Alaloth si mostra in 10 minuti di gameplay

L’atteso Alaloth – Champions of the Four Kingdoms si mostra in 10 minuti di gameplay. Poco fa, infatti, All In! Games e lo sviluppatore Gamera Interactive hanno diffuso una clip inedita sull’action CRPG che uscirà entro fine anno su Pc ed Xbox One.

Ricordiamo che allo sviluppo di questo gioco di ruolo partecipa anche Chris Avellone che dà il suo supporto narrativo all’opera. Ecco il video che ci dà un buon assaggio di questo titolo. Buona visione.

Il video di commento del gameplay di 10 minuti offre uno sguardo approfondito al prossimo gioco di ruolo isometrico basato sulle abilità. Esplorate l’area di creazione per scegliere il vostro Regno, le abilità specifiche della razza, lo stile di combattimento, il casato, l’allineamento, la divinità e, naturalmente, il nome e l’aspetto. Quindi, raggiungete la capitale di Goldport per conoscere le novità, raccogliere nuove missioni e acquistare articoli per aiutarvi nel vostro viaggio. Infine, esplorate la panoramica della mappa per iniziare la vostra prima missione.

Ambientato in un mondo fantasy, Alaloth si propone di offrire un’azione frenetica con una narrazione profonda. Il titolo vuole portare le dinamiche ARPG ad un nuovo livello con un gameplay basato sulle abilità ispirato da grandi classici e capolavori moderni. Ad inizio dicembre 2019 venne presentato il trailer sulla storia.

CARATTERISTICHE DEL GIOCO

  • Padroneggiate un sistema di combattimento unico e hardcore.
  • Personalizzate il vostro personaggio scegliendo diversi modi di potere, classi e abilità.
  • Esplorate, create, guadagnate reputazione e sbloccate nuove missioni.
  • Scegliete una delle 4 razze giocabili (Umani, Elfi, Nani, Orchi), oltre 40 casati e clan per cui combattere, ognuna con la propria storia.
  • Iniziate la vostra eredità in The Four Kingdoms dopo il primo playthrough.
  • 12 compagni memorabili con la loro storia, i loro retroscena, pronti ad unirsi o combattervi durante il vostro cammino.
  • Storie e personaggi creati in collaborazione con il veterano dei giochi di ruolo Chris Avellone.

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The 7th Circle – Endless Nightmare, Recensione

Viaggiare è insito nell’essere umano: l’uomo lo fa da sempre sia fisicamente che con la mente andando anche nel subconscio esplorando il proprio io. Lo fa come bisogno primario. The 7th Circle – Endless Nightmare ci propone uno di questi viaggi ma lo fa facendoci attraversare scenari infernali ed angusti come se si fosse dentro una prigione fatta di paure, di bruttezze, di oscurità e mostruosità.

Potremmo aprire tante altre discussioni attorno a questo tipo di introspezione e di viaggi mentali ma potremmo annoiarvi, ragion per cui vi parliamo del nuovo titolo firmato da 68K Studios e pubblicato su Steam da Gamera Interactive a fine ottobre per Pc, Mac e Linux.

Un prodotto indipendente made in Italy che ci fa riassaporare – grazie a sue molte sfumature – classici degli anni 90 dei dungeon crawler come ad esempio Eye of the Beholder ma che ne rinnova dinamiche e gameplay. Facendolo, lo diciamo fin da subito, in modo decisamente egregio. Ed è un grande merito perché si tratta di un titolo che si comporta molto bene ed offre un buon grado di sfida.

Senza indugiare oltre, vi parliamo di The 7th Circle – Endless Nightmare, degnissimo erede dell’eccelso Eye of the Beholder e buonissimo concorrente di Legend of Grimrock che nel recente passato, grazie anche al sequel, ha ravvivato questo genere. Buona lettura.

