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Field of Glory: Empires, Recensione

Ci siamo. ormai, Field of Glory: Empires debutterà l’11 luglio, ossia giovedì. Noi siamo già pronti e dopo la nostra corposa anteprima, abbiamo continuato a seguire questo grand strategy 4X a tema storico con estremo interesse. Già nella sua fase di sviluppo iniziale, gli scenari proposti da Slitherine, erano interessanti e trasmettevano un’idea molto chiara di quello che il publisher inglese vuole portare sui nostri computer.

Ma il tempo passa, e siamo finalmente giunti al momento fatidico della recensione per capire se si tratti di un capolavoro o meno. Slitherine e Ageod saranno riuscite a creare un titolo all’altezza delle aspettative alimentate da quanto positivamente visto nel nostro provato? Prima di lasciarvi al nostro racconto, vi ribadiamo che il titolo sarà disponibile da giovedì, 11 luglio, in esclusiva su Pc,  su Steam, su GOG.com e sullo store digitale del publisher (Slitherine).

ROMA CAPUT MUNDI REGIT ORBIS FRENA ROTUNDI

Lo scorso 27 giugno, Slitherine ha rilasciato un trailer in latino (avete letto bene) per ricordarci dell’arrivo sempre più imminente del gioco. Tale trailer ve lo riproponiamo qui perché lo abbiamo apprezzato molto. Una scelta stilistica attraente, aggressiva (nel senso buono del termine), ma che rende appieno l’idea di quanto questo publisher sia ispirato e intelligente nel gestire sia il lato tecnico, quanto quello promozionale.

Del resto, gli scenari di cui abbiamo parlato nella nostra anteprima hanno dichiaratamente mandato un messaggio alla concorrenza: “a voi le parole, a noi i fatti”.

Ammettiamo che non vedevamo l’ora di scrivere questa recensione, di trasmettervi le emozioni che il gioco ha suscitato durante le nostre prove, ma una cosa possiamo dirla in partenza. Ci ha talmente ispirato, che è riuscito nell’impresa di rompere uno dei dogmi seguiti da chi vi scrive. Infatti, in ogni gioco ambientato nel periodo antico, era nostra abitudine iniziare a familiarizzare con le varie meccaniche usando quel magnifico impero.

Ma due buone ragioni ci hanno spinto a rompere questa tradizione: la prima, è la forte delusione che ci ha pervaso durante le prove di molti giochi usciti di recente. Troppo belli per gli occhi ma sostanzialmente spogli e privi di profondità, o inutilmente e anacronisticamente macchinosi senza nessuna ragione. La seconda motivazione, è rappresentata dal folto numero di imperi che è possibile selezionare all’inizio del gioco.

Field of Glory: Empires, vi permette di prendere il controllo di oltre 70 nazioni, suddivise nella cosiddetta serie A (Roma, Cartagine, la Macedonia), un’ottima serie B (Sparta, la Dacia, il regno di Siracusa), più una corposa porzione di fazioni minori (il Sannio, il Quataban, l’Illiria). Tutte le fazioni godono di una breve descrizione, utile per avere qualche informazione generale, ma a noi non bastava.

Infatti, sono state soprattutto le fazioni minori a catturare il nostro interesse, spingendoci ad un ulteriore ricerca su Wikipedia per una più chiara collocazione geografica, e una visione storica. Alla fine, la nostra scelta è ricaduta sull’interessante tribù dei Lugi, vissuta tra il 400 BCE ed il 300 CE.

LA GRAND CAMPAIGN

Prima di addentrarci sulle meccaniche di gioco, e su quanto proposto, spendiamo qualche parola a sfondo storico. Lo scenario principale, copre un arco di ben cinquecento anni, per la precisione dal 310 BCE fino al 190 CE. Al fine di evitare riferimenti ad una religione in particolare, il prodotto sviluppato da Ageod usa la locuzione, Era Comune (Common Era) e Prima dell’Era Comune (Before the Common Era) abbreviate in CE – BCE. Queste sigle però fissano la posizione temporale di una data rispetto al calendario gregoriano oppure giuliano; si determinano così gli anni precedenti e successivi al tradizionale anno di nascita di Gesù.

Avendo scelto i Lugi, che vengono datati a partire dal 400 BCE, possiamo dire che nel 310 BCE il loro piccolo impero era nato da poco, nell’Europa Centrale. Occupavano buona parte dell’attuale Polonia centro-meridionale, e venivano considerati con grande rispetto per via del controllo sul tratto centrale della Via dell’ambra, dalla Sambia al Mar Baltico, fino ad alcune provincie dell’impero romano: Pannonia, Norico e Rezia.

Le informazioni che il gioco ci offre, narrano di un impero sia nemico che amico di Roma. Questo ci ha incuriosito, portando a fare ulteriori ricerche, prima di partire con il gameplay, che ci hanno fatto sorridere non poco. Da amanti dei 4X e dei giochi di ruolo, soprattutto di carattere fantascientifico, non potevamo esimerci dal sorridere apprendendo che i Lugi erano una Federazione (se non avete capito la battuta, cambiate sito).

Descritta dallo storico Strabone, come un “grande popolo”, insieme ad altri popoli quali Semnoni, Zumi, Butones, Mugilones e Sibini, fecero parte di una federazione guidata da Maroboduo, re dei Marcomanni, con sede nell’attuale Boemia (9 BCE. – 19 CE). La successiva citazione dei Lugi risale ai tempi dell’imperatore romano Claudio. Secondo gli Annales di Tacito, nel 50 “una grande moltitudine” di Lugi, alleati dei romani, prese parte alla caduta dello stato Vannio dei Quadi, situato nell’attuale Moravia, Slovacchia.






























