‘90s Football Stars, Anteprima

Da sempre il calcio ha raccontato storie, fatto vivere partite leggendarie e sfornato campioni che sono rimasti nell’immaginario collettivo, idoli delle folle. Non sono rari i dibattiti su quale decennio sia stato il più spettacolare. Ed ognuno di noi, figlio dei propri tempi, ha detto la sua.

Per chi vi scrive, il periodo più interessante è stato senza dubbio tra la fine degli anni ’70 e la prima metà degli anni ’90. Ma è chiaro che, come qualsiasi parere – anche se espresso al meglio – questo sia opinabile. Ad ogni modo, un piccolo team indie argentino chiamato Purple Tree, ha realizzato un gioco calcistico che si ispira alle stelle (e non solo) degli anni Novanta. Si chiama ’90s Football Stars ed è distribuito dall’etichetta indipendente polacca Klabater che ha pubblicato pochi giorni fa il titolo su Steam in early access. Il gioco, lo ricordiamo, è stato annunciato ad inizio dello scorso giugno  a pochi giorni dall’inizio dei Mondiali di Russia vinti poi, per la cronaca, dalla Francia.

Noi vi parleremo delle nostre prime impressioni, joypad alla mano (e palla al piede) di questo titolo che omaggia quel periodo ma anche alcuni arcade dell’epoca. Non è un retrogame ma è un prodotto che li osanna. Il primo impatto è divertente ma al tempo stesso abbiamo notato come il prodotto sia ancora grezzo. Ma bando alle ciance ed ecco cosa ne pensiamo.

Buona lettura.

QUELL’ATMOSFERA GIA’ VISTA, QUANDO ERAVAMO ADOLESCENTI

‘90s Football Stars vanta fin da subito un impatto interessante ed in grado di far rievocare i tempi che vuole riportare in auge. Caricato il gioco, si ha la sensazione di tornare indietro ad i primi anni ’90 e quindi prendere la macchina del tempo per piombare nel 1992. Anche quell’anno (come questo 2018 che sta per salutarci) per la nostra Nazionale fu funesto: mancammo la qualificazione agli Europei di quell’anno che a sorpresa vennero vinti dalla Danimarca di Laudrup e soci.

Ma generalmente quel periodo è florido di stelle che ‘90s Football Stars omaggia in ogni modo possibile ed immaginabile. Sono (ancora) gli anni di Gullit, Valderrama, Maradona (ovviamente) e di altre stelle di prima grandezza. Della grande Danimarca, dell’esplosione della Colombia, del ritorno del Brasile e delle alterne vicende di Italia (che però in questi anni ’90 ai mondiali uscì solo ai rigori perdendo un titolo contro il Brasile) e di tante altre nazionali.

La grafica, di cui parleremo a breve, omaggia parecchio quel periodo con una palette di colori accesa e degli effetti distorsione che ricordano le vecchie VHS. Nondimeno troviamo riferimenti ad alcuni titoli del passato, tra questi ci viene in mente Football Champ (soprattutto per il gameplay).

CONTENUTI IN DIVENIRE, ROAD MAP IN OTTO TAPPE

Questa prima versione del gioco in early access ci permette di giocare amichevoli, una coppa internazionale e partite classificate. Si seleziona la modalità desiderata e la nazionale desiderata. Al momento sono 32 le squadre presenti e manca l’Italia ma il gioco avrà anche i nostri Azzurri nonché altre selezioni.

La coppa internazionale è simile alla Coppa del Mondo: si giocano tre partite del girone ad eliminazione e poi partite ad eliminazione diretta dagli ottavi di finale a seguire.

Gli sviluppatori ed il publisher, però, stanno lavorando sodo sui contenuti e sul gameplay. La settimana prossima uscirà il primo aggiornamento che includerà l’aggiustamento di bug ed a di giocabilità nonché l’arrivo di cinque squadre nuove tra cui l’Italia. Il secondo update includerà altre cinque nazionali nonché i consueti aggiustamenti al gameplay ed il fix dei bug. Poi arriveranno anche ulteriori contenuti come divise speciali, palloni. Verso le ultime tappe dell’early access, sono previste anche l’aggiunta della modalità Capitano (Captain mode) e la beta della modalità Online.

