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I migliori strategici/gestionali del 2019

Il 2019 è stato un anno prolifico per gli appassionati di giochi strategici gestionali. Non possiamo non menzionare Civilization VI uscito per PS4 che merita un voto molto alto (e presto leggerete la recensione). Il grande classico, però, è già uscito su Pc da anni e quindi non può essere inserito nella top 5. Impossibile, però, non parlare di come 2K sia riuscita a portare un gioco epico su console a portata di joypad.

Così come di Stellaris per console che ha regalato agli utenti PS4 ed Xbox One un’esperienza 4X sci-fi di sicuro impatto.

Interessanti anche molti titoli indie come il futuristico Age of Wonders: Planetfall. Gli amanti della storia ameranno il colossal Total War: Three Kingdoms che ci ha portati nella Cina dei Tre Regni. Tra i gestionali, il 2019 verrà ricordato per Tropico 6 e per Transport Fever 2 con quest’ultimo che offre l’opportunità di realizzare un impero ferroviario, portuale, stradale ed aereo.

La più grossa delusione per la nostra redazione, invece, è stato il colossal annunciato Imperator: Rome. Buon gioco, senza dubbio, ma non epocale come ci saremmo aspettati.

Detto questo, ecco la nostra top cinque sui migliori giochi strategici gestionali del 2019. Buona lettura.

5) INTERSTELLAR SPACE GENESIS 

Interstellar Space Genesis, firmato da Praxis Games, è un sandbox 4X vario con una curva d’apprendimento non ripida. Tuttavia richiede impegno e dedizione. È da considerarsi un ritorno al futuro di un gameplay che pensavamo fosse destinato al limbo. Una storia di fondo interessante ma non invasiva, eventi casuali integrati perfettamente nel corso dei turni, ed eroi con desideri e ambizioni. Una corposa mole di scelte tra diplomazia, albero tecnologico ed esplorazione.

Trattandosi di una produzione interamente indie, il risultato è a dir poco incredibile, pur accettando i compromessi sul fronte grafico, e va a collocarsi di diritto nella nicchia che annovera i migliori esponenti del genere. Considerando che il team di sviluppo ha tutte le intenzioni di migliorarlo, e che i margini sono ampissimi, siamo davvero felici di guardare al futuro del gioco con grande ottimismo.

4) AT THE GATES

Quando si sente parlare di Jon Shafer, la memoria ci porta a Civilization, una serie mitica, intramontabile. Non solo è per definizione il capostipite dei 4X (Explore, Expand, Exploit, Exterminate), ma ancora oggi i suoi capitoli più in là con l’età vengono giocati da una valanga di giocatori di tutte le età.

Ed è ovvio che At the Gates, primo genito di Conifer Games (la software house fondata da Shafer) abbia lasciato il segno nella nostra redazione. E non solo. Danny DSC che ha curato la recensione ha scritto nel commento finale:

Il lavoro di Jon Shafer è un’opera sapiente di design, ricerca dell’innovazione senza stravolgimenti, e di profondità e longevità uniche. È un titolo che richiede dedizione, impegno e pazienza.

Soprattutto nelle prime partite, il giocatore dovrà aspettarsi il game over senza troppe preoccupazioni. Ad ogni fallimento corrisponderanno nuove informazioni, strategie e tattiche da utilizzare in quelle successive. La grafica ad “acquarello” è uno spettacolo, il sonoro ci accompagna perfettamente, e nonostante la grande mole di informazioni, il gioco non stanca. È il classico: “ancora un turno e vado a dormire, no aspetta devo muovere questa unità, ancora un paio di turni”. Questo non significa che il titolo si rivolge solo ad utenti “hardcore”, perché grazie alla grandissima mole di tutorial, anche chi si avvicina per la prima volta a questo tipo di giochi potrà davvero divertirsi. Se amate i 4X, At The Gates non deve mancare nella vostra collezione.

Come non essere d’accordo?