Durante il regno di Domiziano. I Lugi si allearono con i romani chiedendo loro aiuto contro i propri vicini occidentali, la tribù germanica dei Suebi. Domiziano spedì 100 cavalieri per aiutare i Lugi. Non si sa se questi cavalieri arrivarono a destinazione; se lo fecero, si tratterebbe della prima presenza di soldati romani sul suolo dell’odierna Polonia. Insomma, una storia affascinante e con in serbo qualche piccolo mistero, una scelta davvero entusiasmante. Il gioco, oltre al contesto storico, accompagna una serie di modificatori e bonus in base alla fazione che deciderete di selezionare, di base è chiaro come un impero meno “ampio”, sia più difficile, ed in parte è anche vero. Ma il prodotto di Slitherine e Ageod è molto di più, perché qui non conta solamente la conquista militare, quanto il riuscire a sopravvivere al nemico più potente di tutti, il tempo.

INTERFACCIA




L’interfaccia di un gioco, soprattutto per gli strategici, necessita di un lavoro che spesso si sottovaluta. Riuscire a proporre tutte le informazioni più importanti in modo chiaro e completo, è cosa più facile a dirsi che a farsi.

Possiamo smentire subito qualunque remora, perché il lavoro svolto è davvero di valore. In alto a sinistra, il pulsante opzioni viene affiancato da quello del salvataggio. Al centro, i valori di tesoreria, forza lavoro, diplomazia, lo stendardo della fazione controllata che da accesso ad ulteriori menu. Più a destra, il menu di riepilogo, il quantitativo di metallo a disposizione e i punti legacy (di cui abbiamo parlato nell’anteprima e che riproporremo oggi).

I popup relativi ai messaggi importanti, trovano posto sul lato destro dello schermo, mentre in basso troviamo la mini mappa, con tutti i filtri relativi a rotte commerciali, fazioni, rifornimenti e molto altro. Per chi non è avvezzo a questo tipo di giochi, i filtri più importanti saranno quello relativo alle regioni, alle rotte commerciali, ma soprattutto quello dei rifornimenti.

Conquistare una regione non è un mero gesto di potenza, ma va considerato nella sua interezza. Appena conquistata, una provincia non genererà alcun tipo di bonus o risorsa, e dovranno passare diversi turni prima che i rifornimenti possano arrivare all’esercito ivi stanziato. Se fossero presenti “brecce” tra le nostre difese, un nemico furbo potrebbe conquistare una regione cui la nostra recente conquista è collegata, tagliando fuori il nostro esercito dalle importanti risorse di cui abbisogna per sopravvivere. In basso a sinistra anche se “nascosta” di default, richiamabile tramite pulsante, la “console”.

Essa conterrà varie informazioni più alcune delle mosse nemiche, e fatti accaduti nei turni precedenti. Il fatto che sia nascosta, ci indica che non è obbligatorio consultarla per sfruttare appieno ciò che il gioco ha da offrire, ma in caso di bisogno è presente. Durante i nostri gameplay, abbiamo fatto diverse prove, constatando la sua utilità. Andando a selezionare una delle provincie in nostro possesso, si aprirà il pannello di gestione. Anche qui, le informazioni e le opzioni sono molto chiare e a portata di mano. Sotto il nome, troviamo alcune importanti informazioni, tra cui la lealtà e i punti Infrastruttura.

A destra, troviamo il riepilogo sulle risorse generate. Ad ogni turno potremo costruire una struttura, capace di fornire importanti bonus al mantenimento della popolazione. Ogni edificio è suddiviso in cinque categorie base:

  • Agricoltura
  • Salute
  • Infrastrutture
  • Militare
  • Commercio
  • Cultura

Agricoltura e salute saranno importanti al mantenimento dei nostri cittadini, ma un fiorente commercio permetterà di costruire edifici più importanti, e mantenere grandi eserciti.

Lo sviluppo militare, ci consentirà di accedere alle unità più forti del gioco, mentre la cultura sarà importante sia per i punti legacy che per lo sviluppo del nostro impero. Infatti, se conquistare provincie con genti e credi differenti potrebbe rivelarsi semplice, il mantenimento si rivelerà un vero incubo se non espanderemo la nostra cultura.

Il concetto è in parte simile ad altri strategici, quali gli ultimi Civilizations a titolo d’esempio. La costruzione dei vari edifici, può anche portare a svariati bonus, a seconda della presenza di risorse commerciali o altre strutture presenti. Dato che ad ogni turno, potremo costruire solamente un tipo di struttura, inizialmente sarà importante focalizzare l’attenzione sulla popolazione, andando poi a focalizzare la nostra attenzione sull’area militare o quella commerciale.

Per quel che riguarda le province appena conquistate, è importante fare attenzione a quanto sono distanti dalla nostra capitale, la cultura dei cittadini e le infrastrutture già presenti. C’è poi il concetto di provincia, opzione che diventa disponibile se controlliamo più della metà della regione geografica di appartenenza. Creare una provincia, ci darà la possibilità di entrare ancor più in profondità nel gioco, decidendo la sorte degli schiavi, se spendere o meno soldi per la popolazione, e dove investire nelle infrastrutture. Tutte queste scelte, saranno precluse fino alla costruzione di una provincia.

Piccola postilla per quel che riguarda i menu di riepilogo, dove si trova tutto ma davvero tutto quel che concerne le fazioni, il nostro impero, il fronte militare, e le provincie. È tutto molto chiaro e molte informazioni sono volutamente abbreviate per facilitarne la comprensione.