SIAMO SOLI ED I DUNGEONS SONO POPOLATI DA CREATURE OSTILI

Lo scenario è simile a quelli già proposti in passato. Ambientazione oscura, trama molto criptica, soprattutto all’inizio, e tanta ostilità. Il nostro personaggio si libera dalle catene di una prigione ed inizia il suo girovagare in un dungeon che non promette nulla di buono: a terra ossa umane e di animali, casse e tante creature che vogliono farci la pelle.

Inizialmente non saremo armati ma ovviamente nel corso del nostro peregrinare troveremo equipaggiamento sempre più efficacie e materiali per migliorarlo. L’ambientazione è molto dark e, in ogni dungeon, davvero vasti e ricchi di insidie, troveremo un monitor (una delle spruzzate di modernità in un’ambientazione che diversamente avremmo definito fin da subito dark fantasy), che ci illustrerà alcuni frammenti di storia. Un tenue legame tra il presente e su come affrontarlo. Perché il viaggio nel proprio subconscio è sempre complicato soprattutto se – come spesso capita di sentire – i peggiori nemici di noi stessi siamo proprio noi stessi.

Tra passaggi più o meno complicati, portali e buchi neri da sbloccare tramite mini-giochi che nel loro svolgimento e se conclusi daranno anche punti esperienza e interverranno anche sulle statistiche principali come i punti vita ad esempio, il viaggio si farà sempre più esaltante facendo, ovviamente, attenzione alle molteplici creature ostili che popolano questi luoghi inospitali e tremendamente paurosi. Perché dovremmo trovarci li? Beh, vi lasciamo la risposta giocando questo titolo.

LA MORTE È SOLO L’INIZIO

Tante volte avrete letto la frase “La morte è solo l’inizio” per descrivere il gameplay di un gioco? Tante e 7th Circle – Endless Nightmare ne è l’emblema. Il motivo è presto detto: quando malauguratamente il nostro personaggio perderà la vita, sarà possibile trasferire parte delle sue abilità o del suo equipaggiamento all’eroe della prossima partita. Una sorta di eredità. Del resto, ogni personaggio è l’alter ego del protagonista ed eredità alcuni tratti e caratteristiche dallo sfortunato “attore” del passato.

Questa sfumatura roguelike spalanca tanti scenari in ambito gameplay. Nondimeno, anche l’incontro e l’uccisione dei nemici poi sbloccherà le relative schede descrittive (a patto di averne eliminati un determinato numero, ndr) ma anche alcune azioni saranno nella memoria globale come ad esempio l’utilizzo delle armi da lancio o di armature pesanti o di magie. In sostanza, più si utilizzano, più sono efficaci.

Dicevamo che è contemplato anche il passaggio dell’equipaggiamento. Capiterà, infatti, di iniziare una partita con delle casse piene di oggetti ed un messaggio sul muro “A gift for You” (un regalo per te). E questo faciliterà sicuramente almeno all’inizio il suo cammino.

GAMEPLAY INTRINSECO

Tastiera o pad alla mano, il gameplay si presenta piuttosto in modo visto più volte in passato. L’interfaccia sia pure col proprio stile riprende i classici del passato già più volte nominati, a destra in basso prevede le classiche azioni di movimento. La visuale è in prima persona ma non è in 3d. Ci si muove nei labirinti ma è anche possibile con le opzioni che troveremo a sinistra riposare per riprendere le forze, effettuare il level-up, attivare magie ed altro.

Gli sviluppatori hanno anche pensato ad un sistema per scoraggiare gli avventurieri nell’effettuare troppe soste. Talvolta, infatti, si attiva una maledizione che allaga di sangue i corridoi del dungeon corrente e rende le pause più pericolose. In queste condizioni, infatti, quello che dovrebbe essere un riposo ristoratore si trasforma quasi in un incubo rendendo impossibile recuperare in toto l’energia vitale salvo rifugiarsi in zone franche presenti nel livello. Lontani da questa zona, infatti, le creature che vivono in questi meandri si presenteranno interrompendo il ristoro ed iniziando feroci combattimenti.

