I migliori giochi sportivi/corse del 2019

È stato un 2019 molto intenso anche per gli appassionati di giochi sportivi e di corse automobilistiche. Tantissime le produzioni, grandi e piccole, griffate ed indipendenti, che hanno fatto divertire o disperare i giocatori. Non c’è stato soltanto il dualismo tra Fifa e PES ma l’anno passato agli archivi da poco più di due settimane ha fatto emergere tante altre realtà.
Si consolida Pro Cycling Mananger che a nostro avviso è andato ben oltre la sufficienza e che può soltanto crescere. Sarebbe un bene per gli amanti del ciclismo che già da qualche tempo possono comunque contare su una simulazione ricca di eventi e di cose da fare.

Così come WRC 8, il titolo ufficiale del Mondiale Rally. Ottimo come sempre F1 ed anche lo scorso anno ha portato alla luce qualche buon miglioramento e l’arrivo della F2, categoria ricca di talenti e di futuri piloti di F1.

Milestone dal canto suo ha recitato bene il suo ruolo di leader del settore delle due ruote che si tratti di MotoGP 19 o di motocross e supermotocross. Anche qui si evince una buona crescita del team italiano.

Il 2019 ha segnato il ritorno di Grid, un titolo molto solido e piuttosto interessante sotto tutti i punti di vista. Non potevamo aspettarci di meno da Codemasters.

Football Manager 2020 si è fatto, ovviamente, notare ma sono state poche le effettive novità rispetto al capitolo precedente.

La grande delusione, però, è stata per WWE 2K20 che ha avuto un lancio decisamente disastroso. Colpa di diversi bug e glitch fastidiosi ed evidenti che hanno rovinato un lavoro mastodontico. Un peccato ma un monito per questo 2020: siamo sicuri che Visual Concepts con WWE 2K21 non rifarà gli stessi errori.

Ma è stato anche un anno sorprendente per le produzioni indie. Super Tennis Blast ad esempio è nato da un piccolo team spagnolo Unfinisched Pixel, che ha saputo realizzare un gioco essenziale ma divertentissimo, in stile retrò. Altro gioco molto carino è Legendary Eleven, un titolo calcistico che vuole esaltare gli anni ’70 ed i primi anni ’80 e ’90. Ottimo lo stile, discreto il gameplay anche se con qualche appannamento qua e la.

Horizon Chase Turbo si è arricchito, dal canto suo, con i dlc Summer Vibes e Rookie Series aumentando l’ottima offerta. Ottimo, ed è entrato nella cinquina dei migliori titoli italiani, Active Soccer 2019 che su Switch è l’unica vera alternativa calcistica a Fifa 20 visto che, l’altro colosso, PES, non è uscito. Beh, sempre in tema di italiani e di sportivi, si potrebbe ricordare – per certi versi – anche Football Drama.

Detto questo, vi lasciamo alla nostra cinquina sui migliori giochi sportivi del 2019 in base alle nostre recensioni. Buona lettura.

5) DiRT Rally 2.0

DiRT Rally 2.0 ha portato su monitor e tv il Campionato ufficiale Fia World Rallycross Championship, disciplina che vede auto modificate simili a quelle utilizzate nei rally sfidarsi su circuiti caratterizzati dall’alternanza di superfici asfaltate e sterrate, e – una chicca – i Rally Storici. Quest’ultima è una sezione dove l’utente è chiamato a disputare una serie di corse con vetture dagli anni ’60 a oggi, suddivisi per categoria.

Un gioco, quello di Codemasters, solido sotto tutti i punti di vista con un buon gameplay (scalabile come da tradizione ed in favore di un vasto pubblico) ed una buona componente tecnica. Merita di figurare tra i migliori giochi sportivi e di corse automobilistiche del 2019.