CONDICIO SINE QUA NON



Da che mondo e mondo, diplomazia e burocrazia sono vecchie quanto le guerre. Una corretta gestione diplomatica, può renderci amici di fazioni vicine, evitando possibili conflitti. O ancora, per i giocatori più furbi e navigati, spingere altri a combattere insieme a noi o al posto nostro. Utile se vogliamo distogliere l’attenzione sulle nostre terre, favorire guerre in territori altrui potrebbe rivelarsi davvero utile, soprattutto entrando nel conflitto in un secondo momento.

Altresì, la burocrazia può arrivare ad uccidere, ma fortunatamente in Field of Glory: Empires ci occuperemo solo del primo fattore. Il dialogo con gli imperi e le tribù vicine, verrà gestito da un pratico menu posto in alto vicino allo stendardo della nostra nazione. Cliccando sul menu, e successivamente sulla provincia di un’altra fazione, potremo selezionare alcune tra le opzioni disponibili.

Le scelte a nostra disposizione sono piuttosto classiche, e vanno dall’alleanza, alla guerra, all’insulto o ai regali. Ci sono poi la cooperazione e il cosiddetto stato fantoccio. La cooperazione, è meno di un’alleanza, ma più di un’amicizia. Cooperare con altri popoli, sarà fondamentale per la nostra sopravvivenza, soprattutto se la nostra fazione è inferiore a quelle vicine.

L’altra opzione, ossia quella di “clientelare” uno stato, ne farà in breve un vassallo. A differenza della cooperazione, se il nostro impero è di grandi proporzioni, proporre il vassallaggio a fazioni minori ci permetterà di conquistare senza versare una goccia di sangue. Durante le nostre prove, la diplomazia si è rivelata molto utile, l’unico piccolo neo è che non siamo riusciti a far entrare in guerra i nostri amici con popoli indipendenti (non facenti parte di alcuna fazione), che possono rivelarsi una vera spina nel fianco di ogni popolazione.

LEGACY E DECADENZA








E adesso, veniamo a due concetti cardine di Field of Glory: Empires. Legacy e Decadence. I punti Legacy saranno utili per la vittoria, alla fine dello scenario.

Conquistare un punto, significa invadere e mantenere una provincia vicina, o in mano ad un altro impero. La decadenza invece, è un concetto tanto semplice quanto profondo, e si accompagna anche alla cultura. Semplificando al massimo, e trattandosi di uno strategico, il nostro primo interesse sarà quello di invadere quanti più territori possibili per annetterli alla nostra nazione, acquisendo importanti risorse ed un ingente quantità di vil denaro da stipare nelle nostre tesorerie.

Ma più si cresce in fretta, più i popoli conquistati saranno intrinsecamente diversi in quanto a credo, popolo, lingua, abitudini. E di conseguenza, saranno meno leali. Conquistare nei tempi giusti, edificando costruzioni che espandano per bene la nostra cultura, e mantenendo la lealtà della popolazione ad un buon livello, si rivelerà una strategia vincente. In realtà, è davvero difficile! Già dopo aver conquistato due o tre provincie, inizieranno i problemi. Edificare costruzioni che espandano la cultura è un lavoro lungo, e nel frattempo la lealtà scenderà inesorabilmente. Una presenza militare in giro per le regioni, eviterà possibili focolai di ribellione, pertanto vi suggeriamo di lasciare sempre una guarnigione su ogni provincia, soprattutto quelle appena conquistate. Legacy e Decadence non sono solo concetti, ma vengono calcolati anche sulla base di una classifica che si aggiorna costantemente.

Non è un caso che l’Impero Romano, già dopo una ventina di turni, abbia livelli di decadenza molto alti, che vanno a ridursi pian piano. Il tutto, è perfettamente integrato nel contesto storico, e funziona davvero bene. Se la nostra decadenza è troppo alta, il livello della nostra tribù o del nostro impero scenderà, passando ad esempio da orda tribale a decadente orda tribale. Questo mutamento, aumenterà la voglia di ribellione del popolo, e la slealtà nei nostri confronti.

Parlando per assurdo, potremmo vivere l’intera campagna senza muoverci dai nostri confini, difendendoli quando necessario, e migliorando le nostre province il più possibile. I livelli di decadenza sarebbero molto bassi, la cultura più alta, ma i punti Legacy rimarranno una chimera, insieme alla possibilità di vincere. Le possibilità a nostra disposizione sono innumerevoli, potendo scegliere tra una modesta espansione e una tranquilla sopravvivenza, o cercare di eccellere e di farci valere in uno dei periodi storici più sanguinosi, ma anche più epici della nostra storia.

SI VIS PACEM, PARA BELLUM

Negli strategici di questo tipo, il lato militare è spesso lasciato in mano a due figure, che con qualche animazione determineranno l’esito finale di una battaglia. Ma trattandosi di una delle caratteristiche più belle degli ultimi anni, beh abbiamo deciso di lasciarla per ultima. Prima di passare al dolce però, parliamo del lato militare in senso stretto.

Il gioco, propone la bellezza di 600 unità, suddivise per 13 etnie e 20 categorie, con ben 100 unità nazionali personalizzate. Stiamo parlando di una moltitudine di unità, tutte fedelmente riprodotte nel loro contesto storico. Il segno di una ricerca certosina e molto approfondita è visibile, soprattutto quando si scelgono fazioni minori. Scordatevi di vedere due omini identici con colori diversi che si fronteggiano, perché il lavoro di Ageod è degno erede di Alea Iacta Est, e porta con sé  tutte le buone introduzioni di Field of Glory II.

Ogni unità ha un costo di mantenimento, e diversi modificatori sia in attacco che in difesa. Tipo di territorio, clima, stagione, tipo di armatura, a piedi o a cavallo, sono alcune delle riflessioni da fare durante lo sviluppo delle legioni che andranno a comporre il nostro esercito. E ancora, quando sarà il momento di fronteggiare l’esercito nemico, avremo a disposizione tre scelte.