Abbiamo trovato piacevole anche l’apprendimento delle magie: le troveremo scritte in vari messaggi affissi alle mura delle pareti: basterà leggere e scrivere con la tastiera per attivarle. Una cosa che rievoca il gameplay di alcuni titoli di fine anni ’90, inizio 2000.

COMBATTIMENTO DINAMICO

Il combattimento, inoltre, è uno dei punti cardini del gameplay: è piuttosto dinamico ed è possibile – se si ha la tempistica giusta e le statistiche e le armi a disposizione aiutano – effettuare combo che annichiliscono il nemico. I comandi appaiono in un’interfaccia specifica che si apre ad ogni schermaglia. Sulla destra i comandi per difendersi, schivare, attaccare o lanciare magie. ma è possibile, dipende dalla posizione nella griglia, anche muoversi per evitare di essere colpiti.

Si possono fare danni di qualunque tipo: armi da lancio come martelli o shuriken (le stellette ninja per intenderci), o invocare uno degli oltre 30 incantesimi presenti da imparare. Si possono subire danni in vario modo e per questo in nostro soccorso, oltre alla possibilità di riposare, sarà possibile curarsi con pozioni (magari per togliere le conseguenze di avvelenamento), o riattivare punti vita e punti mana.

Questi, giusto dirlo, contrariamente alle usanze della stragrande maggioranza dei giochi di ruolo, non si ripristineranno al level up del personaggio. Ricordiamo, infatti, che come ogni RPG che si rispetti, i mostri sconfitti daranno punti esperienza. Al passaggio di livello sarà possibile chiaramente distribuire alcuni punti abilità alle proprie caratteristiche: forza, velocità, punti vita, intelletto e così via. I punti mana ed i punti vita aumentano soltanto se si decide di spendere punti abilità durante il passaggio di livello. Questi, col resto dei dati, va a formare la classica scheda personaggio arricchita in basso da alcuni tratti caratteriali suggeriti dagli eventi in game o dalla classe scelta. Ad inizio di ogni partita è possibile infatti scegliere di distribuire un certo numero di punti abilità liberamente o scegliere una classe ed una specializzazione.

Non manca il crafting (è possibile, come detto, migliorare il proprio equipaggiamento-arma con materiali trovati) anche per la realizzazione di pozioni curative.

DAL PUNTO DI VISTA TECNICO E DEI CONTENUTI

Più che dal punto di vista tecnico, The 7th Circle – Endless Nightmare colpisce per il suo gameplay – semplice ma articolato e complesso – ma anche per il suo buon lato artistico. Tecnicamente il compito degli sviluppatori è relativamente semplice visti gli enormi progressi fatti in termini di tool ed altro.

Graficamente il gioco è piuttosto curato sia negli ambienti che nei nemici, sia nelle sporadiche scene animate. L’unico appunto che possiamo fare è che non ci sia troppa varietà mentre sul fronte animazioni ci si è limitati all’essenziale. Fatto bene, per carità, ma essenziale.

Per il resto, però, nulla da ridere anche perché l’atmosfera cupa ed angustiante è resa bene dagli ambienti claustrofobici e dal tipo di creature che incontreremo. Il bestiario è abbastanza complesso e sono tante le cose da fare. Ci sono piaciuti i combattimenti ed i mini-giochi che danno un brio in più.

Buono il sonoro, anche qui essenziale ma competente e funzionale con i tanti momenti difficili che vivremo.

Dal punto di vista contenutistico, il titolo propone 19 livelli enormi più dungeon generati casualmente per molte ore di gameplay. Ogni partita sarà diversa e c’è anche una modalità alternativa alla storia chiamata Inferno.