La modalità Capitano permette di selezionare il proprio calciatore preferito e di fargli fare una carriera in tutto e per tutto. Siamo molto curiosi, oggettivamente.

GAMEPLAY MOLTO ARCADE






Il gameplay è senza dubbio uno dei tratti distintivi di ‘90s Football Stars. Gli sviluppatori hanno puntato senza dubbio ad un approccio arcade estremo. In primis si gioca sette contro sette e non in undici contro undici. Questo varia già molto la giocabilità. Inoltre non ci sono falli in mezzo al campo, né fuorigioco. La scivolata scorretta è sanzionata solo in area di rigore. L’arbitro, infatti, fischierà il penalty e si tirerà dagli 11 metri cambiando anche visuale.

I comandi sono intuitivi mentre al tiro, cross ed ai passaggi si aggiunge lo scatto. Quando si è in difesa si possono effettuare scivolate (occhio, però, a non farle nella propria area), ma anche spingere clamorosamente l’avversario. Sembra un po’ – ne avevamo parlato in precedenza – Football Champ anche se li i falli erano più brutali ed erano contemplati anche i calci di punizione.

Ma non finisce qui. L’enfasi arcade è data anche da alcuni bonus che si attivano durante la partita. Parliamo della Super Speed che per qualche secondo concede uno sprint illimitato a tutti i nostri giocatori, del Super Tackle e Power Up. Proprio a tal proposito, se il distacco tra le due squadre è almeno di tre reti, si attiva la “Double Goal Mode”, ovvero la prossima segnatura varrà due reti e quindi è possibile trovarsi – se la squadra in svantaggio riesce a concretizzare – improvvisamente sul 3-2 anziché sul 3-1 o andare addirittura sul 5-0. È probabile che vengano aggiunte altre modifiche al gameplay.





I ritmi sono molto veloci mentre i passaggi non sono molto precisi al momento. Se da un lato può essere un vantaggio, dall’altro diventa complicato fare belle azioni manovrate. Inoltre auspichiamo una maggior precisione nei tiri: troppo sovente non si ha la cognizione di dove si sia indirizzato il pallone. È vero che, però, si tratta di una prima build e che è comunque un gioco arcade. Da aggiustare l’intelligenza artificiale degli avversari e soprattutto dei portieri (anche il nostro) che vengono battuti sovente da colpi di testa da fuori area con palla rimbalzante…

Ad ogni modo il titolo è divertente fin da ora e con le dovute limature sarà in grado di offrire molto di più. A tratti sembra di giocare a Virtua Striker di SEGA dei primi anni 2000. Il motivo è semplice da spiegare: l’impatto col pallone è simile.

VHS, COLORI ACCESI, LOOK RIVEDIBILI… BEN TORNATI NEGLI ANNI ‘90

Dal punto di vista grafico, il lavoro di Purple Tree è già interessante e sicuramente caratteristico. Già dai menu si evince lo stile che ci riporta ai raggianti (e magari ruggenti) anni ’90. Sia lo stile delle linee nonché i colori sgargianti e la possibilità di usufruire di un filtro VHS che sporca ulteriormente l’immagine ad hoc sbavandola come se fosse una registrazione datata, fanno molto anni ’90.

In campo usufruiamo di una visuale da destra verso sinistra a tre quarti simile a quelle degli arcade dell’epoca: Football Champ, Tecmo World Cup 90, e così via. I calciatori sono ben stilizzati con modelli 3d che sembrano utilizzare il cell shading. Troviamo alcuni effetti extra gradevoli come la nuvoletta di polvere quando si effettua lo scatto, pioggia e neve ben implementate anche se non influiscono sul gameplay. Buonissime anche le ombre e le animazioni.




Tante le caricature dei manager e delle stelle di quel tempo. Riconoscibili Diego Armando Maradona e molti suoi colleghi, tutti con i nomi storpiati.

Di impatto e di ottimo livello il sonoro. Gli effetti sonori ambientali sono buoni, ma i brani della colonna sonora sono ottimi ed orecchiabili. Ci sono davvero piaciuti.

