape Out è ora disponibile su Switch e Pc a 14,99 euro.

Ape Out è uno smash colorato in cui i giocatori, nei panni di una scimmia, devono scappare dalla prigione, usando i tuoi rapitori sia come armi che come scudi per schiacciare tutti sul percorso verso la libertà.




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Persona Q2: New Cinema Labyrinth, disponibile su 3DS dal 4 giugno

Persona Q2: New Cinema Labyrinth sarà disponibile per 3DS a partire dal 4 giugno. Si tratta del primo sequel del primo Persona giunto su una console portatile Nintendo, Persona Q: Shadow of the Labyrinth e vede il ritorno dei più importanti personaggi dei precedenti capitoli della serie Persona.

In questo nuovo capitolo, i Phantom Thieves si ritroveranno intrappolati in una serie di film labirintici, ognuno con un genere diverso. Lungo la strada incontreranno altri eroi, che li aiuteranno durante il viaggio.

Per i giocatori che effettueranno il pre-order sarò disponibile la Launch Edition che includerà una copia del gioco e un art book.

CARATTERISTICHE

  • Tutti i protagonisti: il giocatore incontrerà tutti i personaggi dei capitoli precedenti della serie Persona
    che giocherà un ruolo chiave nell’avventura
  • Un omaggio ai film classici: una serie di labirinti pieni di riferimenti ai film classici
  • Nuovo sistema di combattimento: – Persona Q2 espande i sistemi di combattimento di Persona Q e Persona 5, inclusa una nuova funzione Unison.

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Il nuovo Indie Highlights annuncia tanti titoli su Switch per il 2019

Il 2019 porta tante novità e, attraverso un nuovo Indie Highlights, Nintendo of Europe ha presentato una selezione di giochi indipendenti in arrivo su Switch nel corso dell’anno.

La presentazione include anche un primo sguardo a SteamWorld Quest: Hand of Gilgamech, un gioco di ruolo di carte, meravigliosamente disegnate a mano, di Image & Form Games, i creatori di titoli osannati dalla critica quali SteamWorld Dig e SteamWorld Dig 2. SteamWorld Quest uscirà, dunque su Switch nel 2019.

ECCO LA PANORAMICA DEI TITOLI PRESENTATI NEGLI INDIE HIGHLIGHTS

 

  • Trionfate sul male, in SteamWorld Quest: Hand of Gilgamech di Image & Form Games e Thunderful Publishing. In questo innovativo gioco di ruolo di carte, sarete a capo di un gruppo di eroi in un mondo disegnato a mano, creando il vostro mazzo di carte lungo il percorso e utilizzandole per sconfiggere una serie di nemici in battaglie a turno davvero intense. Il gioco mescola elementi fantasy tradizionali con robot steampunk per un’esperienza indimenticabile piena di divertimento e umorismo.

 

  • Magia, mitologia e scatenata azione kung fu si uniscono in Unruly Heroes di Magic Design Studios, disponibile ora su Switch. Questo gioco di avventura ricco di azione si ispira alla storia cinese “Viaggio nell’Ovest”, meglio nota come la Leggenda del Re Scimmia. Creature terribili seminano il caos in tutte le terre e tocca al Re Scimmia e ai suoi tre colorati compagni arginare la marea del male. Affrontate l’avventura da solo o con gli amici in modalità cooperativa fino a 4 giocatori. Potrete anche mettere alla prova le tue abilità di kung fu contro altri giocatori in modalità locale o in P-v-P online*.

 

  • Avete mai sognato di essere una capretta? Ebbene, non dovrete aspettare ancora molto con Goat Simulator: The GOATY di Coffee Stain Publishing. Questo fenomeno indie di grande successo è disponibile ora su Nintendo Switch. Rappresenta l’avanguardia nella tecnologia di simulazione caprina e il pacchetto Goat Simulator: The GOATY comprende Goat Simulator oltre a Goat MMO Simulator, Goat Simulator: GoatZ, Goat Simulator: Payday e Goat Simulator: Waste of Space.

 

  • When Ski Lifts Go Wrong di Curve Digital è un rompicapo basato sulla fisica incredibilmente divertente, pieno di sfide creative, sport e disastri! Inizia dalle colline ondeggianti e avventurati fino alle cime frastagliate. Scervellatevi su ogni livello dal design unico per aiutare ciascuno sciatore a raggiungere la propria destinazione. Con oltre 100 livelli impegnativi precostruiti e una modalità “sandbox” che consente ai giocatori di progettare i propri puzzle unici, ci sono ore e ore di divertimento assicurato lungo i pendii innevati. When Ski Lifts Go Wrong è disponibile da ora su Nintendo Switch.