La prima, sarà la risoluzione veloce, utile per le piccole schermaglie. Nella seconda, la modalità base del titolo, due imperi si fronteggiano a viso aperto su due linee opposte orizzontalmente. I valori dei modificatori, il punteggio di attacco e difesa, e quanto scritto sopra, determineranno la vittoria, la sconfitta o il pareggio.

Nel caso partissimo all’assedio di una provincia dove è presente una roccaforte, dovremo aspettare diversi turni prima di iniziare l’attacco finale, in quanto i forti ben difesi, celano spesso forze molto più numerose di quello che potremmo aspettarci. La fretta in questi casi, è sempre una cattiva consigliera. Lasciate che l’esercito nemico finisca le risorse, solo allora partirete alla conquista. Ma se durante il gioco foste davanti ad una battaglia campale, che potrebbe determinare l’esito di un’intera campagna, non vorreste scendere in campo in prima persona, muovendo direttamente le unità per favorire attacchi ai fianchi, imboscate, e possenti cariche?

In altri giochi, non potreste farlo, ma in Field of Glory: Empires, sì. Se siete in possesso di Field of Glory II, e volete scendere in battaglia, vi basterà premere il pulsante “Export Battle”, che chiuderà Empires per aprire Field of Glory II. Dal menu principale, scegliendo battaglie e poi battaglie di Field of Glory: Empires, ci permetterà di controllare il nostro esercito in prima persona.

I benefici di questa introduzione sono tutti a favore del motore di gioco di Field of Glory II, cui abbiamo dedicato una recensione qualche mese addietro. Questa feature è davvero magnifica, e integrata perfettamente. I vantaggi strategico/tattici sono tangibili, in quanto anche un esercito numericamente inferiore, può uscire vincitore da una schermaglia se guidato a dovere. Abbiamo fatto diverse prove, perché inizialmente il timore era uno spostamento di file con conseguente perdita di tempo, e invece il tutto si completa con qualche pulsante e l’avvio/chiusura dei due giochi.

Sogniamo ad occhi aperti un Field of Glory: Empires 2 con l’engine delle battaglie di Field of Glory II integrato, ma già qui i risultati sono davvero entusiasmanti. Chiudere Empires, aprire Field of Glory II, gestire il proprio scenario e tornare alla gestione della nostra nazione, il tutto in pochi click. Tra l’altro, le unità che verranno importate sul campo di battaglia, sono identiche alle controparti “in 2d”. A Field of Glory II, mancava una campagna degna di questo nome, ma oggi anche questa sbavatura è stata corretta, rendendo entrambi i titoli ancor più profondi ed interessanti.

LATO TECNICO

Ed eccoci a parlare del lato puramente tecnico ed estetico del gioco. L’intelligenza artificiale è furba, aggressiva, e colpisce sempre nei momenti in cui si è più deboli. I comportamenti relativi alla diplomazia sono coerenti, come anche le battaglie.

Sul lato puramente militare, vale il discorso fatto anche per Field of Glory II, che va tenuto in altissima considerazione perché facente parte dell’impianto di gioco.

Sul fronte prettamente estetico, nulla da dire per le unità, che sono davvero sviluppate e disegnate con maestria, in perfetta linea con il contesto storico. Discorso diverso, per la plancia di gioco. Se interfaccia, menu e unità sono uno dei fiori all’occhiello, il tallone d’Achille cade su una grafica di livello discreto. Non che sia mal sviluppata anzi, ma le montagne risultano poco pronunciate, e tutti i territori appaiono piuttosto “spogli”.

Anche gli effetti atmosferici e quelli relativi all’acqua, sono nella media. In un gioco di questo tipo, tutti questi fattori rivestono un ruolo certamente marginale, però è giusto considerare che persino la mappa di Alea Iacta Est era superiore e meglio caratterizzata, sebbene decisamente meno ampia. Anche sul fronte sonoro, purtroppo siamo rimasti delusi. Il main theme è molto bello, ma tralasciato quello, ci sono davvero poche tracce, ed è un peccato.

COMMENTO FINALE

Finalmente, un gioco che rende giustizia alla grandiosità dell’Impero Romano. Field of Glory: Empires, è un 4X, un grand strategy game, e grazie alla funzione di esportazione delle battaglie, un tattico. Ha tutto quello che si potrebbe volere da uno strategico di questo tipo.

Decisioni, ampia possibilità in materia di edifici, una moltitudine di unità. I concetti di Legacy Point e di Decadenza, sono due trovate di stile, specialmente la seconda. Fronteggiare la decadenza, sarà come combattere contro lo scorrere del tempo, ed è forse la battaglia più dura in tutto il gioco. L’intelligenza artificiale è arguta e aggressiva, e l’interfaccia è tra le migliori in circolazione.

Peccato per le piccole sbavature sul fronte grafico e sulla colonna sonora, ma rivestono un ruolo talmente marginale che nel mezzo della partita non ci faremo nemmeno caso. Soprattutto considerando quanto di buono il titolo abbia da offrire. È davvero un piacere recensire prodotti come Field of Glory: Empires ed è per questo che siamo molto fiduciosi sia per Warplan (l’Hearts of Iron in salsa Slitherine) che per Astra Exodus (il nuovo 4X a sfondo fantascienza). Negli ultimi tempi, Slitherine non ha sbagliato un colpo, e non ha errato puntando su Ageod per lo sviluppo di questo gioco, uno dei migliori strategici in circolazione. In grado, appunto, di rendere giustizia alla grandezza di Roma.