3) FANTASY GENERAL II – INVASION

Realizzare un sequel a distanza di 23 anni è un compito che generalmente fa tremare le gambe. Soprattutto se il sequel in questione è quello di Fantasy General, che nel lontanissimo 1996 ridefinì il genere degli strategici-fantasy. Un compito non certamente facile anche per una software che è si al suo primo titolo ma che è composta da veterana dell’industria. Una bella sfida, vinta con pieno merito. Owned by Gravity ha realizzato per Slitherine, Fantasy general II – Invasion, che ci ha stupito sotto tutti i punti di vista. Owned By Gravity ha sviluppato il degno erede di Fantasy General, proponendo un gioco all’apparenza semplice, ma profondamente complesso e sfaccettato, con una buona storia e diverse scelte con impatti reali sul gameplay.

L’introduzione del sistema dei punti ferita e del valore regionale sono meccaniche che ci auguriamo vengano riproposte anche su altri prodotti, perché faranno la felicità degli amanti del genere. Moltissime unità, che a parte qualche piccola sbavatura sono riccamente sviluppate e non banali. Insomma, non manca sostanzialmente nulla.

2) THEA 2: THE SHATTERING 

Thea 2: The Shattering, è il degno erede del suo predecessore e va ad ampliare una formula collaudata, miscelandola con un sistema di gioco 4X che funziona sorprendentemente bene. Non è un gioco facile, non è per tutti, e richiede impegno. Il gameplay è infatti spesso punitivo e questo potrebbe scoraggiare molti.

Muha Games ha sfornato un sequel che ci riporta nell’atmosfera della mitologia slava. Un’ambientazione insolita ma altamente affascinata sfruttandola al meglio. Merita di figurare tra i migliori giochi strategici gestionali del 2019.

Nel suo commento finale, DannyDSC ha scritto:

Gli amanti dei 4X e degli strategici, saranno compiaciuti per un prodotto non hardcore, ma profondo e sfaccettato. Conoscendo poi la politica dei Muha Games, che vede espandersi un gioco con dlc gratuiti, non possiamo che essere soddisfatti.

And the winner is… Field of Glory: Empires

Il re dei migliori giochi strategici gestionali del 2019 è senza dubbio appannaggio di Field of Glory: Empires, firmato da Ageod e Slitherine. Lo ricordiamo per tanti motivi (anche per il trailer in latino) come ad esempio la possibilità di utilizzare 70 nazioni e che ognuna di esse avesse la sua storia e le sue unità specifiche. È un gioco che rende giustizia alla grandiosità dell’Impero Romano avendo tutto quello che si potrebbe volere da uno strategico di questo tipo.

Decisioni, ampia possibilità in materia di edifici, una moltitudine di unità. I concetti di Legacy Point e di Decadenza, sono due trovate di stile, specialmente la seconda. Fronteggiare la decadenza, sarà come combattere contro lo scorrere del tempo, ed è forse la battaglia più dura in tutto il gioco. L’intelligenza artificiale è arguta e aggressiva, e l’interfaccia è tra le migliori in circolazione. Passano in secondo piano alcune piccole e marginali (nel contesto) sbavature sul fronte grafico e sulla colonna sonora.

Danny DSC ha concluso la sua recensione così:

Negli ultimi tempi, Slitherine non ha sbagliato un colpo, e non ha errato puntando su Ageod per lo sviluppo di questo gioco, uno dei migliori strategici in circolazione. In grado, appunto, di rendere giustizia alla grandezza di Roma.

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Interstellar Space Genesis, Recensione

Dopo la corposa alpha, oggetto della nostra anteprima, è arrivato il fatidico D-Day anche per Interstellar Space Genesis. La fase beta è durata meno del previsto, e infatti il 25 luglio il 4X ad opera di Praxis Games è stato reso disponibile per Pc tramite Steam. Come sarà andata? E cosa sarà cambiato dal dicembre dello scorso anno, periodo in cui provammo l’alpha?

Vediamolo insieme. Buona lettura.

UNA GENESI PROFICUA

Se siete un fan del genere 4X, non potete non conoscere Master of Orion 2. Parte integrante del nostro speciale sulla serie Civilization, il gioco proposto da Micropose vi metteva nei panni di una razza che aveva solo un obbiettivo, la conquista galattica.