 

  • Scendete sul campo di battaglia con Wargroove, un gioco di strategia a turni di Chucklefish. Scegliete tra un vasto cast di comandanti, ognuno con il suo groove, un attacco speciale che può essere impiegato per ribaltare le sorti della battaglia. Il gioco include una campagna per giocatore singolo nonché modalità multiplayer online e in locale per un massimo di quattro giocatori. La guerra non finisce qui però, poiché un editor facile da usare e strumenti per la personalizzazione consentiranno di creare e condividere le mappe e le campagne realizzate. Wargroove arriva marciando su Nintendo Switch il 1° febbraio e può essere preordinato fin da ora sul Nintendo eShop.

 

  • Heavy Metal! Zombi! Armi Pesanti! Double Kick Heroes di Headbang Club e Plug In Digital è un mix tra uno sparatutto e un gioco musicale ritmico per un’esperienza dinamica come mai prima d’ora. Attraversate ad alta velocità una terra desolata post-apocalittica sull’autostrada per l’inferno, con la potenza di ritmi heavy-metal come unico strumento in grado di frantumare le ossa contro orde di zombi. Con oltre 30 canzoni metal originali, oltre a tracce musicali di guest band come i GOJIRA, Double Kick Heroes uscirà su Nintendo Switch nell’estate 2019.

 

  • Inmost è un gioco puzzle platform dalle tinte horror di Chucklefish nel quale devi seguire tre storie oscure interconnesse di 3 diversi personaggi giocabili. In un vecchio castello abbandonato, in un bellissimo stile pixel art, occorreranno in ugual misura cervello e coraggio per sfuggire al male oscuro in agguato nelle profondità. Inmost uscirà su Nintendo Switch nel 2019.

 

  • Tuffatevi in un’avventura futuristica con CrossCode, il gioco di ruolo d’azione 2d dal sapore rétro di Deck 13 Interactive e Radical Fish Games. Combinando una grafica in stile 16 bit con una più moderna simulazione della fisica, un sistema di combattimento veloce e una meccanica rompicapo avvincente, il lancio di CrossCode su Nintendo Switch è previsto nel 2019.

 

  • Forager di Humble Bundle è un open world 2D in cui costruisci il futuro come lo desiderate. Unendo esplorazione, combattimento, allevamento e manualità, Forager vi consente di provare una varietà di stili di gioco diversi mentre inizi in piccolo per espandere gradualmente il vostro territorio, set di abilità e network di amici – e nemici. L’arrivo di Forager su Nintendo Switch è imminente.

La presentazione include anche un video con i migliori giochi indie già in disponibili su Switch. Per chi sta scoprendo per la prima volta questo ampio catalogo di titoli o per i giocatori più esperti in cerca di un nuovo gioco con cui cimentarsi, sono disponibili sia la presentazione che l’Indie Highlights Hub.

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Indie Highlights, domani alle 15 una nuova presentazione

Giochi indie protagonisti su Switch. È in arrivo domani, infatti, l’ultimo video Indie Highlights di Nintendo of Europe che offrirà una panoramica di alcuni nuovi titoli indie che verranno pubblicati su Switch quest’anno.

La clip verrà postata sul canale YouTube di Nintendo Italia  domani, mercoledì 23 gennaio, alle 15.

 

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SimCity, trovata una rara cartuccia del prototipo per NES

SimCity è uno di quei giochi, poi diventati serie, che fa parte della storia del nostro settore. È notizia di pochi giorni fa che The Video Game History Foundation abbia annunciato il ritrovamento e la conservazione di un rarissimo prototipo di SimCity per NES. Già, il titolo di Maxis era stato realizzato anche per l’8 bit di Nintendo ma rimase dietro le quinte per essere “dirottato” su Super NES.

Sul blog della fondazione c’è un lungo post sulle condizioni del ritrovamento ed i tanti retroscena sul gioco che vengono anche riportati dal video che alleghiamo alla notizia.

La copertina della versione NES

Era una versione sviluppata grazie alla collaborazione tra Nintendo e Maxis che coinvolse Will Wright (il papà del gioco) e Shigeru MIyamoto. Un peccato che questa versione per la console ad 8 bit non venne pubblicata vista l’ottima fattura che non aveva nulla da invidiare alla controparte a 16 bit anche se quest’ultima poteva vantare su una veste grafica per ovvi motivi superiore. Inoltre c’è una peculiarità che non è stata inserita nella versione Super Nes, quella di dare un nome alla città collegata.