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Pax Nova, Anteprima di Danny DSC

Grey Wolf Entertainment è una piccola software house fondata nel 2015 con base a Leiria, in Portogallo. È conosciuta dagli appassionati di giochi strategici per lo sviluppo di Dawn of Andromeda. Questo particolare 4X, portava con sé un buon numero di nuove idee, purtroppo con qualche punto debole. Il 9 maggio, insieme al publisher Iceberg Interactive, ha portato su Steam, il nuovo progetto attualmente in sviluppo. Stiamo parlando di Pax Nova, un prodotto che si dichiara subito ambizioso e particolareggiato. DannyDSC ha provato per noi il gioco, e curerà questa anteprima.

STRATI, PIANETI, E MUFFOLE

Ad oggi, il genere dei 4X vanta un buon numero di esponenti, ma il genere ha sempre combattuto una stagnazione quasi congenita. Tra i tanti team di sviluppo che tentano di innovare la formula, i ragazzi portoghesi di Grey Wolf hanno optato per una scelta piuttosto ambiziosa, ne parleremo tra poco.

Trattandosi di un’anteprima, in questa sede non andremo ad approfondire il background alla base di Pax Nova, e ci soffermeremo su ciò che il titolo ha da offrire. Giusto per dare un contesto, quale che sia la fazione selezionata, il gioco partirà nell’anno 2312, nella galassia di Eos.

Ogni fazione che il gioco propone è ben differenziata dalle altre, ed è guidata da un personaggio carismatico. Potremo anche decidere di creare una razza personalizzata, con tanto di nome e stemma. Scesi sul pianeta, ci troveremo davanti ad una mappa con inquadratura isometrica molto simile ai Civilization. Il gioco presenta una griglia esagonale invisibile, ed è facilmente riconoscibile dal sistema di gestione delle città.

La scelta ambiziosa di cui parlavamo prima, è che il gioco non si svolgerà solamente su Eos, ma su un’intera galassia, poiché i “livelli” di gioco sono due, un planetario e uno galattico. Inutile dire che questa scelta rappresenta un bel passo avanti per l’intero genere, visto che la galassia proposta vanta molti pianeti, ognuno che biomi differenti.

INTERFACCIA















L’interfaccia di Pax Nova è pulita e minimale. In alto, una serie di indicatori illustrerà dati riguardanti la tesoreria, editti e sentieri, la ricerca, la diplomazia, e le quest.

In basso, i dati relativi alle unità selezionate. Mentre diplomazia, ricerca e quest sono di uso comune in questo tipo di giochi, vogliamo parlare un momento degli editti e dei sentieri.

Gli editti, funzionano come le leggi, e possono avere diverse ripercussioni sulla nostra politica. Fornire cure gratuite a tutta la popolazione, garantirà un plus alla libertà e alla prosperità dei nostri coloni, ma avrà un costo fisso sia per turno, che per città. Quali che siano le nostre scelte in merito agli editti, avranno poi un’influenza importante per i “sentieri”. Il tipo di sentiero che decideremo di intraprendere con la nostra fazione, avrà impatto sulla diplomazia ma anche sui bonus ad esso associati. Il sentiero di Gaia ad esempio, è incline all’uso di energie rinnovabili, rispetto per l’ambiente, riduzione dell’inquinamento. I sentieri, verteranno anche sul successo di determinate quest. Questo sistema è attualmente ancora acerbo, ma se sviluppato a dovere sarà davvero garantirà una profondità di gameplay davvero importante.

GESTIONE CITTADINA

Per quanto riguarda lo sviluppo delle città, dobbiamo prima fare un excursus sulla mappa principale. Ogni pianeta ha un determinato quantitativo di risorse: si passa da quelle minerarie al cibo, a quelle che garantiscono un bonus alla ricerca.

É importante posizionare la città in modo da sfruttare al massimo il più alto quantitativo di risorse possibili, considerando anche la presenza di fiumi e laghi, utili per l’espansione della nostra capitale. Edificata la prima città, potremo iniziare la costruzione grazie ad un pratico menu posto sulla destra. Ogni struttura, oltre ad un costo, potrà essere sfruttata appieno solo se forniremo un gruppo di coloni (uno slot) per il mantenimento.

Ad esempio, se costruiremo un distretto militare ma non assegneremo del personale, non potremo costruire alcuna unità.  Con il passare dei turni, verranno sbloccati altri coloni che potremo assegnare ad altre costruzioni.

RICERCHE IN PAX NOVA

Le ricerche, sbloccheranno vari bonus che potranno essere passivi, o applicabili a costruzioni che svilupperemo nelle nostre città. Per fare un esempio, una delle nostre farm potrà essere aggiornata per mezzo di tecnologie rinnovabili, che andranno ad aumentare la produzione di cibo, riducendo l’inquinamento.

C’è poi un tipo di ricerca molto particolare, che rappresenta un’altra delle novità proposte dai ragazzi portoghesi. Alcuni tipi di ricerca, principalmente quelle militari, permetteranno di modificare gli armamenti e le armature di tutte le nostre unità.

Potremo aggiornare quelle esistenti per mezzo di un semplice click, e questo cambiamento sarà tanto tangibile in quanto a statistiche, quanto a livello grafico. Unico grosso neo, è che al momento tutte le unità di tutte le razze sono identiche, e questo va a minare pesantemente la varietà. C’è da dire che il sistema di design delle unità è davvero molto interessante, e le potenzialità per qualcosa di veramente entusiasmante ci sono tutte. È necessario però che ogni fazione abbia unità ben diversificate, sia in termini estetici che pratici.