COMMENTO FINALE

’90 Football Stars si presenta con una prima versione in accesso anticipato su Steam di discreta fattura. Il gameplay è senza dubbio migliorabile ma pur se grezzo riesce a divertire a sprazzi. Gli sviluppatori, però, dovranno lavorare molto sugli aggiustamenti sull’intelligenza artificiale che deve sicuramente essere potenziata. I portieri sono capaci di miracoli clamorosi ma anche di pericolosissimi cali di zucchero ingiustificato.

Può passare qualche errore di piazzamento (non diciamo di eliminarli del tutto, ma almeno di limarli lievemente) ma subire gol col pallone che rimbalza dopo un colpo di testa da più di 20 metri no. Auspichiamo una miglior precisione nei passaggi ed anche nei tiri: almeno sette volte su dieci si ha la sensazione di tirare a casaccio.

Per il resto siamo curiosi sugli aggiornamenti futuri e nutriamo speranze per un gameplay migliorato e per la modalità Capitano (Captain mode). Sicuramente un gioco da tenere d’occhio se si vuole riassaporare il gusto degli anni ’90. Si tratta, ad ogni modo di un titolo che sicuramente non può essere paragonato né a Fifa, né a PES ma che può far rivivere momenti allegri grazie anche ad un gameplay divertente e – si spera – più maturo.

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Disponibile il nuovo dlc di Apocalipsis: Harry at the End of the World

Klabater ha annunciato oggi il rilascio del suo ultimo contenuto aggiuntivo per Apocalipsis: Harry at the End of the World, intitolato One Night in the Woods e disponibile a partire da oggi. Si tratta di un prequel della storia principale, focalizzato sulla coprotagonista Zula e sul suo background narrativo precedente agli eventi del gioco.

Krzysiek Grudziński, game director del titolo, ha affermato che la decisione di dare un ruolo da protagonista a Zula deriva dal particolare interesse dimostrato dai giocatori nei confronti della sua figura: “Siamo dunque arrivati alla conclusione che lei meritasse una storia tutta sua, meglio se narrata dal principe dell’oscurità Nergal“, ha affermato lo sviluppatore.

One Night in the Woods offrirà così un nuovo punto di vista sulla vicenda, un’ambientazione inedita, ovvero una terrificante foresta, un nuovo artefatto (una lampada magica) e ulteriori achievement di gioco. Se non conoscete il titolo in questione e desiderate approfondire l’argomento, potete trovare qui il link alla nostra recensione, nella quale abbiamo premiato il lavoro di Klabater con un ottimo voto.

Vediamo le prime immagini del dlc.

 



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Apocalipsis: Harry at the End of the World, Recensione Pc

Quando leggemmo che Apocalipsis: Harry at the End of the World avrebbe avuto come spunto nientepopodimeno che la “Divina Commedia” e che il suo mondo fosse ispirato alle xilografie del XV e XVI secolo, la nostra curiosità per questo gioco crebbe a dismisura.

Il titolo è un’avventura punta e clicca (dalle forti sfumature puzzle visto che non utilizzeremo dialoghi) sviluppato dal team indie polacco Punch Punk Games a firma del publisher Klabater, uscito su Steam per Pc e Mac la settimana scorsa, il 28 febbraio.

L’idea degli autori è quella di riprendere Samorost e Machinarium, due capolavori firmati da Amanita Design, e portarli nel XV secolo per raccontare una storia altrettanto particolare.

Ecco la nostra recensione. Riuscirà a sorprenderci? Buona lettura.

IL MONDO CHE CROLLA QUANDO SI PERDE L’AMORE DELLA VITA

Harry è un giovanotto del suo tempo. Siamo in piena transizione tra il Medioevo ed il Rinascimento ed il nostro protagonista vive in serenità con la sua bella. Purtroppo, però, tragici eventi vedono la morte della propria amata a causa, presumibilmente, della guerra che porta distruzione, povertà e malattie in un decadimento umano che non smette mai di far riflettere anche in tempi attuali.

Da qui inizia un viaggio che oseremmo dire dantesco: il nostro compito è accompagnare ed aiutare Harry nel suo cammino che lo porterà in diversi luoghi fino agli inferi. Una versione alternativa ai cantici dell’Inferno della Divina Commedia o, per essere più attuali (e meno accademici), un po come si vede in The last day of June dove un innamorato fa di tutto per far tornare in vita la sua amata.