Massimo Reina ha scritto nel commento finale della sua recensione:

Codemasters migliora quanto precedentemente visto nel primo episodio. Da questo punto di vista gli sviluppatori non hanno lavorato per apportare miglioramenti clamorosi o stravolgimenti di sorta, ma per operare una serie di aggiustamenti a un gameplay capace come sempre di proporre di base un buon compromesso tra arcade e simulazione, con la possibilità di personalizzarlo più o meno a piacimento, e a una struttura di per sé già solida.

4) FIFA 20

Da menzionare Fifa 20. L’edizione del gioco di EA Sports è da ricordare per la chiusura della modalità IlViaggio ed il ritorno del calcio da strada grazie alla modalità Volta. Questa ha permesso a Fifa 20 di continuare ad avere una sorta di modalità Storia facendoci fare il giro del mondo attraverso i campetti di calcio da strada di tutto il mondo.

C’è anche il calcio a 5 con le regole ufficiali oltre a sfide in 4 contro 4 e 3 contro 3. Bello, carino, grazioso. Ma finisce li: il calcio femminile ad esempio non è stato potenziato come ci si sarebbe potuto attendere ed aspettare. Sul punto di vista tecnico i miglioramenti sono stati piuttosto pochini, così come sul gameplay. La politica dei piccoli passi può premiare a livello commerciale ma per fare il salto di qualità ci vorrebbe qualcos’altro.

Una miriade di modalità e contenuti, modalità Carriera ancora più completa, controlli sui calciatori più reattivi. Ultimate Team e Volta sono un valore aggiunto. Però non bastano. Attendiamo una rivoluzione sperando di non attendere Godot.

3) NBA 2K20

Solido come sempre, ricco di contenuti e con un gameplay di livello mostruoso. Una produzione tripla A come ci si aspetterebbe: NBA 2K20 non ha tradito le attese. Come da tradizione. E non poteva non essere tra i migliori giochi sportivi del 2019.

Tra i pregi del gioco annotiamo un comparto tecnico splendido, la fisica ed il sistema di feedback al tiro ulteriormente perfezionato. L’introduzione della WNBA, ovvero il basket femminile, ed una giocabilità generale meglio equilibrata. Mentre tra i difetti c’è sempre il sistema di micro-transazioni che, però, risulta essere meno fastidioso del passato.

Massimo Reina ha concluso così la sua recensione:

Per l’edizione 2020 della sua creatura, Visual Concepts si affida alla tradizione, proponendo il classico “more of the same” in attesa della nuova generazione di console. Come scritto nel corso della recensione, il team di sviluppo ha infatti lavorato di cesello più per rifinire, che stravolgere, modalità collaudate e un gameplay di base già solido ed equilibrato, per poi completare l’opera con un’offerta come sempre ricca dal punto di vista dei contenuti.

NBA 2K20 è quindi un titolo che propone poche novità di rilievo ma che resta ugualmente uno dei migliori simulatori di basket e sportivi attualmente in circolazione. E questo nonostante la presenza di micro-transazioni farà storcere il naso a molti, anche se queste ultime non trasformano affatto il gioco in un “pay to win”.

2) EFOOTBALL PES 2020

Da qualche anno, Pro Evolution Soccer, sta risalendo la china. Un’operazione di rilancio per un titolo che nei primi anni del 2000, e fino a PES 6 era in netta superiorità rispetto alla concorrenza. Poi il cambio generazionale ed il passaggio da PS2 a PS3 ha creato qualche problema alla creatura di Konami. Ma poi la risalita è iniziata. Più precisamente da PES 2017 ed anno dopo anno si è materializzata sempre più fino ad arrivare ad eFootball PES 2020.

Ci piace ricordare come nel 2018 la serie in questione abbia perso i diritti della Uefa per poter utilizzare loghi e poter giocare la Champions League e l’Europa League. Per i più scettici sarebbe significata la fine. Per fortuna Konami ha puntato dritto sul gameplay ed ha migliorato il comparto tecnico. EFootball PES 2020 è visivamente mostruoso (fotorealismo superiore a Fifa) e vanta un gameplay che ricorda e rievoca – finalmente – i fasti di PES 5 (a nostro avviso uno dei migliori titoli calcistici della storia in termini di giocabilità). Non poteva mancare nella cinquina dei migliori giochi sportivi.