COMBATTIMENTO









Il combattimento è piuttosto classico, e verte sui punti vita, attacco e difesa. Ricerche su armature e armi, potranno aumentare le statistiche delle varie unità, garantendo la sopravvivenza che sulle prime fasi è praticamente impossibile. Abbiamo fatto diverse prove durante le nostre partite, e la fauna locale ci è sembrata da subito decisamente potente e aggressiva. Ricercare unità avanzate e potenziamenti, rappresenta quindi un’ottima strategia nella parte iniziale del gioco. Ogni unità aumenterà anche di livello, dopo un certo numero di combattimenti. A differenza di giochi come Warhammer 40K Gladius, il livello non garantirà accesso anche a particolari abilità, ma solo ad un miglioramento delle varie statistiche. Ci auguriamo che questa possibilità venga aggiunta con i futuri aggiornamenti.

PAX NOVA, SPAZIO ULTIMA FRONTIERA

Il secondo strato di Pax Nova è la controparte spaziale. Costruito uno spazioporto e sviluppata la tecnologia necessaria, potremo arrivare a costruire scout (le unità iniziali) e navi da combattimento, oltre che navi colonia come quella che ci ha portato su Eos. La struttura della fase spaziale è simile alla sua controparte planetaria, ma aggiunge un’ulteriore profondità, anche se al momento il numero di pianeti visitabili al momento è piuttosto limitato.

GRAFICA E SONORO









La colonna sonora è al momento ridotta ad alcune tracce, e se state pensando ad un piccolo Stellaris, siamo ancora lontani.

Tecnicamente parlando, il gioco presenta alti e bassi. L’interfaccia è buona, e la caratterizzazione di ogni fazione è ben proposta a livello grafico, ma le unità sono identiche per tutti, e questo è un punto a sfavore. Le animazioni sono appena sufficienti, e la mappa principale e un po’ tutto il comparto grafico, necessitano di lavoro, sia per quel che riguarda la varietà, che per la pulizia delle immagini.

L’anima c’è, ed in un titolo di questa portata, la grafica può anche passare in secondo piano. Ma Stellaris ha cambiato tutte le carte in tavola, ed oggi è la pietra di paragone per ogni 4X di stampo fantascientifico. Il discorso sulle unità poi, per noi è in cima alla lista.

COMMENTO FINALE

Questo primo assaggio di Pax Nova ci ha presentato un gioco decisamente interessante, e con un potenziale enorme. I due piani di gioco che vanno ad intersecarsi durante il passaggio dei turni, sono una strada che in pochi hanno tentato di percorrere, spesso fallendo.

Grey Wolf però, ha già dimostrato che il sistema funziona. L’organizzazione delle ricerche e dei potenziamenti è molto interessante. Affiancato ad un sistema che prevede unità diverse per ogni fazione, garantirà ore ed ore di divertimento. La gestione delle città è profonda, grazie anche al grande numero di variabili. Insomma, pur con alcuni difetti congeniti di un early access, guardiamo con ottimismo verso un prodotto che se sviluppato con cura e senza fretta, dirà la sua.

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Stellaris si arricchirà con Ancient Relics

Conclusi i festeggiamenti per i tre anni di Stellaris, Paradox ha presentato un nuovo story pack. Si chiama Ancient Relics e sarà disponibile prossimamente per Pc, Mac e Linux.

Questo offrirà due nuovi Precursori, i Relic Worlds da esplorare ed altri tesori archeologici da scoprire.

I giocatori scopriranno le rovine di civiltà a lungo morte in Relic Worlds per ricostruire la storia della loro ascesa e dell’eventuale caduta. Si potranno scrutare le loro città e navi abbandonate per portare alla luce la verità, scoprire potenti reliquie e sfruttarle per le ambizioni del proprio impero.

Vediamo il trailer d’annuncio.

STELLARIS: ANCIENT RELICS INCLUDE

  • Reliquie antiche: Raccogliete ed acquisite preziose reliquie nelle vostre avventure come ricompensa per superare le crisi più gravi o dopo aver completato uno scavo in un sito archeologico e risolto i capitoli. Ogni reliquia offre vantaggi significativi al vostro impero per aiutare nella galoppata interstellare.
  • Antenati: Si incontreranno indizi su due civiltà precursori estinte, il Baol e lo Zroni, la prima viveva in una vasta distesa di plantoidi, quest’ultima era una delle più potenti razze psioniche che siano mai esistite. I giocatori potranno investigare su questi sistemi domestici per capire chi fossero e, cosa più importante, cosa si può imparare dalla loro fine.
  • Mondi passati: una volta pieni di vita brulicante, questi Mondi ora giacciono morti, pieni di rovine desolate e misteri dormienti. I giocatori possono scavare siti archeologici garantiti su questi mondi per esplorare questi resti e portare alla luce potenti cimeli e artefatti.
  • Dig In: Colpite la superficie di una varietà di mondi enigmatici ed alieni con più siti archeologici disponibili per il vostro impero per studiare … o saccheggiare. Ogni sito inizia una storia da uno a sei capitoli da scoprire. Ripercorrete la storia per scoprire artefatti e reliquie che possono diventare dei doni per il vostro impero.
  • Questione di artefatti: Imparare dalla storia è importante, può spesso essere la chiave per comprendere il proprio posto nella galassia. Utilizzando la ricerca archeologica, si possono scoprire artefatti minori, un nuovo tipo di risorsa che può aiutare a rafforzare il proprio impero.

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Pax Nova entra oggi in accesso anticipato

Pax Nova sarà disponibile oggi in early access su Steam.  Puntuale come da annuncio. Lo rendono noto Iceberg Interactive e Greywolf Entertainment, publisher e sviluppatore del grand strategy 4X a turni. Il prezzo è di 24,99 euro con un 10 percento di sconto nel periodo di lancio.