COMMENTO FINALE

The 7th Circle – Endless Nightmare è una bella lettera d’amore verso i dungeon crawler di una volta. Ed il gioco ha il grande pregio di ravvivare il genere con trovate che rinfrescano il gameplay. Diverse meccaniche (come la maledizione in un livello per evitare al giocatore le troppe pause rigeneranti) sono molto intelligenti.

La componente roguelike rafforza la nostra convinzione di un ottimo gameplay. Ottimi i contenuti, il contesto, la longevità ed il grado di sfida che può essere variabile e che è comunque piuttosto dinamico ma (quasi mai) frustrante.

Un plauso va anche a Gamera Interactive guidato da Alberto Belli che ha avuto il merito di credere ad un prodotto di nicchia (ma di buona qualità) dandogli una chance su Steam. Se amate titoli come Eye of the Beholder, potete tranquillamente scegliere questo gioco, un ottimo prodotto indie realizzato in Italia.

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Timothy and the Mysterious Forest in arrivo

Timothy and the Mysterious Forest arriverà su Steam il prossimo 25 settembre. Lo rende noto lo studio di sviluppo indipendente italiano Kibou Entertainment, già autore di Blood Opera Crescendo, del quale è stata aperta la raccolta fondi su Kickstarter poco più di un mese fa (ne parliamo qui) , assieme al publisher indie Gamera Interactive.

Un nuovo gioco d’azione retrò hardcore a 8 bit, sviluppato con Rpg Maker MV, farà capolino nel vastissimo store digitale di Valve.

Qui il trailer di annuncio. Buona visione.

IL GIOCO

Timothy and the Mysterious Forest presenta uno stile old school (vecchia scuola), con l’implementazione di alcune meccaniche moderne. Un mix di grafica fa Game Boy (fortemente ispirata da The Legend of Zelda: Link’s Awakening) unito da un insieme di meta-narrazione con tre finale diversi. A ciò si aggiunge un sistema di movimento che prevede lo stealth e un combattimento d’azione ad alto tasso di difficoltà. Il gioco mescola elementi dei giochi d’avventura e di esplorazione con altri dei titoli puzzle e stealth.

CARATTERISTICHE CHIAVE

Timothy and the Mysterious Forest

  • Alto livello di difficoltà. Timothy sarà praticamente indifeso, morendo con un solo tocco di nemici o trappole.
  • Combattimento diretto e azione furtiva potranno essere mescolati.
  • Afferrare e lanciare. Degli oggetti specifici, tra cui dei massi, potranno essere afferrati e lanciati sui nemici per ucciderli all’istante.
  • I nemici intelligenti si muoveranno usando dei pattern prestabiliti, e saranno intenti a pattugliare le loro aree di competenza.

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Gamera annuncia Midnight Caravan

Nuovo gioco all’orizzonte per Gamera Interactive. Il team indie italiano ha appena annunciato Midnight Caravan che è in sviluppo per Pc, Xbox One e Switch ed arriverà entro fine anno.

La software house ha anche fatto sapere che il titolo sarà giocabile alla Gamescom 2018 che si terrà tra meno di due mesi a Colonia presso lo stand apposito del team.

Midnight Caravan, come descrive la nota diffusa sul sito, è qualcosa di veramente diverso dagli altri giochi su cui Gamera sta lavorando: è un romanzo visivo.

“Amiamo davvero scrivere qualcosa del genere potendo creare un’avventura che si svolge nel nostro Paese – si legge – Midnight Caravan è una storia interattiva che mette il giocatore nei panni di un uomo vivendo una trama avvincente di vendetta, politica, intrighi, spionaggio e molto altro ancora, attraverso l’intera penisola italiana”.

Il gioco, dunque, racconta la storia di una carovana di emarginati guidata dal giocatore, coinvolto in un viaggio pericoloso, da Roma a Venezia, passando per Firenze. Giocatori d’azzardo, prostitute, assassini, ladri: anche se scelte morali e crimini danno pongono l’accento su tutta la storia.