È considerato il padre putativo del motto “Explore, Expand, Exploit, Exterminate” per quel che riguarda gli strategici a sfondo fantascienza, e non a caso. Numerosi sono stati i tentativi di riportare in auge le meccaniche e l’atmosfera cui si poteva godere durante le svariate ore di gameplay in sua compagnia, soprattutto perché rispetto a Sid Meier’s Alpha Centauri, la conquista non era planetaria ma galattica. Infatti, entrambi i titoli sono spesso definiti “complementari”.

Dal 1997 in poi, sono molti gli sviluppatori che hanno imitato questo capolavoro, alcuni anche in forma amatoriale. Dal progetto Free Orion a Remnants of the Precursors, dagli Sword of The Stars a Stardrive 1&2. È su queste basi che Praxis Games, capitanata dal famoso Adam Solo, ha lavorato per proporre un nuovo titolo con alle base le meccaniche che fecero le fortune di Micropose. Non un compito facile, soprattutto perché si tratta del primo gioco rilasciato da questo interessante team indie, con propositi tanto chiari quanto ambiziosi. Sviluppare titoli strategici specificatamente orientati per l’esperienza in singolo, che dovranno soddisfare tre requisiti: divertimento, ispirazione, pensiero critico.

SI PARTE DAL BASSO




Detto che Interstellar Space Genesis vuol farci rivivere le emozioni di Master of Orion II, è chiaro che se questo titolo è tra i vostri preferiti vi sentirete sicuramente a casa. Dimenticatevi il dettaglio grafico di Stellaris quindi, perché il fulcro è tutto nel gameplay e di ciò che vi trasmetterà.

Avviato il gioco, la prima scelta sarà quella della razza, che non ha subito grandi cambiamenti rispetto all’anteprima dello scorso dicembre. La nostra scelta, come sempre quando si tratta di 4X è quella della Federazione dei Pianeti umani, che come le altre presenta una serie di abilità speciali. Le razze che potremo interpretare sono in totale 6:

  • Umani.
  • Draguul.
  • Moltar.
  • Sulak.
  • Kaek.
  • Nova.

Negli ultimi anni, diversi giochi hanno introdotto razze che però o erano poco affini al background di fondo, o risultavano poco caratterizzate. Riguardo ad Interstellar Space Genesis, possiamo dire che le razze sono decisamente particolari, e pur non innovando, oltre a rappresentare una sorta di versione migliorata del campionario di Master of Orion II, sono state sviluppate su una base concettuale intelligente.

Ovviamente sarà possibile creare la propria razza personalizzata, con tanto di tratti, abilità e malus derivanti dalle scelte fatte. Speravamo di poter selezionare diversi personaggi differenti, purtroppo ogni impero ha il suo leader unico, anche questo un sacrificio a favore del gameplay. Le altre scelte da effettuare prima di cominciare la partita saranno quelle relative alla dimensione della galassia, il livello di difficoltà e il numero totale degli avversari. Generalmente, se volete una partita più “frizzante”, quindi con diverse battaglie iniziali, suggeriamo una galassia di dimensione inferiore.

Scegliere una mappa più ampia è utile per un’esperienza sandbox più tranquilla, che si rivelerà complessa da gestire nella fase avanzata del gameplay, quando dovremo gestire tante colonie, flotte, avamposti, e ovviamente la parte diplomatica. La parte iniziale della nostra partita ci vedrà alle prese con le prime scelte da effettuare, quindi alcune ricerche, l’esplorazione, e una nave coloniale da inviare su un pianeta nel quale fonderemo la prima colonia.

LA SCIENZA E IL PROGRESSO








Le ricerche in Interstellar Space Genesis poggiano le basi su un buon albero tecnologico, con diverse opportunità interessanti già nelle fasi iniziali. Impostare la strategia verso un’industrializzazione per poi espanderci in un secondo momento o tentare la via dell’esplorazione a tutti i costi?

Queste sono alcune delle scelte che dovrete fare, anche se almeno inizialmente suggeriamo una buona via di mezzo. L’albero tecnologico si divide in:

  • Difesa.
  • Armamenti.
  • Economia.
  • Propulsione.
  • Ingegneria Planetaria.
  • Costruzione.