Massimo Reina ha scritto al termine della sua recensione:

Possiamo tranquillamente affermare che questo è un titolo bello e ricco di sfaccettature, con un gameplay ben definito, dove la differenziazione del gioco di ogni singola squadra acquista valore in base alle strategie e alle caratteristiche dei suoi atleti, che riescono a replicare le giocate delle rispettive controparti reali grazie a una serie di parametri.

Se però a livello di giocabilità il titolo può rassicurare i fan, l’infrastruttura necessita ancora di qualche intervento per ampliare un’offerta, a livello di contenuti e di profondità, buona ma non ancora pienamente soddisfacente. Inoltre c’è bisogno di una patch che stabilizzi il gioco eliminando un paio di fastidiosi bug presenti nella Master League e nel Matchday. Nulla però, a giudizio di chi scrive, di così compromettente da scalfire troppo la qualità generale della produzione targata Konami.

And the winner is… ASSETTO CORSA COMPETIZIONE

Chi è il migliore tra i migliori giochi sportivi del 2019? Vi diamo un indizio: è italiano. Non vi basta? E se vi dicessimo Kunos Simulazioni?  Ok, ci siete arrivati. Vale il ragionamento che abbiamo fatto quando abbiamo assegnato qualche giorno fa il titolo di miglior gioco italiano del 2019. Assetto Corsa Competizione di Kunos Simulazioni è il Racing con la R maiuscola. Se siete appassionati di automobilismo ed avete un Pc all’altezza, dovete assolutamente avere e giocare ad Assetto Corsa Competizione. Il titolo è in grado di sorprendere per la sua bellezza ed offre grandi sfide grazie al suo gameplay.

Il videogioco ufficiale della Blancpain GT Series è sicuramente uno dei titoli più importanti e prestigiosi del 2019 ma anche degli ultimi anni, soprattutto in campo automobilistico. Senza se, senza ma.

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Legenday Eleven, Recensione

La storia dei giochi calcistici in stile Arcade è lunga e costellata da titoli di assoluto rilievo. I frequentatori delle sale giochi ricorderanno nomi altisonanti come Exciting Soccer, Football Champ, Virtua Striker e così via dicendo benché gli autori si siano ispirati a Super SideKicks, Nintendo World Cup ed anche i primi ISS Pro.

Nelle scorse ore è uscito dall’accesso anticipato per essere pubblicato in “versione finale”, Legendary Eleven, titolo sviluppato da Eclipse Games e che offre un tuffo nel passato facendoci tornare ai fasti degli anni ’70, ’80 e ’90. Periodo d’oro per molti. Gli (ultimi) anni di Pelè, ma anche di Maradona, Cruijff, e di assi più recenti, Conti, Rossi, Zoff, Valderrama, Higuita e così via. Erano gli anni di un calcio diverso, forse meno fisico ma ugualmente spettacolare ed in piena evoluzione. Perché bastava un pallonetto di Maradona o una punizione di Platini e Zico per far saltare in aria uno stadio e far applaudire anche i tifosi avversari.

Il team indipendente ha voluto ricreare quelle atmosfere. Ci sarà riuscito? Noi, dopo le prime impressioni di un paio di settimane fa, siamo pronti per la recensione della versione Pc anticipando, inoltre, che si tratta di un gioco di calcio arcade comunque di discreta fattura ed interessante sotto tutti i punti di vista.

Ricordiamo anche che Legendary Eleven è disponibile anche per Xbox One e Switch e che a fine mese arriverà anche su PS4.