Il titolo ha un’ambientazione sci-fi in cui si controlla il destino di una delle diverse fazioni divise in tre razze. Esplorate nuovi mondi e nuovi sistemi stellari pieni di segreti e nuovi pericoli. Costruite nuove città, espandete la vostra influenza e combattete grandi battaglie sulla terra e nello spazio. Per ottenere un vantaggio nel gioco, guardate la guida per principianti nel video a seguire e scoprite alcune informazioni utili.

Ecco la clip di 10 minuti. Buona visione.

Mike Domingues, capo sviluppatore di Greywolf Entertainment in procinto di rilasciare Pax Nova in early access sottolinea:

Avendo sviluppato diversi giochi in passato, ascoltare la community è vitale per aumentare la soddisfazione dei giocatori e il successo del gioco. Dato che Pax Nova è un traguardo ambizioso, vogliamo davvero assicurarci di ottenere il maggior numero di feedback possibile dalla comunità per continuare a sviluppare il gioco fino al suo pieno potenziale prima del lancio completo.

Il CEO di Iceberg Interactive, Erik Schreuder, afferma:

Conoscendo le dimensioni di questo gioco tutto il resto che lo accompagna, credo che Pax Nova sarà un’aggiunta innovativa ed entusiasmante per tutte le collezioni di giochi di giocatori di strategia 4X.

PAX NOVA IN SINTESI

  • Fazioni: scegliete tra una varietà di razze o personalizzate le vostre.
  • Città: costruite la vostra città “pensierosa”. Scegliete diversi terreni che aiuteranno ad espandere i Gestite il tutto.
  • Opzioni di ricerca e diplomazia: pianificate la vostra strategia. Sfruttate più risorse e possibilità.
  • Combattimento: personalizzate le vostre unità per massimizzare lo sterminio.
  • Geografia: esplortea l’enorme universo di Pax Nova e scoprite altri pianeti e colonie.















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Jon Shafer’s At the Gate su Steam la settimana prossima

Ci siamo quasi. Jon Shafer’s At the Gate, il nuovo grand strategy realizzato dal designer di Civilization V, debutterà la settimana prossima su Steam. Precisamente il 23 gennaio e per Pc Windows, Mac e Linux.

I giocatori vestono i panni di un signore dell’era oscura che deve costruire un reame per rimpiazzare le rovine dell’Impero Romano. Ma non sarà facile. Bisognerà gestire i propri clan, esplorare le terre confinanti, trovare risorse e costruire una forte economia ed una macchina militare.

Il gioco, sviluppato e pubblicato da Conifer Games, costerà 29,99 euro e sarà scontato del 10% per la prima settimana. Jon Shafer, inoltre, sarà presente al PAX South di San Antonio che si terrà dal 18 al 20 gennaio.

CARATTERISTICHE

Una mappa in evoluzione

Le stagioni e il tempo trasformano radicalmente il paesaggio intorno a voi. Il fiume che un tempo fungeva da barriera in estate potrebbe diventare un’autostrada in inverno – sia per voi… che per i vostri nemici.

Gestione dei personaggi

Ognuno dei vostri clan ha tratti e desideri unici, quindi scegliete attentamente come utilizzarli.

Elementi di sopravvivenza e Roguelike

Mantenete i vostri clan nutriti durante l’inverno rigido. Le risorse si esauriscono quindi cerca sempre di più. I tuoi vicini possono essere immensamente forti. Ogni gioco pone nuove sfide e opportunità.

Stile acquerello

Un bellissimo paesaggio acquarello serve da tela per le vostre intelligenti strategie economiche e militari.

Tooltip-in-Tooltips!

Il gioco presenta un’interfaccia utente rivoluzionaria che utilizza “tooltips-in-tooltips” per la prima volta, semplificando notevolmente l’apprendimento senza sacrificare la profondità del gameplay.







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Stellaris: Megacorp arriva il prossimo 6 dicembre

Paradox Interactive ha annunciato oggi la data di lancio del nuovo dlc di Stellaris, intitolato Megacorp. L’uscita è prevista per il prossimo 6 dicembre, e all’annuncio si accompagna un nuovo trailer cinematico che mostra il tipo di atmosfera narrativa che potremo aspettarci. Lo trovate proprio qui in basso, mentre qui trovate la pagina Steam del dlc.

Di Megacorp avevamo già parlato al momento dell’annuncio originale. Ricordiamo, comunque, che l’espansione in questione avrà un pesante accento sull’aspetto economico del gioco, grazie alla possibilità di diventare CEO di una megacorporazione interstellare, costruire ecumenopoli, imbastire flotte carovaniere e vendere schiavi (se necessario).

Vi auguriamo, dunque, buona visione!

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Europa Universalis IV, svelata l’espansione Dharma

Durante il PDXCON 2018, che ormai si sta rivelando una vera fucina di contenuti per i titoli Paradox Interactive, è stata ufficialmente svelata Dharma, nuova espansione per Europa Universalis IV in arrivo prossimamente al prezzo di €19,99.