Se difesa, armamenti ed economia si spiegano facilmente, come il campo relativo alle costruzioni, meritano due parole la propulsione e l’ingegneria planetaria. La prima, ci permetterà di dotare le navi con motori più avanzati, giovando l’esplorazione e i movimenti delle nostre navi. Scoprirete presto che non sarà possibile viaggiare molto al di fuori del nostro territorio senza un motore adeguato.

L’ingegneria planetaria è una componente da non sottovalutare, visto che tratta tematiche quali riciclo e miglioramento della terraformazione, e in genere tutto ciò che riguarda la salute dell’ambiente. Questo fattore non è per nulla secondario perché andrà ad impattare sul gradimento dei nostri coloni, sulla capacità produttiva, e sulla tesoreria. Il numero di variabili è molto alto ma ogni ricerca è riassunta da una breve tooltip dove oltre ad una descrizione, saranno indicati i vari modificatori e benefici a breve e lungo termine che otterremo.

UNA GALASSIA IN 2D








In controtendenza rispetto alle ultime mode, Interstellar Space Genesis propone una mappa galattica totalmente in due dimensioni. Niente galassie a spirale quindi, ma una comoda plancia su cui muoverci con un numero di sistemi stellari ben definito. A livello estetico, è chiaro che il gioco paghi dazio, ma a favore del gameplay bisogna dire che la scelta funziona.

Stellaris è un gran gioco, e ha dato spazio ad un nuovo modo di interpretare questo genere, ma è anche vero che nonostante tutte le migliorie apportate dal monumentale numero di dlc a volte capiti di perdersi qualcosa, proprio per via della scala e del tipo d’inquadratura. Qui, invece, si riesce a tenere traccia di tutto con un semplice sguardo, grazie anche ai miglioramenti apportati all’interfaccia nel periodo intercorso tra le prime fasi alpha e la release finale. La mappa galattica sarà la nostra compagna per la maggior parte del tempo, e sarà lì che muoveremo le unità, gestiremo le scoperte tecnologiche, e affronteremo una serie di eventi casuali a seconda delle scoperte ottenute grazie all’esplorazione.

Anche lo studio dei vari sistemi stellari ha una meccanica a parte. L’uso delle navi scientifiche non sarà l’unico mezzo che ci permetterà di acquisire dati ed informazioni sui pianeti e i punti d’interesse. Ad ogni turno infatti, dovremo selezionare una porzione di spazio che i nostri scienziati andranno a visionare, acquisendo successivamente dati relativi ai tipi di pianeta presenti, eventuali risorse aggiuntive, tunnel spaziali, e altro.

Questa meccanica, inizialmente ci sembrava inutile, ma con il passare delle ore di gioco abbiamo scoperto la sua utilità. Un sistema planetario con la presenza di una sola stella senza alcun valore, avrebbe fatto perdere tempo ad un’eventuale nave scientifica, che invieremo invece verso un settore dello spazio dove sono indicate importanti risorse, sfruttabili attraverso un avamposto che andremo a costruire con la nave apposita. Riassumendo, si scansiona una porzione di spazio, eventualmente si invia una nave scientifica e un’unità adibita alla costruzione di avamposti scientifici o minerari.

EVENTI, DIPLOMAZIA E MERLETTI








Gli eventi casuali sono piuttosto interessanti, e sono in linea con altri giochi dello stesso genere. Nel caso trovassimo qualche rovina durante l’esplorazione, potremo decidere di lasciare le cose come stanno o esplorare le rovine, con ciò che ne deriva sia in senso positivo che negativo. Ad esempio, l’esplorazione di una rovina su un lontano pianeta ci ha garantito un bonus permanente all’attacco delle nostre navi del 20%, un vero colpo di fortuna! Allo stesso tempo, un’altra misteriosa rovina ha lanciato un segnale nelle profondità cosmiche, mentre un vago messaggio ci suggeriva di far stazionare alcune navi a protezione del sistema.

Ovviamente non l’abbiamo fatto, e dopo una manciata di turni ci siamo trovati con un kraken spaziale proprio nel centro delle nostre colonie, una vera disdetta. I vari eventi non brillano per scrittura, ma sono un gradevole passatempo, che si integra davvero bene con il passaggio dei turni. La diplomazia viene gestita attraverso il pannello dedicato, e permette una schiera di opzioni molto ben conosciute dagli amanti del genere. Trattati commerciali, alleanze, patti difensivi, e così via. Il tutto è in perfetta linea con il “papà” a cui questo gioco si ispira, anche se forse ci saremmo aspettati qualcosina in più, soprattutto dopo aver visto il buon lavoro di Triumph Studios su Age of Wonders: Planetfall.