Un viaggio che vi diciamo fin da ora davvero suggestivo grazie ad un comparto artistico di altissimo livello che riprende gli stili delle xilografie dell’epoca (ne parleremo a breve) grazie anche ad un gameplay basato perlopiù dalla risoluzione di puzzle logici ed ambientali. Nulla di insormontabile (lo vedremo a breve) e grande varietà nelle 23 scene che dovremo superare prima di poter scrivere, in un modo o nell’altro, la parola fine.




Ogni scenario è un compartimento stagno: non si potrà tornare indietro, né andare avanti senza risolvere gli enigmi. Superata ogni scena il gioco salverà automaticamente i nostri progressi e si potrà riprendere la partita all’inizio della nuova scena.

I puzzle proposti sono generalmente di buon livello e si alternano tra alcuni piuttosto semplici ed altri un po’ più complessi ma basterà ragionare un pochettino ed il bandolo della matassa sarà sciolto senza grossi problemi. Il tutto si alterna tra colpo d’occhio e logica nel leggere i segnali e combinarli nel modo giusto, altri sono veramente basilari come riprodurre immagini in stile Memories, altri invece – come quello sulla navigazione, saranno un po’ più complicati.
In questo suo cammino, Harry supererà gli orrori della guerra, le paure più recondite, incontrerà creature mitologiche (fa sensazione vedere anche un blemmo – creature senza testa ma col volto sul petto e sul ventre – muoversi) tipiche di quel tempo.

Attraverseremo città, foreste, mari, fino ad arrivare agli inferi attraverso vari pericoli: Harry ha il cuore infranto per la perdita (ingiusta) della sua amata. Non una sola parola ma tanta atmosfera intrisa di un misto di speranza, paura e sorpresa. Un cammino di redenzione verso la fine del mondo… ed oltre.
Il gioco va via liscio in quasi tutte le 23 scene proposte ed abbiamo anche due finali: uno positivo e l’altro negativo (dipenderà da un piccolo particolare che ovviamente qui non vi sveleremo mai), quindi dovrete fare molta attenzione ad ogni mossa. Il tutto si conclude in una manciata di ore. Forse un po’ poco ed oggettivamente ci avrebbe fatto piacere vivere (e risolvere) altre situazioni, altri enigmi.

Il gameplay si rifà davvero tanto i già sopracitati Samorost e Machinarium riprendendone le dinamiche con icone contestuali all’ambiente: se troveremo un oggetto di interesse il puntatore si trasformerà in una mano. A quel punto potremo raccogliere tale oggetto e metterlo nell’inventario per utilizzarlo successivamente con altre parti dell’ambiente circostante che saranno contrassegnate dal puntatore. L’icona degli in ingranaggi suggerisce che si dovranno combinare alcuni oggetti dell’inventario. L’interfaccia ricorda anche alcuni titoli Sierra ed è minimale.

Ci sono anche un paio odi parti action della durata di un paio di minuti. Laddove si dovesse morire si ricomincerà d’accapo la scena.

UN PICCOLO CAPOLAVORO IN MOVIMENTO

Apocalipsis: Harry at the End of the World offre un comparto tecnico ben realizzato dove però prevale un lato artistico eccelso. Un piccolo capolavoro in movimento dove l’arte riportata nelle xilografie del XV e XVI Secolo viene animata molto bene. Sembra di vedere un libro di miti e credenze medievali in movimento. A tratti è anche spettacolare.

Troviamo una moltitudine di scenari con uno stile che è una gioia per gli occhi, luci, ombre, forme, linee tratteggiate e tante piccole finezze. L’offerta visiva si rifà alle opere di artisti come Hans Holbein, Michael Wolgemut e Albrecht Dürer che gli storici ben conoscono ed a tratti lasciano di stucco.
Coerenti anche le animazioni (abbiamo notato qualche piccolissimo glitch sporadico che nulla toglie alla bontà di quanto fatto).
Siamo rimasti a bocca aperta (ne avevamo parlato poco prima) nel vedere animato un Blemmo che avevamo trovato in qualche raffigurazione sui libri di storia, ma anche i signori della morte, nonché scheletri e quant’altro ci ha fatto vivere momenti surreali. I toni volutamente cupi arricchiscono l’atmosfera del gioco. Ottimi anche alcuni dettagli “crudi” che dipingono al meglio anche la vita quotidiana dell’epoca con tanto di mosche infernali di contorno ai tanti cadaveri che troveremo al nostro passare o a creature bizzarre da “domare” per poter andare avanti perché nel Medioevo e nel Rinascimento  la vita per un non nobile era ancora più complicata di quanto non dettassero i tempi.