RITMO FLUIDO E COMPASSATO, ARCADE MA DISCRETAMENTE PROFONDO

Come già intuito e come già fatto notare nelle nostre prime impressioni, il gameplay di Legendary Eleven punta all’arcade. I più smaliziati troveranno un mix ed alcune caratteristiche che hanno reso grandi e famosi alcuni giochi già nominati. Di Exciting Soccer prende il fatto di avere in dote l’offside, ovvero il fuorigioco. Da Football Champ prende la presenza del super tiro mentre da Virtua Strike prende la profondità del gameplay con presenza di finezze e di giocate spettacolari, efficaci e comunque varie.

Si può segnare, infatti, in tantissimi modi più o meno spettacolari con cross e conclusioni al volo o ancora con forti botte da lontano o con azioni ben coordinate. Legendary Eleven permette tanto se si considera che stiamo parlando di una concezione prettamente arcade lontana dall’essere simulativa benché i falli ed i fuorigioco siano sanzionati.

Filtranti e sprint danno ulteriore profondità e danno quel tocco di classe alle rifiniture di un gameplay arcade di pregio ed al tempo stesso di sostanza in grado di divertire grazie ad una discreta profondità.

Non sono male neppure i portieri che anche con interventi a volte poco ortodossi riescono nella maggior parte dei casi a sventare situazioni pericolose o anche di salvare (letteralmente) la partita.

Tutto quello che di buono abbiamo notato nelle prime impressioni è stato confermato ulteriormente in questa versione “finale” ed è bello alternare conclusioni a rete spettacolari o in acrobazia a quelle di potenza o di giustezza. I sistemi di calci piazzati sono rimasti quelli della early access e quindi è positivo.
A dare ulteriore pepe la possibilità di sfruttare “carte” che si applicano durante il match. Queste danno bonus temporanei come, ad esempio, usare lo sprint più a lungo, avere la barra pronta per il super shot (che si carica col possesso di palla), avere arbitri più permissivi e molto, molto altro.

Abbiamo, trovato un buon titolo con ritmi arcade fluidi ma al tempo stesso coerenti con la velocità dei match di quelle epoche che a noi sembrano lontane. In sostanza ritmi buoni ma più compassati rispetto ad ora.

Essendo un gioco ispirato al passato è contemplata la regola del retropassaggio al portiere che prenderà con le mani la sfera dai nostri piedi. I tre punti a vittoria, invece, è – probabilmente – un piccolo controsenso.

Il gioco è piuttosto divertente e coerente con i valori in campo che ci sono sembrati equi. Legendary Eleven si basa sulle nazionali. Colossi come Germania Ovest (già), Italia, Brasile, Argentina ed Uruguay sono molto forti con valutazioni attorno alle cinque stelle (o quattro). Troviamo oltre 40 nazionali del passato. Consigliamo di giocare il titolo a livello più difficile perché offre il meglio di se con partite equilibrate e comunque un giusto grado di sfida che non è mai frustrante ed anzi spinge a migliorarsi ed a trovare la giusta soluzione di gioco. Gli altri due livelli sono oggettivamente facili. Li ci aspettiamo un lavoro di bilanciamento che possa rendere la sfida più stuzzicante. I portieri, invece, fanno il loro dovere ma a volte fanno alcune ingenuità alternando interventi strappa applausi e molto eleganti ad altri veramente goffi.

MONDIALI, COPPE CONTINENTALI, PARTITE LEGGENDARIE ED AMICHEVOLI

Proprio come nell’accesso anticipato, Legenday Eleven offre un discreto quantitativo di contenuti. Andiamo con ordine: oltre al match amichevole, ed ai match multigiocatore locale ed online, si possono disputare partite di Coppa Del Mondo (formula nomala con ben cinque partite di eliminatorie e poi ottavi, quarti, semifinali e finale) nonché organizzare tornei continentali (Europei, Coppa D’Asia, D’Africa). Ci sono anche le Partite Leggendarie, ovvero degli scenari che hanno fatto la storia della Coppa del Mondo partendo dal ’70. Peccato che, stranamente, manchi la partita del Secolo, ossia la semifinale di Messico ’70 tra Italia e Germania finita 4-3 per noi.