Parliamo di due 4X differenti, che però hanno in comune una parte diplomatica che dovrebbe essere marcata, che qui risulta forse più “laterale”, come fosse in secondo piano. Per vedere se era solo un’impressione, abbiamo tentato di allearci con i Nova nella speranza che entrassero in guerra contro i Sulak, una vera spina nel fianco. Purtroppo il nostro tentativo è andato a vuoto, ma in generale il comportamento delle varie fazioni è coerente con la caratterizzazione della razza e delle abilità. Insomma, un buon lavoro ma con ampi margini di miglioramento, e secondo noi è un bene. Quello che invece funziona davvero bene è il sistema degli eroi, capaci non solo di livellare e aumentare le proprie caratteristiche, ma di acquisire abilità aggiuntive che garantiranno svariati bonus.

Di tanto in tanto, avranno desideri che potremo decidere di soddisfare o meno, con conseguenze tangibili sul gameplay. Questa meccanica è davvero ben sviluppata, perché al cospetto di diversi eroi in campo, al giocatore sembrerà di confrontarsi con personaggi dalle ambizioni realistiche, favorendo l’immedesimazione. Mettere alla gestione di una colonia un abile economista sarà utilissimo sia per la produzione che per le entrate, e le ricerche ci permetteranno di sviluppare edifici che vedremo realmente sul piano di gioco. Il numero degli edifici è alto, e spesso dovremo fare scelte difficili su cosa mantenere e su cosa costruire, anche perchè ogni colonia ha un limite di edifici basato sul tipo di pianeta, sulla popolazione, e altri modificatori che verranno sbloccati nel corso del gioco. Insomma, tanta carne al fuoco, di quella buona.

FUOCO ALLE POLVERI




Il combattimento si divide in due territori, quello spaziale e quello planetario. Nello spazio, su una mappa anch’essa in due dimensioni andremo a muovere a turno le nostre navi. Rotazione, fuoco, movimento, consumeranno dei punti azione che si ricaricheranno nel turno successivo. Inizialmente, soprattutto quando le nostre navi sono dotate di antiquati motori e deboli laser, dovremo avvicinarci parecchio prima di iniziare un confronto, e se la fazione ha già dotato le proprie unità di missili balistici, saranno guai.

Anche se ad un primo sguardo potrebbe apparire vecchia, soprattutto se consideriamo l’ultima moda che vede Stellaris ed Endless Space 2, presentare scontri con un numero di navi molto alto, questa meccanica funziona e risulta parecchio divertente.

La portata e lo spettacolo sono solo un contorno, in favore di una pianificazione accurata con un sistema da tattico a turni. Il combattimento a terra ci ha ricordato da lontano il mai dimenticato Distant Worlds (per noi risulta ancora oggi il miglior 4X sulla piazza, pur trattandosi di un gioco in tempo reale con pausa tattica), e segue le stesse meccaniche della sua controparte spaziale, risultando abbastanza immediato.

GRAFICA E SONORO



Tecnicamente parlando, il Interstellar Space Genesis si attesta su buoni livelli, soprattutto perché pariamo di un titolo indie sviluppato da un piccolo team.

Il filmato d’apertura, potrà essere criticato per la realizzazione, ma a noi è piaciuto molto e ci ha dato un senso di “ritorno al passato con uno sguardo al futuro”.

La grafica delle navi e delle colonie, è dettagliata anche se orfana di diversi particolari, specialmente quando andiamo a visionare una colonia. In sede di anteprima ci auspicavamo una visione della colonia a 360°, e purtroppo siamo rimasti fermi all’inquadratura precedente. Una visione d’insieme non avrebbe alcun impatto sul gameplay, ma secondo noi andrebbe ad aiutare il senso d’immersione e più in generale, il colpo d’occhio, che vuole sempre la sua parte. Sul fronte sonoro, le vette di Stellaris rimangono tali, anche se le tracce proposte sono piuttosto varie e ci sono piaciute.