Questo prototipo di SimCity deriva da una build mostrata al CES del 1991. Un altro dato che ne conferma l’eccezionale rarità di questa cartuccia. Detto questo, vi lasciamo al video che ci mostra un po’ di gameplay. Buona visione.

 

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Speciale retro, i giochi di Natale

Il Natale si avvicina. Ormai è dietro l’angolo. È sempre un periodo dell’anno molto atteso. Per molti giunge il momento del meritato riposo. Per chi fa il mio lavoro no. Perché è presto detto, dare notizie o raccontare storie (vere, si intende) è una missione e non lo si fa certo per quei pochi spicci che ci si guadagna (chi li guadagna).

È quindi giunto il momento di uno speciale a tema sui giochi con i quali mi divertivo nel periodo natalizio. Erano quindici giorni di vacanza spensierata e poi si tornava a scuola. Inutile dire che internet non esisteva. O era ancora una cosa pionieristica, da telefilm anni ’80 (vedi i 4 Ragazzi per un Computer).

Uno dei Natali più belli, ricordo, è stato quello del 1990 ma parlerò anche di quelli in altri anni. Ero in terza media ma fui costretto a casa da una bronchite serissima. A metà dicembre, per la prima volta, il mio medico curante (buon’anima) guardò seriamente i miei genitori e gli disse che non c’era nulla da scherzare e che la situazione era seria. Riposo a casa al calduccio assoluto. E fu così che le mie settimane di riposo divennero tre. In quel periodo avevo il Commodore 64 ed ancora l’Olivetti Prodest PC 128 che, dopo l’arrivo del biscottone della grande C, riposi bellamente in uno scaffale a far la muffa. Col senno di poi mi pento un po’ di questa scelta perché è giusto, ad onor del vero, ricordare quanto divertimento mi portò. Non posso dimenticare solo l’anno precedente le partite a La Miniera di Diamanti, ottimo clone di Boulder Dash, o a Blue War II, che era un simulatore di sommergibile paragonabile al famoso Silent Service o ancora ai Giochi Olimpici 1 e 2 ed a quelli Invernali. Per non parlare di un’avventura suddivisa in tre parti che consisteva nell’arrivare a Las Vegas e vincere un milione di dollari entro un determinato orario. Appunto, Las Vegas mi tenne molto e da più grande, quando lo rigiocai, scoprii che bene o male, i risultati, soprattutto nella roulette si ripetevano dopo un certo numero di giocate.

Ma il C64 aveva più varietà, più scelta. E, per chi come me, amante della musica, anche il sonoro che – rispetto a quello del computer della Olivetti (un Thomson MO6 sotto mentite spoglie) – era qualcosa di spettacolare.

Il tutto fu confermato quando conobbi Turbo OutRun che giocai assiduamente in questo periodo. Comprato in estate lo rigiocai in inverno per finirlo durante il periodo natalizio. Non potrò mai scordare la sorpresa della colonna sonora digitalizzata ed originale firmata dai Maniacs of Noise. Anche le musiche in game erano esaltanti. In quei giorni piazzai la partita perfetta e conclusi i sedici stage, e quindi il gioco.

Non sono mai stato un granché e probabilmente la versione C64 era molto più facile rispetto a quella Arcade, non me ne vergogno, ma fu un ricordo molto bello ascoltare quelle canzoni fantastiche.

Ma non mancarono le partite a The Last Ninja 1 e 2. Anche qui molto lunghe e condizionate soprattutto dall’ascolto delle canzoni. Scritte da Anthony Lees e dal compianto Ben Daglish, scomparso lo scorso 1 ottobre, e (The Last Ninja 2) da Matt Gray. Anche qui, una colonna sonora assurda che accompagnava un ottimo gameplay. Soprattutto il secondo capitolo. Erano molto belle le confezioni dei giochi System 3. Solitamente scatoloni profondi che includevano il gioco (dischi o cassette) e dei bellissimi manuali. Se solo avessi avuto più attenzione… ma andiamo avanti.
La serie The Last Ninja era contraddistinta anche da un’ottima grafica isometrica ricca di dettagli. Particolarità: tra ogni location e l’altra, l’ambientazione si caricava molto velocemente ma in quegli attimi si vedeva la “costruzione” della location. Era una sorta di effetto pop up odierno. Spettacolare anche l’interfaccia che offriva tutte le informazioni necessarie. Il gioco era immediato e fluido, dove si alternavano combattimenti, la raccolta di oggetti per superare degli enigmi ambientali o di armi per affrontare al meglio nemici più forti. E chi se le scorda le api di Central Park, primo livello di The Last Ninja 2? Le dovevo evitare mentre le prime volte mi ostinavo a combatterle… fesso io.