Troviamo però alcune partite importanti come ad esempio il derby tedesco da Germania dell’Ovest e DDR nel ’74, la tanto chiacchierata partita tra Argentina e Perù del 1978 (vinsero i padroni di casa per 6-0, risultato ampio che permise loro di raggiungere la finalissima davanti al pubblico di casa, ndr), o la storica vittoria dell’Algeria sulla Germania ai Mondiali dell’82 e tanti altri match nei quali bisogna conseguire un determinato risultato. Ah, si, c’è Italia-Brasile 3-2.

Legendary Eleven ha pure un editor per modificare le squadre dove è possibile intervenire su nomi, attributi (giostrandoli però attraverso un massimale predefinito: in pratica si possono ridistribuire i punti esistenti tra le varie abilità) e caratteristiche fisiche come l’altezza, i baffi, la barba ed i vari (e stravaganti) tagli di capelli. Piccola nota di colore: abbiamo aperto l’editor sulla nostra nazionale con tanti giocatori bassi, o meglio alti 1,70 o poco più. Al giorno d’oggi l’altezza media è sicuramente aumentata di almeno una decina-quindicina di centimetri. Una piccola chicca per segnalare la coerenza di gioco.

QUELLA GRAFICA CHE HA UN SUO STILE… E QUALCHE INCERTEZZA

Eclipse Games ha svolto un discreto dal punto di vista tecnico. I bug non mancano ed alcuni piuttosto strani come ad esempio il pallone che esce fuori dal campo, non viene sanzionata la rimessa laterale o dal fondo ed il tempo continua a scorrere. Per fortuna capita raramente.

Il lato visivo è senza dubbio quello più appariscente con le figure sinuose e stilizzate dei giocatori che si muovono molto fluidamente in campo. Si viva appieno l’atmosfera più anni ’70 ed ’80 che quella dei più recenti anni ’90. Un lato artistico, dunque, da apprezzare. Peccato ci sia un numero di stadi davvero inadeguato.

Le animazioni sono molto buone e fluide sia nei giocatori di movimento che nei portieri che, però, alternano movimenti eleganti e spettacolari ad alcuni movimenti goffi e fuori tempo.

Troviamo interessanti come gli effetti particellari: neve, pioggia, tramonto, ombre, luci, partite notturne e quant’altro sono quasi tutte al loro posto. Forse c’è troppo effetto sfumato frutto probabilmente di un uso eccessivo dell’anti-aliasing soprattutto quando le inquadrature si soffermano sui calci piazzati (punizioni, angolo e rimesse dal fondo che siano).

Confermiamo la bontà delle musiche (quelle dei menu) e degli effetti sonori.

COMMENTO FINALE

Legendary Eleven è un titolo rivolto agli appassionati di calcio che cercano un po’ di divertimento. Abbraccia in toto il passato prendendo a piene mani dai miti degli anni ’70, ’80 e ‘90. E per miti non parliamo di giochi arcade del passato ma proprio del calcio e dei calciatori di quegli anni. E lo fa con un suo stile particolare, artisticamente interessante che ne fa respirare più che degnamente l’atmosfera. Almeno secondo il nostro punto di vista.

Gradevole sotto diversi aspetti. Nulla di rivoluzionario ma il gameplay arcade è ben strutturato e può offrire la via della rete in diversi modi dandoci anche la sensazione di ricordare i fasti di molti classici.