Dharma pone l’enfasi sulle interazioni internazionali in tempo di pace, in particolar modo per le regioni indiane e quei poteri coloniali interessati ad espandersi verso l’Asia. Di seguito trovate il trailer e un elenco delle caratteristiche principali:

  • Progettazione del governo: sblocco di riforme che definiscono il modo in cui si governa il proprio regno o la propria repubblica.
  • Sistema di politiche ridefinito: le politiche avranno un nuovo look e utilizzi inediti.
  • Investimenti nelle compagnie commerciali: aggiornamento e miglioramento delle province legate alle proprie compagnie commerciali, con bonus sia per gli stati europei che per i partner indiani.
  • Nuovo governo cosacco: solo per i possessori dell’espansione The Cossacks.
  • Nuovi alberi di missioni indiani.
  • Nuove magioni indiane: insieme ad una profonda rivisitazione del sistema
  • Nuovo bonus alla cultura Mughal: l’impero Mughal potrà assimilare più facilmente le regioni conquistate.
  • Commerci migliorati: sarà possibile investire in compagnie commerciali e centri di scambio
  • E tanto altro: nuovi modi di sopprimere le ribellioni, stagione dei monsoni, nuovi utilizzi per i coloni, insulti, team multigiocatore, elementi artistici e achievement inediti.

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Presentato Crusader Kings II: Holy Fury, nuovo dlc per lo strategico Paradox

Paradox Interactive ha presentato ufficialmente, nel corso del PDXCON 2018 in svolgimento adesso, la nuova espansione di Crusader Kings II: trattasi di Holy Fury, che come è facile prevedere dal titolo sarà incentrata completamente sulle guerre di religione, le crociate e in generale sulle lotte tra l’Europa cattolica e i vicini pagani. Essa arriverà in data da destinarsi al prezzo di €19,99.

Di seguito un elenco delle caratteristiche principali insieme all’immancabile trailer di annuncio:

  • Mondi casuali in frantumi: ora si potrà iniziare la partita non solo in una mappa dell’Europa storica, ma anche su nuove lande completamente di fantasia.
  • Logge guerriere: si potranno scalare i ranghi di vere e proprie logge di guerrieri, accedendo così a potenti alleati e abilità militari.
  • Linee di sangue leggendarie: i discendenti di grandi eroi otterranno dei bonus che corrisponderanno alle imprese dei propri padri: sono degli esempi le discendenze di Carlo Magno, Gengis Khan e altri.
  • Corrompi o fatti nemici i vicini: nuove possibilità diplomatiche espanse.
  • Santità: i cattolici più devoti ora possono essere canonizzati, trasmettendo anche tratti positivi ai discendenti.
  • Incoronazioni: i re e gli imperatori feudali devono ottenere l’approvazione e la disponibilità del clero per affermare il proprio potere.
  • Nuovi eventi dedicati alle crociate.
  • Nuove leggi di successione
  • E tanto altro: tra cui cambiamenti alle religioni, nomi personalizzati per persone o oggetti, battesimi più profondi, lista delle persone uccise e tanti altri piccoli cambiamenti.

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Hearts of Iron IV, annunciata l’Anniversary Edition con nuova espansione

Nel corso del PDXCON 2018 in corso di svolgimento questo finesettimana, Paradox Interactive non si è lasciata sfuggire l’occasione di annunciare tante interessanti novità per i suoi titoli già presenti sul mercato. Uno di questi è l’osannato Hearts of Iron IV, che a breve (in data non meglio specificata) godrà non solo di un nuovo dlc, intitolato Man the Guns, ma anche di una corposa Anniversary Edition fisica che includerà, oltre al gioco base con le espansioni, anche un sontuoso diorama prodotto da Power Up Factory. I fan potranno dunque festeggiare degnamente il traguardo raggiunto dal titolo, che ha totalizzato il milione di utenti proprio nelle scorse settimane.

Man the Guns, l’espansione più recente del titolo, si focalizzerà sul dare una maggiore profondità e nuove possibilità di personalizzazione agli aspetti navali della guerra, nuove opzioni per il Focus Nazionale degli Stati Uniti, azioni uniche per la democrazia e tanto altro, tra cui storie alternative differenti e un grosso aggiornamento gratuito che sarà fruibile per tutti i giocatori. Il prezzo, come da standard per questo genere di espansioni firmate Paradox, sarà di €19,99.

Di seguito trovate il trailer dedicato a Man the Guns. Buona visione!

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Europa Universalis IV, disponibile il dlc Rule Britannia

Paradox Interactive annuncia la disponibilità di Rule Britannia, pacchetto di contenuti per Europa Universalis IV dedicato espressamente ad una migliore immersione del giocatore nelle terre europee delle età moderna. Rule Britannia, al prezzo di circa 10 euro, porta novità in particolar modo nelle terre d’Inghilterra, Scozia e Irlanda, ma non disdegna cambiamenti più pervasivi e globali.

Tra questi ultimi, troviamo un nuovo sistema di missioni, dottrine navali, funzionalità dedicate alla condivisione di conoscenze con bonus all’innovatività, e nuovi contenuti dedicati alle Isole Britanniche. Trovate un comodo riassunto nel trailer di lancio in basso.

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Stellaris ha superato il 1,5 di copie vendute

Stellaris, eccellente grand strategy sci-fi firmato da Paradox, ha avuto il merito in questo anno e mezzo dalla pubblicazione di aver appassionato un gran numero di giocatori.

Lo stesso publisher ha confermato i grandi numeri del suo gioco ed ha riportato il dato GameReactor. Lo strategico fantascientifico ha venduto un milione e mezzo di copie. E dire che questo genere è ritenuto quasi di nicchia, destinato ad un’utenza di nicchia. Del resto il bello della vita è anche quello di scardinare alcune convinzioni.

Il merito di Paradox è comunque quello di supportare enormemente i suoi giochi. Stellaris ha ricevuto due giorni fa (il 22 febbraio) una nuova espansione, Apocalypse, (qui recensita dal nostro Giuseppe Filiti) nonché un aggiornamento corposo gratuito. Questa è una prassi della software house svedese che è solita accompagnare le sue espansioni maggiori a grossi aggiornamenti gratuiti che hanno aggiunto, in questi mesi, contenuti e livellato il gameplay sempre godibilissimo.

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