In quel Natale non posso dimenticarmi di The Ninja Warriors. Forse era il periodo in cui mi piacevano i Ninja (anche Ninja Turtles di Konami, infatti feci comprare il gioco ai miei). La conversione dell’arcade che vidi l’anno precedenza in sala giochi in uno stranissimo formato (lo schermo era super orizzontale con un rapporto che il 16:9 sembrava sostanzialmente un quadrato) che lo rese anche memorabile. Anche qui probabilmente complice la facilità della versione C64 (quella Amiga era nettamente più complicata, ricordo, soprattutto dal secondo livello quando entravano in gioco i carri armati), riuscì a terminarlo senza grossi sforzi. La musica di Tony Williams riprendeva il tema originale ma a mio avviso rendeva paradossalmente di più sul Sid. Sono proprio innamorato di questo chip.

Atomic Robokid, Rainbow Island, Arkanoid, ma anche X-Out (colonna sonora ed intro da film anche su C64), per non dimenticare il primo Turrican. Tutti ottimi giochi ma Turrican mi sorprese anche per la grafica assurda – per il C64 – di allora. Per alcuni – e probabilmente avranno ragione – questo gioco griffato Rainbow Arts – è stato sopravvalutato ma per me era qualcosa di unico che fu superato l’anno dopo dal sequel. Ah, si, c’era pure Batman The Movie che mi piacque molto. Anche la versione C64 non era male mentre quella Amiga si distaccava per le eccezionali, all’epoca, sessioni di guida sulla batmobile e sul Batwing.

Nel 1991 arrivò l’Amiga. Era settembre. Tuto cambiò ed anche in questo caso, abbandonai – ma meno repentinamente – il C64 che fu protagonista di una delle mie prime “nottate” estive: quell’anno feci gli esami di terza media (se ci penso ora mi viene da ridere, come sicuramente capiterà a molti di voi), i loader di The Last Ninja 1 mi tennero compagnia mentre ripassavo alla meno peggio l’inglese.

Dicevamo del 1991 e con l’Amiga il primo natale me lo passai con The Secret of Monkey Island. Non credo ci sia da aggiungere altro solo il fatto che lo ritengo uno dei migliori giochi di sempre e tra i più adatti al periodo natalizio. Humor, atmosfera, trovate, enigmi e musica sono memorabili e – a mio avviso – si sposano perfettamente con l’atmosfera natalizia. Vagare – mentre li fuori fa freddo e fa buio presto – per le vie di Melee Island fatte di luci e lucette, in una notte infinita, fa senza dubbio la sua figura. Ricordo ancora che quando lo comprai dovevo scegliere tra lui e The Adventures of Robin Hood… non che fosse male Robin Hood, ma The Secret of Monkey Island mi ispirò di più.

Non sottovaluterei neppure un grande classico di Cinemaware, “tale” Defender of The Crown. Uscito nel lontano 1986, fu uno dei primi titoli che acquistai per il nuovo arrivato Amiga. Era da sempre il mio sogno poter giocare a questo titolo che mi fece conoscere l’Amiga e probabilmente ebbe il merito di farlo conoscere a tutto il mondo. Un sogno che si realizzò anni dopo.

Defender of The Crown aveva una grafica paurosa anche nel 1991 e l’atmosfera da film, che tra l’altro è ripresa da uno dei miei film preferiti (Ivanhoe), bastavano a fare esaltare me ed una intera generazione. Indimenticabili anche i pezzi musicali di Jim Cuomo rimangono scritti nella storia benché brevi ma molto di impatto.

I natali successivi in compagnia di Amiga me li ricordo con altre avventure grafiche come Simon the Sorcerer, davvero molto bella e piuttosto lunghetta, ma anche con l’incredibile conversione di Mortal Kombat II. Già il primo Mortal Kombat era gradevole, ma il secondo capitolo sfruttò l’hardware Amiga a dovere. Non posso dimenticarmi anche di Lotus II e Lotus III.  Quest’ultimo aveva il famigerato RECS. Cosa era il RECS? Acronimo di Racing Environment Construction Set, era un editor che permetteva un numero spropositato di circuiti secondo diversi parametri che includevano la lunghezza, se fosse un circuito chiuso o un tracciato aperto suddiviso da checkpoint, la percentuale di curve, ostacoli e le varie ambientazioni. Questo generava un codice che si doveva scrivere a mano per poter rigiocarlo.