A volte sembra di trovarsi di fronte ad una delle ultime versioni di Virtua Striker ma con un aspetto molto più “stiloso” ed una intelligenza artificiale comunque migliore. Si può segnare in ogni modo: di potenza, di astuzia o in modi spettacolari o con azioni manovrate. Il gioco è divertente, non ha tante pretese se non quella di far passare qualche ora in allegria. Certo, se aggiungessero una modalità carriera come si usa oggi staremmo parlando d’altro ma sarebbe comunque una componente da studiare bene per integrarla in un contesto che fino ad ora funziona senza grossi fronzoli. Legendary Eleven è consigliato se amate divertirvi. Chi vuole un titolo simulativo passi altrove.

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Legendary Eleven sta uscendo dall’accesso anticipato

Il divertente Legendary Eleven uscirà domani, 1 marzo, dall’accesso anticipato di Steam. Il gioco è anche disponibile su Xbox One e Switch. Lo rende noto Eclipse Games, il team indie che sviluppa questo gioco calcistico che si ispira ai fasti del passato targati anni ’70, ’80 e ’90.

Nondimeno apprendiamo che il titolo sarà disponibile su PlayStation 4 il 29 marzo. Il prezzo è di 14,99 euro.

Legendary Eleven propone un nuovo approccio al calcio, con un gameplay fluido e meccaniche uniche. Gli appassionati possono sviluppare giocate sorprendenti e mantenere il possesso della palla per eseguire Super Shot inarrestabili. Si possono tentare tackle in scivolata per rubare la palla senza fischiare l’arbitro per un fallo. Affidatevi ai vostri fan per sostenervi se state perdendo o usate carte speciali per aumentare le statistiche della vostra squadra. Legendary Eleven è tutto questo ed altro, un gioco di calcio sopra le righe, divertente e molto accessibile durante le coppe del mondo retrò che hanno fatto storia e ispirato generazioni di giocatori e fan. Ne abbiamo parlato in questa nostra anteprima.

CARATTERISTICHE

  • Più di 40 nazionali
  • 5 coppe da finire in single player e match leggendari per rivivere alcune sfide che hanno fatto la storia della Coppa del Mondo
  • 32 carte da sbloccare ed usare per migliorare le statistiche della propria squadra
  • Stile di football arcade ispirato ai classici videogiochi degli anni ’80 e ’90 come Super SideKicks, Nintendo World Cup ed anche i primi ISS Pro.
  • Sistema “Morale” che varia con squadre e giocatori
  • Gameplay profondo con passaggi filtranti, cross, strategie e Super Shots
  • Multiplayer locale fino a due giocatori
  • Multiplayer online fino a due giocatori.

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Legendary Eleven, prime impressioni

Il paragone tra il calcio moderno e quello degli anni ’70 ed ’80 è sempre incalzante. Soprattutto per chi ha cominciato a respirare aria di pallone in quel periodo e cominciava a seguire le gesta dei miti di quei tempi da Pelè a Maradona, da Cruijff a Mazzola, da Rivera a Riva, per continuare con Platini, Boniek e concludere a stelle meno conosciute ma altrettanto iconiche come Challe (peruviano dal tiro fortissimo e dal dribbling secco).

Bene, Legendary Eleven, gioco firmato da Eclipse Games è su Steam in early access e punta proprio – anche senza licenze ufficiali – a far rivivere l’emozione e l’adrenalina di quel tipo di calcio, magari più lento nei ritmi, meno atletico (probabilmente) ma con la stessa magia. Perché se si tocca bene quel pallone, anche se lo si fa alla metà della velocità odierna, si riesce sempre a dare emozioni.

Il titolo di Eclipse Games, quindi, ci fa immergere in questa atmosfera. Ecco le nostre prime impressioni.

ARCADE PURO MA CON STILE

Il gameplay di Legendary Eleven è decisamente arcade. Ma con stile. In tutti i sensi. Il fatto che lo stile non sia simulativo non significa che le regole non esistano. Anzi: falli, calci di punizioni, ammonizioni, espulsioni e fuorigioco sono sanzionati. Possiamo quindi parlare di un arcade moderno, come è giusto – aggiungiamo noi – che sia.