Un’atmosfera raccapricciante avvolge il viaggio: proteggerete la vostra gente o andrete dritti lungo la vostra strada tentando la fortuna? Vivete la vita nomade di un capo carovana, respinto da tutti senza una ragione, inseguito dalla giustizia e braccato da nemici sconosciuti.

Intanto è già attiva la pagina su Steam e ci sono le prime immagini. Eccole.






 

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Unit 4, Recensione Pc

L’epoca dei platform vecchio stile appartiene al passato. Il genere che è stato conosciuto universalmente in tutto il mondo grazie a Super Mario però grazie alle tante iniziative indie è riuscito a non scomparire ma anzi, di tanto in tanto, a tornare con giochi molto interessanti. Grazie, inoltre, alle possibilità sempre crescenti di hardware e software di sviluppo che permettono di aggiungere quegli accorgimenti che avremmo sempre desiderato quando ci cimentavamo in un platform negli anni ’90.

Ed è dei giorni scorsi l’arrivo su Steam per Pc Windows e su Xbox Store per Xbox One di Unit 4 primo titolo di Gamera Interactive, software house padovana “capitanata” da Alberto Belli e conosciuta anche perché sta preparando un altro progetto (più ambizioso) che si chiama Alaloth: Champions of the four Kingdoms, un gdr al quale collabora uno dei massimi guru mondiali del genere: Chris Avellone.

Ma andiamo al nocciolo del discorso e torniamo a parlare di Unit 4, un platform old school in 2d a scorrimento come quelli di una volta che può essere giocato sia singleplay ma anche in compagnia in cooperativa. Il titolo è sbarcato la settimana scorsa, il 24 maggio (al prezzo di 14,99 euro), presenta grafica in pixel art e tante altre caratteristiche che vi andremo ad elencare. Tra queste, vi diciamo fin da subito, anche la difficoltà che è uno dei tratti distintivi della produzione firmata Gamera. Noi vi parleremo della versione Pc. Buona lettura.

I QUATTRO MOSCHETTIERI DELLO SPAZIO

Unit 4 si contraddistingue per la presenza di quattro protagonisti, quattro eroi che possono agire da soli ma anche in combo. La natura stessa del gameplay lo imporrebbe in certi passaggi. Ogni personaggio ha infatti una caratteristica unica che gli permette di superare un determinato ostacolo o di eliminare un nemico. Caratterizzati da colori e stazze diverse, le loro capacità speciali possono essere comunque utilizzate in contemporanea grazie al multiplayer locale. I nostri moschettieri dello spazio hanno nomi non certo blasonati, trattasi di: Blue, Red, Yellow e Green.

Le caratteristiche peculiari sono le seguenti: il personaggio blu (il capo missione, tra l’altro, almeno così ci è sembrato) può effettuare un doppio salto ed è in grado di attaccarsi alle pareti essendo dotato di una grande agilità; il rosso è molto più potente fisicamente (è, inoltre, visibilmente il più grosso) e grazie ad un potente scatto in avanti può abbattere i nemici nonché spostare determinati blocchi per andare avanti negli stage; il verde usa un rampino e può anche rimanere sospeso in aria attaccato al suddetto rampino; e poi il quarto personaggio (colore giallo) può raggiungere porzioni di livello altrimenti irraggiungibili dagli altri grazie alla peculiarità di attraversare pareti, sbarre e rendersi invisibile ai nemici.

Unit 4 G

Tutti, però, ho un lato in comune: basta un semplice colpo e puff, si dovrà ripartire dall’ultimo checkpoint. Il gioco è piuttosto difficile quasi fin da subito. Non tanto nel padroneggiare i personaggi ma proprio perché l’irruenza sarà una cattiva consigliera e sbagliare passaggi anche all’apparenza elementare diventa problematico un po’ come succedeva in passato, costringendoci – così – a provare e riprovare quella determinata fase. A volte sembrerà di affrontare una difficoltà gratuita anche per alcuni passaggi che appaiono agevoli. Basterà, però, avere pazienza e pensare a possibili combinazioni tra i personaggi per andare avanti spingendo così il giocatore ad ingegnarsi. Oltre che a conoscere a menadito le mosse dei nostri eroi.