Più avanti si va, più un senso di lieve oppressione si fa largo grazie alla notevole arte visiva che il gioco ci offre concretizzando anche una atmosfera dantesca da girone infernale. Dettagli splendidi in moltissime ambientazioni ma non manca neppure il sonoro. Le musiche accompagnano al meglio i nostri passi ed alcuni brani sono molto ispirati e solenni rimanendo bene impressa nella memoria.

COMMENTO FINALE

Complessivamente Apocalipsis: Harry at the End of the World è una bella sorpresa. Un po’ breve ma molto intensa grazie ad un gameplay che ricorda i titoli di Amanita Design.

Un’avventura punta e clicca che si basa esclusivamente sulla risoluzione dei puzzle di buon livello anche se altalenanti (alcuni sono un po’ più complicati mentre altri sono elementari e piuttosto logici) piuttosto che sui dialoghi. Un viaggio tutto d’un fiato per aiutare Harry ad andare negli inferi e riportare nel mondo dei vivi la sua amata.

Anzi, non sentiremo nessuna parola, al massimo dei bisbigli. Una pecca (che non influisce sul voto) è la longevità anche se Apocalipsis: Harry at the End of the World gode di finali differenti ma dal punto di vista artistico assistiamo ad un vero e proprio godimento grazie ad una grafica di altissimo livello e ad una colonna sonora da ricordare.
Punch Punk Games ha realizzato un ottimo lavoro che strizza l’occhio alla “Divina Commedia” e, visto anche il prezzo non esagerato, è un piccolo gioco che consigliamo agli amanti dei punta e clicca. Quanto meno da provare.

 

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Regalia: Of Men and Monarchs un promettente gdr-tattico Fantasy, Prime Impressioni

I gdr-strategico-gestionali hanno avuto nel corso degli anni una spinta interessante. Merito anche di alcuni giochi che hanno dettato nuovi standard. Impossibile non citare The Banner Saga di Stoic tra questi.

Nel 2015, tra giugno e luglio, una software house polacca indipendente di nome Pixelated Milk ha quindi iniziato una campagna Kickstarter per la realizzazione del suo progetto: Regalia: Of Men and Monarchs. Il gioco ha subito affascinato molti utenti. In quasi 2.800 appassionati hanno offerto il loro contributo ed il progetto è stato finanziato con 90.245 dollari, decisamente più del doppio di quanto richiesto dagli sviluppatori che ammontava a 40.000 dollari. I soldi extra hanno permesso di realizzare ulteriori bonus come la colonna sonora orchestrale, il doppiaggio professionale nella “universale” lingua inglese, le edizioni PlayStation Vita e PS4 oltre che quella per Pc nonché ulteriori migliorie.

Lo sviluppo di questo gioco ad ambientazione Fantasy nonché dotato di un interessantissimo stile grafico è ancora in corso ma siamo ormai alle fasi finali visto che manca poco più di un mese al suo debutto su Pc via Steam, PlayStation 4 e PlayStation Vita fissato al 27 aprile prossimo a firma Klabater, etichetta polacca indipendente.

Abbiamo provato il titolo per Pc. Sarà capace di stuzzicarci? Ecco le nostre Prime Impressioni.

UN PO’ DI STORIA

Il giovane Kay scopre di essere l’erede al trono del regno di Ascalia. Ma la situazione non è delle migliori. La sua famiglia (la casata dei Loren) ha lasciato progressivamente debiti che hanno messo in rovina il posto.

Il compito di Kay (ed il nostro) sarà quello di riportare il regno agli antichi splendori. Ma non sarà solo per sua, e nostra, fortuna. Un grande aiuto arriverà dallo spirito del suo nonno, dalle due sorelle Gwendolyn ed Eloine nonché dal suo fedele attendente, Griffith.