Il ritmo è elevato ed i giocatori in campo possono anche risentire della stanchezza. In Legendary Eleven è possibile sfruttare passaggi filtranti ed anche fare degli sprint decisivi per tentare di anticipare l’avversario e concludere a rete.

Ne nascono trame di gioco interessanti con conclusioni spettacolari. L’intelligenza artificiale è decente perché raramente fa errori pacchiani mentre le possibili combinazioni per trovare la rete sono davvero tante. Esistono anche i supershots, un po’ come quelli che vedevamo in Football Champ (leggendario arcade di Taito uscito ad inizio anni ’90 e conosciuto anche col nome di Hat Trick Hero).

Si tratta di conclusioni quasi imparabili che nascono dalla pressione prolungata del tasto specifico quando appare sul giocatore la scritta “super shot”. Quando riesce, il nostro atleta si prodiga in una acrobazia poderosa liberandosi di forza o di classe delle marcature e lasciando partire una bordata che nove volte su dieci (almeno nelle nostre prove) si infila in fondo al sacco. Una mossa spettacolare che ricorda il famoso gol di Manuel Negrete in Messico-Bulgaria ai Mondiali del 1986 anche se quello fu frutto di un’azione fatta di prima e conclusa al volo.

A dare ulteriore profondità e pepe al gameplay è la possibilità di utilizzare dei bonus supplementari dati da alcune carte che possono essere selezionate prima del calcio di inizio. Possiamo sfruttare in certi momenti la possibilità di avere – ad esempio – arbitri più permissivi (e colpire gli avversari in scivolata senza problemi disciplinari se si sbaglia il tempo di entrata), o utilizzare lo sprint più a lungo e così via.

Interessanti, ma non rivoluzionarie le meccaniche di tiro dai calci da fermo, si sfrutta un mirino e si cerca di rilasciare la potenza di tiro nella tempistica migliore. Questo per ottenere il risultato più efficace. Stesso dicasi per i calci d’angolo e per i rinvii dal fondo. I rigori portano la visuale in terza persona ed hanno una meccanica simile ma a quanto sembra, in futuro, gli sviluppatori rivedranno questo sistema per i tiri dagli undici metri. Ah, ultima nota, come nota di coerenza segnaliamo che i portieri toccheranno (pareranno) i retropassaggi dei compagni con le mani. Tale regola, infatti, venne introdotta nel 1992. Se qualcuno dovesse segnalare la cosa come errore farebbe un grandissimo torto.

Il gioco è piuttosto divertente e coerente con i valori in gampo che ci sono sembrati equi. Legendary Eleven si basa sulle nazionali. Colossi come Germania Ovest (già), Italia, Brasile, Argentina ed Uruguay sono molto forti con valutazioni attorno alle cinque stelle (o quattro). Al momento sono presenti 36 formazioni ma in futuro se ne aggiungeranno altre secondo la roadmap pubblicata qualche giorno fa su Steam dagli autori. Consigliamo di giocare il titolo a livello più difficile perché offre il meglio di se. Gli altri due livelli sono oggettivamente facili. Li ci aspettiamo un lavoro di bilanciamento che possa rendere la sfida più stuzzicante. I portieri, invece, fanno il loro ma a volte fanno alcune ingenuità alternando interventi strappa applausi e molto eleganti.

SCENARI, COPPA DEL MONDO, COPPE CONTINENTALI…

Legenday Eleven offre un discreto quantitativo di contenuti. Oltre alla classica partita amichevole, si possono giocare partite online, partite di Coppa Del Mondo nonché organizzare tornei continentali (Europei, Coppa D’Asia, D’Africa). Ci sono anche gli scenari (Partite Leggendarie nel menu principale, ndr), ossia partite che hanno fatto la storia della Coppa del Mondo partendo dal ’70. Peccato che, stranamente, manchi la partita del Secolo, ossia la semifinale di Messico ’70 tra Italia e Germania finita 4-3 per noi.