COMMENTO FINALE

Interstellar Space Genesis è un sandbox 4X vario, con una curva d’apprendimento non ripida, ma che richiede impegno.

È un ritorno al futuro di un gameplay che pensavamo fosse destinato al limbo. Una storia di fondo interessante ma non invasiva, eventi casuali integrati perfettamente nel corso dei turni di gioco, ed eroi con desideri e ambizioni. Una corposa mole di scelte tra diplomazia, albero tecnologico ed esplorazione.

Trattandosi di una produzione interamente indie, il risultato è a dir poco incredibile, pur accettando i compromessi sul fronte grafico, e va a collocarsi di diritto nella nicchia che annovera i migliori esponenti del genere. Considerando che il team di sviluppo ha tutte le intenzioni di migliorarlo, e che i margini sono ampissimi, siamo davvero felici di guardare al futuro del gioco con grande ottimismo.

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Interstellar Space Genesis, Anteprima

Gli strategici ad ambientazione fantascientifica rappresentano una fetta sempre più ampia di pubblico interessato ad evolvere ed espandere la propria “civilità”.

Il nostro DannyDSC ha scovato Interstellar Space Genesis e lo ha giocato in anteprima per noi. Si tratta dell’opera prima di Praxis Games, software house fondata da Adam Solo. Lui è una figura molto famosa e molto conosciuta tra gli appassionati di 4X e strategici in generale a tema spaziale.

Scopo della software house è quello di proporre un titolo che riporti in auge il genere dei 4X a turni sulla base del mitico Master of Orion 2, evergreen che conta una folta schiera di appassionati ancora oggi a molti anni di distanza dalla release. In questo primo “assaggio”, non andremo ad approfondire la base su cui poggiano i desideri e gli obbiettivi del team di sviluppo (quello ce lo teniamo per la recensione), ma ci soffermeremo sulla alpha che Adam Solo in persona ci ha gentilmente donato. Il titolo, lo ricordiamo, si trova su Steam in accesso anticipato e dovrebbe arrivare in versione “completa” (tra parentesi perché al giorno d’oggi i giochi non sono mai completi all’uscita, ndr), su Pc nel secondo quadrimestre del 2019.

Ecco le nostre prime impressioni. Buona lettura.

SPAZIO, ULTIMA FRONTIERA





Avviato il gioco e scelto nuova partita, la prima scelta che dovremo compiere sarà quella della razza con cui prenderemo parte alla nostra conquista spaziale. In questa alpha abbiamo 4 razze, ognuna, naturalmente, con le sue peculiarità ed una caratterizzazione ben precisa, utile ad immedesimarci al meglio nel contesto di gioco.

Al momento, oltre alla razza potremo decidere il nome del nostro presidente, quello della nostra fazione, il nome del sistema con il quale partiremo, ed il relativo colore associato. Interessante l’aggiunta di due abilità speciali, che si attiveranno dopo aver raggiunto alcune opportune condizioni.

Decisa fazione, nomi e colore, potremo scegliere la dimensione della galassia che ci ospiterà, il livello di difficoltà, ed il numero di giocatori che si opporranno alla nostra ascesa tra le stelle. Al momento il massimo è quattro, ma confidiamo che tale numero possa aumentere man mano che il gioco verrà ampliato.

SI COMINCIA…




Quando saremo soddisfatti delle scelte fatte, non ci resterà altro che iniziare la partita. L’interfaccia di gioco, cuore pulsante dell’esperienza, è molto chiara, con icone in basso a destra che ci ricorderanno quali passaggi dobbiamo fare prima di poter completare il turno di gioco.

Ad ogni turno, potremo ricercare nuove tecnologie da un albero davvero molto ramificato e completo, esplorare nuove porzioni di spazio attorno a noi al fine di scoprire nuovi pianeti abitabili o utili risorse, costruire strutture e navi spaziali, avamposti su pianeti e su cinture di asteoridi, e altro ancora.