Nel ’94 arrivò un titolo calcistico molto amato: Sensible World of Soccer, un grande capolavoro su due dischetti. Ancora oggi non mi capacito come cotanta bellezza potesse essere contenuta in appena due dischetti da 740kbyte. Misteri. Il fatto che si potesse iniziare un torneo e personalizzarlo come si volesse, era uno stimolo in più nel creare competizioni fantasiose dove non mancavano i tornei di Natale ‘9X. Una bella alternativa alla Carriera che era sicuramente la parte in solitaria più giocata.

Il pezzo Super Stars Hero è rimasto tra gli annali ma in quel periodo Sensible Software, che sviluppò questo ed altri capolavori, era sinonimo di colonne sonore cantate. Cannon Fodder 1 & 2 nonché Sensible Golf ne alimentarono il mito.

E poi? Ah, si, c’era anche Viking, uno strategico semplice ma profondo ambientato nella Gran Bretagna ed in alcune regioni del Nord Europa e, già che ci sono, ricordo che qualche Natale lo passai in compagnia di Castles, capolavoro di Interplay e progenitore di Stronghold. Se non lo è sinceramente non so cosa pensare.

Bellissimo costruire il castello, gestirlo, ricevere gli emissari di questa o quella famiglia o del popolo o ancora del clero o di criminali, scegliere e poi difendersi da attacchi ed assedi. La libertà d’azione era considerevole. Notevole anche il manuale. Qualche ora di Natale la passai anche con Centiurion Defender of Rome, mitico strategico-gestionale. Mi piaceva molto il lato diplomatico. C’era la possibilità, ma lo appresi in là leggendo varie riviste, di fare la propria scalata al mondo evitando di sprecare gocce di sangue e facendo fare tutto alla diplomazia. Ho ancora la confezione originale con gli appunti scritti a mano. Non era facile e comunque c’erano alcune varianti interessanti: le battaglie navali, quelle terrestri, ma anche la costruzione di anfiteatri e l’allestimento di giochi come gli scontri di gladiatori e la corsa delle bighe che potevano aumentare anche i propri guadagni. Capolavoro. Il video si riferisce alla versione Pc.

E sostanzialmente si chiude qui questo speciale fatto di ricordi di pixel, di atmosfere e di canzoni. Ho parlato poco del gameplay e probabilmente avrò anche fatto confusione con alcune date ma il periodo natalizio fino a fine ’99 lo passai sostanzialmente così. Poi arrivò il Pc, schede grafiche, processori, configurazione e così via. Tutto il romanticismo che poteva esserci in un The Monkey Island o in una partita a Sensible World of Soccer, si perse. Arrivarono tempi difficili (non che quelli di ora siano facili, tutt’altro) e tutto si perse.

Ma i ricordi, fatti di pixel, musica in chiptune (rigorosamente), gameplay geniali ma anche scapestrati (non tutte le ciambelle riescono col buco), rimangono. Chiudo con un ricordo più recente: Natale 2009, tutta la famiglia o quasi (escluso mio padre che non c’era più) riuniti da me. Una delle rare volte che giocai con i miei cugini. Giocammo a Fifa 10, poi, quando fui solo, qualche giorno lo spesi su The Elder Scrolls IV: Oblivion. Andare a Bruma, una delle città più a Nord di Cyrodill la, regione centrale del continente di Tamriel, e passeggiare sotto la neve in quell’atmosfera fantasy, aveva ed ha un non so ché di romantico. Emozioni che non ho più riprovato neppure in Skyrim.

Ed ora? Beh, ora ho una vasta scelta tra Pc, PS4 e Switch per non parlare di PS3, PS2, PS1 e prima Xbox. Adesso i tempi sono cambiati ma quando voglio sognare mi rifugio in qualche emulatore o ricordo sognante quando vidi per la prima volta il Nintendo funzionante in una vetrina del centro della mia città dove giravano le demo di alcuni giochi dell’epoca.

Ricordo ancora il jingle promo di questa demo. In pratica era il modello M82 che non era altri che una unità destinata ai negozianti per far provare i giochi ai propri clienti. Chi l’ha avuta se la tiene stretta, chi la vuol comprare deve sborsare cifre alte. Su E Bay siamo sull’ordine dei 5.000 (cinquemila!) euro. Intanto ecco la musica in questo video che ha un titolo sbagliato (viene spiegato nei commenti a seguire).

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