Troviamo però alcune partite importanti come ad esempio il derby tedesco da Germania dell’Ovest e DDR nel ’74, la tanto chiacchierata partita tra Argentina e Perù del 1978 (vinsero i padroni di casa per 6-0, risultato ampio che permise loro di raggiungere la finalissima davanti al pubblico di casa, ndr), o la storica vittoria dell’Algeria sulla Germania ai Mondiali dell’82 e tanti altri match nei quali bisogna conseguire un determinato risultato. Ah, si, c’è Italia-Brasile 3-2.






Nondimeno, Legendary Eleven ha anche un editor per le squadre dove è possibile modificare nome, attributi (giostrandoli però attraverso un massimale predefinito: in pratica si possono ridistribuire i punti esistenti tra le varie abilità) e caratteristiche fisiche come l’altezza, i baffi, la barba ed i vari (e stravaganti) tagli di capelli. Piccola nota di colore: abbiamo aperto l’editor sulla nostra nazionale con tanti giocatori bassi, o meglio alti 1,70 o poco più. Al giorno d’oggi l’altezza media è sicuramente aumentata di almeno una decina-quindicina di centimetri. Una piccola chicca per segnalare la coerenza di gioco.

UNA GRAFICA CON STILE

Eclipse Games ha svolto un lavoro dal punto di vista tecnico. Possiamo affermarlo fin da ora. Il lato visivo è senza dubbio quello più appariscente con le figure sinuose e stilizzate dei giocatori che si muovono molto fluidamente in campo.

Le animazioni sono molto buone così come gli effetti particellari. Belli anche i dettagli delle varie superfici di gioco. In Legendary Eleven è possibile cimentarsi in match in diverse condizioni climatiche: pioggia, nuvoloso, sera e neve oltre che, naturalmente, in condizioni normali. Tutte rese molto bene dal buon lavoro di questo team indie. La visuale aiuta a godere sia del lato tecnico (ed artistico) che dal punto di vista prettamente del gameplay. Peccato che ci sia solo uno stadio al momento e che nei replay si noti troppo un uso eccessivo dell’anti-aliasing.

È proprio il lato artistico che sorprende in Legendary Eleven al punto di diventarne un vero e proprio biglietto da visita. Il titolo, infatti, è piuttosto gradevole da guardare.

Buonissime anche le musiche di gioco e gli effetti sonori.







COMMENTO FINALE

Legendary Eleven può essere una vera e propria sorpresa. Strizza l’occhio al passato trattandosi di un gioco di calcio che si ispira ai miti degli anni ’70 e ’80. E lo fa con un suo stile particolare, artisticamente interessante.

Gradevole dal punto di vista visivo (grazie proprio ad uno stile peculiare e ad un lavoro fin qui molto pulito), il titolo è anche gradevole sul fronte del gameplay. Nulla di rivoluzionario ma è un arcade fin qui ben strutturato dove si può trovare la via della rete in diversi modi. Di potenza, di astuzia o in modi spettacolari. Il gioco è divertente, non ha tante pretese se non quella di far passare qualche ora in allegria. Certo, se aggiungessero una modalità carriera come si usa oggi non sarebbe male ma sarebbe comunque una componente da studiare bene per integrarla in un contesto che fino ad ora funziona senza grossi fronzoli.

Se si vede come titolo prettamente arcade allora date una chance a Legendary Eleven che potrà solo migliorare in questo percorso di early access (inserire Italia-Germania tra e partite leggendarie sarebbe anche cosa dovuta). Idem se si vede come un tributo al calcio vecchio stile degli anni ’70 ed ’80. Se volete una simulazione accurata, invece, cercate altro. Siamo curiosi di vedere come evolverà il titolo e cosa gli sviluppatori di Eclipse Games potranno offrire col gioco completo.

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