Il compito del nostro quartetto è semplice: recuperare un antico artefatto sacro che una civiltà aliena ha rubato durante l’invasione del loro pianeta natale. Ma non finisce qui: oggetti simili in altri pianeti dello stesso sistema solare sono stati sottratti e tutto quel quadrante della galassia sembra essere condannato. I nostri eroi intraprenderanno quindi un viaggio a bordo della Garriott (una navetta spaziale ultimo modello, ndr, il cui nome ci ricorda qualche cosa… magari un famoso autore di giochi di ruolo? Chissà), per riprendersi i vari artefatti e salvare capra e cavoli… spaziali. Ma chi sono questi alieni? Spetterà a noi scoprirlo andando avanti nella missione dove riflessi e pazienza saranno messi a dura prova. Per fortuna segnaliamo la saggia presenza di vari checkpoint che servono a ripartire da un determinato punto dello stage piuttosto che dall’inizio e di conservare le monete raccolte fino a quel momento. Si, perché come in ogni platform che si rispetti, ogni stage è costellato da monetine.

Unit 4 ha comunque alcune varianti: è possibile partecipare a mini-giochi per raccogliere monete e distaccarsi un attimino dalla trama principale. Esistono, poi, anche due negozi in questo quadrante della galassia che serviranno ad acquistare skin per i nostri quattro eroi ed altri materiali per “arredare” la navetta (la Garriott, ndr) con la quale andremo a zonzo per lo spazio. I mini-giochi si sbloccano una volta sbloccato il pianeta successivo. Il primo che vi troverete ad affrontare è la corsa contro il tempo a bordo di un sottomarino a forma di pesce.

PIXEL ART GRADEVOLISSIMA E BUON SONORO

Unit 4 A
Unit 4 B
Unit 4 C

Il comparto tecnico del gioco è adeguato alle aspettative. Non c’è un miracolo tecnico da descrivere né tanto meno altissimi picchi artistici. E’ comunque un lavoro assolutamente più che discreto con alcuni punti interessanti che si alternano ad altri un po’ meno ispirati. La pixel art proposta ci fa tornare indietro all’epoca degli 8-16bit e troviamo piccole chicche come alcune animazioni di contorno ma anche una buona varietà: i 15 stage sono lunghetti e vari con tre ambientazioni principali interessanti, 6 boss da affrontare, ed alcune simpatiche scenette di intermezzo che servono oltre che per narrare la trama anche per scegliere, tramite una simpatica mappa stilizzata, del sistema solare in questione, la meta prescelta. In sostanza viaggeremo nello spazio a bordo della navetta per poi atterrare nella superficie dei vari pianeti ed esplorarli in profondità.

L’aspetto è generalmente tondo e paffutello, più da titolo Nintendo NES o Super NES che altro.

Unit 4 E

A volte troviamo alcune cose che ci ricordano Mega Man, altre Super Mario e così via peccato che ogni tanto ci siano alcuni passaggi anonimi. Non possiamo non elogiare, tuttavia, le bellissime battaglie con i boss, davvero grossi, animati alla grande e duri da sconfiggere.

Bene anche le animazioni che presentano, qua e là, alcune piccole finezze (nulla che ora non si possa fare ma che se avessimo visto 25 o 30 anni fa avremmo gridato al miracolo, ndr).

Notevolissima la colonna sonora firmata da Brad Turner che dà ritmo ed incalza l’azione molto bene oltre che ad essere orecchiabile e perfettamente in stile chiptune.