La trama del gioco anche nelle fasi più concitate rimane piuttosto leggera e non ci sono, ad ora, momenti drammatici. Il tutto viene anche confermato non solo dai dialoghi ma anche da alcune espressioni prese in prestito dai manga e dagli anime giapponesi durante i dialoghi. Queste espressioni (di imbarazzo, di sorpresa, di giubilo o di perplessità) caratterizzano i dialoghi e danno leggerezza al tutto.

Abbiamo notato che proprio i dialoghi, lo vedremo poco più avanti, saranno moltissimi (ed anche di buona qualità) e saranno importanti per l’andamento delle nostre partite.

ESSERE O NON ESSERE: LE DURE SCELTE DI UN REGNANTE

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Andiamo a parlare del gameplay di Regalia: Of Men and Monarchs che, come abbiamo già accennato, è un miscuglio tra gioco di ruolo, strategico e gestionale. Il titolo ci porrà di fronte a vari obiettivi da portare a termine entro un certo numero di turni che nella parte generale del gioco si traducono in giorni.

Abbiamo molta libertà d’azione ma laddove non dovessimo riuscire nell’intento si materializzerebbe il game over. Le scelte sono multiple. E qui si vede il potenziale di ogni gioco con dialoghi lunghi (a volte anche troppo in alcune fasi preliminari) e profondi. Possiamo decidere di concentrarci nella ricostruzione del regno per farlo ritornare agli antichi fasti, oppure dedicarsi a rinforzare i rapporti con i nostri alleati attivando, così, nuove abilità e bonus specifici o ancora esplorare le molte aree di gioco. Ma anche le risposte nei vari dialoghi con i personaggi saranno importanti.

Se dovessimo scegliere di esplorare ci sarebbero percorsi generati proceduralmente ad ogni nuovo ingresso. Esplorando ci saranno tre tipi di eventi: battaglie, avventure con dialoghi dovremo prendere delle decisioni il più favorevoli possibili, e la presenza di un accampamento che fungerà da checkpoint per permettere ai personaggi andati ko durante il combattimento di tornare in vita. Nei chackpoint sarà possibile salvare i nostri progressi.

L’esplorazione, inoltre, permetterà la ricerca di materiali e risorse utili per la ricostruzione del regno suddivise in diverse zone con diverse attività ognuna con diverse strutture da aggiornare costantemente per avere relativi bonus. Non basterà, infatti, avere i soldi ma – come in ogni gioco strategico e gestionale che si rispetti – tenere d’occhio le risorse a sufficienza per progredire negli adeguamenti e migliorare il livello delle varie strutture.

Regalia combat B
Regalia combat C
Regalia combat A

Una delle fasi più importanti del gioco, e sicuramente cruciali, è quella delle battaglie. Sul campo si decideranno gli equilibri non solo dal punto di vista bellico. Anche qui si sfrutta la formula collaudata dei turni. Non solo scelte diplomatiche o gestionali, dunque, ma anche pratiche.

I combattimenti sono molto profondi e prendono forma su mappe a scacchiera nella quale potremo, ad inizio di ogni schermaglia, posizionare strategicamente i nostri eroi. In queste “scacchiere” potranno esserci anche degli ostacoli insuperabili che potranno comunque essere usati in modo tattico per proteggerci… o al contrario sarà ancora più difficile colpire con efficacia… anzi, colpire. Ma potrebbero anche costituire trappole come incendi o altro come ostacoli naturali e non, ponti, fossati, fiumi e così via.

Nel nostro turno potremo muoverci e utilizzare le nostre abilità a patto che la linea visiva ce lo permetta. Questa è una delle particolarità di Regalia: non basta che il nemico rientri nel raggio d’azione di una abilità. Il nostro il nostro personaggio dovrà essere anche libero da impedimenti a livello visivo come ad esempio delle piante a protezione del nostro avversario. Ogni abilità consumerà un certo numero di punti azione e ogni personaggio potrà averne fino a 10.