Le cose da fare sono davvero moltissime, ma grazie ad una schermata panoramica posta sulla sinistra dello schermo, avremo un colpo d’occhio sui pianeti da noi colonizzati, i pianeti scoperti, flotte e risorse strategiche. Questa schermata andrà però rivista poiché con l’avanzare dei turni di gioco, la gestione dei pianeti ma soprattutto quella delle flotte risulta al momento un po’ confusionaria, e bisogna prenderci la mano. Ci auguriamo che nelle future versioni venga resa più snella, così da permetterci un pieno controllo del nostro impero senza impazzire per cercare questa o quella nave.

In alto a sinistra, avremo una schermata riepilogativa molto completa dove troveremo l’ammontare della nostra tesoreria, i punti ricerca utili per sviluppare nuove tecnolgie, i punti cultura che ci serviranno per acquisire alcune abilità quali ad esempio quella di permetterci un viaggio più veloce tra le stelle, e poi le risorse: Elio, Antimateria, Neutronio e Materia Oscura.

Queste risorse, strategicamente fondamentali per il nostro impero, potranno essere acquisite per mezzo della colonizzazione. Servono, ovviamente anche la costruzione di avamposti speciali che andranno ad estrarle, o commerciate con le altre razze. Ci vorranno diversi turni e anche qualche partita per prendere la mano con le meccaniche di gioco, ma dedizione e pazienza sono alla base di un po’ tutti i 4X, quindi nulla di insormontabile.

COMBATTIMENTO E DIPLOMAZIA






Quando entreremo in una zona nemica o incontreremo qualche creatura spaziale che non vede l’ora di fare delle nostre navi il suo pranzo, si andrà in battaglia. La visuale cambierà fornendoci una schermata in 2d dove muoveremo le nostre navi e potremo usare le armi a nostra disposizione per colpire il nemico. Anche in questo caso, il tutto sarà scandito da turni.

L’esecuzione è piuttosto semplice ma è fondamentale aver sviluppato nuove tecnologie (sia offensive che difensive) per riuscire a vincere una battaglia, soprattutto contro creature spaziali, che ad oggi sono davvero letali.

Presto o tardi incontreremo una delle altre razze che abitano la nostra galassia di gioco. Come in tanti altri 4X, ci verrà data l’opportunità di proporre trattati commerciali e minerari, collaborazioni sulla ricerca scientifica, e ovviamente trattati di pace nel caso fossimo in guerra con questa o quella fazione. Il dialogo è fondamentale, ma se siamo in condizioni di forza, può non essere un male cercare di acquisire qualche tecnologia o moneta sonante da una delle razze con cui interagiamo.

ASPETTO GRADEVOLE MA LIMITATO






Il team di sviluppo è Indie, ed Interstellar Space Genesis non tradisce la sua origine. La grafica di gioco seppur gradevole si attesta su livelli medi, con poche texture e quasi nessuna animazione. L’intera esperienza si svolge sulla mappa di gioco.

Ed anche se ammettiamo il desiderio di poter dare un’occhiata più a 360° sui pianeti che abbiamo colonizzato nella relativa schermata (e la speranza di vedere una rotazione dei pianeti nella mappa di sistema come in Distant Worlds), il tutto risulta gradevole. A patto, però, di non aspettarsi vette grafiche di titoli da ben altro budget (e obbiettivi) quali Stellaris. Questo gioco non fa della grafica il suo biglietto da visita, ma è il gameplay a farla da padrone.

Come per la grafica, la colonna sonora risulta gradevole e orecchiabile, anche se ci aspettiamo più varietà nella versione finale.

COMMENTO FINALE

Interstellar Space Genesis è ancora in fase Alpha ma appare già molto interessante. Può diventare il classico gioco con il famoso ritornello “ancora un turno e smetto”.

La difficoltà sembra già ben calibrata su livelli alti ma è chiaro che siamo ancora all’inizio. Abbiamo apprezzato un discreto comparto tecnico e delle buone musiche che però tendono a ripetersi dopo qualche turno. È più importante, in questo genere di produzioni, il gameplay e sotto questo aspetto, ripetiamo, il titolo sembra essere sulla buona strada. Siamo curiosi di vedere che strada prenderà lo sviluppo di questo titolo. La mano di Adam Solo sembra già esserci e se tanto ci da tanto potremmo quanto prima cimentarci in un piccolo grande capolavoro.

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