C’è da notare la mancanza dell’italiano: non che in questo genere di giochi serva tantissimo, però, essendo un team nostrano ci saremmo aspettati la presenza della nostra lingua. Poco male, per fortuna: giocare questo genere di giochi è un po’ come fare l’amore… basta l’intesa…

Unit 4 H
Unit 4 D
Unit 4 F

COMMENTO FINALE

Unit 4 è il primo gioco di Gamera Interactive che si presenta al pubblico come un team indie con le idee chiare. Il platform in 2d offre una grafica in pixel art interessante e varia (anche se con qualche alto e basso, ndr) con buone animazioni mentre le musiche in chiptune sono orecchiabili e gradevoli. Il gameplay è bello tosto e difficile.

Maledettamente all’antica e forse per questo in alcuni punti davvero problematica ma offre tanti spunti visto che i quattro personaggi possono essere utilizzati in modo intelligente per riuscire a superare determinati punti. E’ anche vero che è possibile utilizzare un solo personaggio per chiudere l’avventura ma non tutto perché alcuni personaggi possono andare in zone impossibili da raggiungere.

Insomma, Unit 4 ci è piaciuto perché ci ha fatto fare un sano salto all’indietro e fare una buona sudata. Non è un gioco perfetto ma rende bene l’idea delle potenzialità di Gamera che sta preparandosi per una sfida ben più grande e probante con Alaloth che è sicuramente un progetto diametralmente opposto al simpatico platform.

Chi però, nel frattempo, vuole fare un piccolo passo indietro e rivivere le atmosfere sci-fi in pixel art coloratissima e tonda ascoltando buona musica in chiptune può senza dubbio pensare ad Unit 4 che a quanto si vocifera dovrebbe essere ulteriormente arricchito con patch e dlc. Sarebbe ulteriormente interessante.

 

Pregi

Buona atmosfera retro. Pixel Art generalmente ben fatta e varia. Colonna sonora interessante. Vario. Longevo per essere un platform. Gameplay tosto…

Difetti

… ma forse troppo a volte, al limite del punitivo. Non propone novità sostanziali al genere. Alcuni livelli ci sono parsi più belli degli altri.

Voto

8

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Alaloth: Champions of the Four Kigdoms, l’esperto Kevin Jordan si unisce al team

Kevin Jordan, ex Blizzard ed Obsidian, si unisce a Gamera Interactive per lo sviluppo di Alaloth: Champions of the Four Kingdoms, action gdr in fase di sviluppo da questo team.

E’ la stessa software house italiana ha comunicarlo con una news sul proprio sito ufficiale. Jordan è conosciuto come game designer di World of Warcraft e system designer di Hex: Shards of Fate e Tyranny. Inoltre ha lavorato ad altri gdr di livello quali Pillars of Eternity. Ricordiamo che al progetto, piuttosto ambizioso, lavora anche Chris Avellone, uno dei massimi guru a livello mondiale in ambito di sviluppo di giochi di ruolo.

Alberto Belli, CEO di Gamera ha detto:

“Kevin ha lavorato a molti diversi titoli nei suoi diciotto anni di carriera, si tratta di una persona di grandissimo talento che può mettere la propria esperienza al servizio del game design. La sua presenza aggiunge un enorme valore al nostro team e sono felice di poter dire che Alaloth trarrà grande beneficio e uno spunto ulteriore grazie alla sua conoscenza del genere. Come proprietario dello studio, sono felice nel dare il benvenuto a bordo”.

Alaloth: Champions of the Four Kingdoms sarà presente alla GamesCom di Colonia.

alalothchampionscorporate

 

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Gamera Interactive annuncia il suo primo gioco: Unit 4, arriverà su Xbox One ad inizio 2017

Si chiama Unit 4 e sarà il primo gioco di Gamera Interactive. Lo ha annunciato Alberto Belli, ceo e fondatore della software house italiana ad Xboxwire. Il titolo… Vai all’articolo

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