Bisognerà stare particolarmente attenti al terreno di scontro (ve ne sono diversi, ghiacciato, desertico, ricco di vegetazione e così via) ed ai nemici (ne troviamo un’ampia varietà, oltre 20 diversi, ndr), anche perché non esiste la possibilità di curare le proprie ferite. Per compensare l’assenza di pozioni e di unità guaritrici (una scelta voluta), gli sviluppatori hanno introdotto i punti scudo: una difesa speciale che può essere attivata se l’abilità lo prevede per proteggere i punti vita dell’eroe. Troviamo anche i punti autorità. Questi sono condivisi tra tutti i personaggi del party e che possono essere spesi liberamente per un’ulteriore azione o attivare una devastante abilità speciale nel turno dei nostri eroi.

Nel gioco, durante le battaglie, non ci sono cure: si è quindi “costretti” a cercare diversi approcci possibili per affrontare le orde nemiche. Ogni errore di valutazione può essere fatale (anche se c’è il pulsante undo per resettare l’ultima mossa, ndr). Il livello di sfida però è piuttosto interessante e non sono mai impossibile. Questo esalta i progressi ed i successi dando soddisfazioni. Più approfondimenti potrete attingerli in questa pagina su Kickstarter dove viene spiegato il sistema di combattimento.

Terminato il combattimento ed anche le varie missioni vengono distribuiti i punti esperienza. Avanzando di livello si potrà chiaramente scegliere come spendere i punti abilità per sbloccare skill ed aumentare la portata dei nostri attacchi o l’efficacia delle nostre difese, o ancora scegliere di specializzarsi in attacchi ravvicinati o mosse speciali e così via.

Regalia: Of Men and Monarchs promette così un buon livello di sfida sotto tutti i punti di vista ma niente paura. I neofiti potranno cimentarsi anche in un livello di difficoltà più facile che sarà presente nella versione finale del gioco. La longevità ed il fattore di rigiocablità sono inoltre elevati.

GRAFICA DELIZIOSA, SONORO DI ATMOSFERA

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Il quadro tecnico del gioco è piuttosto gradevole. Niente miracoli, intendiamoci, ma la grafica in stile cartoon (anche deformed in alcune sue sfumature) è molto interessante. Il tutto è disegnato a mano con sfondi in 2d dalle accesissime tonalità mentre le schermate fisse e dei dialoghi sono disegnate molto bene. Ogni pixel è al suo posto: che si tratti di ambientazioni, che si tratti di personaggi o di nemici. Un aspetto generale molto rotondo ed estremamente grazioso.

Ottima l’interfaccia che permette di tenere facilmente sotto controllo i molteplici aspetti gestionali di regno e personaggi.

Alcuni tratti sono davvero deliziosi. Bene anche la colonna sonora ricca d’atmosfera. La firma è di Game Audio Factory, gli autori delle musiche e del sonoro di Endless Legend ed Endless Space. Abbiamo notato anche un buonissimo doppiaggio in inglese capace di dare ulteriore profondità ai dialoghi ed ai numerosi personaggi che incontreremo.

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COMMENTO FINALE

Regalia: Of Man and Monarchs è una sorpresa interessante ed un progetto ricco di potenziale sotto tutti i punti di vista. Il gameplay è già rodato in questa Beta di prova. La trama che non si prende mai troppo sul serio fa da sfondo a meccaniche ben oliate. L’equilibrio tra tattica e gestionale ci è sembrata ottima. Bene anche il livello tecnico con grafica e sonoro al proprio posto.

Abbiamo notato anche una certa varietà ed un’ottima longevità con possibilità anche di partite diverse attraverso le nostre scelte nei dialoghi o nelle scelte da fare durante la gestione. Difficile annoiarsi, dunque, anche per le tante cose da fare e per il modo in cui affrontarle. Peccato, ma questo non influisce sul nostro giudizio, per la mancata localizzazione dei testi in italiano. A parte questa piccola ombra il gioco indie firmato Pixelated Milk e Klabater è interessante e per il 27 aprile, gli amanti dei mondi Fantasy che vogliono cimentarsi in uno strategico-gestionale con sfumature ruolistiche avranno senza dubbio pane per i propri denti. Sicuramente un gioco promettente che può essere tra le sorprese più grosse di questo 2017.

PREGI: Gameplay già abbastanza rodato ed equilibrato. Buona sfida. Bel comparto grafico. Buon sonoro. Longevo e rigiocabile.

DIFETTI: Ci manca l’italiano (ma non è influente sul giudizio del gioco).

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